Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

AGOSTO




ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze...

Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti finalmente e con che gioia
toccherai terra tu per la prima volta..

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

Kostantin Kavafis

 

 

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Vittorio Arrigoni

"Gaza.
Restiamo umani"

diario quotidiano
da una tragedia




David Grossman

"Che tu sia per me
il coltello"

le parole scritte
per raccontarsi, conoscersi,
amarsi


ci sono i libri precedenti
 

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Messaggi di Ottobre 2016

TERREMOTO

Post n°1382 pubblicato il 31 Ottobre 2016 da atapo
 

PIETRE SU PIETRE

Norcia

 

Gli ultimi due li ho sentiti distintamente:

mercoledì sera alle prove del teatro scuoteva la colonna a cui mi ero appoggiata, così come la sedia su cui sedevo,

ieri mattina si muovevano il letto e il lampadario e quel lieve senso di vertigine...

Ormai il primo pensiero si chiede dove avrà colpito più duramente e che non ci siano altre vittime, per carità!

Fortunatamente ieri mattina solo feriti, ma lo scempio in tutti quei paesi ha avuto il colpo di grazia e le rovine rendono irriconoscibili i luoghi...

Norcia, Visso, Ussita, Castelluccio... i miei ricordi di un viaggio che feci in quelle zone quattro anni fa, tra i monti Sibillini, un viaggio in un momento di vita pesante e difficile, forse più di ora... le strade che ho percorso, i quartieri che ho apprezzato, le chiese che ho ammirato... non esiste più niente, solo macerie.

Non che questi siano più importanti dei paesi distrutti in agosto, ma qui ci avevo portato in viaggio una parte di me e me ne ero tenuta nel cuore una traccia bella, positiva, di giorni vissuti là e importanti per ritrovare una serenità che in quel tempo avevo perduto.

Probabilmente è per questo che ora, vedendo le immagini in televisione, l'angoscia che provo è così forte... così tanto che non mi stringe solo la gola, ma mi riempie gli occhi di lacrime.


Castelluccio

Visso


 
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ALLUVIONE

Post n°1381 pubblicato il 28 Ottobre 2016 da atapo
 
Tag: teatro

Cinquanta anni sono passati dall'alluvione a Firenze del 4 novembre 1966. Io a quel tempo stavo a Bologna, ero ragazzina, non avevo neppure la televisione, le notizie tragiche e le immagini impressionanti mi arrivavano attraverso radio e giornali…

Poi da quando ho abitato a Firenze, trattando quel fatto anche con i miei alunni a scuola in vari anni e anniversari, ne ho appreso molto di più e ho avuto consapevolezza di quanto quei giorni abbiano segnato la città e coloro che li avevano vissuti.

Quest'anno, 50 anni dopo, si vanno infittendo le iniziative a commemorazione e a ricordo: enti, associazioni, quartieri, comuni stanno proponendo mostre, momenti di incontro e soprattutto letture e spettacoli.

Il mio quartiere ha appena inaugurato una mostra fotografica e ieri per l'apertura ha coinvolto il Teatro delle Spiagge: il direttore, che è un regista molto quotato in città, ha voluto che più di un gruppo della scuola di teatro facesse azioni sceniche: così c'erano gli adolescenti, gli adulti del terzo anno di corso e gli anziani.

Questi anziani dall'anno scorso si ritrovano sotto la guida di una giovane attrice-insegnante che anch'io conosco bene, hanno già fatto uno spettacolino sui tempi della loro gioventù ed ora ne stanno preparando uno sulle loro vicende durante l'alluvione.

Io… ci sono finita in mezzo, anche se dell'alluvione ho ben poco da dire: fra di loro sono la più giovane, pensate un po'!

Come è successo? Una signora di queste mi ha invitato, visto che avevo fatto già la scuola e che a loro parere sarei stata un po'… come una guida esperta, l'insegnante era d'accordo e così un po' a giugno e ora da fine settembre sono coinvolta in questa esperienza che porterà ad uno spettacolo “importante” fra circa un mese.

Intanto ieri abbiamo già presentato qualcosa all'inaugurazione della mostra fotografica. E' stato emozionante vedere lavorare insieme tre generazioni: nonni, genitori e nipoti, su una tematica così significativa, tra chi raccontava cose vissute e chi ricreava ed evocava atmosfere dei fatti tragici accaduti prima della sua nascita.

Ecco, questo è il mio nuovo impegno teatrale degli ultimi mesi dell'anno, ma non è il solo… dirò altro una prossima volta...

