Creato da: giampi1966 il 13/03/2006
Questo blog si propone di promuovere la politica come servizio e la coerenza dei politici con gli obbiettivi programmatici. Troppo spesso l'agire del politico è distante anni luce dal suo programma e da ciò che professa. Per poter rinascere la politica deve sapersi imporre alle varie pressioni e deve guardare lontano.

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Cinema italiano

Post n°1053 pubblicato il 14 Gennaio 2018 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Sembra che il cinema italiano sia in crisi, personalmente la cosa non mi meraviglia, considero il cinema italiano una discreta industria adatta a produrre film adatti alla tv, infatti a mio parere guardare un film italiano in tv è come guardarlo al cinema. 

Il cinema moderno è sostenibile se utilizza gli effettivi speciali, musiche particolari ed inquadrare paesaggistiche spettacolari. Solo in questo modo andando al cinema dotato di moderni schermi e comode poltrone è possibile godere di uno spettacolo superiore a quello che potete godere nelle vostre case.

Ma se proprio dovete andare a vedere un film italiano , andate a vedere "come un gatto in tangenziale, la Cortellesi e Albanese sono molto bravi, inoltre oltre a far ridere, tratta argomenti importanti in modo Franco e disilluso. Il film parla di periferie, del rapporto con gli extracomunitari, della comunità europea e della sinistra salottiera. Correlati a questi argomenti principali si parla del mondo del lavoro, della microcriminalità e dell'ipocrisia. Nel primo tempo si ride di gusto, il secondo è più riflessivo. Buona visione

 
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Sovranità limitata

Post n°1052 pubblicato il 01 Gennaio 2018 da giampi1966

Buon 2018🎆🎇🎉, cari amici ci ringrazio e spero di continuare a frequentarvi anche quest'anno.

Oggi volevo riparlare della sovranità limitata del nostro paese, perché se non superiamo la nostra sudditanza rispetto ad alcuni stati stranieri non potremo mai essere padroni del nostro futuro e soprattutto avremo sempre dei traditori e dei mafiosi ai vertici delle istituzioni.

Proprio in questi giorni sta venendo fuori che dalla corazzata americana Saratoga sono partiti gli aerei che hanno abbattuto il DC9 ad Ustica ed il MiG libico che è precipitato sulla Sila. Ma bisognava arrivare ad oggi per cogliere questa scontata verità? Stessa cosa è avvenuta con la funivia del cermis , probabilmente nel porto di Livorno con la moby prince , senza contare per le varie stragi o morti strane di testimoni o personaggi scomodi come Enrico Mattei. Stiamo parlando di centinaia dì morti.

Siamo in debito dopo la seconda guerra mondiale? La guerra l' hanno vinta i russi e in parte gli inglesi, come dimostrano i numeri inconfutabili ( il 90% dei soldati tedeschi sono morti sul fronte orientale) e comunque sono passati decenni.

Comunque 2018 da liberi

 
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I giovani e la decadenza italiana

Post n°1051 pubblicato il 07 Dicembre 2017 da giampi1966
 

La questione giovanile in Italia è uno dei maggiori indicatori della decadenza del paese. 

L'Italia spende oltre 100.000 € per sfornare un laureato, ma migliaia di questi sono costretti ad emigrare, purtroppo spesso trattasi dei migliori, ossia di quelli che non hanno raccomandazioni o che non sono disposti a mettersi a 90°. Le imprese italiane investono poco in ricerca e sviluppo, conseguentemente i laureati non rientrano nei loro piani, preferiscono gli operai specializzati con 10 anni di esperienza, oppure i diplomati possibilmente raccomandati.

La cosa che colpisce e preoccupa è che a differenza del passato, questi moderni emigranti, non sono molto dispiaciuti nel lasciare l'Italia, in quanto alberga in loro un sentimento di sfiducia e disprezzo nei confronti del proprio paese. Inoltre pare che esistano problemi anche nei rapporti sociali ed interpersonali. L'Italiano è purtroppo contento di lasciare il proprio paese, non esiste patriottismo, non esistono relazioni personali a fargli cambiare idea.

L'Italia deve cambiare rotta se non vuole soccombere completamente. Per fortuna forse ci salveranno gli immigrati.

 
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Il mercato delle vacche elettorale

Post n°1050 pubblicato il 01 Dicembre 2017 da giampi1966
 

Certamente le decisioni politiche pre-elettorali non sono una prerogativa del governo PD, ci sono sempre state, forse però saltano di più all'occhio perché il PD si definisce un partito di sinistra e perché Renzi è un personaggio con una coerenza di un ... 

