Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

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Faiza Guène

"Ahlème,
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com'è difficile
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"Una bambina
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Messaggi di Giugno 2008

Post N° 234

Post n°234 pubblicato il 25 Giugno 2008 da atapo
 
Foto di atapo


Finalmente


ieri l'altro mio marito mi ha confermato che sì, gli va bene di tornare in Costa Azzurra,
 poi di fare la Route de la lavande,
nelle montagne dell'Alta Provenza.

Dovremmo partire domani pomeriggio, se non ci sono imprevisti, sempre all'ordine del giorno quando c'è da allestire il camper.
Così ora sono tour operator
e riempitrice di valigie a tempo pieno...

Staremo fuori fino al 10 agosto, circa.
E' la prima volta che gironzoliamo così a lungo, vedremo come andrà...

Amici, non ho proprio tempo per passare da voi, vi saluto tutti da qui.
Vi auguro di trascorrere un buon mese di luglio, caldo il giusto, vacanziero e riposante per quanto vi è possibile...

Se poi qualcuno ogni tanto capiterà da queste parti e mi lascerà un salutino...GRAZIE !

E al ritorno spero di raccontarvi qualcosa di bello!

 
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Post N° 233

Post n°233 pubblicato il 23 Giugno 2008 da atapo
 


Scuola al passato remoto (12)

Poichè
ero arrivata a turno già iniziato, il mio gruppo si formò togliendo
qualche bambino ad ognuno degli altri gruppi: erano maschietti di 8-9
anni e dalle colleghe mi furono gentilmente regalati per la maggior
parte quelli che ...erano i peggiori, di cui se ne liberarono ben
volentieri. Inoltre, chissà come, da me erano finite alcune coppie di
fratelli e imparai subito quanto fosse vero il detto FRATELLI COLTELLI!

Non
c'era stato l'imprinting del primo giorno e il rapporto fra me e loro
fu tutto da costruire...con che fatica! Scappavano sempre e
dappertutto, soprattutto quando si usciva in passeggiata...un branco di
gatti sarebbe stato più facile da guidare
!
Di solito ero io che andavo
(dovevo andare) dove volevano loro, non il contrario, come avrebbe
dovuto fare ogni educatrice che si rispetti! Nelle ore trascorse fra
boschi e campi...semplicemente sparivano e ogni tanto me ne passava uno
o due davanti correndo a più non posso...potevo solo pregare di
ricondurli in colonia, alla sera, tutti sani e salvi!

A dire il vero, anche gli altri gruppi, almeno quelli maschili, non erano molto meglio!

Fu il primo anno in cui mi presi un terrificante abbassamento di voce, a forza di gridare chiamandoli! Ma occorreva resistere!

Stavano
buoni soltanto quando erano a letto ed io gli leggevo le fiabe prima di
dormire...forse erano distrutti dalla stanchezza, io di sicuro lo ero!

Avevano
bisogno di una mamma, altro che amica!

Pian piano mi si
affezionavano...e cominciavano ad ascoltare i miei suggerimenti per
farli diventare...persone civili.

Il giorno della visita dei genitori, mi si avvicinò tutto commosso il
babbo di un mio bimbo: mi disse che suo figlio era orfano di mamma e
quello era il primo anno che lo vedeva contento di stare in colonia, ed
anche curato, ordinato, con le orecchie pulite...di tutto questo mi
ringraziava...

Anche a me vennero le lacrime agli occhi...

Nel gruppo c'era un bambino, alto per la sua età, dai bei lineamenti,
ma abbruttito da uno strabismo allucinante: lo ricordo benissimo, ma
non ricordo il suo nome: lo chiamerò Lucignolo, questo mi
ricordava e avrete già capito il perchè...

Manco a dirlo, era uno degli orfani e lì era il BOSS:
temutissimo da
tutti, anche dalle educatrici, per le sue imprese perfide, audaci...e
di tutti i tipi!
Era la mia croce: ogni momento qualcuno doveva
lamentarsi di lui, che faceva imperterrito sempre e solo come gli
pareva...Era il mio fallimento educativo, anche se...pian
piano...qualche piccolo miglioramento...ma senza farsi illusioni...

Un giorno, in un bosco, tutti spariti come sempre,arrivano Lucignolo ed altri, emozionatissimi:

"Vieni a vedere, ci sono gli scheletri!"


Naturalmente corro, e mi conducono vicino a una vecchia cappellina:
avevano sollevato da terra una pesante lastra di pietra e sotto si
intravedeva una stanza e...degli scheletri! Davvero! Era una antica tomba!
"Che avete fatto!!! Rimettete a posto! Non si deve..."
Predica infinita e rientro.
Dopo qualche giorno, arriva alla colonia il parroco e riferisce alla direttrice della lastra spostata e, orrore!, dice che manca un teschio!