 
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OTTOBRE PIENO

Post n°1380 pubblicato il 23 Ottobre 2016 da atapo
 

SOSTA


Ieri ho fatto un mercatino, in un circolo culturale di Firenze. Luogo molto piacevole, organizzatori simpatici e disponbili per mettere tutti a proprio agio. Non c'era molta frequentazione, ma sono state discrete le vendite e simpatici gli incontri con le persone. Probabilmente sarà l'ultimo mercatino dell'anno, con la stagione fredda mi diventa troppo faticoso, sono giornate intense e stancanti.
Così oggi è giorno di sosta e di riposo.
Dopo il bel sole di ieri oggi è tutto grigio e umido, non si può pretendere troppo dalla stagione...
Ma questo grigio mi scende anche un po' dentro, mi rivolgo al mio mondo interiore di ricordi, di riflessioni, di nostalgie... tutto ciò che avrei da fare per casa lo dimentico proprio, è quel tempo del "cazzeggio" come dice il colorito linguaggio contemporaneo.

La malinconia mi avvolge come un mantello morbido ricamato di sogni e desideri che non si possono realizzare o che si sono perduti. Il tempo d'autunno ha ormai preso possesso di tutto, con la sensazione di questo scivolare veloce e inarrestabile verso la fine dell'anno, un altro anno, con sogni, progetti e speranze da traghettare oltre, da non abbandonare anche se talvolta sembra troppo faticoso e quasi inutile...
Domani sarà un altro giorno tutto per me: mio marito deve andare a Bologna per l'ennesimo incontro con l'avvocato per l'eredità... e non sarà risolutivo. Io vorrei riempire quelle ore con qualcosa che sia solo mio, che tenga lontano ansie e malinconie...

Intanto mi sorprendo, in giardino, a guardare i miei piccoli crisantemi in piena fioritura: sono così allegri e colorati! Finora non mi piacevano i crisantemi, perchè sono fiore dei morti, questi li ho comperati colpita dai loro colori luminosi... e se ne aprono sempre dei nuovi, piccoli soli caldi nel giardino autunnale. Fanno di tutto per farsi voler bene da me... ci sono riusciti e guardarli mi regala serenità.


 
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ARIA D'AUTUNNO

Post n°1379 pubblicato il 19 Ottobre 2016 da atapo
 

GIARDINO  DI  OTTOBRE

Dall'alto:



Il melograno davanti all'acer negundo che sta ingiallendo e fa un bel contrasto con l'alloro di confine.

 


Abbiamo melagrane per tutti, chi ne vuole?

 


La yucca sta crescendo, sembra che si sia ambientata bene.

 


Il topinambur preso dai campi intorno alla casa di mio figlio ha fatto un piccolo fiore: dunque ha attecchito! L'autunno prossimo speriamo ce ne siano di più...

 


Sorpresa! Mangiamo fragole anche in ottobre! Sono le ultime, ma dolcissime!

 
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BADIA DI MOSCHETA

Post n°1378 pubblicato il 14 Ottobre 2016 da atapo
 

SOLE  E  CASTAGNE

 

-Ma dove l'hai trovata?-

Mi hanno chiesto i nostri amici. Ma sono o no un tour operator? Ho i miei canali di informazioni.... così ho scoperto questo luogo nascosto tra i monti dell'Appennino, sempre a cavallo tra Bologna e Firenze, che è diventato la meta della nostra gita autunnale.

 


 

Badia di Moscheta: una chiesetta che non si può visitare e alcuni edifici: ristorante , locanda, museo del paesaggio, casette per le camere, maneggio... Gatti, cani curiosi e socievoli, cavalli, una capra mangia-tutto che, dopo aver reclamato carezze strofinandosi con le corna sui nostri pantaloni, in nostra presenza ha divorato un volantino di carta appeso a un legno.

 


 

E intorno castagneti, silenzio rotto solo dagli uccellini e dal mormorio del torrente lungo il quale corre il sentiero che abbiamo percorso per un bellissima passeggiata. C'erano già ricci a terra, un pugno di castagne mature le abbiamo raccolte, quelle non ancora adatte le abbiamo lasciate agli animali selvatici, che pare siano abbondanti, ma naturalmente non si sono fatti vedere, solo si potevano indovinare dai frutti rosicchiati e da certi mucchietti marroni sparsi in giro...

 


 

Siamo stati fortunati: abbiamo goduto dell'unica giornata di sole pieno e caldo tra giorni nuvolosi e piovosi: un gradito omaggio di questo autunno che ci ha avvolto con la sua luce migliore.


