Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

OTTOBRE

 
 Lieve offerta
 Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)
 

ša c' est tout




musica per l'amicizia




 

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"Che tu sia per me
il coltello"

le parole scritte
per raccontarsi, conoscersi,
amarsi


R. L. Stevenson

"Viaggio nelle Cévennes
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avventure,
storie e incontri
tra i monti

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Messaggi di Dicembre 2009

BILANCIO

Post n°480 pubblicato il 30 Dicembre 2009 da atapo
 

Monet C., La pie

ANNUS HORRIBILIS

Alla fine del 2008 dicevo dell'anno che stava terminando:

Non posso rimproverargli niente, non mi ha tolto nulla delle cose belle che avevo, anzi mi ha dato molto...

Ora, alla fine di questo 2009, non vorrei fare bilanci, ma mi viene da pensare...

...quanto mi è stato tolto quest'anno! Quanto ho perduto, molto di ciò che per me era importante, tra persone, cose, abitudini, certezze...!

E' stato ed è ancora molto pesante.

Lo so, dovrei pensare a chi sta peggio di me, e sono in molti, ma in questo momento mi è difficile mantenermi serena...e accettare...

Accettare? Non è nemmeno un accettare, è più farsi una corazza per resistere, sentirsi cambiati e non capirsi più...

Passerà, bisogna sperarlo, altrimenti...ma fin dove ci si dovrà spingere...fin dove riuscirò ad essere io e non diventerò diversa senza piacermi...

Allora arriviamo alla fine di ogni giorno dicendo: via, un altro è passato...e siamo ancora qui, domani cerchiamo che sia meglio.

BUON ANNO comunque!

E cerchiamo che sia migliore del precedente.

La neve non mi piace, ma dopo che è caduta, quando brilla il sole che la fa scintillare, mi attrae e mi affascina: dopo il gelo di questo tempo aspettiamo ci sia una luce nuova!

 

 
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TORNANDO A ME

Post n°479 pubblicato il 29 Dicembre 2009 da atapo
 

Boldini, Donna Franca Florio

STRANO NATALE

Come sempre è volato quel pacchetto di giorni che va, all'incirca, dal 24 al 26 dicembre e quest'anno mi sono sorpresa a pensare

CHE STRANO NATALE

tra il sole e acquazzoni da Pasqua marzolina...


tra una vigilia allegra e affollata di giovani e di futuro

ed un 25 tranquillo di anziani rivolti al passato...


tra il dono di una commozione e di un abbraccio inaspettati

ed una imprevista accesa discussione...


tra l'ansia per l'ignoto futuro prossimo e la ricerca di serenità nelle piccole azioni rituali e rassicuranti...


tra l'acuta nostalgia di una telefonata che non arriverà mai più, ma che mi sorprendo ad immaginare ancora

e il cuore in gola per QUELLE telefonate che continuano ad arrivare...


tra l'ombra cupa di chi, anche se assente, minaccia i nostri pensieri

e l'ombra affettuosa di chi manca per la prima volta...


con la ricerca di uno dei suoi golfini da indossare per la festa, per sentirla ancora un po' vicina

e un cucciolo d'uomo che mi abbraccia e si accoccola tra il morbido di quel golfino...

che continua ad essere così il golfino della nonna...


con la sorpresa di un sogno strano: la notte di Natale, sognare il quasi-mio gatto che si strofina addosso a me per chiedermi carezze...


E i giorni continuano ad infilarsi uno dopo l'altro, per una pesante collana che vorrei finalmente chiudere...per ricominciarne un'altra più colorata, più chiara...

 

 
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ANCORA PRESEPI

Post n°478 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da atapo
 

E rimaniamo in tema di presepi...

 

Questo PRESEPIO  VIVENTE l'hanno rappresentato oggi in un centro anziani...


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...con ambientazione tipica toscana, ma sempre suggestivo!

 
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UN AMORE DI CITTA'

Post n°477 pubblicato il 26 Dicembre 2009 da atapo
 

A Bologna

il portico della chiesa di Santa Maria dei Servi

(non Santa Lucia, mi ero confusa col nome del mercatino),

chiamato il Portico dei Servi.

