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Post n°1839 pubblicato il 04 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

HIC SUNT LEONES

 

sul fiume Marecchia

 

Il giorno successivo, sabato 21, è stato dedicato tutto alla spiaggia, al relax, ai bagni in mare (dopo quanti anni!), alla lettura di un libro sotto l’ombrellone, al primo (e ottimo) pranzo di pesce nel vicinissimo ristorante. Sentivo che la vera vacanza era cominciata con l’effetto positivo e corroborante che il mare ha sempre su di me e in aggiunta il luogo, la sua sabbia finissima, le conchiglie, mi evocavano dolcemente l’atmosfera e i ricordi dell’infanzia.

Così ho affrontato meglio la brutta sorpresa che il camper ci ha fatto appena è aumentato il caldo nel corso della giornata: si è rotto il sistema di aria condizionata nella cellula!!! Riparato quello nella cabina di guida, dopo luglio, ora è toccato a quest’altro. Era meglio tornare a Firenze, se non avessimo trovato posto sempre in luoghi ombreggiati e anche così nelle ore più calde era preferibile stare all’ombra all’aperto, almeno nelle zone costiere era auspicabile che ci fosse brezza, piuttosto che all’interno del camper.

Per il momento abbiamo accantonato il problema, tanto saremmo stati ospiti dagli amici, a Torriana. Con loro, come in ogni nostro incontro, ci siamo trovati benissimo: giorni di relax, di chiacchiere, di cene memorabili con menù tipici, in agriturismo e piadineria. Ci hanno accompagnato a Rimini, a vedere le ultime trasformazioni e ammodernamenti nel centro città, abbiamo passato un bel pomeriggio sul fiume Marecchia: nonostante la siccità, in quella zona c’era una bella spiaggia di sassi con l’acqua abbondante e abbastanza alta da fare il bagno e perfino i tuffi, nei quali si sono esibiti i due nipotini dei nostri amici. Tutto lì assomigliava ad un luogo delle Cevennes, in Francia, altrettanto selvaggio, dove ci fermammo qualche anno fa: qui però, sulle colline attorno, si vedono i castelli del Montefeltro, affascinanti per storie e leggende.

Poi è venuto il momento di lasciare gli amici e iniziare il nostro vero VIAGGIO: percorrere la statale 16, l’Adriatica, fino a… chissà!

Avevamo poche mete irrinunciabili, nessuna meta finale: i tempi, le soste, gli imprevisti… avrebbero deciso. Questo percorso, come accade quasi sempre, l’avevo scelto io: per me il camper è bello soprattutto per esplorare territori, la costa Adriatica negli anni l’avevamo percorsa solo in autostrada per andare in Puglia, ma attorno all’autostrada cosa c’è? E’ quello che volevo scoprire. Pian piano, con calma, attraversando le città, ammirando i panorami: le colline ondulate ricche di coltivazioni e di oliveti, le montagne a strapiombo, i colori mutevoli del mare spesso appena sotto di noi, dove avresti potuto tuffarti direttamente dal camper.

Ho scoperto cittadine molto graziose, moderne, o con palazzi liberty, o con sfilate di case in mattoncini rossi che mi hanno fatto pensare a quelle molto simili del nord della Francia, guarda un po’! Mi sono stupita di trovare, nelle periferie di queste piccole città, enormi centri commerciali e zone industriali di ogni categoria, un contrasto stridente, ma è segno di modernità e, speriamo, di possibilità lavorative ed economiche.

Le Marche stavano per finire, io ho riposto il secondo volume della guida Touring dell’Italia in tre volumi, per prendere il terzo, con l’Abruzzo e il Sud: sorpresa, parecchio brutta! Nel fare i bagagli mi ero sbagliata, avevo preso le guide I e II, anziché II e III! Dell’Abruzzo non avevo nulla, se si eccettuano alcune annotazioni sulle aree di sosta scaricate dai gruppi di camperisti di Facebook e qualche breve notizia su una guida agli hotel e ristoranti vicini alle autostrade d’Italia.

-Hic sunt leones!- ho esclamato mentre il camper entrava nelle terre abruzzesi, avremmo fatto proprio gli esploratori in territori quasi sconosciuti.

La prima giornata di sosta, a Giulianova, ci ha offerto un parcheggio in pineta, un ristorante dove ho imparato la ricetta per il ragù di pesce, un’enorme spiaggia sabbiosa e strapiena di conchiglie, quante non ne vedevo da anni, un’acqua limpidissima.

Intanto però un’altra amara sorpresa: il frigorifero funzionava malissimo, non scendeva di 10 gradi al di sotto della temperatura esterna, che arrivava fino a 30°. Praticamente era come non averlo. Per il marito sono i due anni di sosta forzata del camper che hanno danneggiato e provocato tutti i guai. Questo ci ha “obbligato” a non tenere provviste deperibili, ma a utilizzare di più rosticcerie e ristoranti… e non è proprio da buttar via.

(continua)

 

 
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