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ON LINE 2

Post n°1759 pubblicato il 12 Giugno 2021 da atapo
 

A  SCUOLA


 

 

E’ passato diverso tempo e avevo lasciato in sospeso la mia seconda esperienza ON LINE… ma vale la pena non farla cadere nell’oblio, tanto più che riguarda la scuola, che è appena terminata nei giorni scorsi: sarà un tributo e un ricordo di coloro che ne furono coinvolti, grandi e piccoli.

Circa verso aprile avevo contattato la mia antica collega insegnante, attiva nel consiglio di quartiere (vedi post ON LINE 1), per farmi “introdurre” nella scuola primaria che era stata frequentata dai miei figli: volevo donare alla biblioteca una copia del mio libro NERETTA. Lei mi aveva messo in contatto con le attuali insegnanti delle classi seconde, l’età più adatta al libro, e tutte molto interessate mi avevano proposto di presentarlo alle classi. Ma, visto il momento, sarebbe stato on line. Un’esperienza nuova per me, che non ero mai stata coinvolta nelle diavolerie della didattica a distanza.

-Non è complicato, assicuravano, tu vedi tutta l’aula coi bimbi, loro ti vedranno in grande sullo schermo della LIM, la lavagna interattiva multimediale.- Dovevo avere fiducia e affrontare l’esperienza.

-Sarà in maggio, aggiungevano, ti faremo sapere.-

Nel giro di pochi giorni avevano scritto sul sito della scuola del libro, di me, dell’incontro che “la scrittrice” avrebbe avuto con le classi: insomma, era un’esperienza importante per l’istituto!

Io pregavo che andasse tutto liscio…

Poi mi comunicarono la data: il 21 maggio, collegamenti con due classi al mattino e con un’altra nel pomeriggio. Chiesi di poter fare qualche giorno prima un collegamento di prova, senza gli alunni, tanto per avere un’idea di come funzionava, per sentirmi un po’ più a mio agio… ricordavo in altre occasioni di riunioni on line certi pasticci: non si vedeva, non si sentiva… I bambini di sicuro erano più abituati di me, dopo questo terribile anno scolastico, io continuavo a sentirmi un po’ agitata: mai avuto un incontro in questo modo ed era previsto per quaranta minuti ogni classe!

Così il 21, alle 10, molto timorosa iniziai con la seconda C. Scoprii che la maestra era una mia vecchia conoscenza, mamma di un ex scolaro, molto brava a guidare la classe, li aveva preparati un poco, ma non troppo, lasciandomi la bellezza di svelare-non svelare, dare tracce e stuzzicare la fantasia; avevano anche preparato le domande per l’autore e mi sono divertita a rispondere alle loro curiosità. I quaranta minuti sono volati e sono stati superati, ci siamo lasciati a malincuore.

Ore 11, seconda B. Questi mi sembravano un po’ più… smorti, la maestra non partecipava se non per questioni tecniche (inquadrature, sonoro), io avevo qualche difficoltà, mi faceva strano parlare a questi bimbi che vedevo così lontani, non riuscire a decifrarne gli sguardi, mi pareva di non avere bene il polso della situazione… comunque è andata, alla mia proposta di scrivere loro altre storie di questa matita o degli altri personaggi, come seguito del nostro incontro, la maestra mi ha assicurato che era una splendida idea, che mi avrebbero poi mandato i loro prodotti…

E io mi sentivo una vera scrittrice per bambini, come Gianni Rodari quando andava per le scuole, come Albino Bernardini quando venne nelle mie classi…

Ero stanca, ma soddisfatta, per l’incontro del pomeriggio non avevo più timori: la “scaletta” che avevo preparato era stata collaudata positivamente già in due classi.

Ma… le sorprese sono sempre in agguato!

Alle 15 la seconda A si è presentata con bambini scatenati, a girellare per l’aula, qualcuno ogni tanto ad accapigliarsi, la maestra a correre per riacchiappare e mettere seduto questo o quello. La maggior parte non parevano per nulla interessati a ciò che dicevo… o che avrei voluto dire. Io li vedevo così piccoli e lontani, mi pareva di assistere a un brutto spettacolo… Ascoltavano, ma con molte distrazioni: facevo domande, per rendermi conto, c’era chi cascava dalle nuvole, la maestra a riprenderli di continuo… Molti scrivevano o disegnavano… non capivo cosa.

Io ero estenuata, non potevo giudicare se erano davvero bambini con molte difficoltà di scolarizzazione o se era l’insegnante poco esperta, era la prima volta che li vedevo. Però mi chiedevo, se era questo lo “stile” della classe, cosa e come riuscivano a imparare. Sarei scappata a gambe levate! Esaurito tutto il mio repertorio preparato, ho tentato con: -Avete domande fa fare?-

Beh, ne sono arrivate, alcune dimostravano che non avevano ascoltato prima, ma per fortuna altre erano sensate e carine. La più curiosa è stata: - Ma Neretta ce li ha una mamma e un papà? -

Nella storia non l’ho scritto, li ho invitati a immaginarlo. Allora la maestra mi ha detto che mentre parlavo, diversi bambini ascoltando disegnavano la matita e ciò che raccontavo: ecco svelato ciò che prima non capivo! E questi sono passati a mostrarmi i loro disegni. Io apprezzavo e lodavo, ma pensavo che nelle classi terribili è una strategia di sopravvivenza lasciare che disegnino durante le spiegazioni: quanto riescano a seguire così… mah!

I quaranta minuti erano finiti, loro parevano soddisfatti, io lo ero un po’ meno, soprattutto ero distrutta dalla fatica!

Me lo spiegavo col fatto che da anni non sono più abituata ad agire con una classe intera, con tre poi nello stesso giorno! E in quel modo poi, così “distante”! Vorrei farne altre di presentazioni, sarebbe un successo per NERETTA, ma spero proprio che possano essere in presenza!

Dopo una decina di giorni, come promesso, mi sono arrivati i lavori della seconda C: un bellissimo power point, con le piccole storie inventate dai bambini insieme ai loro disegni. Bravi i piccoli, ma brava anche l’insegnante per il montaggio di tutto quanto: competenze che io non avrò mai. Mi resterà come ricordo e a testimoniare il bel lavoro della loro fantasia…

Gianni Rodari ne sarebbe stato contento. Anche questo è finito sul sito della scuola.

C’è stata anche un’altra conseguenza positiva: molti bambini hanno ordinato il libro, sarà una lettura per l'estate. L’autrice ringrazia e augura buone vacanze a tutti.


 

 

 
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