Tutti sappiamo cosa ha fatto il governo del PD, ad esempio ha distrutto la scuola pubblica, favorendo però quella privata, ha eliminato ogni diritto in capo ai lavoratori pensando addirittura di togliere quegli ultimi brandelli sul diritto di sciopero, ha favorito le banche ed aumentato le spese militari, ha applicato una politica sull'immigrazione scordandosi il criterio dell'umanità ecc...

Ora prima delle elezioni cerca di approvare qualche provvedimento di sinistra, tipo il reddito di inclusione e tende la mano(ma non sul programma) ai partiti alla sua sinistra.

In questo contesto, non pensavo che l'avrei mai detto, suona strano l'avviso di garanzia nei confronti di Berlusconi e la polemica sulle fake news (come se renzi non fosse un maestro in questo campo.

 
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Il giorno dopo lo sciopero

Post n°1049 pubblicato il 11 Novembre 2017 da giampi1966
 

Ripenso agli avvenimenti di ieri, molti positivi e alcuni negativi.

Parto con le considerazioni sugli aspetti negativi. Si è tenuto per l'ennesima volta uno sciopero generale con i sindacati di base ancora divisi (tra lo sciopero del 27 ottobre e quello del 10 novembre), scarsissima partecipazione alla manifestazione di Milano, solito atteggiamento dei media che puntano l'attenzione sui disagi causati e non sulle ragioni dello sciopero, inoltre non citano quasi mai i 3 sindacati organizzatori.

Detto questo lo sciopero è stata come sempre l'occasione per incontrare quelli con le tue idee, ci sono state realtà dove la partecipazione è stata insolitamente alta, per la prima volta nella storia recente è chiusa completamente la scuola del mio paese, la partecipazione alle manifestazioni è stata alta in alcune città come Firenze, Roma, Venezia.

Una considerazioni a parte va fatta in merito alla incomprensibile carica delle forze dell'ordine a Roma, con un compagno finito in ospedale.

Comunque finché i sindacati di base non si uniranno le lotte non saranno molto efficaci.

 
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SCIOPERO GENERALE DEL 10 NOVEMBRE 2017

Post n°1048 pubblicato il 05 Novembre 2017 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

 

I COBAS, insieme all’USB (Unione sindacale di Base) e alla CIB- Unicobas, hanno convocato lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie e comparti pubblici e privati per l’intera giornata del 10 novembre 2017.

 

Lo sciopero generale è indetto contro le politiche economiche e sociali del governo Gentiloni, del tutto allineate a quelle distruttive dell'Unione Europea, in particolare in vista della presentazione della prossima Legge di Stabilità nella quale il governo non ha alcuna intenzione di introdurre elementi di reale discontinuità con la nefasta “austerità”, con la dilagante precarietà del lavoro, la riduzione dei salari, dei redditi e delle pensioni, il decennale blocco contrattuale nel Pubblico impiego e nella scuola, l’aziendalizzazione privatistica della Scuola, della Sanità e di tanti servizi pubblici e Beni comuni

 

Lo sciopero è convocato per affermare ed ottenere il diritto al salario, al reddito, alla pensione, per veri rinnovi dei contratti con aumenti che - in particolare nel Pubblico impiego, nella Scuola e nella Sanità – consentano almeno il recupero del salario perso nell’ultimo decennio (circa il 20%), per il rilancio della buona occupazione e l’eliminazione della precarietà lavorativa, per la cancellazione della distruttiva legge 107 nella Scuola, per la difesa e il miglioramento della Scuola e della Sanità pubblica e per servizi sociali pubblici e gratuiti, contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle aziende strategiche per il paese, per fermare la deriva autoritaria e repressiva in atto, per la democrazia sindacale contro il monopolio della rappresentanza alle organizzazioni sindacali concertative e per difendere il diritto di sciopero,  per il ritiro di ogni normativa che ne colpisca o ne riduca l'efficacia.

 

Infine, lo sciopero è convocato anche per nuove politiche sociali in tema di diritto all'abitare, di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio, di contrasto alla xenofobia e al razzismo purtroppo sempre più dilaganti in Italia e in gran parte d’Europa. Nei prossimi giorni le organizzazioni promotrici dello sciopero comunicheranno le modalità, i tempi e i luoghi delle manifestazioni che si svolgeranno in tutta Italia nella giornata del 10 novembre.

 

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS – Confederazione dei Comitati di base 

 

27 settembre 2017

10 novembre sciopero generale

 

Come nel privato anche nel pubblico sono molteplici le ragioni per scioperare, a cominciare dal mancato rinnovo contrattuale, siamo fermi al 2009:

 

è bene ricordare che per il rinnovo del biennio economico 2008/2009, i sindacati confederali pubblicizzavano un aumento di 101,00 euro, la realtà ovviamente fu diversa,  68,00 euro medi lordi, ora a distanza di 8 anni si parla di circa 85 euro medi lordi, il che vuol dire che i livelli più bassi B e C prenderanno ancora meno, una vera elemosina che non permetterà nessun recupero del potere d’acquisto perso in tutti questi anni.

