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AMICIZIA FELINA

Post n°1533 pubblicato il 24 Maggio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

LA  GATTA

 

Paul Klee, Il gatto e l'uccello

 

E' una bellissima gatta adulta, di taglia grande e di pelo corto, senz'altro meticcia di chissà quali incroci.
Sulla schiena e sulla testa è di un colore strano, nocciola tendente al rosato con una sfumatura di grigio, la coda lunga è dello stesso colore però con gli anelli più scuri dei gatti tigrati. Sulla pancia e sulle zampe quello strano colore pian piano schiarisce fino a diventare bianco.
Ancora più particolari sono gli occhi, gialli tendente al verde fosforescente, sembrano colorati con un evidenziatore, sono grandi e rivolti all'insù, veri occhi a mandorla.
Vive in una delle casette lungo la strada che percorro per arrivare alla fermata dell'autobus, ma il suo regno è tutta la strada, tutti i giardinetti che vi si affacciano, tutte le auto parcheggiate, dietro o sotto le quali si nasconde a sonnecchiare.

Io, molto amante dei gatti, tanto tempo fa le feci la prima carezza... ed è stato subito amore!
Se la incontro mi fermo, lei miagola, si fa accarezzare, si struscia attorno alle mie gambe, si sdraia pancia all'aria a richiedere grattini. Pian piano ha cominciato a seguirmi per un tratto di strada, mi invita con colpi di testa sulle gambe a fermarmi ancora un poco per accarezzarla. Poi, a un tratto, un piccolo e leggero morso per dirmi "basta": si ferma sulla strada o con un salto entra in uno dei giardini. A ognuno i suoi tempi e i suoi spazi, nella sua indipendenza di gatta.

Un giorno mentre passavo sovrappensiero mi sono sentita un miagolio accanto all'orecchio: era lei in mezzo a una siepe, da cui è uscita subito per i nostri coccoli rituali.

Ultimamente l'ho vista dentro un giardino, davanti alla porta di una casa, forse casa sua. L'ho salutata e lei è venuta subito verso di me.

Ieri, appena ho svoltato su quella stradina l'ho vista in fondo, tra le auto.Troppo lontana... ma ho voluto fare una prova: ho fatto sottovoce il richiamo che uso con lei, un leggero schiocco della lingua tra i denti... si è voltata immediatamente, mi ha guardata e trotterellando mi è corsa incontro.

Che bello! Ho sentito l'onore di essere entrata tra gli eletti del suo mondo felino... una nuova amicizia!

 
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AVEVAMO SPERATO

Post n°1532 pubblicato il 19 Maggio 2018 da atapo
 

L' ULTIMA  FREGATURA

 

Telemaco Signorini, Buoi in Pietramala

 

Come avevo deciso, ho smesso di passare ore su internet a setacciare i siti di vendita case in ogni zona dell'Appennino entro un'ora di viaggio da Firenze (condizione assoluta del marito).
Però, dopo mesi di ricerca, il "cervellone" on line non smette di mandarmi sullo schermo pubblicità di case in vendita. Allora se capita la foto di una casa non ancora vista con il prezzo abbordabile clicco sopra e vedo di che si tratta: che non mi lasci sfuggire la casa dei sogni!
E un giorno la trovo: in un paese ancora non visitato nelle esplorazioni, ma in una zona che conosciamo abbastanza dalle nostre gite di gioventù.
Guardo, riguardo le foto, leggo, rileggo la descrizione: c'è tutto! Tutto quello che vorrei io e, soprattutto, che vuole il mio pignolissimo marito che, anche lui, guarda e riguarda, legge e rilegge: non trova niente da criticare! E il prezzo... irrisorio!!! Abbordabilissimo!!!
Telefoniamo subito all'agenzia, fissiamo l'appuntamento il prima possibile e un sabato mattina eccoci lassù: il paese ci piace, la casa mantiene tutte le promesse della presentazione on-line, ci sono tutti gli spazi interni ed esterni desiderati, le condizioni dell'edificio sono più che buone, non ci saranno lavori di ristrutturazione, ai primi caldi potremmo già rifugiarci lassù. Il prezzo è così basso perchè vogliono liberarsene in fretta per comperare più vicino alla città. Il figlio dei padroni uscendo per andare al lavoro quel mattino ha tenuto con sè le chiavi di alcune stanze tipo tavernetta, magari potremmo salire un'altra volta a vederle.
Mentre rientriamo a Firenze in macchina io e mio marito ragioniamo su questa casa: la tavernetta, soprattutto se attualmente ci dorme questo figlio, non c'è ragione di ritenere che sia in condizioni disastrose... tutto il resto della casa è perfetto per noi... già vediamo come sistemarci nelle stanze e anche come sistemare i mobili dei miei suoceri che ci piacerebbe tenere, perchè c'è posto sufficiente per tutto! Insomma, è già nostra... nella nostra immaginazione!
Sappiamo dall'agenzia che noi siamo i primi a visitarla, altri hanno fissato per la settimana successiva: non c'è tempo da perdere e nel pomeriggio del sabato mandiamo subito una mail all'agenzia confermando il nostro interessamento.
Sabato pomeriggio e domenica naturalmente all'agenzia non si lavora, per stare sul sicuro il lunedì mattina alle 9 telefoniamo, chiediamo di fissare al più presto un altro appuntamento per vedere la tavernetta, ma ci raccomandiamo che venga detto ai padroni che, salvo qualche improbabile brutta sorpresa in questa tavernetta, la casa di certo la compreremo. Entro la mattinata la conferma: l'appuntamento è per il giorno dopo, perfetto! Ci siamo!
Verso l'ora di cena squilla il telefono, rispondo io: è l'impiegata dell'agenzia, ci avvisa sugli sviluppi della situazione.
Il vicino di casa dei padroni, che sale lassù solo ogni tanto perchè per lui è seconda casa, proprio quel lunedì nel primo pomeriggio ci ha fatto una capatina, ha visto il cartello "vendesi" e ha detto ai padroni di casa: -Se volete vendere la prendo io e vi dò 5000 euro in più del prezzo che chiedete.-
Naturalmente, sia per l'offerta sia per i buoni rapporti di vicinato, hanno deciso di venderla a lui, senza SE e senza MA.
Credete, a questa notizia mi stava venendo un colpo, mi sono sentita male... dopo tutto questo tempo, tutte le ricerche...mi sono sentita beffata, presa in giro... Ma proprio quel lunedì doveva passare quel vicino???!!!
Sfumato il sogno. E siamo da capo.
Poi nelle settimane successive abbiamo visto altre due o tre case, ma sempre la stessa storia: anche quelle che a me paiono adatte, per LUI hanno sempre qualcosina che non va.
E' sempre più impossibile... ormai mi arrivano meno pubblicità anche da internet, visto che io non mi "impegno" con le ricerche, e tra ciò che mi arriva non c'è quasi più niente di nuovo.
E io non ho più voglia di perderci del tempo.

