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Creato da: giampi1966 il 13/03/2006
Questo blog si propone di promuovere la politica come servizio e la coerenza dei politici con gli obbiettivi programmatici. Troppo spesso l'agire del politico è distante anni luce dal suo programma e da ciò che professa. Per poter rinascere la politica deve sapersi imporre alle varie pressioni e deve guardare lontano.
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Cerca in questo BlogTagCitazioni nei Blog Amici: 59 Qui sotto alcuni dei messaggi del blog che a mio parere meritano di essere letti. Ringrazio i visitatori che usufruendo di questa funzione dimostrano un approccio non superficiale al blog. Mi raccomando date un'occhiata anche ai Tags I miei Blog Amici -
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Post n°528 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, armamenti, assessore e consigliere, C.G.I.L., Calabria, casta, cattolicesimo, Cobas, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, economia, insegnanti, Italia, laicità, Lombardia, lotta, marxismo, meridione, mondo del lavoro, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, pubblico impiego, R.D.B., religione e politica, scuola, sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia politica, sud, università e ricerca, welfare La “riforma” prevede un legittimo sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti), gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi. Ma la riforma si ferma qui, perché in realtà non si tratta di una vera riforma, ma solo di un espediente per far cassa sulle spalle della scuola pubblica, quindi a rimetterci saranno i giovani (che non hanno la possibilità di accedere alla scuola privata) gli insegnanti precari che saranno espulsi dal sistema scolastico ma anche gli insegnanti di ruolo che avranno sempre meno tempo da dedicare ai laboratori ed alla ricerca e dovranno coprire i sempre più numerosi buchi che si verranno a creare. Ma alla Gelmini e al Governo queste cose non interessano, non importa che le scuole non hanno i soldi per le fotocopie o per aggiornare i vetusti laboratori (e poi si parla, a sproposito, di inserimento nel mondo del lavoro), a loro interessa unicamente utilizzare il denaro pubblico per finanziare l’esercito, le ronde, le auto blu, gli stipendi dei deputati, le banche, le imprese del capo e naturalmente le scuole private.
Post n°527 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da giampi1966
Tag: assessore e consigliere, casta, coerenza politica, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, elezioni, giustizia, Italia, Lombardia, mafia, moralità, parlamento, partiti, personaggi, progetto politico, pubblico impiego, sinistra, Slai Cobas, storia politica Sulla giustizia spesso mi tocca essere d’accordo con l’IDV, anche in questo caso concordo con le parole pronunciate oggi dal suo leader Antonio Di Pietro: "Solo in un regime fascista e piduista si può accettare che i ministri o il Capo del governo non debbano andare dal giudice se hanno commesso dei reati. In un Paese normale sarebbe più giusto dare la precedenza e non l'impedimento". A mio parere un politico, dovendo amministrare la cosa pubblica, dovrebbe essere immune da ogni sospetto e dovrebbe valere la regola della protezione innanzitutto dell’interesse pubblico, quindi il politico sospettato dovrebbe essere sospeso ma dovrebbe aver diritto ad un processo velocissimo che chiarisca subito la sua posizione e naturalmente se innocente la reintegrazione (e l’eventuale indennizzo del danno) deve essere immediata, così come l’eventuale condanna deve prevedere (in realtà questo tipo di aggravante la legge già la prevede, ma non viene applicata) una maggiorazione di pena legata al fatto che vengono lesi interessi pubblici. Non è pertinente con il messaggio (o forse si) vi consiglio di leggere il comunicato dei lavoratori di Rosarno, in Italia esiste ancora la schiavitù clicca qui
Post n°526 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da giampi1966
Tag: assessore e consigliere, casta, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, elezioni, gesù, giustizia, informazioni utili, Italia, Lombardia, lotta, mafia, mondo del lavoro, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, sinistra, storia contemporanea, storia politica, università e ricerca Esistono in questo paese degli italiani che resistono, che non si arrendono allo squallore politico e morale imperante, che lottano, si ingegnano e a volte perdono la vita, sto parlando dei vari Falcone, Borsellino, Livatino, Impastato, La Torre, Dalla Chiesa, Berlinguer, Ambrosoli, Don Puglisi, ecc... sto sparando dei nomi a caso, comunque la lista è lunghissima e comprende, giornalisti, magistrati, preti, appartenenti alle forze dell'ordine ma anche politici (completamente diversi da quelli odierni), militari, scienziati, dottori, semplici funzionari ecc... Ma in Italia queste persone vengono presto dimenticate, persone di tale levatura, vengono celebrate solamente da alcune associazioni e/o dai parenti stretti, se va bene viene affissa qualche targa (che rischia di essere tolta da qualche sindaco di turno). In Italia però ci si appassiona a celebrare gli eroi della casta, personaggi che hanno contribuito al degrado attuale, personaggi complici del clima di odio, corruzione, falsificazione della verità e di violenza di stato che ha devastato il nostro paese. Siamo quasi riusciti a riabilitare Bettino Craxi... il prossimo chi
Post n°525 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da giampi1966
