Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

AGOSTO




ITACA

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze...

Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti finalmente e con che gioia
toccherai terra tu per la prima volta..

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

Kostantin Kavafis

 

 

ša c' est tout




musica per l'amicizia




 

Ultimi libri letti...




Vittorio Arrigoni

"Gaza.
Restiamo umani"

diario quotidiano
da una tragedia




David Grossman

"Che tu sia per me
il coltello"

le parole scritte
per raccontarsi, conoscersi,
amarsi


ci sono i libri precedenti
 

ASCOLTA...

 

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 1

 

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 2

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 3

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 4

RECHERCHE DU TEMPS PERDU 5

GATTI DI FAMIGLIA

 



BETO


 
CHILLY

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 73
 

Ultimi commenti

 

Ultime visite al Blog

pinocosta1972atapola.cozzabrunodettoriarw3n63giacarnisrlmassimocoppamistercarlo59Web_LondonXuorNonnoRenzo0colarikipaneghessalidiadgl15
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

Tag

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
 

Contatta l'autore

Nickname: atapo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
EtÓ: 66
Prov: FI
 

ARRIVEDERCI




 

Messaggi di Agosto 2012

ARRIVEDERCI

Post n°873 pubblicato il 17 Agosto 2012 da atapo
 

Speriamo sia la volta buona, domattina si dovrebbe partire. E se salta di nuovo la partenza...sarò talmente depressa che per un pezzo non avrò voglia di passare di qua!

Per i prossimi giorni vi lascio in compagnia di un mio nuovo fiabesco...


 

IL SOGNO


foto dal web

 

Accadde all'inizio dell'estate, quando era già opprimente l'afa nelle prime ore del pomeriggio e il sole picchiava già forte in città.

L'anziano professore dopo pranzo sentiva il bisogno di un sonnellino, nella freschezza della sua camera in penombra. Aveva dormito poco la notte precedente, il caldo cominciava a dargli fastidio. Per fortuna tutto era quasi pronto, tra pochi giorni lui e la moglie sarebbero partiti per il suo paese d'origine, una deliziosa cittadina affacciata sul mare e arrampicata sul monte, sarebbero stati d'incanto a passarci l'estate, come tutti gli anni. Là si sarebbe sentito quasi ringiovanire...

Con questo pensiero si era assopito e gli sembrava di essere arrivato laggiù, si era installato nel suo appartamento, aveva controllato che dopo i mesi di lontananza tutto fosse a posto, poi era uscito per il primo giro nel paese ed era entrato nel parco pubblico, a godersi l'ombra della pineta e delle palme, dirigendosi verso la sua panchina preferita in fondo ad un viottolo ombroso lastricato a piccoli sassi rotondi, dove il parco finiva con le rocce affacciate sul mare e sulla costa, da cui venivano accecanti gli azzurri del cielo e dell'acqua e illuminavano la panchina sempre all'ombra. Guardava il “suo” panorama e a un tratto sentì un fruscio di passi leggeri dietro di sé. Pochi si addentravano fino a quell'angolo un po' isolato e la curiosità lo fece girare: veniva lentamente verso di lui lungo il viottolo una donna non molto alta, con un leggerissimo abito di cotone indiano a fiori color lavanda su fondo nero che si gonfiava leggermente nel vento che lì sul mare non mancava mai, sembrava una piccola vela a condurre la persona che l'indossava...Guardava verso il basso, verso quei ciottoli su cui è un po' faticoso camminare per una donna che porti sandali estivi. Il professore non ne distingueva bene il viso, aveva capelli scuri e lunghi fino alle spalle, il vento li faceva ondeggiare come il vestito, ma non li scomponeva troppo perchè sulla testa lei portava un cappello di paglia dalle pieghe morbide ed originali, modellato apposta in quel modo un po' buffo, il suo colore lavanda rosato riprendeva il colore dei fiori sul vestito. Per il professore quel cappello aveva qualcosa di familiare, di conosciuto, stava per scoprirlo nella sua memoria, quando la donna, che gli era arrivata accanto, sollevò gli occhi e lo guardò con uno sguardo luminoso e felice...quello sguardo...

Sentì, dopo tanto tempo, identico, un tuffo al cuore che non aveva mai dimenticato.

Sei tu...” sussurrò.

Sì, sono io.” lei gli sorrise, i suoi grandi occhi di velluto scuro diventarono per un attimo due fessure, come tanto tempo prima.

