Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
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(Mario Luzi)

 

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ACQUA !

Post n°1437 pubblicato il 27 Maggio 2017 da atapo
 

VISITA  DI  CONTROLLO

 

le mie calle appena sbocciate

Non si tratta di me stavolta, ma del giardino.
Il giardiniere, una volta seminata l'erba, potato il potabile e piantato il piantabile, aveva detto che sarebbe ritornato per controllare la situazione, raccomandandosi di innaffiare molto nel frattempo per agevolare la nascita e la crescita del prato.
Innaffiare... un  nuovo motivo di discussione in famiglia... perchè mio marito annaffierebbe col contagocce! E' sempre a contestarmi quando propongo di innaffiare, dice che io annego le piante. Sì, talvolta mi è successo, ma in passato, ora ci sto più attenta. Lui invece dà l'acqua quando la terra è secchissima, i fiori avvizziti e le foglie con le punte secche. E capita che sia troppo tardi, l'agonia è già iniziata e non più recuperabile.
Così per il prato, aspettava che la terra si crepasse per dare nuova acqua, tanto, diceva, sotto è ancora umida!
Infatti la diagnosi del giardiniere quando ieri è tornato è stata: -Troppo secco! Quanta acqua gli dai?-
-Cinque minuti di innaffiatura ogni volta.-
-Nooo! Almeno dieci minuti, con questo caldo che arriva, altrimenti l'erba non cresce. E poi devi innaffiare anche sotto i cespugli e togliere le campanelle striscianti che altrimenti soffocano tutto.-

Ecco, c'è un bel po' da fare! E si dovrebbero rinvasare anche certi fiorellini che stanno stretti nei vasetti di plastica del supermercato. Se mi metto ad aiutarlo naturalmente avrà presto da ridire su cosa faccio... come faccio... E poi LUI ha un sacco di altri impegni oltre il giardino... e i suoi telefilm da vedere...
Mah, come andrà a finire?

 
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AMBIGUO

Post n°1436 pubblicato il 24 Maggio 2017 da atapo
 

MAGGIO

Questo mese che lentamente si avvia alla fine anche quest'anno si è comportato come al solito: mi ha sempre offerto di tutto, è stato capace di darmi soddisfazioni e gioie grandissime o di sferrarmi colpi dolorosi da afforntare con difficoltà e stringendo i denti. Il mese del compleanno, quello che si vorrebbe ricordare solo con leggerezza...

Non mi soffermo sugli eventi internazionali che non aiutano certo l'ottimismo e aggiungono ansie e lutti...

Nel piccolo della mia insignificante vita commemoro ricordi tristi di questo mese nei tempi passati e vi aggiungo l'ultima perdita, anche se solo di un animaletto, temo per certe complicazioni che si palesano all'orizzonte familiare, vivo con fatica questo danno della mancanza di poter usare la patente da parte del marito.

Abbiamo saputo la data della fatidica visita per riaverla: il 27 luglio! PIU' DI TRE MESI APPIEDATI!

Non si uscirà più: lui non vuole andare in treno nè in corriera, il bus lo innervosisce con i tempi di attesa. E non parlo di grandi viaggi, che quelli ormai da tre anni ce li siamo scordati, ma nemmeno cinema, teatro, gite, sagre...insomma uscire di casa per una distrazione qualsiasi .

Stop ad uscite serali perchè qui dopo le 21 c'è un bus ogni ora e i taxi sono rari e carissimi. Se non si elemosina un passaggio da qualcuno... ma i nostri rapporti sociali non sono abbondanti.

Domenica in un paese confinante con Firenze c'era la sagra del lampredotto di cui lui è golosissimo: ci siamo andati, bus e passeggiata... che stress! Ha brontolato dall'inizio alla fine, per qualsiasi cosa soprattutto ciò che riguardava il percorso e i mezzi di trasporto! Si placava solo quando aveva la bocca piena! E abbiamo mangiato veramente bene, ma io mi chiedevo:-Chi me lo fa fare?- e dubitavo di reggere altre escursioni simili. La spesa mi tocca farla in bus e carrettino, poca per volta perchè non posso portare pesi, quindi più di frequente... Lui per ora è andato solo in bicicletta a comprarsi il vino che stava finendo, ho provato a dirgli di prendere anche qualcos'altro, ma sulla bici non ci stava!

Saltano anche i mercatini dell'usato che dovevo fare tra maggio e giugno, mia figlia non può essermi di aiuto, visto che sarebbero stati un po' lontani da casa.

Insomma, se il bel tempo pareva aiutarmi a riprendere un po' di ottimismo, questa storia va proprio in direzione contraria.

C'è solo la piccola consolazione che mi sta dando il mio giardino: l'erba spunta, timidamente e lentamente. Controllo con ansia le piantine verdi appena sistemate: mi sembra che non tutte attecchiscano in buona salute, venerdì tornerà il giardiniere per un controllo e mi dirà.

Però ci sono fiori: le calle come l'anno scorso, uno degli iris piantati da me è fiorito e, a sorpresa, sotto il melograno, tra foglie strane e sconosciute ancora dal "bosco" precedente a noi, ora sono comparsi piccoli iris gialli e azzurri, poco appariscenti, di forma un po' strana, probabilmente selvatici.


E Libero mi ha fatto una sorpresa: dopo tanto tempo riesco di nuovo a caricare le mie foto!!! La prima è il MIO iris appena fiorito, quello che vedete anche a ornare il blog.

Per la prossima foto del giardino attuale ho deciso di aspettare che l'erba sia cresciuta... e mi auguro che sia presto!

 

 

 

 
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GATTO E NON SOLO

Post n°1435 pubblicato il 19 Maggio 2017 da atapo
 

BETO


Entrò in casa mia a fine estate del 2000. Grande poco più del mio pugno, era un batuffolo peloso.

E urlante, anzi miagolante disperato. Il suo pianto l'avevo sentito ancor prima che si aprisse la porta e mia figlia ce lo mostrasse nella piccola scatola di cartone. Finalmente avevamo un gatto! Mio marito si era intenerito alle richieste insistenti di mia figlia e aveva ceduto... e prima che potesse cambiare idea arrivò Beto, da una cucciolata bastarda tra i monti del Casentino. Come calmarlo? Lo presi delicatamente dalla scatola, mi sistemai sul divano e lo appoggiai sul mio petto, dalla parte del cuore. Non si fa così con i cuccioli d'uomo appena nati? Lui si tranquillizzò... e da quel momento me ne innamorai... e forse anche per lui fu lo stesso.

Penso che troppo presto sia stato allontanato dalla mamma, la buona educazione da gatti l'ha sempre praticata in modo sommario, o forse è il suo carattere fatto proprio così, esuberante, cocciuto e indipendente, un vero gatto Alfa, come la scienza definisce i tipi come lui, infatti l'ho soprannominato AlfaBeto . Da giovane ne combinò di tutti i colori: passò in casa mia i primi sei anni della sua vita, il fior fiore della sua vitalità e capacità dispettosa e distruttiva... e lasciò tracce su mobili e divano. Mio marito tentava di educarlo a ciabattate, gli effetti erano nulli, allora mio marito disse che era allergico al pelo di gatto e tirò un sospiro di sollievo quando dopo sei anni mia figlia se lo portò con sè dopo il matrimonio. All'inizio lo prendevamo ancora a casa nostra durante i viaggi dei suoi padroni, però mio marito continuava a brontolare allora dato che abitavamo vicini Beto restava a casa sua da solo ed io divenni la sua cat-sitter. Negli anni in cui era ancora a casa nostra io ebbi grossi problemi di salute, alcuni interventi chirurgici mi costrinsero ferma per parecchio tempo: Bero è stato la mia pet therapy, così il nostro legame si è rafforzato, sembra che lui capisca le mie parole...

Col passare degli anni si è calmato, è diventato un bellissimo e dignitoso gattone rassegnato a convivere con una famiglia di umani sempre più affollata, quattro bimbi sono nati e hanno imparato a convivere con lui, ad accarezzarlo, giocando sotto il suo sguardo vigile e osservatore.

