Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

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Messaggi di Novembre 2012

NEL BUIO

Post n°904 pubblicato il 30 Novembre 2012 da atapo
 
Tag: cronaca

 

LUNA PIENA

 


 

Mercoledì sera c'è stata luna piena. A tutto si poteva pensare in quelle ore di ondate d'acqua che si susseguivano, tranne che alla luna.

Quando, alle sei di sera, sono uscita dalla scuola col mio gruppetto di Piccoli Principi amanti del francese, non pioveva, era buio pesto, ma in cielo, alta davanti a noi, brillava una candida luna piena e gli stracci di nuvole che correvano lassù dove c'era vento forte (a terra per fortuna no) la circondavano, la coprivano a tratti, ne rimanevano illuminati e facevano riflessi d'argento.

La luna!” qualcuno ha gridato e tutti i bimbi col naso all'insù e un lungo Oooh! di meraviglia. E anche la maestra. Incantati tutti a guardare lo spettacolo... “Che bella!”  Era molto suggestiva infatti.

Quella luna mi ha accompagnato ancora durante la serata, la continuavo a vedere dalla mia finestra e non mi decidevo a chiudere le persiane: mi dava un senso di pace e di malinconia insieme, mi suscitava pensieri e sentimenti... che inguaribile romantica che sono!

Beh, continua a tornarmi in mente, ogni tanto, quella grande luna bianca e le sue nuvole da cui pareva volesse difendersi per continuare a brillare e a farsi ammirare...

(e qui aggiungo la canzone che mi è stata suggerita nei commenti...)

 

 

"...se anche tu vedi la stessa luna

non siamo poi così lontani..."

 
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MALTEMPO

Post n°903 pubblicato il 28 Novembre 2012 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SOTTO L' ACQUA

o

SOTT' ACQUA ?

Il diluvio è cominciato ieri: nel pomeriggio e in serata la “bomba d'acqua” ha provocato gli allagamenti, io ero in giro per le prove del teatro a cui sono arrivata tardissimo perchè il bus non passava mai, per fortuna ho il giaccone impermeabile da marinaio bretone e un ottimo paio di stivaletti che mi proteggono abbastanza. Durante le prove sentivamo lo scroscio della pioggia aumentare davvero minaccioso, al momento del ritorno i colleghi mi hanno chiesto: “Ora dove vai”?

“Che domanda! A casa!”

Ma ci vai in barca o a nuoto?” Spiritosi!!!

Comunque sono passata sul ponte del torrente Mugnone che faceva paura ed era sotto il controllo di pompieri e polizia idraulica, coi megafoni avevano detto agli abitanti in zona di andare ai piani alti dei palazzi. In tarda serata l'allarme, almeno lì, è rientrato per ora.

Stamattina mio marito è andato in giro per impegni verso la zona di pianura e ha visto tutti i torrenti e i canali pieni fino all'orlo. L'Arno pare che non dia ancora eccessive preoccupazioni.

Io abito abbastanza vicino all'Arno, nella zona di pianura intersecata da torrenti e canali scavati già ai tempi dei Lorena per regimentare le acque che scendono dalle colline e montagne a ridosso della città, quindi stiamo all'erta quando ci sono giornate come queste...sappiamo che se avvenissero straripamenti noi rischieremmo addirittura di venire accerchiati dall'acqua.

Diversi anni fa ci fu un allarme grosso, ricordo che avevamo già portato ai piani superiori di casa nostra le cose di valore che stanno al pianterreno e una buona riserva di scatolame, poi per fortuna tutto rientrò.

Ora mio marito è preoccupato per la frequenza sempre maggiore di queste situazioni ed oggi mi ha proposto di ripensare alla disposizione e al collocamento di certe cose, mobili, oggetti (esempio il computer principale a cui sono collegati in rete gli altri!!!) per lasciare al pianterreno il meno possibile di importante, così in caso di disastro... Mi sembra un' idea saggia.

I miei parenti di Ferrara erano in ansia ieri sera, avevano visto le immagini in TV, così su Facebook ho aperto la chat (che non uso quasi mai, perchè non mi piace e ho sempre i tempi contati) e ho conversato con mia cognata per tranquillizzare e far sapere. Lei ha commentato che certo quest'anno non è stato facile per noi, ne abbiamo avute...manca solo l'invasione di locuste.