 

Non possiamo nemmeno scordare Il perdurare del blocco del salario accessorio siamo fermi ad una finanziaria che impone di non superare l’ammontare del Fondo all’anno 2004, nel frattempo molto, in qualche caso quasi tutto il Fondo, è stato utilizzato per le Progressioni Economiche Orizzontali, la sola modalità per il personale di poter avere un aumento certo della retribuzione e pensionabile, ma con il perverso meccanismo per cui quella parte del fondo che viene utilizzata per le PEO sparisce dal fondo e non più utilizzabile ad esempio per pagare la produttività collettiva, vi rientra solo in caso di cessazione dal servizio o per passaggio a categoria superiore per effetto di progressione verticale (ovvero il verificarsi di un miracolo).

 

questo solo per ricordare alcuni degli aspetti economici più gravi ed evidenti e che colpiscono direttamente la totalità delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego.

 

L’altro aspetto di questa fase di rinnovo diversa dal passato, è la cappa calata sulle informazioni, sappiamo di incontri tra i sindacati “maggiormente rappresentativi” e governo, ma di fatto non circola nemmeno una misera bozza di piattaforma di quello che stanno discutendo eppure riguarda, circa 3.000.000 di lavoratrici e lavoratori.

 

Temiamo che il prossimo contratto conterrà molte delle norme previste dal decreto Brunetta che insieme al suo amico Ichino in questi anni hanno lanciato una vera e propria campagna denigratoria verso i dipendenti pubblici, non dimentichiamo chi ci ha tacciato per fannulloni e vagabondi.

 

Quindi non ci aspettiamo niente di buono, anzi tutt’altro, le parole meritocrazia/premialità la faranno da padrone assoluto, in virtù della tanto ventilata meritocrazia la forbice tra i salari aumenterà notevolmente, proprio come voleva Brunetta, un 25/30% di eletti, sempre e comunque da premiare, un 50% di truppa a cui spetterà il minimo e che deve darsi da fare per passare alla categoria superiore (la sana competizione a colpi bassi e raccomandazioni), e un restante 20/25% di disgraziati, veri fannulloni DOCG che non meritano nulla, se non di essere accompagnati alla porta.

 

Insomma i motivi per scioperare non mancano, noi pensiamo che tutti i limiti siano stati superati tocca a noi lavoratrici e lavoratori risvegliarci e farci sentire, non aspettare passivamente la polpetta velenosa che ci stanno preparando.

 

Scioperiamo per chiedere:

 

un contratto con aumenti veri uguali per tutte/i e non elemosine;

 

sblocco del Fondo del Salario accessorio; progressioni economiche orizzontali per tutte/i;

 

sblocco del turn over; stabilizzazione dei precari; reinternalizzazione dei servizi.

 

Il 10 novembre sciopera e fatti sentire!

 

 

INACCETTABILE LA NUOVA LEGGE DI
BILANCIO!!! La nuova legge di Bilancio 2018  presentata dal Governo Gentiloni è dannosa, pericolosa e socialmente iniqua. Procedendo sul solco dei precedenti governi continua con la politica degli incentivi e delle risorse a pioggia alle imprese, non investe sul welfare, grandi tagli alla sanità pubblica , dà il via libera al nuovo inaccettabile aumento dell’età pensionabile, continua con le privatizzazioni e non  riduce neppure la condizione di povertà che colpisce oltre  8 milioni e mezzo di persone. Di fatto permette ai ricchi di non pagare tasse e tributi, agli interessi privati di dominare sui diritti sociali e beni comuni, alle corporazioni di vedersi rafforzate, agli apparati militari e repressivi di far pesare il loro ruolo e così fare cassa. 
GLI ALTRI, CIOÈ NOI, SIAMO CHIAMATI A PAGARE NON SOLO ECONOMICAMENTE MA ANCHE CON LA PERDITA DI DIRITTI, TUTELE, SICUREZZA, STABILITÀ, LIBERTÀ, POSSIBILITÀ DI UN FUTURO. SONO SIGNIFICATIVI NEL DECRETO:
 
GLI SCONTI DI TASSE SOLO PER GLI IMPRENDITORI attraverso sgravi fiscali per i nuovi assunti e cassa integrazione strordinaria NON SONO GIUSTIFICABILI. Riproporlo in questa forma dimostra che l'obiettivo non è creare occupazione ma solo favorire il profitto privato a spese del contribuente. Con il Jobs Act in vigore che sancisce la piena “libertà” di licenziamento illegittimo per i nuovi assunti, la massima precarizzazione del lavoro del contratto a termine “acausale” e voucher vecchi e nuovi, il demansionamento, la videosorveglianza…. questa  manovra demolisce ancora di più diritti e tutele!!  Insomma, come in passato, la generosità nelle elargizioni verso i ceti privilegiati non trova limiti di bilancio, tanto le spese le pagano lavoratori e pensionati  che hanno sul groppone il 90% del carico fiscale.
 
