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Messaggi di Giugno 2010

BON VOYAGE A MOI !

Post n°546 pubblicato il 17 Giugno 2010 da atapo
 

UBI MAIOR, MINOR CESSAT...

Il problema-suocera aveva coinvolto la nostra esistenza e le nostre energie: in famiglia era QUELLO da gestire  prima di tutto, il resto veniva di conseguenza.

Ora che pare (?) risolto...tornano al pettine i nodi di sempre, quelli che si cerca di districare da anni con successi alterni.

Mio marito torna a “buttarsi” sulla sua università, è tempo di esami, ma è anche il momento di organizzarci un po' l'estate: che si farà, dove si andrà...i figli e i nipoti in qualche modo influiscono sulle nostre scelte. Io programmerei, ma il marito tergiversa, dilaziona, non si esprime e non si espone.

Messo alle strette da me, aveva finalmente detto che vorrebbe fare un viaggio in camper, uno di quei percorsi folli che progetto io, che lo attraggono moltissimo, salvo poi lamentarsi : “Ma dove mi hai portato!”. Non dico la meta, per scaramanzia, dico solo che meno di un mese non gli si può dedicare...quindi l'abbiamo collocato nel periodo fine luglio-agosto.

Ma prima? Un po' di soggiorno al mare per me?

Tranquilla, rispondeva, entro giugno faccio gli esami, poi in luglio si andrà un po' al mare, al solito: io studio e tu prendi il sole!

L'idea era buona, così in questi giorni di giugno potevo riordinare in casa, rivedere il dentista, fare qualche gita e visita ai musei con l'Università dell'età libera, aiutare mia figlia con Martino...tutto all'insegna del relax, finalmente.

Manco a dirlo però, gli esami scritti tentati sono andati male anche stavolta, cioè, il marito dice che quasi ce la faceva e che studiando ancora un pochino... vuol riprovare all'appello di luglio! Poi ha scoperto di avere altri impegni di cui si era dimenticato...

Insomma, bisogna tornare dal mare entro il 30 giugno! Tutto questo l'ha concretizzato ieri l'altro!

Ma che problema c'è? Si parte ORA!

E chissenefrega se devo disdire appuntamenti, se la casa è per aria perchè dopo l'uscita della suocera e i nostri giri ci sono varie stanze da riordinare, se ancora ho fuori i giacconi, se devo terminare le relazioni del corso di francese...

Avrei potuto dirgli che non se ne faceva nulla, ma io del mare ne ho bisogno, dopo non ci saremmo più andati...così si riorganizza tutto in fretta e furia.

ORA vuol dire DOMANI:

ecco, partiremo col camper domani per il mare e ci risentiremo al ritorno, in luglio.

Dove andiamo? Al solito, lui deve studiare e strastudiare:

occorre un posto calmo, ombreggiato, ma con la spiaggia vicina (per me), con la possibilità di fare la spesa senza doverci sempre spostare col camper, un posto che lui conosca già cosicchè non gli vengano tentazioni turistiche che lo distraggano dallo studio...

Un posto simile l'abbiamo già collaudato: è il campeggino sulla Costa Azzurra dove siamo stati due volte, quindi ci dirigeremo là. Sì, espatriamo, ma da casa nostra non è troppo lontano ed è più economico di molti campeggi italiani!

Spero solo che il tempo smetta di fare le bizze e che si comporti finalmente come si conviene per la stagione...

Ora sarà meglio che CORRA a fare le valigie! Un saluto a tutti! 

...e nei prossimi giorni sarò all'incirca QUI.

(foto di un soggiorno precedente)

 

 

 
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FATE UNA GITA QUI !

Post n°545 pubblicato il 16 Giugno 2010 da atapo
 

UN LUOGO AFFASCINANTE

Come avevamo sperato, dopo la sistemazione della suocera in un paesetto sperduto tra le montagne laziali, ci siamo presi due giorni di relax tutti per noi, girellando per quelle contrade poco conosciute dal turismo di massa, ma non per questo meno interessanti e soprattutto tranquille.

