Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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Messaggi di Ottobre 2014

NONNE

Post n°1166 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

IO NON LE CONOSCEVO BENE

Per quasi trent'anni ho abitato in un'altra città (cioè a Firenze) rispetto alla mia mamma che stava prima a Bologna poi a Ferrara, i nostri incontri erano saltuari, poche volte durante l'anno, il contatto si manteneva però assiduo tramite le telefonate, piccoli appuntamenti fissi della domenica e poi negli ultimi anni anche del mercoledì. A lei piaceva in questo modo, diceva che le andava bene così, io qui ero sempre molto impegnata tra lavoro e famiglia e me ne accontentavo. Dopo la sua morte però mi sono resa conto di quanto avessi perduto della sua vita, c'erano aspetti e momenti vissuti che avevo poco presenti, di cui mi hanno raccontato mio fratello e mia cognata e alla sofferenza per la sua perdita si è aggiunto un misto di rimpianto e di gelosia per essere stata così lontana per così tanti anni. Al momento di sistemare i suoi vestiti e oggetti personali ho scoperto qualcosa che per me è stata una sorpresa: i cappelli! Ne aveva parecchi chiusi negli armadi, la maggior parte dei quali non glieli avevo mai visti indossare... Erano cappellini di lana invernali fatti da lei a maglia o all'uncinetto, uno diverso dall'altro, altri primaverili di stoffa o velluto sempre creati da lei, infine alcuni di panno, questi comperati, di fogge originali che mi facevano pensare agli anni tra il 1940 e il 1950. Mi sono ricordata che in alcune foto dell'epoca, quelle scattate dai fotografi per strada, la mia mamma portava sempre il cappello e che quando ero piccolissima mi ripeteva: "Una vera signora, anche se è senza soldi, non esce mai senza i guanti e il cappello!"

Mode del tempo... I cappelli dovevano piacerle tanto, al di là delle mode, se li aveva conservati per tutto quel tempo e se continuava a sbizzarrirsi nel confezionarli! Come tutte le donne di una volta era molto esperta nel cucito, nella sartoria e nel confezionamento di accessori: da ragazzina aveva lavorato in fabbriche che usavano tessuti e pellami e aveva imparato un po' di tutto...

 

mamma e papà a passeggio negli anni '40

(notare cappellino e guanti)

 

Aver scoperto solo dopo la sua morte questa passione per i cappelli, uguale a me, di cui prima non mi ero resa conto, mi ha commosso e tutti i cappelli che ho trovato li ho portati a Firenze e me li sono provati... ahimè! Io ho la testa più grossa della sua, in questo assomiglio al papà e non a lei, e dei suoi cappelli quasi nessuno mi va bene! I pochi che posso usare provocano sguardi di disgusto da parte di mio marito che per principio non ama i cappelli originali... ma io continuo a portarli! E gli altri? Li tenevo nell'armadio, non trovavo il coraggio di disfarmene...

 

Nel frattempo è morta anche mia suocera. Durante le prime esplorazioni a casa sua, prima che la questione dell'eredità si complicasse, ho scoperto che anche lei aveva una passione segreta: non i cappelli, ma le borsette! Ne ho trovate tante, la maggior parte molto "vintage", come si usa dire adesso... Questa passione non è la mia, i nostri gusti in questo campo erano molto differenti, riconosco che alcune sono belle, ma io non le "sento" addosso a me, quindi che farne?

Sto trovando una sistemazione nei mercatini che ho cominciato a frequentare da venditrice, anche ieri sono andata allo "svuotacantine" nel paese vicino a Firenze a cui possono iscriversi solo i residenti, quindi mi ha ospitato nel suo banchetto l'amica che mi aveva accolto anche in maggio.

Espongo lì, fra altre cose, anche le borsette della suocera e i cappelli della mamma. Non sono per tutti, sono oggetti particolari e attirano donne che amano l'originalità, cioè soprattutto ragazze giovani... Scelgono, provano, si guardano allo specchio, pensano agli abbinamenti con ciò che già hanno... se tutto fila liscio comprano, pagano il poco che chiedo e se ne vanno contente col cappellino in testa o la borsetta al braccio.

Allora mi sento anch'io molto contenta, la loro soddisfazione è contagiosa e oso pensare che da lassù anche le mie due vecchiette prime proprietarie siano d'accordo sulla nuova vita che cerco di dare a ciò che mi hanno lasciato...

 
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SCEGLIERE, ANCORA

Post n°1165 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

DEI TEATRI

 


 

Proseguo il discorso del penultimo post sulle mie scelte di quest'anno, per i prossimi mesi...