 

 
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LA MIA FRANCIA 10

Post n°1377 pubblicato il 11 Ottobre 2016 da atapo
 

ALVERNIA

 


 

Nei tre mesi dell'estate avevo scelto di presentare luoghi di mare, anzi d'oceano e il rivivere quei ricordi, rivedere quelle immagini, mi aveva fatto sognare e illudere almeno un poco di tornare laggiù e starci bene... potere della fantasia! Mi ha aiutato a sopportare un'estate così poco appagante...

Ma ora siamo in pieno autunno e cambiamo destinazione... andremo in montagna! La terra che vi presenterò l'ho conosciuta fra le prime in Francia, in un'epoca in cui ancora non tenevo gli appunti di viaggio, ciò che racconterò è rimasto sedimentato nella mia memoria fino ad ora, quindi è ciò che mi colpì maggiormente.

Fu mio marito a scegliere l'Alvernia dopo aver sommariamente sfogliato una guida della Francia che usavo a scuola nelle mie lezioni: lui, amante della montagna, rimase affascinato da certe immagini...decidemmo di passare qualche giorno in questa regione prima di scendere vicino a Tolone dove avevamo prenotato due settimane in un villaggio vacanze

L'Alvernia (Auvergne) è il cuore della Francia, una grande regione di cui quella volta girammo solo la parte più montuosa, cioè il Massiccio Centrale, per ritrovarne poi altre zone quando percorremmo il corso della Loira.

Ci attirarono in particolare i vulcani: una imponente catena di vulcani spenti le cui sagome caratterizzano il paesaggio, tutto verdissimo, spesso di un verde così cupo come non avevo mai visto, foreste immense di abeti e di querce sulle quali scoprii per la prima volta abbarbicarsi il vischio. Il vulcanesimo è sfruttato nei centri termali. e presentato al pubblico a Vulcania, un grande centro didattico che fa conoscere questo fenomeno.

 


 

La pietra nera vulcanica è usata molto nelle costruzioni, a Clérmont-Ferrand, la città principale, c'è una enorme basilica gotica tutta costruita in pietra lavica, quindi completamente nera, è impressionante vederla, anche da lontano si eleva sopra il panorama generale della città.

 


 

Si trovano poi in molte chiese della regione le "Madonne nere", dal colorito scuro o olivastro, come spesso i loro abiti. Il significato originario è ancora un po' misterioso, ma probabilmente c'entra anche con la pietra vulcanica. Ricordo che andammo a cercarne di queste statue collocate in belle chiese romaniche, in varie cittadine.

madonna nera di Orcival


basilica romanica di Orcival

 

Le Puy-en-Velay, cattedrale romanica

 

I Francesi amano molto la natura e gli sport all'aperto, anche spericolati: dalle cime di quei vulcani era frequente vedere lanciarsi i parapendio e altre attrezzature simili. Le "randonnées", lunghe escursioni tra campi e boschi, trovano l'ambiente ideale.

Gli allevamenti bovini fanno sì che vengano prodotti formaggi squisiti: io mi appassionai soprattutto al Cantal, mio marito al Bleu d'Auvergne, passioni che durano tutt'ora..

L'Alvernia fu la terra di Vercingetorige, il capo dei Galli che si oppose alla conquista di Giulio Cesare: c'è una sua statua a Clermont-Ferrand, è spesso ricordato e citato, la sua immagine è un po' il simbolo della città. In zona si trova la località di Alesia, dove Vercingetorige riuscì a sconfiggere Cesare. Ricordo che in quegli anni insegnavo il francese e alle classi che studiavano i Romani io presentavo anche la vicenda di questo eroe, a cui i bambini si appassionavano sempre molto: scoprivano la storia anche da un altro punto di vista, vedevano che nei libri di testo dei loro coetanei francesi lui era un personaggio principale. Ed io da questo viaggio avevo riportato per loro le immagini e i dépliants pubblicitari dei luoghi in cui si erano svolte quelle vicende epiche.

 

statua di Vercingetorige nel sito archeologico di Alesia


statua di Vercingetorige a Clérmont-Ferrand

Tanto tempo è trascorso da quel breve viaggio... che fu soprattutto un viaggio nelle bellezze della natura e nella storia. Ma a Clérmont-Ferrand siamo ripassati qualche altra volta in seguito: ha una buona area di sosta per i camper, è, come ho detto, al centro della Francia, già molti chilometri prima di arrivare si staglia la sagoma scura della cattedrale...

Nei nostri ritorni dal nord o dall'oceano era molto comodo farci tappa notturna, con una passeggiata fino al centro, alla cattedrale nera e ai ristorantini dei dintorni, prima dell'ultimo balzo verso l'Italia...

 

 
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43

Post n°1376 pubblicato il 07 Ottobre 2016 da atapo
 

METAFORA

 


 

43...

...anni di matrimonio, oggi.

