Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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Messaggi di Maggio 2017

CI RISIAMO

Post n°1438 pubblicato il 31 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

LIBERO  CHE  FAI ?

Tornata la possibilità di caricare le mie foto negli album, ecco da ieri una nuova sgradevole sorpresa:

nei box qui accanto non posso fare niente, nè aggiungere, nè cambiare, nè inserire lihk.

Volevo aggiornare i libri letti, i collegamenti ai mesi passati... niente di tutto questo. 

Sono riuscita a inserire la poesia del mese nuovo, ma ho dovuto provare più volte.

Che succede? Viene una piccola voglia di emigrare in altre "terre"... come molti hanno già fatto...

E anche il mio PC ha ripreso ad esasperarmi con la sua lentezza e difficoltà di collegamenti...

 
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ACQUA !

Post n°1437 pubblicato il 27 Maggio 2017 da atapo
 

VISITA  DI  CONTROLLO

 

le mie calle appena sbocciate

Non si tratta di me stavolta, ma del giardino.
Il giardiniere, una volta seminata l'erba, potato il potabile e piantato il piantabile, aveva detto che sarebbe ritornato per controllare la situazione, raccomandandosi di innaffiare molto nel frattempo per agevolare la nascita e la crescita del prato.
Innaffiare... un  nuovo motivo di discussione in famiglia... perchè mio marito annaffierebbe col contagocce! E' sempre a contestarmi quando propongo di innaffiare, dice che io annego le piante. Sì, talvolta mi è successo, ma in passato, ora ci sto più attenta. Lui invece dà l'acqua quando la terra è secchissima, i fiori avvizziti e le foglie con le punte secche. E capita che sia troppo tardi, l'agonia è già iniziata e non più recuperabile.
Così per il prato, aspettava che la terra si crepasse per dare nuova acqua, tanto, diceva, sotto è ancora umida!
Infatti la diagnosi del giardiniere quando ieri è tornato è stata: -Troppo secco! Quanta acqua gli dai?-
-Cinque minuti di innaffiatura ogni volta.-
-Nooo! Almeno dieci minuti, con questo caldo che arriva, altrimenti l'erba non cresce. E poi devi innaffiare anche sotto i cespugli e togliere le campanelle striscianti che altrimenti soffocano tutto.-

Ecco, c'è un bel po' da fare! E si dovrebbero rinvasare anche certi fiorellini che stanno stretti nei vasetti di plastica del supermercato. Se mi metto ad aiutarlo naturalmente avrà presto da ridire su cosa faccio... come faccio... E poi LUI ha un sacco di altri impegni oltre il giardino... e i suoi telefilm da vedere...
Mah, come andrà a finire?

 
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AMBIGUO

Post n°1436 pubblicato il 24 Maggio 2017 da atapo
 

MAGGIO

Questo mese che lentamente si avvia alla fine anche quest'anno si è comportato come al solito: mi ha sempre offerto di tutto, è stato capace di darmi soddisfazioni e gioie grandissime o di sferrarmi colpi dolorosi da afforntare con difficoltà e stringendo i denti. Il mese del compleanno, quello che si vorrebbe ricordare solo con leggerezza...

Non mi soffermo sugli eventi internazionali che non aiutano certo l'ottimismo e aggiungono ansie e lutti...

Nel piccolo della mia insignificante vita commemoro ricordi tristi di questo mese nei tempi passati e vi aggiungo l'ultima perdita, anche se solo di un animaletto, temo per certe complicazioni che si palesano all'orizzonte familiare, vivo con fatica questo danno della mancanza di poter usare la patente da parte del marito.

Abbiamo saputo la data della fatidica visita per riaverla: il 27 luglio! PIU' DI TRE MESI APPIEDATI!

Non si uscirà più: lui non vuole andare in treno nè in corriera, il bus lo innervosisce con i tempi di attesa. E non parlo di grandi viaggi, che quelli ormai da tre anni ce li siamo scordati, ma nemmeno cinema, teatro, gite, sagre...insomma uscire di casa per una distrazione qualsiasi .

Stop ad uscite serali perchè qui dopo le 21 c'è un bus ogni ora e i taxi sono rari e carissimi. Se non si elemosina un passaggio da qualcuno... ma i nostri rapporti sociali non sono abbondanti.

Domenica in un paese confinante con Firenze c'era la sagra del lampredotto di cui lui è golosissimo: ci siamo andati, bus e passeggiata... che stress! Ha brontolato dall'inizio alla fine, per qualsiasi cosa soprattutto ciò che riguardava il percorso e i mezzi di trasporto! Si placava solo quando aveva la bocca piena! E abbiamo mangiato veramente bene, ma io mi chiedevo:-Chi me lo fa fare?- e dubitavo di reggere altre escursioni simili. La spesa mi tocca farla in bus e carrettino, poca per volta perchè non posso portare pesi, quindi più di frequente... Lui per ora è andato solo in bicicletta a comprarsi il vino che stava finendo, ho provato a dirgli di prendere anche qualcos'altro, ma sulla bici non ci stava!

Saltano anche i mercatini dell'usato che dovevo fare tra maggio e giugno, mia figlia non può essermi di aiuto, visto che sarebbero stati un po' lontani da casa.

Insomma, se il bel tempo pareva aiutarmi a riprendere un po' di ottimismo, questa storia va proprio in direzione contraria.

C'è solo la piccola consolazione che mi sta dando il mio giardino: l'erba spunta, timidamente e lentamente. Controllo con ansia le piantine verdi appena sistemate: mi sembra che non tutte attecchiscano in buona salute, venerdì tornerà il giardiniere per un controllo e mi dirà.

Però ci sono fiori: le calle come l'anno scorso, uno degli iris piantati da me è fiorito e, a sorpresa, sotto il melograno, tra foglie strane e sconosciute ancora dal "bosco" precedente a noi, ora sono comparsi piccoli iris gialli e azzurri, poco appariscenti, di forma un po' strana, probabilmente selvatici.


E Libero mi ha fatto una sorpresa: dopo tanto tempo riesco di nuovo a caricare le mie foto!!! La prima è il MIO iris appena fiorito, quello che vedete anche a ornare il blog.

Per la prossima foto del giardino attuale ho deciso di aspettare che l'erba sia cresciuta... e mi auguro che sia presto!

 

 

 

 
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GATTO E NON SOLO

Post n°1435 pubblicato il 19 Maggio 2017 da atapo
 

BETO


Entrò in casa mia a fine estate del 2000. Grande poco più del mio pugno, era un batuffolo peloso.

E urlante, anzi miagolante disperato. Il suo pianto l'avevo sentito ancor prima che si aprisse la porta e mia figlia ce lo mostrasse nella piccola scatola di cartone. Finalmente avevamo un gatto! Mio marito si era intenerito alle richieste insistenti di mia figlia e aveva ceduto... e prima che potesse cambiare idea arrivò Beto, da una cucciolata bastarda tra i monti del Casentino. Come calmarlo? Lo presi delicatamente dalla scatola, mi sistemai sul divano e lo appoggiai sul mio petto, dalla parte del cuore. Non si fa così con i cuccioli d'uomo appena nati? Lui si tranquillizzò... e da quel momento me ne innamorai... e forse anche per lui fu lo stesso.

Penso che troppo presto sia stato allontanato dalla mamma, la buona educazione da gatti l'ha sempre praticata in modo sommario, o forse è il suo carattere fatto proprio così, esuberante, cocciuto e indipendente, un vero gatto Alfa, come la scienza definisce i tipi come lui, infatti l'ho soprannominato AlfaBeto . Da giovane ne combinò di tutti i colori: passò in casa mia i primi sei anni della sua vita, il fior fiore della sua vitalità e capacità dispettosa e distruttiva... e lasciò tracce su mobili e divano. Mio marito tentava di educarlo a ciabattate, gli effetti erano nulli, allora mio marito disse che era allergico al pelo di gatto e tirò un sospiro di sollievo quando dopo sei anni mia figlia se lo portò con sè dopo il matrimonio. All'inizio lo prendevamo ancora a casa nostra durante i viaggi dei suoi padroni, però mio marito continuava a brontolare allora dato che abitavamo vicini Beto restava a casa sua da solo ed io divenni la sua cat-sitter. Negli anni in cui era ancora a casa nostra io ebbi grossi problemi di salute, alcuni interventi chirurgici mi costrinsero ferma per parecchio tempo: Bero è stato la mia pet therapy, così il nostro legame si è rafforzato, sembra che lui capisca le mie parole...

Col passare degli anni si è calmato, è diventato un bellissimo e dignitoso gattone rassegnato a convivere con una famiglia di umani sempre più affollata, quattro bimbi sono nati e hanno imparato a convivere con lui, ad accarezzarlo, giocando sotto il suo sguardo vigile e osservatore.

Diverse volte qui ho parlato di lui...

Gatto di casa, al massimo l'uscita nel loro piccolissimo giardino a scaldarsi al sole, ad acchiappare insetti, ad annusare tracce nell'erba. Le prime volte usciva con un guinzaglio, mia figlia aveva paura che scappasse, poi libero, perchè la vita "fuori" per lui non aveva attrattive. Solo l'estate scorsa una volta uscì da sotto le sbarre della recinzione. Nessuno se ne accorse, erano tutti in casa., dopo circa un'ora suonò una signora del vicinato per avvertire: -Il vostro gatto è fermo davanti al portone d'ingresso del palazzo, forse vuole rientrare.- Aveva fatto una passeggiata attorno all'isolato e gli era bastata... A volte mi chiedo se sia giusto tenere così in casa animali che sarebbero fatti per stare in mezzo alla natura, non mi convince ripetermi che poi si abituano alle esigenze di noi umani...

Diciassette anni sono passati e da stamattina Beto è salito sul ponte dell'arcobaleno.

La vecchiaia ha fatto il suo corso e la sua storia è terminata, spegnendosi pian piano...Le ultime carezze e gli ultimi grattini mi devono lasciare la sensazione del suo pelo morbido... Solo tre giorni fa, quando stava già male, gli avevo accarezzato una zampina e lui era riuscito a stringere piano le unghie prendendomi il dito, come faceva sempre, quasi a volermi dare la mano... ma i suoi bellissimi occhi continuavano a restare socchiusi. Mi manca come mancherebbe un amico che se ne va per sempre e mi sento molto triste. I bambini con stupore chiedono:-Ma allora non torna più? Non lo possiamo più accarezzare?- E' un nuovo mistero importante della vita, su cui stanno meditando.

In tutto questo, una cosa mi aiuta: l'abbiamo sepolto nel mio giardino, laggiù tra l'acero e la nuova piccola quercia. Quando al mattino farò la mia passeggiata quotidiana, oltre alle mie piante ci sarà un ricordo e un saluto anche per il mio "gattolone".


 
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ANFITRIONE

Post n°1434 pubblicato il 17 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

DOPO L' OLIMPO

 


Sono discesa dall'Olimpo…

Cioè: è finita l'impresa teatrale dell'Anfitrione.

Siamo stati proprio bravi, tutto è filato liscio, abbiamo aggiustato qualche momento in cui c'erano dimenticanze, come solo i bravi attori sanno fare (modesti eh!) e il pubblico ha assistito ad un bello spettacolo, ha applaudito e si è complimentato alla fine.

Io ho portato in scena, per esigenze di copione, una bellissima piantina di verbena che avevo acquistato il giorno prima e mantenuto con la massima cura perché aveva un ruolo importante: "è il fiore preferito dal re degli dei", diceva una mia battuta… e ora finirà nel mio giardino!

Ad un certo punto in scena alla regina Leda, che stava parlando con Alcmena, stava cadendo la treccia posticcia che aveva fissato con le forcine… Toccava a me entrare (io ero la nutrice di Alcmena) per dire loro alcune cose, allora prima di iniziare il mio discorso ho detto: “Permettete regina che vi aggiusti l'acconciatura?” e ho sistemato la faccenda che stava diventando un po' imbarazzante...e tutto è proseguito come se niente fosse.

Siamo tutti contenti, la regista è raggiante perché ha avuto elogi anche da persone importanti che conosce. Direi che lei ci è salita ora sull'Olimpo!




Stavolta abbiamo avuto un fotografo bravissimo che oltre a farci la ripresa video ci ha scattato foto eccezionali, è riuscito a far venire quasi bene anche me! Su Facebook ha già pubblicato l'album e stavolta sono le sole foto che avrò dello spettacolo, perché mio marito è stato impegnato con la gestione delle luci e della musica quindi non poteva fotografare. Se ne copio qualcuna qui poi fra poco tempo spariranno, non c'è sintonia fra Libero e Facebook!

Già abbiamo deciso la serata-pizza-di-lavoro-o-quasi, in cui fra un boccone e l'altro discuteremo (e non solo) di come è andata e dei progetti futuri: è quasi sicuro che lo replicheremo in autunno come facemmo con Brecht l'anno scorso, nello stesso teatro del pese vicino Firenze…

Ma per ora ci si riposa.

Io invece il giorno dopo, cioè domenica, avevo il mercatino svuotacantine del mio quartiere, organizzato con mia figlia facendo i salti mortali per trasportare le cose, visto la non-patente di mio marito. Così lunedì mi sono ritrovata distrutta e c'erano tante incombenze arretrate da smaltire, casalinghe e non, accumulate dal periodo delle prove continue.

Solo oggi è il primo giorno in cui mi sento “quasi normale” senza una stanchezza enorme e un sonno insopportabile.

Cercherò di gestire bene le mie forze, perché la stagione teatrale per me non è ancora finita: fra quasi un mese mi aspetta qualcosa al teatro delle Spiagge: sarà un lavoro facile, ma non per questo lo prenderò sottogamba e mi impegnerò come d'abitudine. E come al solito gli ultimi giorni precedenti saranno di fuoco...

 
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CI SIAMO

Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

ANFITRIONE

 


Alcmena e Zeus

 

Questo è il titolo dello spettacolo che presenteremo domani sera, noi della compagnia "Gli Spostati". Andiamo sul teatro classico greco stavolta, rielaborato dalla nostra estrosa regista.

La compagnia "funziona", qualcuno zoppica un po' di più, ma speriamo sempre che l'affiatamento che c'è fra noi ci aiuti se avremo momenti di esitazione...

Da una decina di giorni facciamo prove intense e prolungate, un giorno sì e uno no e il giorno di mezzo a me (e non solo) serve per riprendere le forze. Domani finalmente... MERDE, MERDE, MERDE!

Nelle ore precedenti, oltre al ripasso, devo preparare gli oggetti di scena che tocca a me portare e sistemarmi i capelli che saranno... alla greca, tirati in alto con tutti i ricciolini: niente parrucchiera, faccio da sola con l'aiutino di un gel leggero ma formidabile ad arricciare.

Stavolta il pubblico troverà sulle sedie un foglietto col "programma di sala", cioè la trama e una piccola spiegazione: in effetti la storia è un po' complicata. La regista ha incaricato me di scrivere questo programma (dice che dopo i raccontini su Facebook mi ritiene la più adatta), allora stavolta vi trascrivo qui quello che ho scritto per il pubblico, così lo racconto anche a voi...

 

"Il mito di Anfitrione è stato rappresentato nei secoli da vari autori: Plauto il primo, poi Molière, Giraudoux…

Come di ogni mito antico, ne esistono diverse versioni: a tutte le precedenti aggiungiamo ora questa che presentiamo oggi, rielaborata dalla regista ( .......). e messa in scena dalla compagnia “Gli Spostati”

Giove si innamora facilmente e questa volta i suoi sensi sono accesi per Alcmena, la bella regina di Tebe, moglie di Anfitrione.

E' una coppia felice e Alcmena è moglie fedele: dunque una conquista difficile!

Lo stratagemma escogitato da Giove con l'aiuto di Mercurio sarà di trasformarsi in Anfitrione, sostituendosi a lui, mandato in guerra, per una notte d'amore con l'ignara Alcmena. Da questa unione dovrà nascere Ercole.

Per Giove l'incontro è stato così affascinante che vorrebbe una seconda notte d'amore, ma stavolta non potrà ottenerla con l'inganno: le notizie scendono dall'Olimpo verso Tebe e si allargano per tutta la Grecia, il popolo è felice che la scelta divina cada sulla propria sovrana, porterà benefici e onori a tutta la città! Alcmena è disperata, rifiuta di cedere alla passione di Giove, anche lei pensa ad un inganno: quando Giove verrà sotto le spoglie di Anfitrione, nel buio incontrerà Leda regina di Sparta, così sarà salvo l'onore di Alcmena. Peccato che il primo ad arrivare sia invece il vero Anfitrione, che finirà tra le braccia di Leda credendola sua moglie.

Un doppio tradimento dagli sposi che si ritenevano fedeli…

Ma Giove trasformato in Anfitrione ha capito l'umanità e i sentimenti che provano i mortali, quindi donerà alla coppia di Alcmena e Anfitrione la sua amicizia e l'oblio di quanto è successo.

Loro continueranno ad amarsi ed Ercole nascerà."

