Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

ša c' est tout




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"Una bambina
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"IL POSTO"

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la vita e il rapporto
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Messaggi di Febbraio 2013

OGGI

Post n°933 pubblicato il 26 Febbraio 2013 da atapo
 
Tag: cronaca

 

CHE DIRE ?

 


Che dire oggi, il giorno dopo? Nulla, forse solo che siamo messi male, o forse che siamo messi peggio. E non perchè ha vinto o ha perso questo o quell'altro, ma perchè siamo sprofondati in una palude da cui sarà molto difficile uscire.

L'impegno, la buona volontà...ma di chi? Cosa c'è da aspettarsi?

Io mi sento angosciata: ho figli, ho nipoti... Che futuro si avvicina?

Oggi fuori c'è un bel sole finalmente, ma sembra voglia prenderci in giro perchè sento che molti attorno a me, io compresa, dentro si sentono gelati...

Chi commenta, lo fa con tristezza e preoccupazione, qualcuno sospira.

Sintetizza bene la signora dal giornalaio: “Oggi l'è proprio un brutto giorno...”

 
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BLA BLA BLA

Post n°932 pubblicato il 24 Febbraio 2013 da atapo
 

 

CHIACCHIERE SOTTO LA PIOGGIA

Folon, L'omino della pioggia (a Firenze)

Qualche raggio di sole c'è stato, questa mattina: guardavo incredula la luminosità nella mia camera, dopo così tanti giorni di grigio più chiaro, più scuro, livido, quasi nero. Ma è durato poco, il tempo che in molti, approfittando di questo squarcio, abbiano affollato il seggio elettorale... meglio così!

Ora è di nuovo maltempo, anche qualche tuono, non guardo nemmeno il cielo, ma getto un'occhiata alle grandi pozzanghere davanti casa mia e dalla danza più o meno frenetica delle gocce capisco quanto piove.

I monti qui attorno sono tutti bianchi fino a bassa quota, forse la neve arriva al paese confinante, quello che dall'ultimo piano di casa mia pare di toccare se allungo una mano. E fa freddo, un freddo bagnato che penetra nelle ossa.

Durante la settimana appena finita ho affrontato questo clima perfido per tutti gli impegni a cui non potevo mancare...e ho fatto quasi indigestione di Coryfin C e propoli per contrastare raffreddore e mal di gola, ma qualcosa per contrastare nervosismo e malinconia che mi vengono con un tempo simile... forse deve ancora essere inventato. E' inutile pensare a cose belle...non è più sufficiente dopo tanti giorni scuri! Metereopatica sono!

Ieri e oggi invece sono rimasta “rifugiata” in casa: un momento di sosta, avevo promesso ad un'amica di andare con lei alla presentazione di un libro, poi ho rinunciato, non avevo voglia di affrontare l'acqua una volta di più.

Tanto anche qui in casa ce ne sarebbe da fare! Riordini, innanzitutto. Ma non mi va proprio, sono al rallentatore, leggo i miei copioni, scribacchio, girello su internet cercando cose per i miei Piccoli Principi, leggo e scambio messaggi e conversazioni con amici... ho impastato la pizza che ora sta lievitando: accendere il forno stasera per cuocerla aumenterà il calore in casa...giorni da passare accanto a un caminetto, accanto al proprio amore, in attesa della primavera...

Forse anche il clima elettorale mi mette in tensione: credo che siamo in un momento storico difficile, delicato, di grande incertezza, penso ai problemi irrisolti, spesso per cattiva volontà, incompetenza o peggio. Chi sta in un posto di governo e di responsabilità, dovrebbe innanzitutto chiedere a Dio, se ci crede, o a sé stesso, di avere innanzitutto la saggezza per capire le decisioni da prendere, le scelte migliori da fare per il benessere di coloro per i quali è responsabile. Questo era un pensiero che avevo fisso in mente e un augurio che mi facevo negli anni in cui sono stata responsabile nella mia scuola (una specie di vicepreside) e non era affatto un compito semplice! Era così facile sbagliare...