E' l'unico giorno dell'anno in cui per noi E' OBBLIGATORIO andare al ristorante, a pranzo oppure a cena.

E a un dolce da gustare insieme a casa come festeggiamento "privato" è tradizione familiare che per questa ricorrenza ci debba pensare LUI... Negli ultimi anni arriva sempre all'ultimo tuffo, o lo va a comperare quando IO glielo ricordo, ma soprassediamo...

La scelta del ristorante sarebbe bene farla per tempo e prenotare, perchè non vogliamo avere sorprese o incappare in chiusure per turni settimanali.

Quest'anno eravamo stati solerti e ieri avevamo già deciso il locale: volevamo tornare dove già siamo stati con gli amici bolognesi, un posto di cucina tipica della tradizione toscana molto curata.

Ma ieri è venuta mia figlia coi bimbi, poi il marito è uscito per compere, poi la cena, poi ce ne siamo dimenticati.

Stamattina la prenotazione doveva essere la seconda incombenza di famiglia, dopo la richiesta a Bologna di chiarimenti urgenti relativi ad una documentazione da presentare per l'eredità. Ma le telefonate, le indagini su internet e le ricerche di documenti cartacei negli schedari di famiglia hanno portato via tutta la mattina, abbiamo finito già all'ora di pranzo e temevamo che il ristorante non ci accettasse. Invece il posto c'era, ma subito, via di volata! Come al solito LUI in due minuti era pronto, io... di corsa il cambio d'abito e un po' di restauro facciale...

Abbiamo mangiato veramente bene, questo secondo passaggio in quel locale ha confermato il suo valore e ce lo segneremo per quando vengono ospiti da fuori Firenze.

- E il nostro dolce?- ho chiesto quando siamo usciti. Anche stavolta a lui era passato di mente di uscire a comprarlo, col trambusto delle ricerche della mattina. Allora ha proposto di passare in una pasticceria di fiducia e sceglierlo insieme. Bene, sistemato anche il dolce, un cheese cake all'arancia molto originale. Tutto stava filando liscio, ma sulla porta di casa LUI ha scoperto di aver perso le chiavi! Abbiamo aperto con le mie, ma dove erano finite? Nella macchina niente...

-Che tasche hai in quei pantaloni?-gli ho chiesto.

-E' vero, sono tasche piccole, spesso mi esce la roba...-

Santo cielo, se lo sai perchè ci metti dentro le cose importanti???!!! Come già gli cadde il cellulare, o gli rubarono il portafoglio... Ma non ho infierito, proprio OGGI non volevo le solite discussioni che poi diventano accese...

-Forse ti sono cadute al ristorante mentre eri seduto.-

  Ha telefonato: sì, per fortuna erano ancora lì per terra, al tavolino d'angolo a cui stavamo.

Ha preso lo scooter ed è andato a riprenderle.

Ma nel frattempo il ristorante aveva chiuso dopo l'orario del pranzo, quando è arrivato ha dovuto aspettare fino alle cinque che riaprisse per la serata. A quel punto, visto che ormai era fuori, nuovo cambio di programma: mi ha telefonato che sarebbe andato a fare altre compere... fino all'ora di cena. Cena per modo di dire perchè dopo il lauto pranzo di oggi abbiamo solo assaggiato un po' del NOSTRO dolce, come da tradizione.

E io pensavo che la giornata di oggi, con i ritardi, le dimenticanze, i colpi di scena, i cambi di programma e le corse dell'ultimo minuto... è un po' la metafora di questi nostri 43 anni...

 
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GLI EFFETTI

Post n°1375 pubblicato il 04 Ottobre 2016 da atapo
 

VITA NUOVA ?

Parc Monceau, Parigi autunno 2013

Domani sarà una settimana da quando ho fatto l'esperienza di dormire a teatro. Mi sono resa conto che in questi giorni qualcosa in me è cambiato, come se quelle dodici ore di silenzio, ascolto, meditazione e fisicità in un ambiente così particolare mi avessero purificato e tolto gran parte di quella negatività che mi trascinavo ormai da troppo tempo.

Non immaginavo che questo sarebbe stato l'effetto, anche se non mi meraviglia più di tanto: è stato un tempo dedicato solo a me stessa, come un viaggio in un mondo nuovo dove l'attenzione si concentrava sulle novità dentro e fuori di me e si allontanava da certi nodi precedenti.

Durerà? Non durerà? Non oso fare previsioni, mi godo questa nuova calma e questo senso di distacco dalle ansie che mi trascinavo e spero che mi sarà più leggera la solita riorganizzazione autunnale degli impegni e delle giornate…

E finché dura il bel tempo sarà più facile...

 
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