Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

OTTOBRE

 
 Lieve offerta
 Vorrei che la mia anima ti fosse 
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.
(Antonia Pozzi)
 

ša c' est tout




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Messaggi di Aprile 2017

RESISTENZA

Post n°1429 pubblicato il 26 Aprile 2017 da atapo
 

AGNESE

 


 

Il 25 aprile per me ha sempre un significato: il ricordo della LIBERAZIONE, la fine di quel periodo tragico che non ho vissuto, ma ho imparato a conoscere già dalla più tenera età per le allusioni, i racconti e i ricordi che venivano dalla mia famiglia.
Come tutti gli anni, volevo fare qualcosa di... storico, di commemorativo, anche minimo, anche solo un pensiero, una lettura, un ascolto di qualcosa.
C'era anche la ZAP (Zona Altamente Partigiana) al centro sociale: un pomeriggio di canti, spettacoli, momenti comunitari sull'argomento e come altri anni passati ero dell'idea di farci un passaggio.
Invece mio marito ha deciso che, visti gli impegni prossimi, ieri era l'unico giorno in cui saremmo potuti andare insieme alla Fiera dell'Artigianato, grande manifestazione annuale fiorentina. L'ho accontentato, anche se non la sentivo proprio adatta al 25 aprile... ma sono così poche le occasioni in cui accetta di buon grado di uscire insieme!
Però alla sera, anche se eravamo stanchissimi, l'ho "trascinato" a teatro e se non ci fosse venuto sarei andata da sola. Al solito mio teatro delle Spiagge, vicino casa, c'era proprio un evento per il giorno della liberazione: lo spettacolo "Agnese odiosa Agnese", già in circolazione da diversi anni sempre con successo.

 

E' ispirato dal romanzo di Renata Viganò "L'Agnese va a morire", come se ne fosse la prosecuzione, dopo aver immaginato che la protagonista non morisse nel finale, ma vivesse e invecchiasse fino ad arrivare ai giorni nostri: una vecchia solitaria e scorbutica che incontra un giovane dagli ideali ancora confusi alla ricerca di un suo posto nel mondo. Sono due generazioni che devono riuscire a parlarsi, ad accettarsi, a capirsi, immersi nella realtà odierna consumistica e superficiale da cui entrambi, per ragioni diverse, si sentono estranei.
C'è ancora necessità di fare Resistenza, di non arrendersi, di impegnarsi, di non piangersi addosso... "Quello che si deve fare va fatto." ricorda Agnese dei suoi anni tra i partigiani, anche ora nell'ultima fase della sua vita i ricordi continuano a spronarla pur nell'angoscia di quello che dovette sopportare. C'è in sottofondo un continuo rombo di aerei nelle scene in cui Agnese è sola, il rumore del silenzio assordante per quanto è pieno di memorie...
Lo spettacolo mi ha molto emozionato, ho rivissuto gli ultimi anni della vita della mia mamma, certi suoi ritorni col pensiero al passato, ai suoi accenni a fatti di cui non mi aveva mai parlato, come se volesse depositarli nella memoria e prolungarli nel tempo... Ho sentito fortemente quel muro che spesso si alza tra le generazioni perchè è difficile trovare linguaggi e modi giusti per farsi capire senza fraintendimenti, mentre invece sarebbe così importante accettarsi e comprendersi reciprocamente.
A fine serata mi sono convinta di aver celebrato degnamente anche quest'anno il 25 aprile.

 
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POMERIGGIO GELATO

Post n°1428 pubblicato il 22 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

 

 

Da alcuni anni a Firenze c'è il Festival del Gelato, in primavera e alla fine dell'estate: due settimane in cui in una piazza di Firenze una ventina tra i migliori artigiani gelatieri si contendono il primo premio con le loro creazioni più originali.

Il pubblico assaggia, ne gode, vota il gusto preferito. Per fare questo si deve acquistare una CARD non proprio economica che dà diritto ad un certo numero di assaggi.