Oggi, guardando il calendario, ho ricordato esattamente lo stesso giorno di un anno fa: ho dei riferimenti precisi, dei ricordi vivi, delle immagini... Era stato molto diverso, la primavera si sentiva di più nell'aria, la mia ansia di allora era per il debutto, il giorno dopo, dello spettacolo in cui recitavo la parte di una madre della Plaza de Mayo, uno dei personaggi più belli e più intensi che abbia interpretato...

Fra poco avrò il nuovo spettacolo e in questi giorni un altro impegno è stato quello di prepararmi il costume da pagliaccio, aggiustando, aggiungendo, cucendo su ciò che ho trovato nelle bancarelle. Mi manca solo il cappello, ora vado a lavorarci sopra... Non vi dico altro, ho chiacchierato abbastanza per oggi. Questo pagliaccio meriterà forse un post tutto per lui...

 


 
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HAPPY BIRTHDAY

Post n°931 pubblicato il 21 Febbraio 2013 da atapo
 

 

L' ULTIMA TORTA

Questa volta ne avrei fatto volentieri a meno, lo confesso.

Dopo 34 anni (sì, lo ricordo bene quando cominciò...) preparare al compleanno di mio figlio lo stesso tipo di torta, quella che tutti conoscono in famiglia (e anche qui, ne ho parlato negli anni scorsi) col nome di “LA TORTA DI MARCO”... pensavo che la tradizione si potesse anche interrompere, oppure...

… Così tempo fa parlando con mio figlio avevo chiesto: “La vorresti anche quest'anno? Ormai compi 37 anni!”

Perchè no?” mi aveva risposto.

Io gli avevo fatto una proposta quasi alternativa: “ Che ne diresti se il 19, giorno del tuo compleanno, io venissi al mattino a Montelupo a casa tua e insieme a tua moglie preparassimo la torta? Poi ve la mangiate alla sera tra voi, tranquillamente.”

Così la spesa dell'occorrente l'avrebbe fatta lei (purtroppo è di nuovo disoccupata, quindi molto libera...), io in questo periodo ho tutti i pomeriggi impegnati e mi sarebbe stato complicato trovare il tempo per organizzare la spesa, la preparazione a casa mia e la successiva cena tutti insieme. E poi, forse è il momento che la ricetta della famosa torta venga passata in eredità...

Pareva funzionasse, ma presto il programma era cambiato: quel mattino sarebbero venuti mia nuora e Riccardo a casa mia per prepararla da me: poteva funzionare lo stesso, noi due donne lavoravamo, a Riccardo ci avrebbe pensato il nonno.

Nuovo cambio di programma: mio figlio mi ha detto che voleva prendere ferie per festeggiare il suo compleanno e passare una giornata insieme a sua moglie...un po' da piccioncini insomma... e mi ha intenerito così tanto... Va bene, la torta l'avrei preparata io, per la trentaquattresima volta, loro sarebbero solo venuti alla sera, a cena, per mangiarla e festeggiare.

Abbiamo però dovuto spostare il giorno, perchè il 19 mi era proprio impossibile: alla sera avevo le prove, irrinunciabili, per il teatro fino alle ore 20.

Così il tutto è slittato di un giorno: il 20, ieri, quando avevo solo il corso di teatro in francese coi bambini e alle 18,30 ero a casa, anche se già cotta.

Ma...vuoi fare una festa di compleanno in famiglia senza invitare... tutta la famiglia? Ecco allora che si sono aggiunti mia figlia, suo marito, Martino e Damiano.

Visto il lievitare del numero dei commensali e i miei impegni, avevo pensato di far comperare da qualche familiare un quantitativo industriale di pizza e basta (oltre alla torta naturalmente che avrei preparato la mattina). Ma ho il cuore tenero e mi è sembrato triste che Riccardo, con la sua celiachia, dovesse mangiare la pizzetta personale portata da casa sua mentre stavamo tutti insieme, così al mattino, oltre alla torta, ho avviato un menù adatto, che si potesse terminare di cuocere dopo le 18,30: zucca per un risotto, arrosto al latte, zucchine e pomodori in padella... Ed è andata a finire che ho sfacchinato come le altre volte!