 
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MALINCONIA

Post n°1531 pubblicato il 14 Maggio 2018 da atapo
 

FRA  DUE  DATE

In questi giorni, nella seconda domenica del mese di maggio, c'è la festa della mamma: quest'anno è stata ieri.
Il 16 maggio è l'anniversario della morte della mia mamma.
Ecco che come tutti gli anni questo periodo tra l'una e l'altra data per me è particolarmente malinconico: nella mia famiglia non si fa nulla di particolare per la festa della mamma, festa profana e consumistica sentenzia il marito e tutto scivola via nel silenzio e nell'indifferenza.
Così è nel silenzio del mio cuore che penso a lei, a come era, al nostro rapporto di madre e figlia, conflittuale in certi momenti, complice in altri… e arrivo all'ultimo sofferto periodo quando la lontananza fisica rendeva tutto molto più difficile e avrebbe lasciato, dopo, acuti rimpianti. Eravamo simili eppure tanto diverse… Chissà ora lei cosa ne pensa, come mi vede… Le ho chiesto scusa per tanti momenti che avrebbero potuto essere migliori, ma ci si rende conto quando ormai è tardi.
E allora in questi giorni la sento vicino a me più del solito e la festeggio nella mia personalissima e silenziosa “Festa della mamma”, le dico che sono ancora figlia e che averla lasciata andare non significa averla perduta, anche se la distanza tra noi in certi momenti si fa immensa e occorre ripensarla in una dimensione differente e faticosa da accogliere.
Così quando ieri Facebook in quelle sue proposte un po' scherzose e un po' meditative ha chiesto “Crea un post speciale per festeggiare una persona che porti nel cuore” ho subito pensato a lei e, per la prima volta in quel social, ho pubblicato una sua foto, ma di tanti, tanti anni fa, una di quelle in cui era giovane e bellissima, che ho ritagliato e ingrandito rendendola leggermente sfocata, nella luce soffusa del ricordo e del tempo che scorre via.

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REGALO DEL GIARDINO

Post n°1530 pubblicato il 08 Maggio 2018 da atapo
 

BLUE  IRIS 

 

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Accanto agli iris rosati è spuntato questo bellissimo iris che nella foto si vede leggermente viola, in realtà tende di più all'azzurro, ma è bellissimo, pare un danzatore in movimento.
Fa parte delle sette piantine di vari colori che portai dalla Francia l'autunno scorso, le trapiantai in terra poco più di un mese fa e avrebbero dovuto fiorire l'anno prossimo.
Ma questo mi ha preparato una meravigliosa sorpresa: un unico fiore che si apriva lentamente nei giorni scorsi fino alla bellezza di ora... proprio per il mio compleanno!
Un regalo, un regalo del mio giardino!
E mi ha emozionato, gli ho scattato subito tante foto...
Purtroppo la sua bellezza è stata effimera, perchè uno sciagurato acquazzone, di quelli che stanno passando a tradimento in questi giorni, ha già completamente stropicciato e maltrattato questo fiore... e domani non esisterà più!

Resteranno solo le foto... e la mia malinconia... come ho sentito malinconica questa giornata di compleanno, nonostante gli auguri di tante persone che mi vogliono bene.
Troppo in fretta, troppo in fretta sta passando tutto... ci sono rimpianti di cose perdute sempre più lontane, lievi ansie di non vivere appieno ciò che può arrivare ancora di positivo... il tempo è implacabile...

 
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AUGURI !

Post n°1529 pubblicato il 05 Maggio 2018 da atapo
 

IL  SUPEREROE  HA  7  ANNI

 

 

Quando telefono a casa di mia figlia se lei non può rispondere lo fa Martino, che mi “intrattiene” in attesa che la sua mamma prenda la comunicazione. Così è stato anche ieri sera, avevo chiamato per accordi sulla consegna del regalo a Damiano, che oggi compie gli anni.

Oggi pomeriggio ci sarebbe stata la festicciola, dalla quale per fortuna i nonni sono esentati: già basta qualche amichetto, insieme ai fratellini, a riempire la loro piccola casa! Noi nonni non ci offendiamo e li lasciamo volentieri a tutta la loro confusione festaiola…
In questa telefonata però al momento della solita frase: -Ti passo la mamma- c'è stata una variazione: -...anzi no, ti passo Damiano che ti vuole parlare.-
Damiano?! E quando mai Damiano è venuto spontaneamente a parlare al telefono? Mantiene il suo carattere chiuso e timido, osserva molto, parla poco e rimugina dentro di sé, però non gli sfugge niente e sa di tutto, quasi alla pari con suo fratello che ha tre anni di più. Per fortuna l'impatto con la prima classe della scuola primaria è stato molto positivo, al contrario di quando entrò alla scuola materna: il metodo tranquillo delle sue maestre lo rassicura, si impegna moltissimo, è uno dei più bravi ed abbiamo scoperto che è stato nominato capofila ufficiale quando vanno in gita o in passeggiata, un incarico di responsabilità e segnalato alla burocrazia scolastica. Addirittura quando ci sono scioperi è molto dispiaciuto di non poter andare a scuola, mentre alla materna era tutto contento di poter dormire di più.
Insomma ieri sera Damiano al telefono mi ha raccontato varie cose, della festa di oggi, delle sue aspettative riguardo i regali…
Quello che da piccolo correva per casa col mantello gridando “Io sono un supereroe” continua ad amare i supereroi che ora condividono questo amore con i dinosauri (e noi gli abbiamo regalato la tombola dei dinosauri).

Ma sta crescendo, ora si spinge anche a telefonare spontaneamente: il nostro supereroe Damiano ha già sette anni… AUGURI nipotino per il tuo futuro, il mondo ha bisogno di supereroi!