Come hai fatto ad arrivare fino a qui?”

Posso venirci quando voglio, quando vuoi tu. Qui si può continuare a sognare...”

Lei, che aveva incrociato la sua storia tanto tempo prima, ma troppo tardi per poterla fermare con sé, perchè entrambi avevano già una vita decisa da altri e con altri.

Lei, che da subito gli era sembrato di averla conosciuta da sempre, che gli leggeva nel cuore e nell'anima, con cui era stato incantevole parlare, incontrarsi, fare cose insieme, conoscersi e riconoscersi.

Lei che amava portare buffi cappelli, uno era di paglia, sformato e di un chiaro color lavanda.

Lei che aveva mille progetti, mille entusiasmi, mille sogni e che lo aveva trascinato in un mondo per lui nuovo e quasi magico, così diverso dal suo, fatto di abitudini e di routine.

Lei che provava gli stessi sentimenti che provava lui e questo li spiazzava, li rendeva felici e smarriti nello stesso tempo.

Loro che si chiedevano dei perchè senza darsi risposta, perchè in amore non si può, o non si vuole, rispondere a tutto.

Loro che si chiedevano se ci sarebbe mai stata una vita da vivere insieme, forse in un'altra realtà, forse in un altro tempo, forse...

Loro che ascoltarono il dovere, le responsabilità, che non riuscirono a continuare insieme nella vita reale che già apparteneva ad altri, potevano solo sognare.

Le scelte sono sempre difficili, decidere cosa tenere, cosa lasciare, nessuno vorrebbe soffrire e far soffrire, ma si soffre in ogni modo, qualunque sia la decisione presa, quando c'è una perdita, qualcosa di importante a cui si deve rinunciare.

Il tempo aiuta, ma non fa dimenticare e inaspettatamente lei era lì, di nuovo davanti a lui che sentiva il suo profumo leggero. Il professore l'abbracciò e affondò il viso tra i suoi capelli scuri. Si ricordò che l'ultima volta in cui si erano incontrati lei li portava più corti e pensò: “Naturale, è passato tanto tempo!” Lei gli sembrava così piccola, così finalmente sua...

Si sentiva felice, leggero, il cuore gli batteva all'impazzata, anche lei poteva ascoltarlo mentre stava accoccolata tra le sue braccia.

Il professore non si accorse subito di essersi svegliato, perchè quello che provava era così forte e così reale che faticò a ritrovarsi nel suo letto, solo, nel caldo pomeriggio cittadino.

Restò a guardare il soffitto, come se fosse lo schermo di un cinema dopo la parola fine, pensando: “Ora mi restano soltanto i sogni”

Nella stanza entrò all'improvviso sua moglie: “Sei sveglio? Ma senti che caldo oggi...a star fuori ci si arrostisce! Infatti non c'è in giro un'anima... in strada è passata solo una persona, poco fa. Forse era una turista che si è persa...Poveretta, con questo caldo! Per fortuna aveva un abito di cotone indiano leggerissimo, in testa un cappello buffo di paglia dal colore intonato al vestito...Originale, però carino, graziosa anche lei, con quei capelli scuri e ricci... Sembrava più giovane, ma quando è passata qui davanti si notava che i suoi annetti li deve avere tutti! Si guardava in giro, sembrava cercasse qualcosa...

Su, alzati che dobbiamo preparare i bagagli!”

A lui sembrò che una scossa elettrica lo avesse lasciato tramortito.



 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

INVECE...

Post n°872 pubblicato il 16 Agosto 2012 da atapo
 
Tag: cronaca

POCA  FORTUNA

Un violento disturbo gastrointestinale stanotte ha messo KO non il piccolo Riccardo (gli imprevisti con i bambini sono sempre da mettere in conto), ma il suo papà! Il quale ora è a dieta rigida di thé e fermenti lattici.

Così per adesso non si parte.

Forse non ho incrociato abbastanza dita....

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ARRIVI E PARTENZE

Post n°871 pubblicato il 15 Agosto 2012 da atapo
 

 

CHI VIENE, CHI VA

Dopo alcuni giorni di scambi di visite e preparativi frenetici sono partiti Martino e Damiano con i genitori, verso le spiagge abruzzesi, lasciandoci il gatto da nutrire, accudire e coccolare giornalmente a casa sua. Gli sms dicono che laggiù stanno benissimo.

