Community
 
giampi1966
   
 
Creato da: giampi1966 il 13/03/2006
Questo blog si propone di promuovere la politica come servizio e la coerenza dei politici con gli obbiettivi programmatici. Troppo spesso l'agire del politico è distante anni luce dal suo programma e da ciò che professa. Per poter rinascere la politica deve sapersi imporre alle varie pressioni e deve guardare lontano.

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Tag

 

Ultime visite al Blog

giampi1966atreju.1ninograg1redblack711danbartL.eleganza.dl.riccionagual_5elyravITALIANOinATTESAcinciagiodesideria_io2009animalibera_60cobaltorosaroxx1972marittiella
 

OGM NO GRAZIE

 

vota il blog

vota blog

 

classifica siti

 

Qui sotto alcuni dei messaggi del blog che a mio parere meritano di essere letti. Ringrazio i visitatori che usufruendo di questa funzione dimostrano un approccio non superficiale al blog.

Mi raccomando date un'occhiata anche ai Tags

 

I MITICI INDIANI

 

IL VALORE DELLA LAICITA'

 
Citazioni nei Blog Amici: 68
 

EL PUEBLO UNIDO

 

CARMELA

carmela

 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 
 

BLOG DI SINISTRA

 

 

 

100 miliardi di litri di sangue popolare?

Post n°746 pubblicato il 28 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

100 miliardi di tagli alla spesa pubblica!!!

E' una cifra enorme.

Di per se potrebbe non essere una brutta notizia, si potrebbero tagliare le spese militari, le Province, le spese della politica, le consulenze, gli stipendi e le pensioni d'oro, i consigli di amministrazione, gli sprechi causati dalla corruzione e dalle gare pubbliche truccate, si potrebbero inoltre tagliare le enormi previsioni di spesa per la costruzione di inutili mega opere pubbliche (tipo la TAV) e potrei continuare, fino ad arrivare al consulente nominato dal Governo per individuare gli sprechi che tutti conosciamo. Purtroppo guardando cosa ha fatto fino ad oggi questo governo, i tagli potrebbero rappresentare la mazzata finale per i lavoratori, il rischio è che si tagli la sanità, la scuola, la difesa dell'ambiente e altri servizi pubblici che tanto non sono utilizzati dai banchieri e dai politici.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LA MINISTRA DEL LAVORO O E' IGNORANTE O DEVE CAMBIARE NOME CHIAMANDOSI MINISTRO DELLA FACILITA' DEI LICENZIMENTI

Post n°745 pubblicato il 25 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

La Ministra: “Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici”.

Peccato cara ministra che questa possibilità è già prevista ormai da anni, sia dai contratti collettivi che dalla legge.

Evidentemente la ministra si riferiva alla possibilità di licenziare anche in modo illegittimo per far si che i dipendenti pubblici siano ricattabili dai politici e i sindacalisti scomodi possano essere fatti fuori senza problemi.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

SALVIAMO L'AMAZZONIA SALVIAMO IL MONDO

Post n°744 pubblicato il 24 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Come spesso accade ospito la seguente petizione, mi sembra troppo importante.

La nostra petizione sarà consegnata negli uffici della presidenza fra poche ore! Raggiungiamo i 2 milioni prima dell'incontro: firma sotto e inoltra questa email a tutti

Cari amici,



Il Parlamento brasiliano ha appena approvato una legge che dà ai taglialegna e ai contadini carta bianca per abbattere aree sterminate di foresta amazzonica. Solo la Presidente Dilma può porre il veto. La pressione interna sta montando, ma una mobilitazione da tutto il mondo può dimostrarle che la sua reputazione internazionale è in pericolo. Costringiamola a fermare le motoseghe in Amazzonia: firma la petizione urgente e dillo a tutti!

Firma la petizione
Il Parlamento brasiliano ha appena approvato una legge devastante per le foreste, perché darebbe carta bianca a taglialegna e contadini per tagliare aree sterminate della foresta amazzonica. Solo la Presidente Dilma può fermare questa legge.

Il momento però è propizio: tra poche settimane Dilma ospiterà il più importante vertice mondiale sull'ambiente. Gli addetti ai lavori dicono che per lei il conto da pagare sarebbe troppo salato se dovesse fare la padrona di casa nei panni di quella che ha appena approvato la distruzione della foresta pluviale. In più Dilma sta fronteggiando pressioni interne crescenti: ben il 79% dei brasiliani è contro questa nuova legge. Se ci uniremo a loro ora potremo aumentare la pressione mondiale e prendere a colpi di motosega la legge, non la foresta.

Dilma prenderà la sua decisione nelle prossime 48 ore! Convinciamola a porre il suo veto alla legge. Clicca sotto per firmare la petizione urgente per fermare questa distruzione pericolosa della foresta amazzonica, e se hai già firmato fai il passaparola con tutti:

http://www.avaaz.org/it/veto_dilma_global_final_push/?vl

La foresta amazzonica è il polmone indispensabile per la vita sulla terra: 20% del nostro ossigeno viene da questa magnifica foresta pluviale, che ha un ruolo fondamentale nell'ostacolare il cambiamento climatico mondiale. Negli ultimi 10 anni il Brasile ha ridotto drasticamente il tasso di deforestazione, facendolo scendere del 78% tra il 2004 e il 2011. Come ha fatto? Con una legge per proteggere le foreste sostenuta da tutto il mondo e con il controllo serrato della sua applicazione anche grazie a un sistema di monitoraggio satellitare.

Ma questa nuova legge è molto pericolosa: consentirebbe di deforestare un’area grande quanto la Francia e la Gran Bretagna messe insieme e concederebbe ai taglialegna un’amnistia per tutti i crimini di deforestazione commessi in passato. Questo non solo scatenerebbe la devastazione totale delle foreste in Brasile, ma creerebbe anche un precedente negativo per tutti gli altri paesi. È per questo motivo che è così importante che tutti noi ci attiviamo per proteggerla.

Il Brasile è un paese in rapido sviluppo, impegnato a far uscire milioni di persone dalla povertà. Nonostante sia dimostrato che non c'è nessuna correlazione fra deforestazione e crescita, Dilma è sotto pressione da parte delle potenti lobby dell’agricoltura che l’hanno aiutata a essere eletta e che vogliono abbattere gli alberi per fare profitto. E ora la situazione sta assumendo contorni drammatici: alcuni attivisti sono stati zittiti, minacciati e uccisi. Ma gli ex ministri dell'ambiente e i cittadini di tutto il Brasile hanno mandato un messaggio chiaro a Dilma: vogliono salvare la foresta amazzonica. Ora sta a noi dare loro supporto, incoraggiando la Presidente Dilma a rimanere con la schiena dritta.

