Nel cielo del sogno trema una stella

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Quando lottiamo con la nostra parte oscura e inconciliati ci pieghiamo al domandare assiduo, non è insensato muovere in direzione della persona che il destino ci ha sottratto. Nottetempo, cedendo alle lusinghe del sogno, tendiamo una mano all’ailleurs e sovvertiamo la storia di Enea e Didone: non fugga Enea né si dia la morte Didone, ma insieme, trionfanti, cancellino la linea destinale voluta dagli dèi.

Al risveglio, non costituirà motivo di stupore il dischiudersi di un orizzonte nuovo, e questa volta non l’obliquità del tempo né le asimmetrie dell’inganno disgiungeranno la vita dalla morte.

Fonte di ispirazione:

Trovo del tutto ragionevole la credenza celtica secondo la quale le anime di coloro che abbiamo perduti sono imprigionate in qualche essere inferiore, un animale, un vegetale, un oggetto inanimato, perdute davvero per noi fino al giorno, che per molti non arriva mai, nel quale ci troviamo a passare accanto all’albero o a entrare in possesso dell’oggetto che ne costituisce la prigione. Allora esse sussultano, ci chiamano, e non appena le abbiamo riconosciute, l’incantesimo si spezza. Liberate da noi, hanno vinto la morte, e tornano a vivere con noi”.

Marcel Proust, Dalla parte di Swann

Nel cielo del sogno trema una stellaultima modifica: 2019-05-05T12:20:50+02:00da hyponoia

8 pensieri riguardo “Nel cielo del sogno trema una stella”

  1. Le sembrerà un’esagerazione o un’iperbole affermare che pochissimi, nemmeno MP, sarebbero stati capaci di condensare stupendamente in 5 righe quello che ha fatto lei. Ancor di più, risolvere solo in due parole (obliquità del tempo) una disparità che è sempre attuale, anche fra contemporanei ed, ancor di più, sempre in due parole (asimmetrie dell’inganno) l’aspetto più devastante dell’inganno. Complimenti.

      1. Capito, provo a metterci una pezza.
        Marcel mi perdoni se ho apprezzato più le righe di Hypo che le sue. Mi succede, a volte, anche con certi quadri di apprezzare più la cornice che la tela; e se la trovo più bella, malgrado la firma sulla tela, rientra nella sensibilità di ciascuno. E’ vero, prima di avventurarmi in giudizi tranchant dovrei conoscere Proust molto più profondamente. E’ altrettanto vero, però, che nemmeno Hypo conosco profondamente. Consideri quindi il mio giudizio parziale. In ogni caso se foste in gara fra voi io non sarei un giudice all’altezza. Di entrambi voi.

          1. difficile che ritorni su una mia opinione ma, stavolta, lo farò perché è indubbio che “ormoni” e “posizioni” abbiano qualche attinenza… uhm…

  2. Quando m’accorgo che il mio spirito si affatica senza successo, lo induco a prendersi quella distrazione che gli negavo, a pensare a qualcos’altro, a ritemprarsi prima di un tentativo supremo.

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