 
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QUASI LAVORO

Post n°1528 pubblicato il 01 Maggio 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

1°  MAGGIO  IN  COLLINA

 

il panorama era circa così...


Le società, le aziende di un certo livello fanno i pranzi di lavoro, oppure in via più informale e moderna, i brunch di lavoro.
La nostra compagnia teatrale "Gli Spostati", che ormai si sente importante (spettacolo retribuito in un vero teatro eh eh...), non ha voluto essere da meno.
-Ci troviamo tutti a casa mia il primo maggio- ha proposto una delle attrici, una new entry di quest'anno, - ognuno porta qualcosa, mangiamo nel mio giardino che è abbastanza grande, se piove nessun problema, anche in casa ho posto sufficiente.-

Ci ha dato l'indirizzo, una strada che si inerpica sulle prime colline fiorentine, ma a dieci minuti dal centro città, l'appuntamento era per oggi 1° maggio: avremmo pranzato insieme poi avremmo visionato  il video dello spettacolo per renderci conto di come era andato e degli errori di ognuno di noi. Incontro di lavoro quindi...

Arrivati in auto a quell'indirizzo tutti siamo rimasti a bocca aperta: un parco grandioso di lecci, cedri e altri alberi secolari, siepi, prati, aiuole all'italiana, perfino una grande vasca con le ninfee.
Al centro del parco la villa: una dimora di quelle che si facevano costruire i nobili già dal rinascimento, immensa, con cappella privata esterna e grande torre al centro.
Nessuno si aspettava una meraviglia del genere!
-Ma tu abiti qui??!!- chiedevamo strabiliati alla nostra amica.
E io ho aggiunto:- Dove si fa il biglietto d'ingresso? Ci sono sconti per gli anziani?-
Sì, lei col marito e con un grande cane affettuosissimo abita proprio in quel paradiso, senza avere un briciolo di nobiltà. Ma un grosso conto in banca credo proprio di sì...
Ci ha spiegato e raccontato: quella antica villa è stata ristrutturata e all'interno, alterando il meno possibile le strutture architettoniche, sono stati ricavati diversi appartamenti di varie grandezze. Il parco è stato suddiviso in modo che ogni appartamento ne avesse una zona "privata", che ognuno ha recintato con reti nascoste da siepi e cancelletti. Ora dunque è diventato un insieme di giardini che ogni proprietario sistema come crede. Solo i vialetti e la parte con la vasca restano condominiale.
Il giardino della mia amica sul perimetro oltre alla siepe ha una serie di enormi lecci e cedri che in alto quasi uniscono i rami offrendo una bella ombreggiatura, poi vari cespugli di alloro e lauroceraso, qualche vaso di stile toscano con margherite e fiori di stagione. E' bastato metterci due tavoli per le cibarie, qualche seggiola e il pic nic è riuscito benissimo.
Poi siamo saliti nel suo appartamento, e, dopo uno scalone imponente, la sorpresa è stata ancora maggiore: più di 200 metri quadrati, un salone enorme, un altro "medio", cucina, camere e ben tre bagni. I saloni hanno i soffitti affrescati, corridoi e disimpegno sono grandi come stanze.
E l'arredamento! In ogni stanza c'è un piacevolissimo misto di pezzi moderni ed essenziali con qualcosa di antico, anzi di antiquariato... perchè ci ha detto che suo marito ha la passione dell'antiquariato, un tempo ebbe anche il negozio e i pezzi che gli piacevano di più li ha messi in casa sua. Io ero estasiata: proprio il tipo di arredamento che preferisco, saper unire il moderno e l'antico con risultati gradevoli che facciano sentire a proprio agio. Lì è proprio così: seduta su un morbido divano moderno di fronte hai per esempio un tavolo intarsiato dell'ottocento, o una cassapanca del seicento... Mi sono sentita dentro alla storia.
Per non parlare del panorama che si vede dalle finestre: le colline piene di boschi e di uliveti che scendono a onde verso la città di Firenze laggiù in fondo...
Insomma, un luogo da sogno! Eravamo tutti a bocca aperta quando ci ha fatto fare il giro turistico della casa! Valutavo che dentro al salone principale ci sta tutto l'appartamento di mia figlia...
Ed è bello che nella ristrutturazione abbiano mantenuto l'ossatura originaria dell'architettura della villa, inserendo la modernità senza stravolgimenti. Ma quanto l'avrà pagata una casa così? Nessuno ha avuto il coraggio di chiederlo...
Fra tutte queste bellezze non abbiamo trascurato il lavoro e abbiamo visto il filmino del nostro spettacolo: beh, ne siamo rimasti molto soddisfatti. L'impressione di essere riusciti bene che avevamo avuto soprattutto dopo la seconda rappresentazione è stata confermata, di errori gravi rivedendoci non ne abbiamo trovati, abbiamo riso molto e ci siamo quasi commossi nei punti giusti: davvero un bello spettacolo, un applauso a noi tutti!
Per finire, una fetta di dolce e un brindisi alla compagnia, prima di lasciare quel paradiso e tornare alla realtà delle nostre case "normali".

 
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FINALMENTE

Post n°1527 pubblicato il 28 Aprile 2018 da atapo
 

BEI  GIORNI

 

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i  MIEI  iris

Dopo tanto sforzo per il teatro, ben venga un meritato riposo!
E sono giorni piacevoli quelli che stanno trascorrendo: finalmente il tempo si è rimesso al bello, c'è una primavera calda  ed è la stagione che mi piace di più. Le ore sembrano più lievi anche negli impegni ordinari e straordinari.

Ho fatto, il 25, un mercato in un posto nuovo con una nuova associazione: tutto è andato bene, l'organizzazione era efficiente, il luogo accogliente, lo spazio adeguato, tanto pubblico e… ho venduto tanto! Insomma una bella giornata all'aperto e un inizio di abbronzatura.

Un incontro in centro con i colleghi del CIDI, dopo il quale mi sono goduta un bel giro senza fretta fra strade e negozi, con qualche acquisto di libri: finalmente, era da tanto che non prendevo qualche ora solo per me!

Una bellissima giornata trascorsa a Bologna insieme alla coppia di amici che da tanti mesi non riuscivamo ad incontrare, tra malanni e imprevisti vari. La scusa è stata la visita alla mostra fotografica di Vivian Maier, poi il seguito di chiacchiere, tortellini e giro al mercato della Montagnola hanno completato magnificamente la giornata, insieme all'acquisto, fra altre prelibatezze, di un sacchetto di raviole alla mostarda e alchermes così buone da far resuscitare i morti!