Diverse volte qui ho parlato di lui...

Gatto di casa, al massimo l'uscita nel loro piccolissimo giardino a scaldarsi al sole, ad acchiappare insetti, ad annusare tracce nell'erba. Le prime volte usciva con un guinzaglio, mia figlia aveva paura che scappasse, poi libero, perchè la vita "fuori" per lui non aveva attrattive. Solo l'estate scorsa una volta uscì da sotto le sbarre della recinzione. Nessuno se ne accorse, erano tutti in casa., dopo circa un'ora suonò una signora del vicinato per avvertire: -Il vostro gatto è fermo davanti al portone d'ingresso del palazzo, forse vuole rientrare.- Aveva fatto una passeggiata attorno all'isolato e gli era bastata... A volte mi chiedo se sia giusto tenere così in casa animali che sarebbero fatti per stare in mezzo alla natura, non mi convince ripetermi che poi si abituano alle esigenze di noi umani...

Diciassette anni sono passati e da stamattina Beto è salito sul ponte dell'arcobaleno.

La vecchiaia ha fatto il suo corso e la sua storia è terminata, spegnendosi pian piano...Le ultime carezze e gli ultimi grattini mi devono lasciare la sensazione del suo pelo morbido... Solo tre giorni fa, quando stava già male, gli avevo accarezzato una zampina e lui era riuscito a stringere piano le unghie prendendomi il dito, come faceva sempre, quasi a volermi dare la mano... ma i suoi bellissimi occhi continuavano a restare socchiusi. Mi manca come mancherebbe un amico che se ne va per sempre e mi sento molto triste. I bambini con stupore chiedono:-Ma allora non torna più? Non lo possiamo più accarezzare?- E' un nuovo mistero importante della vita, su cui stanno meditando.

In tutto questo, una cosa mi aiuta: l'abbiamo sepolto nel mio giardino, laggiù tra l'acero e la nuova piccola quercia. Quando al mattino farò la mia passeggiata quotidiana, oltre alle mie piante ci sarà un ricordo e un saluto anche per il mio "gattolone".


 
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ANFITRIONE

Post n°1434 pubblicato il 17 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

DOPO L' OLIMPO

 


Sono discesa dall'Olimpo…

Cioè: è finita l'impresa teatrale dell'Anfitrione.

Siamo stati proprio bravi, tutto è filato liscio, abbiamo aggiustato qualche momento in cui c'erano dimenticanze, come solo i bravi attori sanno fare (modesti eh!) e il pubblico ha assistito ad un bello spettacolo, ha applaudito e si è complimentato alla fine.

Io ho portato in scena, per esigenze di copione, una bellissima piantina di verbena che avevo acquistato il giorno prima e mantenuto con la massima cura perché aveva un ruolo importante: "è il fiore preferito dal re degli dei", diceva una mia battuta… e ora finirà nel mio giardino!

Ad un certo punto in scena alla regina Leda, che stava parlando con Alcmena, stava cadendo la treccia posticcia che aveva fissato con le forcine… Toccava a me entrare (io ero la nutrice di Alcmena) per dire loro alcune cose, allora prima di iniziare il mio discorso ho detto: “Permettete regina che vi aggiusti l'acconciatura?” e ho sistemato la faccenda che stava diventando un po' imbarazzante...e tutto è proseguito come se niente fosse.

Siamo tutti contenti, la regista è raggiante perché ha avuto elogi anche da persone importanti che conosce. Direi che lei ci è salita ora sull'Olimpo!




Stavolta abbiamo avuto un fotografo bravissimo che oltre a farci la ripresa video ci ha scattato foto eccezionali, è riuscito a far venire quasi bene anche me! Su Facebook ha già pubblicato l'album e stavolta sono le sole foto che avrò dello spettacolo, perché mio marito è stato impegnato con la gestione delle luci e della musica quindi non poteva fotografare. Se ne copio qualcuna qui poi fra poco tempo spariranno, non c'è sintonia fra Libero e Facebook!

Già abbiamo deciso la serata-pizza-di-lavoro-o-quasi, in cui fra un boccone e l'altro discuteremo (e non solo) di come è andata e dei progetti futuri: è quasi sicuro che lo replicheremo in autunno come facemmo con Brecht l'anno scorso, nello stesso teatro del pese vicino Firenze…

Ma per ora ci si riposa.

Io invece il giorno dopo, cioè domenica, avevo il mercatino svuotacantine del mio quartiere, organizzato con mia figlia facendo i salti mortali per trasportare le cose, visto la non-patente di mio marito. Così lunedì mi sono ritrovata distrutta e c'erano tante incombenze arretrate da smaltire, casalinghe e non, accumulate dal periodo delle prove continue.

Solo oggi è il primo giorno in cui mi sento “quasi normale” senza una stanchezza enorme e un sonno insopportabile.

Cercherò di gestire bene le mie forze, perché la stagione teatrale per me non è ancora finita: fra quasi un mese mi aspetta qualcosa al teatro delle Spiagge: sarà un lavoro facile, ma non per questo lo prenderò sottogamba e mi impegnerò come d'abitudine. E come al solito gli ultimi giorni precedenti saranno di fuoco...

 
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CI SIAMO

Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

ANFITRIONE

 


Alcmena e Zeus

 

Questo è il titolo dello spettacolo che presenteremo domani sera, noi della compagnia "Gli Spostati". Andiamo sul teatro classico greco stavolta, rielaborato dalla nostra estrosa regista.

La compagnia "funziona", qualcuno zoppica un po' di più, ma speriamo sempre che l'affiatamento che c'è fra noi ci aiuti se avremo momenti di esitazione...

Da una decina di giorni facciamo prove intense e prolungate, un giorno sì e uno no e il giorno di mezzo a me (e non solo) serve per riprendere le forze. Domani finalmente... MERDE, MERDE, MERDE!

Nelle ore precedenti, oltre al ripasso, devo preparare gli oggetti di scena che tocca a me portare e sistemarmi i capelli che saranno... alla greca, tirati in alto con tutti i ricciolini: niente parrucchiera, faccio da sola con l'aiutino di un gel leggero ma formidabile ad arricciare.

Stavolta il pubblico troverà sulle sedie un foglietto col "programma di sala", cioè la trama e una piccola spiegazione: in effetti la storia è un po' complicata. La regista ha incaricato me di scrivere questo programma (dice che dopo i raccontini su Facebook mi ritiene la più adatta), allora stavolta vi trascrivo qui quello che ho scritto per il pubblico, così lo racconto anche a voi...

 

"Il mito di Anfitrione è stato rappresentato nei secoli da vari autori: Plauto il primo, poi Molière, Giraudoux…

Come di ogni mito antico, ne esistono diverse versioni: a tutte le precedenti aggiungiamo ora questa che presentiamo oggi, rielaborata dalla regista ( .......). e messa in scena dalla compagnia “Gli Spostati”

Giove si innamora facilmente e questa volta i suoi sensi sono accesi per Alcmena, la bella regina di Tebe, moglie di Anfitrione.

E' una coppia felice e Alcmena è moglie fedele: dunque una conquista difficile!

Lo stratagemma escogitato da Giove con l'aiuto di Mercurio sarà di trasformarsi in Anfitrione, sostituendosi a lui, mandato in guerra, per una notte d'amore con l'ignara Alcmena. Da questa unione dovrà nascere Ercole.

Per Giove l'incontro è stato così affascinante che vorrebbe una seconda notte d'amore, ma stavolta non potrà ottenerla con l'inganno: le notizie scendono dall'Olimpo verso Tebe e si allargano per tutta la Grecia, il popolo è felice che la scelta divina cada sulla propria sovrana, porterà benefici e onori a tutta la città! Alcmena è disperata, rifiuta di cedere alla passione di Giove, anche lei pensa ad un inganno: quando Giove verrà sotto le spoglie di Anfitrione, nel buio incontrerà Leda regina di Sparta, così sarà salvo l'onore di Alcmena. Peccato che il primo ad arrivare sia invece il vero Anfitrione, che finirà tra le braccia di Leda credendola sua moglie.