Qui vi voglio presentare un luogo che io conoscevo solo sulla carta, perchè oasi WWF, e che nella realtà ha superato ogni aspettativa:

Il giardino di Ninfa.


Ninfa è una città fantasma:

fu ricchissima e potentissima per alcuni secoli nel medioevo, quando controllava le vie tra il mare e le montagne laziali, poi decadde all'avvento delle armi da fuoco poiché la sua posizione pianeggiante non ne consentiva più una difesa efficace. Fu abbandonata e pian piano i suoi edifici si ridussero a ruderi, pur sempre affascinanti, e la vegetazione ne prese possesso. All'inizio del '900 i nobili Caetani, dopo secoli ancora padroni del territorio, decisero di trasformare l'area della città fantasma in un giardino e fu soprattutto per l'interessamento di tre donne della famiglia che vennero piantate essenze vegetali di ogni tipo e di ogni parte del mondo, curando magnificamente gli accostamenti delle varietà e dei colori in modo che in ogni stagione l'aspetto del giardino fosse quanto più bello possibile.

Tutto lì attecchisce bene, tutto cresce a dismisura, c'è un microclima e una combinazione di elementi estremamente favorevoli.

E' diventato davvero un luogo incantato, quasi magico, di una bellezza che non avrei mai immaginato guardando le foto che spesso avevo trovato qua e là.

E di foto ne ho scattate moltissime anch'io, non mi stancavo mai, ero come stregata, complice anche una splendida giornata di sole che rendeva i colori vivaci ed invitanti...

Andateci, se potete.

La delicatezza dell'ambiente impone però, giustamente, dei limiti per la sua salvaguardia: il giardino è aperto al pubblico solo il primo fine settimana di ogni mese, escluso l'inverno; si entra per gruppi e la visita è guidata, ma non certo frettolosa: è una tranquilla passeggiata per ammirare, per fotografare, per ascoltare le storie delle piante e dei ruderi che si incontrano lungo il percorso...

E ora vi offro un piccolo assaggio di quella meraviglia (com'è stata difficile la scelta tra le mie molte foto...)

Le riconoscete?

Vengono da Ninfa, ora per un po' decoreranno il mio blog...

 

 
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HAPPY BIRTHDAY

Post n°544 pubblicato il 14 Giugno 2010 da atapo
 

OTTAVO  COMPLEANNO


Oggi festeggio un compleanno.

Si può festeggiare il compleanno di una cosa?

Perchè io, oggi, festeggio l'ottavo compleanno della mia protesi d'anca.

Otto anni fa a quest'ora ero in attesa di entrare in sala operatoria...il giorno aspettato da mesi (ah, le liste d'attesa...), la speranza di risolvere finalmente il problema che avevo dalla nascita, l'ansia dell'imprevisto, delle complicazioni, della difficoltà dell'intervento.

Di protesi all'anca ne mettono moltissime tutti i giorni, pare diventata routine, ma è sempre un'operazione complessa e dall'esito per nulla scontato. Tant'è vero che l'ortopedico che mi avrebbe operato aveva studiato a lungo il mio caso, fatto controlli su controlli (fino alla sera prima), era arrivato a propormi di aspettare ancora qualche anno...ma io ormai non riuscivo quasi più a camminare e gli avevo risposto:

“Dottore, se va bene guadagnerò di nuovo la libertà di muovermi ancora per un po', se va male continuerò come sono ridotta ora: cos'ho da perdere?”

E lui, come ultimo scrupolo, aveva voluto accanto a sé durante l'intervento il suo collega appena più anziano di lui d'età e d'esperienza.

Ricordo ancora molto chiaramente tutte le fasi di quell'intervento, che fanno con anestesia spinale: seguivo con attenzione tutto quello che vedevo e sentivo attorno a me, col cuore che batteva a mille...

Sì, l'anca è tornata perfetta, ma...poichè la mia situazione era già complicata in partenza, è stato lesionato il nervo sciatico, per cui da allora ho avuto altri tipi di problemi...