Tag: cattolicesimo, comunicazione, cultura, cure, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, ecologia e ambiente, economia, haiti, imperialismo, politica internazionale, salute, sanità, storia contemporanea Non posso esimermi, dopo una catastrofe di tale portata, dallo scrivere qualcosa, per me la cosa è estremamente difficile, il rischio di scrivere banalità è elevatissimo, quindi ritengo che descriverò brevemente gli avvenimenti, aggiungero una breve storia (nei prossimi giorni dopo aver approfondito) e soprattutto ritengo sia mio dovere sollecitare tutti noi a mettere veramente al centro dei nostri pensieri questa sfortunatissima e bellissima nazione, tutti noi abbiamo il dovere di dare il nostro contributo e di controllare che il nostro aiuto venga speso per il bene della popolazione. Mi auguro che questa distruzione rappresenti l'inizio della rinascita ecomica ma soprattutto civile di Haiti. La capitale haitiana Port-au-Prince , (dove vivono oltre 2,3 milioni di abitanti) è stata devastata da una potente scossa di terremoto di magnitudo 7 a cui sono seguite diverse repliche di forte intensità. Si tratta del più violento sisma nel Paese caraibico da almeno un secolo. L’epicentro è stato localizzato a soli 15 chilometri dalla capitale, abbia causato decine di migliaia di morti (forse 500.000). La rete telefonica non funziona, così come gran parte della rete elettrica: è possibile solo qualche comunicazione via telefono satellitare o su internet. ps: il mio contributo lo darò a Medici senza frontiere, spero di fare la cosa giusta: http://www.medicisenzafrontiere.it/ Purtroppo non faccio in tempo a scrivere di mio pugno un cenno alla storia haitiana (così come vi avevo promesso), comunqeu a conferma che anche la storia che ci hanno insegnato è storia di parte, potrete scoprire come François-Dominique Toussaint L'Ouverture sia stato uno degli uomini più "grandi" degli ultimi secoli, che ha guidato l'unica rivoluzione di schiavi che nella storia ha avuto successo, sconfiggendo sul campo le più potenti nazioni dell'epoca, vissuto come schiavo fino a 45 anni è morto prigioniero dei francesi (nel 1803 all'età di 60 anni), per un opportuno approfondimento, della gloriosa storia haitiana, rimando ai seguenti siti: http://www.caraibi.eu/haiti/storia.asp
Post n°524 pubblicato il 08 Gennaio 2010 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, C.G.I.L., casta, Cobas, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, economia, Italia, Lombardia, lotta, marxismo, mondo del lavoro, pubblico impiego, R.D.B., sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia politica, welfare Dedicato ad una cara amica stupenda sindacalista Considerato il contesto socio-politico, ogni episodio di lotta dei lavoratori diventa una battaglia epica da prendere come esempio e da pubblicare, per rompere questo clima di rassegnazione e disinformazione, il fatto poi che a portare avanti questo tipo di lotte sia il mio sindacato è motivo di orgoglio e di consapevolezza della bontà della scelta. Lo Slai sconta spesso dei gravi problemi organizzativi, dovuti alla limitatezza delle risorse umane e finanziarie a disposizione, ma anche all'ostracismo delle istituzioni e degli altri sindacati, comunque non sempre questa carenza di inquadramento risulta essere un difetto, in quanto questo sindacato per sua scelta tende a lasciare molta libertà alle realtà periferiche che quindi non seguono le classiche logiche opportunisti e burocratiche degli altri sindacati, tese semplicemente ad aumentare il proprio peso nazionale per poi ottenere i conseguenti benefici economici e maggior peso nella contrattazione formale (che poi si riduce alla concertazione e quindi al detrimento degli interessi dei lavoratori). Ora lo Slai è impegnato in moltissime battaglie tra cui quella per evitare le esternalizzazioni di alcuni servizi della mediaset, che rappresenterebbero l'anticamera al licenziamento (come è successo ad esempio ad Eutelia o a Fiat), a questo proposito domenica si è tenuta una manifestazione a Cologno Monzese e mercoledì lo Slai Cobas organizzerà un presidio di fronte all'azienda, cavolo scopro adesso che il presidio era oggi (ci sarei andato), caro coordinatore provinciale il tuo messaggio mi ha mandato in confusione, hai messo lo sciopero di mediaset mischiato al presidio dell'Alfa che si terrà appunto mercoledì (senza citare il presidio dello Slai di Mediaset). L’unità e la solidarietà proletaria piegano i padroni e la forza repressiva dello stato. La lotta per la difesa del posto di lavoro e del salario degli operai della cooperativa che lavorano alla FIEGE Borruso di Brembio (Lo) ha vinto dopo 4 giorni di blocco dei camion in entrata e in uscita. La Cooperativa UCSA il 15 dicembre subentrando alla Cooperativa RSZ New Project prospettava ai lavoratori un contratto multiservizi (pulizie) che prevedeva salari ridotti, assunzioni nel sito di Brembio per 33 operai e lo spostamento degli altri 35 a 50 Km dal sito. Il 15 dicembre alla notizia una buona parte di lavoratori entrano in sciopero, picchettano l’azienda e così il giorno 16. Mercoledì 30 dicembre 2009 intorno alle 13 la direzione della FIEGE non si presentava alla trattativa e 35 operai su 68 che non accettavano il cambio d’appalto si rifiutano di firmare il peggioramento delle loro condizioni contrattuali, salariali e normative che la nuova cooperativa voleva imporre. Vengono, così, licenziati. Immediata scatta la protesta. I lavoratori, tutti stranieri (rumeni, albanesi, arabi) e tutti iscritti allo Slai Cobas, insieme al coordinatore dello Slai Cobas di Cremona bloccano i camion in entrata e in uscita sul piazzale della logistica. I dirigenti, dopo aver minacciato i lavoratori, chiamano le “forze dell’ordine”, e decine di carabinieri, poliziotti e digos accorrono a tutelare gli interessi dei