Sabato scorso è tornato dal mare Riccardo con i genitori, la sua mamma ha ripreso il lavoro in panetteria mentre il suo babbo ha ancora due settimane di ferie.

Allora … udite udite!

Domattina partirò in camper con mio figlio e Riccardo, verso i campeggi della costa toscana, sperando di trovare un posticino per una decina di giorni!

E' un'esperienza nuova per loro due, Riccardo sembra entusiasta del camper, mio figlio ha fatto un giro di prova insieme a mio marito, ha esplorato il mezzo da cima a fondo, soprattutto per gli aspetti tecnici, era da un po' che voleva farlo, effettivamente il nostro camper è utilizzato pochissimo, sarebbe bello che anche i ragazzi lo sfruttassero!

Io...credo che non sarà una passeggiata stare col bimbo di due anni tutti questi giorni anche se con noi c'è il suo papà, ma almeno sarò al mare e spero di arginare i malesseri che mi stanno venendo ultimamente soprattutto a causa dello stress. Provare non costa nulla...

La faccenda veramente non era nata così: all'inizio volevamo trovare un bungalow o un appartamento fino alla fine del mese, in cui stare insieme io, mio marito, mia suocera, Riccardo e mio figlio. Durante le ricerche però ci siamo resi conto che ormai non si trovava nulla per le nostre esigenze (e le nostre tasche), soprattutto per il fatto che mia suocera avrebbe bisogno di una camera tutta per sé dove riposare tranquilla ogni volta che ne sente il bisogno.

Allora è venuta l'idea del camper solo per noi tre, lasciando marito e suocera a casa!

Avremmo poi cercato al mare per l'ultima settimana di agosto qualcosa di più piccolo, senza mio figlio e Riccardo.

A quel punto però mi è venuta come un lampo un'intuizione: anche quell'ultima settimana a stretto contatto con la suocera, più stretto che qui a casa dove abbiamo per fortuna diverse stanze...Lei non va in giro perchè si stanca subito, probabilmente avremmo dovuto mangiare in casa quasi sempre con lei, per non lasciarla sola e per controllarla, e bisogna preparare cibi variati e pasti completi altrimenti non mangia abbastanza...insomma, la stessa vita che faccio da due mesi qui a Firenze, senza nemmeno la lavapiatti...mi sono vista a cucinare e lavar piatti troppo spesso per una vacanza e ho detto NO!

Basta cercare appartamenti o bungalows! Se andavamo, volevo una pensione completa senza problemi di preparare pasti e rigovernare, con stanze ben separate e... vita autonoma: io in spiaggia, mia suocera all'ombra nel giardino o in camera, mio marito...faccia un po' lui!

Una settimana di vacanza VERA, finalmente!

Mica facile trovare nemmeno questo...ora, appena dieci giorni prima!

Io sono stata gli ultimi giorni attaccata al computer in ricerche, poi passavo le proposte al marito, poi le telefonate...finalmente stamattina ce l'abbiamo fatta, quindi partiremo per la riviera romagnola. E tocchiamo ferro fino all'ultimo...

Insomma oggi giorno di ferragosto ecco le ultime novità. Non so quando tornerò qui, allora saluto tutti i visitatori e lascio un regalino (preso da Vidi, grazie!): godetevi questa storiella dolcissima, a mio parere, dei tempi...senza internet e senza community!

BUON FERRAGOSTO A TUTTI !



 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

CALDA ESTATE

Post n°870 pubblicato il 13 Agosto 2012 da atapo
 

 

OLIMPIADI  IN  CASA MIA


la rocca di Carmignano


Da quando siamo rientrati dai monti Sibillini e mia suocera è tornata a casa nostra, abbiamo passato qui in città a sudare tutto questo periodo. Una sera andammo sulle prime montagne dietro a Firenze a cenare al fresco di una Festa dell'Unità, dove tornammo qualche sera dopo quando facevano i ranocchi fritti, che a mia suocera (solo a lei!) piacciono moltissimo, infatti se ne mangiò un quantitativo scandaloso, lei che in quei giorni ancora non mangiava quasi nulla, e noi temevamo di doverla riportare al pronto soccorso entro poche ore...Ma in queste uscite si era stancata moltissimo, dissi a mio marito che forse era meglio individuare alcuni luoghi in alto attorno alla città da raggiungere in auto e dove potessimo stare un po' al fresco per qualche ora, gli preparai anche un elenco, così avrebbe potuto scegliere...ma non ci siamo mai mossi.