Un doppio tradimento dagli sposi che si ritenevano fedeli…

Ma Giove trasformato in Anfitrione ha capito l'umanità e i sentimenti che provano i mortali, quindi donerà alla coppia di Alcmena e Anfitrione la sua amicizia e l'oblio di quanto è successo.

Loro continueranno ad amarsi ed Ercole nascerà."

 
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SOTTO SILENZIO

Post n°1432 pubblicato il 10 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

FACENDO  FINTA  DI  NIENTE

 


 

Non avevo voglia di festeggiare il mio compleanno, nemmeno di ricordarmi che ci fosse, lo sentivo come un peso: gli anni che si accumulano e si fanno sentire, il peso di questi mesi, anzi ultimi anni senza una tregua di relax. Non sono tragedie, è vero, ma a lungo andare mi hanno logorato...
Avrei voluto in regalo una gita: domenica pomeriggio a Gorgognano c'era una festa, un concerto, banchi di prodotti tipici della zona. Per chi mi conosce da poco, Gorgognano è il paese che non c'è, sull'Appennino bolognese, completamente distrutto al passaggio del fronte perchè stava sulla Linea Gotica. Lì era nata la mia mamma, lì era stata sepolta la mia nonna materna e nemmeno il cimitero era stato risparmiato dalle bombe, tutto completamente raso al suolo. Sempre stato ricordo tragico per la mia mamma, ha passato a me questo senso di perdita e l'unica volta che andai lassù dove non vidi niente se non pochi ruderi sepolti dalla vegetazione ne riportai una grande tristezza.
Ebbene, da qualche anno gli abitanti della zona hanno voluto recuperarlo in qualche modo: c'è il cartello che lo indica, la cappellina unico resto del cimitero è stata restaurata, davanti hanno spianato una radura dove ogni tanto organizzano camminate, manifestazioni, concerti, per mantenere un legame col passato. Queste iniziative mi emozionano sempre, a volta ne vengo a conoscenza troppo tardi, ma ora tramite facebook è più semplice e stavolta avremmo partecipato... fino al problema del senza-patente che ci ha costretto a rinunciare e ho provato così ancora una volta una tristezza immensa per quelle mie radici distrutte...
Nemmeno la torta a sorpresa mi ha comprato il marito, perchè di lunedì le pasticcerie sono chiuse...a supplire  malinconicamente ho tolto dal congelatore una piccola crostata ai lamponi del Lidl e basta così.

Ma passare sotto silenzio non si può perchè tante persone mi hanno fatto gli auguri, tra facebook, blog e messaggi, naturalmente li ho graditi come manifestazione di amicizia o quanto meno di un pensiero gentile nei miei confronti e quelle poche parole a cui si accompagnavano a volte immagini spiritose o romantiche mi hanno riscaldato il cuore e con piacere ho risposto a ciascuno, impiegando in questo modo molto tempo di quella giornata: come se li avessi lì con me a farmi compagnia.
Tra i "fiori virtuali" che mi sono arrivati, mi hanno colpito quest'anno soprattutto un mazzo di lillà e i ranuncoli selvatici in un prato... ricordi d'infanzia!

Certo, il ricordo principale dei miei compleanni di bambina erano le rose rampicanti di casa mia che fiorivano giusto in questo periodo, indimenticabili per profumo e bellezza e che io consideravo come un regalo per il mio compleanno.

Però i lillà e i ranuncoli li incontravo e li amavo ogni primavera come segno della bella stagione ormai consolidata, verso maggio, quando correvo a giocare insieme ai miei piccoli amici nei prati e nei boschi intorno casa mia, adesso questi fiori restano la nostalgia di una spensieratezza e di un senso di libertà ormai impossibile da ritrovare...

 
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LA PATENTE

Post n°1431 pubblicato il 06 Maggio 2017 da atapo
 

RINNOVARE

Monet, Signora in giardino

Era un pomeriggio piacevole, giovedì scorso: tempo discreto, il giardiniere e il suo aiutante finalmente piantavano nel giardino i nuovi alberelli scelti. Una quercia, un arancio e un pero, che tenerezza vederli così piccini e fragili, con la necessità di un sostegno per crescere diritti. Sono così graziosi! L'arancio ha già fatto i fiori, è sulla buona strada. Intanto si chiacchierava, il mio amico giardiniere mi dava consigli, si prendevano le decisioni per le piante che dovranno formare la siepe…

Finalmente anche il giardino si avvia alla sistemazione decente e questo mi rallegrava.


Mio marito era uscito per acquisti. E' tornato un po' scuro in viso, si era accorto che stava girando con la patente scaduta, ha telefonato per sapere come e dove rivolgersi per rinnovarla velocemente.

E qui la mazzata: poiché mio marito ha delle patologie che richiedono una visita particolarmente accurata corredata da diversi esami medici, deve prima fare tutta questa trafila e nella città c'è un solo ambulatorio in cui fanno questa visita, da richiedere naturalmente quando si hanno i risultati degli esami richiesti, e questo posto ha liste di attesa di almeno due mesi. Tutte queste BELLE notizie sono state raccolte tra giovedì e venerdì, ormai era tardi per avviare la procedura, cioè per richiedere gli esami necessari nella sua situazione clinica. Se ne riparlerà da lunedì prossimo.

Il suo amico M, che deve fare lo stesso percorso dopo che ha avuto problemi al cuore, gli ha detto che gli esami dovrà rassegnarsi a farli privatamente, date le liste di attesa che ci sono, pagando… pagando...se vuole accelerare il tutto… E che queste cose è bene che vengano avviate diversi mesi prima della scadenza della patente, se non si vuole rimanere A PIEDI per un tempo indefinito.

Come siamo noi ora, chissà per quanto, pare saranno mesi! Non mi dilungo sulle difficoltà e i problemi che questo ci procura, già ne ho scoperti diversi e chissà quali salteranno fuori ancora…

Fra poco è il mio compleanno: -Questo è proprio il regalo che mi mancava!- Gli ho detto parecchio innervosita.

E dentro di me ho maledetto il fatto di non aver mai preso la patente: non credo di aver fatto molti errori nella mia vita, ma questo è stato senz'altro il più grosso!

E un pomeriggio iniziato così piacevolmente è terminato così male. Possibile che si debba pagare tutto così caro?!

 

 
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CASANOVELA

Post n°1430 pubblicato il 01 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ALLE CALENDE GRECHE

 


Firenze, il Giardino delle Rose

L'operaio specializzato che ci fece l'intonaco esterno e il cappotto deve tornare per alcune rifiniture al muro esterno tra il giardino e un edificio confinante. Di questo si cominciò a parlare già qualche tempo fa. Ricordando i tanti mesi che questa persona ci fece aspettare per il lavoro precedente io non ero molto ottimista e la sua solita frase:-Quando verrò? Vi farò sapere...- non lasciava presagire nulla di buono. Infatti il tempo passava e nessuna novità.

Ma all'inizio di maggio il giardiniere dovrebbe mettere l'erba e a sistemare le piante, per questo sarebbe meglio che il muro fosse già sistemato. Così, come al solito, ho cominciato a tormentare il marito perchè sollecitasse il lavoro del muro entro fine aprile.

- E' un lavoro veloce, ci vuole poco tempo, ora sono molto impegnato quindi lo farò sabato 29 aprile, al mattino di buon'ora sarò da voi. Me lo ricordi per sicurezza qualche giorno prima.- aveva assicurato l'operaio.

Però mio marito si è dimenticato di dare un colpo di telefono "qualche giorno prima", io l'ho scoperto venerdì quando gli ho chiesto: -Allora per domattina è confermato?-

-Oh no, mi sono dimenticato!- Io stavo uscendo per una prova del teatro, mi sono raccomandata, ma al mio ritorno, ormai di sera tardi, la telefonata non era stata fatta.

-Mandagli almeno un messaggio, così se ci sono problemi ci avverte.- Non ha mandato nulla, al mattino dopo ci siamo alzati e preparati per tempo (di sabato!!!) , poi verso le otto mio marito gli ha telefonato...

Non mi sono nemmeno sorpresa quando poi mi ha riferito che l'operaio si era dimenticato dell'impegno preso con noi e stava andando da sua madre per fare un certo lavoro da lei... ma non dovevamo preoccuparci perchè era una cosa semplice e per le 17,30 sarebbe venuto da noi.

Per fortuna c'è l'ora legale e ci si vede fino a tardi, questo è stato il mio commento, per non lasciarmi sfuggire di peggio.

Ma la giornata per me si era già rovinata...

Comunque lui non si è visto nè alle 17,30 nè alle 18... alle 18,30 ha chiamato dicendo che il lavoro da sua mamma era più complicato del previsto quindi non ce la faceva. E TI PAREVA!!!

Però confabulando al telefono con mio marito pare che anche il lavoro da noi sia più complesso di quanto sembrava all'inizio, quindi...?

Ora c'è il ponte, poi il giardiniere è già fissato (anche lui ad acchiapparlo ...), mica si può lavorare ad un intonaco in giardino mentre qualcuno sposta terra, semina erba e mette alberi!

Conclusione: il lavoro al muro salta per ora, se ne riparlerà quando l'erba sarà sistemata e cresciuta: tra un mese? Due mesi? Ma lavorando al muro, temo io, si rovinerà in quella zona, si dovrà rimettere l'erba da capo...

E quando telefoneremo all'operaio dicendo:-L'erba è a posto, può venire.- sarà già stagione calda, quella in cui lui ha tutti i lavori grossi degli intonaci nelle case nuove, quella per cui già con il cappotto ci rimandò di altri mesi...

Ecco perchè io sono parecchio esasperata, dopo che questa ristrutturazione va così dall'autunno del 2014 e ancora non se ne vede la fine!!!

 
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RESISTENZA

Post n°1429 pubblicato il 26 Aprile 2017 da atapo
 

AGNESE

 


 

Il 25 aprile per me ha sempre un significato: il ricordo della LIBERAZIONE, la fine di quel periodo tragico che non ho vissuto, ma ho imparato a conoscere già dalla più tenera età per le allusioni, i racconti e i ricordi che venivano dalla mia famiglia.
Come tutti gli anni, volevo fare qualcosa di... storico, di commemorativo, anche minimo, anche solo un pensiero, una lettura, un ascolto di qualcosa.
C'era anche la ZAP (Zona Altamente Partigiana) al centro sociale: un pomeriggio di canti, spettacoli, momenti comunitari sull'argomento e come altri anni passati ero dell'idea di farci un passaggio.
Invece mio marito ha deciso che, visti gli impegni prossimi, ieri era l'unico giorno in cui saremmo potuti andare insieme alla Fiera dell'Artigianato, grande manifestazione annuale fiorentina. L'ho accontentato, anche se non la sentivo proprio adatta al 25 aprile... ma sono così poche le occasioni in cui accetta di buon grado di uscire insieme!
Però alla sera, anche se eravamo stanchissimi, l'ho "trascinato" a teatro e se non ci fosse venuto sarei andata da sola. Al solito mio teatro delle Spiagge, vicino casa, c'era proprio un evento per il giorno della liberazione: lo spettacolo "Agnese odiosa Agnese", già in circolazione da diversi anni sempre con successo.

 

E' ispirato dal romanzo di Renata Viganò "L'Agnese va a morire", come se ne fosse la prosecuzione, dopo aver immaginato che la protagonista non morisse nel finale, ma vivesse e invecchiasse fino ad arrivare ai giorni nostri: una vecchia solitaria e scorbutica che incontra un giovane dagli ideali ancora confusi alla ricerca di un suo posto nel mondo. Sono due generazioni che devono riuscire a parlarsi, ad accettarsi, a capirsi, immersi nella realtà odierna consumistica e superficiale da cui entrambi, per ragioni diverse, si sentono estranei.
C'è ancora necessità di fare Resistenza, di non arrendersi, di impegnarsi, di non piangersi addosso... "Quello che si deve fare va fatto." ricorda Agnese dei suoi anni tra i partigiani, anche ora nell'ultima fase della sua vita i ricordi continuano a spronarla pur nell'angoscia di quello che dovette sopportare. C'è in sottofondo un continuo rombo di aerei nelle scene in cui Agnese è sola, il rumore del silenzio assordante per quanto è pieno di memorie...
Lo spettacolo mi ha molto emozionato, ho rivissuto gli ultimi anni della vita della mia mamma, certi suoi ritorni col pensiero al passato, ai suoi accenni a fatti di cui non mi aveva mai parlato, come se volesse depositarli nella memoria e prolungarli nel tempo... Ho sentito fortemente quel muro che spesso si alza tra le generazioni perchè è difficile trovare linguaggi e modi giusti per farsi capire senza fraintendimenti, mentre invece sarebbe così importante accettarsi e comprendersi reciprocamente.
A fine serata mi sono convinta di aver celebrato degnamente anche quest'anno il 25 aprile.

 
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POMERIGGIO GELATO

Post n°1428 pubblicato il 22 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

 

 

Da alcuni anni a Firenze c'è il Festival del Gelato, in primavera e alla fine dell'estate: due settimane in cui in una piazza di Firenze una ventina tra i migliori artigiani gelatieri si contendono il primo premio con le loro creazioni più originali.

Il pubblico assaggia, ne gode, vota il gusto preferito. Per fare questo si deve acquistare una CARD non proprio economica che dà diritto ad un certo numero di assaggi.

Si può però tentare la fortuna perchè una rivista di Firenze mette in palio ogni volta un certo numero di CARD a chi la richiede tramite mail: i primi 20 (mi sembra) se la aggiudicheranno e potranno mangiare gratis i migliori gelati d'Italia e non solo. Ecco, io due anni fa riuscii a vincere una CARD: avevo diritto a sei assaggi, che in realtà erano normali coppette di quelle piccole. Devo dire la verità che mangiare SEI gelati uno dopo l'altro verso la fine mi costò un po' di fatica, ma... quando mi sarebbe ricapitata una simile occasione? Insomma, arrivai in fondo all'impresa e senza nemmeno un mal di pancia successivo.

Quest'anno ho tentato di nuovo la sorte e... ho vinto ancora la CARD!

Ho detto a mio marito che sarebbe stato carino andarci insieme, ci saremmo divisi i gelati, ci saremmo divertiti e... avrei evitato di farne indigestione! Ancora non sapevo che quest'anno gli assaggi consentiti erano ben 18! Le porzioni erano più piccole, venivano servite in mini-coni di ottimo biscotto, ma insomma alla fine la quantità di gelato da gustare diventava abbastanza considerevole.

Per fortuna stavolta eravamo in due ed è stato proprio... uno sballo! Dai gusti quasi classici di creme varie più o meno corrette con altri sapori, alla mandorla arricchita da bergamotto o croccante o cioccolata, dalla panna ai fiori di sambuco, alla fragola all'aceto balsamico, dalla curcuma con i pinoli, al cioccolato che più nero non si può... agli altri che non ricordo, ma tutti squisiti.

 


 

Così ieri pomeriggio abbiamo fatto questa dolce maratona di gelati, in un luogo che più bello non si potrebbe: il piazzale Michelangelo, che tutto il mondo conosce e che tutti i turisti visitano perchè da lì si vede il panorama più completo di Firenze! Era una bella giornata anche se un po' ventosa ed io ero contenta anche per essere riuscita a portare fuori di casa per qualche ora mio marito... per una causa così nobile!

E visto che naturalmente data la folla non siamo riusciti a parcheggiare vicino al piazzale, è stata molto piacevole anche la passeggiata per arrivarci, risalendo e dopo scendendo lungo il viale alberato e fiorito, con tanti iris lungo i pendii, questi fiori simbolo della nostra città e che hanno una grazia così delicata.

Cercherò di mettere un iris fotografato da me ad incorniciare per un po' questo blog...

 
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FINALMENTE

Post n°1427 pubblicato il 20 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ARRIVI

 


 

Proprio stamattina.

In auto percorrevo una strada di estrema periferia quasi campagna, ero ferma ad un semaforo su un ponte che scavalca uno dei tanti piccoli fiumi affluenti dell'Arno, ammiravo quel bel paesaggio di verdi primaverili e squillanti, di scintillio dell'acqua, di nuvolette di panna nel cielo terso... ecco, proprio nel cielo, finalmente LE RONDINI! Le prime che vedo quest'anno! E non poteva accadere in un posto migliore, da cartolina di auguri pasquali, da immagine di un libro di lettura per bambini!

Tante, uno stormo. Sfrecciavano e si abbassavano vicino al corso d'acqua, l'avevo notato gli anni scorsi che è più facile vederle vicino all'acqua. Provenivano da sud, pur volando in tondo tendevano a spostarsi verso nord... davano l'idea di essere appena arrivate. Erano davvero belle, ora la primavera è completa, bisogna essere più sereni e leggeri dentro!


Nel mio giardino, anche se così poco invitante, altri uccellini si stanno servendo abbondantemente di rametti e chissà cos'altro per preparare i nidi, sul leccio è ritornata la coppia di colombacci dell'anno scorso (credo) e si sono riappropriati del loro vecchio nido: avremo nascite fra poco?

Oggi pomeriggio ho sentito uno strano verso dal cielo sopra il giardino, ho alzato gli occhi per scoprire il nuovo alato: gabbiani! Ce ne sono molti lungo l'Arno, ma io abito abbastanza lontana, oggi sono arrivati fin qui e si sono fermati a lungo sui tetti delle case vicine, lanciandosi richiami. Sarà un inizio di colonizzazione? Però i gabbiani sono abbastanza sfacciati e ingombranti... e lasciano cadere certe "pozzanghere" bianche che insudiciano dappertutto...

Mah! Aspettiamo le LORO decisioni, se la nostra zona sarà di LORO gradimento...


 
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PRANZO DI PASQUA

Post n°1426 pubblicato il 16 Aprile 2017 da atapo
 

GRAZIE ALL' AGNELLO

 


 

Come in molte altre Pasque, anche quest'anno io e mio marito saremmo stati da soli.

Con tutti i lavori in corso di questi periodi, l'organizzare e l'invitare era l'ultimo dei nostri pensieri e i figli di solito hanno consuoceri molto più solerti di noi. Ci saremmo incontrati lo stesso con figli e nipoti: proprio ieri era il compleanno di Riccardo e tutti eravamo stati invitati al pomeriggio a festeggiarlo a casa sua.

Per il nostro pranzo pasquale mio marito aveva detto: -Voglio prepararlo io un pezzo di agnello, cercherò su internet una ricetta che mi ispiri.- Sì, siamo un po' carnivori... ed anche tradizionalisti!

A me toccava di procuraglielo questo agnello in uno dei miei giri al supermercato. E l'ho trovato: una bella spalla con poco osso e molta carne, era solo un po' abbondante per due persone, ma era la più piccola che ci fosse venerdì e ormai il tempo era agli sgoccioli. Naturalmente il marito aveva brontolato che era troppo. -Congeleremo quello che resta- gli avevo detto.

Però ieri pomeriggio alla festa di Riccardo, fra una pizzetta, un regalo e un palloncino, ho chiesto a mio figlio:-Cosa fate domani a pranzo?-

- Ancora dobbiamo decidere, al pomeriggio andiamo a Pistoia dagli altri nonni...-

Gli ho detto dell'agnello abbondante, avremmo potuto pranzare insieme.

-Vedremo, ti farò sapere.- Però mi sembrava poco convinto.

Anche a mia figlia ho raccontato dell'agnello, se per caso loro avessero voluto venire a pranzo da noi... se non andavano dai suoceri...

-Assolutamente no! Domani vogliamo stare tranquilli a casa nostra senza impegni nè orari!-

Però in tardissima serata mi ha mandato un messaggio: ci avevano ripensato, accettavano l'idea di venire da noi: sfido, almeno per Pasqua si sarebbe tolta il pensiero di cucinare e rigovernare per sei persone!

E stamattina presto ci siamo telefonate: lei faceva delle polpettine per i bambini che probabilmente non avrebbero gradito l'agnello, il mezzo chilo di ragù che avevo appena preparato sarebbe servito per una teglia di lasagne per le quali mi avrebbe portato besciamella e sfoglia a pronta cottura..

Ma non è finita: poco dopo mi ha telefonato mio figlio, sarebbero venuti anche loro!

La macchina organizzativa si è messa in moto a pieno ritmo per nutrire 10 persone (a Cesare per ora ci pensa la mamma), ero sicura che la torta pasqualina che avevo preparato ieri, il risotto alla zucca (l'ultima della stagione), la pastiera e una crostata ai lamponi che tenevo surgelata di emergenza... insieme a quanto già previsto avrebbero sfamato tutti.

E così è stata una bella giornata tutti attorno al tavolone, con una grande varietà di sedie, piatti e bicchieri perchè servizi da 12 ce l'abbiamo solo per le posate.

E la porta finestra era aperta sul giardino, coi bimbi che dopo pranzo, mentre i grandi si sono attardati a tavola, correvano dentro e fuori, dal giardino alla sala dove si organizzavano con lo scatolone dei giochi: ormai fanno da soli, non hanno bisogno di noi per divertirsi.

E' stato tutto così imprevisto e improvviso, ma così semplice e così bello, nemmeno troppo faticoso per me. Tutti insieme, insperatamente... non accade spesso purtroppo! Dopo le previsioni malinconiche, è diventata proprio una bella Pasqua!

 

 

 
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RITARDO

Post n°1425 pubblicato il 12 Aprile 2017 da atapo
 

RONDINI

 


 

1 aprile 2013

11 aprile 2012

6 aprile 2011

11 aprile 2008

In queste date, in questo blog, ho scritto con gioia del ritorno delle rondini qui a Firenze.

Sono andata a ricercarle appositamente, perchè quest'anno di rondini ancora nemmeno l'ombra. E dire che ho spesso la testa per aria a guardare il cielo, mi piacciono le nuvole e in questi giorni da un momento all'altro mi aspettavo di vederne almeno una o due di rondini, quelle che vengono in avanscoperta.

Niente! Nemmeno nel parco lungo il fiume! Le aspetto con impazienza ed ora anche con un po' di inquietudine: perchè non sono ancora arrivate? Ha un senso o un motivo questo ritardo? Tornerà il freddo? La stagione ancora non è stabilizzata? Che cosa captano questi uccellini che senz'altro hanno sensi molto più affinati dei nostri per scoprire i misteri della natura?

E' che senza rondini la primavera è più povera, io non riesco a sentire del tutto la bellezza e la gioia della stagione nuova... e quest'anno ho tanto bisogno di cose belle che mi facciano stare serena e meno tesa, che mi rilassino...

Osservo che le date scritte sopra si riferiscono agli anni più tranquilli fra quelli che ho trascorso da quando scrivo qui: negli altri anni c'erano in atto situazioni tali per cui avevo ben altro a cui pensare, altrochè cercare le rondini nel cielo!

Neppure quest'anno è tranquillo, eppure mi mancano...

 
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CASANOVELA

Post n°1424 pubblicato il 09 Aprile 2017 da atapo
 

FILI

 


 

Siamo di nuovo in alto mare.

E' finito l'impianto di irrigazione, ma il giardiniere ancora non si fa sentire… direi che fra lui e mio marito non si sa chi ha i tempi tecnici più eterni!

Comunque mio marito, senza soluzione di continuità, si è già buttato a capofitto in un altro lavoro: deve completare l'impianto elettrico della casa, già fatto per fortuna, ma ci sono dei perfezionamenti lasciati tutti ad un esperto come lui!

Questo vuol dire che lavora DENTRO casa e non in una stanza alla volta, perché i collegamenti vanno dappertutto, ma “l'opera” si diffonde in tutte le stanze quasi in contemporanea. Dato che le scatole con gli attacchi, le derivazioni e i fili si trovano spesso in angoli abbastanza nascosti ecco che è necessario spostare i mobili, anche per accedere più comodamente. E naturalmente attrezzi dappertutto e fili, fili interminabili che spuntano da tutte le parti!

Il mio muovermi per le stanze deve essere prudente per non inciampare, il mio decidere in che stanza restare a far qualcosa deve confrontarsi con le sue necessità in quel momento di lavorare proprio in quella stanza, o di togliere la corrente, o di spostare qualcosa…

Insomma, un cantiere! Una sera addirittura alle 23,30 c'era il letto ancora ingombro di cose che aveva spostato, lui era a guardare la TV, io gli ho chiesto: -Dove pensi di dormire stanotte? Ah, già, ma tu soffri d'insonnia, non hai bisogno di un letto… Devo andare in albergo?-

Nei momenti in cui il tutto è più caotico mi sento di nuovo quel malessere e quel nodo allo stomaco che ho avuto per mesi quando c'erano i muratori e noi eravamo ancora molto accampati… Sono diventata allergica ai lavori di ristrutturazione!

Naturalmente questo significa che LUI continua a NON esserci per nessun altro motivo o impegno che non sia di vitalissima importanza. Tendo a pensare che lo faccia apposta, cioè sia un suo modo di essere: buttarsi allo spasimo in lavori che gli consentano di non farsi “incastrare” o di non accettare altre proposte più leggere e socializzanti. In una parola, nella vita bisogna sempre soffrire o trovare il modo di complicarsi le giornate.

E io che faccio? Tutto il resto del casalingo mi tocca, ormai LUI vuota solo la lavapiatti e cucina le fettine perché dice che io le cuocio troppo…

Con la casa in queste condizioni sento di nuovo il bisogno di uscire, di evadere: avrei parecchio da fare anche in casa, ma tanto non ci riesco! Vado fuori quando mi è possibile in queste calde giornate di primavera, ma in giro da sola e innervosita non è una grande piacevolezza e poi avrei tanto da sistemare in casa… e da studiare…

Quanto durerà ancora? E dopo sarà più tranquillo almeno per un po'?

Ho voglia di vita NORMALE.

 
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COPPIE

Post n°1423 pubblicato il 05 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

COPPIE  ANTICHE

 

disegno di Van Gogh

Quando faccio i mercatini svuotacantine, capita che incontri più volte qualcuno che fa il mio stesso "mestiere" e che magari ritrovo più o meno vicino di postazione. Così nelle ore morte si cominciano a scambiare due parole, si osservano e si commentano reciprocamente le proprie mercanzie... Una giornata è lunga da passare e purtroppo non sempre c'è la folla desiderata di possibili compratori.

C'è una coppia maxi, cioè sia lui che lei sono di dimensioni molto ingombranti, entrambi sono appassionati di questo lavoro, da quanto ho capito ogni fine settimana non si lasciano sfuggire un mercatino, si lamentano perchè certe volte ce ne sono due in contemporanea e scegliere è difficile...
Conoscono un sacco di gente, sia fra gli altri venditori sia fra chi arriva a curiosare... sfido io! Non perdono un'occasione! E si vede che questa attività gli piace molto, da come sono sempre allegri: lui ogni tanto si mette anche a cantare, lei sa molto su quello che ha sul banco e sui fatti di questo e quest'altro, mi ha dato suggerimenti e spiegazioni sugli oggetti che espongo io...
Il loro banco è diviso in due parti: lei vende un po' di tutto, come me, soprammobili, ceramiche, servizi più o meno completi, borse, cappelli, foulards, penso li raccolga da persone che vogliono disfarsene e loro due, che non hanno certo problemi a sollevare e caricare sul furgone scatoloni e oggetti pesanti, probabilmente svuotano solai e cantine. Il marito invece fa collane, braccialetti, anelli e gioielli vari, tutti bellissimi. Sua moglie mi ha raccontato che era il suo lavoro in una ditta famosa, poi quando è andato in pensione ha continuato per hobby e per venderli in questo modo, naturalmente è espertissimo di perle e pietre dure. Mi sono molto simpatici, si percepisce dalla loro allegria quanto siano affiatati in questa attività che fanno insieme per riempire i giorni della loro terza età.

Poi c'è un'altra coppia, molto diversa: sono parecchio anziani, sono piccini, minuti quasi diafani e silenziosi. Il loro banco è sempre una sorpresa, espongono di tutto e ogni volta ci sono oggetti di generi nuovi e spesso molto particolari, che fanno restare a bocca aperta. Davanti alla mia meraviglia e alla mia domanda: -Ma dove trovate queste cose strane?- Mi hanno detto chiaramente che svuotano case in cui ci sono eredità delle quali i padroni vogliono disfarsi, così si ritrovano anche oggetti molto antichi e particolari.
Io credo che non si rendano bene conto del valore di certe cose perchè fanno sempre prezzi bassissimi: prima di Natale avevano uno scatolone pieno di statuine del presepio di quelle antiche di terracotta dipinte a mano, con soggetti molto originali che non avevo mai visto in altri luoghi. Le vendevano a pochi euro ognuna e se uno ne prendeva un po' facevano anche lo sconto! E pensare che i collezionisti sborsano tanto per queste statuine! Io ne comperai alcune, un angioletto graziosissimo lo tengo sempre sulla mia scrivania, da tanto che è bello non ho voluto chiuderlo insieme agli altri pezzi fino al prossimo Natale.
L'ultima volta che ci siamo trovati al mercatino avevano tantissimi libri, riviste, album... per ogni pezzo chiedevano 1 euro. Io ho frugato e ho trovato libri molto antichi, dell'inizio del '900, ho comperato una rivista d'arte di quel periodo che presenta l'art déco come novità, è scritta in inglese, ma per me sono godibili già le immagini! C'erano anche diversi album di schizzi e disegni a matita molto belli: loro non sapevano nulla della provenienza o degli autori, io gli ho raccontato che qualcuno in banchetti simili magari ha ritrovato opere di artisti molto famosi, che poi hanno avuto un valore astronomico... loro si stringevano nelle spalle:-Cosa vuole che ne sappiamo noi!- A loro basta raccattare qualche euro, forse per arrotondare le pensioni...Anche questa piccola coppia mi è molto simpatica, si vede che questo lavoro? hobby? li accomuna molto.

E io me ne sto sola al mio banchetto: mio marito scarica gli scatoloni, non monta nemmeno più il tavolo perchè ho imparato a farlo io, sparisce, torna all'ora di pranzo per mangiare un panino insieme, risparisce, torna alla sera quando io ho riposto e sgomberato tutto a ricaricare gli scatoloni...

 
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IN CASTIGO

Post n°1422 pubblicato il 30 Marzo 2017 da atapo
 
Tag: memoria

LIBERTA'… INTERIORE.

Al gruppo di teatro "I ragazzi over 65" quest'anno ci occupiamo... degli anziani!

Sembra facile, viste le nostre età, ma non è così!

La nostra giovane regista ci fa anche scrivere, perchè nello spettacolo finiranno parti dei nostri racconti, oltre che le ispirazioni da un libro che stiamo leggendo, ma di cui ancora non parlerò!

La settimana scorsa dovevamo scrivere una nostra esperienza, di quando ci siamo sentiti liberi, io sono ritornata alla prima infanzia e dato che il mio raccontino, che ho letto a tutti, pare sia piaciuto, ho pensato di riproporlo anche agli amici da queste parti...

 



Quando ero piccola, molto piccola, ero parecchio birbona secondo quanto diceva la mia mamma e spesso finivo in castigo.

A dire la verità non ricordo assolutamente che cosa combinassi di così grave, ricordo soltanto di un grosso danno quando giocando maldestramente ruppi il vetro di un mobiletto porta-liquori molto bello e particolare: il vetro era curvo, non se ne trovavano per sostituirlo, ricordo i conciliaboli dei miei genitori col vetraio e la sua sostituzione con listelli di vetro affiancati un po' in curva, unico modo per rimediare… e quei listelli sono rimasti fino a quando non abbiamo disfatto la casa di mamma, fissando nella mia memoria quel disgraziato incidente.

Invece ricordo molto bene come funzionava il castigo…

Nella cucina di casa c'era un alto mobile-credenza di legno colorato in giallo e celeste, tipico degli anni '50, tra il fianco del mobile e la parete della stanza restava uno spazio piccolo, ma sufficiente a “contenere” una piccola bambina come ero io allora. Quello era “l'angolino del castigo” e dopo una solenne sgridata e magari anche qualche scapaccione ecco la pena definitiva gridata dalla mamma: -Vai nell'angolino del castigo e rimani lì finché non ti chiamo io!-

Che fosse un modo per togliermi dalla circolazione per un po' ed evitare nuovi danni? Ma io non arrivavo allora a sospettare tale motivazione e rassegnata mi rintanavo in questo piccolo spazio, dove nessuno più mi vedeva ed io restavo isolata da tutti e da tutto.

Non mi dispiaceva poi tanto… lì pensavo, fantasticavo e mi inventavo storie: il piccolo ripiano su cui si appoggiava la parte superiore della credenza diventava un piccolo palcoscenico su cui le mie dita erano i personaggi… si inchinavano principesse, correvano cavalli… così passavo il tempo, non mi sentivo affatto in castigo, né i sensi di colpa mi facevano rinsavire, anzi, mi sentivo soddisfatta dalle belle storie che mi raccontavo, dimenticavo in fretta l'umiliazione delle sgridate e il bruciore degli sculaccioni.

Solo una cosa mi metteva in crisi in quella situazione: a volte venivano in casa delle clienti della mia mamma che a domicilio riparava le calze velate. Se una di queste signore arrivava mentre io stavo nell'angolino del castigo, non vedendomi in giro per la casa chiedeva: -E la bimba dov'è?-

La mamma rispondeva: -E' nell'angolino del castigo, perché....- e raccontava il “fattaccio” del giorno.

Ecco, solo in quelle occasioni io avrei voluto sprofondare e sparire davvero...

Nota: la credenza dell'immagine l'ho trovata in rete: è molto simile a quella della mia infanzia.

 
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QUANTO TEMPO

Post n°1421 pubblicato il 25 Marzo 2017 da atapo
 

ULTIME  DAL  GIARDINO



 

E' passata quasi una settimana dall'ultima volta che ho scritto qui… e non me ne sono nemmeno accorta!
Qui il tempo vola via, nonostante non succeda niente di rilevante. In realtà ho avuto alcune cosucce da fare oltre alla solita routine: alcune spedizioni nei supermercati per le provviste (ora con questo lavoro all'impianto di irrigazione mio marito NON C'E' per nient'altro), ricognizioni in armadi e guardaroba per cercare oggetti per il teatro, lo studio e anche un compito scritto sempre per il teatro.
Sono stanchissima, dormirei in continuazione e vado a rilento nel fare tutto. Ho preso una pausa anche dalla ginnastica in piscina, perché non ne avrei avuto le forze. Mi sento svuotata, senza energie né entusiasmo, la ricerca di pensieri positivi che mi diano un po' di carica è sempre più difficile. In realtà fuori di me non c'è nulla di grave, ma è un disagio tutto interiore che non riesco a controllare. Avrei bisogno di una vacanza, sarà per quello…
Avevo già in mente un nuovo post, su alcune coppie che ho incontrato (un po' come seguito alla coppia dei vicini di casa), ma i giorni sono passati veloci, lo scriverò un'altra volta.
Oggi vorrei soltanto ricordare che in giardino l'impianto di irrigazione è finito, è stato collaudato… e funziona, meno male! Restano da sgomberare diversi bidoni di macerie e da richiudere qualche buco. Ci è voluto SOLO UN MESE in più del previsto…
E oggi è tornato il giardiniere: finalmente potrà seminare l'erba, mettere le piante nuove, sistemare quelle che già ci sono, o meglio che sono rimaste dopo lo sbancamento per l'impianto… Spero che inizi presto.
In questi ultimissimi giorni ho scoperto che il limone ha qualche fiore e qualche piccolissima foglia nuova: bene, ha superato l'inverno! Ora gli faremo un po' di cura ricostituente.
Gli iris crescono a vista d'occhio, di fiori non se ne parla ancora, è già tanto se ci sono le foglie dai rizomi interrati in autunno.
Le nandine nei vasi sotto il portico hanno qualche foglia nuova, io già temevo che non si fossero ambientate,
invece fra poco le metteremo nel terreno a fare la siepe. Le cicas che avevo comperato insieme alle nandine invece sono  sempre ferme, speriamo che metterle in terra gli faccia bene!
Nella parte del giardino che resta sempre in ombra continuano a resistere, insieme all'edera, piccole piante verdi su cui non ho mai visto fiori da quando stiamo qui: oggi, finalmente, ho notato alcune piccole gemme di petali avvolticciolati ancora su se stessi, colore viola scuro: che siano pervinche? Mi piacerebbe molto, le pervinche mi ricordano i prati e i boschi della mia infanzia…Vedremo.
Ecco, se il giardino fiorisce mi sento meglio anch'io.

 
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CONTRAPPASSO

Post n°1420 pubblicato il 19 Marzo 2017 da atapo
 

L' ERBA DEL VICINO...

 


 

Conoscemmo i nostri vicini ancora prima di entrare ad abitare in questa nuova casa. Dai giardini confinanti: noi di qua a discutere con le maestranze delle ristrutturazioni, loro di là nelle loro faccende giornaliere, uscivano in giardino probabilmente anche per la curiosità di vedere chi sarebbe venuto ad abitare in quel terratetto abbandonato da anni.

Così ecco qualche scambio di parole e di informazioni: erano una coppia più anziana di noi, lui un omaccione sospettoso e brontolone nel prendersela con tutto e tutti, di poche parole ma svariate imprecazioni che passavano siepi e muri, lei una donnona mite e piena di sospiri che lo lasciava dire e gridare con la sopportazione delle lunghe convivenze e dell'abitudine al lasciar correre per non suscitare guai peggiori... Hanno un figlio di qualche anno maggiore del nostro che purtroppo è gravemente invalido per un incidente avuto da piccino ed esce raramente in carrozzina accompagnato da infermieri o volontari. Una vita difficile deve essere stata per loro!

Se il nostro giardino era una giungla per i troppi anni di abbandono, il loro non era da meno, solo che la giungla si era formata da loro per la sovrabbondanza di alberi e piante che il marito aveva piantato nel corso degli anni e che curava il giusto, lasciando che il tutto si intrecciasse e si intricasse in modo quasi selvaggio.

Inutile dire quanto mi piacesse il loro giardino, mi ricordava moltissimo il giardino di quando ero bambina, quello del nonno (in effetti questo signore aveva qualcosa del mio nonno, nella durezza del carattere): rifugio di gatti e uccelli di ogni tipo che cantavano a tutte le ore del giorno e anche della notte. Mio marito invece storceva il naso...

Poi questo Signore Padrone si è ammalato e usciva sempre meno, poi è stato ricoverato all'ospedale, infine è morto.

E qui è avvenuta la trasformazione.

Sua moglie è sembrata liberarsi da un peso, è come rinata, come se finalmente avesse lasciato un'oppressione che la logorava...

... e ha iniziato a liberarsi anche di altro...

Innanzitutto il giardino, ha fatto estirpare tutto il groviglio di piante, ha tenuto solo alcune rose e qualche ciuffo di aromatiche, ha regalato a noi le piante di lamponi, ha fatto abbattere tutti gli alberi tra cui un fico e un albicocco enormi, lasciando solo una palma e un alberello che ora sta facendo fiorellini rosa. Via tutto! E dissodato... poi seminato a prato, solo prato. In quei giorni del "disboscamento" io ci stavo così male: guardavo lo scempio ed era come se togliessero una cosa mia, mi dicevo:"Ma non toglieranno mica anche questo... e quest'altro..."

E invece giorno dopo giorno tutto spariva... anche gli uccelli. Ora ce ne sono molti meno, gli è rimasto solo il mio leccio un po' rachitico e il mio melograno spoglio su cui rifugiarsi.

