Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

DICEMBRE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

 

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Messaggi di Ottobre 2007

Post N° 50

Post n°50 pubblicato il 31 Ottobre 2007 da atapo
 

In memory of my french life

 
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HANNO DETTO, HANNO SCRITTO

Post n°49 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da atapo
 

COME UNA GRAVIDANZA

“L'anno scolastico, se ci si pensabene, è come una gravidanza.

Prima che la scuola cominci èancora estate piena, tu hai le mestruazioni regolari e seitranquilla.

A settembre si avvicina la datadell'inizio delle lezioni e tu cominci ad agitarti: ti senti strana,tesa...

Il primo giorno di scuola ti succedecome quando una scopre di essere incinta. Specialmente se sei ancoraprecaria, senti che stai per fare un salto nel buio perchè nonconosci i colleghi e nemmeno le classi che ti verranno assegnate. Seipreoccupata e quello che sta per succederti ti sembra una cosa troppogrossa e troppo piena di responsabilità.

Però poi entri in classe e,appena li vedi, ti senti un rigirìo dentro, una sommossainterna che non è il torcibudella pre-diarrea dato dallasemplice preoccupazione: è qualcos'altro.

E' tipo l'emozione della primaecografia.

Loro ti tengono gli occhi addosso e tiscrutano. Sarai un personaggio di rilievo nella loro vita, siricorderanno di te per sempre. Lo sanno loro e lo sai tu. Cerchi dicapirne qualche caratteristica in più, di fotografarti intesta i loro volti, ti sembra di perdere qualcosa quando lacampanella suona e tu non hai fatto in tempo a memorizzare i loronomi, ma tanto c'è domani e tanti domani ancora, dopo.

Domani li rivedi e li senti giàun po' più tuoi, ti senti quasi un po' più loro,e inizi subito a riempire quelle teste come fai a casa con gliinvoltini di carpaccio o con la torta di mele. Metti dentro nozioni,raccomandazioni, consigli, trucchi e segreti. Insegni loro come si faa studiare, riveli loro che dopo la lettura del libro e la riletturadegli appunti dovranno schematizzare raccogliendo tutto il materialee comprimendolo in un'unica pagina di quadernone che possa poi esserefacilmente fotografata dalla mente e mai più dimenticata. Epoi devono ripetere, ripetere, ripetere a voce alta, perchè èillusorio credere di sapere ridire qualche cosa, se non la si èridetta mai.

Ci sono tantidomani,dopo quel primo, e il percorso che fai con loro, pur difficilee tortuoso, ti appassiona, ti innamora. Li leggi, li ascolti,liincoraggi, li metti in crisi, li fai piangere, li consoli.

Per nove mesi ècosì.

A volte ti danno lanausea, a volte ti pesano, non ne puoi più, ti duole laschiena e non ti reggono le gambe. Sei stanca e li vorrestiappoggiare da qualche parte per un po', fare una pausa in santa pace,prenderti del tempo. Ma scaricarli mai, liberartene mai. Hannobisogno di te e tu lo sai.

Loro ti siattaccano emotivamente e non si fanno alcun problema a dirtelo: te lodicono e te lo scrivono, profe LVTTTTB, e tu conservi ogni brandellodi foglio strappato che ti mettono tra le mani o ti nascondononell'astuccio.

Quando giugnoarriva, sei distrutta, sfiancata, esausta.

L'ultima campanellaè quella che ti conduce in sala parto.

La scuola èfinita. Li lasci andare. Li lasci vivere. E come eri entrata nellaloro vita, in punta di piedi, senza fare tanto chiasso, cosìte ne vai.

Non c'èrimpianto in tutto questo, non c'è rammarico e non c'ètristezza. Un filo di malinconia, forse, ma sei contenta uguale,perchè li sai in giro per il mondo mentre portano nella zuccaquelle tre cose che (anche) hai insegnato loro e riflettono, nellapropria, anche un po' della tua luce."

(da “La Profe” di AntonellaLandi)

A me questo capitolo è piaciuto molto... Voi che ne dite?

Nuovo tipo di blog-corso-di-aggiornamento!