E mi sono accorta che le pentole di casa mia cominciano ad essere piccole per queste riunioni familiari in cui ormai tutti mangiano e qualcuno anche molto, bisognerà prendere provvedimenti: girare il risotto che straboccava non era per niente facile!

Naturalmente i tre piccoli moschettieri facevano una grande confusione, fra i giochi, i piccoli dispetti per l'appropriazione dei giocattoli, le gare a chi vuotava per primo il piatto e altre amenità e stravaganze che sanno inventare i bambini sotto i quattro anni, per la gioia di genitori e nonni! C'è stato anche un bisogno “grosso” per cui abbiamo dovuto portare i bagno un po' di giocattoli su un panchettino perchè sembra che questo armamentario favorisca l'espletamento dell'importante compito...

Ma essere nonni è piacevole...perchè le sgridate e le arrabbiature maggiori toccano ai genitori!

Al taglio della torta i bambini non avevano ben chiaro che il festeggiato era un adulto, pensavano che la festa fosse per loro e volevano aprire loro i regali...

Io ho preannunciato che forse sarebbe ora di lasciare in eredità ai miei discendenti la ricetta di questa torta e che dall'anno prossimo se la gestiscano altri... chissà se riuscirò... ma prima o poi bisognerà farlo e si dovranno rasegnare...

Alle 22 tutto era finito: i bimbi devono andare a letto presto perchè al mattino vanno presto all'asilo, anche i grandi non sono abituati a fare le ore piccole. Però i cuccioli sono stati bravi: prima di andare hanno riordinato i giocattoli, rimettendoli nello scatolone. Anche io, nonna, avevo un gran bisogno di riposarmi: però mi ero proprio divertita e ho riso quando Riccardo mi chiamava “nonnina”.

Pare che stavolta non abbiano dimenticato niente a casa mia, ma so che per alcuni giorni continueremo a trovare negli angoli e sotto certi mobili palline colorate, mini macchinine, animaletti di plastica...come succede sempre...

Ecco la torta di quest'anno: ammiratela, potrebbe essere l'ultima !

 


 
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SPORT

Post n°930 pubblicato il 17 Febbraio 2013 da atapo
 

 

UNA DOMENICA DIVERSA

Mio nipote, figlio di mio fratello, quelli che abitano a Ferrara per farli ricordare agli amici lettori affezionati, oltre che sbandieratore per il palio di Ferrara, ha un altro hobby: la scherma. E' iscritto in una società, è abbastanza bravo anche se ha solo 11 anni, da qualche tempo nei fine settimana fa trasferte in varie città italiane per competizioni e campionati. In questo fine settimana è stato a Calenzano, qui vicino a Firenze, per un incontro nazionale a squadre under 14. Mia cognata l'ha accompagnato, insieme ad altri piccoli atleti e all'allenatore.

Vuoi che gli zii fiorentini (cioè io e mio marito) non andassimo a vederlo e a fare il tifo? Non sia mai detto!

Così oggi abbiamo passato quasi tutta la domenica con loro al Palazzetto dello Sport di Calenzano.

 


 

Per me era la prima volta. Lo sport visto dal vero mi affascina molto, forse perchè date le mie condizioni fisiche da ragazzina avevo addirittura l'esonero dall'educazione fisica e invidiavo gli altri...oh, come li invidiavo!

Così seguivo attentamente le mosse, esultavo per i punteggi che aumentavano, ammiravo e dicevo dentro di me “Bello” a certe manovre quasi acrobatiche dei ragazzini, che sembravano volteggiare, agilissimi e senza peso.


 

La scherma è certamente uno sport molto elegante (mio nipote ha scelto la spada, fra le varie specialità), ha quell'aria di cavalleria antica, sembra quasi una danza, conta poco la forza, ma la furbizia e la prontezza di riflessi. Poi ci sono i rituali di saluto iniziale, di saluto finale che danno un senso di rispetto dell'avversario. E ogni gruppo ha i suoi rituali scaramantichi: parole gridate, battute di mani... La squadra di mio nipote ha la mascotte: un peluche del maestro di Kung Fu Panda, tutti lo toccano e gli tirano la barbetta prima della gara e durante gli assalti il peluche viene tenuto bene in vista a guardarli, come fosse uno spettatore portafortuna.