E nel mio giardino che spettacolo! L'arancio e il limone sono sopravvissuti entrambi, con timidi getti nuovi, ma i padroni ora sono gli iris con una fioritura spettacolare. I rizomi che mi avevano regalato ora al secondo anno sono fioriti, tanti, tutti insieme! Sono di un unico colore, ma in Francia l'anno scorso ne comperai alcuni di colori diversi: piantati alla fine dell'inverno, bisogna attendere l'anno prossimo per vederne i fiori e se tutto andrà bene arricchiranno l'aiuola con altre tonalità.

E le case in montagna? Mio marito non ne parla più, dopo aver detto che sì, due erano belline, ma… deve pensarci…
Io non cerco più niente in internet, dopo l'ultima fregatura… che racconterò un'altra volta, per non guastare questi giorni deliziosi...

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IL GIORNO DOPO

Post n°1526 pubblicato il 23 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

" E'  FATTA! "

 

 

"E' fatta!", dice una battuta del nostro spettacolo "Quello che prende gli schiaffi".
Ed è ciò che ci siamo detti noi attori, insieme alla regista, ieri sera, alla fine della seconda replica. Eravamo tutti stanchissimi, ma molto contenti.
Dopo la prima di sabato sera non ci eravamo sentiti completamente soddisfatti perchè nel secondo tempo avevamo un po' rallentato il ritmo della recitazione, rischiando di rendere la storia meno brillante, comunque il pubblico pare fosse rimasto appagato perchè gli applausi erano stati abbondanti. Invece ieri tutto è scivolato via perfetto, come voleva la regista e volevamo anche noi.
Mi pare che davvero lo spettacolo sia venuto più vivace di quando lo rappresentammo cinque anni fa, e questo ha dato una soddisfazione in più alla regista e a quegli attori che avevano preso parte anche allo spettacolo precedente.
Però è stata dura, durissima! Un impegno aumentato negli ultimi tempi, addirittura una prova al giorno in quest'ultima settimana e se questo è stato pesante per me, senz'altro lo è stato maggiormente per i più giovani che durante la giornata lavorano.
La mia parte lunghissima... da ripetere con cura quotidianamente: se saltavo lo studio per una giornata ecco che già avevo dimenticato qualcosa! Insomma, è stata una delle prove più difficili della mia "carriera" di attrice, ma ora finalmente posso guardare al mio lavoro (unito a quello di tutti gli altri, naturalmente) con soddisfazione e, lo confesso, anche con una punta di orgoglio!
Poichè eravamo inseriti nel programma di un teatro VERO, una parte degli incassi delle due serate è rimasta a noi: è la prima volta che "guadagniamo"!!!
Ma ne abbiamo subito spesi... perchè dopo lo spettacolo ci siamo offerti una serata in pizzeria. E, forse realmente o forse solo perchè ero così contenta, mi è sembrata una delle pizze più buone che io avessi mai mangiato!

 
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IN GIARDINO

Post n°1525 pubblicato il 17 Aprile 2018 da atapo
 

STRAGI e MIRACOLI

 


 

L'inverno è stato durissimo, le temperature troppo basse e le gelate hanno mietuto vittime tra le piante.
Ora, nelle giornate di sole tra un acquazzone e l'altro, ho esplorato il giardino per quantificare i danni e fare il conto dei superstiti.
L'oleandro, come altri oleandri del dintorni, ha molte foglie con macchie di secco e piegate verso il basso, penso a causa delle gelate: poverino, l'avevamo potato a inizio autunno e lui si era subito impegnato a ricrescere a cespuglio, come piace tanto a me. Ora chissà: fiorirà o dovrà ancora riprendersi?
La peggio l'hanno avuta gli alberini di arancio e di limone: li avevamo ricoperti coi sacchi come suggerito, ma tolti i sacchi tutte le foglie erano cadute, ammucchiate sul fondo dei sacchi! Saranno morti? Certo non sono piante da nevicate o da molti gradi sotto zero. L'arancio mi pare abbia ancora due puntini verdi sulla corteccia, ma nel limone non vedo segni di ripresa: era già un po' malandato, secondo me i vari cambi di posizione nel giardino lo avevano stressato e non andava messo così in mezzo, in balìa di pioggia e vento… ma tanto col marito è dura ragionare…
In alcuni vasi dove l'anno scorso c'erano fiorellini ora ci sono solo stecchi scuri, nessun segno di vita.
Invece un miracolo: tolto il telo con cui avevamo ricoperto negli ultimi mesi molti vasi di piante sistemati per l'inverno vicino al muro della casa, una sorpresa inaspettata! La peonia, fiore che  avevo comprato perché lo amo molto, in autunno pareva sofferente e rinsecchita, le erano rimaste poche foglie avvizzite su un breve gambo quasi legnoso, invece ora in cima si apre un bel ventaglio di una ventina di foglie grandi e belle. Spero che vengano anche i fiori!
Col passare di giorni aumentano le novità e la ripresa della vita, qualcosa che pareva morto invece si sta risvegliando.
Le calle erano bruciate dal gelo e ora hanno nuovi getti, la lavanda ingrigita e accartocciata da pochi giorni ha nuove foglie in cima ai rametti, l'esile e piccolo pero ha già messo tante foglie, ha aperto bellissimi fiori che dopo pochissimi giorni hanno perso i petali… avremo pere quest'anno? 
Anche nelle piante di fragole sono sbocciati i fiorellini rosa che promettono bene...
Gli iris per ora sono solo una selva di spade verdi, mi hanno detto che il secondo anno dalla piantagione cominciano a fare i fiori: ci siamo… io ci conto!
Tra i cespugli delle siepi la spirea ha già tanti fiorellini bianchi, il corbezzolo solo foglie, le nandine sono molto graziose: il freddo fa crescere foglie rosse o arancioni e col freddo che c'è stato sono diventate multicolori.
Ma ho scoperto una cosa che mi preoccupa un po': dove l'anno scorso c'era l'unica pianta di topinambur che era cresciuta fino a diventare alta più di due metri e strapiena di margherite gialle (il mostro lo chiamavo) ora su circa un metro quadrato di terra stanno spuntando tanti piccoli topinambur… si preannuncia una foresta… e un lavoro di disboscamento per noi, altrimenti soffocheranno gli altri cespugli vicini.
Poi bisognerà riseminare l'erba in certe zone brulle, ma non attorno ai lamponi: quest'anno vogliamo poterci avvicinare a prendere i frutti, non lasciarli tutti ai merli come l'anno scorso!
Insomma, la natura fa sempre come le pare, è indomabile. Ed è piena di sorprese.