NESSUNO STOP ALL'INNALZAMENTO A 67 ANNI DELL'ETÀ PENSIONABILE. Grazie alle controriforme del sistema previdenziale (dalla Dini alla Fornero) oggi bastano dei dati ISTAT a determinare quell'automatismo che porta ciclicamente un aumento dell'età pensionabile. È bene non dimenticare che la responsabilità di questa situazione è ascrivibile a quell'arco di forze politiche (dai fascisti, alla Lega, a Forza Italia, al PD) e molte sigle sindacali che hanno appoggiato questi provvedimenti anche se oggi spesso, fingono di scandalizzarsene. 
Aumentare di altri 5 mesi l’età pensionabile portandola dal 2019 a 67 anni, e poi in prospettiva a 70, è follia pura, è necessario che si determini una mobilitazione ed un conflitto vero nel paese: non solo contro il nuovo aumento ma contro un sistema pensionistico che a seguito della controriforma Fornero è diventato socialmente insostenibile. Come si fa a non vedere che già oggi, prima di ulteriori incrementi, si è prodotta una situazione inaccettabile? Negli ultimi 2 anni e mezzo i lavoratori ultracinquantenni sono aumentati di quasi 1 milione, mentre l’occupazione diminuisce nelle fasce centrali di età e i giovani sono inchiodati nella massima precarietà.!E che dire delle donne che alla pensione anticipata non ci arriveranno mai, per il doppio peso del lavoro produttivo e di carico familiare , che ancora ingiustamente pesa su di loro?
RISORSE INSUFFICIENTI PER GARANTIRE UN CONTRATTO VERO AI LAVORATORI PUBBLICI E TAGLI MASCHERATI AL SERVIZIO SANITARIO, si prospettano aumenti salariali risibili e un peggioramento delle tutele, dei diritti, della democrazia sul lavoro e un incremento del ricorso al disciplinare. Per la sanità pubblica un miliardi di Euro in più al Fondo Sanitario Nazionale, cioè una cifra inadeguata che non solo riduce ancora il rapporto spesa sanitaria/PIL, ma rischia di essere solo un bluff, di fatto cancellata dalla volontà di farvi ricadere costi contrattuali e sulle casse delle Regioni che si vedono anche tagliare i fondi per l'edilizia sanitaria e per il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza. PER UN CONTRATTO DIGNITOSO SIA ECONOMICAMENTE CHE NORMATIVAMENTE, ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO E RIDUZIONE DELL'ETÀ PENSIONABILE CONTRO NUOVE TASSE PRESSIONI FISCALE E I TAGLI ALLA SANITA’ S SC CI IO OP PE ER RO O  1 10 0  N NO OV VE EM MB BR RE E  2 20 01 17 7  
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Gommista

Post n°1047 pubblicato il 28 Ottobre 2017 da giampi1966

I miei messaggi sono quasi sempre seri, ma adesso non ho voglia di parlare del diritto di sciopero negato, come nelle peggiori dittature, vi parlerò insolitamente dei fatti miei. 

In questo momento sono dal gommista, monterà gomme quattro stagioni, poiché non ho voglia di toglierle e rimetterle ad ogni stagione. Costano parecchio ma facendo le opportune ricerche ho trovato delle buone gomme con un prezzo accessibile.

Prima ho fatto le pulizie.... odio fare le pulizie.

Oggi pomeriggio farò un lavoro per il sindacato (sempre gratis naturalmente) e poi spero di vedere il grande Catanzaro calcio.

Lo so non è proprio un sabato entusiasmente :-))))

 
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GIOVENTÙ BRUCIATA

Post n°1046 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da giampi1966

L'elezione del premier austriaco, il più giovane del mondo, ha fatto emergere la voglia di scrivere questo post. È da parecchio tempo che constato come ormai i giovani in politica siano portatori di moderatismo e restaurazione a volte becera, il premier austriaco non è un'eccezione, vedi Renzi, Macron e molti altri. Giovane un tempo significava progresso, innovazione, rivoluzione, ora la cultura ha generato questi anzianogiovani.

