Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

NOVEMBRE


 
 E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.
E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.
Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe.
Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare
.

E. Borches
 

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Messaggi di Luglio 2014

SPARITA

Post n°1136 pubblicato il 30 Luglio 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

CI  RISIAMO

non è stata un' ennesima innovazione finita male, tentata da mio marito esperto informatico,

non è stato un altro cambio di gestore telefonico che non va a buon fine...

...ma due operai sono andati a lavorare attorno alla cabina telefonica che ho sotto casa mia, mio marito li ha intercettati vicino alla cassetta con tutti i fili, contatti ecc... e gli ha chiesto, scherzando ma non troppo: "Non è che poi ci combinate qualcosa a noi utenti normali?"

"Nooooo! Ma che dice!"

Però quando gli operai se ne sono andati sono rimasti fili penzolanti e... è sparito il nostro collegamento telefonico!!!

Per Contattare il servizio guasti tramite cellulare ci abbiamo messo una giornata, finalmente ci hanno risposto e aperto la pratica... da contratto ci vorranno circa tre giorni per il ripristino...

Insomma, non mi resta che salutarvi e augurarvi buon weekend, da questo collegamento volante cellulare-portatile del marito!

In compenso avrò la casa pulita e abbasserò la pila di roba da stirare... GRRR!

 

 
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PROBLEMI EDILIZI

Post n°1135 pubblicato il 27 Luglio 2014 da atapo
 

 

CERCO CASA

 


 

Dopo il primo fallimento, vedi post del 9 luglio, molti altri annunci di case in vendita scorrevano sugli schermi dei nostri computers. In un certo senso ci eravamo divisi i compiti: io avevo linkato indirizzi di agenzie ed esaminavo proposte soprattutto in quel paese confinante con Firenze che a me piace molto (aria buona, ottimi servizi e collegamenti), mio marito quelle nella zona vicina a dove abitiamo ora.

E abbiamo cominciato le telefonate, gli appuntamenti e le visite... Entrare realmente in una casa è tutto diverso da vederne alcune foto, magari anche scattate male o di particolari insignificanti: ci stiamo facendo proprio una cultura edilizia!

Abbiamo visitato casette graziose, ma con ambienti minuscoli, con scale strettissime o con subdoli gradini per entrare in ogni stanza, mentre a causa dei nostri problemi fisici vorremmo eliminare le barriere architettoniche. In certe case veniva chiamato giardino uno squallido spazio esterno, magari sconnesso, che richiamava l'ora d'aria dei carcerati. In alcune il riscaldamento era inesistente, abbiamo scoperto l'esistenza di ruderi veri e propri in cui la soluzione più saggia era abbattere tutto e ricostruire daccapo! Nei piani superiori venivano spacciate come stanze delle soffitte senza l'altezza obbligatoria per l'abitabilità.

Una casetta che sulla carta sembrava l'ideale era esposta soltanto verso nord, ad est e a ovest era “coperta” da enormi palazzi: gli attuali proprietari dicono che d'estate è freschissima, ci credo!!! Non hanno detto però quanto si spende per il riscaldamento d'inverno... Io sull'esposizione sono molto pignola, è un retaggio di quando alle scuole medie studiando economia domestica rimasi colpita dai vantaggi di una buona esposizione e nelle case in cui ho abitato ho constatato che l'esposizione fa davvero la differenza.

Scoprivamo che sempre ci sarebbe toccato fare interventi di ristrutturazione nelle case di una certa età, allora abbiamo rivolto le ricerche anche ad edifici nuovi o ancora in progetto e lì abbiamo fatto una scoperta inaspettata: la nostra zona è considerata alluvionale, quindi i più recenti regolamenti edilizi prevedono che nelle nuove costruzioni il piano più basso (il pianterreno per intenderci) sia destinato solo a garage e non abitabile. Ma poiché siamo in Italia e fatta la legge si fa subito l'inganno ecco che ci hanno offerto dei terratetto in cui al pianterreno c'erano strane stanze, con porte finestre larghissime (tipo porta da garage...) e finestre di forma strana: il costruttore ci diceva che aveva approntato tutto per poterle adibire a cucina e soggiorno, anche se sulla carta quegli ambienti sarebbero stati dichiarati garage non abitabili. Perfetto! Così semmai ci fosse un controllo uno si ritroverà a pagare multe, senza mezza casa ma con garage enormi! A noi questi imbrogli proprio non vanno.

Oppure, con soluzioni fantasiose ed ardite, erano progettati giardini in salita o terrazzati, pieni di scale per raggiungere l'altezza legale per le stanze abitabili: erano anche belli, ma per niente adatti a noi.

Poi, anche nelle case nuove, stanze sempre piccolissime! A me piangeva il cuore pensando alla strage di mobili, suppellettili e ricordi che rischiavamo di dover fare... Anche mio marito, nonostante continuasse a dire “Così finalmente sarai costretta a buttare molta della tua roba inutile”, capiva che non solo io avrei dovuto sacrificarmi...

Nel frattempo, come temevo, mio marito diventava sempre più pignolo nei suoi desideri: arricciava il naso davanti a ogni proposta che trovavo io, mentre le sue le teneva in grande considerazione, finché è arrivato a dirmi che l'idea del paese vicino a Firenze non gli andava proprio, che voleva restare nella zona in cui abitiamo ora, perché... “tu hai amici dappertutto, io conosco solo persone qui attorno a casa”(traduci: lui conosce e frequenta solo gente della parrocchia).

Inoltre ha dichiarato che assolutamente vuole un giardino, non si sarebbe accontentato di una terrazza. Voglio vedere poi chi si occuperà del giardino, data la sua pigrizia e i problemi fisici di entrambi... Allora io ho rallentato le mie ricerche, che se la sbrigasse un po' da solo, ma senza mai tralasciare di accompagnarlo nelle ispezioni dal vivo...

Inoltre ci sono anche gli aerei da tenere in considerazione: il nostro quartiere non è solo alluvionale, ma anche... aeroportuale e il problema degli aerei che ti passano sulla testa è importante in molte strade della zona, come avevamo immediatamente capito alla prima casa adocchiata.

Insomma, trovare una nuova casa adatta a noi, con tutte queste esigenze e un budget contenuto, diventa sempre più complicato... avremo un colpo di fortuna?

 
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BLOG FLORILEGIO

Post n°1134 pubblicato il 25 Luglio 2014 da atapo
 
Tag: viaggi

 


Oggi vi invito...

... quasi a casa mia. Voglio dire: venite a Firenze!

Non è certamente necessario il mio suggerimento, in questi giorni poi quando vado in centro vengo "sommersa" dai turisti e non è sempre facile nè vivibile per gli abitanti normali ...

Anche se in fondo mi piace quando qualche viaggiatore più o meno sperduto mi chiede informazioni ed io mi sento contenta se riesco ad aiutarlo.

Ma dopo aver fatto indigestioni di monumenti e musei cosa si può fare ancora a Firenze?

Ecco, questo blog offre molte proposte aggiornate e quasi quotidiane, oltre che, naturalmente, dare le indicazioni classiche che si potrebbero trovare nelle guide tradizionali.

Naturalmente è utile anche a chi Firenze la abita tutti i giorni dell'anno: un ristorantino sfizioso, una seratina estiva ad un concerto o ad uno spettacolo all'aperto...

A me, neppure questo riesce a fare in questa estate maligna: i problemi di salute in famiglia, uniti al tempaccio bizzarro ci fanno passare in casa le serate. E allora, che io possa sbizzarrirmi a leggere e a sognare...

 
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VIVA GLI SPOSI

Post n°1133 pubblicato il 21 Luglio 2014 da atapo
 

 

IL MATRIMONIO PERFETTO

Non vi darò nessuna ricetta per...

Magari ce l'avessi!

Ieri pomeriggio festa di nozze: si è sposata la figlia della famiglia perfetta, di cui talvolta ho raccontato anche qui, soprattutto a causa di certe cene...

Il figlio si era sposato due anni fa, ora lei e... basta: vedremo se ai genitori verrà la “sindrome del nido vuoto”, ma non credo, con tutti gli impegni che hanno, inoltre il figlio abita a due strade di distanza, la figlia sulla stessa strada tre numeri civici più in là della casa paterna, quindi credo che le frequentazioni saranno abbastanza assidue...

Considerando che questa ragazza ci ha nominati “zii”, la nostra presenza al matrimonio per lei è stata importante e ha messo un po' in crisi mio marito che voleva scriverle un biglietto d'auguri... ispirato, ma fino a pochi giorni fa non trovava abbastanza ispirazione.

Stavolta ero un po' emozionata anch'io: conosciamo la sposa da quando era piccola, mio marito l'ha seguita in parrocchia nei gruppi di formazione che ancora adesso si ritrovano periodicamente tra giovani-adulti, io le ho passato diverse volte consigli e materiali di lavoro durante i suoi studi universitari in Scienza della Formazione ed ora nelle sue attività di lavoro (ancora precario, naturalmente).

La mia emozione aveva anche un altro motivo: lo sposo è stato mio scolaro, molti anni fa. Ho avuto la sua classe per tre anni, gli insegnavo il francese e in quinta anche la storia, per una di quelle suddivisioni sperimentali di materie che si facevano per far funzionare gli incastri terribili di orario nelle sezioni a moduli. Ho un bel ricordo di quel gruppo e del lavoro svolto con loro, erano vivaci, ma volonterosi, lui era uno dei più tranquilli. Ritrovarci dopo tanti anni è stata una bella sorpresa e mi fa sentire ancora più cara questa giovane coppia.

Naturalmente il matrimonio è stato PERFETTO, il cielo minacciava pioggia ma ci ha spruzzato solo poche gocce, il minimo indispensabile per poter dire “sposa bagnata, sposa fortunata”.

Dopo la messa il ricevimento è stato in una villa rinascimentale trasformata in ristorante nel Mugello, un po' lontano, ma la location, come si dice ora, era strepitosa: dal prato attorniato da grandi conifere si vede il panorama su tutta la vallata, onde di monti, campi, boschi e prati: nuvoloni scuri passavano ogni tanto, ma ci hanno graziati e ad un tratto si è formato nel cielo un bellissimo arcobaleno doppio. Poco dopo il sole è tramontato, la festa è continuata fino a tarda notte, tra la cena, gli scherzi e le danze. La moglie del figlio-perfetto, che è uruguaiana, è riuscita a trascinarmi in una danza più o meno caraibica, cosa che non avveniva da più di quarant'anni! E sono arrivata in fondo, nonostante i tacchi alti...

In tema di perfezione, il fotografo ufficiale ha ottenuto la sua foto perfetta: racconta che aveva già finito di scattare il servizio concordato nel parco di Pratolino e stavano avvicinandosi alla villa del ricevimento, quando è comparso quel bellissimo arcobaleno doppio. Ispirazione... ha fermato l'auto lungo la strada e ha messo in posa i due sposi in mezzo a un campo, ecco il risultato...

 


Non è una meraviglia?

 

 
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BLOG FLORILEGIO

Post n°1132 pubblicato il 18 Luglio 2014 da atapo
 

 

PER RIMANERE IN TEMA

Poichè negli ultimi post ho parlato di narrazioni e di scrittura creativa, rimango in tema (e per ora lo concludo, questo tema) col blog che voglio presentare oggi.

Si chiama AFORITMI, è di un certo Roby Ragazzo che così si descrive:

"Laureato in Economia in una vita precedente, Marketing Manager di giorno, batterista di notte e scassinatore di parole quando capita. Aforitmi, calembours e racconti brevi."

 


 

Come ha fatto la mia vita (di blogger) ad incrociarsi con la sua? Lui fa parte, come me, del gruppo di narratori e aspiranti tali che su facebook si scambiano settimanalmente le loro piccole composizioni, quando ho scoperto che tiene anche un blog sono stata molto curiosa di esplorarlo. Nel blog inserisce i suoi racconti, non li ho ancora letti tutti, ma quelli che ho letto mi sono piaciuti, ci sono anche alcune sezioni con i raccontini brevi che ha già pubblicato nel gruppo di facebook.

Dunque ve lo faccio conoscere volentieri, potrete aggiungere le sue storie alle vostre letture estive...

 
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NUOVE AMICIZIE

Post n°1131 pubblicato il 16 Luglio 2014 da atapo
 

LA  SIMO

 

 

 

L'amica che avrebbe voluto venire a Bologna insieme a me fa parte delle mie nuove conoscenze dovute al teatro. Ha tre anni più di me, ma a vederla non si direbbe proprio: piccola, minuta, ha lunghissimi capelli a volte sistemati in fogge strane, è sempre truccata e abbigliata spesso in maniera originale e senz'altro più giovanile di quanto si possa immaginare per una signora della sua età. Certo, a guardarla da vicino le rughe ci sono, è di quelle persone che dall'aspetto dimostrano un'età veramente indefinibile. Ci conosciamo dal primo anno del teatro in francese, per lei allora era una lingua abbastanza sconosciuta, ma si è impegnata da subito a studiarla proprio approfondendo gli spunti e le proposte del regista ed ora è molto migliorata. Non ha mai avuto timore di "lanciarsi" a parlare in francese, anche con errori buffi e chiedendo sempre aiuto quando non capiva e questo è stato fondamentale.

Più che il francese lei però ama il teatro, ama recitare: l'ho scoperto man mano che la nostra conoscenza si approfondiva, perchè oltre a partecipare con me ad altri spettacoli in italiano faceva (e fa) anche rappresentazioni e letture sceniche con altri gruppi. Mi sono resa conto che è "dentro" un sacco di associazioni e di iniziative culturali, che conosce un sacco di gente a Firenze. Può gestire le sue giornate liberamente, non ha marito e ha un figlio ormai adulto, e di carattere è proprio così: piena di curiosità e di interessi, molto socievole e disponibile, anche se quando qualcosa non le va giù non ci pensa due volte a fare le sue rimostranze anche in modo sostenuto.

All'inizio mi sembrava un po' strana, direi che è stata lei ad avvicinarmi, io sono sempre così timida, ma più la conosco e più l'apprezzo. Pian piano ci siamo scoperte ad avere interessi in comune, anche se magari lei li ha seguiti in modo molto diverso da me: per esempio entrambe amiamo la natura e i viaggi, lei però ha viaggiato molto più di me ed in modo più avventuroso, continua a fare lunghe camminate con gruppi di trekking (cosa a me proibitissima), fu podista e marciatrice (ha fatto varie maratone e ha vinto due volte la maratona del Passatore). Ci siamo scoperte la stessa passione per la letteratura e la scrittura creativa, lei ora segue i corsi di questo tipo all'università dell'età libera, mi racconta cosa fanno e mi fa leggere i racconti che scrive come compito. Segue con interesse ciò che scrivo io in quel gruppo su Facebook, ma non vi partecipa perchè dice che non riuscirebbe. Quest'anno ha frequentato anche lei il corso al teatro delle Spiagge, il primo corso, ne era stata attratta proprio da ciò che le avevo raccontato della mia esperienza dell'anno scorso e dalla riuscita del nostro spettacolo su Woody Allen.

E' una persona che si impegna sempre molto seriamente in ciò che fa, per questo mi piace e la mia stima per lei è andata aumentando nel tempo.

L'ultima sua impresa è stata di... stampare un libro! Ha seguito un corso sulla scrittura autobiografica, dove l'insegnante ha proposto che ognuno stampasse i suoi elaborati attraverso il sito "ilmiolibro.it" : naturalmente lei ci ha provato, mi raccontava le sue peripezie informatiche dentro a quel sito, mi chiedeva anche consigli... e alla fine ce l'ha fatta! Ne ha stampate un po' di copie che sta regalando agli amici. Una è anche per me, ho appena finito di leggerla e la metto nel box qui accanto, tra gli ultimi libri letti. Ha un titolo che parrebbe un po' provocatorio, in realtà allude solo alla sua grandissima passione per la corsa...

E' stata una lettura piacevole, anche se naturalmente non è una prosa da Nobel, ma soprattutto è stato sorprendente scoprire quanto abbia avuto una vita ricca, avventurosa e... molto diversa dalla mia: abbiamo vissuto più o meno negli stessi anni, ma quanta differenza di esperienze! E leggere queste grandi diversità mi intriga... Penso così di averla conosciuta meglio, in fondo non è che ci siamo frequentate molto al di fuori degli incontri per il teatro e attraverso la sua autobiografia mi è diventata ancora più simpatica...

Le ho suggerito di metterlo in vendita il suo libro, attraverso il sito, almeno potrebbe guadagnarci qualcosa, se lo farà io ne comprerò subito una copia per donarla ad un'altra mia amica che ama... le vite avventurose.

Ora ci è venuta in mente un'idea... che chissà se riusciremo a concretizzare insieme... ma non dico nulla, per scaramanzia!

