Ragionar d’amore

Share on Facebook

576x576x2

Ragionar d’amore non è una contraddizione in termini? Eppure quando ci affanniamo a definire il più grande mistero umano, ricorriamo a sostantivi come turbamento, piacereodio, seduzioneaddio, rimpianto ecc.,  ovvero a categorie del discorso amoroso che si connotano per l’irrazionalità e non già per un bagaglio di certezze granitiche.

Ora, che si sia mossi da fantasmi indistinti o da gioie incontenibili, ciascuno prova a far prevalere il proprio punto di vista che per comodità discorsiva ricondurrò a due fronti opposti: Amore uguale fregatura e Amore unica ragione di vita. Io che nel discorso amoroso non ci credo più e ne parlo solo ricorrendo a figure vicarie, sono messa alla berlina ma quel tanto che basta a un bicchiere di vino per lasciar affiorare la triste condizione degli interlocutori di turno. Quella di ex-giocatori di poker che nel bluff c’hanno creduto e che ora, pur certi che le perimetrazioni pseudo-amorose sono uno schifo, difficilmente abdicherebbero al loro stato. Perché il bagliore tremulo dell’illusione è sempre preferibile al luccichio della libertà.

Questa foto è la prova

Share on Facebook

b9834b48a5d31a66b6b10cc9fd6f1fba

Questa foto è la prova. Era di pomeriggio, sul lago, quando tutto andava ancora bene tra noi. Lei mi poggiò la testa sulle spalle, io l’abbracciai. Eravamo molto felici. Guardavamo un orizzonte pieno d’amore e di possibilità. È successo davvero. Lei mi amava. Guarda, guarda tu stesso“.

foto Duane Michals

Un amore con un prima e un dopo e una foto che fa risalire dall’abisso del già stato il ricordo del parlare infinito, dell’orizzonte ottimista, come oscena dissonanza tra passato e presente. Ma è ancora Amore, purché lo si tenga al riparo dai demoni meschini.

duane-michals-this-photograph-is-my-proof1