Questa involuzione l'ho potuta constatare anche nella mia esperienza politico sindacale dove i giovani sono spesso stati sinonimo di opportunismo e moderatismo.

Spero di sbagliarmi, voi cosa ne pensate????

 
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Baroni universitari

Post n°1045 pubblicato il 26 Settembre 2017 da giampi1966

La regola non facciamo di tutta un'erba un fascio, per il mondo universitario non vale.

Per chi come me ha frequentato l'università, sa benissimo che esistono i baroni e a decidere sono loro, con buona pace della meritocrazia e dell'efficienza.

Hanno arrestato 7 professori ma è solo la punta di un iceberg, per pulire l'università dovrebbero arrestarne almeno 700.

Purtroppo l'università ha un compito fondamentale per lo sviluppo economico sociale di un paese, ed è anche questo uno dei principali motivi della nostra crisi,oltre che della fuga dei cervelli.

Magistrati andate fino in fondo!!!

 
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Capelli rock

Post n°1044 pubblicato il 20 Settembre 2017 da giampi1966

Il destino del mondo è in mano a due personaggi "strani" con delle capigliature imbarazzanti.

Non ho mai avuto delle remore sui personaggi strampalati, anzi il diverso era per me sinonimo di anticonformista ed innovatore, ma questi due sono imbarazzanti.

Forse perché patteggio sempre per il più debole questa volta penso che abbia ragione il coreano.

La Corea del Nord è una nazione sovrana, ufficialmente in guerra anche con gli americani e non ha aderito al trattato di non proliferazione nucleare.

Quindi spiegatemi perché dovrebbe rinunciare al proprio programma nucleare? Le altre nazioni nuclearizzate hanno rinunciato al proprio arsenale? La risposta è NO!

 
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BELLA SUI POLITICI

Post n°1043 pubblicato il 09 Settembre 2017 da giampi1966
Foto di giampi1966

Guardate che bella foto che sta girando su whatsApp

 
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8^ puntata, idee senza pretese per rianimare la sinistra

Post n°1042 pubblicato il 28 Agosto 2017 da giampi1966

Ero indeciso se pubblicare questa parte di idee, poiché siamo in un momento di offuscamento della ragione, di emersione degli egoismi e di propaganda pericolosa.

Il razzismo ormai non genera vergogna in chi lo professa e il riferimento alle razze è di nuovo in voga, purtroppo il cancro ha avuto una ricaduta.

Detto questo però, penso che la sinistra debba continuarea criticare il razzismo in tutte le sue forme, ma deve comprenderne le ragioni e proporre delle soluzioni.

Il ragionamento deve partire dal fatto che l'emigrazione sfavorisce le classi più deboli ed arricchisce quelle più agiate, infatti queste ultime possono avere a disposizione un esercito di manodopera a basso costo e senza diritti, da sfruttare nelle proprie imprese e come servitù personale. Questa circostanza non va dimenticata e tanto meno negata, bisogna riavvicinarsi al popolo e spiegargli le dinamiche e i dati effettivi che smentiscono l'invasione e l'aumento della criminalità.

Nello stesso tempo è necessario ridurre il conflitto tra i poveri, ampliando la concessione di permessi di soggiorno regolari, combattendo in modo deciso il lavoro nero e obbligando le imprese e le istituzioni a rispettare i diritti dei più deboli.

È naturale che va cercata la collaborazione degli altri stati, ma senza svendere i nostri valori di accoglienza e rispetto della persona.

 
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Falsità storiche e subalternità culturale

Post n°1041 pubblicato il 23 Agosto 2017 da giampi1966

Ho sempre odiato la subalternità culturale, politica ed economica dell'Italia. Spesso tale sudditanza è stata giustificata con il presunto debito da pagare, in particolare agli americani dopo la seconda guerra mondiale, ma la storia non è andata proprio come ce l'hanno descritta e nel dopoguerra centinaia di italiani (spesso gli elementi migliori) hanno pagato con la loro vita questa sovranità limitata e la nostra democrazia ne risente ancora oggi. È per questo che riporto il seguente stralcio del libro Stalin e il comunismo

"Lo Stalin di Stalingrado non era insomma più solo quello della carestia, del terrore, del Gulag. Egli era anche, inevitabilmente, e per sempre, lo Stalin della vittoria su un nemico crudele e detestato dall'opinione pubblica mondiale. Nel secondo conflitto mondiale gli americani persero circa 415.000 soldati, gli inglesi 380.000, i francesi 217.000, gli italiani 300.000, i giapponesi 2,1 milioni, i cinesi 3,8 (e più di 16 milioni di civili), i tedeschi 5,5 milioni, AL 90% E PIÙ SUL FRONTE ORIENTALE (e 1,5 milioni di civili), e i sovietici quasi 11 milioni di militari e più di altrettanti civili.