padroni. Gli sbirri prima cercano di intimorire i lavoratori presenti minacciando di togliergli il permesso di soggiorno, poi li identificano tutti: i 35 lavoratori migranti, il coordinatore sindacale dello Slai Cobas e una ex lavoratrice della cooperativa ora disoccupata del “”Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”, che era accorsa a dare solidarietà ai suoi ex compagni di lavoro. Nonostante le intimidazioni e le minacce i lavoratori, per nulla intimoriti, continuano la lotta rimanendo seduti davanti ai cancelli. La protesta pacifica va avanti e questo scatena la violenza della polizia, digos e carabinieri che con spinte, calci e manganelli cercano di trascinare via gli operai. Questi appena spostati ritornano a bloccare il passaggio. Intorno alle 18.00, i poliziotti in assetto di guerra partono con una nuova e più violenta carica nel tentativo di disperdere i lavoratori. Due operaie vengono ammanettate ai cancelli ed il coordinatore dello Slai Cobas Fulvio Di Giorgio e un operaio albanese Ermir Gremi (intervenuto per fare scudo con il suo corpo alla sorella) vengono caricati a forza sulle macchine della polizia, arrestati e portati via. La violenza poliziesca provoca 7 feriti fra i lavoratori (5 uomini e due donne), e per 4 lavoratori ( 3 uomini e una donna) rimasti a terra sotto i colpi degli sbirri sono necessarie le ambulanze che li portano al pronto soccorso. Poco prima della violenta carica finale la polizia si accorge che la compagna italiana aveva ripreso tutto e cerca di fermarla. Questa, vedendo che la stanno puntando fugge, e dopo aver messo in salvo i filmati, ritorna per continuare la lotta insieme ai suoi compagni e compagne. Le violenze e gli arresti, pur creando smarrimento fra i lavoratori, non li disperdono. La compagna italiana rimasta con loro prima chiama i lavoratori del Comitato per la Difesa Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni e quelli dello Slai Cobas ( che insieme a Work e al comitato antirazzista di Milano saranno i primi ad arrivare a Brembio verso le 19,00) e avvisa la stampa e le televisioni dell’accaduto mettendo a disposizione le prove filmate delle violenze poliziesche, che la Rai ha trasmesso in tutti i telegiornali. L’arrivo in poco tempo di decine di lavoratori e compagni (fra cui lo Spazio Popolare la Forgia di Crema) ha rafforzato il picchetto e il morale di tutti. Intorno alle 21.00 una cinquantina di compagni, lasciato il presidio, si è recato sotto la questura a Lodi lanciando slogan sulla liberazione dei due arrestati e chiedendo il rilascio dei compagni arrestati. Alla notizia che i due compagni sarebbero stati processati per direttissima l’indomani, ci si da appuntamento per il mattino successivo. Il 31 dicembre alle ore 6,00 di nuovo picchetto alla Fiege di Brembio e alle 10.30 una quarantina di persone (fra cui i compagni del C.S Vittoria di Milano accorsi in mattinata ) si reca al tribunale di Lodi per portare solidarietà agli arrestati che vengono scarcerati ( fra slogan e momenti di gioia ): il processo riprenderà il 23 gennaio 2010. Un corteo spontaneo partito dal tribunale, dopo aver percorso il centro cittadino, si reca sotto la prefettura dove era in corso la trattativa sindacale , con la presenza anche della delegazione dello Slai cobas dei lavoratori della cooperativa, rimanendo fino alla fine. La trattativa si concludeva con un accordo fra CGIL-CISL ed i padroni della cooperativa alla presenza del prefetto ed il sindaco di Brembio, non sottoscritto dallo Slai Cobas, perché non garantiva il posto di lavoro e il salario alle precedenti condizioni. A questo punto la lotta non è più solo sindacale. Per reggere meglio lo scontro viene costituito il Comitato di Lotta per gestire le varie necessità che lo scontro richiedeva. Il 4 gennaio il blocco è totale a sostenere la lotta partecipano lavoratori delle cooperative di Turate, di Origgio, di Milano, Torino, Parma, Brescia, Cremona…Carabinieri, polizia e Digos non si vedono. L’azienda fa la serrata. Per 4 giorni la lotta prosegue con il blocco dei camion dalle 5,30 del mattino a notte fonda. Padroni, sindacati e istituzioni alla fine hanno ceduto. Il 3 gennaio sera l’avvocato delegato della DHL a mantenere il rapporto con le cooperative da Roma si mette in contatto telefonico con un coordinatore dello Slai Cobas e chiede se vi sono le condizioni per aprire di nuovo la trattativa. L’intransigenza dei lavoratori fa si che il responsabile UCSA sia costretto a venire presso la Fiege a trattare con la delegazione dello Slai Cobas: un’ora dopo la delegazione Slai usciva dall’azienda con una dichiarazione in cui si sosteneva che non ci sarebbe stato l’allontanamento dei 68 e la promessa di firmare l’accordo all’indomani. Il 4 gennaio, telefonicamente il rappresentante UCSA, avvisava lo Slai Cobas tramite Aldo Milani, che loro avrebbero mantenuto i 68 nel sito, ma con il contratto dei multiservizi che prevede una riduzione di circa 200 euro sulla base delle 40 ore settimanali. La decisione sindacale a quel punto non poteva che essere quella di indurire la lotta. Alle 11 il direttore della Fiege telefonava annunciando che avrebbero accettato tutto. Alle 16,30 del 4 gennaio 2010 viene convocata direttamente nella Logistica una nuova trattativa fra la proprietà, lo Slai Cobas rappresentante dei 35 lavoratori licenziati, CGIL-CISL e il sindaco di Brembio. A questo punto i confederali sono costretti ad accodarsi alle richieste degli operai licenziati e nella trattativa viene sottoscritto il seguente accordo: annullamento dei 35 licenziamenti, riassunzione di tutti i 68 lavoratori alle condizioni precedenti. L’unità e la solidarietà proletaria crescente intorno a questa lotta ha costretto i padroni della cooperativa e della FIEGE Borruso e i sindacati confederali a fare marcia indietro. I padroni hanno dovuto accettare la riassunzione alle precedenti condizioni contrattuali, normative e salariali, non solo per i 35 licenziati ma di tutti, nonostante CGIL- CISL avessero sottoscritto condizioni peggiorative. La dignità, l’unità e la solidarietà che si è manifestata in questa lotta ha permesso la vittoria, dimostrando che gli operai di tutti i paesi o nazionalità sono un’unica classe con gli stessi interessi, rendendo più attuale che mai la parola d’ordine Proletari di tutti i paesi uniamoci. coordinamento dei proletari e dei lavoratori comunisti