 


 

Mia cognata ci raccontava che ha trovato questo sport veramente molto educativo, l'allenatore è uno studente di filosofia che è un vero educatore, cerca di creare un clima sereno fra i ragazzini, di insegnare a comportarsi lealmente, ad accettare le sconfitte e a mantenere un clima di amicizia e collaborazione fra loro e con gli avversari. Infatti si sono fatti amici già anche con “avversari” di altre città, a forza di incontrarsi. Il tifo si faceva sentire, ma sempre molto corretto e in positivo...Questa società ferrarese portava due squadre in gara: una è stata eliminata presto, ma la seconda vinceva, vinceva sempre...ed era sempre più faticoso battere gli avversari, sempre più forti... Li abbiamo lasciati che erano rimaste fra le otto migliori squadre in gara, ma io e mio marito, dopo tante ore in piedi, non ce la facevamo più.

 

il saluto iniziale



 

Naturalmente io e mia cognata abbiamo approfittato per scattare foto, ma non è per nulla facile! Sempre in movimento, la gente che ti passa davanti nel momento migliore...

Nel salutarli, avevo raccomandato a mia cognata di farmi sapere alla fine il loro piazzamento, non mi telefonava mai ed io pensavo che forse era buon segno, vuol dire che non erano ancora stati eliminati...

L'ho chiamata io poco fa: sono appena rientrati a Ferrara, hanno fatto tardi, la gara per loro è stata lunga perchè... SONO ARRIVATI PRIMI !!!

Magari li potrei anche seguire in qualche altra trasferta...

 
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14 FEBBRAIO, SAN VALENTINO

Post n°929 pubblicato il 15 Febbraio 2013 da atapo
 

 

 

Nei giorni scorsi avrete sentito parlare di questa manifestazione, che si è svolta ieri in TUTTO  IL  MONDO.

E anche a Firenze... e io c'ero!

Mi è sembrato un dovere partecipare, pensando che anche molto vicino a me...

 

 

Era auspicata anche la presenza dei signori uomini, avrebbe voluto accompagnarmi mio marito, ma poi ha detto che era stanco.

"Balla anche per me" mi ha salutato così quando sono uscita di casa, col piumino rosso e il cappello nero, i colori che dovevano essere il segno della manifestazione.



Ballare non mi è stato possibile, eravamo moltissimi e fitti fitti in piazza della Repubblica, ballavano gruppi in varie zone della piazza sulla musica concordata, a tutto volume.

Ma questo vuol dire che la partecipazione è stata grande... ed è la cosa più importante!

 


 

Sono stata contenta di esserci.

 

 
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FRA POCHE ORE

Post n°928 pubblicato il 13 Febbraio 2013 da atapo
 

SAN  VALENTINO

 

C'è chi la ama, c'è chi la odia, questa festa.

Nella scorsa lezione del mio corso serale di teatro, fra gli esercizi di improvvisazione, una ragazza ha tenuto una spassosissima conferenza come presidente del club IOSV, sigla che significa: Io Odio San Valentino”, istruendoci come fare per passare quel giorno inosservati e nell'indifferenza...Che risate!

Ma parlare (e pensare) d'amore non è mai tempo perso e non c'è bisogno di un giorno speciale per farlo.

A me piace la tradizione anglosassone di includere in questa ricorrenza anche quella bella forma d'amore che è l'amicizia e mi piacerebbe mandare un pensiero a tutti gli amici...e forse è per questo che ora sto qui a scrivere...

Ma poi c'è l'AMORE, che sta un gradino più in su.

Amore che nasce, che ti cambia la vita, che TI cambia, che cambia lui stesso a volte a tal punto che stenti a riconoscerlo,

amore che entra in ogni cellula del tuo essere, se ne impadronisce e ti riscalda fino a bruciare ,

amore che sembra svanire, allontanarsi, diventare irriconoscibile e a stento ne resta una fiammella sfocata... e arrivi a chiederti se vale la pena si riattizzarla,

amore che ti rende felice, amore che ti delude,

amore che ti viene facile, amore che ti è difficile, ma da cui non riesci a staccarti,

amore che cerchi, che insegui, che desideri,

amore che arriva inaspettato e sconvolgente quando non ci pensi più.

