Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

SETTEMBRE


 
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet
 

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Messaggi di Dicembre 2013

FINE D' ANNO

Post n°1065 pubblicato il 31 Dicembre 2013 da atapo
 

 

DODICI DONNE

Stasera o domattina al più tardi dovrò salutare dodici donne, le dodici amiche d'arte che mi hanno accompagnato, una al mese, qui sul blog. Idea nata un po' per gioco, mi ci sono affezionata, tanto da “conservarle” tutte insieme nel profilo. Come dissi un anno fa, le mie scelte sono state un po' d'istinto, a pelle, perché vedevo, o avevo visto nel passato, qualcosa di me, di mie emozioni o impressioni in quei ritratti o nelle storie di quelle donne. Non scelte dunque per la loro bellezza o l'importanza dell'artista, qualcuno avrà avuto senza dubbio riserve sulle mie scelte, ma non importa, il gioco l'ho condotto io e ho voluto giocare da sola.

Sono diventate il ritratto-collage di questo 2013 che sta finendo astronomicamente e convenzionalmente, perché in effetti con l'alba di domattina tutto continuerà all'incirca come oggi: giudicandolo nell'insieme, direi che è stato per me un periodo severo e impegnativo: mi ha portato momenti molto belli, ma non me li ha regalati, ho sempre avuto la sensazione di essermeli in un certo senso conquistati e non sempre con facilità. Come se fossi il capitano di una nave da condurre in un viaggio difficile, un occhio a nuvoloni in cielo e l'altro a scogli affioranti e finora la nave è avanzata ed io sono sempre sul ponte di comando... Sì, tutta la vita è un po' così, ma nell'anno che va a terminare ho provato più volte e più forte questa sensazione, più che in altri periodi.

Per il prossimo 2014 non mi voglio augurare nulla di speciale, sarà già importante riuscire a continuare indenne questo metaforico viaggio sul mare, corazzata contro rischi e imprevisti, aperta a godere di ogni bella sorpresa che si presenterà...

Cosa ci sarà qui su questa pagina per accompagnare i mesi del 2014? Lo vedrete molto presto!

E... a questo punto mi resta una curiosità: delle dodici donne quale vi era piaciuta di più, o vi aveva maggiormente colpito? Avrei proprio piacere di conoscere le vostre opinioni...



 
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SORPRESA

Post n°1064 pubblicato il 28 Dicembre 2013 da atapo
 

GIRO  DI  VALZER

Fare il solito giretto serale tra qualche blog amico a leggere le novità e scoprire che qualcuno ti ha dedicato un bellissimo video con musica originale... non ha prezzo!

Grazie, Strada nel Bosco, o Trampolino Tonante!

Ho ascoltato e guardato con grande curiosità su come mi avesse "interpretata" e devo dire che ho trovato molto di me: l'amore per i piccoli e il mio lavoro, la fantasia, le ansie e i dubbi, la voglia di viaggiare, conoscere, scoprire, quella parte di me un po' bambina che non si decide a crescere...

E ha tenuto nel titolo quel nome di un mio alter-ego che mi ricorda giorni felici.

Mi viene voglia di ballarlo, questo valzer...


 

 
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DOPO NATALE

Post n°1063 pubblicato il 27 Dicembre 2013 da atapo
 

IL  NATALE  DELL' ULTIMO  MINUTO

Sono passati Natale e Santo Stefano, come avevo promesso ho preso un po' di riposo anche da qui sul blog.

Come è andata? Direi bene, forse è stato il Natale... dell'ultimo minuto...

La mia festa comincia la sera della vigila, che per me è il momento più bello, la cena dei Bimbi-Natale. E' la tradizione che abbiamo inventato da qulche anno, ritrovarci per la cena della vigilia noi due con i figli e le loro famiglie, così loro poi il pranzo di Natale lo fanno dai suoceri che li invitano già con molto anticipo, non come noi che decidiamo sempre all'ultimo minuto... Così tutti sono contenti!

Quest'anno siamo stati a casa da mia figlia e come d'abitudine ognuno ha preparato una portata della cena. Mio marito si è offerto di cucinare un quantitativo industriale di cinghiale, dono di un suo fratello e che ingombrava il congelatore già da un po'. Non si è smentito nemmeno qui nel suo arrivare sempre all'ultimo minuto... Conoscendolo, i biscotti e le patate al forno li avevo preparati per tempo e la cucina era tutta per lui! Ma ha dichiarato che lui il cinghiale senza polenta non lo mangiava, così, non essendoci più tempo per farla a casa nostra, abbiamo portato tutto l'occorrente per finire di cuocere il cinghiale e per fare la polenta da mia figlia, compresa la pentola a pressione mia, con la quale sono SICURA che viene bene e in fretta. Mia figlia ha alzato gli occhi al cielo, conoscendo "i tempi tecnici" di suo padre: lei era addetta all risotto e non aveva spazio nè fornelli liberi... Per fortuna i dolci di mia nuora erano già stati rifiniti a casa loro: due tronchetti di Natale, uno alla cioccolata e uno senza, con pupazzetti di zucchero che hanno fatto la goia dei bimbi. Che bella cena allegra, la bimba che ci ascoltava nella pancia di mia figlia spero che sia stata contenta...

 

i Bimbi-Natale alle prese coi dolci

Martino ripeteva: "Stasera si mangia il risotto, poi il secondo, poi il dolce, poi i regali", rigorosamente in questo ordine, anche se alla fine i regali non li ha mangiati nessuno... lo scambio e l'apertura dei regali è l'ultimo atto della serata insieme e ormai i due nipotini più grandi riconoscono al volo il loro nome sui pacchetti. Il regalo che mi ha commosso mi è arrivato da Riccardo: vedendo che i suoi genitori impacchettavano aveva detto: "Voglio fare anch'io un regalo ai nonni" e ha cercato in casa sua qualcosa da donarci: a me una palla per l'albero che aveva costruito alla scuola materna con la carta, poi rivestita e ornata, me l'ha anche tutta incartata... per il nonno ha messo alcuni cioccolatini in una scatoletta; in entrambi i regali ha scritto la sua firma! E' stato dolcissimo...