Post n°523 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: barzellette, blog, informazioni utili, moralità, paturnie, straparlare, svago e varie, umorismo Innanzitutto fare gli AUGURI Perché vi dico questa cosa? Perché da quando (ormai troppo tempo fa) ho lasciato la casa della mammina ho incontrato dei vicini terribili I vicini della mia prima casa erano rispettivamente: il pazzo del paese che ti attaccava dei discorsi (o con patetiche scuse di bussava alla porta) adducendo le scuse più incredibili e a quel punto eri costretto a sostenere dei discorsi deliranti, dall’altro lato abitava un vecchio porco (avrà avuto oltre 70 anni) che viveva con una giovane di colore, con la quale litigava (pesantemente) spessissimo perché non gliela dava oppure non ce la faceva (sinceramente non l'ho mai capito), naturalmente dopo qualche anno il vecchietto è morto, sopra abitava la persona meno fastidiosa peccato che fosse un pluripregiudicato e sovente soggiaceva a visite da parte dei carabinieri, sotto invece risiedeva una pugliese che cominciava a cucinare alle 7.00 del mattino (di tutto) ed era più scorbutica di un cinghiale. Finalmente 3 anni fa cambio casa, all’inizio sembrava tutto a posto, ma poi la mia vicina, notando che davo confidenza a quella sopra di me, ha cominciato ad ignorarmi e successivamente a farmi i dispetti e a controllarmi cercando di cogliere (lei e suo marito) ogni mia eventuale trasgressione al regolamento condominiale, un giorno pensando di avermi colto in castagna, ha piazzato un cartello nella spazzatura affermando che avevo abbandonato dei grossi cartoni, peccato che i cartoni che avevo portato fuori casa li avevo riposti nel mio box e quei cartoni li avevano depositati degli altri condomini (che hanno confessato il loro orrendo delitto), naturalmente in quella occasione mi incavolai moltissimo Comunque a parte la mia vicina laterale sembrava che tutto filasse liscio ma, dopo mesi d’assenza tornava dalla Spagna la vicina sottostante, pensai è giovane non dovrebbe causare problemi, invece, alla prima occasione si lamenta violentemente perché osavo aprire prima delle 8.00 le persiane (facendo a suo dire un rumore insopportabile) e poi si mise ad urlare perché avevo osato buttare nel prato condominiale, antistante casa sua, un pochino d’acqua e un pochino di terra, gli chiesi perfino scusa ma lei continuò a sbraitare, allora a quel punto gli consigliai una pastiglia di calmante e una visitina alla neuro Ma rimaneva la vicina che abitava sopra, in fondo con lei avevamo buoni rapporti, peccato che sia benestante e che questo la esuli da qualsiasi norma di buona educazione e in particolare si senta in dovere di trattarti da suddito inferiore, pertanto dopo l'ennesima scorrettezza i rapporti si sono incrinati. Il sacrificio di sopportare tutti questi psicolabili poteva essere compensato da qualche vicina (anche non proprio dirimpettaia) carina e disponibile, ma le case scelte dal sottoscritto sono rigorosamente abitate dal genere di persone sopra descritte e da vecchie/i megere brutte e asociali. Quindi ribadisco il mio consiglio, prima di comprare casa accertatevi che non sia vicino alla mia…. ma forse mi sbaglio è preferibile che veniate tutti voi ad abitarmi vicino così eviterei tutti questi psicolabili e avrei la fortuna di incontrare persone estremamente interessanti
Post n°522 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: cattolicesimo, comunicazione, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, donne, gesù, giustizia, laicità, Lombardia, moralità, palestina, peace, sanità, umorismo Se Gesù fosse nato nell’Italia di oggi Favola amara di un Giudice Istruttore che sa come vanno le cose 25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne. Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto. L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili. Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio. Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni – solo i progressi determineranno la durata della cura – le persone coinvolte, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità professionale”. Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”. (Anonimo Lombardo)
Post n°521 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, casta, coerenza politica, comunicazione, coscienza di classe, costituzione italiana, elezioni, giustizia, Italia, Lombardia, lotta, mafia, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, storia politica Ieri sono passato da Arcore e cosa vedo? Un enorme pannello elettronico con la faccia di Berlusconi e la scritta bentornato presidente ed altre leccate del genere. Ho provato un attimo di ribrezzo, anche perchè questo tipo di manifestazioni mi sembrano troppo simili a quelle riservate a Mussolini, senza contare che al culto della personalità si stanno aggiungendo le misure repressive alla libertà d'informazione. Certi italiani hanno bisogno del "capo", non importa se sia un delinquente, l'importante è che sia potente e che li tratti come un gregge di pecore.