 
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TEATRO, NUOVA PROVA

Post n°1524 pubblicato il 12 Aprile 2018 da atapo
 
Tag: teatro

L'ABITO NON FA IL MONACO,
MA FA L'ATTORE


G. Boldini, Donna Franca Florio

 

Passo poco da qui, scrivo poco, ancora per una decina di giorni: siamo allo sprint finale prima del debutto del nuovo spettacolo.
Cioè, non proprio nuovo, diciamo... una nuova edizione.

La regista di noi "Spostati" ha ripreso il nostro fortunato spettacolo di qualche anno fa "Quello che prende gli schiaffi" (marzo 2013), l'ha un po' rimaneggiato, ma soprattutto ha voluto caratterizzare i personaggi in modo diverso, così da farlo diventare più vivace e brillante, nonostante la tragicità della storia.
Nella compagnia ora ci sono attori diversi dai precedenti è ciò che è stato cambiato è anche in funzione delle nuove persone. Io... sono stata promossa di grado: allora facevo il pagliaccio, una parte molto simpatica e particolare, ora sono diventata CONTESSA, uno dei personaggi più importanti. E' una contessa "cattiva", senza morale, fa cose ripugnanti e, devo dire la verità, mi è stato faticoso entrare nel personaggio perchè lo sentivo così negativo e distante, ma pian piano sto arrivando ad una interpretazione che soddisfa la regista e... anche me, ho superato quelle sensazioni negative che la contessa mi dava e che ora però dovrò riuscire a suscitare nel pubblico. La parte è lunga e devo studiare molto, ancora non mi sento affatto sicura, ora negli ultimi giorni le prove sono quasi quotidiane, molto faticose, e il copione devo ripassarlo il più possibile anche per conto mio...
E poi c'è il vestito! L'altra volta mi dovetti preparare l'abito da pagliaccio: trasformare una gonna arlecchina in un paio di pantaloni, aggiungere fiocchi colorati alla casacca... Questo costume ora l'ho passato a chi farà il pagliaccio al posto mio, io avrò due "sontuosi" abiti da contessa... oltre ad ornamenti vari.

Questi abiti un po' particolari e spesso molto vistosi di solito li troviamo sulle bancarelle a pochi euro, molti vengono dall'America, fanno un figurone sul palcoscenico per le fogge e i colori, però spesso dobbiamo adattarceli... e uno dei miei, nero, scollato, lungo ... è troppo lungo per me così devo tirare su l'orlo anche della fodera e in questi giorni sto cucendo all'impazzata! Io non sono una sarta, mi ci vuole un sacco di tempo, insomma anche stavolta l'abito me lo dovrò sudare!
Però, quando poi l' indosso, con le scarpe dal tacco alto, collane e stole, cappellino con veletta e piume...mi sento davvero un' altra e mi è più facile anche la recitazione!
E speriamo di arrivare in fondo con successo... durante la preparazione abbiamo avuto un sacco di problemi, abbiamo dovuto sostituire attori... insomma, una gran fatica che vorrei ardentemente andasse a buon fine, perchè la sceneggiatura è molto bella e merita il successo!   

Glauco Mauri nella sua messa in scena di

"Quello che prende gli schiaffi"

 
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UFFA!!!

Post n°1523 pubblicato il 05 Aprile 2018 da atapo
 

NESSUNA  SORPRESA

 


 

E' passata la Pasqua e purtroppo la sorpresa in cui speravo non è arrivata:
la padrona della casa che avrebbe accontentato entrambi non recede di un passo dalla cifra proposta che per noi è irraggiungibile,
mio marito è sempre deciso a NON accontentarsi del terrazzo come spazio esterno per l'altra casa che pure all'inizio gli era piaciuta moltissimo, tanto che aveva preso le misure dettagliate delle stanze per vedere come sistemare i mobili vintage che vorremmo salvare.
Così siamo punto e a capo.
A me e a mia figlia è venuto il sospetto che lui in fondo non abbia nessuna voglia di questo acquisto, oppure che speri in un miracolo, che gli venga scodellata una casa con TUTTO quello che richiede: stanze, giardino, comodità, servizi, nessun restauro, nessun vicino né sopra né sotto… e a un costo irrisorio!
Abbiamo visitato in questi mesi abitazioni che sono gioiellini, dove io ho lasciato il cuore, qualcuna ha anche abbassato il prezzo in questo periodo in cui l'abbiamo tenuta d'occhio e ora potremmo prenderla di volata… Macchè! A volte dice NO storcendo la bocca senza neppure spiegare il  motivo.
Sabato abbiamo un altro appuntamento ad un'altra casa: visti i precedenti credo che non gli andrà bene neppure stavolta, però andremo, visto che è stato lui a dire che vorrebbe vederla.

Ma, per quanto mi riguarda, sarà L'ULTIMA!!!

Io mi sono decisamente stancata di questi tira e molla, anzi comincio ad esserne un po' esasperata: se all'inizio avevo condiviso certe sue richieste ora mi pare che ci avviamo alla paranoia, al maniacale… quindi che se la cerchi lui d'ora in avanti, che esplori lui tutti i siti e le agenzie in internet su e giù per l'Appennino. E se nel frattempo la casa dei suoi genitori sarà venduta, di quei famosi mobili vintage e ricordi affettivi ne verrà fatto un mucchio di legna da ardere! E lui, già lo so, si commuoverà e piangerà lacrime di coccodrillo...
Mi dispiace solo di averci perso sopra tante ore inutilmente, in pratica tutto l' inverno, ore che avrei potuto impiegare in ben altri modi per me più produttivi e soddisfacenti…

Per Pasqua ci siamo ritrovati tutti a casa da mio figlio, i bambini scorrazzavano nel suo giardino, io lo guardavo notando quanto sia grazioso: mio figlio lo cura, sistema le piante, risemina l'erba dove non ha attecchito, toglie i rami secchi…
Il nostro giardino è ben più trascurato: LUI ha sempre qualcosa di più urgente e importante da fare, il giardiniere aveva dato alcuni suggerimenti rimasti inascoltati, se gli dico che ci farò io qualcosa, tipo levare le coperture alle piante  o sistemare delle piantine che hanno già i vasi troppo piccoli ha da sollevare ugualmente delle obiezioni…
E vorrebbe un altro giardino in una eventuale casa in montagna???  Ma mi faccia il piacere!!!