 
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Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da atapo
 

Giornata piovosissima oggi,

 l'avevano detto, quindi programmi cambiati:
niente giro al mercato,
piscina non lo so,
 visto che la settimana scorsa l'acqua (non della piscina, ma della pioggia) il giorno dopo mi ha fatto star male e stasera nessuno mi potrà venire a prendere, quindi dovrei tornare in autobus (già, sono una di quelle rarità che non hanno la patente).

Stamattina mio marito alle 7 uscendo con lo scooter è scivolato (tutto da solo), ha preso una botta sulla caviglia, ma dato che aveva una riunione importante si è fatto venire a prendere dai colleghi ed è andato lo stesso al lavoro. Naturalmente stasera lo riporteranno a casa e finirà la giornata sul divano...e speriamo si risolva tutto così!

Quindi oggi tutta casa:

andrò avanti con i miei riordini e le mie nostalgie, ho dei documenti da compilare, magari cucinerò nel pomeriggio qualcosa di...interessante.

Allora approfitto di questo giorno di pausa per scrivere a tutti voi, ma in particolare ai miei amici insegnanti, il prossimo post...

Buona lettura!


 
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Post N° 47

Post n°47 pubblicato il 28 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Per qualcuno la stagione preferita è l'autunno.
Per me, l'unica cosa che mi piace dell'autunno sono gli splendidi colori delle foglie, il loro cambiare lentamente da un giorno all'altro, tutte quelle belle sfumature di giallo, di rosso...

Poi, di tutto il resto ne farei volentieri a meno.

Appena la temperatura scende e viene la pioggia cominciano, anzi mi ritornano, tutti i malanni che mi concedono tregua dalla tarda primavera a tutta l'estate.

 
L'umidità mi fa chiudere il naso, il raffreddore non sfoga, mi viene mal di gola, perdo la voce, arrivano le nevralgie in tutta la testa.
E passiamo alle ossa: tutte le ernie del disco, tutta l'artrosi con l'umidità si arrugginiscono,
 mi sveglio il mattino che ho già male alla schiena, alle spalle, alle ginocchia, muovendomi piano per un po' sto meglio,
ma quando poi sono stanca torna di tutto.
 Il piede che non controllo più tanto bene dopo la lesione al nervo sciatico (complicazione da un difficile intervento di protesi all'anca destra) si stanca subito,
 mi fa male da non sopportare le scarpe
e quando è molto umido mi manda di continuo scosse elettriche.

Insomma, il mio desiderio sarebbe di cadere in letargo come un orso e risvegliarmi a primavera inoltrata.

Gli anni scorsi pensavo che fosse colpa del lavoro, perchè questo periodo è "caldo", ci sono le programmazioni, bisogna imbastire l'attività per tutto l'anno,  si elaborano progetti, poi a ruota arrivano le prime verifiche: insomma, ero sempre  distrutta.

Ora tutto questo stress non c'è più, ma io ho lo stesso un mucchio di mali , devo vivere al rallentatore e riposarmi, mi sento lo stesso nervosa , certi giorni non sopporto più nulla e mi sembra che tutto vada storto.

Allora...forse è la stagione..
o forse...è la vecchiaia?
Non ho più il fisico!


 

 
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Post N° 46

Post n°46 pubblicato il 27 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Una novità bella, anzi bellissima:
diventerò nonna!!!
mia figlia mi ha detto ieri che aspetta un bambino.

Lei è felice, anche suo marito, lo cercavano...
Io...sul momento la notizia mi ha fatto piacere, certo, poi sono stata subito catturata dalle domande di ordine pratico che mi faceva mia figlia, dall'ascoltare i suoi racconti di come l'hanno già saputo ormai tutti gli amici.

Più tardi, da sola, a ripensarci mi sono sentita sommersa da tante sensazioni: desidero che tutto vada bene, so come le cambierà la vita e che non ritroverà più la spensieratezza che ha avuto in questi anni, in cambio avrà qualcosa di molto più intenso e coinvolgente, ora ha iniziato come un viaggio in aereo, non scenderà fino all'arrivo e atterrerà in un paese sconosciuto...

Io...che nonna sono? Già ho fatto tanta fatica a fare la madre...
Non voglio costruirmi un ruolo, voglio essere sempre io e basta, e mi costruirò un rapporto nuovo con un bimbo nuovo.
Non ho esempi:
da piccina ho conosciuto solo, per pochi anni, una bisnonna;
 mia madre e mia suocera, per motivi diversi, sono state fisicamente poco vicine a me e ai miei figli.
Pensando a tutto questo  rivedevo dentro di me immagini del passato nonna-nipoti , cercavo di proiettarle nel futuro, ma non mi riusciva molto bene.

