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« MEMORIA, OGGILUI »

DA UN FILM

Post n°842 pubblicato il 25 Maggio 2012 da atapo
 

 

INFANZIA

Sono andata a vedere il film “Il primo uomo”, di Gianni Amelio. E' tratto dall'ultimo romanzo di Albert Camus, incompiuto a causa della morte dello scrittore.

 


 

Camus racconta di sé stesso come scrittore famoso tornato in Algeria sua terra natale, nel 1957, durante la ricerca delle tracce del proprio passato, soprattutto del padre che morì nel 1914 poco dopo la sua nascita, appena partito per la prima guerra mondiale.

Un film bello, secondo me ricco di una sensibilità non comune, dove la grande storia è lo sfondo per la narrazione degli affetti e dei momenti indimenticabili della propria infanzia. Forse perchè anch'io in questo momento della mia vita mi sorprendo spesso a ripensare al mio passato e cerco di riscoprirlo, di fissarlo in qualche modo per non dimenticarlo più, con la consapevolezza sempre maggiore che mi ha fatto come sono ora.

Alcuni aspetti e personaggi del film mi hanno fatto tornare in mente cose della mia infanzia, di tanti anni fa.

Io avevo imparato a leggere da sola ben prima di andare a scuola e in casa leggevo di tutto, perchè niente mi veniva nascosto o proibito: nel 1957 e dopo leggevo le cronache delle guerre coloniali in Algeria, degli attentati, sapevo già tutto e certe immagini cruente le vedevo e me le ricordo ancora. Anch'io, da piccola, ero in una famiglia povera, quasi come il protagonista, e come lui alla fine della quinta dovetti vincere la borsa di studio per poter continuare a studiare alla scuola media, ero sostenuta dalla mia mamma e dalla mia maestra, mentre mio padre diceva che avrei dovuto fare l'avviamento e andare poi subito a imparare un mestiere...



 

La mia maestra credeva in me, come nel film è il maestro che crede nel suo piccolo alunno e ne convince i familiari a fargli proseguire gli studi, restando un vero maestro di vita che lo scrittore incontrerà di nuovo al suo ritorno in Algeria.

Nel film c'è una nonna terribile, quasi un dittatore: anch'io avevo un nonno che non raggiungeva simili crudeltà, ma era considerato il capo indiscusso di tutta la famiglia allargata, ciò che diceva era legge nella sua casa e nel suo famoso giardino dei “finti contini”, tutti ne avevano soggezione.

 


 

E le canzoni del film...due in particolare: “Ramona” e Marjolaine mio primo amor” (questa su youtube non l'ho nemmeno ritrovata). Mi sono rivista da piccola ad ascoltarle alla radio, le imparavo subito e le cantavo, tormentando tutti perchè ero e sono stonata!

In casa mia la radio era quasi sempre accesa, spesso sulla musica e le canzoni. La mia mamma cantava volentieri mentre lavorava (cantava anche bene, oltre ad essere molto bella), cantava di tutto, anche canzoni della sua infanzia e giovinezza e considerando che era nata nel 1920 capite che la sua giovinezza era passata in un periodo particolare...anche se lei non è mai stata fascista, soprattutto dopo ciò che il fascismo aveva significato per la sua famiglia d'origine...Insomma, a volte in casa io sentivo ritornelli e strofe allegri ed orecchiabili, ma...di un periodo che era meglio dimenticare...

E un giorno ero in giardino, ero molto piccola in quegli anni '50, in una bella giornata di sole, forse era primavera ed ero contenta, decisi di mettermi a cantare a voce alta e stonata una canzone che per me era molto carina: “Faccetta nera piccola abissina, ti porteremo a Roma liberata, dal sole nostro tu sarai baciata...”

Alla finestra vidi di colpo affacciarsi mia madre con l'espressione sconvolta: “Vieni subito in casa!!!”

Ubbidii un po' sorpresa: cosa avevo combinato stavolta?

Non si canta questa canzone!”

Perchè? Ma se tu la canti sempre!”

Non importa, fuori non si può cantare, guai a te se ti sento ancora!”

A quel tempo non si discuteva, si ubbidiva e basta, anche perchè i castighi...mi lasciavano il segno!

Però quella proibizione rimase per me un mistero, tra i misteri di quei NON SI PUO' FARE che costellavano la mia vita e la mia educazione in quei tempi, un mistero che durò molti anni, finchè non studiai sui libri e capii finalmente...

Mi è tornato in mente questo piccolo episodio dopo il film di ieri, mentre mi sorprendevo a canticchiare ancora “Marjoleine mio primo amor una dolce primavera in fior...” e il resto? Chissà! Non c'è nemmeno su youtube, dovrei rivedere il film...

 
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atapo
atapo il 26/05/12 alle 22:05 via WEB
Già, che importa? Il blog è casa nostra, lo "arrediamo" come più ci piace... Sono in tanti a scivere la loro autobiografia e a pubblicarla, raccontare qui qualcosa del nostro passato non fa male a nessuno, noi siamo contente di "fissare" il passato e magari a qualcuno fa piacere leggerci...
 
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