Momenti di trascurabile malinconia

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Era dicembre adesso, benché l’inverno non si fosse ancora insediato; c’era il sole, un clima mite, non era spiacevole fermarsi un po’ a sfogliare i libri esposti. G. aveva destato la mia attenzione fin dall’inizio dell’anno, dapprima solo per la sua bellezza, poi per la particolarità dell’amicizia che mi sembrava di intuire fra lui e un altro dei miei allievi, l’intensità con cui G. lo ricercava e il carattere privato di cui ammantava il rapporto. Mi era familiare, quell’intensità, un ricordo dell’adolescenza, come la compiaciuta ambiguità con cui l’altro la accoglieva, sollecitandola mentre la allontanava“.

Garth Greenwell, Purezza

La voce narrante di Purezza è un professore americano di letteratura che vive a Sofia. È omosessuale, e alla realtà che lo circonda riserva uno sguardo tra il malinconico e il trasognato, vuoi perché l’omosessualità è quasi del tutto clandestina in Bulgaria, vuoi perché ogni forma di socializzazione – poco importa se implica un portoghese disoccupato o un dominatore sadomaso – nasconde un’insidia o una solitudine inquieta.

Ci si può perdere nella lentezza e nell’ambiguità delle pagine di Garth Greenwell. Ma mai sospensione temporale sarà più accogliente, lenitiva.