Senza troppo dare nell'occhio, cominciamo le indagini e qualche bambino sussurra che ...sì, Lucignolo aveva preso un teschio! Ma dove era finito? Lui, naturalmente, negava, negava...ma tutti eravamo convinti del contrario...
Mi ci volle una grande diplomazia per riuscire a conquistare la fiducia di Lucignolo, a fargli capire che era stata una brutta azione, che c'erano rischi per l'igiene...insomma, credo di avere detto e fatto di tutto e di più per convincerlo, senza sciupare il rapporto di affetto che si era creato tra me e lui...
Forse proprio per questo rapporto riuscì, dopo qualche giorno, tutto dispiaciuto, a dirmi che sì, l'aveva preso lui, l'aveva avvolto in carta e in sacchi e lo teneva...sotto il letto!
Lo restituimmo al parroco, che aveva minacciato uno scandalo, chiedendogli che la cosa finisse lì, per non danneggiare pubblicamente questo bambino che...aveva già i suoi problemi.
La direttrice, nella verifica di fine turno, mi disse:
"Avrai avuto difficoltà a tenere la disciplina nel gruppo, ma nei rapporti personali sei stata eccezionale! Altrimenti non avremmo certo risolto il caso Lucignolo!"

 
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Post N° 232

Post n°232 pubblicato il 23 Giugno 2008 da atapo
 

Scuola al passato remoto (11)
continua dal post 229

Era il 1970 e in seguito al '68 nelle colonie c'era stata una rivoluzione copernicana, di cui io ero all'oscuro poichè non avevo fatto il corso di preparazione.
Via le file per due, via le regole ferree quasi carcerarie, le colonie dovevano essere "umane" e non massificanti.

Ora le strutture erano più piccole, ricercavano fini non solo assistenziali, ma anche formativi;
non c'erano più le "squadre", ma i "gruppi", meno numerosi, di circa 15 bambini.
Insomma, si doveva cercare di vivere una vita quasi normale, gli educatori dovevano essere AMICI, via anche l'autoritarismo...

Ma la linea sottile che separava tutto questo dall'anarchia completa era facilissimo superarla,
come accadde in quella colonia in cui ero finita io: nessuna regola era stata data all'inizio, le giornate erano un caos continuo, i bambini venivano semplicemente "invitati" a fare questo o quest'altro...
La direttrice aveva pochissimi anni più di noi educatrici e sperava che la colonia così funzionasse, salvo poi correre ai ripari e "tirare il freno" per ricondurre i ragazzini a più miti consigli quando ci accorgemmo che...si rischiava di distruggere la colonia e chi c'era dentro!

 Riuscimmo appena in tempo a domare la situazione verso la fine, per non fare figuracce il giorno dell'ispezione degli addetti della Provincia, che rimasero solo un po' sorpresi nel vedere un bambino, a cavalcioni della finestra al primo piano, che stava piantando chiodi in un'asse: quello ci era proprio sfuggito!!!

La colonia era frequentata dai figli degli autisti degli autobus, famiglie normali quindi, e da bambini orfani di uno o entrambi i genitori, o abbandonati alla nascita: tutti questi provenivano dall'orfanotrofio cittadino e si può immaginare le situazioni di disagio e carenze affettive, che rendevano il nostro compito veramente arduo...
Anche se ogni educatrice aveva il suo gruppo, spesso facevamo laboratori in cui si mescolavano i bambini, così li conoscevamo un po' tutti.
Io cercavo sempre di seguire laboratori di attività espressive (disegno, pittura) o quello di giornalismo, che stampava il giornalino della colonia: mi piacevano e in genere erano preferiti dalle persone meno agitate: questo mi permetteva di ...tirare un po' il fiato, naturalmente senza abbassare la guardia, perchè i litigi, le risse e ...gli oggetti volanti arrivavano quando meno me lo aspettavo!
In quanto al mio gruppo...merita un capitolo a sè...

 
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Post N° 231

Post n°231 pubblicato il 22 Giugno 2008 da atapo
 


FARFOUILLER
(franc.) = RAVANARE (ital.)


(linguaggio familiare)




Verbo poco conosciuto (soprattutto quello italiano, mi pare) che significa
frugare, buttare all'aria nelle bancarelle dei mercatini,

soprattutto in quelle dei vestiti vintage, o semplicemente usati, o
ultimi capi invenduti di firme più o meno grandi...


Il suono rende l'idea, mi pare...

Via alla ricerca dell'occasione, quel quid che pare fosse lì apposta, nascosto come un tesoro, ad aspettare te...!

Tre distinte blogger, abbandonate per un giorno (ieri) le sudate
tastiere
, si sono concesse di festeggiare il solstizio d'estate a
farfouiller (fa più esotico) al mercatino della Montagnola di Bologna,
per stare insieme, consigliarsi a vicenda sul rinnovo del guardaroba
estivo, anche in vista di importanti occasioni familiari...


Se a certi matrimoni si sapesse che quell'abito così carino o quella
giacchetta così indovinata
vengono dalla bancarella!
Confidenza da
svelare a pochi intimi fidati!!!

E ieri, col caldo che faceva, fortunate le bancarelle all'ombra,
dove
era più piacevole sostare a lungo, alla ricerca di...a provare... a
rimirarsi allo specchio...