Sul destino della foresta amazzonica pende questa enorme minaccia. Ma con la Presidente così sotto pressione da parte dell'opinione pubblica, possiamo trasformare la mobilitazione dei cittadini di tutto il mondo in una vittoria per tutto il pianeta! Firma ora la petizione urgente e dillo a tutti: le firme saranno consegnate dall’ex Ministro dell'ambiente direttamente nelle mani di Dilma:

http://www.avaaz.org/it/veto_dilma_global_final_push/?vl

Negli ultimi 3 anni abbiamo vinto molte battaglie che all’inizio sembravano improbabili. Uniamoci ora prima che sia troppo tardi, per fermare la distruzione della foresta amazzonica, proteggere il nostro pianeta e per consentire a Dilma di diventare una forte leader internazionale in difesa dell’ambiente.

Con speranza e determinazione,

Luis, Pedro, Maria Paz, Alice, Ricken, Carol, Lisa, Rewan e tutto il team di Avaaz

Ulteriori informazioni

Brasile, ok a legge sulle foreste. Ambientalisti: è una catastrofe (Il Fatto Quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/26/brasile-legge-sulle-foreste-ambientalisti-catastrofe/209190/

Il premio Oscar Colin Firth lancia un appello a favore di una tribù della foresta amazzonica (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/ambiente/12_aprile_26/colin-firth-testimonial-per-survival-e-tribu-amazzonia_80fbc206-8fac-11e1-b563-5183986f349a.shtml

La riforma sulle foreste in Brasile permetterà di tagliare alberi più facilmente (Il Post)
http://www.ilpost.it/2012/04/26/la-riforma-sulle-foreste-in-brasile/

Votata legge pro-deforestazione, chiesto veto della Rousseff (TMnews)
http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120426_00166.shtml

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

RIDERE FA BENE ALL'ITALIA

Post n°743 pubblicato il 22 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Colgo l’occasione della vittoria elettorale del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, per ringraziare i comici italiani, in questi anni buoi hanno rappresentato l’unica voce libera ed obbiettiva di denucia ed informazione, ora con Grillo questi comici sono entrati in prima persona nella politica reale, creando un forte scompiglio nella politica classica.

L’Italia evidentemente è dotata di un gruppo di satiri politici estremamente competenti e coraggiosi, certamente più competenti dei politici di mestiere, più coraggiosi dei giornalisti ma anche più tecnici dei tecnici perché da veri tecnici/politici riescono ad avere un quadro complessivo della società e dell’economia italiana.

Questi comici hanno l’ardire di occuparsi di tutte le problematiche italiane e spesso sono i soli a sollevare questioni spinose, come gli intrecci tra mafia e politica, gli sprechi di denaro pubblico e le trame dei servizi segreti con bombe annesse.

Questo scriveva Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli (Roma, 7 settembre 1791Roma, 21 dicembre 1863) è stato un poeta italiano, qualche secolo fa

 

Mentre ch'er ber paese se sprofonna

tra frane, teremoti, innondazzioni

mentre che so' finiti li mijioni

pe turà un deficì de la Madonna

 

Mentre scole e musei cadeno a pezzi

e l'atenei nun c'hanno più quadrini

pe' la ricerca, e i cervelli ppiù fini

vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

 

Mentre li fessi pagheno le tasse

e se rubba e se imbrojia a tutto spiano

e le pensioni so' sempre ppiù basse

 

Una luce s'è accesa nella notte.

Dormi tranquillo popolo itajiano

A noi ce sarveranno le mignotte.

 

ONORE A FALCONE E BORSELLINO E A TUTTI I GIUDICI CHE HANNO DATO LA VITA PER LA GIUSTIZIA!!!

Massima infamia per quella parte dello stato che ha collaborato con i poteri criminali e ha coperto i colpevoli.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

TENSIONE SOCIALE? COLPA DEGLI ANARCHICI

Post n°742 pubblicato il 14 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Il governo si è accorto che in Italia ci potrebbe essere problemi per la tenuta sociale, questi conflitti sociali sono stati naturalmente provocati da altri (non dai dissennati provvedimenti governativi), in particolare sono quei cattivoni di anarchici, sempre comodi in momenti come questo, ad avere le maggiori responsabilità anche per ciò che concerne la caduta dei mercati e conseguentemente è buona cosa attivare l’esercito ed ogni altra tipologia di apparato repressivo. A tal proposito i servizi segreti possono tornare utili, magari qualche bombetta non fa mai male…..

Questo governo di tecnici mi ha fatto rivalutare la laurea in scienze politiche, infatti una delle caratteristiche principali di questa facoltà è l’interdisciplinità, in quanto per esercitare il mestiere della politica (quella nobile) è necessario conoscere tutte le sfaccettature sociali, economiche, giuridiche e conoscere bene i risvolti storici.

Questi tecnici in modo rozzo e dilettantesco hanno applicato pedestramente gli insegnamenti, peraltro errati, dell’ideologia liberista, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Non voglio dire che la colpa sia del governo, lo sappiamo tutti che in realtà i colpevoli sono gli anarchici, tuttavia dovrebbero almeno avere un pochino di pudore e rispetto verso gli italiani…. Sappiano questi tecnici che se vogliono mettere nuovamente in campo la strategia della tensione, è necessario possedere delle competenze (criminal/sociali) diverse dalle loro…..

In questo momento borse in picchiata (oltre – 35% dall’inizio dell’anno) e spread sopra i 450 punti!!!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LA PRIMAVERA STA ARRIVANDO ANCHE IN ITALIA

Post n°741 pubblicato il 08 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Una piccola rivoluzione si è concretizzata nelle urne italiane, il PDL si è dimezzato scendendo sotto il 15%, la lega ha perso parecchio ma ha perso molto anche l'UDC, mentre ha stravinto il movimento 5 stelle (che napolitano ha definito come antipolitica), il risultato è una chiara sconfessione del governo Monti.

L'unica nota stonata è a mio parere rappresentata dalla tenuta del PD che è una delle stampelle maggiori di questo dissennato governo e ha votato la modifica dell'articolo 81 della Costituzione, sull'obbligo del pareggio di bilancio (misura anti kenesiana e antipopolare).

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

FINALMENTE IL VENTO POLITICO E' CAMBIATO!!!

Post n°740 pubblicato il 07 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Atene, 7 mag.

 

i due partiti filoeuropeisti e filoausterità, il Pasok (socialista) e Nuova Democrazia (destra), che governano assieme in un governo di unità nazionale dalla fine del 2011, sono stati pesantemente sanzionati dalle urne e hanno raccolto assieme appena il 32,4% dei voti.