Mancherebbe solo l'alluvione! Ho pensato io. E manca ancora un mese alla fine di questo 2012...


il torrente Mugnone ieri sera

 

il torrente Mugnone stamattina

(foto prese da amici su Facebook)

 

 

 
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AMICI

Post n°902 pubblicato il 25 Novembre 2012 da atapo
 

 

GOULASH UNGHERESE

 


 

E' una bella donna alta, con un fisico statuario e un'espressione dolce e decisa al tempo stesso. Di quelle che per strada fanno voltare gli uomini e suscitano invidia nelle donne. Non è giovanissima, ma dimostra meno dell'età reale, che puoi immaginare solo se la guardi da vicino e vedi sul viso qualche inizio di ragnatela di rughe attorno agli occhi. Si chiama N., qualche anno fa è venuta dall'Ungheria a Firenze, città non plus ultra per l'arte, con tante speranze e in tasca una laurea in archeologia, riposta presto nel cassetto per accontentarsi di lavoretti poco definitivi che le permettano di sopravvivere, il massimo dei quali è fare la commessa in un negozio di antiquario. Ha imparato l'italiano a un discreto livello e quattro anni fa, non so per quali strade, forse il passaparola tra amici degli amici, si è presentata al corso di teatro in francese per imparare anche questa lingua.

In quel primo anno preparavamo Rhinocéros di Ionesco, lei era timidissima, io la ricordo sempre seduta in ultima fila a guardare le nostre performances, tra i giochi scenici e le prove, non volle nessuna parte in cui si dovesse parlare e partecipò allo spettacolo solo per la sfilata del finale, mimetizzata in mezzo a tutti noi altri. Dall'anno successivo si inserì pian piano e partecipò con sempre maggior sicurezza: aiutata anche dal suo aspetto fisico e da una gestualità interessante è riuscita a proporre personaggi incisivi e a mostrarsi sempre più a suo agio. Contemporaneamente entrava in confidenza con i componenti del gruppo, soprattutto altre “ragazze” single come lei o con chi abita in centro a Firenze (come lei) e ha tempi liberi per partecipare a manifestazioni culturali. Io non ero certo fra questi, la mia vita è molto diversa, quindi i nostri rapporti non si erano approfonditi in questi anni oltre a pochi scambi di opinioni e commenti nelle ore del corso. Lei riservata, io timida con chi conosco poco... però il suo sguardo sorridente mi ispirava simpatia.

Nel giugno scorso alla festicciola dopo l'ultimo spettacolo notai a un tratto che parlava fitto fitto con mio marito. Non ero certo gelosa, al ritorno a casa lui, dopo i soliti apprezzamenti per l'aspetto esteriore di N. , mi disse che lei gli aveva raccontato della sua enorme timidezza iniziale e di come fosse riuscita a superarla pian piano... col mio aiuto. Io non capivo, non ricordavo di aver fatto nulla in questo senso: lei aveva detto a mio marito che mi apprezzava molto e che aveva preso parecchie volte esempio da me, dal mio modo di fare e di pormi sulla scena. Ecco, io rimasi meravigliata e, lo confesso, anche un po' orgogliosa di questo complimento inaspettato...

Il caso volle che poco tempo dopo io e lei ci ritrovassimo, insieme ad altri, alla festa del 14 luglio e lì parlammo a lungo anche della sua vita personale, di un suo innamorato che lei voleva lasciare, ma non sapeva come fare per non ferirlo, delle sue precedenti esperienze affettive, non positive, del suo soffrire per il difetto di affezionarsi troppo alle persone che le rende difficile il trattarle male e il distaccarsene. Qualcosa di simile a come sono anch'io... Poi nuove occasioni di incontri estivi, a casa di qualcuno e in una serata di letture sceniche a cui ero riuscita a trascinare mio marito... insomma, siamo entrate più in confidenza.