Io e lui, da soli, siamo usciti alla cena con gli amici del blog e un'altra volta ad uno spettacolo del mio regista, poi...

...sono iniziate le Olimpiadi!!!

LUI ha detto: “Ci sono ogni quattro anni, non le voglio perdere! Non chiedermi di fare altro!”

E così lui e sua madre dalla mattina alla tarda serata erano sul divano davanti alla TV e al ventilatore, sacrificavano qualcuno dei telefilm che a loro piacciono tanto per vedere le gare...tutte le gare possibili, di qualsiasi sport...

Per parlargli bisognava chiedere udienza e che non fosse nel momento di una finale o di una prova italiana! Altre incombenze indispensabili, tipo telefonare al medico o andare in farmacia, le infilava fra una gara e l'altra, o le rimandava o...se ne dimenticava!

Io avrei sabotato il televisore, ho cercato di scappare al computer, nelle letture, ai saldi, dai nipoti...ma con questo caldo! Non mi sono azzardata ad andare a Viareggio come avevo sperato, perchè anche là le temperature erano altissime e avevo paura di sentirmi male...

Già ci sono abbastanza occasioni di contrasti fra noi, per le Olimpiadi pensavo: Finiranno pure...”, ma il giorno in cui lui ha ricevuto l'invito a passare la serata dall'amico della famiglia perfetta ed ha accettato immediatamente...allora non ci ho più visto e gliene ho cantate, che è sempre disponibile quando lo chiamano gli altri e invece con chi gli è più vicino...

Lui non diceva niente, ma qualche giorno dopo mi ha proposto di uscire la sera del 10 agosto per andare a Carmignano alla manifestazione “Calici di Stelle”: forse più che per far piacere a me faceva piacere a lui perchè si trattava anche di degustazioni di vini, ma mi sono accontentata...

Mia suocera non ha voluto venire quando ha saputo che c'era la strada in salita: meglio così! Finalmente abbiamo passato qualche ora da soli, facendo finta che tutto funzionasse...

Una bella serata: la rocca di Carmignano, illuminata in modo strategico, offriva vini, cibi tipici, musica, e dopo il tramonto si vedeva da una parte il bellissimo panorama notturno di tutta la pianura dove ci sono Firenze, Prato, Pistoia, dall'altra parte invece le montagne, buio quasi assoluto e un grande prato dove ci si poteva sdraiare a cercar di vedere le stelle cadenti. E così abbiamo fatto anche noi: erano anni che non mi sdraiavo sull'erba, di notte poi! A guardare il cielo...a chiacchierare...e chi se ne importa se magari prendevo dell'umidità! Tanto faceva così caldo...Ci siamo stati parecchio, perchè vedevo l'orsa maggiore ruotare attorno alla stella polare...finchè una piccola stella cadente l'abbiamo vista! Allora abbiamo pensato che si doveva rientrare, a malincuore...

A casa, la sorpresa: mia suocera, che doveva prepararsi la cena da sola, non aveva lasciato tracce: aveva digiunato?! Il mattino dopo ci ha detto che non era capace di accendere il fornello, per cui ha mangiato solo un pomodoro. E così siamo stati richiamati alla realtà.

Ma ora finalmente le olimpiadi sono terminate!

E in questi giorni si stanno aprendo a casa mia nuovi scenari...che spero di raccontare presto...

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

10 AGOSTO

Post n°869 pubblicato il 10 Agosto 2012 da atapo
 

LA  NOTTE  DEI  DESIDERI

 

Lentamente siamo arrivati anche al 10 agosto, la notte delle stelle cadenti.

Quest'anno si vedranno meglio, pare, la Luna è solo una falce sottile.

Che dire? Avrei tanto da dire...e niente nello stesso tempo...

Auguro a tutti quelli che passano di qua di vederne tante, di stelle cadenti, e che i loro desideri si possano realizzare!

Anch'io ho desideri da esprimere ...

Non so se stasera riuscirò a vedere qualche scia luminosa nel cielo...dicono che ce ne saranno anche nelle sere prossime, ci saranno altre possibilità...speriamo, bisogna sempre sperare!

Vi regalo una canzone, una canzone allegra per danzare insieme stasera sotto un cielo pieno di stelle...e che qualcuno mi inviti a ballare!