Questa serata avrei voluto che non finisse mai e invece...

...all'ultimo minuto siamo arrivati alla veglia che precede la messa di mezzanotte! E mio marito si era anche preso un incarico per leggere i vari brani della celebrazione...

Il giorno di Natale nessun impegno, solo un bel piatto di tortellini, il panettone e le telefonate di auguri a certi parenti che sapevamo di sicuro a casa come noi... ma in altre città!

Il giorno di Santo Stefano io e il marito ci siamo detti: "Oggi un cinemino ci vuole", ma allo spettacolo delle 16 siamo riusciti ad arrivare così in ritardo che non c'erano più posti e il film era già iniziato. Per non correre rischi abbiamo fatto subito il biglietto per lo spettacolo delle ore 18, e siamo tornati a casa. Siamo riusciti ad arrivare un po' tardi anche per le 18, tutti erano già entrati, la pubblicità era iniziata e... i posti indicati sui nostri biglietti erano occupati! Poichè non ce n'erano altri liberi abbiamo dovuto chiamare la maschera per far sloggiare gli abusivi.

Mi sto chiedendo se questa pioggia di ritardi natalizi abbia un qualche significato nascosto... mah!

Abbiamo visto un film bellissimo, a nostro parere: "Philomena", tematica molto intensa e commovente, ma girato con garbo ed equilibrio. Non vi dico la storia, potete leggerla dappertutto in internet, o meglio ancora vi consiglio di vederlo. L'attrice principale è molto anziana e la sua interpretazione ha ricevuto premi e segnalazioni.

Mio marito come al solito mi prendeva in giro: "Vedi, sei ancora in tempo per l'Oscar!"

"Tu scherzi, gli rispondevo, il suo personaggio in questo film si chiama Filomena e guarda un po', nei miei ultimi due spettacoli importanti i miei personaggi si chiamavano anche loro proprio Philomène e Phillis! Sarà una coincidenza fortunata?" 

l'attrice protagonista di "Philomena

 
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24 DICEMBRE

Post n°1062 pubblicato il 24 Dicembre 2013 da atapo
 

 

Ecco, siamo già alla vigilia, questa simpatica maratona (grazie dell'idea, Ody) si avvia al termine, al traguardo. Se all'inizio pensavo a cosa avrei scritto, se sarei riuscita a trovare un piccolo argomento per ogni giorno... ora i giorni non mi basterebbero, avrei ancora tanti spunti per raccontare e parlare di me e di altro. Si terranno in caldo per altre occasioni, forse per un altro anno...

Io credo che ora sia il momento di ricordare il vero protagonista di questa festa, colui che nel mondo d'oggi, tra luci, suoni, confusione, Babbi Natale e via dicendo, passa un po' in secondo piano. Perchè la festa del Natale è la festa di una nascita, quella di Gesù: per chi è cristiano è questa la ricorrenza da festeggiare e da far rivivere.

Allora io stasera a tutti coloro che leggono passando di qua vorrei donare un augurio:

che questo Natale porti a ciascuno

una bella nascita, o una rinascita,

di qualcosa anche piccolo,

ma che che sia molto importante nel nostro cuore.

E vi lascio col presepio, la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino. Non un solo presepio: sapete, mio marito ne fa la collezione, in casa ne abbiamo 23, di tutti i tipi e dimensioni e quest'anno li abbiamo esposti tutti...

Ve ne offro qualcuno, ammirateli con comodo, io tornerò qui dopo Natale e cercherò di passare a leggere e a mettermi in pari dagli amici che in questi giorni di ultimi preparativi ho un po' trascurato...

 


Questo è il presepio più “antico” della nostra famiglia: le statuine di creta le ho fatte io, aggiungendone ogni anno, i bambini sono mio figlio e mia figlia...

 


   Buon Natale a Tutti!  

 
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23 DICEMBRE

Post n°1061 pubblicato il 23 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

Il sacchetto del calendario di oggi è un po' affollato: ci sono volti, caratteri, parole scambiate, parole scritte, sintonie e contrasti, nostalgie... sono tante persone che hanno incrociato i giorni della mia vita, mi hanno affiancato per un tratto di cammino, poi... puf! Sparite! Ma non sparite perchè giunte al termine della loro esistenza, no, è che poi hanno preso altre strade, per necessità, per scelta, per i cambiamenti e le svolte della vita.

In questo periodo, complici forse il buio precoce, o un certa atmosfera più incline ai sentimenti e al guardarsi dentro o dietro le spalle a ciò che abbiamo percorso, lasciato e perduto, ecco che ritornano con delicatezza, mi strappano un sospiro e un sorriso, mentre mi pongo domande:

"Dove sarai?  Che stai facendo?  Che ne è stato di te?  Sei felice?"

Ora è di moda ricercarsi su facebook, ma non sempre funziona, oppure può darsi che sia meglio non farlo funzionare, per svariati motivi.

Alcune persone hanno lasciato tanto dentro di me ed è per questo che mi tornano in mente con insistenza. E risento parole e rivedo frasi a me scritte... come questa:

"Sorridi sempre,  sii gioiosa ,  sii viva ,  sii te stessa... la persona che ti sta davanti vive e sente come te..."

Una frase che per me fu un dono inaspettato, che mi riempì di gioia e mi fece riflettere, a cui attribuisco ancora un grande valore: se riesco ad essere così posso rendere felice chi mi sta accanto... ed è molto bello tutto questo!

Ma anche tremendamente difficile.



 
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22 DICEMBRE

Post n°1060 pubblicato il 22 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

Il dono che vorrei trovare oggi è un dono difficile, quasi impossibile...

Si tratta di un'eredità.

Non è il sogno di avere qualche zio americano tipo Paperon de' Paperoni, ma parlo dell'eredità dei miei suoceri.