Pareva che dovesse lasciare il gruppo e tornare in Ungheria, la vita qui in Italia non è facile ora. Invece ha ricominciato il teatro con noi anche quest'anno, ma la settimana scorsa ci ha mandato una mail dicendo che fra poco tornerà in Ungheria per due mesi e che prima di partire voleva fare una festicciola con tutti noi, a casa sua, quella casa che deve lasciare e non sa ancora dove abiterà quando tornerà a Firenze.

Così ieri sera ci siamo ritrovati in tanti, perchè il suo carattere gentile ha fatto sì che le siamo tutti affezionati, nel suo mini appartamento e in 26 metri quadrati eravamo in una dozzina del gruppo, più i coniugi/compagni di alcuni di noi, che ormai fanno parte stabile delle rimpatriate extra corso. Anche mio marito è venuto volentieri, si sente abbastanza a suo agio tra questi nuovi amici ed io ne sono contenta perchè così è un po' meno orso, poi il fascino ungherese di N non lascia scampo...

Eravamo italiani provenienti da varie regioni, Francesi e Canadesi, l'italiano e il francese si mescolavano allegramente nelle conversazioni: un bel miscuglio!

Anche sulla tavola: i vini portati da noi ospiti erano italiani e francesi, così come i formaggi, l'insalata mista e le tartine sono universali, nei desserts il castagnaccio stava accanto alla tarte poires-chocolat e a una specie di Sacher... Un'amica che è stata nelle settimane scorse a Grenoble a un convegno su scuola e teatro (avrei dovuto andare con lei, ma eravamo in piena emergenza-suocera) aveva portato le papillottes, una specie di Bacio con annesso fogliettino con indovinelli e freddure, è un dolcetto natalizio francese.

Ma il piatto forte è stato il saporitissimo goulasch, di autentica ricetta ungherese, che N. aveva preparato per farci gustare il piatto tipico del suo paese! Mmmmh! Una meraviglia! Mangiare il goulasch è stato l'unico momento di (relativo) silenzio in questa serata simpatica e allegra, che ha provocato anche qualche colpo sul muro da parte dei vicini di casa... N. alzava le spalle: tanto, fra pochi giorni se ne va!

Ma tutti noi ci contiamo che tornerà...

 

 

 
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BABELE

Post n°901 pubblicato il 22 Novembre 2012 da atapo
 

 

UN BIMBO E UN GATTO

I miei nipotini non sono stati certo precoci nel parlare, anche se in seguito, almeno i primi due, hanno ampiamente recuperato, soprattutto Martino che ora non smette mai di chiacchierare, di chiedere, di raccontare...per la gioia di genitori, nonni ed anche maestre!

Damiano per adesso non è da meno degli altri due, a diciotto mesi dice solo le parole essenziali per la sua sopravvivenza: mamma, nonna (eh eh), pappa e poche altre anche se capisce perfettamente tutti i discorsi e le indicazioni, siano o meno rivolti a lui.

MA...

...Damiano sta mostrando una caratteristica direi originale: ama moltissimo gli animali, disegnati, visti dal vero e in TV, nei peluche, nei burattini e...

riproduce con molta precisione i versi di TUTTI gli animali che “incontra”, imparando immediatamente i nuovi che conosce via via! E non ne sbaglia uno! E non mostra la minima indecisione! Così stare un po' di tempo con lui diventa uno spasso e proporgli di giocare con gli animaletti o di leggere un libro sugli animali è una mossa vincente perchè lui è sempre felice di esibire il suo repertorio.

Ma c'è di più: il suo rapporto col gatto Beto.

Beto non ha mai dato molta confidenza a Martino, tenendo sempre una certa vicinanza, ma di sicurezza, né Martino ha mai mostrato una grande passione per Beto, nemmeno troppa curiosità: una pacifica convivenza tra i due, non molto di più.

Invece con Damiano... quando vado a prenderlo dall'asilo e rientriamo in casa Beto ci corre subito incontro e se fino a poco tempo fa si strusciava per il benvenuto contro le mie gambe, poi si metteva pancia all'aria per reclamare da me coccoli e grattatine, ora le stesse manovre le fa rivolte a Damiano, che non si fa pregare per accarezzarlo e grattarlo con una perizia che nemmeno il miglior gattofilo potrebbe mostrare. Il gatto fa le feste anche a me, ma Damiano pare diventato il suo signore e padrone: lo segue, gli si accoccola vicino allungando anche una zampa a sfiorarlo come per una carezza, a volte non gli toglie di dosso quei due occhioni gialli, ma con uno sguardo adorante che pare dimostri al bimbo una devozione assoluta...