Non ce n'è uno uguale all'altro, nella vita di ogni persona, in ogni tempo, ma qualcosa li accomuna tutti e...

...ogni amore potrebbe diventare...una storia d'amore, a saperla scrivere, e avrebbe dei lettori perchè ognuno ci ritroverebbe qualcosa delle sue proprie storie.

 


 

Per questo sentiamo vicino a noi anche un innamorato di tanti secoli fa che scriveva:

“...Dammi mille baci, poi cento

poi altri mille, poi ancora cento

poi altri mille, poi cento ancora.

Quindi, quando saremo stanchi di contarli,

continueremo a baciarci senza pensarci,

per non spaventarci e perché nessuno,

nessuno dei tanti che ci invidiano,

possa farci del male sapendo che si può,

coi baci, essere tanto felici.” Catullo

 

E la scrivo in questo biglietto di auguri

che vi mando insieme a un abbraccio e

a un affettuoso bacio di San Valentino...

che tutti abbiate qualcuno da amare...

che tutti abbiate qualcuno che vi ama!

 



 
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NINOS DE TERRACOTA

Post n°927 pubblicato il 12 Febbraio 2013 da atapo
 
Tag: viaggi

"CAMINOS"

 

Ho trovato questo video che parla della preparazione di quella strana opera di scultura che ho visto a Fuerteventura. Mi pare che altri lettori ne siano rimasti colpiti, anche solo vedendo le mie piccole foto.

Ecco allora qualche cosa di più...e credo che l'intenzione dell'artista fosse tutt'altro che inquietante!

Alla fine nel video c'è la spiegazione dell'opera: è in spagnolo, ma mi pare abbastanza comprensibile.


 
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ORA

Post n°926 pubblicato il 11 Febbraio 2013 da atapo

 

E INTANTO

 

sole sull'ibisco, a Fuerte

 

E intanto è già febbraio, pienamente.

Febbraio, il mese della febbre, dicevamo quando insegnavo, perchè le malattie stagionali mietevano vittime numerose nelle classi e ci rovinavano spesso le feste di Carnevale. Ora sono i nipotini ad ammalarsi e la necessità di ore di baby sitter straordinarie, improvvise ed impreviste.

Eccomi dunque rientrata nel qui e ora, nei doveri e negli impegni.

Ho cercato di farlo pian piano, ho dilazionato la ripresa della piscina e del corso di teatro serale, ma dalla settimana scorsa sono tornata a regime, con le abitudini e gli imprevisti.

Devo chiudere a chiave certi cassetti nel mio cuore ed accettare che si incasellino di nuovo uno dopo l'altro i giorni di routine: scorrono silenziosi e senza storia, quasi senza che me ne accorga, mentre il calendario fa sperare che timidamente un germoglio di primavera stia lievitando fuori e dentro di me, quando mi soffermo ad ascoltare i primi timidi canti d'amore dei merli, nelle giornate di sole ancora gelide.

Oggi però qui sta nevicando...

 
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FUERTE 5

Post n°925 pubblicato il 07 Febbraio 2013 da atapo
 

 

LE BELLE STATUINE

Ogni città in giro per il mondo ha i suoi monumenti: di solito dedicati a personaggi importanti, o a qualche vittoria, o agli eroi caduti in qualche guerra... e troneggiano in mezzo alle piazze, in alto, bene in vista...

Anche a Fuerte ci sono sculture, ma lo “stile” mi è sembrato parecchio differente.

Ci fu un poeta spagnolo, Miguel de Unamuno, che nel 1924 per le sue idee filosofiche e politiche fu esiliato a Fuerteventura e lì rimase fino alla morte, conoscendo e amando profondamente l'isola e i suoi abitanti: ha il suo monumento, è il suo ritratto a grandezza reale collocato...sul marciapiede di fronte a casa sua (che ora è diventata casa-museo). Molti si mettono di fianco alla statua, fingono di leggere sul libro che tiene aperto tra le mani e... si fanno fotografare così, come amici del poeta!