(per chi è curioso, per chi ama l'arte, per chi vuole viaggiare, per chi ha letto il post precedente)

 

camminando sotto il portico...

 

e in versione natalizia: mercato di Santa Lucia

immagini trovate in rete

 
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STORIA DI NATALE

Post n°476 pubblicato il 24 Dicembre 2009 da atapo
 

UN ANTICO PRESEPIO

A Bologna i portici sono famosi, oltre che utili, soprattutto in caso di maltempo...

Nel periodo natalizio, da tempo immemorabile giurerei che il portico più famoso è quello di Santa Lucia.

Corre lungo la facciata e un lato della chiesa dallo stesso nome, architettonicamente è interessante, ma per un mese, tra dicembre e gennaio, il suo interesse sta in tutt'altro.

Da tanti anni sotto questo portico viene fatto il mercato natalizio: gli addobbi per l'albero, le statuine del presepio, i dolciumi, i croccanti. Ultimamente dicono che molti artigiani se ne siano andati e siano stati sostituiti da quei venditori ambulanti che si trovano un po' dappertutto...forse a scapito di una certa magia tradizionale, ma ancora soprattutto nei sabati e nelle domeniche i Bolognesi e i turisti che fanno una capatina al mercato di Santa Lucia riescono ad affollare il passaggio tra le bancarelle, tanto che in certi punti si fatica ad arrivare alle meraviglie luccicanti e i bambini sono soddisfatti solo se riescono ad appollaiarsi a cavalcioni sulle spalle dei papà.

Nel 1951 era il mio primo natale, i miei genitori comprarono lì le prime tre figurine, quelle essenziali, la Natività. Erano di cartapesta, allora si facevano così. Negli anni successivi, ad ogni dicembre veniva comperata una statuina nuova...

Io crescevo, aspettavo con gioia le passeggiate natalizie a Santa Lucia, ci guadagnavo sempre un croccante o qualche zucchero filato dai mille colori...e cominciavo ad avere voce in capitolo anche nella scelta della figurina annuale. Commentavo con papà (era lui più appassionato della mamma in queste cose) i colori, le espressioni, anche i prezzi, visto che col passare degli anni la cartapesta era sostituita dalla plastica, ma noi volevamo mantenere la caratteristica del nostro presepio e le statuine che ci sarebbero piaciute arrivavano a costare troppo per le nostre tasche. Ogni personaggio aveva il suo nome: il Pastore, il Dormiglione, la Lavandaia (che portava i pannolini asciutti a Gesù),

la Donnina dell'acqua, la Patoèa (così chiamavo da piccina una delle prime statuine, una donna con un agnellino in braccio).Non ci furono mai Re Magi, troppo costosi, ma uno strano personaggio in abbigliamento più orientale degli altri io lo consideravo un re magio, lo collocavo lontano dalla grotta e lo avvicinavo pian piano fino al giorno dell'Epifania...Negli ultimi anni gli acquisti si limitavano a casette, pecorelle e qualche animale da cortile, da far razzolare qua e là, e ci fu anche qualche concessione...alla plastica!

Un'opera d'arte era la costruzione del presepio, quasi sempre la vigilia di Natale.

Per il mio papà diventava un progetto architettonico: cercava un ripiano in casa, spesso sul mio comò, e con la carta-roccia innalzava una vera e propria struttura di paesaggio, grotte, montagne, pilastri che sorreggevano una volta rocciosa sul cui sfondo con mille precauzioni veniva montato il cielo e un fondale di paesaggio desertico...Con altrettante precauzioni venivano seminascoste in punti strategici le lucine che si potevano accendere ad intermittenza. Ogni anno il presepio veniva fuori diverso, secondo l'estro del mio papà, le rotture della carta-roccia, il quantitativo di muschio che eravamo riusciti a raccogliere nell'autunno...ma ogni anno alla fine era sempre spettacolare e chi lo vedeva faceva sempre meraviglie e complimenti all'artista! Peccato non avere avuto la macchina fotografica!