Ci sarà tanto da inventare giorno dopo giorno...L'emozione mi faceva venire un groppo in gola...

C'è qualcuno, tra i lettori, che vuole darmi qualche consiglio? Grazie...

 
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Post N° 45

Post n°45 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Bologna 3

Dopo la zia, incontro con l'amica del cuore.
Appuntamento al MAMBO, il nuovo museo di arte moderna .
Amiche dai 18 anni, come amici sono i nostri mariti che erano a scuola insieme.
I nostri figli, due per ciascuno ,sono nati uno dopo l'altro e abbiamo sempre mantenuto contatti tra di noi.

Anche lei è insegnante, abbiamo vinto il concorso insieme e insieme abbiamo scelto la prima sede definitiva, ci siamo scambiate per anni sfoghi familiari e consigli didattici, dal vivo e per telefono, ultimamente lei si è lasciata attrarre dal passaggio di ruolo alle medie, io avevo fatto l'esperienza del francese.

Ora le nostre chiacchiere diventano più...genericamente culturali, gli sfoghi familiari restano sempre, soprattutto sui mariti "pantofolai", in più lei mi ha battuto sul tempo perchè da due mesi è diventata nonna...Voleva essere aggiornata sulle mie vicende di questo ultimo periodo.

Insomma la visita al MAMBO è stata più un'occasione di chiacchierata, anche perchè gli oggetti esposti alla mostra tracciano un percorso artistico e di comunicazione che ancora di più ci ha fatto ricordare esperienze dei nostri anni passati...

Ci siamo lasciate con la voglia di organizzare qualcosa, che so, un week-end, una gita, in cui riuscire a trascinare anche i mariti pantofolai.

Fine della giornata a Bo!
OK, OK, OK !


 

 
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Post N° 44

Post n°44 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Bologna 2

Ieri il primo appuntamento era con la zia.
Una vecchia zia che abita in centro, sorella di mio padre.

Anche tra i parenti ci sono i più e i meno simpatici, questa zia, suo marito e i due figli hanno sempre avuto molto feeling con i miei genitori, me e mio fratello: mio cugino ha un anno meno di me e da piccoli siamo stati compagni di avventure e birbonate. Una grossa differenza però tra le nostre due famiglie: loro molto ricchi, noi molto poveri. Per questo, in un momento tragico, sono stati molto generosi con noi...
La zia un po' mi assomiglia: ama l'arte, i viaggi, la poesia, è un po' con la testa tra le nuvole...Purtroppo questa primavera è rimasta vedova, anche di salute è malandata, lei che ama tanto viaggiare ora si muove male per un intervento di protesi all'anca che non è riuscito bene.
Quando in giugno si è sposata mia figlia è stata molto generosa, ieri le ho portato la bomboniera e alcune foto del matrimonio. Siamo state insieme qualche ora, mi ha raccontato tante cose dei suoi viaggi, degli artisti che ha conosciuto, ogni tanto si arrabbia un po' col mondo, ma poi torna vivace e simpaticissima. Io spero di averle fatto un po' di compagnia piacevole.

Mi ha portato a pranzo in uno dei ristoranti più famosi di Bo, il Diana, dove il maitre e i camerieri l'hanno ossequiata come una di casa, infatti mi ha detto che con lo zio ci andava spesso...E io mi sono sentita un po' fuori posto con i miei jeans e giaccone "da viaggio"...
Ho mangiato tortellini in brodo fatti in casa come non ne mangiavo da anni: pasta ruvida, ripieno saporito...si trovano solo a Bo e nemmeno tanto facilmente!
Ho detto alla zia che quello era il regalo più bello che mi potesse fare!

In quella casa sui tetti di Bo ieri ho scoperto una cosa: nella grande terrazza dove io e mio cugino abbiamo giocato per anni, se si guarda oltre il muro si vede un panorama mozzafiato sui tetti del centro storico, dai quali svettano le torri e le chiese. A 7-8 anni di questo non mi ero mai resa conto, il mio universo di gioco era tutto dentro ai confini di quel terrazzo!