 
Il grande vincitore è il partito radicale di sinistra Syriza, contraria alle misure di austerità concordate da Atene con i suoi creditori. Syriza ha ottenuto il 16,6% dei voti, pari a 51 seggi, più del triplo rispetto al voto del 2009.


Syriza chiede la sospensione del pagamento del debito, la cancellazione di una parte del debito pubblico e misure di rilancio; non chiede l'uscita della Grecia dall'euro.

ps: anche se non centra volevo fare i complimenti al Catanzaro che è andato in C1, nonostante tutto e tutti 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

NON SO COSA VOTAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

Post n°739 pubblicato il 03 Maggio 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Nel mio paese si terranno le elezioni amministrative, 4 liste in lizza, 3 moderate (anche se in una c'è rifondazione) ed una leghista.

Per me è un dramma!!!  non so proprio per chi votare , conosco i candidati, i programmi e il fatto che saranno disattesi (almeno nei contenuti più coraggiosi e condivisibili).

Potrei votare scheda bianca o nulla o addirittura non andare a votare.

Potrei votare contro le liste che non hanno portato avanti le mie idee e votare per la lista di centro-centro-centro-sin che ha inserito nel programma molte delle idee ed iniziative che avevo portato avanti io quando ero assessore (peraltro non cambiandogli nemmeno i nomi). Ma non mi convincono molte delle persone inserite in tale lista.

Non avrei mai pensato di arrivare a ragionare in questa maniera, io che ho sempre amato la politica vera e nobile, devo votare il meno peggio o non votare.

Maledico tutte le persone che si dedicano alla politica semplicemente per ottenere dei tornaconti personali (non sto parlando di semplici soddisfazioni e arricchimenti morali)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

E' demagogo chi accusa la presunta antipolitica che è invece l'unica che fa ancora politica

Post n°738 pubblicato il 26 Aprile 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

In Italia, purtroppo, le regole e i buoni principi valgono sempre e solo per gli altri.

Così senza alcun pudore, in occasione della festa del 25 aprile, il nostro presidente fa una forte dichiarazione contro la presunta antipolitica e si scaglia contro i demagoghi che la cavalcano, scordandosi evidentemente che lui è uno dei principali veri artefici di questa antipolitica in quanto è stato lui a sponsorizzare l'attuale governo tecnico (che tecnico non è) estromettendo in questo modo i partiti e la stessa democrazia, inoltre è stato lui a rinnegare tutti i suoi principi comunisti a favore dei mercati, infine sempre quando la politica e i partiti si impossessavano della cosa pubblica si è ben guardato dal denunciarlo in modo deciso.

Armiamoci e partite, un motto attualissimo, portato avanti da questi tecnici e dai loro sostenitori, i partiti, i politici e il governo continuano imperterriti a sprecare denaro pubblico (ad esempio sono state acquistate altre 400 auto blu con una spesa di 10 milioni di euro, ogni anno i partiti ricevono 280 milioni di euro di finanziamenti pubblici, il quirinale ed il parlamento costano cifre spropositate, i consigli di amministrazione inutili proliferano sempre più, così come le consulenze degli amici, potri continuare all'infinito), mentre fanno pagare la crisi alle classi più deboli (che peraltro non sono responsabili).

L'altro giorno ho guardato 5 minuti di ballarò, ma mi sono bastati per farmi il sangue amaro, ho sentito una dichiarazione che diceva più o meno queste cose, ormai gli italiani devono rivedere i loro comportamenti quindi devono cominciare a lavorare, non potranno più permettersi di andare sempre in vacanza o al ristorante......  peccato che a parlare fosse uno che guadagnerà presumibilmente oltre 40.000 €. al mese e che quindi continuerà a godersela mentre la maggior parte degli italiani ha sempre lavorato e tirato la cinghia!!!

VIDEO_Arese - ANPI FUORILEGGE il 25 aprile
http://www.youtube.com/watch?v=DsapOR5li6I

http://www.youtube.com/slaicobas
http://www.slaicobas.it/

25 aprile 2012
Oggi ad Arese UN FATTO DI UNA GRAVITA' INAUDITA:
il commissario prefettizio viceprefetto CHIODI, responsabile tra l'altro dell'ufficio legale della prefettura di MILANO, HA VIETATO ALL'ANPI DI PRENDERE LA PAROLA NEL CORSO DELLA CERIMONIA PER IL 25 APRILE.

I LAVORATORI LICENZIATI DELL'ALFA ROMEO DI ARESE, UNITAMENTE ALLA MAGGIORANZA DEI CITTADINI PRESENTI IN PIAZZA, HANNO GIRATO LE SPALLE AL VICEPREFETTO ALLORCHE' HA INIZIATO A PARLARE.

Nei giorni scorsi CHIODI aveva anche disdetto un incontro già convocato per iscritto con i lavoratori dell'ALFA ROMEO licenziati dall'azienda spionistica INNOVA SERVICE. Il giorno dopo c'è poi stata la distruzione della tenda dei licenziati ad opera di un centinaio di poliziotti e carabinieri.

Stamattina, al termine della cerimonia per il 25 aprile, i lavoratori licenziati hanno chiesto nuovamente di incontrare il commissario ma CHIODI si è rifiutato.

Arese, 25 aprile 2012

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

CRONACHE DA UN'ECCIDIO DIMENTICATO

Post n°737 pubblicato il 24 Aprile 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Il processo alla Marlane Marzotto rimane a Paola

Ci hanno provato, le parti difensive dei responsabili del massacro dei lavoratori dell’azienda tessile, ad allungare ulteriormente i tempi del processo cercando di spostarlo a Vicenza e a estromettere, dal dibattimento, quel sindacato, lo Slai cobas, che dal primo momento è stato vicino ai lavoratori e alle loro famiglie.

Non sembra essere interesse degli avvocati difensori avere una sentenza, una sentenza su un fatto talmente grave che dovrebbe smuovere le coscienze di ogni cittadino…a prescindere dal ruolo che svolge.
Più che giusto che gli imputati abbiano dei difensori…meno giusto, meno morale, che gli studi di questi grandi oratori del foro italiano, Ghedini e Pisapia in testa, utilizzino escamotage per fare in modo che il processo non venga proprio fatto…e arrivi alla prescrizione.

E’ interesse anche degli imputati che il processo si svolga…la giustizia non è una variabile dipendente dal potere o ingabbiata in mille artifizi che le impediscano di procedere…affermare questo, tentare di svilirne il significato, va contro gli stessi imputati e i loro avvocati.