Da quando sono morti, ormai più di un anno, si è aperta tra i quattro figli la questione di come gestire e dividere ciò che hanno lasciato, non certo un impero finanziario, ma sufficiente a creare nuovi grossi problemi. All'inizio sembrava filare tutto liscio, ma presto uno dei fratelli ha cominciato a comportarsi stranamente, a sospettare e a diffidare degli altri, ad avanzare pretese e rivendicazioni, ad ostacolare e porre veti a qualsiasi iniziativa degli altri tre. Tentativi di spiegarsi tutti insieme, grossi litigi e minacce, silenzi e non risposte... fino ad arrivare ad ora: tutto è stato messo in mano ad avvocati ed ogni contatto avviene solo attraverso di loro. Non si intravedono soluzioni ragionevoli...

E' una maledizione: la morte del mio terribile suocero speravamo mettesse fine alle angosce che creava nei suoi familiari, invece pare che il suo spirito si sia trasferito in questo figlio, il quale, già da prima di carattere nervoso e permaloso, pare si stia trasformando esattamente in ciò che era suo padre.

Mio marito, nonostante affermi che non gli importa nulla di questa eredità, secondo me accusa pesantemente la situazione e via via in questi mesi è peggiorato nei suoi problemi di salute, sta diventando anche lui più “difficile”, più portato al pessimismo, ad essere meno tollerante, si innervosisce ad ogni tipo di stress, vede dappertutto negatività, dichiara che si sente trascurato, dimentica facilmente le cose e gli impegni, si concentra per ore davanti ai telefilm in TV e nel suo mondo di religione. Nemmeno la matematica riesce più a interessarlo e rimanda ad oltranza una decisione per quanto riguarda gli studi universitari che voleva fare.

Pare invecchiare a grandi passi... Certo, l'età non aiuta, ma questa situazione familiare che sta vivendo secondo me accelera molto. Io, dico la verità, sono un po' stanca. E' un eterno ricominciare, riaggiustare il tiro, rivedere scelte e atteggiamenti: confesso che non mi è sempre facile.

Ecco, mi sono tolta il sassolino dalla scarpa, o forse è un macigno dalla tasca, sperando sempre che le cose vadano a migliorare, magari come regalo di Natale...

 


 
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21 DICEMBRE

Post n°1059 pubblicato il 21 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

Il dono di oggi per me è arrivato... ieri sera, ma le sensazioni positive riempiono anche la giornata odierna!

Una festa, un party come si dice oggi, insomma una serata che ho trascorso a casa di amici. E' una coppia francese, lei F. viene dal Perigord, lui X. viene dai paesi baschi di Francia, lei è una donna graziosa, allegra ed estroversa, lui, più timido e silenzioso, è un uomo davvero bello. Si sono incontrati e sposati a Bordeaux e in questa città hanno la loro “base”. Da tre anni vivono a Firenze a causa del lavoro di lui, pian piano si sono inseriti nella comunità francese di Firenze che ruota attorno all'Istituto e alla scuola francese internazionale. Era naturale che F aderisse subito con entusiasmo al gruppo di teatro in lingua, poi è stata come me un pagliaccio nell'Uomo che prende gli schiaffi dove il suo accento d'oltr'Alpe era molto simpatico; in questo spettacolo c'era anche il marito e faceva il clown chitarrista e cantante.

Ora l'impegno di lavoro si è concluso e appena dopo Natale torneranno a Bordeaux. Così hanno voluto fare una festa d'addio, augurandosi che nonostante tutto sia una festa di arrivederci... Il loro piccolo appartamento è in centro, vicino alla chiesa di Santa Croce, all'ultimo piano di un vecchio palazzo, un ambiente molto bohemien, ora hanno già molti scatoloni preparati (“etre dans ses cartons” è un detto francese che significa prepararsi al trasloco e mai frase era più appropriata ieri sera!). Eravamo in tanti, di età diverse, di vite diverse, ma tutti accomunati dalla passione e dal divertimento per il teatro, abbiamo mangiato, riso, chiacchierato, chi aveva progetti, chi stava per partire in vacanza, chi non vedevamo da tempo e ci si doveva aggiornare... Abbiamo goduto di questa serata di retrouvailles.

La gioia più bella, per F e X, è stata il presentarci, ancora soltanto attraverso foto e video, la bambina africana che stanno adottando: nell'estate erano andati in Africa per conoscerla finalmente, ha 10 mesi ed è splendida, nonostante viva in un orfanotrofio... Così ci hanno raccontato di quelle tragiche situazioni, in un paese in cui c'è la guerra... Speriamo tutti che l'adozione si completi velocemente e che tornino presto a Firenze insieme a lei.

Insomma, una di quelle serate che si ricordano con piacere, quando l'amicizia e la simpatia passano tra le persone . L'unico neo, per me, è che mio marito non abbia voluto partecipare, nonostante conosca bene tutti quanti. Ha detto che si stancava... Mah! E' un periodo un po' così...

 

la piccola assomiglia molto a questa bambina, ma ha tante treccioline...

 
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20 DICEMBRE

Post n°1058 pubblicato il 20 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: memoria

 

 

Dalla casellina di oggi escono... parole!

Le parole del sermone, anzi il "sermoncino" come diceva la mia mamma.

Atapina, come tutti i bambini piccolissimi, aveva una memoria di ferro, amava ascoltare la mamma che le leggeva storie su libretti che comperava per poche lire. Solo molti anni dopo scoprì che la poesia natalizia imparata quando ancora non andava nè a scuola nè all'asilo proveniva da uno di questi libretti... La mamma gliel'aveva insegnata un po' ogni anno, così al raduno natalizio dei parenti Atapina in piedi sulla seggiola aveva sempre una strofa nuova da aggiungere.

Questo rito durò per alcuni anni, poi, alla scuola elementare, molto presto la severissima maestra aveva fatto studiare a memoria tutta la poesia di Gozzano "Notte Santa": "Consolati Maria del tuo pellegrinare ecc. ecc." E la metteva in scena per gli auguri ai parenti e alle altre classi, una cosa all'avanguardia per quei tempi... Atapina doveva sempre fare la parte di San Giuseppe, dato che in inverno portava i pantaloni per i suoi problemi alle gambe: una parte importante, però dopo il primo anno lei invidiava un poco chi aveva i capelli biondi e lunghi e poteva fare Maria, o un angioletto... Ma non aveva il coraggio di obiettare nulla alla severissima maestra...

