Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

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Messaggi di Giugno 2015

SULLA MONTAGNA FIORENTINA

Post n°1235 pubblicato il 29 Giugno 2015 da atapo
 

NEL  FILM

 

Arrivata la domenica, è arrivato il momento di un doveroso stacco dai lavori pressanti intorno alle necessità della nuova casa.
Stavolta, dopo le fragole e il piazzale Michelangelo, sono riuscita a trascinare il marito... tra le comparse di un film!
Tempo fa avevo ricevuto una proposta originale da quell'amica che fa un sacco di cose e conosce un mucchio di gente: servivano persone per fare le comparse in un filmino girato da un suo conoscente regista. Questo tizio ogni estate imbastisce uno spettacolo teatrale, la cui unica rappresentazione si svolge tra i monti attorno a Firenze, è un teatro MOLTO d'avanguardia, dove non sempre si capisce il senso. Per l'estate 2015 tra le parti recitate saranno inseriti dei video, uno dei quali per l'appunto veniva girato ieri e occorreva gente, anche digiunissima di recitazione, tanto ci si doveva solo muovere.
Io naturalmente avevo accettato subito, mio marito prima disse: -No, assolutamente!-
Dopo qualche giorno:-Potrei accompagnarti e stare a guardare...-
Dopo qualche altro giorno:-Ma esattamente che personaggi dovremmo essere?-
Era fatta! C'erano buone speranze di scritturarlo, ora tutto dipendeva da come si doveva agghindare, se si fosse sentito troppo pagliaccio ...addio!
Facevamo parte di un gruppo di contadini, così sono diventata la costumista per entrambi e, nonostante il caos che abbiamo in casa, ho trovato qualcosa di adatto e che ha soddisfatto anche lui, oltre che il regista.

 

 

Eccoci dunque ieri nel primo pomeriggio incolonnati tra altre auto che, guidate dalla solerte amica, risalivano la via Bolognese fino al punto stabilito tra i campi e i boschi, il "campo base" dell'impresa. Lì, sotto la strada, c'è la casetta di questo regista, una costruzione di pietra tipica della montagna, attorniata da un giardino meraviglioso, un po' campo un po' bosco, ricco di alberi, fiori colorati, una vasca-laghetto piena di pesci rossi, una stupenda gatta bianca dal pelo lungo.

 

Tutto molto selvaggio e rustico, casa e giardino. Io avevo ritrovato, tra le persone reclutate, diversi amici e amiche delle mie esperienze teatrali, così mi sentivo proprio a mio agio, a salutare tizio e caio e a scambiarci le ultime novità di vita.
Dopo aver indossato gli abiti di scena, il regista ha girato lì una prima scena in cui noi due non eravamo coinvolti, poi a piedi ci siamo avviati al set: una vallata distante circa un chilometro, con campi maturi alternati a prati e macchie boscose. Una bellissima passeggiata, prima in salita su strada asfaltata, poi attraverso i campi: il sole era caldo, ma non troppo, il vento era piacevole, il panorama bellissimo: una sfilata di monti tutto attorno nell'aria limpida. Chissà cosa pensavano i viaggiatori delle auto che incrociavamo nel vedere una fila di persone vestite in modo non certo consueto... sembravamo "L'albero degli zoccoli" in versione fiorentina!

 

 

Le riprese sono state divertenti: dovevamo passeggiare lungo il confine di un campo, poi risalire una collina in ordine sparso, infine incontrare il mago e la sua aiutante (molto "classici", vestiti come nei racconti di fate) e omaggiarli. Tra un CIAK e l'altro... ricreazione e abbiamo scovato un albero carico di ciliegie selvatiche mature: il regista ha avuto il suo daffare per richiamare all'ordine queste comparse indisciplinate e golose!
Naturalmente non abbiamo capito niente della storia, bisognerà andare a vedere lo spettacolo e la mia amica non garantisce che si riuscirà a capire nemmeno in quella sede... ma intanto ci siamo divertiti!
Il ritorno, ormai dopo le venti, era più facile: faceva più fresco e la strada adesso era in discesa! Alla casa abbiamo cenato tutti insieme nel giardino, perchè ognuno aveva portato qualcosa e tutto è stato spazzolato: il pomeriggio all'aperto e le fatiche del DURO lavoro ci avevano messo una fame! Chiacchierando tranquillamente abbiamo aspettato che si facesse notte, nel cielo la luna era con la bellissima congiunzione luminosa di Venere e Giove che brilla in queste sere... Ecco nel buio comparire le lucciole, tante lucciole, come da anni non ne vedevo, ancora di più che attorno al camper... E lo stupore emozionato di Diego, il nipotino di un'altra mia amica che era venuto con noi anche lui a fare la comparsa: le prime lucciole della sua vita!
Ci siamo congedati dopo le 22, per tornare all'auto c'era da fare un pezzo di strada al buio: macchè buio! Eravamo attorniati dalle lucciole, e la luna quasi piena diffondeva un chiarore magico che ci faceva intravedere le piante vicine e i monti attorno, più lontani...