Il nostro Beto, gatto alfa, o gatto stronzo, dal caratteraccio indipendente ed infido, soggiogato da questo bamboccetto grande appena poco più di lui... Una cosa simile non l'avrei mai immaginata!

posizione di chi apprezza una grattatina

lo sguardo adorante di Beto

 
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ULTIME VOLTE

Post n°900 pubblicato il 20 Novembre 2012 da atapo
 

 

QUESTO NOVEMBRE



 

Stasera c'era un tramonto stupendo, con nuvole rosa carico sull'azzurro luminoso del cielo, un quarto di luna brillante già in alto mentre il sole a pelo dell'orizzonte illuminava ancora i tetti, le cime degli alberi ingialliti e il monte verso nord.

Quasi uno spaesamento, non sembrava neppure novembre...

Questo difficile novembre in cui è dominante il grigio, l'umido, qualche brivido di freddo, fuori e dentro di me. Come mi sento autunnale!

E' stato faticoso prima e continua ad esserlo questo tentativo di ricostruzione di una normalità che, chissà, forse non esiste, forse è un'illusione, perchè pare evidente solo la necessità di adattarsi, di resistere, di sopravvivere, di andare avanti scegliendo, cancellando, dimenticando, nell'impegno di esserci, di ascoltare, di dire o non dire, di fare o non fare, di capire i momenti giusti...

Sto ascoltando molto, ultimamente. C'è qualcuno, vicino a me, che sente il bisogno di raccontare e questo è un bene per lui che in altri tempi si arroccava nelle sue certezze pontificando il dovere e il dover essere. Poi ci sono le sue ore del nulla, dello sguardo fisso a qualsiasi telefilm in TV dalla mattina alla sera, delle diecimila cose iniziate e lasciate a mezzo, degli impegni dimenticati o rimandati, del non ascoltare o non rispondere quando gli parlo o gli chiedo, del sostenere a spada tratta: “Ma sì che te l'avevo detto, sei tu che...dimentichi... non fai... non capisci...” E si intravedono scenari non facili anche nei rapporti con altri membri della famiglia per le future, obbligate, decisioni...

Io non piango ai funerali, se ho dentro grandi tristezze ho smesso da anni di piangere in pubblico, ho preso da mia madre questa apparente freddezza e lucidità, ma tengo tutto dentro e ormai piango quasi soltanto di sera o di notte, per conto mio, quando mi sembra che dei fantasmi si agitino per uscire dal mio cuore. Di giorno le mie tristezze compaiono filtrate, perchè ho sempre timore di dare fastidio e che ad altri non interessi un granchè poiché ognuno ha i suoi problemi. Le perdite poi sono fra le cose che mi fanno soffrire di più, in ogni caso. Ho questo difetto: mi affeziono, forse troppo, trovo importanti le persone che incrociano il mio cammino e, fino a che non mi danno prova contraria, vedo in ognuno del buono e amo ciò che ciascuno mi dà. Vorrei che tutto e tutti restassero sempre nel mio mondo.

Sembrano stracciati in mille pezzi quei mesi, oh, ormai quanti mesi fa!, quando ringraziavo il periodo con i nostri amici in vacanza perchè aveva cambiato molto la vita per noi, era sbocciata più leggerezza, più complicità e condivisione, in una parola: eravamo più felici. E speravo di non tornare più indietro, ma le conquiste non sono mai certe una volta per tutte e viene il momento in cui bisogna rimettersi in gioco.

Le cure per questa malattia stanno in qualcosa che mi piaccia, che riempia di positività gli altri momenti della giornata, e, poiché non mi voglio arrendere, mi dò da fare per cercarne. Ci riesco? Non sempre, mi dico che è fisiologico in questo momento e ci aggiungo un FORSE, un NON AVERE FRETTA, un PORTA PAZIENZA.