L'anno scorso sono stata molto impegnata nei corsi e nelle rappresentazioni teatrali, forse troppo, alla fine mi rendevo conto che stavo tenendo un ritmo di lavoro pesante, che non avrei potuto immaginare di continuare così... Ora si sono aggiunti anche i problemi finanziari, perché i corsi di teatro costano parecchio e finora negli spettacoli che ho fatto non ho guadagnato un euro, ma solo applausi, lodi e... una rosa!

Qualcosa si è risolto da solo: la mia amica regista che mi aveva voluto nella sua compagnia negli ultimi tre anni questa estate si è rotta un braccio e sta avendo una ripresa lenta, visto che è più anziana di me e l'età non aiuta. Così si è un po' depressa e ha deciso di non fare nulla di nuovo finché non si sentirà in forma. Mi dispiace per lei, ma per me questa sosta è arrivata molto opportunamente al momento giusto...

 

Il corso teatrale a cui non avrei MAI rinunciato, quello che viene prima di tutti, è senz'altro quello in francese, che mi permette di mantenere allenata la lingua, ora poi che neppure con i bambini la uso più. E questo corso è appena ripartito, si è riformato il gruppo con qualcuno che è uscito e qualche nuovo arrivato, guidati dal nostro super-regista franco canadese. Alla fine dell'estate ci eravamo ritrovati una sera a casa della professoressa organizzatrice e davanti alla tavola imbandita, a cui avevo contribuito con una torta salata alle zucchine (molto apprezzata), avevamo discusso e deciso su cosa lavorare: metteremo in scena La guerre de Troie n'aura pas lieu” (“La guerra di Troia non ci sarà”) di Jean Giraudoux, così da allora ho avuto modo di leggere questo testo che mi è piaciuto moltissimo, le tematiche mi sembrano molto attuali, anzi, universali: è stata scritta e rappresentata nel 1935, l'autore aveva ancora nella mente il ricordo della prima guerra mondiale e si percepivano nuovi segnali di guerra...

Ancora non sappiamo come verranno assegnati i personaggi, ma il regista ha detto che ha già le idee abbastanza chiare...

 

Per quanto riguarda il corso nel teatro “importante” avevo molte perplessità: questo è il terzo anno, l'ultimo, quello conclusivo che dà alla fine un titolo valido e anche... spendibile, se capitasse mai l'opportunità, non proseguire sarebbe stato lasciare qualcosa di incompiuto, qualcosa che per me era importante e sarebbe stata l'ennesima rinuncia... per causa di altri, come è già successo diverse volte nella mia vita... però questo corso è davvero costoso...

Ne ho parlato con la segretaria, chiedendole se era possibile saltare quest'anno poi, magari, fare il terzo corso l'anno prossimo, anche se avrei cambiato così il gruppo di lavoro perché non avrei più ritrovato i compagni con cui ero partita. Lei mi ha detto che é preferibile che io termini ora, che non mi devo preoccupare per i pagamenti perché, dato che ormai ci conosciamo, potrò saldare anche poco alla volta, o più avanti, o quando potrò. Nel frattempo le sto passando per il guardaroba del teatro un bel po' di abiti vintage che ho trovato in montagna negli armadi di mia suocera e che sembrano molto interessanti come costumi di scena...

Un sospiro di sollievo... e così ho ricominciato anche quest'ultimo corso, dove ho avuto una bella sorpresa: nei primi mesi abbiamo come insegnante l'attrice Anna Meacci che ci “allena” ai monologhi, non solo a recitarli, ma anche a costruirli, cioè ce li stiamo scrivendo da soli su argomenti assegnati. Così diventa anche un corso di... scrittura creativa e ne sono particolarmente contenta: dopo l'esperienza fatta a Bologna in luglio e con i raccontini che continuo a scrivere nel gruppo di Facebook mi era proprio venuta voglia di perfezionarmi nella scrittura, ma naturalmente era impensabile di questi tempi frequentare anche un corso... In questo modo mi sto dilettando ugualmente nella scrittura creativa... e, come i miei compagni di corso, uno dei miei testi dovrò metterlo anche in scena, perché proprio su questo allestiremo il nostro primo spettacolo, poco prima di Natale...

Ed ora... les jeux sont faits... almeno per diversi mesi!

 

 
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SULL' APPENNINO

Post n°1164 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA SPEDIZIONE

Oggi piove. Piove gentilmente, delicatamente, la vera pioggia autunnale che mancava ormai da molto tempo e che fa rassegnare alla stagione ormai avanzata...