Si può però tentare la fortuna perchè una rivista di Firenze mette in palio ogni volta un certo numero di CARD a chi la richiede tramite mail: i primi 20 (mi sembra) se la aggiudicheranno e potranno mangiare gratis i migliori gelati d'Italia e non solo. Ecco, io due anni fa riuscii a vincere una CARD: avevo diritto a sei assaggi, che in realtà erano normali coppette di quelle piccole. Devo dire la verità che mangiare SEI gelati uno dopo l'altro verso la fine mi costò un po' di fatica, ma... quando mi sarebbe ricapitata una simile occasione? Insomma, arrivai in fondo all'impresa e senza nemmeno un mal di pancia successivo.

Quest'anno ho tentato di nuovo la sorte e... ho vinto ancora la CARD!

Ho detto a mio marito che sarebbe stato carino andarci insieme, ci saremmo divisi i gelati, ci saremmo divertiti e... avrei evitato di farne indigestione! Ancora non sapevo che quest'anno gli assaggi consentiti erano ben 18! Le porzioni erano più piccole, venivano servite in mini-coni di ottimo biscotto, ma insomma alla fine la quantità di gelato da gustare diventava abbastanza considerevole.

Per fortuna stavolta eravamo in due ed è stato proprio... uno sballo! Dai gusti quasi classici di creme varie più o meno corrette con altri sapori, alla mandorla arricchita da bergamotto o croccante o cioccolata, dalla panna ai fiori di sambuco, alla fragola all'aceto balsamico, dalla curcuma con i pinoli, al cioccolato che più nero non si può... agli altri che non ricordo, ma tutti squisiti.

 


 

Così ieri pomeriggio abbiamo fatto questa dolce maratona di gelati, in un luogo che più bello non si potrebbe: il piazzale Michelangelo, che tutto il mondo conosce e che tutti i turisti visitano perchè da lì si vede il panorama più completo di Firenze! Era una bella giornata anche se un po' ventosa ed io ero contenta anche per essere riuscita a portare fuori di casa per qualche ora mio marito... per una causa così nobile!

E visto che naturalmente data la folla non siamo riusciti a parcheggiare vicino al piazzale, è stata molto piacevole anche la passeggiata per arrivarci, risalendo e dopo scendendo lungo il viale alberato e fiorito, con tanti iris lungo i pendii, questi fiori simbolo della nostra città e che hanno una grazia così delicata.

Cercherò di mettere un iris fotografato da me ad incorniciare per un po' questo blog...

 
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FINALMENTE

Post n°1427 pubblicato il 20 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ARRIVI

 


 

Proprio stamattina.

In auto percorrevo una strada di estrema periferia quasi campagna, ero ferma ad un semaforo su un ponte che scavalca uno dei tanti piccoli fiumi affluenti dell'Arno, ammiravo quel bel paesaggio di verdi primaverili e squillanti, di scintillio dell'acqua, di nuvolette di panna nel cielo terso... ecco, proprio nel cielo, finalmente LE RONDINI! Le prime che vedo quest'anno! E non poteva accadere in un posto migliore, da cartolina di auguri pasquali, da immagine di un libro di lettura per bambini!

Tante, uno stormo. Sfrecciavano e si abbassavano vicino al corso d'acqua, l'avevo notato gli anni scorsi che è più facile vederle vicino all'acqua. Provenivano da sud, pur volando in tondo tendevano a spostarsi verso nord... davano l'idea di essere appena arrivate. Erano davvero belle, ora la primavera è completa, bisogna essere più sereni e leggeri dentro!


Nel mio giardino, anche se così poco invitante, altri uccellini si stanno servendo abbondantemente di rametti e chissà cos'altro per preparare i nidi, sul leccio è ritornata la coppia di colombacci dell'anno scorso (credo) e si sono riappropriati del loro vecchio nido: avremo nascite fra poco?

Oggi pomeriggio ho sentito uno strano verso dal cielo sopra il giardino, ho alzato gli occhi per scoprire il nuovo alato: gabbiani! Ce ne sono molti lungo l'Arno, ma io abito abbastanza lontana, oggi sono arrivati fin qui e si sono fermati a lungo sui tetti delle case vicine, lanciandosi richiami. Sarà un inizio di colonizzazione? Però i gabbiani sono abbastanza sfacciati e ingombranti... e lasciano cadere certe "pozzanghere" bianche che insudiciano dappertutto...

Mah! Aspettiamo le LORO decisioni, se la nostra zona sarà di LORO gradimento...


 
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PRANZO DI PASQUA

Post n°1426 pubblicato il 16 Aprile 2017 da atapo
 

GRAZIE ALL' AGNELLO

 


 

Come in molte altre Pasque, anche quest'anno io e mio marito saremmo stati da soli.

Con tutti i lavori in corso di questi periodi, l'organizzare e l'invitare era l'ultimo dei nostri pensieri e i figli di solito hanno consuoceri molto più solerti di noi. Ci saremmo incontrati lo stesso con figli e nipoti: proprio ieri era il compleanno di Riccardo e tutti eravamo stati invitati al pomeriggio a festeggiarlo a casa sua.

Per il nostro pranzo pasquale mio marito aveva detto: -Voglio prepararlo io un pezzo di agnello, cercherò su internet una ricetta che mi ispiri.- Sì, siamo un po' carnivori... ed anche tradizionalisti!

A me toccava di procuraglielo questo agnello in uno dei miei giri al supermercato. E l'ho trovato: una bella spalla con poco osso e molta carne, era solo un po' abbondante per due persone, ma era la più piccola che ci fosse venerdì e ormai il tempo era agli sgoccioli. Naturalmente il marito aveva brontolato che era troppo. -Congeleremo quello che resta- gli avevo detto.

Però ieri pomeriggio alla festa di Riccardo, fra una pizzetta, un regalo e un palloncino, ho chiesto a mio figlio:-Cosa fate domani a pranzo?-

- Ancora dobbiamo decidere, al pomeriggio andiamo a Pistoia dagli altri nonni...-

Gli ho detto dell'agnello abbondante, avremmo potuto pranzare insieme.

-Vedremo, ti farò sapere.- Però mi sembrava poco convinto.

Anche a mia figlia ho raccontato dell'agnello, se per caso loro avessero voluto venire a pranzo da noi... se non andavano dai suoceri...

-Assolutamente no! Domani vogliamo stare tranquilli a casa nostra senza impegni nè orari!-

Però in tardissima serata mi ha mandato un messaggio: ci avevano ripensato, accettavano l'idea di venire da noi: sfido, almeno per Pasqua si sarebbe tolta il pensiero di cucinare e rigovernare per sei persone!

E stamattina presto ci siamo telefonate: lei faceva delle polpettine per i bambini che probabilmente non avrebbero gradito l'agnello, il mezzo chilo di ragù che avevo appena preparato sarebbe servito per una teglia di lasagne per le quali mi avrebbe portato besciamella e sfoglia a pronta cottura..

Ma non è finita: poco dopo mi ha telefonato mio figlio, sarebbero venuti anche loro!

La macchina organizzativa si è messa in moto a pieno ritmo per nutrire 10 persone (a Cesare per ora ci pensa la mamma), ero sicura che la torta pasqualina che avevo preparato ieri, il risotto alla zucca (l'ultima della stagione), la pastiera e una crostata ai lamponi che tenevo surgelata di emergenza... insieme a quanto già previsto avrebbero sfamato tutti.

E così è stata una bella giornata tutti attorno al tavolone, con una grande varietà di sedie, piatti e bicchieri perchè servizi da 12 ce l'abbiamo solo per le posate.

E la porta finestra era aperta sul giardino, coi bimbi che dopo pranzo, mentre i grandi si sono attardati a tavola, correvano dentro e fuori, dal giardino alla sala dove si organizzavano con lo scatolone dei giochi: ormai fanno da soli, non hanno bisogno di noi per divertirsi.

E' stato tutto così imprevisto e improvviso, ma così semplice e così bello, nemmeno troppo faticoso per me. Tutti insieme, insperatamente... non accade spesso purtroppo! Dopo le previsioni malinconiche, è diventata proprio una bella Pasqua!

 

 

 
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RITARDO

Post n°1425 pubblicato il 12 Aprile 2017 da atapo
 

RONDINI

 


 

1 aprile 2013

11 aprile 2012

6 aprile 2011

11 aprile 2008

In queste date, in questo blog, ho scritto con gioia del ritorno delle rondini qui a Firenze.

Sono andata a ricercarle appositamente, perchè quest'anno di rondini ancora nemmeno l'ombra. E dire che ho spesso la testa per aria a guardare il cielo, mi piacciono le nuvole e in questi giorni da un momento all'altro mi aspettavo di vederne almeno una o due di rondini, quelle che vengono in avanscoperta.