Però nella mia mente ho ancora “fotografato” un ricordo: ero molto piccola, era sera, mi avevano messo a letto e avrei dovuto dormire, ma come facevo se a pochi metri, attorno al famoso comò, i miei genitori stavano preparando il presepio? Loro sussurravano per non disturbarmi, ma il fruscio della carta-roccia, della paglia, mi elettrizzavano, ogni tanto aprivo un occhio e vedevo nella penombra le loro due ombre e quella struttura del presepio che era sempre più alta, più complessa, più scura nel buio...e che la mattina dopo avrei ammirato in tutta la sua bellezza!

La mia mamma aveva donato alcune statuine alla famiglia di mio fratello quando erano nati i suoi figli, ma per ambientare le altre ha voluto costruire una piccola struttura di carta roccia, una miniatura di quelle di tanti anni fa, e la teneva sempre montata, in uno scatolone, mettendola in esposizione ad ogni Natale in casa sua. Ora è mia, l'ho esposta io, come ho detto qualche giorno fa, la terrò così finchè resisterà visto che è davvero vecchia, fragile e pericolante...

E questa storia,

insieme alle immagini di questo antico presepio,

è il mio regalo natalizio

per tutti coloro che passano di qua in questi giorni...

BUON NATALE !

 

 
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Da pi¨ di un mese...

Post n°475 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da atapo
 

Klimt, Le tre età

SUOCERA E NUORA

Da più di un mese ormai siamo sovrastati e perseguitati da questa situazione assurda che ci sta cambiando la vita...ora siamo in un momento di stallo, ma presto dovranno essere prese decisioni dure, che potrebbero avere conseguenze imprevedibili...

Quello che né io né mio marito ci saremmo mai augurati, da più di un mese sta accadendo: la convivenza con la suocera (mia) nonché madre (sua).

Intendiamoci, capisco benissimo la necessità e l'urgenza di questa scelta: nell'angoscia di quel che ha passato è bene che non stia sola e che possa vivere una vita il più possibile tranquilla , infatti negli ultimi giorni anche i miei figli l'hanno trovata più serena, più disposta a ridere e a scherzare...

Per me questa convivenza è difficile e spesso mi mette a disagio. Non ci conoscevamo quasi per nulla, i rapporti tra noi prima non erano frequenti e soprattutto erano molto formali: sapevo, da allusioni e discorsi espliciti, che non ero la nuora ideale che avrebbero voluto per un loro figlio. Troppo diversa sono io da quel tipo di moglie casalinga che i miei suoceri hanno sempre osannato, premurosa e devota al marito e ai figli, per i quali si annulla e sacrifica aspirazioni e desideri.

Ed ora la sorte ci porta a doverci accettare reciprocamente...

Non è prudente che lei esca troppo da sola né conosce il quartiere e le sue risorse, né la città: occorreva che si rifacesse un minimo di guardaroba, allora l'ho dovuta accompagnare varie volte ai mercati rionali e cittadini: ore e ore a frugare sui banchi, per trovare abbigliamento a buon prezzo. Così mi sono accorta che da anni lei non faceva più queste cose, LUI non la lasciava più uscire da sola ...

Lei si è passata il tempo (a quale donna non piace andar per mercatini?), io in tutte queste uscite, vista la stagione, mi sono stancata tanto e ho preso tanto freddo...

In casa è rimasta sorpresa degli innumerevoli impegni che manteniamo (soprattutto mio marito), nonostante siamo in pensione: lei è abituata a passare le giornate tra faccende casalinghe,  telefilm alla TV a tutte le ore del giorno (cosa che io non sopporto), qualche lettura di riviste femminili e romanzi gialli.

Naturalmente è ordinatissima, tutto il contrario di noi che siamo piuttosto incasinati e “ammucchioni”. Per cui dopo lo choc che avrà avuto all'inizio ha deciso di prendere in mano la situazione, o almeno provarci, così sposta, ripone, riordina...a modo suo! Gli “incastri” dei tegami e delle stoviglie variano ogni volta e quando devo cucinare è come cercare il tesoro, le riviste che trova le mette tutte insieme se non siamo veloci, io e mio marito, ad appropriarci delle nostre e a riporle in nostri spazi personali.