Ma le previsioni metereologiche davano sole per oggi... ecco, c'è poco da fidarsi!

Per fortuna domenica scorsa ci azzeccarono...

Da giorni le tenevamo sotto controllo, io e mia figlia, per la famosa spedizione familiare alla casa dei suoceri in montagna: fra gli impegni degli uni e degli altri era l'unica domenica possibile e non volevamo rimandare tutto a novembre col buio che sarebbe arrivato prestissimo e di conseguenza il freddo lassù, senza neppure il riscaldamento!

Le previsioni davano sole anche domenica... In verità la partenza da Firenze è stata immersa nella nebbia e così fin dopo Pistoia. Io mi autoconvincevo che era nebbia di alta pressione, che poi si sarebbe alzata...

Invece ci siamo alzati noi e pochi chilometri dopo Pistoia, dopo i primi tornanti in direzione Abetone... che spettacolo! Siamo usciti dalla nebbia (o nuvole?), il cielo era azzurro terso e il sole faceva già caldo. Doveroso fermarsi per fotografare la pianura immersa nella nebbia da cui spuntavano qua e là cime di rilievi e non eravamo i soli ad avere la stessa idea!

 


 

Bellissime le sfumature autunnali dei monti intorno, poi la strada si immerge nelle faggete che ora sono dorate... E' un percorso che mi piace moltissimo e le due ore di viaggio volano. I nipotini dopo le prime curve si sono addormentati, avranno modo di ammirare quando saranno più grandi.

 


 

Così il bel tempo ci ha accompagnato per tutta la gita.

Arrivati al paesino siamo subito andati alla casa, che per i bimbi era tutta una scoperta... polverosa: su e giù per le scale di legno, cercavano un passaggio segreto in quello che a loro è sembrato un castello di legno e pietra, sollevavano i teli che ricoprivano i mobili, chiedevano cos'è su questo e quest'altro, chiedevano chi ci abitava e così gli abbiamo raccontato le storie della loro mamma e dello zio Marco quando erano piccoli e d'estate stavano lì, dove dormivano, dove giocavano sulle pietre dei vecchissimi passaggi e portici esterni. E storie di altri nonni e bisnonni che loro non hanno conosciuto, ma di cui hanno visto grigi ritratti incorniciati...

Mia figlia ritrovava i suoi ricordi e l'entusiasmo era vivo, sogna di poterci ritornare le prossime estati e di proseguire lassù la storia della famiglia... A mio genero sono piaciuti molto il luogo e la casa, ha aiutato mio marito a caricare alcuni oggetti pesanti e ascoltava con interesse i racconti e i progetti.

Un bel pranzo rustico e tipico in trattoria con razioni abbondanti di tigelle, gnocco fritto, salumi e formaggi, poi in passeggiata su strade e sentieri verso il torrente che scorre a valle del paese: Diletta si è addormentata nel marsupio, gli altri due sembravano ubriachi, a correre instancabili, a fermarsi di colpo davanti a qualcosa che li attirava: una foglia dal colore strano, un fungo, una chiocciola o un insetto spaventato... Bambini di città liberi nella natura, che euforia!

Al torrente ci siamo accampati sulla riva ed ora si aggiungeva l'acqua per i giochi... Poi i passaggi sui sassi aiutati dal loro babbo per esplorare anche le ampie isole sassose che si formano in mezzo al torrente. Era una bellezza vederli così allegri! Non saremmo mai ritornati indietro...

 


 

Ci ha fatti decidere il sole che si abbassava rapidamente e in pochi minuti ci avrebbe lasciati all'ombra e al fresco di montagna: in fondo è già passata la metà ottobre! Loro sono ripartiti prima di buio, io e mio marito dovevamo ancora prendere delle cose e ci siamo attardati un poco nelle stanze già fredde ed ora tornate silenziose.

Una bellissima gita, sono mancati solo gli asinelli fuori nel vicino campo di meli... spero che si faranno vedere una prossima volta... perché mi auguro che ci sia una prossima volta, anzi di più...

 
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PICCOLI PRINCIPI

Post n°1163 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SCEGLIERE

 


 

Ci stavo riflettendo da quando nacque Diletta...

Avevo sempre più chiara l'idea che il coinvolgimento sarebbe aumentato non solo per i suoi genitori, ma anche per noi nonni (diciamolo chiaramente, soprattutto per me). Tre bambini così piccoli non sono uno scherzo, nonostante l'aiuto di qualche babysitter aumentano occasioni, impegni e incastri di orari, visto che frequentano tre gradi di scuola diversi (nido, materna, primaria), senza contare gli imprevisti sempre in agguato! E vuoi rifiutarti di “ospitare” mia figlia a casa nostra per qualche ora, ogni tanto, così che si rilassa sul divano chiacchierando, mentre Diletta me la spupazzo io e gli altri due (se non sono a scuola) buttano all'aria tranquillamente lo scatolone dei giochi dei nonni che è sempre una novità fuori da casa loro...

Insomma, tutto si è fatto più faticoso da questa primavera, aggiungiamoci anche le incombenze dell'eredità, della casa nuova, l'essere sempre all'erta per le visite di chi potrebbe comperare la nostra (ma finora nulla di buono!)...

Io non ce la faccio, ho riesaminato l'uso del mio tempo, ho concluso che E' NECESSARIO TAGLIARE QUALCOSA!

E ho deciso, purtroppo: lascio i PICCOLI PRINCIPI.

Cioè quest'anno non farò il corso extracurriculare di teatro in francese per i bambini della mia ex scuola.

Lavorare con i bambini mi piaceva molto, mettere in scena uno spettacolo con loro mi piaceva moltissimo e alla fine ne ero sempre contenta, ma a costo di uno stress per l'organizzazione e una fatica personale che ogni anno è sempre più aumentata, come è aumentata anche la problematicità dei piccoli alunni... In questo momento particolare non mi occorre certo un volontariato che mi pesi così tanto: è un impegno e una responsabilità che non mi sento di continuare. Me ne dispiace, ma credo che non riuscirei a dare l'energia che serve per quel tipo di attività...

Mi resta come una spina nel cuore ciò che mi disse uno dei maestri che assisteva all'ultimo spettacolo: “Se sapessi quanto bene fai a questi bambini...” Lo so, me ne rendo conto, era un'opportunità che sfruttavano soprattutto bambini meno favoriti socialmente, essendo gratuita, ma in questo periodo proprio non mi sento le forze sufficienti, anche l'età avanza e tutto diventa più complesso. Ci ho pensato tanto, per tutta l'estate... mi era già venuta un'idea per la storia su cui lavorare quest'anno, poi alla fine proprio non me la sono sentita.

Tra i vestiti e gli accessori che ho usato in questi anni nei miei corsi, alcuni li ho dati ai miei nipoti per giocare, altri li ho portati al mio teatro delle Spiagge dove tengono corsi anche per i bambini, così sono sicura che vengono utilizzati. E...mai dire mai... se in futuro mi ricapitasse qualche altra occasione o collaborazione con qualche classe, dal teatro posso sempre riprenderli in prestito...

Qualcuno dirà: ci sono i nipotini! Certo, ma è una cosa diversa... fare la nonna è molto differente dal fare la maestra e soprattutto dal fare la maestra di teatro!

Per ora conservo i copioni, i video, le foto, i ricordi bellissimi di questa esperienza durata sette anni... forse ci saranno altre strade, altri percorsi d'ora in poi...


 

 
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MERCANTE IN FIERA

Post n°1162 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da atapo
 

 

IMPARA L' ARTE...

Avevo già fatto l'apprendistato nel maggio scorso, quando la nuova amica già “esperta” mi aveva lasciato un po' posto nel suo banco allo “Svuota la cantina” del paese confinante con Firenze... Un'esperienza nuova e simpatica di cui avevo raccontato anche qui, appena prima che la sciatica colpisse duro mio marito e la nostra estate. Questa amica mi aveva suggerito altre date di mercatini nei mesi estivi a cui anche lei avrebbe partecipato, ma proprio per colpa della sciatica non avevamo potuto dare un seguito al… nuovo mestiere.

Intanto l'eredità dei miei suoceri tra la casa di città e quella di montagna ci obbliga a smaltire, oltre ai mobili, una quantità incredibile di oggetti, stoviglie, abiti, biancheria... A svuotare la casa di città ci ha già pensato quasi completamente un'associazione benefica, quella di montagna è ancora pressochè inviolata. Agli altri fratelli non interessa quasi nulla e avrebbero voluto buttare via tutto, ma ora tutto è fermo per i noti contrasti e anche per quel nostro desiderio di cercare di rilevarla noi. Ci sono cose buone e nuove che potrebbero essere vendute e servire ad altri, io ho detto a mio marito che vorrei ricavarci qualcosa, anche a rimborso di tutto lo stress che ci stanno facendo venire... L'ultima volta che siamo andati lassù abbiamo prelevato parecchio e nei giorni successivi ho controllato, sistemato, fatto prendere aria... figuratevi che da una cassetta piena di vetri e ceramiche, pronta per essere gettata ho “ricomposto” tre servizi completi di bicchieri e uno di tazze, scoprendo, fra i rimanenti, pezzi di Richard Ginori!

Alcuni vestiti molto appariscenti li ho portati al mio teatro e ho fatto la gioia della scenografa-costumista, altri, insieme a diverse borse, sono davvero “vintage” che adesso è così di moda.

Era l'ora di un nuovo mercatino! Ho lasciato perdere una prima data perché mio marito, che dovrebbe aiutarmi almeno a caricare e scaricare i pacchi degli oggetti, aveva cominciato, come è il suo stile, a tirare fuori tanti SE e tanti MA che mi ha fatto passare la voglia e spegnere le energie! Subito dopo però su internet ho trovato un bellissimo tavolo smontabile, con i due capretti, adatto non solo ai mercatini, ma anche per la famiglia in situazioni di... pranzi numerosi o con bambini (esempio noi nonni in certe rimpatriate familiari...). L'ho comperato pagandolo una sciocchezza ed ora non c'erano più scuse né obiezioni per boicottarmi i mercatini...

Mi sono prenotata per quello di ieri a San Piero a Sieve nel Mugello. C'era anche la festa delle castagne, speravo ci sarebbe stato un bel movimento...

Poichè bisognava presentarsi nella piazza del mercato alle 7,30 abbiamo pensato fosse meglio arrivare in loco la sera prima col camper e infatti alle 20 di sabato eravamo sistemati nell'area camper, lungo il fiume Sieve.

Una passeggiatina per vedere il paese, una cena in camper poi... è venuto giù il diluvio!!! Il vento fortissimo faceva oscillare il camper, tuoni e lampi spaventosi e continui, l'acqua a scrosci... per alcune ore! E lì, confesso, ho avuto davvero paura: con quello che accade in giro a causa delle bombe d'acqua, con la Sieve così vicina, fiume che notoriamente è “bizzoso” ed è stato spesso causa di disastri... Insomma, mi sembrava come minimo un avvertimento di malaugurio... Se pioveva dal mattino il mercato saltava, ma, peggio, se durante il giorno fosse venuto a piovere con i banchi aperti? Io non ho nemmeno il gazebo a proteggere!

Il mattino dopo era un po' grigio... poi per fortuna è arrivato il sole ed è stata la mia prima esperienza di mercantessa tutto da sola!!! Non c'era molto affollamento e mi avevano assegnato uno spazio al confine del mercato: gli abitudinari dicevano che con i nuovi fanno sempre così, poi se si continua assegnano posti più centrali.

Però non mi lamento ed anche mio marito si è meravigliato di quanto ho incassato, “tenuto conto” diceva “che i prezzi sono molto bassi”. Così spero sia più invogliato a fare altre spedizioni simili...

E' interessante e divertente scoprire la varietà delle persone che si fermano davanti al banchetto, come l'altra volta ho fatto incontri originali: un signore anziano cercava qualunque cosa che riguardasse Pinocchio e purtroppo non ho potuto accontentarlo.

Un altro cercava cartoline, ma solo che fossero ritratti di persone e ha gradito due cartoline provenienti dall'India con volti di ragazze indiane.

Una bambina di una decina d'anni ha provato tutti i cappelli (miei, di mia mamma, di mia suocera),la sua mamma diceva che sono la sua passione, alla fine ne ha comperato uno che le stava proprio bene pagandolo con i SUOI soldi e le ho fatto lo sconto di pochi centesimi perché non gliene erano rimasti abbastanza!

Una ragazza ha scelto una grande sciarpa fatta all'uncinetto dalla nonna di mio marito e raramente ho visto un capo che stesse così bene indosso a qualcuno, anche il colore sembrava ravvivato!

Una signora polacca ha trovato un cestino di metallo argentato che userà per fare un regalino a sua figlia ora che torna in Polonia, un'altra donna si è fiondata entusiasta su due spilloni per scialli a cui io non avrei dato un centesimo, una coppia ha apprezzato uno dei servizi di bicchieri “ricomposto”...

A riprova che il mondo è piccolo, ieri in una coppia poco più anziana di me, che sceglieva piccole borsette vintage da restaurare e rivendere, parlando insieme abbiamo scoperto che il marito è di origini bolognesi e abitava da giovane due strade sopra la mia! Abbiamo rievocato luoghi e persone e... lui era innamorato da ragazzo della sorella del mio migliore amico! Amore contrastato dai genitori di lei che erano severissimi, ma a quei tempi funzionava così.

Insomma la giornata è trascorsa, me la sono cavata, gli affari non sono andati male, al tramonto tutto era impacchettato di nuovo e caricato sul camper... appena in tempo perché ha cominciato a piovere! Ma ormai non mi faceva più paura.

Direi che l'arte l'ho imparata e che il battesimo da mercantessa l'ho avuto!





 
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LA CUCCIOLA

Post n°1161 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da atapo
 

 

PRODEZZE

 


 

Diletta ha quasi sette mesi e comincia a gattonare. Sembra proprio un gattino quando a casa mia, se vado in cucina, pian piano a quattro zampe mi raggiunge lì, se torno in sala fa dietro front e dopo poco arriva anche lei...

Racconta la sua mamma che qualche giorno fa, in uno dei tanti pomeriggi in cui si erano ritrovati con famiglie giovani loro amiche, tutte con due o tre figli al di sotto dei sette anni ( che bella questa rete di relazioni sociali che li accomuna solidali nella dura vita con i figli piccoli!), in quell'occasione Diletta è stata molto attratta da un'altra bambina che ha circa tre mesi più di lei. Questa piccoletta si attaccava a tutto ciò che di basso poteva raggiungere (sedie, tavolini) e si tirava su con le braccia fino a rimanere in piedi sempre appoggiata, resisteva un poco poi... di nuovo a terra. E, ostinata, ricominciava. Diletta, seduta in terra lì accanto, la fissava attenta e seguiva interessata tutta la manovra, con l'aria di pensare: "Guarda un po' che sta facendo questa! Però, interessante..."

Poi sono tornati a casa. Appena entrati, appena Diletta è stata messa in terra si è diretta a quattro zampe verso uno dei tavolinetti dei suoi fratelli, si è attaccata al bordo e cercava di sollevarsi nello stesso modo che aveva visto fare dalla sua amica più "grande"... Naturalmente non c'è riuscita del tutto, ma l'intenzione era chiara, peccato che sia ancora un po' troppo giovane per queste prodezze! Ma non ci metterà tanto... pare proprio che in quanto a vivacità ed esuberanza motoria assomigli più a Martino che a Damiano... per la gioia di genitori e nonni!

 
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41

Post n°1160 pubblicato il 07 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SULL' APPENNINO

 


 

Sono belli i boschi dell'Appennino in questo periodo, il verde pian piano sbiadisce e cede a tutte le sfumature di arancione, di giallo, di rosso.

Il viaggio in auto verso la casa dei miei suoceri è dunque così colorato vivacemente, tra querceti e faggete e sembra di arrivare più in fretta, anche lassù al paese i monti attorno stanno cambiando aspetto, dai comignoli si alza un filo di fumo fino a tarda mattinata e appena scendono le ombre della sera. Il cielo si mantiene terso e nelle ore centrali fa veramente caldo, nel campo di meli vicino alla casa i rami si incurvano sotto il peso dei frutti maturi e stavolta vi pascolano diversi asinelli.

Come sarebbero piaciuti a Martino e a tutti gli altri nipotini, se fossero venuti! Ma abbiamo già progettato una delle prossime domeniche di tornare lassù anche con loro e i loro genitori, se non arriverà il maltempo, magari gli asinelli usciranno ancora. Aspetto con curiosità le loro impressioni e le loro meraviglie esplorando il paesino, scendendo al fiume, aggirandosi in quella casa nelle stanze così un po' misteriose dai vecchi mobili severi, ma che abbiamo ancora tanta speranza di poter abitare e far rivivere vivacemente tutti insieme... chissà quando... chissà in quale estate...

Certo i piccoli saranno da sorvegliare a vista, ci sono diversi punti pericolosi, c'è polvere dappertutto, ma loro... sono o non sono dei supereroi? Supereranno la prova e alla fine concluderemo la gita nella trattoria dietro casa a rimpinzarci di tigelle e gnocco fritto con formaggi e prosciutto!

Nel passato fine settimana siamo stati lassù, abbiamo scattato foto dei mobili da mandare a un antiquario, abbiamo esplorato il contenuto di alcuni armadi da cui ho prelevato vari abiti vintage di mia suocera che porterò alla costumista del teatro delle Spiagge per il guardaroba teatrale: mi sembrano molto adatti a... salire sul palcoscenico e sarà per loro una nuova vita gloriosa!

Mentre facevamo tutto questo e i nostri pensieri tranquilli spaziavano tra i ricordi suscitati da ciò che stavamo trovando e le belle fantasie di immaginare un futuro prossimo per quella casa... ecco all'improvviso una serie di sms, di telefonate, di mail da parte dei fratelli “savi” di mio marito: la situazione dell'eredità si è inasprita ancora di più, tutto è di nuovo completamente bloccato, stavolta si rischia davvero di entrare in causa perché sono tutti stufi di sottostare alle farneticazioni e alle pretese del cognataccio. Non entro in dettagli, il resto della gita è stato rovinato...

Noi ora siamo seriamente preoccupati, abbiamo fatto e rifatto i conti: senza riuscire a vendere la nostra casa attuale (molti visitatori, ma nessuna offerta...), senza avere quella parte di liquidi dell'eredità che pareva dovessero arrivare a giorni e invece sono di nuovo bloccati, ci resta pochissimo, troppo poco per i lavori di ristrutturazione indispensabili ad entrare nella casa appena comperata.

E il sogno di rilevare la casetta in montagna si dilegua...

E se si arriva in tribunale ci sarà da dissanguarsi, fino a chissà quando!

Io sto perdendo la mia calma e lucidità: quella famiglia è una persecuzione! Quante volte ormai è riuscita ad avvelenarmi la vita!

Da ora in poi dovremo fare tutte le economie possibili per... contenere il danno e mettere tutto ciò che abbiamo nei lavori dei muratori, sperando in bene e che non ci siano imprevisti: viaggi, ristoranti, teatri, abbonamenti e corsi... tutto da rivedere, da tagliare...

E così oggi, nostro quarantunesimo anniversario di matrimonio, siamo andati a pranzo in pizzeria, in un locale che conosciamo: fanno una pizza napoletana che a noi piace molto e tengono i prezzi molto bassi...

 
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RISTRUTTURARE

Post n°1159 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da atapo
 

 

ECCITAZIONE

 


 

No, non provouna eccitazione di novità, di voglia di fare” per la casa nuova.

Questa domanda, a commento dell'ultimo post, ha toccato un tasto dolente, delle sensazioni su cui vado riflettendo in questo periodo.

Diceva la mia mamma, in vari momenti non sempre facili della nostra vita insieme: “si fa di necessità virtù” ed è questo che mi torna ora in mente.

Dissi già all'inizio dell'avventura che un solo motivo mi ha convinto, o meglio costretto, ad accettare questo cambio di casa: i tre piani che ora costringono a salire le scale e che in un futuro, visti i problemi motori miei e del marito, correvano il rischio di diventare complicati da gestire, con montascale e, nella peggiore delle ipotesi, anche carrozzine. Ora i piani sono due, le scale sono larghe e nella ristrutturazione teniamo ben presente di eliminare tutto ciò che potrà costituire una barriera architettonica.

Ci abbiamo guadagnato un giardino e questo, devo essere sincera, mi dà una ventata di gioia. Ma bisognerà sistemarlo, mantenerlo, noi due non abbiamo più le forze per lavori nella terra, mio marito ha già detto che non ha nessuna intenzione di fare il contadino e poi, pigro com'è... dovremo mettere in conto anche un giardiniere (Ma allora perché ha voluto a tutti i costi il giardino e non si è accontentato di una terrazza?).

Prevedo mesi pesanti quando si dovranno scegliere mattonelle, colori delle pareti, sanitari e quant'altro, per non parlare della sistemazione dei mobili ed eventuali acquisti nuovi. Perchè ecco, in queste cose io e il marito QUASI MAI ci troviamo d'accordo e nascono discussioni interminabili, le mie idee sono spesso definite “strampalate” e se sono coinvolti anche aspetti tecnici ecco la frase: “tu non ne capisci niente” a cui si contrappone però l'altra sua frase “ma io voglio che decidiamo insieme”.

Mi ha già fatto notare che l'ultima volta che ristrutturammo il bagno lasciò decidere a me i colori delle mattonelle (un bagno che io amo moltissimo proprio per i suoi colori e mi dispiace tanto lasciare), mentre a lui non piacevano, così ora sceglierà lui. All'epoca, in realtà mi pareva che fosse anche lui soddisfatto della scelta, ma non mi stupisce questo cambiamento di pensiero, è già avvenuto in altre occasioni...

Spero che forse la presenza e i pareri dell'architetto e del capocantiere potranno fare una certa mediazione.

Di tutti i passaggi organizzativi e burocratici che riempiono questi giorni non devo perderne neppure uno e segnare con scrupolo sull'agenda ogni impegno, ogni variazione ed ogni telefonata da fare... e ricordargliele... e chiedere poi i risultati e le novità... e segnare anche quelli perché lui si dimentica facilmente, non si segna mai nulla o se lo fa è su dei “pizzini” che si disperdono nel mare magnum delle scartoffie che ci sono in giro, nonostante gli abbia preparato un raccoglitore ad anelli con le buste trasparenti in cui dovrebbe essere raccolto tutto ciò che riguarda questa titanica impresa. A volte si mette a fare ricerche, misure sulla pianta o telefonate quando io sono fuori e magari al ritorno se ci sono novità si dimentica di dirmele, ma lui pensa di averle riferite e così più in là salta fuori “Ma come? Non sai di questo o quest'altro?” Oppure me le dice o mi chiede pareri in certi momentini in cui ho sto facendo tutt'altro o sono stanchissima e dovrei mollare tutto e starlo ad ascoltare.

Inoltre c'è l'aspetto finanziario: l'eredità che doveva arrivare rapidamente ora si è di nuovo arenata, sempre a causa della stessa persona che non firma un documento in modo da permettere di sbloccare tutti i liquidi...

Ciò mi mette in ansia, contiamo su quelli per i lavori!

E l'eredità comporta anche altre questioni: per farla breve questo fine settimana dobbiamo fare di nuovo un salto alla casa in montagna per altre misure, altre foto, altro prelievo di oggetti... tutto naturalmente deciso all'ultimo momento, anzi, ancora nemmeno deciso del tutto perché mio marito ieri si è dimenticato di fare una telefonata e non sappiamo ancora se avremo la chiave a disposizione per aprire quella casa: può darsi che salti questo giro, per il quale avevo dovuto rinunciare ad una interessante iniziativa, solo su prenotazione, dell'istituto francese.

Come sempre, ancora più di prima, in casa nostra fare programmi è impensabile!

Ecco perché la mia “voglia di fare” è molto ridimensionata!

 

 
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PRIMO OTTOBRE

Post n°1158 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA FALSA ESTATE

 

Cassatt M, Autunno

Stamattina piove, come da previsioni metereologiche. Un primo ottobre piovoso è quasi ovvio, immerge realisticamente nell'autunno che è già iniziato anche se non sembrava. Ricordo quando la scuola iniziava il primo ottobre, molti anni fa, certi assembramenti di genitori e di ombrelli che rendevano ancora più duro il rientro... E un primo ottobre della mia adolescenza, all'istituto magistrale a Bologna, in cui pioveva così forte da obbligarmi ad indossare un orrendo ed enorme impermeabile rosso che non mi faceva sentire certo a mio agio... ma era dura ribellarsi alle imposizioni materne in fatto di abbigliamento dovute anche alle ristrettezze economiche, dovevo soffrire in silenzio sentendomi una delle più brutte ragazze in circolazione...

Invece quest'anno nelle scuole già iniziate da alcune settimane si è goduto uno scampolo piacevolissimo d'estate: dopo la tromba d'aria è tornato caldo, chi ha potuto è scappato ancora al mare, io ho cercato di stare all'aperto il più possibile inventandomi necessità per fare la spesa, per andare in centro, per vedere questo o quell'altro, se restavo in casa tenevo aperte le finestre il più a lungo possibile.

Sono i periodi più belli dell'anno: ancora non troppi impegni, giornate abbastanza lunghe, sole caldo e illusione che l'estate non debba finire. Ieri ho fatto il giro al mercato settimanale nel parco lungo l'Arno, insieme a mia figlia e a Diletta, tutte in canottiera, consapevoli che forse è stato uno degli ultimi regali della bella stagione...

Mi è sembrato questo l'unico vero mio periodo estivo quest'anno, dopo i mesi faticosi che ho passato. Come Hemingway amava a Parigi la sua “falsa primavera”, io qui a Firenze amo questa “falsa estate” che quasi sempre illude nelle prime settimane di autunno.

Oggi, con la pioggia, mi torna in mente che sono in arrivo giorni intensi, che sarà il momento di decisioni importanti, che sono da mettere in conto imprevisti come al solito, che bisognerà fare delle scelte e anch'io personalmente dovrò farne: mi sento un poco spaurita, non trovo in me l'energia sufficiente, avrei bisogno di qualcosa che mi ricaricasse perchè i mesi estivi non sono riusciti a farlo.

Vedremo che succederà...


 
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