 

 
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Post N° 43

Post n°43 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Bologna


Qualcuno si chiederà il perchè del cuoricino accanto al nome di Bologna: perchè tanto affetto? cosa c'è di così importante? un guru? un amante? No.
Bologna è la mia città natale, in cui ho vissuto i primi 30 anni della mia vita e... ho detto tutto.

Crescita, esperienze, amori, figli, tutto è cominciato lì, lì ho avuto
l'imprinting della mia vita, quello che c'è stato dopo è tutto una conseguenza.

Dopo che mi sono spostata nella Grande Città Turistica per vari anni ho mantenuto con Bo un legame forte: dovevo finire l'Università (per le mie scelte di vita mi sono laureata a 40 anni!), avevamo le famiglie di origine e spesso portavamo i bambini a trovare i nonni così mantenevamo anche i rapporti con gli amici di prima...
Poi tutto si è diradato, qualcuno è andato via, i figli sono cresciuti e usciti di casa, ultimamente ho pochissime occasioni per tornare a Bo, soprattutto per tornarci come piace a me. Non in auto, dritti a casa di qualcuno e via, ma in treno e quando scendo alla stazione devo per forza attraversare parte della città (cerco di farlo il più possibile a piedi) per arrivare a qualsiasi meta:parente, amico o...museo.
Così mi prendo il tempo per riscoprire una città molto amata e vissuta, per vederne le novità, purtroppo non sempre belle, per sovrapporre ai luoghi che incontro le immagini di quegli stessi luoghi tanti anni fa e di vederci come i fantasmi di persone che ora chissà dove saranno e di eventi che mi tornano in mente con dolcezza.
Non faccio mai in anticipo il biglietto del treno per il ritorno: ritorno...il più tardi possibile, tanto i collegamenti sono frequenti, e quando salgo sul treno alla sera sono sempre contenta, come se tutta la città fosse stata un'amica che ho incontrato di nuovo.


 
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Post N° 42

Post n°42 pubblicato il 23 Ottobre 2007 da atapo
 

Ho fretta
sto preparando lo zaino
domani vado
a BOLOGNA !!!



A presto
e
buonanotte!

 
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Post N° 41

Post n°41 pubblicato il 22 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Riordini


Come ho già detto in uno dei primi post, in questo periodo devo riordinare gli armadi delle cose della mia vita precedente, buttare il più possibile, tenere l'indispensabile e riorganizzarlo.

In un film di molti anni fa, un personaggio sfidava un altro a ripensare tutta la sua vita in 5 minuti dicendogli che finchè non ci riusciva non aveva scoperto le cose essenziali che aveva vissuto. Mi aveva colpito e mi ero sempre ripromessa, un giorno o l'altro, di provare questo esercizio, ma non mi ci sono mai impegnata, o forse non ne ho mai avuto il coraggio.

Ora mi è venuto in mente questo film.
Mentre svuoto scaffali, ho in testa l'idea che sto ripercorrendo la mia vita: viaggio all'indietro, in avanti, mi fermo, fuggo se incontro ricordi spiacevoli, giudico quello che è stato, sospiro, mi commuovo, a volte mi arrabbio ancora come quel momento.
Sto incontrando progetti portati a termine, tracce di attività, eventi di ogni tipo, rivedo nella mente persone che hanno lavorato con me e che ora sono lontane o non ci sono più, lavori di tante classi che avevo conservato, schede, sussidi, documentazioni gloriose di esperimenti, sperimentazioni, lotte di ogni genere contro burocrazie ottuse, leggi e regole poco sensate, momenti di vittorie e di ritirate, di soddisfazioni e di inquietudini.

Sono tornata ancora più indietro e ho ritrovato tracce di quando ero giovanissima, che mi fecero decidere la strada che ho poi percorso.
Tenere, buttare...devo scegliere di continuo...non mi è sempre facile.

Provo dentro di me sensazioni così forti che non riesco a fare troppo a lungo questo lavoro, devo dedicarmi ad altro e distrarmi.
Mi sembra di vedere il film di una vita intera.

Non dura cinque minuti, ancora all'essenziale non sono arrivata, non so se ci arriverò mai, se questo vuol dire abbandonare un grosso bagaglio di ricordi...


Forse vi incuriosisce sapere se quel personaggio ci riuscì?
Sì, ma soltanto nei cinque minuti prima di morire...

 
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Post N° 40

Post n°40 pubblicato il 21 Ottobre 2007 da atapo
 

AL LAVORO

Siamo alla fine di questo week end freddissimo, nel quale a tutta velocità ho tirato fuori dall'armadio maglione e giacca pesante, poi ho "ceduto" alla necessità di mettermi un cappello quando sono uscita, altrimenti fra qualche giorno sai il mal di gola...

Ieri sono stata molto contenta perchè all'incontro di lingua del CIDI è venuta anche una collega della mia scuola.
Gliene avevo parlato perchè una delle ultime volte che sono capitata a scuola lei mi aveva detto di essere molto dispiaciuta che io non ci fossi più.

Diceva che le sarebbero mancate le conversazioni che ogni tanto noi due facevamo sulle attività da svolgere, anche se non avevamo la stessa classe, visto che con poche persone si riesce a parlare seriamente.
Io, devo dir la verità, ero rimasta sorpresa di questa manifestazione di stima, non mi ero accorta quanto fosse importante per lei, allora le ho proposto di venire al CIDI.

Ne è rimasta entusiasta, tanto più che un'altra maestra che ha la terza come lei l'ha subito "agganciata" prestandole del materiale da consultare. Ma al CIDI è così: ciò che è più importante per noi è la circolazione delle idee e delle cose positive.

Poi, ho trovato un "lavoro" anch'io: da tanto dicevamo che dovremmo raccogliere in modo organico i testi d'appoggio, cioè brani e poesie che usiamo con successo nei percorsi che si stanno sperimentando. Finora circolano da una mano all'altra, ora vogliamo scriverli tutti bene, sistemarli divisi per classe, tenerli insieme in sede, dove tutti possono ritrovarli, poi farne una bibliografia e metterla anche in un sito internet, in modo che sia raggiungibile anche dai CIDI delle altre città.
Io quindi mi occuperò della formazione di questo archivio, per il sito però sono ignorante quindi chiederemo consulenze, gratis o quasi, s'intende, mobilitando parenti ed amici...
Pare che il mondo ricominci a girare...

 
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Post N° 39

Post n°39 pubblicato il 20 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

Girellando per i blog amici,
conoscenti e incontrati per caso
vedo che la malinconia autunnale
dilaga

Sentirsi in compagnia ci può consolare

Un pensiero per tutti

un colore ottimista
e un piccolo amico
che spazzi via
i cattivi pensieri

 
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Post N° 38

Post n°38 pubblicato il 19 Ottobre 2007 da atapo
 

Giornata un po' malinconica oggi...

come quando giro per ambulatori, attorno ai miei problemi di salute,

come quando devo ripassare da scuola per documenti, cosette da sistemare,
e incontrare qualche bambino e qualche genitore contento di rivedermi in realtà alla fine mi fa sentire triste,

come quando è già freddo-autunno, anche se c'è il sole, e forse sono malinconica per questo...

...come oggi.

 

 
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Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 18 Ottobre 2007 da atapo
 
Tag: cronaca

ENGLISH IS FINISH

Deve essere destino che io non imparerò mai l'inglese come si deve.
Nella mia vita, ogni tentativo si è arenato.

Primo tentativo: a 18 anni, sapevo il francese scolastico, l'inglese era utile per trovare lavoro, bla bla...E via con le lezioni!
Peccato che il professore fosse il mio fidanzato, quindi potete immaginare come finivano quelle lezioni...dopo qualche mese non se ne fece più nulla (dell'inglese, il fidanzato invece l'ho sposato!)

Poi, molti anni dopo, mi fu offerto un corso da un'associazione: lo frequentai, ma cominciavano i miei numerosi problemi di salute, dovetti fare un intervento, tante assenze....
Per fortuna non c'erano esami finali, altrimenti sai che figura!

Finalmente due anni fa la Ministra&company, dopo avermi defenestrato dall'insegnamento del francese, mi aveva accettato al corso ministeriale di inglese, alla fine del quale avrei potuto insegnarlo. E io mi ci ero messa d'impegno, avevo anche già superato l'esame del primo livello.
La Ministra me lo doveva un corso gratis, dopo avermi trattato così male.
I colleghi compagni di corso erano simpatici, il prof bravo era finalmente riuscito a farmi imparare qualcosa...

Poi, ciò che è successo l'anno scorso, che mi ha portato a chiedere la pensione, ora mi impedisce di concludere il corso visto che non sono più teacher.

Avevo già fatto un mucchio di assenze, praticamente da metà aprile non frequentavo più, il prof mi aveva detto: "Torna, stai un po' in compagnia, impari ancora qualcosa".
Così ho fatto, da un mese a questa parte...per rendermi conto che non riesco a star dietro agli altri che han studiato regole nuove e complicate. Va be', ascolto, acchiappo qua e là, rispondo alle cose più semplici, ma...
CERTO NON MI PRESENTERO' ALL'ESAME GIOVEDI' PROSSIMO ,
tanto anche se per pietà il prof mi desse il diplomino superiore saprei ben io che non vale nulla e non mi servirà a nulla!

Così oggi sono stata all'ultima lezione e ho salutato tutti...

Altra porta sul passato che chiudo.


Ma questo benedetto inglese lo imparerò mai nella mia vita?!


 
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Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 18 Ottobre 2007 da atapo
 

PROBLEMI TECNICI

Mercoledì sera tardi, dopo alcuni rumorini sospetti di avvertimento, il monitor è morto.


Avrei potuto usare, ieri, il computer del marito, ma, come si sa, ognuno è padrone in casa sua, anche perchè il marito in questione è geloso delle sue cose e "fiuta" disastri e distruzioni se io ci metto le mani.

Allora ho aspettato che ieri sera lui mi cambiasse il monitor.
No, non abbiamo un negozio di informatica, ma la sua passione è tale che in una stanza-laboratorio ha pezzi di ricambio.

Ho fatto altre cose ieri, però ho sentito un po' la mancanza di queste passeggiate e chiacchierate tra gli amici di blog.

Ho riflettuto che sì, ora la mia situazione è tranquilla, rilassata, non ho ansie e paturnie da lavoro, però...quanto mi manca il contatto con le altre persone!
 
Mica posso telefonare o incontrare ogni giorno a qualche collega o amica, hanno i loro impegni!

Come famiglia, non facciamo grande vita sociale, mio marito è un po' orso, ci sono anche motivi storico-familiari per cui, dal mio punto di vista, siamo un po' soli (indipendenti, direbbe il solito marito).

Le mie relazioni sociali stanno cambiando (non voglio dire che si diradano, ma in questo momento l'effetto è un po' così).

Allora GRAZIE A QUESTO MONDO-BLOG!

Siamo persone vere, siamo quello che raccontiamo e anche molto altro, ci facciamo compagnia scrivendoci, ci sentiamo vicini a chi sta a tanti chilometri da noi, ma è come se fosse dietro l'angolo.

Io, almeno, la sento così.

A presto.

 
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Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 16 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo

AL MERCATO


Questa mattina si presentava una
bellissima giornata, anche se un po' fredda all'inizio e così
sono andata al mercato.




C'era il banchetto della donnina dei
gatti
, come la chiama mia figlia.



E' una donna anziana, fa parte di
un'associazione di volontariato che gestisce un canile-gattile per
gli animali abbandonati, il banchetto serve proprio per raccogliere
fondi.


Ci puoi trovare di tutto, cose che la
gente lascia all'associazione, dalla peggior paccottiglia ad “avanzi”
firmati e ogni settimana ci sono sorprese: i prezzi vanno
dall'offerta libera, al 3 pezzi 1 euro, fino a 10-15 euro i pezzi più
preziosi.



Quando è stagione, sul banco c'è
anche una gabbia con dentro uno o più gattini trovatelli,
curati, vaccinati e in cerca di padrone: quelle volte attorno c'è
ressa, i micini commuovono e fanno di tutto per rendersi simpatici,
molti prima di sera trovano una famiglia. Anch'io sto lì a
sciogliermi, visto che il mio crudele marito non vuole gatti
per casa.




Stamattina fra i vari oggetti sono
stata colpita da una statuetta africana, alta circa 15 cm, di legno
scurissimo.


Rappresentava una donna
semiinginocchiata, che tiene su un ginocchio, teso in avanti, un
vaso.