Una mattina alle 7 ho cercato disperatamente i miei occhiali: avevo un appuntamento ad un convegno fuori città, rischiavo di perdere l'autobus, senza occhiali non avrei visto nulla delle slides proiettate e dei numeri degli autobus...se Dio vuole li ho trovati all'ultimo tuffo: la sera prima ero rientrata stanca, li avevo tolti ed appoggiati sul tavolo, lei, veloce come un fulmine, mi aveva anticipato nel rimetterli a posto, peccato che li avesse messi tra le cose di mio marito, e ben mimetizzati!

La biancheria lavata e asciugata non “staziona” più in attesa di un mio momento libero, lei la ripiega e la stira...stira TUTTO! Anche le camicie non-stiro, che ora saranno da stirare per tutto il resto della loro vita (e quando mia suocera se ne andrà toccherà di nuovo a me...), anche i lenzuoli, perfino quelli con gli angoli, che non capisco come faccia e sinceramente non me ne importa proprio!

Insomma, vuole rendersi utile e lo apprezzo, figuriamoci, però provo un certo disagio per il fatto che qualcuno metta le mani nelle cose e negli spazi miei...Poi, quali sono stati i primi “lavori” che si è messa a fare? Guarda un po', quelli che sarebbero stati compiti di mio marito, tipo occuparsi della lavapiatti, di certe pulizie, di portar via l'immondizia...Per farglieli fare in tempi dignitosi dovevo sempre pungolarlo, a volte mi arrabbiavo anche...ora c'è lei, così suo figlio non fa proprio più nulla dei lavori quotidiani in casa...E quando andrà via dovrò “rieducarlo”!

A tavola stiamo ancora masticando l'ultimo boccone che ci toglie il piatto dalle mani e inizia a sparecchiare e a riordinare...nonostante suo figlio protesti: “Ma prendila con calma, che fretta hai!”, niente, nel giro di dieci minuti la cucina deve essere di nuovo perfettamente in ordine...

In tutto questo periodo il telefono di casa nostra è “rovente”: telefonate alle forze dell'ordine o per motivi medici, con gli altri figli sparsi in mezza Italia, con i parenti disseminati in tutta Italia, la storia è arrivata a tutti. E son sempre conversazioni lunghe...E a qualsiasi ora... Per telefonare io a qualcuno ho dovuto fare i salti mortali, se aggiungiamo anche che per quindici giorni ho avuto il mio cellulare fuori uso...

Dopo ogni telefonata lei ci riferisce: magari se in casa ci sono solo io racconta a me, poi racconta di nuovo a suo figlio quando rientra, così spesso ho l'onore e l'onere della versione doppia.

Ha tanta voglia di parlare, raccontare, di ora, del passato...

Io dopo un po' che l'ascolto provo un'angoscia...non mi sento brava a consolare, fare la psicologa non mi è mai piaciuto quando sono così coinvolta: lei racconta cose che faceva suo marito che sto scoprendo simili a cose che tentava di fare anche il mio, contro le quali in passato lottai e ci scontrammo in periodi difficili...così ascoltare le sue parole mi fa spesso tornare in mente momenti che furono duri e che cercavo di dimenticare.

Ora mio marito spesso lo sento “falso”: si sta trattenendo, cerca di autocontrollarsi molto, ma a volte diventa intrattabile. Posso immaginare quello che ha dentro: i danni causati da questo padre fin dall'infanzia ora penso che tornino a galla e tremo per la futura tranquillità mentale, sua e di conseguenza anche mia.

Lei è rimasta colpita dalla frequenza con cui stiamo al computer: credo si chieda “Ma cosa faranno di così importante?”, quindi se sono a scrivere e lei mi passa accanto si sente in dovere di fermarsi a vedere cosa sto facendo. Le ho fatto vedere le mie foto, ma non si è accontentata e continua ad occhieggiare, figuriamoci se leggesse i fatti miei... Visto che se sto in casa lei c'è sempre, ecco perchè i momenti tranquilli per immergermi nei blog, per scrivere, per commentare, diventano rari...e anche questo mi manca.

Di altro sento tanto la mancanza: mia suocera è stata sistemata nella camera dove avevo messo i mobili della mia mamma, anzi, per lasciarle del posto ho dovuto sospendere la sistemazione delle cose che vengono da Ferrara e che per ora restano inscatolate...In quella camera io amavo andarci per ...consolarmi, per ripensare al mio passato, per guardare foto ed oggetti, lassù sentivo la mia mamma molto vicina, era come quando parlavamo insieme in camera sua...