Ricordiamo la vicenda, per chi ancora non ne fosse a conoscenza:

L’azienda fu fondata negli anni ’50 dal conte Rivetti e produceva tessuti.
Poi nel 1969 passò nelle mani dell’ Eni – Lanerossi e, successivamente, nel 1987, al gruppo Marzotto per 173 miliardi di lire.
Per ognuno dei 200 lavoratori espulsi la finanziaria dell’Eni mise a disposizione 44 milioni per una riallocazione occupazionale mai avvenuta.
La fabbrica, gestita dalla Lanerossi, tolse le mura divisorie e così nell’ “open space” creato convergevano i fumi provenienti dalle sostanze chimiche della coloritura espandendosi ovunque.
Non c’erano aspiratori funzionanti e gli operai gettavano i coloranti in vasche aperte senza alcuna protezione.
Nella fabbrica c’era anche l’amianto presente nelle pastiglie dei freni dei telai, che, consumandosi, emetteva polveri respirate da tutti.
A fine giornata veniva “donata” una busta di latte ad ogni lavoratore, unico rimedio ai veleni respirati durante tutto il turno di lavoro.
Nel 1996 la tintoria veniva chiusa.

Ai tentativi della difesa di prolungare i tempi del processo risponde l’avv. Senatore, che rappresenta decine di lavoratori ammalati, famiglie di defunti e lo Slai cobas:

“La competenza deve rimanere sul posto. I veri danneggiati, gli unici danneggiati, sono loro ed hanno il diritto di veder giudicate le malefatte di questi 20 anni di follia dove decisioni, senza nessun rispetto per la salute dei lavoratori, venivano prese in loco…e non altrove”.
“Gli autori, i responsabili della morte di oltre 160 persone, per patologie tumorali derivanti dai danni ambientali per l’uso di sostanze cancerogene, devono essere giudicati dove hanno commesso il fatto”.
“La richiesta delle difese di estromettere il sindacato Slai cobas non può essere accolta…lo Slai cobas è stato il protagonista, assieme ai lavoratori, di tutta la vicenda. Senza le loro denunce oggi il processo non ci sarebbe”.

E’ chiara la tattica dilatoria delle difese…è chiaro, altrettanto, che la giustizia non può essere negata a chi sta soffrendo, a chi è morto.
Un processo senza nessuna eco mediatica si sta svolgendo in quel profondo Sud abbandonato da uno Stato capace solo di imporre gabelle.
La giustizia, la verità, reclamano che il processo vada al suo giusto e naturale compimento, che i responsabili di una strage senza nessuna giustificazione vengano giudicati…se questa è ancora una democrazia non potrà esserci una diversa conclusione.

Stefano Federici


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MONTI UCCISO AL SUPERMERCATO

Post n°736 pubblicato il 17 Aprile 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Conoscete tutti la tristissima storia del calciatore Morosini, morto sabato a Livorno.

Mia mamma come ogni sabato era al supermercato, una signara gli si avvicina e gli dice in modo concitato, "lo sa che hanno ucciso Monti? Lo hanno colpito al cuore"..... Mia mamma allora lo ha riferito ad una signora, la quale ha parlato con altri signori, nel giro di pochi minuti la notizia si è sparsa in tutto il supermercato.

Nessuna scena di panico, nessun rammarico o tristezza.... una storia significativa su cui riflettere.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MONTI LICENZIATO

Post n°735 pubblicato il 10 Aprile 2012 da giampi1966
 
Tag: alternativa comunista, C.G.I.L., capitalismo, casta, cibo, Cobas, coerenza politica, comunismo, coraggio, coscienza di classe, costituzione italiana, democrazia, depistaggi, diritti dell'infanzia, diritti delle donne, ecologia e ambiente, economia, elezioni, europa, fascismo, fonti energetiche, foreste, geografia politica, inquinamento, Italia, lavoro, libertà, lotta, lotte studentesche, mafia, magistratura, malattie, marxismo, meridione, mondo del lavoro, natura, no al nucleare, osservatorio politico, parlamento, partiti, personaggi, politica, professori, progetto politico, pubblico impiego, R.D.B., rivoluzione, salute, sanità, sciopero, scuola, sindacalismo rivoluzionario, sindacato, sinistra, Slai Cobas, squallore politico, storia contemporanea, storia politica, sud, università e ricerca, USB, welfare
Foto di giampi1966

NO AL GOVERNO DEI BANCHIERI

LO SPREAD E' TORNATO A OLTRE QUOTA 400.

 

LA BORSA HA PERSO DALL'INIZIO DELL'ANNO QUASI IL 35%.

 

NEL 2012 IL P.I.L. SCENDERA' DI OLTRE L'1,6%.

 

LA DISOCCUPAZIONE E' VICINA LA 10%, QUELLA GIOVANILE AL 30%.

 

LE TASSE SONO AI MASSIMI STORICI BEN OLTRE IL 50% DEL REDDITO.

 

GLI ITALIANI HANNO PERSO OGNI SPERANZA NEL FUTURO E IL FUTURO SARA' PIENO DI GIOVANI PRECARI E VECCHI IMPOVERITI (LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI FATTO ANNULLA QUESTO ISTITUTO).

 

L'AMBIENTE ORMAI E' DIVENTATO UN OPTIONAL PER NULLA IMPORTANTE PER QUESTO GOVERNO.

 

PER QUESTO GOVERNO LA SCUOLA, LA SANITA', LA LOTTA ALLA MAFIA E ALLA CORRUZIONE SONO COSE CHE NON ESISTONO E CHE SONO DA INSERIRE AGLI ULTIMI POSTI DELL'AGENDA POLITICA.

 

LA CASTA CONTINUA INDISTURBATA A GODERE DEI SUOI PRIVILEGI.

 

QUESTO E' UN GOVERNO ANTIDEMOCRATICO NON ELETTO E CHE CALPESTA I VALORI COSTITUZIONALI E' UN GOVERNO CHE AMA I SACRIFICI UMANI IN QUANTO NON ESITA AD UCCIDERE I LAVORATORI ITALIANI SULL'ALTARE STRANIERO DELLO SPREAD.

COSA STIAMO ASPETTANDO A LICENZIARE PER GIUSTISSIMA CAUSA QUESTO GOVERNO CLANDESTINO ED INCOMPETENTE??????

NO AL GOVERNO DEI BANCHIERI

ps. questa mattina giovedì 12 aprile all'Alfa di Arese la Polizia e i Carabinieri hannodistrutto le tende del presidio dei 62 operai licenziati. Ma il presidio continua!