La rigiravo tra le mani, ammirando la
cura con cui erano stati scolpiti i particolari:
le trecce dei capelli, fino a dei
tatuaggi sul viso
e mi chiedevo in quale villaggio fosse
stata scolpita e da chi,
se il suo autore avesse pensato al
lungo viaggio e al destino della sua statuina...






Un signore accanto a me ha detto.
Guarda quella statuina, sembra che parli con la signora!”
Sovrappensiero ho detto: “Chissà
da dove viene...

Lui: “Ma da dove vuole che venga,
dall'Africa!
” Non aveva intuito i miei pensieri.



Allora ho continuato:
Sa il
significato di questa statuetta?
In certi villaggi una statua fatta
così viene messa davanti alla porta della casa di una donna
che ha appena partorito, per indicare a chi è di passaggio che
lì c'è una donna che ha bisogno di aiuto nei primi
giorni col neonato. Il vaso indica proprio la necessità di
aiuto.”


Questo lo so da quando ho visitato con
i miei alunni il museo di Antropologia.



Le persone attorno ascoltavano
incuriosite.


Io ero contenta di aver dato vita
alla statuetta col mio racconto.



Naturalmente, ora la statuetta è
a casa mia.

 
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Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 15 Ottobre 2007 da atapo
 
Tag: cronaca


EVVIVA !

E' più di un'ora che mi do' da fare...

finalmente qualche immagine riesco a farla comparire anche nel mio blog!
Merito un applauso.
(E grazie a Vathel: ho seguito le sue istruzioni!)

Ora vado a riposarmi e a preparare la cena.

Buona serata a tutti!

 
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Post N° 33

Post n°33 pubblicato il 15 Ottobre 2007 da atapo
 

Storia di K.

Da giovedì, da quando l'ho rivisto, ho spesso in mente K., soprattutto quando leggo le vicende di Sasi sul blog della sua mamma.
Dicevo ieri che Sasi è un bimbo fortunato.
K. no.
E lo pensavo già da tanto tempo: fra i bambini con problemi, dicevo anche quando ero a scuola, ci sono quelli di serie A e quelli di serie B.

K. è cinese, è nato in Italia da genitori giovanissimi: il babbo capisce e parla bene l'italiano, ha una fabbrica di borse, economicamente stanno bene e pare una famiglia già inserita nella realtà italiana.

K. a 4 anni viene iscritto alla scuola materna, ma dato che nella scuola richiesta ci sono già molti alunni provenienti da famiglie non italiane, anche se lui è nato in Italia non viene accettato (politica di quella scuola!), quindi resta a casa ed inizia la sua scolarizzazione solo un anno dopo, a 5 anni.

L'anno successivo è nella scuola primaria, un nome dell'elenco dei miei alunni, senza nemmeno una scheda di accompagnamento perchè la sua materna non fa parte del nostro istituto, quindi il passaggio di informazioni non è obbligatorio.
Perciò noi ins. telefoniamo subito a quelli della sua materna, i quali ci dicono: "E' un po' lento, poco autonomo, però è molto affettuoso."

Lui si presenta il secondo giorno di scuola, in quattro ore riempie di scarabocchi un quaderno intero, poi taglia a pezzettini minuscoli molte pagine, incolla tutti i pezzetti sulle pagine superstiti, urla e si nasconde sotto i banchi se cerchiamo di "contenerlo".
E nei giorni successivi ci rendiamo conto che nel gruppo di bambini di 5-6 anni abbiamo...un fratellino minore, di due anni circa!

Ritelefoniamo agli ins. dell'anno prima, chiedendo come mai non avessero pensato di segnalare questo caso, o almeno di avvertirci, ma ci dicono che non volevano "etichettarlo".

Così tocca a noi iniziare la lunga strada per cercare aiuti.

Purtroppo la mentalità cinese del suo babbo ci ostacolava, perchè non voleva accettare che il figlio maschio, il primogenito, fosse diverso dagli altri bambini, ci chiedeva però di continuo: "Perchè K non scrive e non legge?" E la sua frustrazione nel vedere l'impaccio e la diversità del bambino arrivava a volte a picchiarlo, lasciandogli anche segni...