Niente! Nemmeno nel parco lungo il fiume! Le aspetto con impazienza ed ora anche con un po' di inquietudine: perchè non sono ancora arrivate? Ha un senso o un motivo questo ritardo? Tornerà il freddo? La stagione ancora non è stabilizzata? Che cosa captano questi uccellini che senz'altro hanno sensi molto più affinati dei nostri per scoprire i misteri della natura?

E' che senza rondini la primavera è più povera, io non riesco a sentire del tutto la bellezza e la gioia della stagione nuova... e quest'anno ho tanto bisogno di cose belle che mi facciano stare serena e meno tesa, che mi rilassino...

Osservo che le date scritte sopra si riferiscono agli anni più tranquilli fra quelli che ho trascorso da quando scrivo qui: negli altri anni c'erano in atto situazioni tali per cui avevo ben altro a cui pensare, altrochè cercare le rondini nel cielo!

Neppure quest'anno è tranquillo, eppure mi mancano...

 
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CASANOVELA

Post n°1424 pubblicato il 09 Aprile 2017 da atapo
 

FILI

 


 

Siamo di nuovo in alto mare.

E' finito l'impianto di irrigazione, ma il giardiniere ancora non si fa sentire… direi che fra lui e mio marito non si sa chi ha i tempi tecnici più eterni!

Comunque mio marito, senza soluzione di continuità, si è già buttato a capofitto in un altro lavoro: deve completare l'impianto elettrico della casa, già fatto per fortuna, ma ci sono dei perfezionamenti lasciati tutti ad un esperto come lui!

Questo vuol dire che lavora DENTRO casa e non in una stanza alla volta, perché i collegamenti vanno dappertutto, ma “l'opera” si diffonde in tutte le stanze quasi in contemporanea. Dato che le scatole con gli attacchi, le derivazioni e i fili si trovano spesso in angoli abbastanza nascosti ecco che è necessario spostare i mobili, anche per accedere più comodamente. E naturalmente attrezzi dappertutto e fili, fili interminabili che spuntano da tutte le parti!

Il mio muovermi per le stanze deve essere prudente per non inciampare, il mio decidere in che stanza restare a far qualcosa deve confrontarsi con le sue necessità in quel momento di lavorare proprio in quella stanza, o di togliere la corrente, o di spostare qualcosa…

Insomma, un cantiere! Una sera addirittura alle 23,30 c'era il letto ancora ingombro di cose che aveva spostato, lui era a guardare la TV, io gli ho chiesto: -Dove pensi di dormire stanotte? Ah, già, ma tu soffri d'insonnia, non hai bisogno di un letto… Devo andare in albergo?-

Nei momenti in cui il tutto è più caotico mi sento di nuovo quel malessere e quel nodo allo stomaco che ho avuto per mesi quando c'erano i muratori e noi eravamo ancora molto accampati… Sono diventata allergica ai lavori di ristrutturazione!

Naturalmente questo significa che LUI continua a NON esserci per nessun altro motivo o impegno che non sia di vitalissima importanza. Tendo a pensare che lo faccia apposta, cioè sia un suo modo di essere: buttarsi allo spasimo in lavori che gli consentano di non farsi “incastrare” o di non accettare altre proposte più leggere e socializzanti. In una parola, nella vita bisogna sempre soffrire o trovare il modo di complicarsi le giornate.

E io che faccio? Tutto il resto del casalingo mi tocca, ormai LUI vuota solo la lavapiatti e cucina le fettine perché dice che io le cuocio troppo…

Con la casa in queste condizioni sento di nuovo il bisogno di uscire, di evadere: avrei parecchio da fare anche in casa, ma tanto non ci riesco! Vado fuori quando mi è possibile in queste calde giornate di primavera, ma in giro da sola e innervosita non è una grande piacevolezza e poi avrei tanto da sistemare in casa… e da studiare…

Quanto durerà ancora? E dopo sarà più tranquillo almeno per un po'?

Ho voglia di vita NORMALE.

 
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COPPIE

Post n°1423 pubblicato il 05 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

COPPIE  ANTICHE

 

disegno di Van Gogh

Quando faccio i mercatini svuotacantine, capita che incontri più volte qualcuno che fa il mio stesso "mestiere" e che magari ritrovo più o meno vicino di postazione. Così nelle ore morte si cominciano a scambiare due parole, si osservano e si commentano reciprocamente le proprie mercanzie... Una giornata è lunga da passare e purtroppo non sempre c'è la folla desiderata di possibili compratori.

C'è una coppia maxi, cioè sia lui che lei sono di dimensioni molto ingombranti, entrambi sono appassionati di questo lavoro, da quanto ho capito ogni fine settimana non si lasciano sfuggire un mercatino, si lamentano perchè certe volte ce ne sono due in contemporanea e scegliere è difficile...
Conoscono un sacco di gente, sia fra gli altri venditori sia fra chi arriva a curiosare... sfido io! Non perdono un'occasione! E si vede che questa attività gli piace molto, da come sono sempre allegri: lui ogni tanto si mette anche a cantare, lei sa molto su quello che ha sul banco e sui fatti di questo e quest'altro, mi ha dato suggerimenti e spiegazioni sugli oggetti che espongo io...
Il loro banco è diviso in due parti: lei vende un po' di tutto, come me, soprammobili, ceramiche, servizi più o meno completi, borse, cappelli, foulards, penso li raccolga da persone che vogliono disfarsene e loro due, che non hanno certo problemi a sollevare e caricare sul furgone scatoloni e oggetti pesanti, probabilmente svuotano solai e cantine. Il marito invece fa collane, braccialetti, anelli e gioielli vari, tutti bellissimi. Sua moglie mi ha raccontato che era il suo lavoro in una ditta famosa, poi quando è andato in pensione ha continuato per hobby e per venderli in questo modo, naturalmente è espertissimo di perle e pietre dure. Mi sono molto simpatici, si percepisce dalla loro allegria quanto siano affiatati in questa attività che fanno insieme per riempire i giorni della loro terza età.

Poi c'è un'altra coppia, molto diversa: sono parecchio anziani, sono piccini, minuti quasi diafani e silenziosi. Il loro banco è sempre una sorpresa, espongono di tutto e ogni volta ci sono oggetti di generi nuovi e spesso molto particolari, che fanno restare a bocca aperta. Davanti alla mia meraviglia e alla mia domanda: -Ma dove trovate queste cose strane?- Mi hanno detto chiaramente che svuotano case in cui ci sono eredità delle quali i padroni vogliono disfarsi, così si ritrovano anche oggetti molto antichi e particolari.
Io credo che non si rendano bene conto del valore di certe cose perchè fanno sempre prezzi bassissimi: prima di Natale avevano uno scatolone pieno di statuine del presepio di quelle antiche di terracotta dipinte a mano, con soggetti molto originali che non avevo mai visto in altri luoghi. Le vendevano a pochi euro ognuna e se uno ne prendeva un po' facevano anche lo sconto! E pensare che i collezionisti sborsano tanto per queste statuine! Io ne comperai alcune, un angioletto graziosissimo lo tengo sempre sulla mia scrivania, da tanto che è bello non ho voluto chiuderlo insieme agli altri pezzi fino al prossimo Natale.
L'ultima volta che ci siamo trovati al mercatino avevano tantissimi libri, riviste, album... per ogni pezzo chiedevano 1 euro. Io ho frugato e ho trovato libri molto antichi, dell'inizio del '900, ho comperato una rivista d'arte di quel periodo che presenta l'art déco come novità, è scritta in inglese, ma per me sono godibili già le immagini! C'erano anche diversi album di schizzi e disegni a matita molto belli: loro non sapevano nulla della provenienza o degli autori, io gli ho raccontato che qualcuno in banchetti simili magari ha ritrovato opere di artisti molto famosi, che poi hanno avuto un valore astronomico... loro si stringevano nelle spalle:-Cosa vuole che ne sappiamo noi!- A loro basta raccattare qualche euro, forse per arrotondare le pensioni...Anche questa piccola coppia mi è molto simpatica, si vede che questo lavoro? hobby? li accomuna molto.

E io me ne sto sola al mio banchetto: mio marito scarica gli scatoloni, non monta nemmeno più il tavolo perchè ho imparato a farlo io, sparisce, torna all'ora di pranzo per mangiare un panino insieme, risparisce, torna alla sera quando io ho riposto e sgomberato tutto a ricaricare gli scatoloni...

 
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