Non è stata certo colpa dei medici.

In ogni caso, da allora la mia vita è cambiata in meglio, ho potuto di nuovo camminare “quasi” normalmente, sebbene con certe precauzioni dovute anche al problema del nervo lesionato, ma niente in confronto a come ero ridotta prima, da quando la malformazione che avevo dalla nascità era degenerata sempre di più.

La protesi che mi hanno messo era, per quei tempi, quanto di più moderno e robusto ci fosse in giro, ma il suo buon funzionamento era considerato, in media, per 10-15 anni: ci sono persone che già dopo 5 anni devono sostituirla, altre a cui dura molto di più...

Io, ogni anno che passa, lo considero un anno guadagnato, di vita, di movimento, di possibilità di fare quelle esperienze di viaggi e di attività che ormai mi sembravano precluse. Ma non so quanto durerà...

Per questo ogni anno il 14 giugno festeggio...la rinascita che avvenne quando avevo 51 anni!

Il medico che mi operò si prese cura di me nel periodo post operatorio con una gentilezza e una partecipazione che non avevo mai trovato nei miei precedenti ricoveri ospedalieri: ogni giorno, appena entrava in servizio, in qualsiasi turno fosse, entro pochi minuti era da me a controllare la situazione e a dirmi una parola di incoraggiamento...Gli sarò per sempre riconoscente per avermi rimessa a nuovo e per il rapporto umano che ha avuto con me sua paziente. Allora era “dottore”, l'anno successivo agli ultimi controlli era diventato “professore”.

Ho scoperto pochi giorni fa che è diventato primario di ortopedia e penso che se lo meriti pienamente: si tratta del professor Roberto Buzzi, colui che la settimana scorsa ha operato Valentino Rossi dopo la frattura alla gamba. Ora posso dire che io e Valentino abbiamo qualcosa in comune...

 

 
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GIUGNO

Post n°543 pubblicato il 10 Giugno 2010 da atapo
 

In questa calda serata mi piacerebbe che qui nel blog si potesse sentire lo splendido profumo dei tigli che si spande nel mio quartiere.

I tigli...e i gelsomini...

...i profumi del mese di giugno,

giornate lunghissime, prove generali dell'estate, 

dei progetti e dei sogni per i mesi futuri,

del  sole che ricomincia a colorarci le facce,

del desiderio di mare e di...chissà...

 
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FUTURO

Post n°542 pubblicato il 09 Giugno 2010 da atapo
 

VITA NUOVA


Sironi M., La madre che cuce

 

Fino all'ultimo si erano accumulati pacchi e borse...

Sistemare una nuova casa non è da poco, ma ora mia suocera l'essenziale lo portava con sé, tra quello che si era comprata lei e varia biancheria e stoviglie che le avevamo passato io e i miei figli (nonché suoi nipoti), anche un letto (da rimontare naturalmente) ed un mobiletto. Pensavo durante il viaggio, con un po' di tristezza e un po' di astio, che gli altri suoi figli erano venuti a salutarla, ma non le avevano portato nemmeno uno spillo...

Un viaggio quasi allucinante, col camper strapieno e chiaramente fuori da ogni regola, sembravamo profughi in fuga, per fortuna non ci ha fermato nessun vigile o poliziotto, ci mancava solo quello!

All'arrivo, tutto da scaricare...e in fretta,

perchè laggiù i parenti avevano preso l'impegno di andare a visitare insieme a noi un appartamentino in affitto...e in fretta,

perchè c'erano altri interessati all'affare!

Così, senza quasi rendersene conto, mia suocera non solo è tornata là dove desiderava, ma ha trovato pure già una nuova casa! Vi entrerà da luglio, intanto con calma e aiutata dai suoi parenti farà tutti gli adempimenti necessari e noi ci organizzeremo meglio anche dal punto di vista economico..

Siamo stati con loro ancora un altro giorno, poi...i saluti definitivi, almeno per ora.

E mi sono sorpresa della forte tristezza che ho provato.

Non che in quest'ultimo periodo insieme fosse nato un grande amore tra me e mia suocera, ma vivevo la sua presenza in casa mia più serenamente,

forse mi ci ero un po' abituata,

forse l'aver già deciso una futura collocazione mi rendeva più tranquilla,

forse, e questo sarebbe l'unico aspetto positivo della faccenda, ci stavamo finalmente conoscendo.

Insomma, stavo per commuovermi all'abbraccio finale, e l'ho fatto poi di nascosto, pensando che in questi mesi, seppure con grande difficoltà, era come se avessi accanto a me un'altra mamma che ora stavo di nuovo perdendo...e mi sono sorpresa di questo strano pensiero che non mi era mai venuto in mente prima.

Non ci vedremo più tanto spesso, occorrono quattro ore di viaggio per arrivare laggiù, gli altri suoi figli abitano ancora più lontano e con mio marito ci dicevamo che molto difficilmente andranno a trovarla: perdere a 84 anni tutto il mondo di riferimento e ricostruirsi la vita, anche se più tranquilla di prima, non le sarà facile nemmeno se ha vicino persone affettuose che l'aiuteranno senz'altro. Ci saranno telefonate, ma per telefono il rapporto è tutto diverso...

Oppure sarà uno stimolo per mio marito a prendere il camper più frequentemente per fare una capatina dalle sue parti, dove ci sono anche tanti posti belli da visitare...

 

 

 

 
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FINALMENTE...

Post n°541 pubblicato il 02 Giugno 2010 da atapo
 

...QUASI AL TRAGUARDO


Longhi P., Il rinoceronte

I pacchi per il “trasloco” di mia suocera aumentavano, uscivano dalla sua camera e inondavano l'ingresso, cosicchè mio marito si è deciso a sistemarli nel camper (dice che ci stanno, ma non ho visto quanto spazio è rimasto per noi viaggiatori...). Per far questo però ha dovuto svuotare il camper da tutto ciò che non è strettamente necessario, cosicchè adesso in casa mia facciamo lo slalom tra le biciclette, le cassette per gli attrezzi ed altre amenità simili.

Fortunatamente (diciamo così...) ora in casa io ci sto davvero poco, perchè tutti i giorni abbiamo una prova del gruppo di teatro: è davvero difficile questo RHINOCEROS, ma almeno l'impegno mi distrae, l'incontro con i partner spesso ci fa fare quattro risate agli errori, agli equivoci e alle dimenticanze della nostra superba recitazione...così tento di dimenticare gli altri impicci familiari.

Domani, nel tardo pomeriggio, ci sarà IL DEBUTTO!!!

Il regista continua a dire che dobbiamo prenderlo come un gioco, per divertimento, noi non vorremmo fare figuracce, vorremmo che si divertisse anche il pubblico, che saranno gli amici, i parenti, ma anche il personale dell'Istituto Francese, direttrice compresa probabilmente. E loro il francese lo sanno...meglio di molti noi attori!

Venerdì mattina...PARTENZA!

Accompagneremo mia suocera nel paese del Lazio dai suoi parenti, dove resterà in attesa di trovarsi laggiù un appartamentino in affitto per iniziare la sua nuova vita. Speriamo di riuscire a fare le operazioni di scarico e sistemazione suocera in tempi ragionevoli, così da sganciarci dai familiari e restare un giorno o due da soli, non so ancora dove, ma che sia un posto bello e riposante... prima di riprendere la strada di Firenze e tutte le altre questioni che ci attendono!

Gli altri suoi figli (i miei cognati) sono già venuti alla spicciolata nei giorni scorsi a salutarla ed io sono riuscita ad evitare un'eccessiva partecipazione ai convenevoli, con questa scusa delle prove al teatro: in fondo venivano per lei, che se li “godesse” in santa pace!

Nei prossimi giorni quindi da queste parti ci sarà un po' di BLACK-OUT: quando ritornerò, racconterò come è andata...e speriamo di tornare ad una vita normale...

 

 

 

 
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