Ma poi, basta che per caso io ascolti una canzone come questa sotto... qualcosa mi si scioglie dentro e annulla ogni difesa ed ogni cura... ripensando a certe ULTIME VOLTE e a come ci si sente quando ritornano in mente...

(Scusate questo scritto-sfogatoio, ma ogni tanto ci vuole...)


 
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LA BURRASCA...

Post n°899 pubblicato il 17 Novembre 2012 da atapo
 

 

...NON E' FINITA.



 

Che ci fosse qualcosa che non andava ne avevo avuto la sensazione già a inizio agosto quando per alcuni giorni ero stata a fargli da baby sitter. Una strana sensazione che non sapevo nemmeno definire: mi pareva che Riccardo fosse cambiato, fisicamente lo vedevo diverso dagli altri due nipotini, mi dicevo che vedendolo solo ogni tanto forse non ero abituata a lui, che ognuno cresce a modo suo, che ero la solita nonna apprensiva...

Poi andammo al mare insieme, due settimane prima il bimbo aveva avuto un attacco di gastroenterite che sembrava dovuta ad un'indigestione di pasta (tra un capriccio e l'altro mangiava quasi solo pasta!), ma nel periodo in camper tutto era andato per il meglio. Eppure quelle gambette e quei braccini così magri, quella pancia prominente mi inquietavano e avevo chiesto a mio figlio cosa ne pensasse la pediatra. Mio figlio era tranquillo: il “tagliando sanitario” periodico era stato fatto a fine primavera e tutto era a posto. La situazione è precipitata alla ripresa dell'asilo: nuovo attacco di gastroenterite che non guariva mai completamente e le maestre hanno informato che il bimbo era cambiato: più mogio, più stanco, meno partecipe alle proposte... Così sono venuti i sospetti, le ansie, il consulto con la pediatra, le prime analisi del sangue... contemporaneamente mio figlio “indagava” su internet (come tutti facciamo in situazioni simili...) ... visti i risultati poco rassicuranti delle analisi è stata richiesta con urgenza una visita all' ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che ha un reparto specializzato importante a livello regionale...

I sospetti hanno avuto conferma: Riccardo è affetto da celiachia, inoltre in questo momento ha una forte anemia dovuta al mancato assorbimento dei nutrienti già da diverso tempo. E' addirittura calato di peso, cosa preoccupante in un bimbo di due anni e mezzo.

Lui e i suoi familiari dovranno imparare a convivere con cibo senza glutine, accortezze nella preparazione degli alimenti ecc. Ho conosciuto scolari e adulti affetti da questo problema...

Le ansie e le preoccupazioni che avevamo davanti al suo stato di salute che peggiorava ora sono tranquillizzate almeno in parte, perchè sappiamo di che si tratta, però mio figlio e mia nuora devono “metabolizzare” questo responso e trovare serenità per intraprendere la nuova strada che almeno all'inizio avrà frequenti controlli medici, colloqui con specialisti, riorganizzazioni domestiche... verranno seguiti dall'ospedale e da un'associazione specifica.

Avevano appena ritrovato un po' di equilibrio dopo tanti mesi in cui mia nuora era stata prima disoccupata poi impegnata nel bar con orari serali strani...Ora finalmente ha un nuovo lavoro che le piace, ma, ironia della sorte, è...in un panificio!!! Dove Riccardo sarà meglio che d'ora in poi metta piede il meno possibile!

Mi auguro con tutto il cuore che i ragazzi riescano a gestire questo nuovo stress...

E' da qualche giorno che non ci telefoniamo, stasera provvederemo, penso sia meglio chiamarli spesso per non farli sentire soli e per avere la situazione sotto controllo...Timori eccessivi da nonna?

Forse, ma so per certo che la solitudine nei momenti difficili è la cosa peggiore...

 

 
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NOZZE DI...

Post n°898 pubblicato il 11 Novembre 2012 da atapo
 

 

SAN MARTINO

 

Nella nostra parrocchia, dedicata a San Martino, c'è una simpatica usanza: la sera dell' 11 novembre si celebra una messa speciale, dedicata particolarmente alle coppie che in quell'anno celebrano un anniversario “importante” del loro matrimonio. Negli anni scorsi erano invitati chi festeggiava i 25, i 50 anni e oltre...