Dopo tante insistenze ha accettato di iniziare una serie di visite e di controlli, per cercare di capire cosa ha in realtà K, lo ha portato qualche volta dalla logopedista di zona, che non ha però concluso molto.
Alla fine, non ci sono state diagnosi certe, solo un ritardo generico per motivi sconosciuti, forse sofferenza prenatale o neonatale

K ha un impaccio motorio che lo fa camminare tutto storto, quasi saltellante, perde facilmente l'equilibrio, ha poca forza nella gamba destra, trema spesso anche nelle mani, e le controlla con difficoltà.
Il suo linguaggio è come "impastato", si capisce poco, le sue parole e frasi sono incomplete e non solo perchè all'inizio non conosceva bene l'italiano, perchè non lo capivano nemmeno gli altri bambini cinesi quando lui parlava in cinese.
Solo in terza ha dato segno di distinguere e ricordare la maggior parte delle lettere dell'alfabeto, non parliamo dei numeri: non va oltre il 3-4 (lui conta così: "uno, due, uno, tanti").
Emotivamente è ansioso, instabile, si "attacca" a tutti, le situazioni nuove o difficili lo spaventano, ha un forte senso di inadeguatezza di fronte ad ogni nuova proposta che affronta solo se è accompagnato da qualcuno (adulto o anche compagno) che lo tranquillizzi, la sua attenzione prima era scarsa, ora è più vivace e a volte attenta a particolari che gli altri bambini non notano.

Certo per tutta la prima non si erano fatti passi avanti, vista la resistenza del padre e il disinteresse del dirigente e del neuropsichiatra, tanto che noi ins.avevamo minacciato di segnalare al tribunale dei minori la trascuratezza che questa famiglia mostrava nei confronti delle necessità educative particolari del bambino.
Solo a metà della seconda il babbo ha accettato la certificazione che gli garantiva delle ore dell'ins. di sostegno. Però le persone sempre nuove e non sempre all'altezza che si avvicendano in questo ruolo non riescono a fare un discorso proficuo, vista la difficoltà.
Comunque i rapporti del padre col neuropsichiatra di zona e con la logopedista non sono continuativi nè costruttivi e un piano riabilitativo serio che non copra solo le ore di scuola non è mai stato attuato: K dovrebbe fare ginnastica, esercizi di rieducazione del linguaggio, dovrebbe fare esperienze significative, passeggiate, cinema, socializzare anche fuori di scuola, invece resta nella sua casa con mamma e sorellina e dagli altri parenti e conoscenti cinesi è trattato come uno scemo (ci è stato detto espressamente).
E' naturale che lui sia così contento di venire a scuola:
nella classe si è
inserito bene, è amato e aiutato dai compagni, anche nel resto della scuola è
amato, forse lo aiuta anche il suo aspetto fisico gradevole, sembra un
bambolotto.

Per questo non l'abbiamo mai bocciato, non aveva senso
toglierlo dai legami e dalle sicurezze che con fatica si stava
costruendo.


A volte mi pare che K abbia tanto dentro di sè, tante idee, pensieri, opinioni, voglia di fare che però non sa come esprimere e questo gli provoca sconforto e agitazione.

Pochi finora si sono interessati seriamente a lui e se il padre continuerà questo atteggiamento poco collaborativo ne farà un disgraziato, come in realtà crede che sia. Probabilmente anche il padre andrebbe seguito...Ma il neuropsichiatra pubblico, di zona, è un personaggio particolare pure lui...

Insomma, K mi fa tanta pena e il suo futuro mi sembra così difficile...


 
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Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 15 Ottobre 2007 da atapo
 
Tag: cronaca
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Questo blog
ha un mese!



Evviva il complemese,
auguri di buon proseguimento!

 
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Post N° 31

Post n°31 pubblicato il 14 Ottobre 2007 da atapo
 
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BUON COMPLEANNO
A SASI !

Oggi Sasi compie un anno ed io gli mando tantissimi auguri e un bacione grosso così!


Sasi
è il bimbo di Alenia, oggi festeggia con i genitori e i fratellini.
E' un bimbo con una vita difficile, se vogliamo, ma è anche tanto fortunato perchè ha una famiglia, e soprattutto una mamma coraggiosa, che si dà da fare e combatte ogni giorno affinchè lui sia felice e cresca nella migliore delle vite possibili!

Vi voglio bene!

 
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