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La mia tristezza gioiosa

Post n°297 pubblicato il 29 Agosto 2009 da laura_brustenga
 

Allora è proprio vero che il dolore e la gioia sono inseparabili, che l'uno non esiste senza l'altro, che l'uno contempla l'altro come in uno scambio d'amore intenso. Continuo a ricevere da voi, pubblicamente o in privato, messaggi molto belli, dove viene però fuori una mia tristezza che in realtà... non ho. O meglio,
che "non ho più".

DEDICATO A KAROL / http://blog.libero.it/PRIVATISSIMO/

Meglio ancora "Che ogni tanto riemerge fortissimamente per qualche istante", sono ancora una persona che vive nell'inferno delle prove...Ma è come un lampo a ciel sereno, come se la vita tornasse ad interrogarmi sulla meravigliosa esperienza che ho vissuto con Karol. Sono attimi di puro dolore, si, come se lui fosse andato via in questo momento. I miei ricordi con lui sono diversi da tutti i ricordi della mia vita. Non si allontanano, non si staccano. Sono indelebili nel cuore. Sono ricordi dell'anima, non possono sbiadire col tempo. E ogni volta mi dico..."Caspita, che male fa ancora...". Però passa immediatamente, perchè immediatamente torna il ricordo di ciò che ha trasformato il dolore ( e non solo il mio, anche quello di Karol) ...in gioia. Quella vera, che qui davvero non esiste. E che non posso spiegarvi
se non chiamandola..." totale sereniità interiore ".
Perchè la serenità totale arriva dalla totale assenza di paure. Io non ho più paura. Non so perchè dia ancora la sensazione di essere triste, forse perchè per me è naturale una lacrima che esprima la goia, una sofferenza che esprima un orizzonte incantato... Ma sono felice. Felice col mio dolore, felice con la mia tristezza, con i saltellanti rimpianti per non averlo mai potuto vivere...Felice di essere stata colpita duramente dal destino per poi ricevere la sua carezza. Non posso spiegare cosa ho provato. Non potrei essere triste. Sarebbe una immensa e deplorevole ingratitudine verso la mia vita, verso ciò che mi ha reso per i colpi subiti, affrontati, ma mai rinnegati. Io sono felice. Felice e coccolata dal ricordo del mio più grande, inspiegabile, meraviglioso dolore. Una volta non avrei mai parlato così. Oggi devo.
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Laura 

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