 
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PRIMIZIE

Post n°1234 pubblicato il 24 Giugno 2015 da atapo
 

IN  ALTO

 

 

Seguo giorno dopo giorno la loro crescita, per ora si stanno comportando bene, non sono molte, ma per me sono preziose: le prugne dell'albero del mio giardino!

I primi frutti che stanno maturando...

Ma ci sono tanti uccelli in giro tra i rami, che senz'altro mi contenderanno il bottino... chissà se arriverò a mangiarne!

 
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SOLSTIZIO

Post n°1233 pubblicato il 22 Giugno 2015 da atapo
 

TRAMONTO e TORTELLINI

-Non si può lavorare di continuo! Ci dobbiamo prendere ogni tanto qualche ora di svago, andare fuori senza pensare a niente!-
Così ripeto a mio marito che si è "buttato" nei lavori di  bricolage da fare in casa e non esisterebbe altro al mondo, come è il suo stile, fino allo stremo, al mal di schiena e all'intrattabilità. Gli ho detto che almeno una volta alla settimana deve "staccare" e non per andare a rimuginare nuovi problemi nelle riunioni in parrocchia.
Così ci fu la piccola gita a cercare le fragole. Come per scegliere le vacanze, io gli propongo qualche iniziativa turistica o qualche sagra e lui sceglie. Ieri gli avevo detto che mai sarei rimasta in casa: era domenica ed era il solstizio d'estate, in qualche modo andava celebrato! Dunque nel tardo pomeriggio siamo usciti, per una meta vicina: Piazzale Michelangelo. Abbiamo fatto i turisti a casa nostra, piazzale Michelangelo è irrinunciabile per chi voglia abbracciare con uno sguardo tutta Firenze e le colline attorno, uno dei panorami più belli del mondo, dicono. E avevo saputo anche che ultimamente si è diffusa l'abitudine di andare lassù ad ammirare, fotografare ed applaudire il tramonto: ecco, l'avremmo fatto anche noi, proprio nel giorno del solstizio! Questa era l'idea romantica che spingeva me, mio marito era più attirato dal fatto che in questi giorni nel piazzale c'è una rassegna enogastronomica con cibi e vini provenienti da tutta Italia.
Infatti la numerosa folla era equamente distribuita, chi attorno ai banchetti delle golosità, chi appoggiata alla balaustra ad ammirare il panorama e il sole che si stava abbassando, anche se le nuvole non rendevano questo tramonto proprio eccezionale.

 



Veramente mi pareva ci fossero più persone alla balaustra, un campionario di gente da tutto il mondo, era difficile trovare un posto in prima fila, chi sistemava trespoli e teleobiettivi, chi si faceva selfie in tutte le pose, anche la scalinata era affollatissima, più nessun posto a sedere!

Però lo spazio è tanto, non ci si sentiva soffocare, ci stavano anche i venditori più o meno abusivi e i loro tappetini, l'indiano con le sue musiche e i suoi CD, lo stand raffinato dei super-vini dove facevano saltare i tappi a sciabolate. Un'occhiata (e qualche foto) al tramonto, un'occhiata all'umanità variopinta che stava lì attorno, seduti su una panchina... ecco due ragazzi giapponesi seduti sul marciapiedi accanto a noi: uno ha una piccola chitarra, aprono un quadernino appoggiato a terra sugli zainetti, cominciano a cantare: "Sul mare luccica, l'astro d'argento... santa Lucia...", in un buon italiano lievemente storpiato. Io immagino che siano tra quei numerosi studenti che vengono da ogni parte del mondo per studiare la nostra lingua, che tutti amano tranne noi italiani. Forse quella canzone l'hanno imparata proprio al corso, spesso si usano le canzoni per apprendere una lingua straniera. Altri passanti si fermano ad ascoltare perchè sono davvero molto gradevoli, quando poi intonano altre canzoni in giapponese ecco che attraggono molti altri loro conterranei, che si uniscono al coro e applaudono alla fine. Abbiamo anche lo spettacolino, tutto gratis!