Post n°520 pubblicato il 18 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, casta, cattolicesimo, Cobas, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, elezioni, giustizia, Italia, laicità, lotta, mafia, marxismo, mondo del lavoro, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, politica internazionale, R.D.B., sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia contemporanea, storia politica Sto leggendo e sentendo cose che mi danno un fastidio pruriginoso, a parte i gravissimi attacchi alla libertà di stampa, ora eminenti giornalisti stanno accusando i bloggher e gli intellettuali di sinistra (quella vera) di allucinazioni da complotto. In questo paese dal dopoguerra in poi, sono successe cose gravissime dove la realtà non era mai quella che appariva evidente all’occhio distratto, in Italia quasi sempre ci sono state manovre dei servizi segreti italiani e stranieri, la strategia della tensione è una triste verità ormai acquisita dagli storici onesti, in Italia succedeva di tutto ed il contrario di tutto, aerei abbattuti, testimoni che finivano giù dalla tromba delle scale il giorno prima della loro testimonianza, magistrati e giornalisti uccisi perché avevano cercato di scoperchiare il pentolone, oppure vi ricordate un certo Licio Gelli, Calvi o lo IOR, potrei continuare all’infinito, ciò che è certo è che i complotti i segreti e le verità manipolate sono state una costante nella nostra storie e non semplicemente delle fantasie portate avanti da una certa sinistra. Anzi spesso succedeva il contrario, semplici fattacci di cronaca vera erano in realtà collegati in qualche modo alle torbide vicende politiche italiane, ad esempio la uno bianca, in un certo senso l'omicidio di Peppino Impastato e in molti altri omicidi, chissà come mai venivano fuori i soliti intrallazzi dei servizi segreti o della politica collusa con la mafia. Quindi in Italia i complotti sono sempre stati la regola, pertanto è naturale che un essere pensante prima vada a considerare una determinata vicenda considerando i precedenti storici. Chi nega questa realtà storica, chi nega che in Italia i misteri sono sempre stati la norma e la verità cristallina una rarissima eccezzione è in mala fede, mente sapendo di mentire, per proteggere i soliti ormai noti (nonostante tutti i depistaggi, intrallazzi, connivenze, segreti, sporche strategie, doppi gioco, insabbiamenti ecc...) oppure sbaglia per ignoranza della recente storia italiana oppure infine ed è forse l'atteggiamento (sbagliato) meno condannabile, cerca di esorcizzare questa realtà sperando che questa fase storica sia una capitolo chiuso. Tutti noi però sappiamo bene che non è così, i colpevoli sono ancora liberi e nessuno ha fatto autocritica, inoltre i documenti relativi a queste vicende rimangono segreti e le varie verità (anche se ormai note agli storici ed alle persone con un minimo di memoria) non vengono ancora eplicitate con chiarezza, anzi si cerca ancora di occultarle o perlomeno di cacciarle sotto il tappeto dell'informazione. Il mio discorso non vuole riferirsi a nessun fatto specifico, ci tenevo a condannare questo ennesimo tentativo di revisionismo storico.
Post n°519 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: casta, cattolicesimo, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, elezioni, giustizia, informazioni utili, Italia, Lombardia, lotta, mafia, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, sinistra, storia politica, umorismo Maroni sta pensando di adottare (urgentemente) misure per ridurre le contestazioni al premier durante le manifestazioni e attraverso la rete. I leghisti sono da sempre i maestri dell’esacerberazione dei toni, vi ricordate le minacce di guerra civile, i bergamaschi armati di fucile, il finto carro armato a Venezia, gli insulti a Roma e ai romani, il tricolore da stracciare o da usare per pulirsi il fondoschiena, le minacce di sterminio degli emigrati, gli insulti a Berlusconi definito più volte mafioso e anche peggio, gli insulti pesanti alla chiesa, al capo dello stato, alla magistratura???? Le sopra elencate dichiarazioni pubbliche (supportate dai più potenti mass-media) non configurano apologia di reato???? Maroni prima o poi se ne andrà ma le norme contro la libertà di espressione, da lui stesso ideate, rimarranno e saranno l’ideale per arrestare una gran quantità di leghisti che non si sono mai fatti problemi nel moderare le proprie dichiarazioni. Infine mi chiedo queste norme liberticide non sono anticostituzionali???? l'Europa può tollerare al proprio interno una nazione con delle norme fasciste???? Ma a lor signori questo non interessa. Comunque sono preoccupato, adesso come nei momenti peggiori della storia italica, si sono inventati le solite bombe anarchiche...... Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza(D.d.L.733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia(UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/ ; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo > nr. 60. Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta". In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire(o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog. Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 . Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o > censurata. Si ricorda che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, deltutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa! Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico Fate girarequesta notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico e gli italiani continuano a guardare grande fratello !!!