Così ho passato una bella giornata co Ody e Cpc,

a scoprire tesori
nascosti,
ad acquistare qualcosa,
a sospirare davanti a "pezzi"
interessanti, ma poi come si fa a sistemarli negli armadi già
straripanti?
Pare sia un problema comune...

Molte chiacchiere, qualche pettegolezzo al fresco del risorante cinese
(ormai ci passavano il menù della cena, visto il nostro...prendercela
comoda!).


Io ho ritrovato la "mia" Bologna,
qualcosa è cambiato nel mercato, ma
l'anima è sempre uguale:
l'intonazione delle parole, a volte un accenno
di dialetto,
i vecchietti che fanno gli spiritosi,
la vecchia
mercantessa che intrattiene i clienti come fosse in un salotto e alla
fine ti dispiace allontanarti senza averle comprato nulla,
il venditore
che avvisa: "Occhio a quel ragazzino! Lo conosco! Controllate i
borsellini!
"
Di nuovo c'erano tanti volti dai lineamenti e dai colori di tutte
le parti del mondo, veli e babbucce...Ma è così in ogni città.

Ho voluto cercare e condividere con le mie amiche un piccolo tesoro che
a Bologna non conoscono in tanti, non è indicato nelle guide turistiche.

In una antica stradina vicino al mercato, sotto al portico, c'è una
finestrella:
se guardi di là, vedi un canale che scorre silenzioso tra
due file di case, tutto ancora mantenuto come secoli fa. Non ti
aspetteresti di scoprire un angolo così...veneziano, testimone di
quando anche Bologna era una città delle acque e dei mulini.


Quando torno a Bologna cerco spesso di passarci:
vedere quel luogo
che resta uguale, nemmeno troppo restaurato, è come una rassicurazione
che il vecchio cuore nascosto della mia città si mantiene vivo...


Sono stata contenta di mostrarlo alle mie nuove amiche in un giorno in cui mi sono sentita allegra, rilassata...


E' stato un bellissimo inizio d'estate...

"Sono stato tentatissimo di fermarmi qui in Bologna, città quietissima,allegrissima, ospitalissima, dove ho trovato molto buone accoglienze, ed avrei forse modo di mantenermivi con poca spesa.
Giacomo Leopardi, "Lettere"

Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli
Bologna arrogante e papale
Bologna la rossa e fetale
Bologna la grossa e l'umana
già un poco Romagna e in odor di Toscana.
Francesco Guccini, "Bologna"


 
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Post N° 230

Post n°230 pubblicato il 20 Giugno 2008 da atapo
 

Diamo il benvenuto all'estate che, dice il giornale, arriva stasera quando il sole entra nel segno del Cancro, dedicandole

ODE ALL' ESTATE


Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde,
labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra
la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio, entra
nell'officina deserta,
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell'estate.

Pablo Neruda

 
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Post N° 229

Post n°229 pubblicato il 19 Giugno 2008 da atapo
 

Scuola al passato remoto (10)
continua dal post 227

Le colonie estive sono istituzioni che permettono ai giovani insegnanti o aspiranti tali di farsi una bella esperienza ...per alcune settimane vitto, alloggio, soggiorni magari al mare così ci scappa anche la tintarella, uno stipendio non da buttare via e tutto in regola: assicurazione, contributi...
In cambio c'è da gestire un gruppo di ragazzini, dalla mattina alla sera...che sarà mai...

Anch'io, dalla prima estate "lavorativa" (quella dopo il doposcuola dalle suore) avevo fatto domanda per turni di lavoro nelle colonie.

Da piccina ero stata solo una volta in colonia e ne avevo tristi ricordi: lunghe file di bambine che facevano tutto all'unisono, ci si pettinava e vestiva pure in fila e ognuna doveva pettinare e allacciare i bottoni sulla schiena alla divisa della bambina davanti (e la prima come faceva? Il problema non mi riguardava, visto che ero tra le più alte!).
In spiaggia ogni squadra formava un cerchio, ci si sedeva e la maestra delimitava col piede nella sabbia lo spazio girando alle nostre spalle e per giocare non si poteva uscire da lì.
Per me era stato un incubo, tanto che mi ammalai di...mancanza di libertà e conclusi quell'esperienza infantile in infermeria...

Ora, da grande, la necessità finanziaria era importante, così speravo di fare la "signorina" in qualche colonia, magari non sarebbe stato tanto male visto dalla parte del comando...
Anche lì però ero in fondo alle graduatorie, ero troppo giovane, non avevo esperienze...così nessuno mi chiamò...nei tempi regolamentari.

Avevo perso ormai le speranze quando in luglio ricevetti una telefonata: c'era bisogno di una supplente in una colonia della Provincia, in montagna, sull'Appennino bolognese, il turno era appena iniziato, bisognava partire subito, ero disponibile?

C'era da chiederlo?