 


Ormai è buio, le nuvole si sono dissolte e il cielo è cobalto: uno spicchio di luna è accompagnato nientemeno che dai pianeti Venere e Giove, nettamente visibili, in una congiunzione astronomica suggestiva.
Prosaicamente ci è venuta fame, tra gli stand scegliamo... quello dei tortellini emiliani, convinti dallo squisito assaggio che ci è stato offerto. In fondo, qui a Firenze ò molto difficile trovare i VERI tortellini dal sapore bolognese, per cui dopo averne fatto una scorpacciata ne acquistiamo anche per casa!
E il David dall'altro controlla tutto, pare indeciso se flirtare con la luna o scendere dal suo piedistallo ad assaggiare qualche bontà che gli cucinano sotto i piedi...
Così abbiamo dato il benvenuto all'estate 2015.


 
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AT HOME

Post n°1232 pubblicato il 18 Giugno 2015 da atapo
 

VACANZA  CASALINGA

Mi sento davvero in ferie, nonostante molte cose...
In ferie in casa mia.
Pian piano riprendo contatti con persone che da tempo non sentivo, riprendo abitudini antecedenti i due mesi abbondanti di camper, progetto  e attuo uscite tranquille in centro, ai mercati, a qualche mostra, devo abituarmi ai nuovi spazi delle stanze a disposizione e a nuove abitudini di vita legate appunto agli spazi diversi da prima.
Tutto questo molto tranquillamente, consapevole di godermi ogni istante di questa ritrovata quasi-normalità, perchè poi i muratori ritorneranno...
E mi piace aprire gli scatoloni, scoprirne il contenuto (fuori spesso avevo scritto indicazioni sommarie, spesso trovo qualcosa in più, che dopo tutto questo tempo non ricordavo) e, se possibile, mettere a posto. Qui arriva la nota dolente: sono ancora troppi i mobili da rimontare o mancanti, naturalmente tutto procede lentamente e spesso gli scatoloni aperti devono restare così, col loro contenuto dentro tra cui frugare se necessario, a ingombrare stanze e passaggi. Io vorrei anche ristrutturare e spostare varie cose, mettendo insieme per esempio oggetti che prima erano sparsi in vari armadi, ma per farlo mi occorre averli tutti, quegli armadi, per valutare meglio... Così ora la sera per addormentarmi non conto pecore, ma... riordino armadi con la fantasia: questo sarebbe meglio spostarlo qui, questo là... in attesa che un poco per giorno riesca a mettere in pratica i miei progetti. Comunque dormo benissimo: la camera che dà sul giardino garantisce il silenzio e il risveglio mattutino con gli uccellini.
Il giardino, altra nota dolente: è ancora decisamente impraticabile, io lo chiamo la pianura di Verdun del 1914, perchè è un alternarsi di buche e colline di terra, conseguenza del lavoro dei muratori. Le erbacce spadroneggiano e all'ultimo acquazzone ci si è formato pure un lago...
La sua sistemazione sarà l'atto finale, dopo tutto il resto, sono d'accordo col giardiniere che si farà in autunno, quando avrò già mangiato le belle prugne che stanno ingrossando sui rami di quell'albero che poi andrà tagliato. Sempre che non arrivino per primi gli uccelli...
Ecco le mie vacanze. E in questi giorni, lo confesso, non sento nemmeno troppo la voglia di viaggiare, mi accontento di sorridere alle foto che ogni giorno su Facebook pubblica un mio amico che se la sta godendo a Parigi...

 
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ERNEST

Post n°1231 pubblicato il 13 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: teatro

EMOZIONE  DI  UNA  FINE

 

Ernest e gli altri

 

Da Oggi Sono In Ferie!
E anche qualcosa di più!