 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

DONNE DI CARTA

Post n°868 pubblicato il 07 Agosto 2012 da atapo
 

 

ANGELICA e FERMINA

 

Come iniziò quella passione non me lo ricordo e non lo ricorda nemmeno mio marito.

Probabilmente vedemmo in TV il primo film della serie, ci piacque e poco tempo dopo, per quelle combinazioni che a volte accadono, in una delle nostre periodiche spedizioni da Emmaus trovammo, usatissimo, il libro dallo stesso titolo e lo comprammo incuriositi: “Angelica, la marchesa degli angeli”. Per entrambi fu un colpo di fulmine: leggerlo era bello, intrigante, ci teneva col fiato sospeso... molto meglio del film!

Allora tornammo da Emmaus a cercare i volumi successivi...poi in altre librerie dell'usato...nel corso di alcuni anni riuscimmo a rintracciarli quasi tutti...e a leggerli naturalmente!

Ma poiché io leggo molto più veloce di mio marito, non li leggevamo insieme, ognuno si trovava tempi suoi, magari dopo ne parlavamo e continuava a piacerci. In quegli anni che per altri versi avevano aspetti difficili nei nostri rapporti...ecco, quelle letture ci facevano sentire vicini e ci aiutavano a tenere un filo tra di noi.

Io ricordo che li leggevo soprattutto d'estate, durante il resto dell'anno la scuola, la famiglia e gli esami universitari che ancora mi mancavano assorbivano completamente le mie giornate.

Ma nei caldi pomeriggi estivi dopo pranzo, dopo essermi risvegliata dal pisolino, nella penombra della camera aprivo le storie di Angelica ed entravo... in un altro mondo, il suo.

In quelle ore non c'erano in giro neppure i figli allora bambini: o erano a riposare in camera loro, o erano ancora ai centri estivi, o in colonia. Mio marito non rientrava dal lavoro prima delle 18... io ero sola, avrei dovuto approfittarne per portare avanti i miei studi universitari, ma non sapevo resistere e mi tuffavo in quelle avventure. Il mondo del XVII-XVIII secolo, la Francia del re Sole, le guerre di religione, la protagonista che viaggia in Europa, nelle terre arabe, poi nelle nuove colonie americane... Intrighi, amori, perdite e ritrovamenti...dentro la grande storia, quella che si studia sui libri! Perchè poi andavo a controllare e i riferimenti storici erano tutti esatti: gli autori di quella fortunata serie di romanzi si erano documentati fin nei minimi particolari e ciò mi rendeva la lettura sempre più affascinante. E mi identificavo un po' in quell'eroina coraggiosa, amante dell'avventura, madre affettuosa e presente, appassionata nei rapporti umani, così piena di vita e di interessi...la sua storia dalle pagine dei libri mi aiutava e mi dava la carica anche nelle pagine della mia vita di quel periodo.

Lo so, sono un'inguaribile romantica... Perchè racconto tutto questo?

Perchè mi sono tornati in mente quei pomeriggi, ora mi sta succedendo qualcosa di simile: in questa estate torrida che trascorro fra le mura bollenti di casa mia ho trovato una storia... e nei pomeriggi, nella penombra della mia camera... leggo la vicenda di Fermina e di Florentino, il suo innamorato perso che la aspettò per più di cinquanta anni, prima di poterla avere tutta per sé, mentre per ognuno trascorreva la vita, vicini ma non insieme, e Fermina viveva anche un matrimonio tutto sommato d'amore, con i suoi alti e bassi come ogni matrimonio reale. E' il romanzo “L'amore al tempo del colera”: non ci sono le avventure mirabolanti di Angelica, però mi intriga lo stesso e nel carattere di Fermina, forte e decisa, a volte testarda e impulsiva, trovo qualcosa di me anche stavolta.

Da poco c'è stato il film in televisione, io l'avevo visto molto tempo fa, ma non lo ricordavo; non l'ho voluto rivedere perchè sto leggendo questo libro con tanto piacere che non vorrei avere interferenze sgradevoli con le scelte narrative del film.

Stavolta però leggo da sola, questa storia è solo per me: mio marito non legge più romanzi, da vari anni è tutto preso dalla matematica e dalla religione...

Ormai sono alle pagine finali: Fermina si sta facendo coinvolgere dalla corte di Florentino...sono ormai anziani, ma che importa? L'amore è sempre bello ad ogni età, la vita può sempre riservarti dei doni inaspettati...

