Creato da ladestracalolzio il 16/08/2008

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Soldi e risorse buttati al vento

   Tutti sono concordi sulla soppressione  delle province, che ci costano 10 miliardi di euro all'anno, ma nessuno fa il passo, tanto sbandierato da Berlusconi in campagna elettorale di eliminarle. Se poi a questo aggiungiamo il  debito del Comune di Roma di quasi 10 miliardi di euro, con i suoi 61.000 dipendenti (la regione Lombardia ne ha 3400) con rate da pagare fino al 2043; più 1 miliardo di debiti al solo Comune di Catania; più circa 5 miliardi che potremmo risparmiare con l'accorpamento dei piccoli Comuni limitrofi. Poi ci sono le 40.000 guardie forestali della Calabria (in Veneto sono 400) le 35.000 della Sardegna, il Quirinale con i suoi poco più di 900 dipendenti, con un indotto che arriva a 3-4000, a fondo perduto, fate voi il conto. Soltanto dopo queste poche voci, viene spontaneo chiedersi dove possa andare un Paese così? Invece d'investire nella ricerca, nelle nuove tecnologie, nell'energia alternativa, nella medicina, nel turismo, nell'agricoltura e quantaltro è un paese che dopo tangentopoli ha visto decuplicare (fonte De Michelis) la spesa pubblica (alla faccia della Lega), portando il giro dei ed attorno ai politici (di queli che ci costano cari, nel gergo comune, indotto compreso) a quasi 4.000.000 di persone, esclusi gli insegnati pubblici (3.500.000 contro i 600.000 degli USA), tutti con stipendi superiori (diciamo così) alla media, con i metalmeccanici ridotti al numero di 1.800.000 dai 3.500.000 rispetto a una decina d'anni fa, la categoria di produttivi del secondario, che continuano a percepire una miseria. Abbiamo un'amministrazione pubblica che costa il doppio di quelle di Francia e Germania messe assieme.
  Intanto il numero degli emigranti continua a salire. Da un rapporto apparso sul Giorno del 02/10/2008 si leggeva di un aumento di altri 200.000 nostri connazionali che hanno lasciato il nostro Paese, quest'anno, per cercare fortuna all'estero, portando la cifra totale a quasi 4.000.000, dei quali circa il 40% sotto i 35 anni. E, il rapporto, non era riferito agli emigranti d'inizio secolo o del dopoguerra. Tuttavia, si continua a far passare la mancanza di giovani nel nostro Paese come conseguenza della scarsità e riduzione delle nascite. Poi vai all'estero, per mia esperienza diretta Inghilterra, Irlanda, Germania, Spagna, Americhe, un po' meno in Australia e li trovi tutti là, dai 20 ai 40 anni. Qualcuno, però già ben sistemato, sui 50, che stanno, come citato dal suddetto rapporto, "da Dio", se si esclude la mancanza di affetti e il dramma di un'emigrazione, nella maggior parte dei casi sempre forzata o obbligata.
  Per carità, il fenomeno dell'emigrazione riguarda anche altri Paesi d'Europa, che tuttavia non mi sento di paragonare al nostro, se non altro perchè non membri del G8 (per farla breve, diciamo così).  Senza escludere che fra questi dati, rilevati da fonti diverse, ci sia qualche esagerazione, viene da porsi comunque l'interrogativo di come sia possibile, che nessuno faccia qualcosa? Questa è la cosa veramente grave. Secondo me. Poi ognuno la veda come vuole.

 
 
 
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Un politico pensa alle prossime elezioni; un uomo di Stato alle prossime generazioni.
- John Clarke

Che grande uomo politico sarebbe stato Giuda!
- Achille Tournier

 

La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici.
- Charles De Gaulle

 

Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura (dal film MATRIX).

E' tempo di sapere quale futuro vogliamo per il nostro pianeta, per noi, stessi e per le generazioni che ci seguiranno.

E' giunto il tempo per i cittadini di smettere di fidarsi ciecamente al modo con cui i politici gestiscono il mondo, servendo esclusivamente interessi personali.

Per ridare un senso alla democrazia, i cittadini devono smettere di essere passivi e spettatori, come il docile gregge che si vorrebbe che siano. Devono riflettere a ciò che vogliono veramente ed assumere in modo coerente il ruolo di stipendiato, consumatore, contribuente, elettore, dimostrando di non essere più pecora delle pecore.

Le direzioni prese dall'economia, la società, la tecnologia e l'ambiente non sono inevitabili

 
 
 

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