Creato da LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl
 

 

« Una ragazza del secolo scorsoYo no soy marinero »

Va tutto bene

Post n°46 pubblicato il 24 Novembre 2006 da LaDonnaCamel
 

Lasciami giu' qui
E' la solita prudenza
Loro senza me, hai detto
E' un problema di coscienza.
Certo che lo so, certo che lo so
Non ti preoccupare
Tanto avro' da lavorare...

http://www.aiasoft.it/bianca/blog/rondini.jpg

"Si', sono d'accordo, e' cosi' anche per me". Annuiva e guardava le foglie fradice incollate alla strada tra le pozzanghere iridescenti.
"Lo sapevamo che non sarebbe stato per sempre, ti ricordi?"
"Certo che mi ricordo. Te l'ho detto, anch'io sono un po' stanco. Va bene anche a me."
Erano arrivati senza accorgersene in fondo alla via, e un grande prato incolto si stendeva davanti a loro. La pioggia aveva lasciato l'aria trasparente e la riga di nuvole nere si stava allontanando. Il fango pero' era ancora fresco, lo sentivano viscido sotto le scarpe.
Si erano fermati e si fronteggiavano indecisi se tornare indietro o costeggiare il prato lungo il sentiero.
"Devi andare?"
"No, sarei libera ancora per un po'. Se devi andare tu, pero'..."
"No, no, io resterei volentieri. Non fa freddo."
"Si', si sta ancora bene."
Stava per darle la mano, poi invece lascio' stare e la mise in tasca, sentendosi goffo.
"Camminiamo ancora un po', ti va?" disse lei prendendolo a braccetto, "Posso appoggiarmi? Ho paura di scivolare."
Le strinse un attimo il braccio, e poi camminarono piano lungo il prato umido.
Le rondini gridavano tracciando rotte irregolari nel cielo chiaro.
Lui prese un respiro profondo e lei si fermo' e lo guardo': "Ti dispiace davvero tanto?"
"No, te l'ho gia' detto. Non c'e' nessun problema. E' cosi' anche per me. Va tutto bene. Prima o poi doveva succedere, lo sapevamo entrambi. Era previsto. Non preoccuparti per me. Tu piuttosto?"
"Io? Io non so. Si'. Va tutto bene anche per me."
"Allora partite domenica? Quanto state via?"
"Una settimana, solo una settimana. I bambini hanno la scuola, non possiamo tenerli a casa oltre la fine delle vacanze. E voi, che fate?"
"Niente, staremo a casa. Mi riposo, magari scrivo qualcosa. Giovanna lavora, ha finito tutte le ferie e non puo' fare il ponte."
Si erano fermati di nuovo, e lei si era allontanata di qualche passo. Con la punta del piede faceva rotolare un riccio di ippocastano mezzo aperto.
Lui si avvicino' da dietro, e sentiva il profumo dei suoi capelli.
"E come stai? Voglio dire, sei sicura di farcela?"
"Bene. Sto bene, non ti preoccupare. Va tutto bene. Al massimo prendo un po' di pillole."
"Sei sicura? Io me la cavo sempre in un modo o nell'altro, lo sai. Ma non vorrei mai che tu..."
"Basta. Andiamo?"
Si volto' lentamente e lascio' che i loro occhi si incontrassero. Rimasero a fissarsi per un tempo indefinito, ed era tutto quello che sarebbe rimasto. Tutto bene, davvero, tutto bene.
"Ti accompagno?"
"No, grazie. Meglio di no."
"Allora ciao".
"Ciao. E fatti sentire. Qualche volta."
"Si'. Qualche volta."

 
 
 
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