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

BABY SITTER

Post n°867 pubblicato il 05 Agosto 2012 da atapo
 

 

CUCCIOLI



 

L'asilo nido in chiusura estiva ha lasciato “scoperto” Riccardo per alcune mattinate, dato che i suoi genitori prenderanno le ferie solo da domani. Mia nuora finalmente ha trovato lavoro, è in una panetteria che in estate apre solo al mattino.

Mi hanno chiesto se potevo fare io la baby sitter: sarebbe stata la prima volta tante ore col bimbo.

Partivo presto col treno che si ferma nella stazioncina secondaria a dieci minuti di passeggiata da casa mia, arrivavo a Montelupo dove il termometro sulla strada segnava 27° alle 8,30 di mattina, altri dieci minuti di cammino ed ero a casa loro, mio figlio e Riccardo mi aspettavano, un rapido scambio di informazioni poi mio figlio andava al lavoro. Questo nipotino è abbastanza tranquillo, non è molto faticoso da gestire, nonostante non ci vediamo spesso non ha avuto problemi a stare solo con me per tante ore: libri da leggere, costruzioni da montare, palline colorate da far rotolare, pupazzi che diventavano personaggi di piccole storie...

Prima che il caldo diventasse insopportabile uscivamo col passeggino fino ad alcuni parchi gioco: ma quello troppo affollato di bambini urlanti che si contendevano le altalene e gli scivoli non è stato di suo gradimento e ha chiesto di tornare a casa. Allora siamo andati alla ricerca di un gelataio che fosse aperto al mattino e ne abbiamo trovato uno solo, dopo molto girare, anzi, l'ha individuato Riccardo prima di me, vero occhio di falco quando si tratta di qualcosa che gli interessa! E una cestina di gelato artigianale gli interessa eccome! A mezzogiorno gli preparavo il pranzo (lui sceglieva il tipo di pasta) e mangiavamo insieme.

Verso le 13,30 rientrava mia nuora ed io ritornavo a casa col primo treno, prendendomi delle scaldate pazzesche vista la temperatura a quell'ora! Ecco, questi ritorni mi hanno messo KO più delle ore passate col bimbo!

L'ultimo giorno di questo impegno invece abbiamo fatto il contrario: alle 8 di mattina mio figlio ha portato a casa mia Riccardo prima di entrare al lavoro. Anche così una nuova esperienza: non era mai stato a casa nostra da solo. Ma era sorridente già all'arrivo, ha ritrovato subito la scatola dei giochi “dei nonni”...

Più tardi siamo andati col passeggino a prendere il giornale e l'ho portato in visita da una signora anziana che per i miei figli è stata una nonna adottiva: era lei che si occupava di riprenderli da scuola e tenerli a casa sua quando io avevo le riunioni di lavoro, si è creato un bel legame fra di noi. Non aveva ancora mai visto Riccardo ed immaginate come è stata contenta! Voleva fargli dei regali, portarlo nell'orto... Riccardo è timidissimo nelle situazioni nuove e con lei non apriva bocca, ma spalancava curioso i suoi bellissimi occhi blu.

Al rientro in casa è arrivata la telefonata di mia figlia e ci siamo fatti accompagnare da mio marito a casa sua, per mettere insieme qualche ora i tre cuginetti. Riempita una piccola piscina di gomma nel giardinetto di casa, tutti scalzi (anche mamma e nonna) a giocare con l'acqua...Riccardo sempre timido era la mia ombra, un po' diffidente verso l'irruento Martino, all'inizio si relazionava meglio con Damiano. A mezzogiorno tutti a tavola, sembrava un asilo nido, lo stare in compagnia li ha fatti mangiare senza distrazioni né piagnistei: pasta, crocchette, pere... e senza nemmeno troppi disastri! E anche noi abbiamo pranzato tranquille: mia figlia diceva che dovrebbe venire Riccardo tutti i giorni. Il mangiare insieme ha sciolto la sua timidezza e dopo pranzo ha iniziato con Martino dei giochi da grandi, quando è arrivato mio marito per riportarlo a Montelupo. Non c'è male, diceva mia figlia, tre ore per prendere confidenza!

Nonostante l'aria condizionata in auto, faceva caldo solo il riverbero della luce del sole, così quando finalmente siamo rientrati a Firenze ero distrutta anche quel giorno. E mi sono fatta, anche quel giorno, quasi due ore di dormita pomeridiana per recuperare le forze!