 


 

Per le strade di Fuerte si incontrano vari personaggi di bronzo o di pietra, tutti più o meno a grandezza naturale, rappresentano spesso le attività tipiche dell'isola, non sono personaggi famosi, ma ugualmente importanti perchè parlano del lavoro, della vita delle persone comuni...e questo in realtà è importante. Quasi sempre accanto hanno un pannello di spiegazioni.

la venditrice di patate

 

il portatore d'acqua a domicilio (el aguador)

 

el pescador de viejas (la vieja è un pesce locale, molto consumato...e molto buono)

 

accanto ai pescatori di pietra


Le capre, gli animali più celebri dell'isola, meritano un monumento, e ce n'è più d'uno in giro.

 


 

Anche il cane da pastore, una razza tipica locale, insieme al suo padrone, ha il suo bel monumento in una landa desolata, giusto dove pascolano le loro capre...

 


 

Poi ci sono sculture che rappresentano, diciamo, idee, per esempio:

 


l'emigrazione

 

 

 

queste enormi conchiglie in riva all'oceano a Puerto del Rosario

simboleggiano il vincolo che questa città ha col mare

 

 

secondo voi queste bambine in un giardino pubblico che significato possono avere?

Una simpaticissima scultura si trova al centro di una rotonda, in mezzo all'incrocio. Il traffico scarso ci ha permesso di osservarla da vicino:

 


Sarebbe la classe ideale per una maestra (deformazione professionale) così fermi, così zitti...

Camminando in mezzo a questi bimbi si scoprono i dettagli e...sorpresa! Non ce n'è uno uguale all'altro, nei tratti dei visetti, nelle pettinature, nelle espressioni, nei vestiti, perfino nelle scarpine...mi hanno fatto così tenerezza...


Ma cosa staranno guardando tutti rivolti così verso l'alto? L'arrivo di un'astronave? Una stella cometa? Non so, eravamo così colpiti da tutto l'insieme che ci siamo dimenticati di leggere le spiegazioni!

In una vasta zona pianeggiante e ventosa in riva all'oceano e vicina ad un faro visitato dai turisti c'è questa enorme distesa di “torri” fatte con i sassi messi in equilibrio.

Già ne avevamo viste alcune qua e là nelle zone aride dei pascoli dove probabilmente sono segnali in un linguaggio dei pastori, ma mai così tante tutte insieme... Abbiamo pensato che lì fossero un po' come i chiavistelli a Roma: una traccia dei turisti, un augurio per ritornare, un “acchiappafortuna” se la costruzione di sassi in bilico resiste alla forza del vento...

Per non essere da meno, ne abbiamo costruita una anche noi...quando ritorneremo laggiù cercheremo se è ancora in piedi!

Una sera al tramonto, in mezzo alle montagne, su un valico, ecco ci sono apparse le uniche due sculture enormi viste in questa vacanza: due fieri guerrieri Guanci, in tutta la loro bellezza e fierezza, noi gli arrivavamo alle ginocchia! E le ombre della sera aggiungevano fascino ai due guardiani dell'isola, venuti dai tempi lontani di una storia allora alle sue origini...


Con questi due prestanti personaggi termino il mio racconto-ricordo di un viaggio in un'isola stupenda...

 
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FUERTE 4

Post n°924 pubblicato il 04 Febbraio 2013 da atapo
 

 

DEGLI UOMINI

Dopo le belle immagini del mare nel post precedente avrei anche potuto chiudere l'argomento, e chiuderlo in bellezza, ma alcune considerazioni lette nei commenti mi invitano a raccontarvi ancora qualche cosa... Qualche notizia sulla montagna sacra di Tindaya potete trovarla anche in rete, sulle sue pietre sono state ritrovate incisioni di piedi stilizzati che si presumono rituali, già nella preistoria l'isola era abitata da gruppi provenienti senz'altro dall'Africa. Ho già parlato di scavi archeologici e di ritrovamenti. Si sa che l'isola era divisa in due regni, uno al nord e uno al sud, separati da un muro. L'arrivo degli Europei fu dapprima con viaggi casuali alla ricerca di schiavi, poi dall'inizio del xv secolo con una vera e propria conquista, Il primo che proclamò di prendere possesso di Fuerte fu un francese, Jean de Bethencourt, dipendente del re di Castiglia. Egli fondò la prima capitale, Betancuria, oggi una graziosa cittadina in un'oasi tra i monti.

Betancuria

All'inizio le città furono costruite nell'interno, nonostante l'ambiente poco ospitale, a causa dei pirati che spadroneggiavano lungo le coste. L'agricoltura è testimoniata ancora oggi dai tanti mulini che sfruttano il vento, di due tipi diversi: il mulino (maschio, in pietra), la mulina (femmina, in legno).

la mulina

Le capre che vanno dappertutto sono allevate quasi sempre in modo libero e naturale e danno latte per formaggi squisiti e molto profumati. Si sfruttava il sale dalle saline e le rocce calcaree trattate nei forni a calce.


forni da calce

La gente però ha continuato ad essere povera, ora l'avvento del turismo è una vera risorsa, c'è solo da sperare che sia controllata e contenuta in modo da non fare scempio delle bellezze naturali.


zona turistica


Ho già parlato delle piste mantenute e controllate, nelle città le case non sono mai troppo alte e l'ambiente urbano è quasi sempre gradevole, tranquillo e armonico. Puerto del Rosario è la capitale, ha circa 40 mila abitanti, ci sono altre cittadine sia sulle coste sia nell'interno, tutte dai colori bianco e pastello, con l'aria un po' sorniona e di vita serena, dove non manca niente del necessario senza essere soffocati dal superfluo, immerse nel verde di giardini pubblici e privati punteggiato dai bellissimi fiori dei paesi caldi.


Puerto del Rosario


La Oliva

Poi si arriva anche a piccolissime frazioni, una ventina di casette, che si affacciano sulle spiagge dopo un tortuoso giro lungo le piste: lì però non manca mai almeno un ristorante di pesce...e che pesce!

Las Playtas


E a prezzi irrisori! Così come nell'interno non si può fare a meno di gustare in qualche ristorante i piatti a base di capra o capretto...



E dappertutto il gofio, anche nei dolci, e la marmellata di cactus...



sbucciare i cactus


La casa più inquietante di Fuerte è questa: casa Winter.



Nel sud, costruita a mezza costa in una delle zone più selvagge dell'isola, ci si arriva solo con una difficile pista, vi abitò un ingegnere tedesco, Gustave Winter, filonazista e amico del generale Franco. Si dice che fosse una base d'appoggio per i criminali di guerra nazisti che fuggirono in America del sud.

In quella zona di Fuerte oggi ci vanno moltissimi turisti tedeschi e il tedesco è la seconda lingua dappertutto dopo lo spagnolo, così come altre zone, come quella dove abitavo io, sono state “colonizzate” dai turisti inglesi e tutto sa molto di “anglosassone” .

I numerosissimi gatti randagi presenti nell'isola di randagio non hanno proprio nulla: ben pasciuti, dal pelo lucido, affettuosissimi...Sono nutriti, vezzeggiati e coccolati da questi turisti che hanno un affetto intenso verso gli animali : ne ho trovato uno perfino a dormicchiare tra gli oggetti in vendita in una vetrina (di un inglese, naturalmente).



Ho un'ultima cosa da raccontare, che merita un post tutto suo...

 

 
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FUERTE 3

Post n°923 pubblicato il 01 Febbraio 2013 da atapo
 

 

I COLORI DEL MARE

 

“Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.”

(Charles Baudelaire, L'uomo e il mare )

 

Io amo moltissimo il mare, chi mi segue da tempo lo sa: perderei ore a contemplarlo, a chi (molto vicino a me) mi obbietta: “Ma è solo un po' di azzurro o di blu, così monotono, dopo un po' che noia!” non ribatto nemmeno...tanto è inutile...

Un'isola è circondata dal mare, è il mio regno, posso sognare e desiderare di essere la principessa di un' Itaca da esplorare in lungo e in largo per giungere sempre, alla fine dei miei giri, davanti al mare e lì riposarmi guardandolo, e intanto esploro dentro di me i desideri, i rimpianti, accompagnata e cullata dal movimento e dalla canzone delle onde, dai loro colori e dai loro riflessi...