 
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SOTTO SILENZIO

Post n°1432 pubblicato il 10 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

FACENDO  FINTA  DI  NIENTE

 


 

Non avevo voglia di festeggiare il mio compleanno, nemmeno di ricordarmi che ci fosse, lo sentivo come un peso: gli anni che si accumulano e si fanno sentire, il peso di questi mesi, anzi ultimi anni senza una tregua di relax. Non sono tragedie, è vero, ma a lungo andare mi hanno logorato...
Avrei voluto in regalo una gita: domenica pomeriggio a Gorgognano c'era una festa, un concerto, banchi di prodotti tipici della zona. Per chi mi conosce da poco, Gorgognano è il paese che non c'è, sull'Appennino bolognese, completamente distrutto al passaggio del fronte perchè stava sulla Linea Gotica. Lì era nata la mia mamma, lì era stata sepolta la mia nonna materna e nemmeno il cimitero era stato risparmiato dalle bombe, tutto completamente raso al suolo. Sempre stato ricordo tragico per la mia mamma, ha passato a me questo senso di perdita e l'unica volta che andai lassù dove non vidi niente se non pochi ruderi sepolti dalla vegetazione ne riportai una grande tristezza.
Ebbene, da qualche anno gli abitanti della zona hanno voluto recuperarlo in qualche modo: c'è il cartello che lo indica, la cappellina unico resto del cimitero è stata restaurata, davanti hanno spianato una radura dove ogni tanto organizzano camminate, manifestazioni, concerti, per mantenere un legame col passato. Queste iniziative mi emozionano sempre, a volta ne vengo a conoscenza troppo tardi, ma ora tramite facebook è più semplice e stavolta avremmo partecipato... fino al problema del senza-patente che ci ha costretto a rinunciare e ho provato così ancora una volta una tristezza immensa per quelle mie radici distrutte...
Nemmeno la torta a sorpresa mi ha comprato il marito, perchè di lunedì le pasticcerie sono chiuse...a supplire  malinconicamente ho tolto dal congelatore una piccola crostata ai lamponi del Lidl e basta così.

Ma passare sotto silenzio non si può perchè tante persone mi hanno fatto gli auguri, tra facebook, blog e messaggi, naturalmente li ho graditi come manifestazione di amicizia o quanto meno di un pensiero gentile nei miei confronti e quelle poche parole a cui si accompagnavano a volte immagini spiritose o romantiche mi hanno riscaldato il cuore e con piacere ho risposto a ciascuno, impiegando in questo modo molto tempo di quella giornata: come se li avessi lì con me a farmi compagnia.
Tra i "fiori virtuali" che mi sono arrivati, mi hanno colpito quest'anno soprattutto un mazzo di lillà e i ranuncoli selvatici in un prato... ricordi d'infanzia!

Certo, il ricordo principale dei miei compleanni di bambina erano le rose rampicanti di casa mia che fiorivano giusto in questo periodo, indimenticabili per profumo e bellezza e che io consideravo come un regalo per il mio compleanno.

Però i lillà e i ranuncoli li incontravo e li amavo ogni primavera come segno della bella stagione ormai consolidata, verso maggio, quando correvo a giocare insieme ai miei piccoli amici nei prati e nei boschi intorno casa mia, adesso questi fiori restano la nostalgia di una spensieratezza e di un senso di libertà ormai impossibile da ritrovare...

 
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LA PATENTE

Post n°1431 pubblicato il 06 Maggio 2017 da atapo
 

RINNOVARE

Monet, Signora in giardino

Era un pomeriggio piacevole, giovedì scorso: tempo discreto, il giardiniere e il suo aiutante finalmente piantavano nel giardino i nuovi alberelli scelti. Una quercia, un arancio e un pero, che tenerezza vederli così piccini e fragili, con la necessità di un sostegno per crescere diritti. Sono così graziosi! L'arancio ha già fatto i fiori, è sulla buona strada. Intanto si chiacchierava, il mio amico giardiniere mi dava consigli, si prendevano le decisioni per le piante che dovranno formare la siepe…

Finalmente anche il giardino si avvia alla sistemazione decente e questo mi rallegrava.


Mio marito era uscito per acquisti. E' tornato un po' scuro in viso, si era accorto che stava girando con la patente scaduta, ha telefonato per sapere come e dove rivolgersi per rinnovarla velocemente.

E qui la mazzata: poiché mio marito ha delle patologie che richiedono una visita particolarmente accurata corredata da diversi esami medici, deve prima fare tutta questa trafila e nella città c'è un solo ambulatorio in cui fanno questa visita, da richiedere naturalmente quando si hanno i risultati degli esami richiesti, e questo posto ha liste di attesa di almeno due mesi. Tutte queste BELLE notizie sono state raccolte tra giovedì e venerdì, ormai era tardi per avviare la procedura, cioè per richiedere gli esami necessari nella sua situazione clinica. Se ne riparlerà da lunedì prossimo.

Il suo amico M, che deve fare lo stesso percorso dopo che ha avuto problemi al cuore, gli ha detto che gli esami dovrà rassegnarsi a farli privatamente, date le liste di attesa che ci sono, pagando… pagando...se vuole accelerare il tutto… E che queste cose è bene che vengano avviate diversi mesi prima della scadenza della patente, se non si vuole rimanere A PIEDI per un tempo indefinito.

Come siamo noi ora, chissà per quanto, pare saranno mesi! Non mi dilungo sulle difficoltà e i problemi che questo ci procura, già ne ho scoperti diversi e chissà quali salteranno fuori ancora…

Fra poco è il mio compleanno: -Questo è proprio il regalo che mi mancava!- Gli ho detto parecchio innervosita.

E dentro di me ho maledetto il fatto di non aver mai preso la patente: non credo di aver fatto molti errori nella mia vita, ma questo è stato senz'altro il più grosso!

E un pomeriggio iniziato così piacevolmente è terminato così male. Possibile che si debba pagare tutto così caro?!

 

 
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CASANOVELA

Post n°1430 pubblicato il 01 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ALLE CALENDE GRECHE

 


Firenze, il Giardino delle Rose

L'operaio specializzato che ci fece l'intonaco esterno e il cappotto deve tornare per alcune rifiniture al muro esterno tra il giardino e un edificio confinante. Di questo si cominciò a parlare già qualche tempo fa. Ricordando i tanti mesi che questa persona ci fece aspettare per il lavoro precedente io non ero molto ottimista e la sua solita frase:-Quando verrò? Vi farò sapere...- non lasciava presagire nulla di buono. Infatti il tempo passava e nessuna novità.

Ma all'inizio di maggio il giardiniere dovrebbe mettere l'erba e a sistemare le piante, per questo sarebbe meglio che il muro fosse già sistemato. Così, come al solito, ho cominciato a tormentare il marito perchè sollecitasse il lavoro del muro entro fine aprile.

- E' un lavoro veloce, ci vuole poco tempo, ora sono molto impegnato quindi lo farò sabato 29 aprile, al mattino di buon'ora sarò da voi. Me lo ricordi per sicurezza qualche giorno prima.- aveva assicurato l'operaio.

Però mio marito si è dimenticato di dare un colpo di telefono "qualche giorno prima", io l'ho scoperto venerdì quando gli ho chiesto: -Allora per domattina è confermato?-

-Oh no, mi sono dimenticato!- Io stavo uscendo per una prova del teatro, mi sono raccomandata, ma al mio ritorno, ormai di sera tardi, la telefonata non era stata fatta.

-Mandagli almeno un messaggio, così se ci sono problemi ci avverte.- Non ha mandato nulla, al mattino dopo ci siamo alzati e preparati per tempo (di sabato!!!) , poi verso le otto mio marito gli ha telefonato...

Non mi sono nemmeno sorpresa quando poi mi ha riferito che l'operaio si era dimenticato dell'impegno preso con noi e stava andando da sua madre per fare un certo lavoro da lei... ma non dovevamo preoccuparci perchè era una cosa semplice e per le 17,30 sarebbe venuto da noi.

Per fortuna c'è l'ora legale e ci si vede fino a tardi, questo è stato il mio commento, per non lasciarmi sfuggire di peggio.

Ma la giornata per me si era già rovinata...

Comunque lui non si è visto nè alle 17,30 nè alle 18... alle 18,30 ha chiamato dicendo che il lavoro da sua mamma era più complicato del previsto quindi non ce la faceva. E TI PAREVA!!!

Però confabulando al telefono con mio marito pare che anche il lavoro da noi sia più complesso di quanto sembrava all'inizio, quindi...?

Ora c'è il ponte, poi il giardiniere è già fissato (anche lui ad acchiapparlo ...), mica si può lavorare ad un intonaco in giardino mentre qualcuno sposta terra, semina erba e mette alberi!

Conclusione: il lavoro al muro salta per ora, se ne riparlerà quando l'erba sarà sistemata e cresciuta: tra un mese? Due mesi? Ma lavorando al muro, temo io, si rovinerà in quella zona, si dovrà rimettere l'erba da capo...

E quando telefoneremo all'operaio dicendo:-L'erba è a posto, può venire.- sarà già stagione calda, quella in cui lui ha tutti i lavori grossi degli intonaci nelle case nuove, quella per cui già con il cappotto ci rimandò di altri mesi...

Ecco perchè io sono parecchio esasperata, dopo che questa ristrutturazione va così dall'autunno del 2014 e ancora non se ne vede la fine!!!

 
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