Così il primo sermoncino finì negli angoli della memoria di Atapina ... e ritornò a farsi vivo solo quando Atapo divenne a sua volta mamma, quando ascoltava le graziose poesie che dall'asilo le portavano i suoi figli.

Pian piano tutte le parole riemersero, si rimisero in ordine ben allineate, volli scriverle per non dimenticarle più. E un giorno, non so più in quale bancarella o negozio di libri antichi, vidi un libretto che aveva qualcosa di familiare, ma non capivo bene perchè... Sfogliandolo ritrovai in una pagina proprio la piccola storia che era stata il mio primo sermoncino... mi commossi, ma non comperai il libro, aveva un prezzo esagerato! Il libro era stato scritto da Adele Cremonini Ongaro, una scrittrice bolognese per bambini degli anni quaranta-cinquanta che la mia mamma aveva conosciuto nella sua infanzia: pare che, giovanissima, facesse la maestra e fosse stata insegnante, molto brava e amata, di una delle mie zie, sorella maggiore della mamma... si parla di periodi attorno alla prima guerra mondiale... La mamma mi raccontava di questa signorina, immagino che per questo lontano rapporto d'affetto quando io ero piccola avesse comperato i suoi piccoli libri di storielle e fiabe.

Ora Internet permette grandi cose, allora ho ricercato: c'è rimasto poco di tutto questo, l'autrice è citata qua e là, ma non sono riuscita a ritrovare molte informazioni. Quella poesia c'è, in una diapositiva di un Power Point che parte in automatico: l'ho salvato tra i miei documenti, ma non riuscivo ad estrarre nè immagini nè testo...allora ho chiesto aiuto all'ESPERTO (il marito) ed ecco che vi posso offrire la pagina...

 



 
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19 DICEMBRE

Post n°1057 pubblicato il 19 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: memoria

 

 

Io sono figlia della Befana.

Voglio dire, appartengo a quella generazione e a quelle terre in cui i regali natalizi erano portati dalla Befana, l'ultimo giorno delle vacanze così si potevano “godere” proprio pochino...

Ed io ci ho creduto fin quasi alla fine della scuola elementare... qualche dubbio me lo ponevo, ma c'erano tante cose della vita che non capivo ancora... e vivevo bene lo stesso!

I regali arrivavano, anche più di uno, ma in quanto ad esaudire i miei desideri... Tutt'al più ciò che trovavo nei pacchetti assomigliava a ciò che avrei voluto... In compenso c'erano sempre anche delle sorprese, quindi il 6 gennaio il mio stato d'animo era diviso tra la delusione di non aver ricevuto proprio ciò che speravo e la gioia che sempre mi procuravano i doni inaspettati.

Ora, da adulta posso immaginare che a quelle Befane contribuissero ampiamente i miei parenti paterni, quelli ricchi, che però facevano di testa loro, mentre i miei genitori magari cercavano di accontentarmi spendendo il meno possibile, visto che le finanze di famiglia erano piuttosto scarse...

Una volta, avevo 8 anni, ci fu una grossa novità. A me piaceva leggere, mi gustavo i libri della biblioteca scolastica, ma in casa avevo solo pochi libri di fiabe, molto semplici. Non pensavo di chiederne alla Befana... Quell'anno tra i doni a sorpresa c'erano tre pacchetti dalla forma inequivocabile: li aprii e trovai: “Il giardino segreto”, “Il libro della giungla”, “Cosetta” che era una riduzione per bambini dei Miserabili (e ho detto tutto...). Tre grossi libri, in edizioni abbastanza belle, tutti per me: restai a bocca aperta e mi fecero sentire GRANDE!

Cominciai a leggere il primo, “Cosetta”, nei giorni seguenti e ne ebbi per parecchio tempo. Cominciò anche la dolce abitudine di leggerli a voce alta alla mia mamma, soprattutto nelle sere d'inverno... che ho già raccontato.

Negli anni successivi chiesi anche libri alla Befana ed ora venivo accontentata!

Quei tre libri, per me i primi grossi e importanti, li conservo ancora.

 


 
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18 DICEMBRE

Post n°1056 pubblicato il 18 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

Ieri, per ragioni di organizzazione familiare, Riccardo ha trascorso da noi gran parte della giornata.

Guardandolo giocare da solo, insieme a me, anche col nonno di cui ha un po' di soggezione, mi girava nella mente un pensiero...

… un dono, per lui e probabilmente non solo per lui, ma anche per i suoi genitori: come sarebbe bello se gli arrivasse un fratellino... o una sorellina, fa lo stesso!

Dall'altra figlia presto saranno in tre, lui finora resta figlio unico...

Ogni famiglia ha i suoi problemi e le sue motivazioni, un figlio nuovo deve arrivare desiderato e accettato, io non mi permetto di approfondire o insistere su argomenti che ritengo così intimi di coppia, sfiorati in certi attimi di confidenza...

Però continuo a sperare ed è un augurio che silenziosamente esce spesso dal mio cuore, per il piccolo Riccardo, per la sua mamma e il suo papà...

 

... anche senza arrivare a questo!

 
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17 DICEMBRE

Post n°1055 pubblicato il 17 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: Francia

 

 

Molti anni fa, quando insegnavo il francese nella scuola primaria (allora si chiamava ancora elementare) e quando ancora il ministero ci organizzava i corsi di aggiornamento linguistici, un giorno in un corso una collega arrivò a lezione molto, ma molto contenta.

Era la fine dell'anno scolastico, in giugno, quando le classi quinte fanno la cena d'addio tra alunni, genitori e insegnanti e a questi ultimi alla fine della cena prima del dolce viene consegnato un pacchettino... poco misterioso: un regalo che faccia ricordare all'insegnante quella classe per tutti i saecula saeculorum.

Ebbene, a quell'insegnante una classe quinta aveva regalato un orologio, nientemeno che uno swatch con disegnata sul quadrante la tour Eiffel. Lei ne era molto fiera: un regalo grazioso e azzeccato per la maestra di francese!