A Fuerteventura è stato così: il mare era un amico e un protagonista principale della mia vacanza. Lo vedi quasi sempre: anche nelle escursioni tra le montagne all'improvviso ti appare come un triangolo blu fra due cime, o una striscia in contrasto col cielo vista da un altopiano spesso bordata dalla sottile linea bianca e brillante delle onde che si rompono sulla costa. Poi, da certi punti in alto, o sui promontori ventosi dove svettano i fari senti veramente l'emozione della vastità e della potenza dell'Oceano.

 


Ma presto ho capito laggiù quanto fosse difficile fermare con uno scatto fotografico tutta quella bellezza! Avrei voluto che quell'emozione potesse restare nelle immagini, ma avrei dovuto essere un artista dell'obiettivo! Scatti su scatti... il mare è un personaggio difficile da mettere in posa, quasi impossibile, me ne sono resa conto! Ho fatto il possibile...ho ottenuto solo un riflesso di ciò che ho visto realmente...o di ciò che hanno visto le mie emozioni...

 


 

Dicono che Fuerte abbia le spiagge più belle di tutte le isole Canarie. Per quanto ho potuto visitare di questo arcipelago, sono d'accordo.

Ci sono spiagge di tutti i tipi (perfino spiagge fossili), di tutte le dimensioni, caratteristiche, colori a seconda dell'origine della sabbia o dei ciottoli: ognuno può scegliere la preferita su cui sdraiarsi a prendere il sole, spesso al riparo dei mucchi di pietre messe apposta a semicerchio per proteggersi dal vento. E così quasi tutte le nostre esplorazioni in lungo e in largo nell'isola si concludevano o prevedevano soste “adeguate” su qualche spiaggia.

Forse la più famosa è a nord, quella delle dune di Corralejo, vari chilometri di vero deserto che si “tuffa” direttamente nel mare, ma le più ampie e belle si trovano a sud, sulla costa rivolta a est. Sono le spiagge di Sotavento, 20 chilometri di sabbie chiarissime e lagune salmastre.

 

colori dalle dune

 

sabbie fossili

 

spiaggia sotto casa, a La Caleta

 

playa Blanca, a Puerto del Rosario

 

playa Chica, in centro città a Puerto del Rosario

 

playa Los Molinos

 

playa de los Ojos

 

il surf alla spiaggia di Gran Tarajal

 

Sotavento

 

Un giorno siamo stati in un punto imprecisato di questi 20 chilometri, coi panini per il pic-nic e i costumi nello zaino: il sole scottava e ci siamo seduti dentro un boschetto di palme e alberi del pepe, vedevamo l'oceano laggiù in fondo, lontano...

 

ma la marea è risalita rapidamente e dopo poco ci siamo ritrovati così:


un mondo tutto diverso, con i ragazzi che facevano kite-surf nella laguna che si era formata. Noi camminavamo in questa laguna con l'acqua che arrivava alle ginocchia, tra cespugli semi-sommersi e piccoli branchi di pesci che fuggivano davanti ai nostri passi.

 


albero del pepe

 

Un altro giorno proseguendo dopo Sotavento con pic nic e costume nello zaino, siamo “approdati” alla piccola spiaggia di Juan Gomez, citata nella guida come poco ventosa.


 

Effettivamente si stava molto bene, la giornata era bella, il sole caldo ma leggermente velato quindi non scottava troppo, l'oceano era abbastanza calmo e... l'acqua non troppo fredda! E allora...vai! Io e la mia amica ci siamo tuffate nell'oceano per un bel bagno, fresco e piacevole! E abbiamo voluto che i consorti, più freddolosi di noi, ci eternassero dalla riva.



Ma il fascino più grande del mare è al momento del tramonto, anche se questo spettacolo a Fuerte non raggiunge la maestosità che a Tenerife. Non sempre potevo ammirarlo: l'hotel era sulla costa est, nei nostri giri spesso a quell'ora eravamo tra i monti sulla via del ritorno, ma qualche volta abbiamo proprio voluto aspettarlo in riva al mare... e con questi tramonti vi lascio...

 


 

 
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