Non avevo fatto il corso di formazione, ma avevo entusiasmo, voglia di lavorare, bisogno di guadagnare...
...il tempo di fare le valigie ed ero già sulla corriera che passava davanti a casa mia e saliva tra le montagne.

La colonia si trovava in una vallata fuori dal paese nella cui piazza mi scaricò la corriera,
mi avviai a piedi e quando arrivai, ancora prima di entrare, rimasi di sasso:
vidi bambini che scorazzavano dappertutto, stavano sugli alberi, entravano e uscivano da tutte le porte e le finestre del pianterreno, in quelle del primo piano stavano a cavalcioni del davanzale o gettavano di sotto qualcosa...

Era passato il vento, anzi la tempesta, del '68 ed io ancora non lo sapevo.


 
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Post n°228 pubblicato il 17 Giugno 2008 da atapo
 

GOAL!


Credo che gran parte del mondo-blogger italiano ora sia davanti alla TV a seguire la partita Italia-Francia.
Io no.
Il calcio di solito non mi interessa, faccio il tifo solo per la Nazionale.
Però, quando la Nazionale gioca contro la Francia, sono un po' in imbarazzo.
La Francia è una nazione a cui sono legata, mi ha dato bei ricordi nella mia vita...
...allora non guardo la partita, faccio altro, aspetto solo il risultato finale e magari il giorno dopo guardo le cronache dei momenti decisivi...

Però ricordo.


Giugno 2000, finale degli Europei, Italia-Francia.


Io e mio marito eravamo col camper in Francia, a Vesoul.

Io stavo finendo un periodo di lavoro là, in una scuola elementare, c'ero arrivata con un progetto europeo.
Figuratevi i commenti pre-partita che avevano fatto i colleghi!
Molto corretti, ma insomma, mi facevano capire che se vinceva la Francia era meglio!

Nel campeggio in cui sostavamo avevo scoperto che il pizzaiolo era italiano (se no, come mai le pizze erano così buone?):
io e lui e mio marito, gli unici Italiani nel raggio di chissà quanti chilometri...

Così, forse per la nostalgia della patria lontana,ascoltavamo la partita chiusi nel camper...
il pizzaiolo in pizzeria doveva lavorare, ma forse una radiolina ce l'aveva anche lui...

Era un tempo da lupi quella sera: diluviava come in questi giorni qui da noi quest'anno, ma là, vicino ai Vosgi, è abbastanza normale.
Presa dall'emozione e dall'amor di Patria, dissi a mio marito che se l'Italia avesse vinto sarei uscita sfidando il temporale e sarei andata a mangiare una pizza col pizzaiolo, per festeggiare insieme.

L'Italia stava vincendo ed io già stavo preparando stivali ed ombrello quando all'ultimo secondo
l'inaspettato goal francese mi raggelò sulla porta...
così come raggelò tutti i tifosi italiani!

Il giorno dopo, in pizzeria e a scuola, era il caso di mantenere un profilo basso...

Ho sentito delle grida dal piano di sotto...magari vado a dare una sbirciatina alla TV...

ore 22,40: dal piano di sotto arriva la notizia:
ce l'abbiamo fatta!
Stavolta gli Azzurri hanno superato les Bleus!

 

 
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Post N° 227

Post n°227 pubblicato il 16 Giugno 2008 da atapo
 


Scuola al passato remoto (9)


Mentre succedevano queste cose, come ogni aspirante all'insegnamento naturalmente avevo fatto le mie brave domande per le supplenze nella scuola elementare.
Ma ero giovane di età, non avevo superato nessun concorso, per cui nelle graduatorie restavo disperatamente in fondo.
Talmente in fondo che in due anni mi chiamarono solo quattro volte!

Per fortuna queste quattro supplenze non furono "mordi e fuggi": la più breve fu di una settimana, le altre più lunghe fino a un mese circa. Io, alla telefonata, partivo attrezzata con la mia rivista di didattica a cui avevo fatto l'abbonamento e questa mi permetteva di gestire l'impatto del primo giorno, poi pian piano mi organizzavo...

E, con mia grande gioia, le cose funzionavano!
Non avevo quei grossi problemi che mi avevano messo in crisi nelle scuole private...forse perchè non ero solo a un doposcuola,
ma almeno per quei giorni sentivo di avere una MIA classe...


Le classi in cui capitai, così come quelle in cui sbirciavo nei giorni di supplenza, continuavano ad essere uguali a quelle che io avevo frequentato da bambina.
Così era facilitato il mio lavoro di supplente, perchè timidamente mi azzardavo a proporre a piccole dosi quello che meditavo dopo le mie letture da autodidatta...
Sollecitavo la conversazione, leggevo storie e le facevo drammatizzare, proponevo giochi di insiemistica (la moda del momento), giochi e quiz per il ripasso, preparavo rebus e parole incrociate per l'ortografia...
In quei pochi giorni non potevo di più, però mi accorgevo che per i bambini era come uno "scossone" e mi seguivano entusiasti,
contenti di imparare, presto dimenticavano la richiesta del "voto", che io cercavo di non dare, dicendo che i compiti li avrei passati poi alla titolare e ci avrebbe pensato lei.
In compenso abbondavo nei BENE quando portavano a termine il lavoro con impegno:
una gratificazione ci stava , anche se la novità di quelle giornate scolastiche così diverse da quelle a cui erano abituati rendeva gli alunni assai ben disposti .