Però è stato bello! Ora Riccardo è al mare con i suoi genitori ed io...ne sento la mancanza, di quelle ore passate insieme che mi hanno allontanato da casa mia dove in questo periodo mi sento così poco a mio agio...

I bimbi stanno crescendo, se mio marito fosse più disponibile come mi piacerebbe passare con loro più tempo, magari portandoli anche con noi qualche giorno in villeggiatura! Ma da sola è troppo faticoso, i miei problemi fisici non me lo consentono, devo salvaguardarmi per non rendere impossibile quel po' che riesco a fare...

Almeno per ora, Riccardo ha veramente dato una luce nuova a questo inizio di agosto!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MEZZA ESTATE

Post n°866 pubblicato il 02 Agosto 2012 da atapo
 

 

GIRO DI BOA


Luna piena in Basilicata, agosto 2011


Luna piena in queste sere. Compare dopo il tramonto, illumina tutta la notte. Dalle mie finestre non vedo il suo sorgere, soltanto un diffuso chiarore dietro una macchia di alberi tra i quali lei fa capolino ogni tanto mentre sale, finchè non arriva a sud, ben in alto. Complici le serate in cui finalmente si respira dopo le ore arroventate, vado a letto tardi, allora finalmente la posso ammirare a sud, sopra le cime degli alberi. Momenti silenziosi: poche auto passano in strada, sono rare le persone a girellare di sera chiacchierando in quest'estate che sfinisce tutti dal caldo, sento solo a tratti il richiamo strano di un uccello che non riesco a identificare...non è l'usignolo che ascoltavo spesso quando mi svegliavo di notte all'inizio dell'estate: ora non canta più, chissà perchè, sarà andato in villeggiatura pure lui!

Così guardo la luna, mi torna in mente la storia cinese in cui si parla di un coniglio che starebbe sulla luna e che si può vedere se l'occhio è attento, forse è ispirata dalle macchie lunari...

Anch'io, tanti anni fa, mi ero costruita una storia tutta mia sulla luna piena: mi pare come un grande specchio, tutti vediamo la stessa luna...se io mando un pensiero, un saluto a qualcuno guardando la luna, posso sperare che, se anche questa persona la sta ammirando affascinata dalla sua bellezza, il mio messaggio arrivi fino a lei rimbalzando sulla superficie della luna e la faccia pensare a me...

Romanticherie, illusioni...eppure chi non resta incantato davanti a una notte di luna piena? Si può ben fantasticare...e forse fa anche bene, se il resto della giornata non è stato il massimo e non si riesce ad essere troppo sentimentali...

Mezz' estate, siamo al giro di boa, è iniziato l' agosto di questo periodo stagnante, soffocante e interminabile in cui i giorni passano lentissimamente come gocce che stentano a cadere da un rubinetto che chiude male e quando cadono hanno un rumore antipatico e snervante.

Siamo sempre imprigionati qui: mia suocera che a detta dei medici si avviava rapidamente ad una brutta fine invece sta meglio, ha le ultime analisi uguali alle precedenti, ha ripreso a mangiare, anzi divora più di noi se ci sono cibi che le piacciono, è servita e riverita a casa nostra dove passa le giornate sul divano a guardare la TV accesa da mattina a sera su telefilm di ogni genere. Esce qualche ora al pomeriggio, se ne ha voglia, per andare di fronte a casa nostra al circolo degli anziani. Si stanca facilmente, è vero, tornare a vivere da sola probabilmente non sarebbe il caso se non avesse una badante almeno qualche ora per le faccende più impegnative... Però non è più a rischio di ricovero urgente...

E allora...ha quattro figli, non uno solo (cioè mio marito)...qui si riaprono discorsi vecchi e stravecchi, anzi, purtroppo i discorsi non si riaprono affatto perchè come già due anni fa tutto viene dato per scontato e nessuno parla.

Io sono un po' insofferente, avrei in mente modi diversi di gestire ora la situazione attuale e ogni tanto cerco di parlarne con mio marito, ma, come temevo, spesso la conversazione non finisce tranquillamente perchè siamo entrambi esasperati...

Basta, ne ho già parlato anche troppo...è meglio accontentarsi di guardare la luna.

E agosto quest'anno la luna piena ce l'ha due volte, un fatto poco comune...forse dovrebbe portare fortuna?

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso