Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

OTTOBRE

 
 Lieve offerta
 Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)
 

ēa c' est tout




musica per l'amicizia




 

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per raccontarsi, conoscersi,
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CASANOVELAS ESTIVE

Post n°1357 pubblicato il 30 Luglio 2016 da atapo
 

GODOT  DI  MEZZ' ESTATE

 

 

E' la fine del mese di luglio e non me ne sono nemmeno accorta.

L'estate è arrivata al suo giro di boa in questa atmosfera appiccicosa e come sospesa in giorni più o meno tutti uguali, che non sanno quasi di nulla, con ben poco da segnalare.

Aspettando… Godot e…

... il ciclo giornaliero della calura insopportabile che blocca dalle 10 del mattino fino a tarda sera quando si possono riaprire porte e finestre, innaffiare le piante esauste nel cosiddetto giardino, fare l'ultima doccia per affrontare la notte sempre troppo calda...

... le telefonate di varie maestranze che dovevano finire alcuni lavoretti alla casa, promettendo vagamente “Verremo appena possibile”, quando chiamano dicono che è possibile proprio nei giorni in cui noi avevamo tentato di fare altri progetti…

...tipo andare al mare: una nostra amica che ha preso l'ombrellone per tutta la stagione a Lido di Camaiore era partita in viaggio e ci aveva offerto di utilizzarlo nei giorni in cui lei era via… solo due volte abbiamo potuto farlo, perché naturalmente i muratori erano liberi proprio in quel periodo, se non si “accoglievano” chissà quando li avremmo rivisti...

... i lavori alla casa che ora fa mio marito, impianti elettrici, spostamenti di cose sue che devono tornare nel casotto esterno regno del bricolage: quindi fili e attrezzature sparsi dappertutto, gli orari dei pasti variabilissimi perché “aspetta che devo finire”. Così guai a parlare di gite fuori porta! In altre stagioni avrei cercato di fuggire, uscire di casa il più spesso possibile, ma ora con questo caldo sarebbe un suicidio, mi sono accorta che l'età mi sta regalando che non mi senta bene fuori se fa troppo caldo e allora ecco la convivenza forzata che arriva anche a esasperarmi tra le stanze-cantiere, la TV sempre accesa su ogni genere di telefilm, soprattutto serie americane dai gialli ai revival di decine di anni fa…uguale a sua madre in questo e mi tornano in mente i mesi passati con la suocera e i suoi telefilm… Arriva alla sera che naturalmente è distrutto, talvolta gli ho proposto di uscire col fresco per un gelato o un film nelle arene, come succedeva (di rado, ma almeno…) gli altri anni, ma è troppo stanco e non gli va, allora ancora telefilm o computer fino a notte fonda visto che la sua insonnia è aumentata…

...insieme al nervosismo perché dopo mesi di silenzio si è “riattivata” la questione eredità, ma non in senso positivo, che diamine! Intrecci di mail di fuoco, telefonate eterne coi cognati, proposte, controproposte… si mangeranno tutto gli avvocati, credo io, altrochè contare sull'eredità per completare casa nostra, sarà già molto se non ci rimetteremo di tasca nostra!

Io invece dormo molto, sia al pomeriggio sia alla notte, nonostante il caldo: non ho molto altro di interessante da fare, a parte i lavori domestici che detesto e lo svuotamento di qualche scatolone residuo, sempre che per il contenuto si intraveda già un minimo di possibilità di sistemazione, cosa per nulla sicura. Dormire è dimenticare la realtà, sperare in bei sogni che non sempre arrivano o non sempre ricordo… Credo di essere esaurita anch'io.

Gestisco i due PC, collaudando le novità che ogni tanto a sorpresa mio marito continua a installare nel mio con la speranza di dargli un “elisir di giovinezza”, ma i risultati sono minimi.

E leggo, leggo tanto: rimettendo i libri negli armadi ho realizzato che per leggere tutti quelli che ho dovrei arrivare ad essere centenaria e non è affatto la mia aspirazione. Leggere è vivere molte vite, ha detto qualcuno, per me ora leggere è anche colorare un po' un'estate così scialba…


Uno scossone lo danno i nipotini: ogni tanto vengono da noi, poco perché causa i lavori in atto del marito la casa non è proprio a misura di bambino. Mia figlia li porta al mattino e se ne va per qualche incombenza o per fare la spesa. Al mattino il giardino è ancora in ombra e loro si possono scatenare all'aperto, stanno fuori anche a fare i giochi di società che scoprono nell'armadio che ho allestito per loro. Gli abbiamo montato uno scivolo di plastica che qualcuno ci aveva donato, dopo che con grande impegno i tre avevano pulito e lavato tutti i pezzi. Non dobbiamo perderli di vista, in quelle mattine il nostro compito è stare con loro, poi pranziamo tutti insieme quando torna mia figlia, insalatone di pasta fredda e succhi di frutta che corrono a fiumi… Dopo pranzo se ne vanno a casa per il riposino e anche noi nonni abbiamo bisogno di riposo, prima di affrontare il riordino e il riempimento della lavapiatti. Però, devo dire, per fortuna che ci sono loro a movimentare un po'! Fra poco andranno al mare, agosto per noi sarà ancora più solitario.

 
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IL NOME

Post n°1356 pubblicato il 26 Luglio 2016 da atapo
 

FLASH

 


 

Quando i nipotini ci telefonano l'inizio della telefonata è sempre una confusione di voci e di saluti, poi è Martino il primo interlocutore comprensibile, un po' il diritto di primogenitura un po' che lui è in tutti i casi quello che grida più forte e che fa più confusione. Poi ci passa anche gli altri due e le telefonate sono sempre molto lunghe.

Allora è da Martino che abbiamo avuto la notizia:

-E' un maschio! Abbiamo visto la fotografia!-

Traduzione: siamo andati con la mamma a fare l'ecografia e abbiamo visto che sarà un maschio.

Così 3 a 1, Diletta resta unica. Per il resto tutto a posto, pare che il nuovo cucciolo abbia la testa tonda come Martino e Diletta, le gambe lunghe come Damiano.

Mia figlia commenta che almeno c'è Diletta per scoprire e costruire un rapporto e una complicità tra madre e figlia.

Hanno tempo fino a dicembre per decidere il nome, nemmeno con gli altri fu una scelta veloce...

Ho chiesto ai due fratelli maggiori se avevano in mente qualche nome per il fratellino, Martino ha risposto: -Batman, Superman oppure Flash.-

Damiano più concreto vorrebbe Federico.

Ci hanno confessato che però questi nomi ai loro genitori non piacciono...

Per scherzo, quando parlo del nuovo bimbo a volte lo chiamo Flash: mi piace, mi fa allegria..

-Come sta oggi Flash?- Chiedo agli altri due e loro ridono.

 
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SCHIZOFRENIA DA PC

Post n°1355 pubblicato il 22 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

DUE

 

 

Qui ho scritto qualcosa, ma ciò non vuol dire che la situazione del mio computer si sia normalizzata....

Mio marito ha continuato ogni tanto a fare prove, tentativi, cambiamenti, ma senza risultati. La conclusione è che il mio PC è vecchio, sarebbe ora di cambiarlo, cioè mio marito rinnoverebbe il suo e quello che usa ora lo passerebbe a me... insomma, come al solito, per me di seconda mano.

Questo in teoria, perchè in realtà in questo momento i soldi per un nuovo computer non ci sono... Abbiamo ancora una marea di fatture da pagare, non si può andare in vacanza e si incrociano le dita perchè non capitino spese straordinarie inderogabili...

In pratica in casa ora ho "a disposizione" due computer e me li devo giostrare così:

quello di mio marito, se lui non deve usarlo, funziona abbastanza normalmente. Lì posso collegarmi a internet, leggere, rispondere, MA... non posso accedere a nulla delle mie cartelle, foto, documenti, nè scrivere file o scaricare foto da salvare in cartelle mie.

In questo caso devo per forza usare il mio computer, dove per fortuna il marito ha reso accessibili tutti i miei documenti dopo che erano diventati irraggiungibili nei primi tentativi di cure, MA... devo armarmi della santa pazienza di Giobbe per la lentezza esasperante, i blocchi continui ecc. di cui ho già parlato. Mi conviene tenermi accanto un libro da leggere nell'attesa dei tempi lunghissimi di reazione... E se aggiungo che il mio PC è in una delle stanze che ancora non hanno le persiane ed è rivolta a sud, restare seduta lì davanti a lungo con questa calura diventa proprio infernale in tutti i sensi. Mi fa passare ogni velleità.


Anche col cellulare non ho maggiore fortuna: dopo l'annegamento del mio storico ho tenuto per un po' quello che era di mia suocera, un modello preistorico che comperammo apposta per lei, con solo le funzioni essenziali: telefonate, messaggeria, rubrica. Eravamo in attesa di uno smartphone che avevamo ottenuto in omaggio con un abbonamento... Finalmente è arrivato, ma si sta rivelando un cesso: si scollega improvvisamente da tutto, i messaggi arrivano e partono quando gli pare, i modi per collegarsi a internet funzionano a singhiozzo, in compenso funzionano benissimo le pubblicità che riempiono metà schermo. Prima mio marito diceva che ero io la solita incapace, ora si sta convincendo che dovrà proprio comperarne uno decente e ha iniziato i confronti fra le innumerevoli proposte sul mercato. L'unica cosa che ho imparato e che funziona nell'attuale cesso sono le foto, compresi i selfie che ho provato per curiosità, e che posso subito inviarmi tramite mail, quando questa funziona.

Insomma, continua a non essere un periodo tecnologicamente facile per me...

 
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QUOTIDIANITA'

Post n°1354 pubblicato il 19 Luglio 2016 da atapo
 

PENSIERI



 

La sera del 14 luglio, quando stavo seduta ad un tavolino sulla piazza davanti all'Istituto Francese di Firenze e godevo della musica e del buon sapore di una crepe bretone, ad un tratto mi aveva attraversato la mente un pensiero:

"Ecco, questa è una situazione da attentati... Si festeggia proprio tutto ciò che QUELLI vogliono annientare... In ogni città della Francia si festeggia... chissà in quale potrebbe capitare...

Anche qui, è la stessa cosa, stiamo festeggiando uguale... ma forse non è così importante questo piccolo ballo in questa piccola piazza italiana..."

Avevo provato un brivido e mi ero guardata attorno in modo diverso da come facevo fino a un attimo prima: notavo che eravamo seduti verso il bordo della piazza, un amico ci aveva detto: -Perchè qui in fondo? Venite più in mezzo!-

-Perchè quando siamo arrivati in mezzo era tutto occupato!-

Ora invece ecco l'idea che se fosse successo qualcosa avremmo avuto una via di fuga più facile e ho controllato l'accesso alle strade che sbucano sulla piazza...

Poi avevo cancellato questi pensieri, ma al ritorno avevo ascoltato e visto in televisione la tragedia di Nizza... tutto mi è ritornato in mente nei giorni successivi e mi ha angosciato a lungo ancora di più.

Un caso, certo, ma casi simili mi erano già capitati, molti anni fa quando ero giovane, in seguito ad uno che mi colpì più di altri che avevo etichettato come "coincidenze" avevo deciso di non coltivare più certe mie sensibilità...


Comunque ci siamo dentro tutti, nessuno è al sicuro, me lo ricorda tristemente la quotidianità dei militari armati che pattugliano il centro di Firenze...

 
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NIZZA

Post n°1353 pubblicato il 15 Luglio 2016 da atapo
 

SE...

 

spiaggia di Nizza, foto scattata da me durante una passeggiata

 

Se questa fosse un'estate normale, è facile che saremmo andati col camper in Francia da cui manchiamo già da diverse estati.

Probabilmente saremmo partiti all'inizio di luglio pensando di fare un po' di soggiorno rilassante sul mar Mediterraneo in quel bel campeggino tranquillo poco dopo Nizza dove siamo già stati varie volte.

Poichè ormai conosciamo le abitudini degli abitanti d'oltralpe, sappiamo che il luogo resta tranquillo fino al 14 luglio perché è dopo la loro festa nazionale che i Francesi partono in massa per le ferie e affollano soprattutto le spiagge mediterranee, loro che per la maggior parte vivono in regioni più “nordiche” e fredde. Noi invece dopo il 14 luglio gli avremmo ceduto il posto e saremmo partiti verso nuove contrade dell'interno, come è già successo altre volte.

Però i fuochi della sera del 14 luglio saremmo andati a vederli: ne abbiamo ammirati tanti in tante città in cui abbiamo passato questa serata durante i nostri viaggi...

Quasi di sicuro avremmo scelto Nizza, così vicina, con quella lunghissima “promenade” dove c'è spazio per tutti a guardare i fuochi artificiali magari mangiando un gelato molto... italiano, perché Nizza resta italiana anche per quello.

Oppure mio marito avrebbe sbuffato: “Ancora i fuochi? Ma ne abbiamo visti tanti... E poi quelli Italiani restano sempre i migliori.”

Allora quasi di sicuro lui sarebbe rimasto in camper ed io avrei preso da sola il piccolo autobus che già altre volte mi ha portato a Nizza per delle passeggiate solitarie. Tanto i fuochi li fanno presto, verso le 22, e il servizio dei bus c'è anche per il ritorno e senz'altro ne approfitteranno molti turisti...

Se... e il destino è in attesa.

Ecco, oltre al dolore, i miei pensieri di stanotte, di stamattina.

Invece ieri sera ero a Firenze a festeggiare come l'anno scorso il 14 luglio nella piazza davanti all'Istituto Francese: c'erano musica, balli, vino, crepes e qualche amico ancora in città da salutare. Ce ne siamo andati prima che si diffondessero le notizie tragiche, abbiamo appreso a casa, dalla televisione.

E un'angoscia in più: l'amica regista che ha la mamma francese era partita una decina di giorni fa, mi aveva detto: “Sto un po' a Nizza dai miei parenti, poi vado in Lussemburgo da mia figlia.”

Dove si trovava ora? Come stava?

Stamattina presto le ho mandato un messaggio e non sono stata tranquilla finché non ho ricevuto la risposta: “Sono in Lussemburgo, ma triste.”

 

 
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LA MIA FRANCIA 7

Post n°1352 pubblicato il 11 Luglio 2016 da atapo
 

LA ROCHELLE

 


 

Già da diverse estati passavamo le vacanze in Francia: avevamo costeggiato il Mediterraneo (la Grande Bleue), assaggiato il Mare del Nord... ora mancava l'oceano!

Così un anno, decidendo all'ultimo momento come in molti dei nostri viaggi, attraversammo col camper quasi di corsa le grandi pianure del centro della Francia e senza una meta predefinita arrivammo all'oceano, fermandoci a La Rochelle.

La scelta era forse influenzata da ricordi di antiche letture che avevano affascinato me e mio marito per lungo tempo: la saga di Angelica, di Anne Serge Golon. L'eroina nel corso delle sue innumerevoli imprese passa in questa città  e da qui partirà ad un certo punto per sfuggire le mire del re di Francia e farsi una vita completamente nuova, ma sempre piena di imprevisti e avventure nelle terre appena scoperte dell'America del Nord.

Ecco perché ci attirava questa città: per noi era un percorso letterario prima di tutto.

Trovammo posto col camper in un'area tranquilla poco fuori dal centro storico che potevamo raggiungere comodamente in bicicletta o in autobus. Quasi sempre in autobus, andò a finire, perché anche se era di luglio beccammo una settimana di maltempo terribile. Piogge quotidiane e se non pioveva c'era vento freddo e piuttosto violento.

Però apprezzai lo stesso questa città marinara dalla storia turbolenta come l'eroina dei romanzi: dalla navigazione e dal commercio trasse nei secoli la sua ricchezza, dal suo essere roccaforte dei protestanti francesi venne la sua rovina, perché fu completamente distrutta dal cardinale Richelieu nel perseguire la riunificazione politica della Francia verso il potere assoluto. Ci mise poco però a risollevarsi e a tornare florida grazie ai commerci col nuovo mondo: dal suo porto partivano navi dirette alle Antille e al Canada, i possedimenti coloniali francesi, ed era un via vai di merci e di avventure.

I coloni si imbarcavano per le terre selvagge del Canada e si parla anche di ragazze intrepide della Rochelle che attraversavano l'oceano per raggiungerli laggiù e sposarli. C'è una canzone popolare che ricorda questi viaggi di donne che solcavano i mari:

“Le belles filles de La Rochelle ont armé un batiment

pour aller faire les courses dedans les mers du levant...”

La canzone prosegue con varie strofe inneggianti alle loro doti... anche con qualche doppio senso... Ce n'è più di una versione, più o meno... spinte, come capita spesso nel canti popolari...Trovai laggiù una bella cartolina col testo completo, solo diversi anni dopo quando ci fu Youtube riuscii a scoprirne anche la musica.



La maggior parte del centro storico ha edifici dal 1600 in poi, in pietra chiara, molto eleganti e, oh gioia, con moltissimi portici! Quasi come la mia Bologna! Senza questi girellare col maltempo sarebbe stato impossibile! Ma spossati dalla pioggia fu l'unica città in cui visitammo diversi musei: di solito la prima volta in una città sconosciuta preferiamo vedere “gli esterni”, ma lì era l'unico modo per passare le ore all'asciutto. L'offerta era varia e allettante: cito il museo delle belle arti, il museo degli automi, ma quello che mi affascinò di più fu il museo del nuovo mondo, documenti, oggetti, immagini che tracciano una storia accurata dei rapporti tra la Francia e le Americhe nei secoli delle conquiste coloniali e delle emigrazioni. E per me, appassionata delle popolazioni Pellerossa e della loro storia, fu una visita indimenticabile!

 


 

Ora La Rochelle è un importantissimo porto turistico sull'Atlantico, l'entrata ai bacini più antichi è protetta da due possenti torri storiche che sono il simbolo della città: la torre della Catena e la torre di San Nicola. Il porto è naturalmente una zona vivacissima e soprattutto d'estate è una festa dietro l'altra, noi capitammo durante le Francofolies, ogni sera un concerto di cantanti famosi, che noi, se non pioveva e se non eravamo troppo stanchi, ascoltavamo dall'esterno...




Al mercato scoprii e assaggiai per la prima volta le ostriche: enormi, provenienti dall'Atlantico...

E l'oceano? Quello che desideravo tanto conoscere riuscii a godermelo ben poco col maltempo: un pomeriggio quasi di sole facemmo un giro in bici lungo la pista che costeggiava l'oceano verso le spiagge inutilizzabili per il vento, percepii una vastità e imponenza... ma avrei dovuto aspettare ancora qualche anno per fare amicizia...

Di fronte alla città ci sono alcune isole importanti: ile de Ré, ile d'Oleron, ile d'Aix, avrei voluto visitarle, ma a quell'epoca mio marito aveva l'angoscia di soffrire il mal di mare e rifiutava categoricamente di metter piede su un'imbarcazione. Inutile chiedere e discutere...

Invece il maltempo ci spinse a conoscere “a fondo” gli enormi centri commerciali attorno alla città... sono importanti e istruttivi anche quelli...

Rientrando in Italia dicevamo che La Rochelle ci era piaciuta moltissimo, che avremmo dovuto tornarci con la stagione migliore... non ci siamo più tornati.

Per me questa città è rimasta come qualcosa di incompiuto… come un amore a cui ho detto “Aspettami”, ma che finora non ho potuto ritrovare...

 

 

 

 
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MAH !

Post n°1351 pubblicato il 05 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

PARERE  TECNICO

"Ogni volta che provo a metterci le mani... trovo sempre dei casini nuovi!"

Questo il commento ultimo di mio marito che ogni tanto passa un po' di tempo a cercare di far rinsavire il mio computer.

Pare che Libero abbia sviluppato un'allergia incontrollabile al mio PC... o, mettiamola diversamente, il mio PC è troppo vecchio per sopportare Libero. E questo problema danneggia tutto il resto.

Così siamo sempre in alto mare, cioè io sono ormai un naufrago quasi affogato, perchè adesso sono fuori uso anche tutti i file che non c'entrano niente con internet, cioè i documenti, le foto, gli scritti, tutto inutilizzabile...

 
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IN CURA

Post n°1350 pubblicato il 01 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

CI  SIAMO

Mio marito ha smontato, vivisezionato, passato al setaccio tutto il mio computer e...

...l'ha lasciato lì, non funzionante, in attesa di nuove prove, nuovi aggeggiamenti, nuovi... non so nemmeno io cosa!

Perchè naturalmente ha altro di più urgente da fare, "altro" che aveva lasciato a mezzo precedentemente!

Così mi è negato l'accesso a questo "passatempo" che per me è anche molto di più...

Finchè va così, qui passerò ancora meno, solo un'occhiata quando è disponibile il PC di mio marito. Vabbè, mi dedicherò di più alla lettura, però sono tristissima, quasi in crisi d'astinenza.

 

 

 
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