Ricordiamoci che cosa sta dietro l'Alfa di Arese, vero scandalo industriale, speculazione edilizia e reati penali.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LA FORNERO EMBLEMA DELLA PROPAGANDA GOVERNATIVA

Post n°734 pubblicato il 05 Aprile 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

"Se ritenevano ci fosse un alibi è stato tolto: non venite più a dirci che non investite in Italia perché c'é l'articolo 18". L'obiettivo del governo era "incentivare gli investimenti esteri in Italia ma anche che le imprese italiane non vadano in Serbia come sta accadendo in modo imbarazzante". "Se ritenevano ci fosse un alibi è stato tolto: non venite più a dirci che non investite in Italia perché c'é l'articolo 18". L'obiettivo del governo era "incentivare gli investimenti esteri in Italia ma anche che le imprese italiane non vadano in Serbia come sta accadendo in modo imbarazzante". Dichiarazione della ministra Fornero:

 

"Se ritenevano ci fosse un alibi è stato tolto: non venite più a dirci che non investite in Italia perché c'é l'articolo 18". L'obiettivo del governo era "incentivare gli investimenti esteri in Italia ma anche che le imprese italiane non vadano in Serbia come sta accadendo in modo imbarazzante".

 

Spero che la sopra citata dichiarazione sia scaturità dalla necessità di portare avanti una rozza propaganda a favore della riforma sul lavoro, se così non fosse sarebbe preoccupante in quanto evidenzierebbe un’imbarazzante ignoranza della situazione economico/industriale del nostro paese.

Infatti è a tutti evidente (gli stessi imprenditori lo hanno spesso sottolineato) che i problemi dei mancati investimenti, non centrano niente con l'art. 18, ma sono legati alle seguenti criticità:

Ø Corruzione (67° posto a livello modiale);

Ø Carenze infrastrutturali (ferrovie, strade, porti, areoporti ecc…);

Ø Inefficienza e mancanza di trasparenza della pubblica amministrazione;

Ø Problemi di criminalità organizzata (mafie);

Ø Inadeguatezza del sitema politico;

Ø inefficienza dell’università baronale;

Ø Mancata certezza nel diritto e ritardi nella giustizia;

Ø Eccessivo costo dell'energia;

Ø Sistema fiscale oppressivo;

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MARZOTTO UNA STRAGE DIMENTICATA MODELLO PER IL GOVERNO MONTI

Post n°733 pubblicato il 02 Aprile 2012 da giampi1966
 
Tag: alternativa comunista, C.G.I.L., Calabria, capitalismo, casta, Cobas, coerenza politica, comunicazione, comunismo, confederali, coraggio, coscienza di classe, cosenza, costituzione italiana, cure, democrazia, depistaggi, diritti delle donne, eccidio marzotto, ecologia e ambiente, economia, fascismo, giornalismo, giustizia, inquinamento, Italia, lavoro, libertà, lotta, lotte studentesche, magistratura, malattie, marxismo, marzotto praia, meridione, mondo del lavoro, moralità, natura, osservatorio politico, parlamento, partiti, politica, pomigliano, R.D.B., rivoluzione, salute, sanità, sciopero, sindacalismo rivoluzionario, sindacato, sinistra, Slai Cobas, squallore politico, stampa, storia contemporanea, storia politica, stragi, strategia della tensione, sud, unità d'Italia, USB, welfare

 

Le seguenti storie paiono slegate ma non è così, sono eplicative di un modello socio/economico verso il quale ci stiamo velocemente avviando, i teologi di questo modello sono molti e tutti non ne verrebbero coinvolti perché a pagare saranno i milioni di lavoratori che subiranno un sistema lavorativo ottocentesco.

Questa gente (Ichino, Marchionne, Fornero, Monti, alcuni giornalisti, il PD, il PDL, i sindacati concertativi ecc….), in nome della presunta modernità, che rappresenta in realtà il ritorno agli anni 50, auspicano un mondo del lavoro dove i lavoratori diventano dei semplici strumenti di produzione, da sfruttare e da gettare via quando usurati o quando danno fastidio.

 

Processo Marlane Marzotto: dov’è la giustizia ?

 

Si apre con la notizia di altri due decessi tra gli ex-lavoratori  la giornata dell’ennesima udienza preliminare del processo alla Marlane Marzotto.

Un udienza infinita, cominciata alle ore 9.00 di mattina e terminata alle 17.00 circa, scandita dai freddi interventi dei “principi del foro” (tra cui gli studi degli avv. Ghedini e Pisapia) chiamati a difesa dei responsabili di una strage senza precedenti.

Interventi di sola elencazione di eccezioni e nomi, una perdita di tempo evitabile con la semplice presentazione delle memorie, peraltro già preparate da tutti gli avvocati e poi consegnate al giudice.

Ma l’allungamento dei tempi, da un anno circa si è ancora alle udienze preliminari, serve ad arrivare alla prescrizione…forse il vero obiettivo degli indagati.

Di certo le circa 300 costituzioni di parte civile contro gli imputati e le aziende, tra le quali la Cgil, le istituzioni locali ed alcuni comuni anche limitrofi, associazioni ambientaliste ed altri, hanno ulteriormente pesato sui tempi del processo.

Quel disastro ambientale dovuto alla totale mancanza di ogni minimo criterio di sicurezza, in quella che era una delle più importanti fabbriche tessili d’Italia, ha ucciso per tumore centinaia di persone, ma sembra totalmente estraneo a questo processo.

L’azienda fu fondata negli anni ’50 dal conte Rivetti e produceva tessuti, per lo più divise militari.

I reparti erano divisi tra loro da mura.

Poi nel 1969 passò nelle mani dell’ Eni – Lanerossi e, successivamente, nel 1987, al gruppo Marzotto per 173 miliardi di lire.

Per i 200 lavoratori espulsi la finanziaria dell’Eni mise a disposizione, per ognuno di loro, 44 milioni per una riallocazione occupazionale mai avvenuta.

La fabbrica, appena gestita dalla Lanerossi, tolse le mura divisorie e così divenne tutto un ambiente unico in cui convergevano tessitura e orditura, filatura e tintoria e così i fumi provenienti dalle sostanze chimiche della coloritura si espandevano ovunque.

Non c’erano aspiratori funzionanti e gli operai gettavano i coloranti in vasche aperte senza alcuna protezione.

Nella fabbrica c’era anche l’amianto presente nelle pastiglie dei freni dei telai, che, consumandosi, emettevano polveri respirate da tutti.

A fine giornata veniva “donata” una busta di latte ad ogni lavoratore, unico rimedio ai veleni respirati durante tutto il turno di lavoro.

Nel 1996 la tintoria veniva chiusa.

I danni sembrano anche estesi all’ambiente circostante. Dietro la Marlene Marzotto ci sono scavi in cui sono stati rinvenuti rifiuti tossici.

La dura verità, la realtà, rimane fuori da quest’aula.

Si legge, si respira, nei visi stanchi dei parenti delle vittime, sinora 160, negli occhi dei lavoratori colpiti dal male, altri 100.