Anche i "temi" cercavo che scaturissero da argomenti di loro interesse, su cui prima si parlava insieme.
E a questo proposito mi capitò un fatto curioso e significativo: una mia amica che studiava Pedagogia stava facendo una ricerca per un seminario: raccoglieva da varie classi-campione, per diversi mesi, i temi svolti a scuola, che venivano esaminati per ricavare dati riguardanti, tra l'altro, la correttezza sotto vari aspetti.

Una delle classi era la quarta femminile in cui restai supplente alcune settimane.
Inaspettatamente per gli studenti universitari, in questa classe alla tabulazione dei dati risultò una fase anomala, con risultati nettamente superiori al periodo precedente e al successivo:
si trattava dei temi assegnati da me durante quei giorni di supplenza, che erano stati più motivati quindi svolti con maggior impegno ed attenzione!

 
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Post N° 226

Post n°226 pubblicato il 15 Giugno 2008 da atapo
 


Scuola al passato remoto (8)

continua da qui...

Quando la conobbi, N. frequentava la seconda magistrale. Non aveva problemi di apprendimento, l'unico suo problema era di essere figlia unica di una coppia un po' anziana, che l'avevano tenuta nella bambagia e l'avevano resa una ragazzina insicura e un po' ansiosa.
Per questo mi chiesero di seguire N. nel lavoro scolastico: controllare i compiti, risentire le lezioni, rispiegare quello che non capiva. Non era difficile perchè, come ho detto, si trattava solo ...di lavorare insieme, avrebbe potuto farlo anche una compagna di classe, ma i genitori preferivano così ed io...ero contenta di avere questa entrata sicura!

Andavo da lei alcune volte per settimana nella seconda parte del pomeriggio, fino all'ora di cena.
Si creò tra noi un rapporto forte e strano, considerando anche la poca differenza di età:
ero solo l'insegnante all'inizio, divenni pian piano un'amica, anche della mamma, fino alla vigilia del suo esame di maturità, quando, visto che aveva intenzione di iscriversi all'Università, le dissi ridendo:

"Ma non avrai mica intenzione che io venga a farti ripetizioni anche per l'Università?!"
Rise anche lei e da quel momento rimanemmo soltanto amiche, venne al mio matrimonio, conobbe i miei figli, mentre studiava all'Università e...si svegliava, finalmente sfuggita alle ali protettrici e soffocanti dei suoi genitori!

N. per me fu importante anche per un altro motivo:

già dalla seconda magistrale la sua insegnante le assegnava temi di pedagogia (che io non avevo mai fatto, ricordate?), così dovetti imparare a farli insieme a lei. Insieme a questi temi, N. doveva leggere anche testi in voga in quel momento sui problemi attuali della scuola (post  68 !)...che io non conoscevo affatto!


Ancora una volta maledissi l' inesistente formazione della mia scuola superiore: per coscienza professionale e per non fare figuracce con la mia allieva, mi buttai a leggere velocissimamente questi libri su cui lei doveva lavorare.

Mentre per l'Università a cui mi ero iscritta studiavo latino, francese, storia, italiano, per ...me stessa leggevo
"L'erba voglio",
"Lettera a una professoressa",
"Il paese sbagliato"
...


Mi si aprirono gli occhi:
se Don Milani e i suoi ragazzi mi fecero riflettere sulla scuola e sul ruolo dell'insegnate per la triste realtà delle ingiustizie che denunciavano,
Mario Lodi era come se mi desse delle risposte, facendomi conoscere un modo diverso di insegnare, un modo che sentivo molto "mio".

Lessi anche "C'è speranza se questo accade al Vho", con i primi tentativi di maggior partecipazione degli alunni, le attività espressive, le tecniche nuove e anche i problemi e le difficoltà che aveva affrontato Mario Lodi in quegli anni.


Guardavo le date di quelle esperienze e mi facevano rabbia: erano accaduti fatti così interessanti per la scuola negli anni precedenti a quel momento ma per tutte le istituzioni scolastiche che io avevo frequentato era come se si fossero svolte in un altro mondo...

E anche la situazione attuale che stavo conoscendo non era molto migliore!

 
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Post N° 225

Post n°225 pubblicato il 14 Giugno 2008 da atapo

GRRR.....!

Non bastasse il maltempo,
(è appena iniziato il primo diluvio della giornata)
da ieri pomeriggio davanti a casa mia stanno trapanando un pezzo di strada per lavori di riparazione alle buche-assassine
e lavorano anche stamattina...di sabato!

Anche sotto il diluvio!
Probabilmente li sentite anche voi...