 
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AUGURI

Post n°1522 pubblicato il 01 Aprile 2018 da atapo
 

UN CARO AUGURIO

agli amici

a chi sosta un attimo qui...

...per un tempo che sia

di pace

serenità

affetti

 
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DUE CASE

Post n°1521 pubblicato il 30 Marzo 2018 da atapo
 

LA  SORPRESA  CHE  VORREI

 

 

C'è un grazioso paese sull'Appennino tra Firenze e Bologna, piccolo il giusto, ma con tutti i servizi essenziali, dove si respira l'aria fina della montagna,

in questo paese ci sono due case:

la prima, in periferia, è piccola ma funzionale e perfetta, sembra appena costruita, ha un piccolo spazio davanti per accedere al portone e un bel terrazzo sul retro affacciato sul paese più in basso e sulla vallata;

la seconda, nel centro storico del paese, dall'esterno non sembra un granchè, ma dentro ha stanze antiche e ampie, un grande terrazzo, è ben tenuta e sul retro si accede a un giardino col garage, il prato, cespugli e qualche albero.

Ecco, appena l'abbiamo vista ci era subito piaciuta la prima, basterebbe riempire una valigia e andarci in villeggiatura, ma poi mio marito ha cominciato a dire che vuole uno spazio esterno più grande per mettersi con uno sdraio a leggere e a prendere il sole. Perchè, il terrazzo non gli basta? Gli ho ricordato che già a stento si prende cura del giardino nella casa di Firenze, io la vedo dura che si dia da fare per mantenere anche un giardino in montagna...

Poi abbiamo visitato la seconda... un colpo di fulmine! Oltre agli spazi più ampi questo giardino è effettivamente allettante e mio marito ha sentenziato: QUESTA!
Piace tanto anche a me...
Ma il prezzo!!!
Abbiamo preso i primi contatti... ma pare difficile che con l'attuale padrone riusciamo ad arrivare a un compromesso... però dobbiamo risentirci ancora... chissà... se la Pasqua ci portasse questa bellissima sorpresa...

Altrimenti, vorrei proprio riuscire il colpo con quell'altra, abbassando necessarimente anche qui il prezzo richiesto... se mio marito si convincesse che un terrazzo è sufficiente per la sua pigrizia!
Se saltano entrambe... io non so più cosa cercare e me è passata del tutto la voglia!
Rinuncerei a tutte le uova di Pasqua per il resto dei miei giorni se quest'anno la sorpresa fosse veramente UNA CASA!

 
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PICCOLI INCURSORI CRESCONO

Post n°1520 pubblicato il 24 Marzo 2018 da atapo
 

IL  PRIMO  DISASTRO

G.Cherici, I primi passi, 1871

Cesare comincia a camminare, ed era ora! Ogni bambino è differente, non ci siamo mai preoccupati se era ancora lento rispetto ai fratelli, ognuno ha i suoi tempi.

Camminare è ancora una parola grossa, per ora si alza in piedi e si sposta attaccandosi ad ogni appiglio. Se gli teniamo le braccia cammina, ma non vogliamo dargli questa abitudine che stroncherebbe la schiena a genitori e nonni. Che si muova da solo e scopra pian piano le sue potenzialità. Noi non abbiamo fretta.

Così il suo raggio di azione si allarga, nuovi spazi, ripiani, cassetti si offrono alla sua curiosità e alle sue esplorazioni. Così sono molto più numerosi gli oggetti da prendere, osservare, infine lasciar cadere a terra, o lanciare lontano se non sono di suo gradimento.

In questi momenti sembra un gattino, ricordo che dicevo che Beto nei suoi comportamenti esplorativi assomigliava ad un bambino di circa un anno e mezzo: è proprio vero! Cesare me lo conferma.

Deve essere sorvegliato a vista e ciò non è sempre facile quando ci sono anche gli altri fratelli, che lui segue ed imita. Insomma, la nonna nelle sue ore di baby sitter ha il suo daffare...

L'altro giorno ero da loro, ce l'avevo davanti in piedi appoggiato al mobiletto del televisore, un attimo l'ho perso di vista per parlare con uno dei fratellini, ecco un rumore sospetto... Dal ripiano aveva "spazzolato" via tutti i fogli insieme ad un piccolo vassoio di vetro, caduto a terra e scheggiato in un angolo: per fortuna nessun pezzo di vetro si è staccato! Ecco il suo primo disastro!

Più tardi ho informato la sua mamma del fattaccio, il vassoio l'avevo messo fuori portata sul tavolo; lei mi ha risposto :-Sarà ora che cominciamo a spostare in alto tutto ciò che è a rischio.-

Ecco, questa mi pare una idea saggia, buon lavoro!

 

 
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VERSO LA PRIMAVERA

Post n°1519 pubblicato il 20 Marzo 2018 da atapo
 

STANCA

 

Monet

 

All'improvviso mi sono accorta di essere terribilmente stanca.
Una stanchezza che di fisico ha poco, cioè diventa fisica perchè c'è tutto il resto.
I "doveri", chiamiamoli così, mi stanno soffocando, probabilmente l'ultimo viaggio alla vecchia casa di montagna ha aggravato non poco una situazione che cercavo di tenere sotto controllo e che ora sta straripando da tutte le parti. E tutto mi dà fastidio.

Sono stufa delle lungaggini, del tergiversare e delle chiacchiere di marito e cognati riguardo le due case in montagna (accanto a quella già nota ce n'è un'altra che è un rudere inabitabile e a rischio crollo).

Sono stufa di cercare una casetta nuova per noi in montagna, della pignoleria di mio marito che finora per ognuna ha scovato sempre il pelo nell'uovo, cioè un difetto che gli fa storcere il naso: ma cosa crede, di riuscire a trovare la casa perfetta e a poco prezzo? Ormai abbiamo scandagliato tutte le zone dell'Appennino tra Firenze-Pistoia-Bologna e siamo al punto di partenza.