La guerra si combatté insomma in Asia, e soprattutto sul fronte orientale europeo. È tenendo presenti questi dati che vanno giudicati gli incontri dei tre grandi a Teheran e Jalta.

Anche se sono di sinistra ho sempre pensato che dovremmo riappropiarci della nostra sovranità

 
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La paranza dei bambini

Post n°1040 pubblicato il 17 Agosto 2017 da giampi1966

Come ogni anno anche quest'anno ho letto un bel libro sotto l'ombrellone, un libro pesante, non da spiaggia, un classico libro di Saviano.

La paranza dei bambini è forse più un saggio che un romanzo, come ogni libro di Saviano è inquietante, dimostra l'assenza dello Stato in Campania.

L'ascesa della paranza dei bambini è quasi inevitabile in quel contesto culturale, non è tanto la povertà, ma la voglia di emergere, allora si sceglie l'unico modello ritenuto vincente e lo stato (con la s minuscola) sta a guardare.

L'omertà è inevitabile e la vita umana vale poco.

Dissacrante come ogni suo libro.

 

 

 

 
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LA GUERRA PER LA MADRE TERRA

Post n°1039 pubblicato il 07 Agosto 2017 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

 

Pubblico un articolo importante, il contenuto del seguente articolo è stato tenuto gelosamente segreto perché potrebbe rappresentare la salvezza per centinaia di milioni di esseri umani ma il fallimento finanziario per qualche decina di uomini, che però, piccolo ma rilevante particolare, detengono il 90% della ricchezza mondiale.

 

La notizia è questa: sembrerebbe che le maggiori multinazionali stiano seriamente pensando di ritirare i propri ingenti investimenti dai territori su cui insistono le foreste tropicali, ciò significa fine dello sfruttamento minerario quindi stop agli sversamenti inquinanti nei fiumi e al disboscamento per creare i collegamenti stradali e stop al tagli indiscriminato della foresta per ricavarne legname o terra coltivabile usa e getta.

 

Ma cosa ha portato questi colossi economici all’idea di ritirarsi da questi affari miliardari? Non certo lo spirito mecenate ma nemmeno la paura di farsi una pubblicità negativa, questi colossi sono abituati a manipolare i media, allora cosa è successo o sta succedendo in quelle zone?

 

La legge del mercato impone che la merce che si vende deve garantire un minimo profitto al netto dei costi, in caso contrario nessuno avrebbe interesse a produrre e/o vendere un determinato prodotto, ed è proprio quello che si sta verificando per i prodotti provenienti dalle foreste tropicali, i costi superano i profitti. Ma questo sta succedendo per una ragione esogena al sistema economico, non ci troviamo quindi di fronte ad un aggravio di costi della manodopera, dei macchinari, delle tasse o per opere infrastrutturali ma, come evidenziato da un rapporto top-secret, redatto dall’International forestry exploitation agency, i costi per lo sfruttamento delle risorse dislocate all’interno del perimetro occupato dalle foreste vergini nel 1990 (quindi oltre quello occupato alla data odierna) sono aumentati del 57% e questo a causa della “guerriglia ecologica” portata avanti da gruppi di indigeni locali e qualche migliaio di volontari ecologisti proveniente da tutto il mondo. Questo movimento è stato denominato: “Ara Macao warriors”.

 

Probabilmente la cosa per tutti noi più importante è la difesa della “madre terra”, purtroppo anche questa volta l’uomo ha perso l’occasione per comportarsi civilmente risolvendo i problemi in modo pacifico.

 
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Sui ballottaggi

Post n°1038 pubblicato il 26 Giugno 2017 da giampi1966
 

Indubbiamente la parte che si definisce centrosinistra ha perso i ballottaggi. Sono cadute roccaforti storiche come Sesto, Genova e Pistoia.

Ho sentito diverse teorie riguardanti questa pesante sconfitta, naturalmente non ho i mezzi statistici per spiegare adeguatamente il fenomeno, posso solo parlare per me stesso e per le persone che mi circondano.

Personalmente non sono andato a votare per la prima volta nella mia vita, statistiche alla mano molti hanno fatto la mia scelta.

Io da uomo di sinistra MI RIFIUTO di votare per una sinistra che poi si comporta da destra!

Non sono un tifoso di calcio, non me ne frega niente della maglia, mi interessano solo i fatti, solo la politica concreta.

Questo blog è nato proprio con questa idea, ho da sempre professato la coerenza politica. Ho litigato con mezzo mondo per questo motivo, agli altri interessa solo vincere le elezioni, il programma poi si deve dimenticare perché bisogna seguire ì dettami del pensiero unico imperante.