 
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Post N° 224

Post n°224 pubblicato il 12 Giugno 2008 da atapo
 
Foto di atapo


POMERIGGIO DI M...


Dopo due giorni senza pioggia (non si può definire bel tempo, solo senza pioggia) mi ero un po' illusa: ero già riuscita ad andare a fare la spesa, a tagliarmi i capelli...
Oggi pomeriggio, finalmente, avrei portato a rivendere in centro quella alta pila di vecchi libri che da tanto "ingombrano" e ricevono occhiatacce da mio marito.
Poi avrei fatto un bel giretto, sarei andata a sfogliare il nuovo libro della Profe, appena uscito.
Infine una capatina alla rosticceria, a scelta: greca, turca o siciliana per portare a casa il pacchettino con la cena...

Ma dopo pranzo, nel quarto d'ora di siesta, mi sentivo troppo nervosa...metereopatia...
Oh, no! Sono tornati i nuvoloni che da mesi ci accompagnano!

Piove, non piove...
In centro non ci posso andare.

Già, perchè se con una mano tengo il carrello della spesa pieno dei libri da vendere, con l'altra mano tengo il bastone che mi aiuta a camminare,
con la stessa mano e con un po' di acrobazie mi aggancio in autobus,
se poi viene a piovere, anzi a diluviare come succede da due mesi a questa parte, chi mi presta un'altra mano per tenere l'ombrello aperto?

Cambio programma, cerco qualcosa da fare di piacevole, almeno:
stirerò.
Sì, mi piace stirare, mi piace vedere le cose tutte stropicciate che ritornano belle in ordine, inoltre stirare mi concilia la meditazione e la nascita di buone idee.
Preparo l'asse, accendo il ferro, vado al piano di sopra.
Torno dopo un po' (a diluvio iniziato) e...
trovo mio marito che ha occupato tutto il pavimento libero attorno all'asse da stiro con un gioco gonfiabile che ha usato in parrocchia e che si appresta a rimettere in ordine! Nemmeno volando riuscirei...!
"Ma io volevo stirare..."
"Se me lo dicevi prima..."
Perchè, l'asse aperta e quella lucina gialla accesa nel ferro attaccato alla presa di corrente che significato avrebbero dovuto avere? Erano necessarie le parole?!

Stirerò più tardi...penso a qualcosa da fare nel frattempo: ecco, riordinerò i documenti medici che avevo tirato fuori per le visite dei giorni scorsi, perchè vogliono sempre vedere gli esami precedenti...e approfitto per buttare via qualche certificato troppo vecchio...
Intanto si potrebbe anche far partire una lavatrice...così ci si avvantaggia...

Ahimè, dimentico una regola fondamentale,

cosicchè, quando mio marito ha finito ed io potrei stirare...non è proprio il caso perchè il ferro acceso e la lavatrice in funzione fanno saltare la corrente!
Devo aspettare che la lavatrice finisca, per fortuna c'era un programma breve!

Nell'attesa, per tirarmi su il morale è meglio che mi dedichi ad attività intellettuali: completo il progetto di francese per l'anno prossimo,
che però non posso stampare perchè la stampante non ha inchiostro,
poi scrivo una e-mail al mio amico pittore e gli mando allegati quei quadri che aspettava da mesi:
almeno questo lavoro va a buon fine, i file non sono troppo pesanti!
E intanto continua a diluviare...

Volevo stirare e stirerò:

lo faccio a spizzichi, mentre preparo la cena: cosce di pollo al tegame e insalata di melanzane con prezzemolo e aglio.

Ma le melanzane che cuociono nella pentola a pressione, il vapore del ferro da stiro, la pioggia...
portano nella stanza l'umidità a più del 70%!

Ancora un poco e i ranocchi dell'Arno verranno in vacanza a casa mia!

Desisto... intanto questo orrendo pomeriggio per fortuna è arrivato agli sgoccioli...

 
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Post N° 223

Post n°223 pubblicato il 11 Giugno 2008 da atapo
 


GRAZIE, MAESTRE !


Da qualche giorno mi è restata in mente una piccola notizia letta su un giornale locale e la voglio condividere con voi.

Alla fine dell'anno scolastico, in molte classi si usa fare il regalo alle maestre.
So che sarebbe proibito, ci sono insegnanti che dichiarano che non me accetteranno MAI, o che invitano le famiglie a dimostrare la riconoscenza acquistando materiale per la scuola o la biblioteca (ce n'è sempre tanto bisogno...),
però soprattutto alla fine della quinta, magari dopo un quinquennio passato insieme, ci scappa quasi sempre un piccolo dono che sarà un ricordo oltre che una manifestazione di affetto.

In una scuola elementare di Firenze (non la mia) i genitori di una quinta hanno pregato un giornale locale di pubblicare una loro breve lettera, che vi riporto:

"In tempi in cui spesso si parla male della scuola e degli insegnanti, diciamo invece grazie alle maestre (nomi e cognomi)....Quelle due maestre stanno facendo crescere davvero i nostri bambini, vogliamo ringraziarle pubblicamente."