Io di solito non invidio nessuno, però quella volta... vi assicuro che l'avrei gradito tantissimo anch'io! E in tanti anni in cui ho insegnato il francese a tutte le classi della scuola, con tante quinte accompagnate con questa lingua alle scuole medie e molte volte anche in Francia... speravo sempre che a qualcuno venisse l'idea! Ho ricevuto doni di tutti i tipi, da quelli inguardabili che ho rapidamente nascosto in fondo agli armadi, a quelli utili, a quelli veramente graziosi (semplici gioiellini, tipo braccialetti o collanine, i preferiti), ma l'orologio con disegnata la torre Eiffel non è MAI arrivato! Sarebbe stato un simbolo, una rappresentazione del mio lavoro e della mia passione per quella terra e quella lingua.

Anche in casa ogni tanto negli anni, buttavo lì qualche frase: "Ma che originale quell'orologio! Sarebbe proprio adatto a me!"

Mai nessuno ha raccolto. Credo che ora non sia più nemmeno in produzione, ormai ho desistito e non ci spero più. Però in questi giorni, parlando di doni, mi è tornato in mente... va beh, non si può avere tutto nella vita!


 
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16 DICEMBRE

Post n°1054 pubblicato il 16 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: viaggi

 

 

Se ne avessi la possibilità, ecco il regalo che mi farei oggi:

partirei immediatamente per tornare in Sicilia, dalle parti di Taormina, per vedere l'eruzione dell'Etna. In che modo, non lo so, visto che a causa dell'eruzione sono chiusi gli aeroporti di Catania e Comiso, ciò che dico resta un sogno...

Molti anni fa, tornando dalle Eolie, di sera sul ponte della nave insieme ai miei figli, vidi all'improvviso un'eruzione di Stromboli: uno spettacolo emozionante che non dimenticherò mai! E che mi piacerebbe rivedere da questa grande signora A MUNTAGNA, dal vero...

Un mio amico, un giovane professore di francese che lavora con me nel teatro dell'Istituto francese, è catanese e sta fremendo: non vede l'ora di tornare a casa sua per le vacanze, partirà il 21 e spera che la sua regina dell'isola (A MUNTAGNA è FIMMINA) gli riservi una degna accoglienza... Mi ha invitato a tornare a Catania in estate, quando ci sarà anche lui, così mi farà da guida.

Mi accontento delle foto:

 


 

e di questa chicca: una webcam che “controlla” la situazione da vicino:



 
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14 e 15 DICEMBRE

Post n°1053 pubblicato il 15 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

 

E' un post che vale doppio:

vale per due giorni,

vale doppio perché racconta di un dono molto bello...

una giornata intera tra amiche!

Di ieri quando alcune di noi bloggers ci siamo ritrovate a Bologna per un giro di shopping selvaggio al mercato della Montagnola!

L'appuntamento natalizio è irrinunciabile da alcuni anni e facciamo il possibile per esserci, c'è la scusa di consultarci a vicenda davanti alle bancarelle per il rito della ricerca e dell'acquisto dei regali di Natale, ma c'è anche, e  soprattutto, la consapevolezza che quelle ore sono un regalo che facciamo a noi stesse e alle amiche che incontriamo in questa occasione.

 


 

E' salutare una giornata fra donne, solo fra donne, è una mescolanza di azioni e sentimenti solo femminili, di cui ogni tanto sentiamo il bisogno: riprendiamo il filo di discorsi più o meno accennati sulle pagine di questi post, vi aggiungiamo qualcosa che non abbiamo mai pensato di scrivere, ma che ora è il momento di condividere con le altre, ci proviamo buffi vestiti immaginando scenografie improbabili e infine ridiamo, siamo allegre e dimentichiamo gli eventuali problemi e difficoltà che abbiamo lasciato a casa e che ci aspettano al ritorno.

I muri della saletta del ristorante cinese ormai conoscono molti nostri segreti... Stavolta ci siamo divertite ancora di più colloquiando a distanza con un'altra amica che era impossibilitata a partecipare, a cui abbiamo inviato le cronache un po' arricchite di strani incontri con personaggi molto appetibili... lì, tra le bancarelle... ma... hai visto mai....Ah! Ah!

 


 

Queste ore sono il migliore antidepressivo naturale, che a sera ci fa rientrare nelle nostre città sentendoci più leggere, con quel bel calore di affetti che dà l'amicizia.

Io di solito in questo mercato non ho molto da comperare e i sentimenti non si comperano, ma in queste occasioni mi concedo almeno un piccolo acquisto di... qualcosa quasi inutile, o perlomeno superfluo, che mi faccia ricordare la gioia della giornata: stavolta è stata una buffa collana di feltro: ha un piccolo cuore e le perle di feltro sono in realtà delle coccinelle, simbolo gentile e di fortuna.


Grazie amiche mie, per questa giornata-dono!


 

 
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13 DICEMBRE

Post n°1052 pubblicato il 13 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: memoria

 

 

13 dicembre, santa Lucia. Il giorno più corto dell'anno secondo alcuni. Quindi giorno di magia, di penombra in cui tutto si può nascondere e ritrovare...

Come uno spirito alla Dickens oggi, amici lettori, vi voglio accompagnare in un viaggio, nello spazio e nel tempo...

Andiamo in centro a Bologna, percorriamo i suoi portici che nei pomeriggi invernali presto diventano scuri e sotto le volte aleggia una leggera foschia di umidità che mette qualche brivido di freddo e anche di mistero.

Solo un portico è differente, quello di fianco alla chiesa di Santa Maria dei Servi, uno dei più belli artisticamente, per la sua larghezza e le sue colonnine sottili, quello dove da alcuni giorni hanno aperto le bancarelle per la Fiera di Santa Lucia.

Quanta luce! Quanta folla cammina lentamente tra le bancarelle e si sofferma davanti alle stauine del presepio e alle decorazioni per l'albero! Chi non riesce ad avvicinarsi ai banchetti allunga il collo dal centro del portico e aspetta, con pazienza, che i più fortunati avanzino e gli lascino il posto in prima fila...

Siamo nei primi anni '50, tutto rinasce dopo la guerra, le statuine tipiche del presepio bolognese sono di cartapesta o di terracotta, le palline e i puntali dei primi alberi di Natale sono di vetro, fragilissimi. Atapina guarda tutto con occhi sgranati, affascinata da tutto, anche dalle luci e dai profumi di dolci in certe bancarelle di croccanti e zucchero filato...Spesso il papà deve farla salire sulle sue spalle, da lassù è tutto più bello, lei si sente la bambina più fortunata del mondo... Ogni anno c'è da scegliere una statuina nuova, per arricchire il presepio di casa, che è cominciato quando è nata lei: è un impegno importante e difficile, le statuine sono tutte così attraenti! E le più belle costano così tanto... La scelta avviene dopo scambi di idee fra lei e i genitori, soprattutto papà valuta attentamente i pezzi, l'accuratezza della pittura (che non ci siano sbavature!), ne cerca imperfezioni nascoste: molto pignolo, un po' noioso... Atapina pensa già ai colori del bastoncino di zucchero filato con cui si concluderà la passeggiata, la cui dolcezza l'accompagnerà fino a casa e per tutta la serata...

Continuiamo fra le bancarelle... ora Atapina è cresciuta, non molto, però già va in centro da sola e in una domenica prenatalizia o addirittura nel giorno di Natale eccola alla fiera di santa Lucia, stavolta in compagnia... sono sette fra tutti i cugini (I magnifici sette!), lei è tra i più grandi, genitori e zii, dopo il pranzo a famiglie riunite, sono rimasti a chiacchierare in una delle case, ma loro, i bambini, non ne potevano più e sono stati "spediti" alla fiera, con una buona mancia da parte del nonno, che finirà in croccanti e zucchero filato! E nel ritorno verso la fermata dell'autobus, tutti eccitati dalla confusione e dalle luci, dal freddo e dalla stanchezza... si divertono lungo i portici più scuri a lanciare grida da indiani o da fantasmi, che rimbalzano cupamente sotto le volte... una piccola paura per i più piccoli, risate per i più grandi!

Ancora una grande folla c'è alla fiera qualche anno dopo, Atapina è molto cambiata, ora sono in quattro, due coppie amiche... Ma non è solo la folla che costringe a stare vicini vicini, stretti stretti... col primo innamorato, con quelle prime sensazioni nuove che facevano battere il cuore in quel modo sconosciuto, in quel guardarsi riflessi insieme nella stessa pallina di vetro, occhi scuri e occhi verdi... Nessun progetto, solo lo scoprire giorno per giorno la realtà dell'innamorarsi...

Il percorso tra le bancarelle sotto il portico è lungo... ora non ci sono più gli occhi verdi accanto ad Atapina, nè quegli amici. La vita per lei è cambiata e molto, un giro alla fiera è un pomeriggio di serenità in cui non pensa al lavoro e ai problemi di famiglia. Non è sola, accanto a lei ora c'è qualcun altro... e proprio lì, davanti ad una bancarella natalizia, LUI le ha detto qualcosa... LEI non ricorda le parole esatte, solo quella sensazione bellissima di restare senza fiato e quel pensiero che le attraversò la mente: "Ma allora pensa anche lui ad un lungo futuro insieme!" Non disse nulla, sorrise soltanto e le sembrò di volare, leggera leggera, sotto le volte del portico, sopra la folla, ancora più bello di quando stava sulle spalle di papà!

La vita è sempre una sorpresa. Non avrebbe pensato, Atapina ormai Atapo, di lasciare la sua amata Bologna e di continuare la vita in un'altra città che avrebbe amato altrettanto. Ai suoi figli fin da bambini raccontava di quelle bancarelle, finchè una volta andarono a vederle, dopo tanti anni. Era molto cambiato: meno statuine del presepio e tutte di plastica, meno decorazioni luccicanti, le crepes avevano sostituito in parte croccanti e zucchero filato, era comparso l'abbigliamento invernale, sciarpe cappelli e guanti, banchetti di regali vari. Per i bambini era tutto nuovo, gli piacque tutto, per LEI e per LUI una piccola delusione, commentata con la solita frase "Eh, i tempi sono cambiati!" che li fece sentire ... invecchiati, ma poco poco, e solo per un attimo...



 
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12 DICEMBRE

Post n°1051 pubblicato il 12 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

La POINSETTIA, o Euphorbia pulcherrima, o Stella di Natale, è la pianta natalizia che mi pare stia soppiantando i nostri tradizionali agrifoglio, pungitopo, forse anche il vischio...

Purtroppo, neppure lei sopravvive in casa mia!

Abbiamo tentato dai primi anni in cui venne di moda: le compravamo noi, ce ne regalavano, spesso mi veniva donata dalle classi quando insegnavo, in certi Natali ne avevamo più d'una... non superavano l'estate! Abbiamo provato di tutto: diecimila indicazioni e consigli letti o ascoltati qua e là, a volte anche contrastanti, nessuno ha mai funzionato. Mio marito decretò che non era più il caso di continuare a buttare via soldi, cede solo quando in una domenica d'Avvento alla porta della chiesa offrono queste piante dietro una generosa offerta per un certo ente che non ricordo più quale sia... se è per beneficenza, da quell'orecchio LUI ci sente sempre. Quest'anno ancora non è successo, per ora in casa c'è solo il mio ciclamino.

Però è bella, mette allegria: ricordo con un po' di nostalgia quando i nostri figli adolescenti ebbero ognuno la propria camera: da allora tutti gli anni ne mettevo sempre una, piccina, in ogni loro stanza, finché non sono andati a vivere per conto loro e parevano contenti di questo piccolo dono colorato che gli lasciavo a inizio dicembre e che tentavano di far sopravvivere... una volta una di queste piccole arrivò persino (l'unica!) a mettere l'autunno successivo nuove piccolissime brattee rosse, ma forse lo sforzo fu eccessivo perché morì prima di Natale!

Ma quando andiamo in inverno alle isole Canarie... là è il trionfo di queste piante! Sono originarie del Messico, però in quelle isole vivono benissimo! Si trovano dappertutto, in tutte le città vengono usate nei giardini pubblici, nelle aiuole formano bordure o ciuffi colorati, nei giardini e nelle terrazze sono frequenti come da noi i gerani, magari non sono grandissime come quelle dei nostri fiorai, ma ugualmente belle. A me piace molto fotografarle, è difficile rendere i loro rossi vivi spesso alterati dalla luce, però ci provo, almeno ne ho in fotografia se non nella realtà!

 


aiuola a Gran Canaria


in piazza a Tenerife

 

giardino pubblico a Tenerife

 

patio a Tenerife

E laggiù nelle zone boscose o più selvagge o di campagna se ne trovano ancora di quelle selvatiche, probabilmente erano così alle origini prima che venissero “addomesticate” dall'uomo: formano alberelli dal colore luminoso tra la vegetazione, come questo...


 
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11 DICEMBRE

Post n°1050 pubblicato il 11 Dicembre 2013 da atapo
 

 

Ciclamini, ho voglia di ciclamini, quest'anno.

Non c'è una ragione ben precisa, però mi sorprendo ad ammirarli, al supermercato, dai fiorai, sui davanzali delle finestre, sui terrazzi e nei giardini quando giro per il quartiere. Mi piacciono in tutte le sfumature del rosa, ma soprattutto quelli che arrivano al fuxia.

Perché non te li compri? Si chiederà qualcuno.

Se li comprassi e li mettessi su uno dei miei davanzali, quelli più adatti, al piano terra, sarei sicurissima che entro pochi giorni sparirebbero... come spariscono quasi sempre i fiori che proviamo a mettere nella bella stagione. La stessa sorte dei vasi che teniamo a terra, nel piccolo spiazzo aperto verso la strada. L'unico che resta è l'oleandro, perché è quasi un alberello e il vaso è talmente grande e pesante... Spesso ci hanno portato via anche le piante senza fiori, quelle grasse. Insomma, dalle mie parti i ladri di fiori sono sempre all'opera. Un giorno mio marito sorprese un uomo che stava sradicando una delle nostre piante: “Ehi, che sta facendo!” gli gridò. Questi gli si rivoltò contro a male parole e mancò poco che finisse a botte...

Io dico che se osservassimo bene i giardini delle case nel quartiere probabilmente ritroveremmo ciò che era nostro...

Una pianta di ciclamino si può tenere anche in casa, ma le stanze sono poco luminose, abbiamo un pollice talmente nero che prima o poi ci muoiono tutte... tranne quel bonsai di cui ho parlato tempo fa, che resiste, mette foglie, io lo guardo ammirata e non mi azzardo a toccarlo o a tagliargli qualcosa: non sia mai che si offenda e muoia pure lui! Mi posso azzardare con un ciclamino, glielo metterò vicino, che prenda il buon esempio... sempre che il bonsai non si ingelosisca!

Ieri che ero andata al mercato con mia figlia, avevo poche borse della spesa e in auto riuscivo a portare a casa anche un vaso di fiori, ho ceduto a questo mio desiderio, anche se avrei preferirei che QUALCUNO me lo regalasse, visto che da tempo avevo buttato là qualche frase significativa... e semmai ne arrivasse un altro farà compagnia al primo!

Ho comperato una piantina fuxia, non molto grande, poco di più di quelle che nascono nel bosco sotto agli alberi. (la foto qui sotto l'ho trovata in rete, però ci assomiglia...)

Non è forse una storia molto natalizia, lo ammetto, ma è ciò che mi è venuto in mente oggi...

 

 
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10 DICEMBRE

Post n°1049 pubblicato il 10 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: memoria

 

 

Davanti ad una vetrina di biancheria per la casa, già tutta ispirata a temi natalizi, guardo e mi viene all'improvviso il pensiero: "Bello quell'asciughino calendario del 2014! Ora entro e glielo compro."

E torno bruscamente alla realtà. GLIELO ?   Ma ormai da diversi Natali non devo più pensare a farle il regalo... anche se considero, ora, un regalo SUO quel paio di stivali...

La mia mamma diceva sempre: "Non state a spendere soldi per me, non ho bisogno di niente..." , ma noi avevamo scoperto che ci teneva ad avere un bel calendario in casa e da quando i miei figli erano piccoli era l'asciughino-calendario che le portavamo per Natale: spesso andavo al mercato coi bambini per scegliere... "quale piacerà di più alla nonna?" e ogni anno cercavamo il più originale, il più buffo, che fosse tutto diverso dall'anno precedente. Lei lo ammirava, poi lo sistemava come se fosse un quadretto appeso ad un'assicella col nastrino per appenderlo e per tutto l'anno restava in vista.

Negli ultimi anni, quando avevamo cominciato a viaggiare in camper io e mio marito, la tradizione era un po' cambiata e le portavamo dai nostri viaggi estivi il calendario dell'anno successivo, con tanti bei paesaggi dei luoghi in cui lei, che avrebbe amato tanto viaggiare, ormai si era rassegnata a non vedere per davvero. Anche questi le piacevano molto e mi faceva domande... e io le spiegavo dei posti visti e ammirati. Solo una volta ricordo che dall'Alsazia le portammo ancora l'asciughino, perchè là ce n'erano con le riproduzioni di un famoso illustratore alsaziano ed erano deliziosi...

Non mi ero mai chiesta che fine facessero quei rettangoli di cotone una volta finito l'anno, non glieli avevo mai visti usare in cucina...

L'ho scoperto quando abbiamo svuotato la casa: erano tutti ripiegati in ordine in una scatola dentro un armadio. Ad aprirli, la storia di una vita, anno dopo anno... Li ho ripresi io, non so cosa ne farò, per ora stanno lì, tranquilli.

E qualche giorno fa, davanti a quella vetrina... non mi era capitato da tanto.

Stamattina al mercato il solito senegalese li vendeva, tre per sacchetto: aveva aiutato mia figlia per il parcheggio, ho pensato alla mia mamma e non ho potuto fare a meno di comperare uno di quei sacchetti, ora ho tre asciughini-calendari del 2014, che, sinceramente, non so a chi regalare...


 
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9 DICEMBRE

Post n°1048 pubblicato il 09 Dicembre 2013 da atapo
 
Tag: cronaca

 

 

La vita che incalza a volte fa lasciare qualcosa a metà, così tanti oggetti che ho preso quando abbiamo disfatto l'appartamento in cui abitava la mia mamma sono ancora chiusi in pacchi e scatole più o meno nascosti in qualche punto della mia disordinatissima casa

Comunque ricordo abbastanza cosa ho ancora nascosto e abbastanza chiaramente dove si trova.

Ora nel prossimo spettacolo la mia regista ha previsto che io indossi gli stivali. Impresa ardua, ai limiti dell'impossibile: ho i polpacci grossi e non sono MAI riuscita a trovare un paio di stivali alti in cui poter entrare. Beh, avevo smesso di cercarli già da molti anni, dopo tante prove deprimenti e infruttuose, mi sono rassegnata agli stivaletti bassi, appena sopra la caviglia, che del resto mi piacciono molto (mi piacerebbero anche quelli alti, ma...).

Mi è tornato in mente che ho in casa gli stivali quasi nuovi che indossava la mia mamma negli ultimi anni. Perchè li avessi tenuti non lo so, visto che non li avrei mai portati, avrei potuto spedirli direttamente da Emmaus! Sono quel tipo di oggetti-ricordi di cui non riesco a disfarmi di colpo, devo abbandonarli poco per volta...

Li ho tirati fuori: il numero del piede è quello giusto abbastanza comodo, il tacco alto ma non troppo, la pelle è bella nera lucida, morbida... ho infilato il piede, senza troppa convinzione, ho cominciato a chiudere la lampo... ecco il punto critico... la pelle (dello stivale) noto che è un po' elastica... decido di tentare tutto e col piede e la gamba sollevati e appoggiati in alto... riesco a chiuderli! Sono incredula: il primo paio di stivali alti della mia vita! Mi alzo in piedi titubante, faccio qualche passo: tutto bene, anzi più che bene! Mi sento anche più alta e più bella, nemmeno fossi una ragazzina!

Mio marito fa subito truci previsioni di circolazione del sangue bloccata, di piedi intorpiditi... ma niente di tutto questo finora, li porto in uscite brevi per abituarmi, ma diventeranno man mano più lunghe! Credo che a suo tempo per lo spettacolo non ci saranno problemi...

Grazie mamma, è arrivato il tuo regalo per questo Natale!!!


Che dite? No, questa non sono io...

 
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8 DICEMBRE

Post n°1047 pubblicato il 08 Dicembre 2013 da atapo
 

 

 

Ieri sera tardi, concluse le incombenze parrocchiali, mio marito ha dato un'occhiata al mio computer: è andato, dopo dieci minuti è ricomparso dicendo: “A posto.”

Gli ho chiesto: “Cos'era successo?”

Ha risposto: “Niente.”

Io non ho approfondito, tanto se si degna di darmi spiegazioni parla da tecnico, quasi mai ci capisco qualcosa e se magari mi scappa un commento finisce che ci faccio la figura dell'incompetente (per usare un termine politicamente corretto) e ci sono alte probabilità di litigio. Così ringrazio e benedico le sue competenze! Fino alla prossima volta...

Il dolcetto di ieri, forse anche per merito dell'immagine (non era una foto mia), mi pare abbia colpito qualcuno, magari farebbe piacere la ricetta...

Eccola quindi, sarà il piccolo dono di oggi.

CREMA PASTICCERA (o PASTICCIONA, essendo altamente casalinga e familiare...)

L'ho imparata dalla mia mamma, mi ricorda i tempi dell'infanzia, quando a volte la preparava come fine pasto o per una merenda più sontuosa del solito... piace a mio marito più di quella che faceva mia suocera (forse lo presi un po' per la gola, a quei tempi...).

Metto a riscaldare in un pentolino mezzo litro di latte intero.

Mentre si scalda, in una scodella unisco due uova intere con due cucchiai colmi di zucchero e due cucchiai colmi di farina bianca: col mixer mescolo il tutto aggiungendo uno o cucchiai del latte che sta scaldando.

Verso il contenuto della scodella nel pentolino col latte che ora sarà già ben caldo, dopo aver abbassato il fuoco quasi al minimo, mescolo bene mentre verso e continuo a mescolare finché non si rassoda al punto desiderato. Di solito occorrono pochi minuti se il latte si è scaldato bene e questo fatto di scaldare prima il latte me lo insegnò, come piccola astuzia, una signora che conoscevo a Bologna che mi disse: “ Lavoro, ho tre bambini, non ho mica tanto tempo per rimescolare la crema!” Io, ancora mogliettina senza prole, ne feci tesoro...

Prima di versare la crema in un recipiente da portata, tipo insalatiera o simili, sul fondo di questa metto sempre biscotti sbriciolati e o qualcosa del genere, spruzzati con un liquore leggero, che nobilitano questo dolce così semplice. Ieri sera ho voluto strafare: ho sbriciolato dei cantuccini rotti (di cui ne ho un sacchetto per arricchire creme e yogurt), bagnandoli con lo sciroppo d'acero: una bontà!

Se la mangiate tiepida è ottima per l'inverno, se la tenete in frigorifero qualche ora va bene per l'estate: insomma, una crema per tutte le stagioni...


...che funziona benissimo anche per farcire torte e crostate!

 
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7 DICEMBRE

Post n°1046 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da atapo
 

 

COMPUTER MORTO!

Il mio, da stamattina. Ora ho accesso a quello di mio marito, ma per poco, lui è uscito per andare in parrocchia dove è già completamente e freneticamente coinvolto nei preparativi natalizi. E per questo stesso motivo non so quando LUI avrà il tempo di dare un'occhiata a ciò che è successo. La mia maratona dell'avvento rischia di fermarsi e non solo quella, visto che ormai l'uso del computer è come il pane quotidiano...

Meglio che vada a cucinare un dolcetto, tanto per tirarmi su di morale.

Quale dono vorrei oggi? Provate a indovinare...

 

 
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