Ora in quella camera ci entro poco, non mi piace entrare nelle camere degli altri, mi pare di violare uno spazio personale...

Così mi sembra di aver perduto la mia mamma una seconda volta...cerco di convincermi che dovrei considerare mia suocera come mamma, almeno in questi giorni, però mi è così difficile...

Ora ho scritto tanto, sono a casa da sola: da ieri e fino a domani pomeriggio lei e mio marito sono andati da parenti a Milano. Avrei dovuto andare anch'io, ma ho convinto mio marito a lasciarmi a casa: il motivo ufficiale riferito ai parenti è il freddo che avrei preso a Milano e che mi avrebbe fatto ritornare la quasi influenza da cui sono appena uscita. In realtà ho detto a mio marito che avevo bisogno di un momento di “tregua”, di stacco, non me la sentivo di affrontare anche con i parenti tutta questa brutta storia e ripetere e rivangare discorsi e commenti che da più di un mese ci ossessionano.

Per due giorni e mezzo ho voluto tornare padrona dei miei tempi e dei miei spazi, reali e virtuali. Non ho fatto nulla di speciale, a Firenze è tutto ghiacciato e per sicurezza non mi sono avventurata in shopping prenatalizi a rischio scivoloni, ma mi sono goduta la casa silenziosa, il riordino di un armadio, l'impacchettamento di alcuni regali che avevo già comprato...

Dagli scatoloni ferraresi ho tirato fuori la struttura e le statuine di un presepio: quello che facevano i miei genitori fin da quando ero piccola: la mamma l'ha destinato a me, a mio fratello non interessa.

Ho scovato un angolino in casa e ho allestito il tutto...ne avevo proprio bisogno!

Quest'anno a casa nostra ci saranno due presepi...

 

 

 

 

 
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NEVE A FIRENZE

Post n°474 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da atapo
 

E  LA  NEVE  VENNE...ANCHE  IN  PERIFERIA

E la neve venne

venne verso sera

giù dall'alto dei cieli volava

a seconda del vento

e nel volo oscillava...

Ed il mattino

era davvero tanta

ed era davvero bella...

Giaceva

fresca e scintillante

e ognuno ne restava abbagliato.

(E. Evtusenko)

 

ecco alcune immagini della mia periferia sotto la neve di oggi...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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NEVE...

Post n°473 pubblicato il 18 Dicembre 2009 da atapo
 

NEVE  A  FIRENZE !!!

Foto appena scattata...

Una rarità...

...LA NEVE A FIRENZE !

(e sembra si sia messa d'impegno!)

 
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AUGURI TEATRALI

Post n°472 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da atapo
 

 

 

 

Comincia il conto alla rovescia verso il Natale,

comincia il desiderio di ritrovare persone care

per scambiarsi gli auguri.

Nel senso che è tutta una scusa per ritrovarsi!

Questo giovedì non era per Martino, perchè la sua mamma non aveva impegni di orario lungo al lavoro,

così sono stata felicissima di avere una possibilità per correre a salutare...

i miei amici del teatro!

Che bel pomeriggio! Saluti, scambi di novità, solo quelle belle, per non sciupare la gioia di questo piccolo incontro...

Poi loro ai loro esercizi, giochi, letture, performances, improvvisazioni,

io in platea a godermi tutto quanto, uno spettacolo tutto per me!

Ma a un tratto la regista mi ha chiamato sul palco, per un'attività c'era bisogno anche del mio contributo...così mi sono divertita ancora di più!

 

Forse ci rivedremo solo allo spettacolo finale...che ancora è molto nebuloso, come al solito non si capisce dove la regista andrà a parare...ma c'è del bello anche nella sorpresa! Per ora si sa solo il punto di partenza del lavoro, che è la storia del Piccolo Principe...una storia che mi piace molto, ci avrei lavorato volentieri...

...ma forse alla fine verrà fuori tutt'altro, non per niente è Università dell'età LIBERA!

 

 

 

Pablo Picasso

 
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POMERIGGIO DI SABATO...