Leggere questo mi ha fatto sorridere: se tutte le classi che funzionano ringraziassero pubblicamente i loro bravi insegnanti, probabilmente sui giornali ci sarebbe meno spazio per le altre notizie ad effetto per dire male della scuola italiana!
E finalmente verrebbe fuori anche un po' del positivo che senz'altro c'è, ma che viene fatto conoscere pochissimo !

O io sono solo un'inguaribile ottimista?!

Che ne pensate?

 
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Post N° 222

Post n°222 pubblicato il 10 Giugno 2008 da atapo
 

Che giornate...giornatacce!

Giornate di sale d'aspetto e di visite mediche (spesso in ritardo...),
giornate di attese negli uffici per questioni burocratiche...
di documenti che non arrivano...
con discorsi in burocratichese...
e domande di chiarimento...

Il tutto tra un acquazzone e l'altro...

Si esce sempre con l'ombrello, anche se c'è il sole:
finora, ogni nuvola che si presentava nel cielo rapidissimamente ingrossava, scuriva e...scaricava il diluvio!
Oggi è stato il primo giorno, dopo tanti, che non ha piovuto, ma la meteo ha detto che domani ricomincia!


Volevamo andare qualche giorno al mare, semplicemente per un po' di relax e tintarella, ma abbiamo cambiato idea:
se dobbiamo prendere dell'umidità, preferiamo quella di casa nostra,
almeno per passarci il tempo quando piove abbiamo a portata di mano tutti i nostri hobby preferiti: libri, computer e...frigorifero per cucinare pranzetti buoni e tirarci su il morale!
Certo le mie ossa e la mia metereopatia si stanno chiedendo:
"Ma quanto durerà?!"

 
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Post N° 221

Post n°221 pubblicato il 08 Giugno 2008 da atapo
 


Klimt, Le tre età della vita

Ieri sono stata a Ferrara, dalla mia mamma.

Ha 88 anni, problemi di salute, è quasi cieca, ma vive da sola, aiutata da una signora alcune ore alla settimana.
Mio fratello abita poco lontano da lei e la tiene...sotto controllo.
Io ho due appuntamenti telefonici con lei: la domenica e a metà settimana. Circa un'ora al telefono ogni volta, è come se la andassi a trovare e ci raccontiamo le novità.
E' serena, interessata alle cose e alla vita di figli e nipoti, ogni tanto ripete cose già dette, ma insomma, capita a tutti di essere un po' distratti...
Al telefono la sua voce è sempre uguale,
al telefono sembra che il tempo non passi e non consumi...


Ogni tanto, compatibilmente con il maltempo, i malanni, gli impegni, prendo il treno e vado a passare qualche ora con lei, cioè, tra l'andata e il ritorno, sto fuori una giornata intera.
E quando arrivo e lei mi apre la porta,
la gioia di incontrarla è soffocata dalla malinconia di vederla ogni volta più magra, più curva, più piccina, più trasparente...
...lei che è stata una bellissima donna, alta, slanciata, dalla pelle solare e dai bellissimi occhi azzurri (io non le assomiglio)...
Se la vedessi tutti i giorni, non sarebbe così forte e dolorosa questa sensazione di cambiamento!
Il passare inesorabile del tempo per me sta tutto lì, in quella porta che si apre e in quella cara persona che ogni volta è sempre la stessa e sempre diversa...

Poi riprendiamo i nostri discorsi, sul presente,
sul passato (tanto, il suo, e mi racconta cose di famiglia che ancora non aveva mai detto),
sul futuro, ora che diventerà bisnonna e non vuole che le diciamo il sesso del bisnipote, se si vedrà dall'ecografia, perchè preferisce...la sorpresa!
Sistemiamo qualche documento che lei non riesce più a leggere,
qualche piantina sulla finestra, le porto della spesa che mi ha "ordinato",
pranziamo insieme e mi fa trovare sempre nel menù una sorpresina fatta in casa: un uovo di tagliatelle, un piattino di zuppa imperiale...lamentandosi che, ahimè, non riesce più a fare i tortellini come una volta!
In quelle ore lei si sente coccolata e ha piacere di coccolare anche me...
... passano in fretta e di solito è lei che mi "manda via":
"Controlla l'ora! Non perdere il treno!
Ma non arriverai a Firenze troppo tardi?"

Ieri era anche preoccupata per questi acquazzoni violenti e improvvisi (a dir la verità anch'io), dopo che l'anno scorso uscendo da casa sua rimasi coinvolta in una tromba d'aria...
Ma so che si affatica molto ad avere per casa qualcuno per molte ore, lei abituata a stare da sola,
così me ne vado
e la sua figura sulla porta è quella che tengo nel cuore e davanti agli occhi durante le nostre prossime telefonate...

fino alla prossima visita, quando questa cara immagine sarà un po' più curva, un po' più piccola, un po' più...vecchia


ed io al rivederla avrò un tuffo al cuore e sarò, per un attimo, un po' più triste  ...