Quest'anno che San Martino cade di domenica si sono fatte le cose più in grande, anche perchè, vista l'alta percentuale oggi di divorzi, è proprio il caso di rendere onore...a chi ce la fa a resistere!

Allora, oltre ai 25 anni , gli organizzatori hanno deciso di festeggiare anche le coppie dei 40, 45, oltre alle nozze d'oro e ancora più in là.

Io e mio marito siamo rimasti fuori per un soffio, essendo arrivati SOLO ai 39 anni. Però tutti i parrocchiani erano invitati, noi siamo tornati dai nostri impegni Bassano-Bologna appena in tempo per partecipare a questa messa e al pasto successivo tutti insieme nei locali della parrocchia: come erano emozionate queste coppie di vecchietti, con le signore fresche di parrucchiere che, anche se in semplicità, sfoggiavano abiti eleganti e gioielli di famiglia!

I patriarchi erano una coppia sposata da 70 anni, felici e arzilli.

A loro è toccato l'onore di tagliare la torta enorme e al grido di “bacio bacio!” scambiarsi un bel bacio molto fotografato, come ad ogni banchetto di nozze che si rispetti. Forse anche più ricco di quello che fecero 70 anni fa, visto che era periodo di guerra...

Era davvero commovente la loro emozione e il loro cercarsi con gli sguardi e con le mani che si stringevano l'un l'altra... Qualcuno diceva: “Sono sempre insieme, dove vedi lui c'è anche lei, dove vedi lei c'è anche lui”.

Io non li conosco personalmente, pensavo a quante ne avranno viste e passate in 70 anni, a quale segreto di felicità avranno scoperto per essere ancora così...

E sono finiti pure su Facebook, così ho recuperato le foto:

ecco gli sposini

 

un bacio lungo 70 anni

 
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A TUTTI...

Post n°897 pubblicato il 07 Novembre 2012 da atapo
 

 

GRAZIE

 

Vi ringrazio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno scritto dicendomi parole belle e importanti.

Il dolore di questa perdita è un po' attutito dal fatto della sua rapidità, che non ha portato a lei ulteriori sofferenze.

Ci sarà il momento del funerale, doppio anche stavolta perchè pure lei da Bologna andrà nel Veneto dove c'è la tomba della sua famiglia. Stavolta io ci sarò in entrambi i luoghi e per questo, che si unisce ad altre incombenze, avrò impegnato fuori casa questo fine settimana

Ora bisogna ripartire, accantonare la strana vita fatta in questi ultimi mesi e ripartire...come prima?

Non so, non credo, tutte le esperienze lasciano tracce e non siamo più gli stessi. Sembra come dopo una mareggiata quando ti sforzi di raccogliere e riordinare gli oggetti che stanno ancora fluttuando sulle ultime onde di burrasca: qualcosa ritrovi...

qualcosa riacciuffi ma in condizioni tali che è ormai da buttare, seppur con dispiacere...

qualcosa purtroppo è definitivamente scomparso...

Ma c'è sempre la speranza che la burrasca porti in superficie qualche tesoro di cui ignoravi l'esistenza... o che avevi dimenticato...

mareggiata in Bretagna

 
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FINE

Post n°896 pubblicato il 04 Novembre 2012 da atapo
 

 

QUALCOSA DI ROSSO



 

E' finita. Mia suocera se ne è andata oggi pomeriggio.

Stavo in centro a Firenze quando mi ha raggiunto la telefonata di mio marito che era là per tutto il weekend: era il suo turno, insieme ad un altro fratello, per completare le ore di assenza della badante.

Mi sono seduta sulle panchine di piazza Strozzi e non ho trattenuto le lacrime...è stato come quando morì la mia mamma, ormai mi sentivo legata a questa signora, dopo che negli ultimi tre anni i nostri destini si sono avvicinati molto di più che nei quarantacinque anni precedenti...

Mio marito mi ha chiesto consiglio sugli abiti da farle indossare, io gli ho ricordato che lei nel vestirsi amava il colore rosso, soprattutto giacchette e golfini...se ne andrà con qualcosa di rosso.

Ora non c'è più nulla da dire.

 
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