Post n°518 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, casta, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, elezioni, giustizia, Italia, Lombardia, marxismo, moralità, osservatorio politico, parlamento, personaggi, sinistra, storia contemporanea, storia politica Purtroppo la vicenda dell'attentato al premier rischia di portare giovamento alla sua immagine di martire, perseguitato e persino miracolato. Certo è che ultimamente Berlusconi ha rilasciato delle dichiarazioni di una violenza istituzionale inaudita (considerato il ruolo che occupa) e questo episodio rischia di farlo passare ancora una volta come la vittima.
Post n°517 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, armamenti, coerenza politica, comunicazione, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, elezioni, fonti energetiche, guerra, imperialismo, Iran, islam, marxismo, osservatorio politico, palestina, partiti, peace, personaggi, politica internazionale, progetto politico, storia contemporanea, storia politica Pubblico solamente degli stralci della lettera di Michael Moore, pubblicata (a sue spese) sui maggiori quotidiani americani per denunciare la decisione di inviare altri 30.000 soldati in Afganistan, perché ciò che penso di Obama l’ho gia espresso nei miei precedenti messaggi e perché tale lettera esprime tutto lo sconcerto e l’indignazione di chi in buona fede lo ha votato, purtroppo coloro che si comportano in politica in modo così incoerente, perché oltre ai danni contingenti causati dalla decisione specifica, causano dei danni enormi ai sogni ed alle idee. …Il suo mestiere non è obbedire ai generali. Siamo un governo retto da civili. NOI diciamo ai capi di stato maggiore riuniti cosa fare, non il contrario. È quello che volle il generale George Washington. È quello che il presidente Truman disse al generale MacArthur quando MacArthur voleva invadere la Cina. «Lei è licenziato!» disse Truman, e così fu. …Presidente Obama, è ora di tornare a casa. Lo chieda ai suoi vicini di Chicago e ai genitori dei giovani che combattono e muoiono. Pensa che diranno: «No, non ci serve l'assistenza sanitaria, non ci servono i posti di lavoro, non ci servono le case. Vada avanti, signor presidente, spedisca la nostra ricchezza, i nostri figli e le nostre figlie oltremare, perché neanche a noi servono»?
Post n°516 pubblicato il 25 Novembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, C.G.I.L., Calabria, catanzaro, cattolicesimo, Cobas, coscienza di classe, cosenza, costituzione italiana, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, donne, giustizia, Iran, islam, Italia, laicità, Lombardia, lotta, marxismo, moralità, salute, sanità, scuola, sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia politica, sud, welfare
Post n°515 pubblicato il 25 Novembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, casta, Cobas, coerenza politica, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, diritti dell'infanzia, informazioni utili, Italia, Lombardia, marxismo, meridione, mondo del lavoro, osservatorio politico, parlamento, partiti, progetto politico, scuola, sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia politica, università e ricerca, welfare In Finanziaria tagliato il fondo per i testi gratuiti
"Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell'obbligo. E' l'ultimo scippo del governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali". Lo afferma Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera. Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo - prosegue -. La gratuità dei libri nella scuola elementare è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse". Ci sono poi due aspetti gravi - aggiunge l'esponente Pd - di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistro nel 2007. Dall'altro lato l'esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l'onere sulle famiglie e sugli enti locali. Se la finanziaria non verrà cambiata, i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti ad erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese". Questo provvedimento è gravissimo in quanto penalizza ulteriormente il diritto allo studio dei figli delle famiglie disagiate residenti presso enti locali che hanno poche risorse a loro disposizione, anche dal punto di vista ideologico questa misura è inaccettabile e disattende i principi, inerenti all’istruzione, previsti dalla costituzione, del resto l’attuale maggioranza ha da sempre dimostrato il suo disprezzo per i dettati costituzionali e per i principi di eguaglianza ed equità, è ora che i lavoratori prendano finalmente coscienza del carattere intrinseco di questa destra e non ascoltino i proclami populisti di Berlusconi e della Lega, riappropriamoci del nostro futuro.
Post n°514 pubblicato il 16 Novembre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, assessore e consigliere, C.G.I.L., casta, Cobas, coerenza politica, comunismo, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, insegnanti, Italia, laicità, Lombardia, lotta, marxismo, meridione, mondo del lavoro, moralità, osservatorio politico, partiti, pubblico impiego, R.D.B., scuola, sindacato, sinistra, Slai Cobas, storia politica, università e ricerca, welfare E' sempre un piacere pubblicare, un articolo di Stefania, in questi casi pubblico con orgoglio un articolo scritto da altri, Stefania è come sempre chiara ed efficace nell'argomentare il declino della scuola pubblica. Consiglio veramente a tutti di leggere l'articolo e di partecipare alla mobilitazione nazionale che si terrà domani 17 novembre. DALLA PADELLA ALLA BRACE
di Fabiana Stefanoni "Cucù, l'università statale non c'è più": il ministro Gelmini è incinta e si appresta a salire sull'altare per un matrimonio riparatore. Quante filastrocche potrà sussurrare al neonato per farlo addormentare! "Ambarabà ciccì coccò, la mazzata finale a chi la do?". E, una volta cresciuto, potrà raccontare al figlio le sue prodezze da ministro dell'istruzione: centinaia di migliaia di insegnanti precari lasciati sulla strada senza lavoro, milioni di studenti privati della possibilità di studiare nell'università privatizzata, migliaia di preparatissimi ricercatori costretti a emigrare all'estero per elemosinare un salario. Il figlio l'ascolterà, probabilmente contento di poter studiare in istituti, grazie alla mamma, definitivamente disinfestati dai figli dei lavoratori.