 
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DIRITTO DI SCIOPERO E SINDACATI GIALLI

Post n°1037 pubblicato il 19 Giugno 2017 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Per un lavoratore scioperare non è mai stato un piacere.

Non percepisce lo stipendio;

Rischia di essere bollato dal padrone rischiando in alcuni casi il licenziamento;

Causa dei disagi ad altri cittadini che spesso lo odieranno;

Viene criticato da tutti i media potenti.

Eppure......

Cosa pensate di alcuni sindacati che invece di difendere gli interessi dei lavoratori impegnano tutte le loro ingenti forze per cercare di distruggere i sindacati conflittuali?

 

 

Comunicato-stampa

 

Damiano vuole cancellare la libertà di sciopero, in odio ai COBAS e ai sindacati conflittuali

 

Andiamo ad una votazione su scheda nazionale nei comparti pubblici e privati e vediamo quali sono i sindacati “rappresentativi”! 

 

Cesare Damiano nel novembre 2006 era ministro del Lavoro del secondo governo Prodi, in quota DS e dopo una lunga gavetta di funzionariato in Cgil. Come COBAS (ma era un parere diffuso) ritenevamo che fosse dalla parte degli industriali piuttosto che da quella dei lavoratori/trici. E lo scrivemmo in una manchette sul quotidiano “Il Manifesto” mentre, insieme alla Fiom ed altri,  organizzavamo una manifestazione nazionale contro il precariato, che il governo Prodi stava ulteriormente estendendo. La titolammo crudamente  “Damiano amico dei padroni vattene”. Fu uno scandalo nazionale, venimmo attaccati da tutto il mondo di “sinistra” e da tutti gli amici del “governo amico”, Cgil in primis. Ma, nonostante il can can mediatico per due settimane, la manifestazione del 4 novembre andò trionfalmente: ci aspettavamo non più di 50 mila persone, ne vennero circa 200 mila, in gran parte fortemente critici su Prodi e Damiano. Il quale ci rimase malissimo e uscì dalla vicenda fortemente ridimensionato, vista la massiccia presenza nel corteo di quadri Fiom e Cgil. E non ce lo ha mai perdonato: la volontà di cancellare i COBAS e gli altri sindacati conflittuali è da allora una sua “fissa” costante. Con questo spirito, ha presentato nel 2013 una proposta di legge, che giace da allora in Parlamento, per toglierci anche il diritto di convocare scioperi: e ieri l’ha rilanciata con un’intervista a Repubblica. Ha approfittato della canea sollevata dal successo dello sciopero nei Trasporti convocato venerdì scorso dai COBAS e da altri sindacati conflittuali. Il titolo dell’intervista (condotta da Aldo Fontanarosa) è già tutto un programma: “Ora i COBAS vanno fermati”, ed è una sequenza di fake news e di dichiarazioni surreali e anti-costituzionali. Le tesi di Damiano si fondano su due pilastri d’argilla: a) la legge anti-sciopero 146/90 per i servizi pubblici sarebbe inefficace e comunque COBAS e soci non la rispetterebbero facendo scioperi “selvaggi”; b) in ogni caso questi sindacati non sono “rappresentativi” e dunque non devono aver diritto di convocare scioperi. Vediamo in realtà come stanno le cose.

 

1) Lo sciopero di venerdì scorso non è stato affatto “selvaggio” ma rispettoso delle regole pur ultra-restrittive della 146, che prevede una convocazione con almeno 20 giorni di anticipo (5 per la tentata “conciliazione”), nonché “fasce protette” in cui non si può scioperare, orarie o in particolari periodi dell’anno. Nessuna di queste regole è stata infranta il 16 giugno.

 

2) Damiano sostiene che il punto debole della legge 146 è che consente ai COBAS ed affini di convocare scioperi “plurimi” e “continuativi”. Falso anche questo: la legge prevede che un secondo sciopero si può convocare solo dopo aver svolto il primo e bisogna poi attendere altri 20 giorni; e in quanto al “continuativo”, non si può scioperare per più di due giorni di seguito. Regole così restrittive non esistono in paesi a struttura sociale e politica simili al nostro, vedi Francia, Spagna o Grecia. Comunque, il 16 si è svolto uno sciopero di una giornata, né “continuativo”, né “plurimo”.

 

3) Il cosiddetto “caos cittadino” è dipeso da due soli fattori: a) la grande partecipazione dei lavoratori/trici allo sciopero; b) il disservizio “normale” dei trasporti nelle principali città (Roma su tutte) dovuto ai tagli sui mezzi circolanti. Quando queste circostanze si sono verificate anche per scioperi convocati da Cgil, Cisl e Uil, gli effetti sono stati gli stessi (d’altra parte se lo sciopero non si vede, a che serve?) ma allora Damiano non aveva proposto provvedimenti contro la Triplice amica. Peraltro, quando l’intervistatore obietta che i successi dei “conflittuali” sono magari dovuti al fatto che “spesso hanno difeso bene i lavoratori”, Damiano svicola surrealmente, sostenendo che faremmo dumping, cioè, che rispetto a Cgil, Cisl e Uil giocheremmo “al ribasso per i compensi e le tutele dei lavoratori”(???). E dire che da Cgil e soci siamo sempre stati considerati “massimalisti”!!

 

4) L’ultima fake news di Damiano non è meno importante, anzi. In quanto presidente della Commissione lavoro (in quota PD e Cgil alla pari) è gravissimo che Damiano finga di dimenticare che lo sciopero è un diritto individuale e, come tale, la sua convocazione non è proprietà esclusiva dei sindacati, ma è prerogativa di qualsiasi struttura con un responsabile legale. Dunque, è anti-costituzionale la pretesa di consegnare tale diritto solo alle organizzazioni che già detengono il monopolio dei diritti sindacali. Ma è un imbroglio anche la divisione tra “rappresentativi” e “minoritari”. Intanto, perché chi è maggioranza o minoranza in uno sciopero lo si vede dalla partecipazione: e se addirittura le Amministrazioni sostengono che lo sciopero ha avuto l’adesione del 45% (a noi risulta di più) vuol dire che siamo più maggioritari noi di PD e Forza Italia, messe insieme a livello politico. E soprattutto perché né nei Trasporti né in alcun comparto pubblico o privato è mai stato consentito di verificare la “rappresentatività” in una votazione nazionale. Abbiamo sfidato più volte la Triplice e i governi a fare in tutti i comparti una votazione su scheda nazionale e vedere se siamo più “rappresentativi” noi o gran parte dei partiti che stanno in Parlamento e se Cgil, Cisl e Uil reggono ad una vera competizione elettorale.

 

La prima occasione di accettare questa sfida sarebbe ravvicinata: a marzo 2018 ci dovrebbe essere in tutto il settore pubblico il rinnovo delle RSU. Andiamo alle elezioni con 2 schede, una per la RSU del posto di lavoro e una per la rappresentatività nazionale: e vediamo cosa scelgono i lavoratori. O questa competizione impaurisce lor signori che ci vorrebbero eliminare d’imperio?

 

 

 

Piero Bernocchi    portavoce nazionale COBAS

 

 

 

19 giugno 2017

 

 

 

 

 


 
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astensionismo

Post n°1036 pubblicato il 12 Giugno 2017 da giampi1966

Non pensavo che sarebbe mai successo. 

Per la prima volta nella mia vita non sono andato coscientemente a votare. 

Non aveva senso farlo,  in quanto non c'era nessuno che mi rappresentava. 

Ho notato che molti hanno avuto il mio istinto,  la cosa non mi meraviglia,  ma ora mi chiedo è questa una democrazia??? 

P

 
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LA POVERTA' E' DIETRO L'ANGOLO

Post n°1035 pubblicato il 24 Maggio 2017 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Oggi sono venuto a conoscenza della storia di un pensionato greco di 84 anni, questo signore quando è andato in pensione prendeva 1.450 €. di pensione, poi a seguito delle varie misure imposte dalla TroyKa ed accolte dai vari goveni greci, la sua pensione è scesa a 660 €. mensili (avete letto bene).

La Grecia anche a seguito di queste misure economiche a dir poco forsennate ha perso il 25% del proprio PIL.

Ora il signore era in piazza a protestare ma i cortei non sono più oceanici come quelli di una volta, sarà la stanchezza, sarà perchè al governo c'è una finta sinistra?

 
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anestetizzati

Post n°1034 pubblicato il 12 Maggio 2017 da giampi1966
 

Elettroncefalogramma piatto........  è anche per questo che è da tanto che non scrivo. 

Sono perfettamente inserito nell'attuale clima sociale. 

Tutti fermi,  tutti a compiangersi,  ad aspettare non si cosa.  Ipocritamente critichiamo ma non ci muoviamo. 

Personalmente cerco di darmi da fare con il sindacato,  ma siamo all'anno zero,  i lavoratori non hanno più diritti,  noi cerchiamo di opporci allo strapotere ma è una lotta impari perché giochiamo con le loro regole.

Servirebbe la lotta dura,  ma noi forse abbiamo la pancia piena e i giovani sono stati educati a non ribellarsi. 

 
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