 
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IL COMPITO

Post n°1130 pubblicato il 13 Luglio 2014 da atapo
 

 

SCRITTURA CREATIVA

 

Il vecchio e il mare

 

Ieri sono stata a Bologna, o meglio in una cittadina vicino a Bologna in cui sono arrivata con una combinata sequenza di treno e autobus. Mi ero iscritta ad una giornata di studio proposta da un'associazione, conosciuta attraverso facebook, che organizza corsi di scrittura creativa on line e dal vivo in varie città d'Italia.

Mi sta tornando l'interesse per la letteratura e le storie, mio primo amore da quando ho imparato a leggere, poi più o meno trascurato a fasi alterne nei vari periodi della mia vita. Ora anche il teatro fa parte di questo amore e se non devo leggere e studiare testi teatrali leggo storie, racconti, romanzi... e vorrei leggerne sempre di più, ho da smaltire montagne di libri che occupano i mobili di casa mia, comperati in seguito ai miei colpi di fulmine letterari... bisognerà che mi dia da fare!

Poi mi piace scrivere: talvolta ho deliziato anche i miei lettori di qui con storie e storielle inventate da me e altre mi frullano per la mente, ho appunti e trame sparsi qua e là che attendono di evolversi in qualcosa di più dignitoso e chissà se mai ci riusciranno...

Insomma, ieri in quel laboratorio si parlava di “Scrivere un racconto-livello base” e ho pensato che facesse proprio al caso mio. Così sono andata. L'avevo proposto anche ad un'amica che ha le mie stesse passioni, ma ieri aveva già un impegno, le è molto dispiaciuto e stamattina mi ha subito telefonato per farsi raccontare.

Sono stata soddisfatta, il professore ha preso in esame alcuni racconti di Calvino, Hemingway, Cechov, Marquez, Salinger per scoprirne le caratteristiche e i modi diversi di raccontare. Qualcuno lo conoscevo, altri no, saranno nuove indicazioni di prossime letture, come se non ne avessi già abbastanza in lista d'attesa...

Ma poi, concludeva il prof, anche dopo aver letto tanto ognuno deve trovare la SUA strada e non accontentarsi, deve ripensare, rivedere, aggiustare, anche rifare tutto da capo. Pare che Hemingway completò quello che è considerato il suo racconto più bello, “Il vecchio e il mare”, ben sedici anni dopo che fu ispirato dalle esperienze di alcuni pescatori e gli venne l'idea!

Alla fine abbiamo avuto un'ora di tempo in cui tentare di produrre qualcosa dalle suggestioni di una parola “la mira”,dalla quale il professore era partito per tutto il lavoro della giornata: le direzioni potevano essere tante. Per concludere qualcuno di noi ha letto il suo scritto e l'insegnante ha dato suggerimenti su come poterlo migliorare ancora, comunque ci ha gratificati dicendo che non si aspettava che lavorassimo così bene.

Per soddisfare la curiosità di qualche lettore che è arrivato fin qui vi regalo il mio piccolo tentativo di scrittura nel laboratorio di ieri...

 

IL COMPITO

Tutto era cominciato quando andò al funerale di uno zio: i parenti venuti da altre città le erano sembrati così diversi, invecchiati ed era logico: anni che non si vedevano! Lei era sulla mezza età, il vederli le ricordava che il tempo era inesorabile. Ebbe improvvisa la sensazione che si stesse perdendo qualcosa, ognuno dei presenti, morto compreso, aveva una storia da raccontare, ma che si stava allontanando. Cosa ne avrebbero saputo i più giovani, i suoi figli, la nipotina già presente seppure nascosta nella pancia della mamma?

Questi pensieri le occuparono la mente durante tutta la cerimonia, i saluti, i sospiri e i commiati. Poi la vita riprese il suo corso, fino ad altri addii più dolorosi e alla necessità di svuotare la casa di famiglia.

Lei si sedeva in mezzo a stanze sempre più vuote di oggetti, ma che si riempivano di ricordi, di immagini e di parole.

Accarezzava una vecchia valigia di cartone di cui sapeva la lunga storia iniziata durante la guerra, apriva gli sportelli della credenza che odoravano ancora (o almeno così le pareva) delle lasagne preparate nelle grandi teglie per i Natali trascorsi con chi ormai non c'era più, ma di cui risentiva ora voci e risate. E le foto...

Quante foto! Pacchi che lei smazzava come carte da gioco, album rigonfi di pose, di sorrisi, di volti in cui ritrovava somiglianze dimenticate.

Pian piano nella mente ricomponeva la vecchia casa, il ciliegio nel grande giardino e risentiva racconti di vita, di guerra e di pace, che da tanto non ricordava.

Presto, presto, prima che ritornino nel buio, macinati forse definitivamente dai mille impegni della vita presente... occorre fare qualcosa!

Dicono che lei sia brava a scrivere...

Proverà a raccontare, a fissare per sempre su pagine scritte ciò che è stato, per lasciare questa eredità di famiglia ai suoi figli e ai suoi nipoti, perché sappiano da dove vengono.

Vuole prendersi questo compito, come farà non lo sa ancora. Comincerà raccontando storie di persone e di cose, da unire insieme o da lasciare libere.

Basta rileggere una vecchia lettera o guardare una foto in bianco e nero per cominciare...


 

 

 

 
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BLOG FLORILEGIO

Post n°1129 pubblicato il 11 Luglio 2014 da atapo
 
Tag: Francia

 

LASCIATEMI SOGNARE...

 


 

C'è un blog a cui faccio visite talvolta rapide, ma frequenti, soprattutto quando mi sento un po' giù, allora mi fa l'effetto quasi di una piccola medicina, mi fa pensare ad altro, a qualcosa che mi piace molto, a luoghi in cui tornerei, a storie che non conoscevo o conoscevo in parte... E' su Libero, ma pazienza, oggi ho proprio voglia di parlare di FRAMMENTI... perché ci trasporta a Parigi e non solo, anche qua e là per la Francia...

Lo so, ho già presentato un blog parigino, sono un po' monotona, ma qui è diverso: là era molto informativo, adattissimo ad organizzare un viaggio e a restare informati sulle ultime novità della Ville Lumière, faceva immaginare la vita che si potrebbe trascorrere su quelle strade e tra quei monumenti... nei commenti ricevuti alcuni lo avevano messo in risalto.

Stavolta, secondo me, questo aspetto esiste ma è stemperato in un'atmosfera più culturale, letteraria, più adatto a sognatori e ad amanti della cultura d'oltr'alpe piuttosto che ad organizzatori e tour operator, almeno questa è la mia impressione.

Non è molto visitato né commentato, l'autore interviene con commenti parchi ed essenziali, ma secondo me meriterebbe più successo.

Leggere pagine simili mi fa bene, in questo momento di giornate un po' dure, di un'estate molto sottotono... che mi sia concesso almeno di sognare un poco... e se qualcuno vuole condividere i sogni...


le foto sono tratte dal blog FRAMMENTI


 
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CASA DOLCE CASA... DOVE SEI ?

Post n°1128 pubblicato il 09 Luglio 2014 da atapo
 

 

LA CASA DEI SOGNI

 


 

Da marzo stiamo cercando casa. Non mi ripeto sui perchè, avevo già spiegato a quei tempi.

Cominciammo col FAI DA TE, cioè esplorando in internet le offerte di vendita e quasi subito trovammo quello che faceva per noi: un terratetto poco più piccolo del nostro, su due piani anzichè tre, con un piccolo spazio davanti (per l'auto), un giardino dietro e una casetta tipo lavanderia in fondo al giardino.

Questo è il terratetto classico che si trova in molte zone di Firenze, spesso sono uniti in lunghe file a schiera: era una tipologia abitativa molto in uso tra la fine dell'ottocento e gli anni cinquanta del novecento. Dalle foto questa casa pareva invece isolata: meglio! Mio marito gongolava: nessun vicino con cui confrontarsi! Dalle foto degli interni non parevano nemmeno necessari troppi lavori di risistemazione, il prezzo era interessante, era indicato l'indirizzo approssimativo.

-Andiamo a vederla dall'esterno, tanto per cominciare!- ci dicemmo e una bella mattina eccoci lungo la strada indicata.

La trovammo facilmente, dipinta di un inconfondibile color arancione.

Meglio di come appariva in foto! Intonaco e infissi messi bene, il giardino che si intravedeva era ricco di piante, a sinistra confinava col cortile di un'altra casa, a destra con una pineta che abbellisce un circolo ricreativo. Incantevole, con tutto quel verde: l'ossigeno, gli uccellini che ti svegliano la mattina, la quiete notturna... E abbiamo cominciato a sognare e a fare progetti, lì davanti a quei muri arancioni, all'ombra dei pini...