Sono stufa dell'organizzazione delle giornate all'ultimo minuto e dei viaggi per queste casette che vengono fissati poi costretti al rinvio a causa delle nevicate e del maltempo che non accenna a dar tregua.

Sono stufa del maltempo, del freddo e dell'umidità: mi fa male dappertutto, è un'impresa uscire per fare la spesa minima.

Non riesco nemmeno ad uscire per qualche ora di passeggiata, un museo, una mostra, qualcosa di carino: o fa brutto tempo, o devo smaltire accumuli di faccende casalinghe dovute ai rinvii, alle visite alle case, agli imprevisti...

Ora mio marito si è ammalato di nuovo, una ricaduta del raffreddore potentissimo che ebbe in dicembre, stavolta anche con la febbre, e si sa che un marito ammalato è impegnativo... più del solito!

Quasi quasi sono stufa anche del teatro: tra un mese avremo lo spettacolo, la mia parte è interessante, ma difficile e studiare in questo periodo mi è molto faticoso. Anche quando ci troviamo per le prove è faticoso, perchè manca sempre qualcuno e non è mica facile parlare a un interlocutore assente, o al nulla, o a una sedia vuota...

A pensarci bene, mi diverto solo quando sto con i miei nipoti, ultimamente tra impegni dei genitori e scioperi a scuola è capitato più spesso del solito. E' vero, così ho ancora meno tempo per il resto, però sono divertenti, il piccolo ora incomincia a camminare, imita tutti e traffica dappertutto, è uno spasso. Almeno loro mi rendono allegra, anche se col mal di schiena quando li lascio.

Poi ci sono altre cose del futuro prossimo che se mi vengono in mente mi mettono un po' in ansia...
Speriamo che arrivi presto una primavera stabile, forse vedrò tutto più roseo...

 
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MONTAGNA

Post n°1518 pubblicato il 15 Marzo 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

ABBANDONO

Abbiamo raccolto coraggio e buona volontà e siamo tornati, io e mio marito, nella casa di montagna dei suoi genitori per finire il riordino generale nella speranza di renderla più appetibile a qualche compratore che abbia una buona disponibilità ad investirci nella ristrutturazione!
Di neve lassù ce n'è ancora parecchia, ma si avvia al disgelo: hanno un loro fascino quei continui sgocciolii dai tetti, quegli scrosci e rumori nei canali che si intravedono sotto arcate medievali e che convogliano le acque tumultuose della neve che si scioglie sulla montagna... e pian piano riaffiorano i prati e su quelli che parevano stecchi si intravede il verde di qualche gemma.
E' davvero un bel luogo lassù e il centro storico tutto in pietra, in cui si trova la casa, pare sia uno dei più belli dei dintorni. Eppure...

 

 

La signora che gestisce l'albergo del paese, dopo le meraviglie quando ha saputo il cognome di mio marito perchè conosceva benissimo i suoi genitori che passavano lì vari mesi all'anno, è rimasta molto dispiaciuta che volessimo venderla e ci ha raccontato, con la voce incrinata dall'emozione e dalla malinconia, di come questo centro storico si vada spopolando, ormai residenti stabili tutto l'anno ci sono solo alcuni anziani, qualche altra casa viene ancora riaperta per l'estate, però la maggior parte ormai sono disabitate e in vendita, ma poichè il mercato langue si stanno deteriorando velocemente. Ha ricordato di estati lontane quando il borgo era vivo e popolato, le feste sul sagrato, le cene di rione in piazzetta, tutto ormai appartiene al passato...

 

la piazzetta

Mentre raccontava anch'io ripescavo nella memoria quegli anni, pochi, in cui con i bambini andavamo d'estate qualche settimana in vacanza lassù, le belle giornate che i piccoli trascorrevano insieme a molti altri bambini residenti e villeggianti. Anche se per me e mio marito allora c'erano le nubi dei rapporti difficili con i miei suoceri, questo non è mai "passato" ai nostri figli all'epoca e i periodi della loro infanzia in quella casa non si sono mai sciupati... e questo è stato importante.
Ora tutto nel borgo si deteriora, l'ultima grossa nevicata ha accelerato i danni: si sta deteriorando in fretta quella casa dopo nove anni di abbandono, bisognerebbe venderla rapidamente anche a pochissimo per non ritrovarci con altri problemi e altre spese.
Io e mio marito abbiamo lavorato là dentro due giorni, abbiamo esaminato, scelto, imballato e portato a Firenze tutto ciò che ci potrebbe far comodo in una nostra futura casetta in montagna, che stiamo continuando a cercare. Tutto, dagli aghi, alle pentole, ai quadri, ora resta solo il mobilio di cui speriamo di salvare qualche pezzo carino... chissà se ce la faremo.
Io mi sono stancata moltissimo. Credo che oltre allo sforzo fisico mi abbia stressato anche questa consapevolezza di abbandono, di addio, accentuato da ciò che i discorsi della signora mi avevano suscitato dentro.
Ho detto a mio marito che sarebbe stata l'ultima volta che avrei messo piede in quella casa, per me il discorso è chiuso, ora se la vedrà con i suoi fratelli se ci sarà bisogno di tornarci per qualsiasi motivo, in fondo è casa loro, io ho CHIUSO.
Ero distrutta e molto triste quando, con la macchina stracarica, abbiamo ripreso la via del ritorno già al buio, coi boschi ancora innevati e a tratti la nebbia (o nuvole) che rendeva il viaggio ancora più pesante.
Però è successo qualcosa mai capitato in tante volte che siamo saliti lassù: a un tratto lungo la strada, sul limitare del bosco, sono apparsi due splendidi caprioli, fermi, tranquilli, guardavano le auto passare.

L'ho considerato un ultimo saluto di quei luoghi per me e per una parte della mia vita passata e mi sono sentita, per un attimo, quasi felice.