Post n°471 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da atapo
 

...TRA PASSATO E FUTURO.

Arrivo trafelata al portone di Palazzo Vecchio.

 

Al metal detector individuo subito la piccola sagoma della vecchia zia, che si guarda attorno strizzando gli occhi per cercarmi tra turisti e invitati ai matrimoni.

Guarda, è arrivata prima dell'orario fissato, la macchina con autista che ha noleggiato da Bologna (è anziana, cammina a stento, ma si può permettere questo ed altro...) ha passato l'Appennino senza intoppi e rallentamenti.

“Non ti preoccupare, non siamo in ritardo” e mi sorride felice socchiudendo ancora di più gli occhi.

A volte il suo abbigliamento ci lascia un po' sconcertati, ma oggi indossa un sobrio cappotto color cammello...però...da sotto spunta un'enorme e bella spilla di modernariato, tipo Trifari (o forse è Trifari autentica, non oso indagare...) e il cappello...è un leopardato alto, tipo pan di zucchero con la punta arrotondata, direi che si fa notare anche stavolta...

Subito mi viene in mente quando suo figlio, mio cugino e mio complice in birbonate infantili, la battezzò D'Artagnan per via dei cappelli che lei esibiva negli incontri familiari: una volta un cappello a grandi margherite attirò delle vespe che ci perseguitarono per la durata di non so più quale cerimonia...

La zia oggi riceve in Palazzo Vecchio un premio per le sue poesie, offerto da una associazione letteraria. Mi aveva chiesto se avevo piacere di accompagnarla. Moltissimo!

Qualche conoscente aveva malignato: “Lo fai per l'eredità.”

No, non ho mai pensato ad un'eredità...le voglio bene davvero: la sento tanto simile a me, abbiamo parecchio in comune (non certo dal punto di vista finanziario), è stata vicino alla mia famiglia per lunghissimi anni e in certi momenti difficili lei e suo marito ci hanno aiutato con affetto, contrariamente ad altri parenti.

Ora è vedova, anziana, fragile, malandata in salute.

Una lettera, una cartolina, una telefonata ogni tanto le fanno un immenso piacere, il suo invito per oggi ha fatto piacere anche a me e volentieri le ho dedicato queste poche ore.

Cerchiamo l'ascensore, camminiamo entrambe col bastone, gli uscieri ci indicano e ci accompagnano. Nel bel salone dei 500 si svolge la premiazione, coi soliti discorsi, applausi, convenevoli...la zia diventa impaziente:

“Quando tocca a me? Devo tornare a Bologna, si fa buio, quell'autostrada...tutto quel traffico...Andrea è un bravo autista, ma insomma...”

Finalmente ha in mano la sua pergamena e la sua targa-premio e la stringe felice come una bambina. E' ora di andare.

“Zia, ti porto io il premio?”

“No, ora faccio posto nella borsa”, infatti dalla borsa toglie il pacchetto che la riempiva,

“è un regalino per te, un portachiavi da tavolo un po' originale, spero ti piaccia.” (E a casa scoprirò che, oltre che originale, è d'argento, di uno dei più famosi argentieri inglesi...ma anche questo è...mia zia!)

Siamo fuori in una ventosa serata che si sta facendo buia, la zia è stanca e la vedo più affaticata nel camminare, per fortuna l'auto non è distante.

“Vuoi una cioccolata calda, una pasta?”

“No, zia, non ti disturbare, è meglio che tu parta prima che si faccia troppo buio e troppo freddo...”

Ancora un abbraccio. L'autista l'accudisce con premura e l'aiuta ad entrare e a sistemarsi in macchina, mentre lei dice: “Ah, com'è bella Firenze! E i muri qui in centro sono tutti puliti, non imbrattati di scritte come a Bologna!” Beh, questo complimento a Firenze non l'avevo ancora sentito da nessuno!

Resto a vederla partire lentamente mentre ci salutiamo agitando la mano...buon viaggio, zia!

Sono contenta di averti visto felice per essere qui...

Poi, con calma mi avvio per le strade del centro...dovrò camminare a lungo, c'è anche uno sciopero degli autobus, per arrivare a dare un saluto alla festa di Martino.