La signora dice che tutti quei canti le davano fastidio, ora sì che si sente meglio!

Ha fatto svuotare e ristrutturare i casottini che, come noi, ha in fondo al giardino, che erano diventati deposito di un po' di tutto, avanzi e cianfrusaglie, ci ha messo davanti una panchina e ora il giardino suo è diventato SERIO. E come le è cresciuta in fretta l'erba! Una bella erba folta con i fiorellini della primavera.

Accanto il nostro giardino è vergognoso, sempre un campo di battaglia dopo gli sbancamenti per l'impianto di irrigazione non ancora concluso, nemmeno le erbacce si azzardano a crescere, terra, fango, detriti, mucchi di sassi, qualcosa di buono che c'era già l'anno scorso non rispunta, chissà se è morto o dov'è finito...

Ma la signora non si è accontentata del giardino: ha rifatto anche alcune stanze dentro casa, con macerie e mobili da buttare. E rumori, rumori dei SUOI muratori...

Proprio appena noi avevamo finito di avere i lavori (e i rumori) dei NOSTRI muratori! Come se si fosse voluta vendicare di due anni in cui ci ha sopportato in ristrutturazioni, una specie di contrappasso. Che poi chi ha lavorato da lei non è stata una ditta, ma alcuni suoi parenti che quindi non avevano orario, venivano quando potevano, a volte anche di sabato e domenica, a volte stavano fino a sera tardi!

Ora pare abbia finito, ha iniziato la sua nuova vita che si è sistemata come vuole, sembra più serena e rilassata, le auguro che se la goda un po' di più di prima con quel marito cerbero...

E io guardo ancora tristemente, accanto al suo, il mio giardino che a confronto sia con la giungla precedente che col prato e cespuglietti attuali è ancora molto, ma molto squallido, forse ancora di più dell'anno scorso.

 
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COMPLEANNO ROSA

Post n°1419 pubblicato il 14 Marzo 2017 da atapo
 

FESTA IN ROSA

Domenica era il compleanno della mia nipotina D, tre anni ha festeggiato!

Ho già raccontato qui la sua passione per il colore rosa, dunque la festa è stata tutta di questo colore.

 


 

Noi nonni non c'eravamo, nella casa piccola che hanno, oltre a genitori e fratellini, a stento sono entrate ieri pomeriggio alcune sue amichette con le rispettive famiglie.

Però sappiamo dagli acquisti dei giorni precedenti che, oltre alle candeline, era rosa tutto ciò che poteva esserlo nell'apparecchiatura e negli addobbi.

I genitori e i fratellini le hanno regalato la bicicletta rosa e pare che lei riesca a pedalare anche nel soggiorno di casa, a slalom tra fratelli, mobili e giocattoli.

 


 

Due giorni prima era stata a casa nostra e noi nonni le avevamo dato il nostro regalo: era senza fiato dalla gioia, perchè il pacco era avvolto in una carta dai fiori rosa e legato con un fiocco rosa. Una volta sfasciato il tutto... ecco uno zaino rosa con l'amatissima gattina Kitty, che D userà da settembre alla scuola materna e dentro allo zaino un libro con una storia proprio adatta a lei, che si intitola "Voglio tutto rosa". Io appena l'avevo visto in libreria mi ero detta che era IL SUO! E da venerdì se lo è già fatto leggere e rileggere...

 


 

Chissà quanto durerà ancora questa preferenza esclusiva?

La mia amica di Bologna ha una nipotina di circa un anno e mezzo, mi ha detto pochi giorni fa che anche la sua comincia a manifestare questa inclinazione spiccata per il colore rosa. Questa bimba ha un fratello e alcuni cugini maschi, non frequenta l'asilo nido, ma sta con mamma e nonni, dunque le possibili influenze sociali su questo colore di "genere" non dovrebbero essere rilevanti...

Allora se ritorniamo a ciò che mi chiedevo nel primo post su questo argomento, a quale ipotesi dare credito?

 
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COME E' ANDATA

Post n°1418 pubblicato il 09 Marzo 2017 da atapo
 

NIENTE  MIMOSA,  NE'  FESTA

 


 

Non mi piace la mimosa. E' un fiore bello in piena fioritura, ma dura pochissimo ed è così delicato che si sciupa con niente e dopo… puzza soltanto!
Non mi piace l'8 marzo, che tanto so come la pensa mio marito su questa ricorrenza e  da molti anni non ne parliamo più: giorno da passare sotto silenzio e indifferenza dentro casa mia, per non litigare.
Quest'anno di diverso c'era  lo sciopero, per un sacco di motivazioni validissime, anche se non è con lo sciopero di un giorno che si affronta questo tipo di problemi, secondo me.
Avevo annunciato in casa già da giorni che ieri sarei andata in centro e mi sarei presa un “quasi-giorno libero”, non avrei fatto nulla di casalingo: sarei passata alla manifestazione, poi in libreria, poi nel pomeriggio letture e studio del copione... e stranamente non c'erano stati commenti ironici in casa.

Ma ho scoperto che lo sciopero toccava anche i bus: soppressioni, ritardi… Ecco! Andare in centro mi diventava impossibile. Però volevo fare lo stesso qualcosa tutto al femminile, così mi sono accordata con mia figlia: saremmo uscite insieme al mattino (con Cesarino mammadipendente nella fascia a tracolla) per andare da Emmaus a cercare qualche “occasione” anche non indispensabile. Ma era necessario aggregare pure Damiano che non andava alla scuola materna perché ha troppa tosse: per fortuna Damiano è il più tranquillo dei quattro.
Ancora: ieri mattina stessa hanno dato l'avvertimento che scioperava il personale ausiliario alla scuola di Martino e bisognava andare a ritirarlo alle 12,30, ecco che le nostre ore di libertà si riducevano! Un bel disagio improvviso per i genitori che lavorano, questo sciopero mi era diventato antipatico.
A quel punto mi è sembrato doveroso che tutti restassero a pranzo a casa mia: addio alla mia liberazione dalla casalinghitudine per un giorno, visto che mio marito sta a tempo pieno nel giardino per terminare a tappe forzate il famoso impianto di irrigazione!
Alle 14,30 mia figlia è uscita per ritirare dal nido Diletta, lasciandomi i due più grandi, che si sono tuffati tra i nostri giornalini e i nostri libri, hanno scoperto delle schede che io usavo quando insegnavo e hanno voluto eseguirle, naturalmente dovevo guidarli nel lavoro, soprattutto Damiano che sta imparando a leggere da solo.
Quando mia figlia e la bimba sono tornate ormai era ora di merenda, così nuova apparecchiatura, preparazione di cibarie e bevande, sbriciolio dappertutto.  Si vedeva che mia figlia si rilassava, con noi nonni a gestire i marmocchi insieme a lei (perché ora avevo fatto gli occhiacci a mio marito, così aveva rinunciato per un po' al lavoro in giardino e ci dava una mano).
Se ne sono andati verso le 17,30 giusto in tempo per rientrare prima che tornasse dal lavoro il loro babbo.
Ed io esausta mi sono distesa sul letto, mi sono dedicata al copione, poi un boccone per cena, poi alle prove del teatro.
Mio marito è uscito di nuovo nel giardino, per la cena che si arrangiasse!

Che faticosa giornata della donna, così senza mimosa… né manifestazione, né riposo: tutto sostituito da figlia e quattro nipoti!

Alle 23,30 LUI si è deciso a svuotare la lavapiatti e mi ha avvisato che potevo riempirla, la pila delle stoviglie sporche di tutta la giornata e di 6 mangiatori era arrivata ad altezze da record. Gli ho detto che se voleva la riempisse lui, io non ci pensavo affatto!
Come credete che sia finita? Le stoviglie sono rimaste lì fino ad oggi alle 14, con l'aggiunta di quelle della colazione e del pranzo, perché io stamattina avevo la piscina e solo alle 14 ho potuto (e voluto) dedicarmi a loro.

Già, ma oggi è il 9 marzo, non è più la FESTA DELLA DONNA, tutto è rientrato nella normalità...

 
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