Hanno combattuto la loro battaglia appoggiati dal solo sindacato Slai cobas e dalla forza e dalla determinazione di Cunto, un loro compagno e collega, che insieme hanno presentato le prime denunce, lottato contro i numerosi tentativi di archiviazione e mandato, infine, a processo i vertici delle aziende coinvolte.

Ora compare anche chi, fino ad adesso, non si era visto neanche con il binocolo.

Un banchetto di Rifondazione comunista staziona fuori al palazzo di giustizia sino all’ora di pranzo.

Appare anche una telecamera della Rai…poche riprese e va via.

Solo pochi trafiletti su alcuni giornali, veloci servizi in televisioni private…nel silenzio una vicenda che dovrebbe avere il massimo dello spazio sia per il numero di persone coinvolte, sia per la gravità dei fatti, sta procedendo.

Il processo va avanti in un aula che sa di negazione di quella giustizia che dovrebbe essere il baluardo di una società civile e democratica.

La prescrizione, se dovesse essere raggiunta dagli imputati, non cancellerà il male che hanno fatto, cancellerà un altro pezzo di quella idea di giustizia che non sembra più esistere nel nostro paese.

 

La strage della Marlene Marzotto: testimonianza di un lavoratore

 

Manzilli Michele, 69 anni, di Praia (Calabria)

Ha lavorato alla Marlane dal 1959 al 1988

Siamo seduti fuori il Tribunale di Paola, dove si svolge il processo.

Mi racconta: “lavoravo ai magazzini materie prime, dove veniva trattata la lana per poi essere mandata alla lavorazione.

Ci ho lavorato per 5 anni e sapevo fare bene il mio mestiere.

Tornato dal servizio obbligatorio militare venivo spostato al reparto tintoria.

Sapevo che non potevano farlo, ma preferii accettare, ci tenevo a quel lavoro.

Negli anni ’60 non esistevano buoni sistemi di areazione e protezione e i reparti si riempivano dei fumi delle lavorazioni…a volte non riuscivamo neanche a vederci.

Poi ci furono dei miglioramenti…il fumo non occupava più gli ambienti dove lavoravamo.

L’azienda decise di togliere le pareti di separazione tra i reparti…forse fu allora che in molti, se non tutti, contraemmo le malattie.

Io in tintoria lavoravo con i coloranti…quando la sera mi lavavo i denti la mia saliva aveva il colore del colorante che avevo usato durante le mie ore di lavoro.

Negli ultimi anni di lavoro cominciai a sentire dolori lancinanti per tutto il corpo.

Durante i turni di notte andavo in laboratorio per massaggiarmi con l’alcool e avere un minimo di sollievo.

Nessuno si accorse della malattia, almeno sino ad allora, neanche io.

Nel 2008, dopo uno strano fenomeno fisico, la mammella destra venne come risucchiata all’interno, mi feci visitare.

Venni immediatamente invitato ad operarmi.

Il prof. Stoppelli e la professoressa Truscelli mi operarono al petto, alla mammella e all’ascella…asportandomi il tumore.

Poi dovetti seguire un periodo di chemioterapia…mi caddero tutti i capelli…mi mancava la forza di uscire.

Sono riuscito a reagire, adeso esco, ma sono sempre sotto controllo, ogni 4 mesi devo sottopormi ad una serie di esami.

Nel reparto tintoria eravamo in 21…8 sono morti….tutti e 21 ci siamo ammalati.”

 

Stefano Federici

   Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale  S.L.A.I.

 

Comunicato stampa

 

Assemblea Slai cobas: col ‘paracadute’ delle normative CEE 150 operai impugnano il piano Marchionne e l’accordo di Pomigliano ai tribunali di Nola, Napoli (in corte di appello) e Torino

 

GIA’ ASSEGNATO UNO DEI RICORSI AL GIUDICE DEL LAVORO DI TORINO (DOTT. CIOCCHETTI) E L’UDIENZA SI TERRA’ IL PROSSIMO 28 MAGGIO

 

IL 20 APRILE ASSEMBLEA OPERAIA NAZIONALE ALL’ALFA DI ARESE

 

Molto partecipata e tesa l’assemblea operaia di stamattina svoltasi nella sede Slai cobas di Pomigliano in cui il sindacato ha messo a punto una vera e propria controffensiva a tutto campo a tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori (3.000 dei quali - di Fiat Automobiles ed ex Ergom - solo a Pomigliano, dal luglio 2013 saranno a rischio licenziamento  allo scadere della cassa integrazione per cessazione di attività). A differenza della Fiom, lo Slai cobas ha impostato la strategia giudiziaria non tanto sulla rivendicazione dei diritti per l’organizzazione sindacale quanto sulla tutela diretta dei diritti soggettivi dei lavoratori, diritti oggi messi fortemente in discussione da Marchionne di concerto con CGIL-CISL-UIL (accordo interconfederale “in deroga” quali del 28 giugno 2011 e trattativa in corso con la coppia Fornero/Monti sulla controriforma di mercato del lavoro e ammortizzatori sociali).

 

Intanto è già stata assegnata, al giudice Vincenzo Ciocchetti di Torino (lo stesso del ricorso Fiom di luglio 2011) la causa pilota di 4 operai di Fiat Automobiles Pomigliano con la richiesta di reintegro in Fabbrica Italia Pomigliano: l’udienza si terrà al Tribunale di Torino il prossimo 28 maggio. Analogo ricorso è stato presentato da altri 4 operai di Fiat Automobiles Pomigliano al Tribunale di Nola. Tutte le cause, in tribunali diversi (Nola, Napoli in corte di appello, e Torino) impugnano gli accordi di Pomigliano sia per la illegittima deroga dell’obbligo di rotazione dei lavoratori (per fungibilità di mansioni  - tra i periodi di ‘cassa’ e ripresa lavoro) e a contrasto delle discriminazioni in atto per selezionare lavoratori secondo la loro aderenza o meno ai sindacati ‘graditi’ all’azienda, che per l’illegittima e strumentale costituzione della newco FIP (Fabbrica Italia Pomigliano) realizzata in violazione all’art. 2112 del cc e sostitutiva di Fiat Gruop Automobiles che ha ormai cessato l’attività produttiva diventando una vera e propria fabbrica fantasma con funzione strumentale di parcheggio/licenziatoio. A quest’ultimo proposito la Fiat non solo ha deliberatamente e grossolanamente violato le chiare normative di legge vigenti in Italia ma finanche quelle CEE, sulle quali la corte europea si è ripetutamente ed inequivocamente sempre pronunciata in questi anni in analoghe circostanze. Non è escluso, in caso di improbabile mancato accoglimento delle richieste Slai cobas il ricorso alla magistratura europea. E in quella sede né Monti, né Fornero, né CGIL-CISL-UIL faranno in tempo a controriformare le normative.