Lì ci sono tanti giovani, nuove famiglie, confusione, colori, giocattoli, bambini piccoli e bambini in arrivo...la vita che va avanti. Avevo chiesto alla zia se voleva venire anche lei, ma si sentiva già stanca.

I pochi nonni sorridono, seduti tranquilli, a godersi la scena.

Martino e i suoi piccoli amici all'assalto della torta di compleanno

 

 
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PRENATALIZIO

Post n°470 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da atapo
 

LIBERA USCITA

Posso prendere l'autobus affollato nel primo pomeriggio e sorridere ringraziando la ragazzina che gentilmente mi cede il posto.

 

Posso notare e ammirare nelle strade del centro le decorazioni natalizie, forse un po' più sobrie del passato, ma ugualmente suggestive.

Posso guardare le vetrine delle firme più famose, dove non entrerò né acquisterò mai, nemmeno in tempo di saldi, ma sognare non è ancora proibito.

Posso fare nella mente l'elenco delle persone care a cui vorrei donare qualcosa per Natale...le strade, le vetrine, l'atmosfera mi fanno venire idee per regali adatti, ogni idea che viene mi porta un po' di gioia in più, quasi allegria.

All'improvviso, posso trovare il dono giusto e impensato per...e l'acquisto al volo, nemmeno lo faccio impacchettare, anche l'impacchettamento sarà un rito, al momento giusto, con la carta da regalo adatta.

Posso infilarmi in certi quartieri, in certe stradine, dove conosco certi negozietti nascosti che altre volte mi hanno suggerito acquisti a prezzi più che ragionevoli.

Posso cercare l'equo-solidale, il mercatino per la beneficenza.

Posso fermarmi in libreria, sfogliare le novità e leggere alcune pagine a caso, chiedere al commesso se mi cerca quel libro poco famoso di cui ho sentito parlare e che mi ispira.

Posso anche comprarlo, se lo trovo.

Posso guardare la gente attorno a me, che fa, più o meno, le stesse cose che faccio io.

Posso chiedermi come è la loro vita, cosa gli passa per la mente, al ritorno da questo pomeriggio...

Posso farlo durare a lungo questo pomeriggio...

Posso riprendere l'autobus molto tardi, quando già le corse sono meno frequenti, aspettandolo molti minuti ad un capolinea buio insieme con persone quasi tutte di origini e provenienze lontane, tutti torniamo alle nostre case nell'estrema periferia...

Posso ritornare alla mia vita di tutti i giorni, alle mie ansie e ai miei timori di tutti QUESTI giorni.

 

 
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PRIMO COMPLEANNO

Post n°469 pubblicato il 06 Dicembre 2009 da atapo
 

Quanti regali mi sono arrivati!!!

Ma cosa ci sarà qui dentro?

 
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PICCOLO COMPLEANNO

Post n°468 pubblicato il 04 Dicembre 2009 da atapo
 

Un anno fa, in una splendida giornata di sole, salivamo emozionati per le vallate fiorentine a conoscere il piccolo Martino appena nato.

Oggi, sotto un diluvio torrenziale,

Martino compie un anno!

E, con le sorprese che spesso fanno i bambini, ha pensato bene di ammalarsi proprio due giorni fa, così che la festicciola sarà rinviata.

Povero cucciolo! Ieri, quando è stato con me, si è riposato con le mie canzoncine italiane, bolognesi, francesi...li avevo accoccolati addosso tutti e due, lui e il gatto.

Così c'era un bel rimescolio di baci e soprattutto bacilli, visto che anch'io ho un fortissimo raffreddore!

Il regalo è già bello incartato e prima di sera si passerà ugualmente alla consegna...senza regalo che compleanno è?

 
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CRONACA UMIDA

Post n°467 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da atapo
 
Tag: cronaca

Turner

Da due giorni qui è un susseguirsi di terribili temporali che ci inzuppano tutti nonostante gli ombrelli aperti.

E per non smentire il detto che

PIOVE  SEMPRE  SUL  BAGNATO

stamattina mio marito è caduto per le scale dell'università:

lacerazione alla mano destra, pronto soccorso, cinque punti di sutura.

Splendido inizio del mese!

Turner

 
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