 
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LA MANIFESTAZIONE

Post n°1517 pubblicato il 11 Marzo 2018 da atapo
 
Tag: cronaca

C' ERO  COL  CUORE

 


 

Ieri non sono andata alla manifestazione nella mia città per la morte assurda del povero Idy, che probabilmente avevo incontrato a volte per strada nella zona in cui era conosciuto e amato, dove anch'io capito spesso. Se si sia trattato di razzismo o solo pazzia non sta a me giudicarlo, ma credo che razzismo forse inconscio ci sia stato senz'altro perché un uomo dall' aspetto di Idy è per definizione  un perdente secondo certe mentalità intrise di violenza: nero, ambulante, dallo sguardo mite, su di lui è consentito accanirsi e riversare cattiverie…
Basta, c'ero col cuore: la giornata umida e piovosa mi ha suggerito di non uscire per non aggravare il raffreddore e il mal di schiena che a stento mantengo entro limiti ragionevoli in questo periodo, perché la settimana prossima mi aspettano giorni impegnativi.
Ho guardato la televisione, ho seguito i servizi on-line, mi sono sentita sollevata che tutto sia filato liscio, con grande partecipazione e compostezza.
Pensieri tristi si sono rivolti nella mia mente al ricordo della manifestazione analoga a cui partecipai nel 2011, dopo l'uccisione qui a Firenze degli altri due ragazzi senegalesi: anche allora un grande dolore e senso di vicinanza e di affetto da parte di tanti concittadini.
E speri con tutto il cuore e ti dici sempre che non ci dovrà essere una prossima volta...

 
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MIMOSA

Post n°1516 pubblicato il 08 Marzo 2018 da atapo
 

PICCOLA  STORIA

 


 

Che a me le mimose non piacciano l'ho scritto più volte qui sopra per gli 8 marzo passati.
Non mi piace il loro essere così effimere, durano pochissimo, quando appassiscono diventano brutte e puzzano anche un po'.
Simbolo di questa giornata della donna, con questi cambiamenti climatici ora sono anche fuori stagione: la piena fioritura viene in febbraio, quasi un mese in anticipo, e per l'inizio di marzo i fiori non esistono più, sbatacchiati dai venti e abbattuti dalle piogge, o peggio da neve e gelo come è accaduto quest'anno.
Così chi vuol regalare mimose l'8 marzo le paga a peso d'oro dai fiorai.
Altrochè il fiorellino semplice che si raccoglie nei campi... Perchè tale fu la motivazione quando fu scelto come simbolo di questa giornata.

Quando scegliemmo le piante da mettere nel giardino ci fu proposta anche la mimosa, che è tipica delle nostre zone, ma io rifiutai decisamente.
Mi riconcilio un po' con questa pianta quando vado alle Canarie: là trovo le mimose fiorite (appartengono alle acacie e come altri tipi di acacia stanno bene nel clima tropicale), hanno fiori grandi, soffici, sembrano quasi piccoli pon-pon: laggiù mi sembrano più belle. Anche se quest'anno ho scoperto che, almeno a Fuerteventura, pare che avere una mimosa nel giardino porti sfortuna... paese che vai...

Nella strada che percorro quando dal bus torno a casa, in uno dei giardinetti, c'è un imponente albero di mimosa che ormai trasborda sulla strada. Si fa davvero notare. Anche quest'anno in febbraio è fiorito, poi il maltempo ha non solo distrutto i fiori, ma ha spelacchiato anche qualche ramo dei più alti e più esposti al vento. Fine rapida della stagione 2018, pensavo.
Ma stamattina, inaspettatamente, l'ho visto con una seconda bellissima fioritura, è un'enorme nuvola gialla e i nuovi fiori nascondono quasi del tutto ciò che restava della precedente. Si vede già da lontano lungo la strada, quando me ne sono accorta ho rallentato per ammirarlo il più possibile. E pensavo che è proprio come noi donne: ce ne vuole per abbatterci, riusciamo a risollevarci e a ricominciare, meglio di prima! Stavolta l'ho proprio sentito come simbolo dell'8 marzo!
E mentre camminavo lentamente pensando a questo, un uomo mi ha superato. Guardava anche lui ammirato tutta quella fioritura, si è avvicinato alla pianta e... zac! Ne ha staccato un rametto fiorito in basso, di quelli che sporgevano sulla strada. Confesso che anche a me era venuto il pensiero di fare lo stesso...
Non l'ho imitato, ma ho pensato con simpatia alla donna che stava per ricevere quel piccolo omaggio...
Io, come al solito, non lo riceverò.

 
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PUBBLICO E PRIVATO

Post n°1515 pubblicato il 07 Marzo 2018 da atapo
 

SCELTE

 


 

Sono passate anche queste elezioni.
Io non m'intendo di politica, non mi appassiona, mi piace il nuovo, ma questo nuovo che avanza non mi convince, anzi mi preoccupa...
Poi vedremo i fatti, certamente, però le premesse non mi lasciano tranquilla.
Penso al futuro prossimo, poi anche a quello lontano, penso ai tempi che verranno, al mondo che si sta costruendo per i miei nipoti.
Ecco, l'unico aspetto positivo di questi giorni elettorali è stata la chiusura delle scuole che ci ha "costretto" ad occuparci dei nipoti per molte ore. Cosa vuoi che sia in confronto alle grandi problematiche del paese, è un aspetto minimale, dirà qualcuno.
Lo sarà anche, ma per me è stato importante: uscire con loro, pranzare insieme, assistere alle loro prodezze positive e meno, parlare insieme, raccontare e farsi raccontare... un rapporto che si è come  rafforzato nella continuità di questi pochi giorni.

Faticosissimo, certo, ma bello e divertente.
E allora penso a come sarebbe potuto essere se avessimo noi nonni le forze per occuparci di più di loro, oltre alle forze anche il coraggio di certe scelte che ci toglierebbero, è vero, gran parte della libertà di cui oggi godiamo, ma ci farebbero essere più vicini e presenti alla loro crescita e ce li godremmo di più...
Però simili scelte bisogna farle in due... per questo il discorso si chiude subito.
Una via di mezzo è difficilissima da trovare, credo impossibile.
Per ora mi resta il ricordo intenso di tutte le ore passate insieme.

 
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CHE PRIMO MARZO

Post n°1514 pubblicato il 01 Marzo 2018 da atapo
 

IL  BATTESIMO  DELLA  NEVE

 

 

Marzo pazzerello... già, oggi neve anche qui a Firenze, cosa abbastanza rara!

Così è stato il battesimo della neve per il mio giardino, la prima nevicata da quando siamo qui. Speriamo non troppi danni alle piante, ancora poche per ora.

 

E si aggira sconsolato uno dei grossi colombi inquilini abituali: avevamo messo delle palline di mangime per gli uccelli affamati, le hanno finite tutte e al supermercato non si trovano più! Si devono accontentare delle briciole che scrolliamo dalla tovaglia.

 
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