 

Per tutti i ricorrenti, inclusi i 116 del reparto confino di Nola iscritti allo Slai cobas, e tutti gli altri 200 addetti a tale unità produttiva ‘logistica’ lo Slai cobas, nell’appello presentato a breve al tribunale di Napoli  ribadirà la richiesta di congruo risarcimento del danno salariale subito dai lavoratori e di conseguente reintegro a Pomigliano in newco FIP. A tal proposito il sindacato  registra l’ anomalia del tribunale di Nola dell’era Marchionne, che da qualche anno respinge sistematicamente tutti i ricorsi proposti dallo Slai cobas contro Fiat per comportamento antisindacale, ricorsi poi tutti invece accolti favorevolmente dalla Corte di appello del Tribunale di Napoli, nel secondo grado di giudizio, in ‘riforma’ dei precedenti giudizi di Nola. Intanto nei prossimi giorni altri 14 operai di Nola presenteranno un nuovo ricorso per mancata rotazione al tribunale di Nola, che si sommano alle cause in corso di altri 20 operai.

 

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano, 30/3/2012 – www.slaicobas.it

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

Post n°732 pubblicato il 29 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Sabato 31 marzo il Comitato “Occupyamo piazza affari” promuove a Milano una manifestazione nazionale contro Monti e la Banca Centrale Europea, per dire no al pagamento del debito.
E’ una manifestazione importante, organizzata nel momento in cui il governo Monti, su mandato della troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea), sferra l’ennesimo pesantissimo attacco alla classe lavoratrice e alle masse popolari. La “riforma” del lavoro di Monti e Fornero, con o senza i piccoli ritocchi proposti dalla burocrazia Cgil e dal Pd, lascerà il definitivo via libera ai licenziamenti indiscriminati. Per rispondere a questo attacco occorre organizzare subito un vero grande sciopero generale, che blocchi il Paese fino al ritiro della “riforma”.

Analoghi attacchi provengono dai governi di tutta Europa, in particolare dai governi della periferia della zona euro, i cosiddetti Piigs: in particolare in Grecia, Spagna, Portogallo e Italia i governi stanno varando controriforme del lavoro che smantellano la contrattazione collettiva e lo stato sociale, riducono ulteriormente i salari, aprono la strada ai licenziamenti indiscriminati. La crisi del debito pubblico viene utilizzata dai governi (di centrodestra o centrosinistra, indifferentemente) per giustificare la guerra sociale contro le masse popolari: il ricatto del debito è strumento privilegiato del capitale finanziario per appropriarsi della ricchezza.
La parola d’ordine lanciata nelle piazze dal movimento del 15 ottobre “noi il debito non lo paghiamo” è una parola d’ordine corretta, che la classe operaia e i giovani devono fare propria. Il debito è il debito dei padroni e dei banchieri, che hanno ricevuto ingenti finanziamenti pubblici: non è il debito delle masse lavoratrici, degli studenti, degli immigrati e dei disoccupati.
PER DIRE NO AL RICATTO DEL DEBITO!!!
 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MONTI SE NE DEVE ANDARE!!!

Post n°731 pubblicato il 27 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Monti minaccia di andarsene se il Parlamento e gli italiani non si piegano alle dissannatezze governative, ma dobbiamo essere noi italiani a mandarlo via a calci nel culo.

Il bilancio del governo è quanto di più negativo possa esistere, PIL in caduta libera grazie soprattutto ai provvedimenti governativi, inflazione a quasi il 4%, notevole incremento dell'incertezza sul futuro per la maggioranza degli italiani a causa della pesantissima riforma pensionistica (che di fatto annulla il diritto alla pensione) e dell'introduzione di nuove pesantissime tasse (tipo l'IMU).

Nulla si è fatto per rilanciare l'economia, l'unica misura ideologica che intenderebbe prendere questo governo è l'abolizione dell'art. 18, che non serve assolutamente a niente (come dicono gli stessi imprenditori, quelli di successo, non quelli alla Marchionne).

Questo governo ha inoltre commissariato il Parlamento esautorandolo delle sue prerogative.

Non sta dando alcuna risposta ai problemi del nostro residuo welfare (scuola, sanità, ricerca).

Insomma il classico governo che ruba ai poveri per dare ai ricchi, i quali non sono stati minimamente intaccati dai provvedimenti governativi (quando si è accennato a qualcosina, il governo ha ritirato immediatamente il provvedimento).

La cosa incredibile è che ancora qualcuno gli dia credito, solamente per il momentaneo miglioramento dello spread, ma se l'economia crolla lo spread tornerà ai livelli passati, l'unica differenza sarà un paese distrutto dai sedicenti professori difensori delle banche, della casta politica, della Germania e degli imprenditori fallimentari alla Marchionne.

Ieri Monti ha sostenuto che i sondaggi attestano che il governo gode di maggior consenso rispetto a quello ottenuto dai partiti..... del resto è facile godere di un consenso superiore allo 0,1%.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

RICOSTRUIAMO PARTENDO DAI GRANDI

Post n°730 pubblicato il 20 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Dopo lo zunami liberistico che ha cancellato quasi ogni senso di umanità, che ha cancellato la politica imponendo il pensiero unico neoliberista, è necessario ripartire dalle fondamenta, rifondare la cultura intorno alle idee fondanti, idee partorite da uomini veramente grandi, ciò naturalmente non significa che le vecchie idee vadano sposate in toto, è naturalmente necessaria una contestualizzazione, tuttavia i principi sono ancora validi, anzi la situazione attuale è una conferma della validità dei loro insegnamenti.

  

Non a caso Einstein rimane un genio imbattuto... (è giusto di pochi giorni fa la notizia che le sue teorie non sono ancora superate), leggete un po' cosa diceva:

 

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.  

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall'angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura.

E' nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell'incompetenza.

L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d'uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c'è merito.

E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutto con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

  

ALBERT EINSTEIN

  

 

Il 14 marzo 1883 moriva Karl Marx. Ecco le parole di Friedrich Engels in ricordo del grande rivoluzionario, pronunciate tre giorni dopo nel Cimitero di Highgate a Londra.

ll 14 marzo, alle due e quarantacinque pomeridiane, ha cessato di pensare la più grande mente dell'epoca nostra. L'avevamo lasciato solo da appena due minuti e al nostro ritorno l'abbiamo trovato tranquillamente addormentato nella sua poltrona, ma addormentato per sempre.

Non è possibile misurare la gravità della perdita che questa morte rappresenta per il proletariato militante d'Europa e d'America, nonché per la scienzastorica. Non si tarderà a sentire il vuoto lasciato dalla scomparsa di questo titano.