 

 
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Post N° 220

Post n°220 pubblicato il 06 Giugno 2008 da atapo
 


RICADUTA


Per alcune oggi, per altre domani, per tutte le scuole d'italia è arrivato l'ultimo giorno di questo anno scolastico.
Chi conclude a gavettoni, chi a feste, la fantasia si sbizzarrisce...

Nella mia ex-scuola, da alcuni anni, l'ultimo giorno, cioè oggi, si fa un orario un po' speciale e alle 16,30 comincia la merenda-cena organizzata dai genitori, per un saluto tutti insieme.
All'inizio dell'anno, qualche genitore mi disse:
"Ci si vedrà ancora, speriamo, magari a qualche festa..."

Ma io alla festa di oggi non ci sono andata.

Dopo che a febbraio mi fu detto dal collega di non farmi vedere perchè la mia presenza era destabilizzante (vedi post 140),
ho mantenuto ciò che mi ero ripromessa e in quell'aula non ho più messo piede.


Vi ho fatto solo capolino il giorno dell'ultima lezione di francese, un attimo prima dell'uscita: avevo intenzione di salutare i bambini e di augurare buone vacanze, ma l'occhiata gelida della collega che non mi ha nemmeno invitata ad entrare ha rafforzato la mia idea di ...starmene alla larga e quel giorno feci solo un ciao ciao buone vacanze! dalla porta, ricambiato dai bambini con un agitare di mani .

Poi ho saputo dai genitori che continuano ad esserci loro scontri con la maestra, a causa del suo modo di trattare i bambini con difficoltà.

Infine, come immaginavo, nessuno dei due colleghi della classe mi ha invitato, al contrario di altri colleghi con cui ho lavorato in questi mesi, che si aspettavano una mia visitina oggi ai buffet delle loro classi.
Andavo da loro e non dalla mia ex-classe?
I bambini ci sarebbero rimasti male, già rimasero male quando si accorsero che andavo a fare lavori nelle altre classi e da loro no.
"Perchè non vieni da noi?"
Bella domanda!
Risposi: "Non sono io che vado, sono i maestri che mi chiamano. Se i vostri maestri mi chiameranno verrò anche da voi."

Andavo dalla mia classe?
Certo, i bambini sarebbero stati contenti, probabilmente anche i genitori, ma i maestri...
Non volevo provocare malumori, commenti, magari confronti...rischiare di rovinare la festa.

Però sono andata ieri all'uscita,
visto che nei giorni precedenti dalle 16,30 alle 17,30 c'è stata la scuola aperta, con l'esposizione dei cartelloni, la pesca di beneficenza, il mercatino dei lavoretti.
Ho incontrato qualche alunno, qualche genitore, qualche collega,
ho salutato, ho scambiato due chiacchiere (e ne ho sapute delle belle...!).
Infine ho lasciato alla rappresentante di classe un pacchetto di CARAMBAR da mettere oggi nel buffet:
sono sicura che quando i bambini le vedranno e, soprattutto, le mangeranno,
saranno convinti che la loro vecchia maestra non li ha dimenticati
anche se non è stata presente alla festa...


Però...è tutt'oggi che mi sento nervosa, triste, mi fa quasi male lo stomaco...è cominciato stamattina, quando con l'autobus sono passata davanti alla scuola proprio all'ora del loro ingresso...
E' come aver avuto una malattia.
Credevo di essere guarita, ma...forse non ho preso abbastanza precauzioni e...si fa presto a rischiare una ricaduta!

 
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Post N° 219

Post n°219 pubblicato il 04 Giugno 2008 da atapo
 

Sono passati ormai più di tre mesi...

Le visite di controllo dicono


TUTTO OK !


Mia figlia ora ha autorizzato
a divulgare la notizia...


Quale?


Via, un po' di fantasia...


Basta guardare l'immagine qui a fianco...

...l'appuntamento è per novembre !!!

 

 
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Post N° 218

Post n°218 pubblicato il 03 Giugno 2008 da atapo
 



Giacomo Balla, "Passaggio di Mercurio davanti al sole"

E' impazzita! Direte.

Forse...Però qui volevo solo lasciare un'immagine per ricordare la mostra
Balla-La modernità futurista

che sono andata a vedermi a Milano (con un biglietto omaggio del Touring club, regalo di compleanno), mentre mio marito era alla sua ennesima fiera dell'elettronica...
Ho fatto per qualche ora la turista, sola soletta, nel centro di Milano.

Poi, per il resto , parenti a iosa, rivisti dopo molti anni, con piacere sì, ma anche con un certo...affollamento, visto che, fra l'altro, c'era la Cresima del figlio di una cugina di mio marito (si chiama secondo cugino? Boh! Comunque è un ragazzino simpatico.)

Ora sono tornata, causa necessità di compilazione e consegna della denuncia dei redditi (ma non sono tanti i nostri redditi, faremo veloci...)

Dimenticavo: ho anche cercato di capire qualcosa del movimento futurista, che mi incuriosiva parecchio!
 

 
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