Muoiono gli eroi muoiono i nick

Share on Facebook

Misery Non Deve Morire, tutte le Differenze tra Libro e Film

Non è facile condannare a morte l’eroe nato dalla propria penna, o meglio sarebbe facilissimo se non ci fossero i lettori a protestare. Ne sa qualcosa il nostro Camilleri, ma anche Stephen King che al “problema” dedicò il thriller Misery, poi trasposto cinematograficamente col titolo più eloquente di Misery non deve morire. Ora è la volta di Hans Tuzzi che in Ma cos’è questo nulla? manda in pensione il vicequestore Norberto Melis. E spiega:

Uno scrittore vero sa quando fare uscire di scena un personaggio. Con scrittore vero intendo uno scrittore per il quale la scrittura è fine e non mezzo. Uno scrittore vero, come Georges Simenon, ambienta nel 1968 l’ultima inchiesta di Maigret e prende atto che il tempo di Maigret è finito. Il commissario è un uomo tra le due guerre mondiali, ancora degli anni Cinquanta, ma i suoi metodi di indagine non hanno più a che fare con quello che accade. Lo fa uscire di scena ed è per questo che Maigret è ancora vivo. Altri scrittori, come l’americano S. S. Van Dine, tengono vivi i loro personaggi oltre ogni liceità e dopo il terzo titolo il suo Philo Vance è già uno zombie saccente“.

Accade così, con tutti i distinguo del caso, con i nick che creiamo su Libero: dopo un certo numero di anni ammazzi proprio quello che ti ha dato maggior soddisfazione, non per cinismo ma semplicemente perché ha fatto il suo tempo.

Foto: un frame del film Misery non deve morire