Così come Darwin ha scoperto la legge dello sviluppo della natura organica, Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della storia umana cioè il fatto elementare, sinora nascosto sotto l'orpello ideologico, che gli uomini devono innanzi tutto mangiare, bere, avere un tetto e vestirsi, prima di occuparsi di politica, di scienza, d'arte, di religione, ecc.; e che, per conseguenza, la produzione dei mezzi materiali immediati di esistenza e, con essa, il grado di sviluppo economico di un popolo e di un'epoca in ogni momento determinato costituiscono la base dalla quale si sviluppano le istituzioni statali, le concezioni giuridiche, l'arte e anche le idee religiose degli uomini, e partendo dalla quale esse devono venir spiegate, e non inversamente, come si era fatto finora.

Ma non è tutto. Marx ha anche scoperto la legge peculiare dello sviluppo del moderno modo di produzione capitalistico e della società borghese da esso generata. La scoperta del plusvalore ha subitamente gettato un fascio di luce nell'oscurità in cui brancolavano prima, in tutte le loro ricerche, tanto gli economisti classici che i critici socialisti.

Due scoperte simili sarebbero più che sufficienti a riempire una vita. Fortunato chi avesse avuto la sorte di farne anche una sola. Ma in ognuno dei campi in cui ha svolto le sue ricerche — e questi campi furono molti e nessuno fu toccato da lui in modo superficiale — in ognuno di questi campi, compreso quello delle matematiche, egli ha fatto delle scoperte originali.

Tale era lo scienziato. Ma lo scienziato non era neppure la metà di Marx. Per lui la scienza era una forza motrice della storia, una forza rivoluzionaria. Per quanto grande fosse la gioia che gli dava ogni scoperta in una qualunque disciplina teorica, e di cui non si vedeva forse ancora l'applicazione pratica, una gioia ben diversa gli dava ogni innovazione che determinasse un cambiamento rivoluzionario immediato nell'industria e, in generale, nello sviluppo storico. Così egli seguiva in tutti i particolari le scoperte nel campo dell'elettricità e, ancora in questi ultimi tempi, quelle di Marcel Deprez.

Perché Marx era prima di tutto un rivoluzionario. Contribuire in un modo o nell'altro all'abbattimento della società capitalistica e delle istituzioni statali che essa ha creato, contribuire all'emancipazione del proletariato moderno al quale egli, per primo, aveva dato la coscienza delle condizioni della propria situazione e dei propri bisogni, la coscienza delle condizioni della propria liberazione : questa era la sua reale vocazione. La lotta era il suo elemento. Ed ha combattuto con una passione, con una tenacia e con un successo come pochi hanno combattuto. La prima "Rheinische Zeitung " nel 1842, il "Vorwàrts ! " di Parigi nel 1844, la "Deutsche Brùsseler Zeitung " nel 1847, la "Neue Rheinische Zeitung " nel 1848-49, la "New York Tribune " dal 1852 al 1861 e, inoltre, i numerosi opuscoli di propaganda, il lavoro a Parigi, a Bruxelles, a Londra, il tutto coronato dalla grande Associazione internazionale degli operai, ecco un altro risultato di cui colui che lo ha raggiunto potrebbe esser fiero anche se non avesse fatto nient'altro.

Marx era perciò l'uomo più odiato e calunniato del suo tempo. I governi, assoluti e repubblicani, lo espulsero, i borghesi, conservatori e democratici radicali, lo coprirono a gara di calunnie. Egli sdegnò tutte queste miserie, non prestò loro nessuna attenzione, e non rispose se non in caso di estrema necessità. E' morto venerato, amato, rimpianto da milioni di compagni di lavoro rivoluzionari in Europa e in America, dalle miniere siberiane sino alla California. E posso aggiungere, senza timore: poteva avere molti avversari, ma nessun nemico personale.

Il suo nome vivrà nei secoli, e così la sua opera!

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

GLI ESPORTATORI DI DEMOCRAZIA......

Post n°729 pubblicato il 13 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Qualche giorno fa apprendiamo una storia raccapricciante e terribile, un soldato americano si accanisce contro donne e bambini afgani, 16 morti.....

18 veterani o soldati statunitensi si suicidano ogni giorno.

Vengono bruciate parecchie copie del corano e la cosa viene pure pubblicizzata.

Un terzo delle donne soldato dell'esercito statunitense hanno subito una violenza sessuale durante l'addestramento, e ci vengono a raccontare che un tale esercito è andato in afganistan per emancipare le donne.

Non esiste una guerra democratica!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

UNO STATO CHE UCCIDE O DETRONIZZA I SUOI UOMINI/DONNE MIGLIORI

Post n°728 pubblicato il 09 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

Venti anni fa sono stati uccisi il giudice Borsellino e la sua eroica scorta, la verità processuale che sta emergendo, come spesso accade in Italia, è sconvolgente ed inquietante.

Borsellino si è messo di traverso nella trattativa tra Stato e mafia e per questo è stato ucciso.

Lo stato (è assurdo a questo punto parlare di apparati deviati) ha collaborato con la mafia nella preparazione dell'attentato e ha fatto in modo che le indagini sugli esecutori, ma soprattutto sui mandanti venissero depistate.

Siamo ancora capaci di indignarci????

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LA STORIA DELLE POMPE

Post n°727 pubblicato il 06 Marzo 2012 da giampi1966
 
Foto di giampi1966

8 marzo festa della donna di lotta!!! Insieme per cambiare l'Italia.

Come di consueto è arrivato il messaggio di "alleggerimento" della cappa di tristezza provocata nei lettori da questo deprimente blog, quindi a chi non si vuole rovinare la giornata gli consiglio di fermarsi alla lettura di questo istruttivo post storico.

Ai masochisti consiglio invece di leggere i due precedenti post.

 

Nel medioevo, la vita media degli uomini era di 40-45 anni e

l'assistenza

sanitaria inesistente.

Quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il

"medico condotto" il quale, per verificare l'effettivo decesso,usava

infliggere

dolore al deceduto; il modo più Comune utilizzato in quel tempo era un

potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce).

Nel dialetto del popolino, il medico assunse così il nome di

"BECCAMORTO".

Questa pratica diede origine ad un vero e proprio mestiere.

La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre

al

primo figlio maschio; tuttavia, verso la fine del medioevo accadde

qualcosa

che cambiò il futuro dei beccamorti.

Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio

maschio,la moglie partorì 4 figlie.

Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, domandò alla

chiesa la dispensa per poter tramandare la professione alla

1^ figlia femmina, la

quale, dopo aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di

beccamorto.

Il caso volle che il suo primo morto fosse un uomo al quale un carro

aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove

infliggere il morso, e alla fine, prese una decisione.....

Nacquero così le "POMPE FUNEBRI"

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »