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« La Resistenza in ItaliaLa Resistenza e gli Alleati »

Genova, medaglia d'oro al valor militare

Post n°3631 pubblicato il 22 Aprile 2026 da jigendaisuke

"A wonderful job" (un lavoro meraviglioso) disse il Generale 
americano Edward Almond ai rappresentanti del CLN genovese, complimentandosi per l'ottimo lavoro fatto con l'insurrezione 
genovese del 23 aprile 1945, che portò alla resa dell'intero 
contigente tedesco di stanza fra Genova e Savignone (12.000 uomini circa). Alle 19.30 a villa Migone, nel quartiere di San Fruttuoso, residenza
provvisoria del Cardinale Boetto (vescovo di Genova), il generale Günther
Meinhold, un austriaco non proprio acceso nazista, firma la dichiarazione di resa, 
nelle mani dell'operaio Remo Scappini, presidente del CLN Liguria
e, poi, sindaco di Genova fino alle elezioni del 46.



I primi contigenti americani arrivarono a Nervi, estremo
levante genovese, solo la mattina del 26. Si stupirono
nel vedere una città in cui tutto funzionava, e i tram
circolavano normalmente.

Non dovettero nemmeno combattere più di tanto, una
volta resi inoffensivi gli irriducibili della Marina tedesca
che continuavano a sparare dalla postazione del monte
Fasce e i franchi tiratori repubblichini.

Genova fu l'unica città europea che
si liberò da sola, anzi l'unica in cui
un esercito nemico si arrese ai
Partigiani
.



Ho conosciuto 3 partigiani: mio nonno materno
che combattè nella Resistenza greca insieme
ad altri italiani ed agli inglesi, dopo la fuga dal
campo di concentramento sull'isola di Rodi; il
presidente della sezione ANPI di Sampierdarena
che era anche nostro vicino di casa in campagna;
Don Bartolomeo Ferrari, nome di battaglia "Don
Berto", parroco della chiesa di Santa Maria della
Cella qui a Genova Sampierdarena, spesso ospite
della persona di cui ho scritto più sopra (oltre ad
aver celebrato il matrimonio dei miei, il mio
battesimo, il funerale di mio nonno materno e
della mia bisnonna materna).
Un tipo che fra il 25 luglio 1943 e l'8 settembre
teneva comizi, nella piazza accanto alla chiesa
di Genova Bolzaneto di cui era parroco, in cui
tuonava (rubo la battuta a Guareschi) contro
i fascisti ma al tempo stesso teneva a freno la
rabbia popolare, anche per aiutare un po' il
povero maresciallo dei carabinieri che proprio
non aveva voglia di eseguire gli ordini e sparare
sulla folla (oltre ad avvisare don Berto quando
la questura voleva mandare qualcuno da lui).
Gli fu data la medaglia d'oro al valor militare
E non fu nemmeno l'unico religioso (fra frati,
monache e sacerdoti) ad ottenerla. Certo, per
molti fu una medaglia alla memoria, e qualche
sacerdote fu anche comandante di formazioni
partigiane.
Lo potete vedere nel documentario RAI
"I giorni dell'insurrezione"
oppure qui (dal minuto 11)

 

 

 
 
 
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Data di creazione: 05/11/2006
 
 

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Infanto sei in arretrato coi post eh!
Inviato da: jigendaisuke
il 11/05/2026 alle 18:38
 
Eh sì appunto ... buongiorno
Inviato da: elyrav
il 11/05/2026 alle 09:04
 
Si, i suoi testi non sono per nulla scontati. Ciao
Inviato da: jigendaisuke
il 11/05/2026 alle 00:25
 
Di nicchia magari no, ma di certo non ha molta voglia di...
Inviato da: jigendaisuke
il 11/05/2026 alle 00:24
 
qualcosa mi piace di lei. ciao, gi
Inviato da: maresogno67
il 10/05/2026 alle 12:34
 
 

 

 

 

 

 

 
 
 

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