Appena rientrati a casa avremmo subito telefonato!

Ma all'improvviso un rombo...

che aumentava sempre di più...

un'ombra nera tra i pini, poi bassa sulle nostre teste...

un aereo in fase di atterraggio!

L'aereoporto non è molto distante, la casa si trova proprio sulla direttrice di atterraggio...

... Il nostro sogno sfumato "rumorosamente"!

Decidemmo allora di contattare un po' di agenzie...

 
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HANNO DETTO, HANNO SCRITTO

Post n°1127 pubblicato il 07 Luglio 2014 da atapo
 

SCRIVERE

 

Magritte R., Il donatore felice, 1966

 

 

"Sono convinto che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro.

Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia."

(da Trilogia della città di K. di Agota Kristof)

 
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UN OROLOGIO...

Post n°1126 pubblicato il 04 Luglio 2014 da atapo
 

 

...CHE SI E' FERMATO



 

Sono tornata, ma non è un ritorno lieto.

Una delle prime cose che ho scoperto qui, viaggiando tra i blog amici alla scoperta delle ultime novità, è che...

... un'amica di blog non scriverà più, se ne è andata, definitivamente.

Che grandissimo dispiacere: le persone di qua sono vere, hanno una storia, ti ci affezioni, gioisci e soffri con loro, ti fanno partecipi delle loro vite e ne diventi amica.

La seguivo da tempo, da quando si chiamava con un altro nome, e lei passava da me, commentava spesso quasi sempre in modo allegro, oppure anche solo con un piccolo saluto e tanti punti esclamativi... Sapevo che era ammalata, leggevo degli alti e bassi del suo stato di salute che però non le toglievano mai l'ottimismo e l'allegria, uno stato d'animo di fondo che un po' le invidiavo, io che sono così facile all'ansia e al deprimermi, anche se cerco di mascherarlo, perlomeno quando scrivo qui, mi chiedevo se lei era davvero così positiva e solare o era anche per lei una reazione... ma ciò che appariva nei suoi scritti era una gran bella persona ed io mi ero affezionata ... alle sue ricette, al suo mare, alle sue battute...

Pensavo che se col camper avessi viaggiato dalle sue parti senz'altro le avrei proposto di incontrarci di persona, chissà se avrebbe accettato...

Aveva inventato per me un piccolo soprannome-diminutivo: ATAPINA, che mi era piaciuto molto e che poi avevo ripreso a volte, magari se scrivevo storie di quando ero bambina...

...ecco, mi rimarrà di te questo piccolo e grande regalo, cara amica OROLOGIO NUOVO, che non scriverai più, ma rimarrai sempre nell'amicizia e nel ricordo...

E oggi, giorno di blog-florilegio, con malinconia e affetto scelgo anch'io, come hanno già fatto altri, di segnalare il tuo blog perchè vengano a farti visita e a incontrare una persona normale, non appariscente, ma che ha saputo diffondere serenità e ottimismo in chi ha avuto la fortuna di conoscerla...

arrivederci, cara blog-amica!



 
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BLACK OUT

Post n°1125 pubblicato il 01 Luglio 2014 da atapo
 

IL  FULMINE

Domenica sera qui a Firenze e dintorni c'è stato un temporale spaventoso, con fulmini che cadevano uno dopo l'altro, pioggia battente e vento terribile.

Un fulmine è entrato in casa nostra, ha "percorso la strada" che attraversa l'illuminazione di un corridoio, i collegamenti fra i tre computers di casa e si è prodotto in una fiammata dal computer a pianterreno.

Risultato di tutto questo spettacolo è che ha fatto fuori tutte le parti dei computer che permettono di collegarsi a internet...

Un bel danno, bisogna sostituire tutti questi pezzi, ordinarli, aspettare che arrivino ecc...

Così sono tagliata fuori da questo mondo, mi sento un po' in crisi d'astinenza, come tornata ad una preistoria.

Mio marito fa un collegamento provvisorio tra il suo telefonino e il suo portatile, ma, appunto, è tutto SUO: gli ho chiesto se me lo lasciava un attimo...

Insomma, vi saluto, buone vacanze a chi parte... noi per ora... chi si muove?

 
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