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Post n°1332 pubblicato il 30 Aprile 2016 da atapo
 
Tag: teatro

BRECHT  vs   MAUPASSANT


 

 

La mia amica regista questa volta si è lanciata in un progetto estremo: vuole mettere in scena “L'opera da tre soldi” di B.Brecht. Naturalmente dopo averla personalmente ridotta e adattata alle nostre povere risorse sceniche, comunque resta sempre un bell'impegno, perchè oltre alla recitazione ci sono anche parti cantate, in coro e da solisti (io canto solo in coro e anche lì cerco di farmi notare il meno possibile!).

L'impresa iniziò nell'autunno scorso. Lei, per motivi che non sto a spiegare, ha voluto rinnovare gran parte dei suoi attori, io sono rimasta, anzi le ho fatto conoscere... nuovo materiale umano e alla fine nel gruppo sono entrate anche quattro persone che erano con me negli anni passati al corso del teatro delle Spiagge. Ci siamo subito intesi bene nella nuova compagnia che si è formata e l'avventura è proseguita con divertimento, nonostante la difficoltà del lavoro. Infatti il punto a favore di quest'anno è che le persone si danno da fare con serietà, senza polemiche e tutti cercano di rendere al meglio. Purtroppo gli impegni di lavoro di qualcuno creano ancora i soliti problemi legati ad orari e assenze, ma la situazione resta gestibile. Insomma, ci stiamo avvicinando alla conclusione, con qualche ansia soprattutto perchè ci sono ancora da sistemare i passaggi tra una scena e l'altra, ma cerchiamo di essere ottimisti... Il tempo non basterebbe mai, da tanto ormai era stata decisa la data dello spettacolo che faremo nella sala polivalente con palcoscenico di un ospedale cittadino, lo stesso in cui qualche anno fa recitammo con successo “Quello che prende gli schiaffi”.

Proprio perchè questa sala serve anche per convegni medici ci siamo inseriti presto nella sua programmazione, dunque reciteremo il 7 maggio. C'è poco, anzi pochissimo, vero? Appena una settimana...

Ma dovete sapere che qualche tempo dopo l'inizio di questo gruppo mi telefonò un'altra mia amica con ambizioni da regista, quella professoressa che organizzava il teatro in francese (che quest'anno è saltato). Lei già l'anno scorso aveva raccolto un gruppetto di signore di una certa età con cui aveva preparato uno spettacolo: alcune di queste le conoscevo anch'io, dai tempi lontani dell'università dell'età libera.

Dunque questa amica mi chiese di entrare nel loro gruppo. Lei non sapeva di Brecht, anzi è fra coloro che furono “esclusi”...

Io non le dissi di questo impegno appena iniziato, sapevo che ci sarebbe rimasta male per la sua esclusione... Lasciai in sospeso, dissi che ero stanca per le grane della casa, che ci avrei pensato, che avrei deciso dopo aver letto il testo che proponeva: “Boule de suif” di Maupassant, di cui lei aveva scritto una sceneggiatura in italiano .

La novella mi piacque, non mi parve complicata da rappresentare e solo per questo accettai, anche perchè si doveva rappresentare in febbraio quindi l'impegno sarebbe stato abbastanza breve.

Invece lì tutto si è trascinato... le persone lavorano purtroppo diversamente dal gruppo di Brecht, le assenze sono continue, le prove diventano faticosissime... In febbraio eravamo ancora in alto mare, rimanda... rimanda... Lavoriamo nella sala del circolo ufficiali, che è utilizzata per un sacco di loro attività sociali e quando poco tempo fa si è arrivati a cercare un altro giorno per lo spettacolo erano quasi tutti impegnati: è finita che dovremo recitare il 5 maggio!

Io a quel punto mi sono arrabbiata molto: dovrei fare uno spettacolo il 5 e uno il 7!

Non è soltanto per i giorni così vicini, è soprattutto il fatto che ogni spettacolo alla fine richiede prove ravvicinate, quasi quotidiane e intense, anche per la sistemazione dei costumi e dei particolari: io mi ritrovo ormai da due settimane che quasi ogni giorno c'è la prova di qualcosa, a volte anche due... E' un periodo invivibile e arriverò alla fine che sarò uno straccio...

A questa seconda amica-regista ho detto che non la mollavo giusto per serietà, ma che non ci sarà una prossima volta a lavorare in questo modo, con incertezze e rinvii continui.

Mi dispiace arrivare alla fine con questa stanchezza e questa amarezza, perchè entrambi gli spettacoli sarebbero piacevoli, le parti che mi hanno affidato mi piacciono e ci sono entrata facilmente.

Ma c'è un limite a tutto! Quest'anno mi pare che lo stia superando e non per colpa mia!

 
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