QUANTO COSTA AVERE MILLE EURO AL MESE...
...E QUANTO COSTERÀ UNA LAUREA!
Post n°513 pubblicato il 10 Novembre 2009 da giampi1966
Tag: casta, cattolicesimo, coerenza politica, comunicazione, coscienza di classe, costituzione italiana, cure, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, elezioni, gesù, giustizia, Italia, laicità, mafia, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, salute, sanità, storia politica Morto perché drogato e anoressico, questa è il patetico pensiero del sottosegretario Giovanardi per spiegare la morte di un ragazzo di 31 anni (Stefano Cucchi). sono schifato ogni giorno di più da questa classe politica che utilizza la menzogna in modo sistematico, che si definisce “cattolica” per soli fini di potere ma poi non si fa scrupolo ad usare anche il mezzo più immorale per raggiungere dei fini abbietti. E’ chiaro a tutti (lo dimostrano le foto) che Cucchi è stato selvaggiamente picchiato, è innegabile che gli è stato impedito di farsi assistere da un legale e che i famigliari sono stati tenuti all’oscuro di tutto, eppure per difendere le forze dell’ordine si è disposti a dire qualsiasi menzogna (ma a fare anche di peggio), del resto non è la prima volta che ciò avviene in Italia (vi ricordate di Federico Aldrovanni, ucciso a manganellate a 18 anni? Manuel di 22 anni? (vi consiglio di andare a visitare il suo blog clicca qui) O tutti i ragazzi uccisi durante le manifestazioni?). E si il clima in Italia diventa sempre più pesante mentre il sovrano, elevandosi al di sopra delle leggi, sta predisponendo l’ennesima legge ad personam per autoprescriversi il reato, naturalmente lo fa senza vergogna anzi, tirando le ennesime picconate alla magistratura “comunista” e non curandosi minimamente delle promesse fatte ai propri elettori di maggior sicurezza, così come sempre è accaduto per difendere la sua reale persona, avremo degli effetti collaterali in questo caso ci toccherà accettare dei delinquenti in libertà per prescrizione (amnistia mascherata), certo Fini che è un politico più accorto ha fatto finta di opporsi (sembra che abbia ottenuto che questa regola valga solo per gli incensurati come Berlusconi) ma il risultato non cambia. Certamente un problema giustizia in Italia esiste, i processi sono troppo lunghi, anzi direi che siamo un paese incivile in questo senso, ma il problema si risolve non assolvendo per legge i delinquenti, ma dando le risorse e i mezzi alla magistratura per operare e magari affidando le cause meno importanti a tribunali speciali (già esiste ma andrebbe potenziato), burocratizzando la giustizia, cercando di limitare le migliaia di ricorsi e controricorsi, incentivando i magistrati più produttivi ma soprattutto quelli che rischiano di più ecc…. QUESTO PAESE FRANA SEMPRE DI PIU' NEL FANGO
Post n°512 pubblicato il 02 Novembre 2009 da giampi1966
Tag: comunicazione, coscienza di classe, cultura, cure, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, donne, economia, europa, Italia, malattie, medicina alternativa, moralità, parlamento, partiti, politica internazionale, salute, sanità, università e ricerca, welfare In questi giorni il terrorismo mediatico riguardo all’influenza è diventato veramente pesante, anche le persone con buon senso tendono a vacillare. Quando ti mettono di fronte i morti è difficile rimanere indifferenti, tuttavia bisognerebbe cercare di rimanere razionali, ogni anno muoiono in Italia circa 3.000 persone per la classica influenza stagionale e continuano a rimanere valide tutte le informazioni e considerazioni pubblicate nel precedente messaggio (clicca qui). La cosa gravissima è questo stillicidio informativo, i mezzi e i toni usati per creare un’inutile allarmismo, inoltre questa campagna avrà l'effetto di intimidire anche i dottori più coscienziosi, che non possono permettersi di venir denunciati nel caso (possibile) un proprio cliente dovesse morire a causa delle complicazioni influenzali (ripeto succede ogni anno) è proprio vero che ormai conta solamente il bussines, la politica e le persone sono secondarie e ininfluenti.
Post n°511 pubblicato il 30 Ottobre 2009 da giampi1966
Tag: Calabria, catanzaro, comunicazione, cosenza, cure, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, ecologia e ambiente, economia, europa, giustizia, inquinamento, Italia, mafia, malattie, medicina alternativa, meridione, moralità, nucleare, salute, sanità, storia contemporanea, sud Mi piacerebbe credere che la vicenda delle navi piene di rifiuti tossici, affondate nei mari del sud da parte della ndrangheta, sia una bufala, sarei felicissimo che la storia raccontata dal pentito della nave affondata al largo di Cetraro sia una storiella inventata e che l'unica nave presente sul fondale sia il relitto della prima guerra mondiale trovato recentemente. Ma non mi fido, troppe sono le testimonianze e le conferme, mi sembra l'ennesimo tentativo di nascondere una faccenda clamorosa che peserebbe sul bilancio dello stato, sul turismo e sull'immagine di molte istituzioni. naturalmente della salute delle persone poco importa. Naturalmente mi auguro che le mie riflessioni siano completamente infondate, anche perchè come ho detto varie volte amo la Calabria.
Post n°510 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da giampi1966
Tag: assessore e consigliere, casta, coerenza politica, coscienza di classe, costituzione italiana, diritti delle donne, elezioni, giustizia, Italia, Lombardia, mafia, meridione, mondo del lavoro, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, pubblico impiego, scuola, sindacato, sinistra, storia politica, sud, università e ricerca Considero Mastella come il modello del politico corrotto, nel suo modo di far politica sono contemplate tutte le pratiche negative che hanno creato in Italia una casta politica parassitaria, collusa con la mafia, dedita a pratiche clientelari e inclini ad accettare le tangenti. Detto questo mi ha lasciato perplesso lo scandalo riguardo alle 650 deprecabilissime (ed illegali) raccomandazioni partite da Mastella e famiglia. In Italia le raccomandazioni sono una cosa normale, praticata da tutti i partiti e da tutti i dirigenti pubblici, in ogni angolo del paese. Mi ricordo qualche anno fa feci un concorso in una cittadina amministrata dalla lega (Peschiera Borromeo), i commissari aiutavano apertamente i candidati amici, all’Università di Milano i posti di ricercatore e professore vengono assegnati in base alle conoscenze a seguito di concorsi farsa, in Regione Lombardia è la stessa cosa, così come nella gran parte dei comuni della “Padana” Lombardia l’antifona è sempre la stessa, i concorsi sono truccati, le consulenze assegnate non in base al merito ma in base all'appartenenza politica e/o alla potenza del calcio nel culo, esiste naturalmente l’eccezione che conferma la regola (come del resto in Campania) ma il sistema è marcio e come sempre la causa va ricercata nella mancanza della certezza del diritto, i colpevoli non vengono mai puniti e i concorrenti ad un concorso che vedono lesi i propri diritti non sono minimamente tutelati, anche se vincessero (a loro spese) la causa, non avrebbero diritto al posto ma otterrebbero solamente che il concorso sia ripetuto e loro verrebbero bocciati per ritorsione e probabilmente dovranno nel futuro astenersi nel tentare nuovi concorsi.
Post n°509 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da giampi1966
Tag: alternativa comunista, barzellette, casta, cattolicesimo, coerenza politica, comunicazione, coscienza di classe, costituzione italiana, cultura, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, economia, europa, giustizia, Italia, laicità, Lombardia, lotta, mafia, meridione, moralità, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, politica internazionale, religione e politica, sinistra, storia politica, straparlare, umorismo Ultimamente sono pigro, non sto scrivendo messaggi al 100% di mio pugno e anche questa volta pubblico una bellissima poesia di autore sconosciuto, del resto alcuni lavori meritano di essere diffusi e permettono a noi bloggher dilettanti di tirare il fiato. Lo chiamavano Bocca Mafiosa portava l'amore portava l'amore lo chiamavano Bocca Mafiosa portava le gnocche a Villa Certosa appena egli scese in campo contro le forze della sinistra tutti si accorsero in un lampo che era un colluso ed un piazzista chi fa politica per un ideale chi se la sceglie per professione Bocca Mafiosa né l'uno né l'altro lui per scampare alla prigione ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie a frequentare le minorenni fino a tradire la propria moglie e fu così che da un giorno all'altro Bocca Mafiosa subì l'affondo degli scoop de La Repubblica e dei giornali di tutto il mondo ma tutti gli uomini del Presidente con una strategia surrettizia sui tg e nelle televisioni non diffondevano la notizia. Si sa che la gente mantiene il silenzio come Mills fece per l'assistito si sa che la gente mantiene il silenzio se tale silenzio è retribuito così una escort mai stata ministra che le parole del premier registra si recò alla procura di Bari a testimoniare sui loschi affari e rivolgendosi al Cavaliere e all'avvocato suo faccendiere disse "le cose che ho rivelato saran valutate da un magistrato" e quelli andarono da "Il Giornale" e rilasciarono un'intervista: "quella schifosa c'ha qualche mandante sicuramente un comunista" "E arrivarono a diffamarmi questi cosacchi questi cosacchi se qualcuno vuole incastrarmi risponderò con le mie armi" il senso etico non è una dote di cui sian colmi i politicanti ma quella volta a difendere Silvio non si schierarono tutti quanti. Dietro al suo culo c'erano tutti Minzolini, Fede, Gasparri con una lingua talmente asciutta che sembravano dei ramarri ad osannare chi da trent'anni con le sue imprese, con le sue imprese ad osannare chi da trent'anni condiziona tutto il paese c'era un cartello giallo con una scritta nera diceva "candidami alle europee te la do se mi fai far carriera". ma gli scandali di Berlusconi che siano tangenti o che sian condoni nella Repubblica delle Banane durano solo due settimane e all'occasione successiva con altre zoccole si divertiva chi ebbe un lavoro chi ebbe una spilla lui solo in mezzo a tante Brambilla persino il parroco lo disprezza per la sua lotta all'immigrazione lo spot effimero della monnezza il nucleare, la sicurezza e con Obama neopresidente inevitabile è il paragone a loro un giovane vincente a noi un maniaco col pannolone!
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Inviato da: terrafuocoaria
il 09/02/2010 alle 22:48
Inviato da: manuela1966
il 09/02/2010 alle 17:45
Inviato da: giampi1966
il 05/02/2010 alle 13:59
Inviato da: butterfly_noir
il 05/02/2010 alle 13:55
Inviato da: giampi1966
il 05/02/2010 alle 13:52