Ieri l'altro e ieri sera ci sono state le due repliche di "L'importanza di chiamarsi Ernest", lo spettacolo finale del mio terzo anno di corso al Teatro delle Spiagge.
Mai spettacolo è stato così duro da preparare per me! Inserito in questi mesi di baraonda per il trasloco, più volte mi ero chiesta: "ma chi me l'ha fatto fare", poi ero già troppo "compromessa", avrei messo in crisi il lavoro di tutti, allora ho stretto i denti e sono andata avanti, studiando certe volte in condizioni quasi impossibili, fino a questi ultimi giorni in cui mi sono imposta di non vedere le montagne di scatoloni in attesa nelle stanze ( che aspettino ancora, dopo due mesi, tanto non si lamentano...) e prendendomi il tempo adeguato per completare la memoria della mia parte e concentrarmi sulla messa in scena.
La regista è stata esigentissima, sempre incontentabile, in ogni battuta, sguardo, movimento, cercava il pelo nell'uovo, voleva che diventassimo davvero Inglesi di inizio '900, che entrassimo nella mente di Oscar Wilde per scoprire cosa sta sotto ogni parola: lavoro affascinante, ma terribilmente faticoso!
Anche i costumi erano dell'epoca, il costumista si è fatto in quattro per creare l' abbigliamento giusto con ciò che hanno in teatro: noi donne strette in bustini e gonnelloni, col lato B rigonfio e in testa cappelli impegnativi, un po' troppo impegnativi anche per me che pure amo moltissimo i cappelli! Confesso che dentro quegli abiti abbiamo davvero SOFFERTO e sudato e compatito le donne dell'epoca! E neanche i signori uomini si sentivano molto comodi nei loro abiti!
Il mio personaggio era Lady Bracknell, la zia ricca e anzianotta che ostacola il matrimonio della figlia e ha un debole per il nipote scapestrato: donna rigida, ligia alle convenzioni e un po' fuori di testa, facile a scandalizzarsi per quei giovani moderni dalle strane idee. Su incitamento della regista sono diventata dura, durissima, sarcastica, inflessibile, quasi cattiva: all'inizio mi era faticoso, alla fine mi veniva naturale, soprattutto da quando la fatica che facevo a stare in scena con addosso quello scomodo abbigliamento mi metteva in un disagio tale che lo buttavo fuori trasformandolo in forza e grinta per il mio personaggio!
I compagni di lavoro erano tutti molto scrupolosi e impegnati, ben diversi da certe persone con cui ho avuto a che fare negli altri gruppi amatoriali e questo è davvero un grande aiuto per avere un buon risultato... che infatti è arrivato: i nostri spettatori sono stati molto soddisfatti ed anche noi lo siamo stati, ognuno ha dato veramente il meglio di sè.
Nel pomeriggio di ieri, la telefonata del costumista per chiarire un dettaglio si è conclusa con queste sue parole: "Ora che è finita, però non ci perdiamo!"
In quel momento ho avuto chiaro qualcosa a cui, in tutto il caos precedente, non avevo ancora pensato: SONO ALLA FINE!
Ernest (come noi chiamiamo il nostro lavoro) è il momento conclusivo di questo mio cammino durato tre anni, cominciato un po' per sfida con me stessa, continuato dopo periodici ripensamenti... e ora sono felice di averlo fatto! Ho imparato tecniche, ho conosciuto testi, ma non solo, soprattutto ho incontrato persone, belle persone, dagli attori-insegnanti che amano profondamente questo lavoro dai tempi e dai modi così  strambi e fuori dalla normalità, ai compagni, persone di tutti i tipi e tutte le età, con storie così diverse, coi loro problemi, illusioni e delusioni, ma con tanta energia e voglia di mettersi in gioco, nel gioco del teatro. E conoscere persone nuove è una delle esperienze più belle della vita.
La replica di ieri sera, l'ultima, ha avuto in più per me, per noi, anche questa atmosfera emozionata di un saluto finale tra di noi che non vorrebbe essere un addio... Ci siamo scambiati mail, numeri telefonici, qualcuno si incontra su Facebook, ma chissà che faremo domani! Quasi tutti sono interessati al gruppo della mia amica regista, che vuole rinnovare un po' i suoi attori, io li sto mettendo in contatto, chissà che l'anno prossimo non ci ritroviamo...
Ieri sera la mia emozione più forte non sono stati gli applausi, i complimenti, gli abbracci, ma quel foglio che mi è stato consegnato solennemente e che ho guardato e riguardato a notte fonda appena rientrata a casa distrutta dalla stanchezza: il diploma! "...ha partecipato al TERZO ANNO di corso...":

ora sono davvero un'attrice!

 
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CALDO !!!

Post n°1230 pubblicato il 08 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: viaggi

IL  POSTO  DELLE  FRAGOLE

 

Non ci sono più le fragole di una volta!
Quelle che si comprano oggi al supermercato o anche dai fruttivendoli non sanno di nulla, nè profumo nè sapore.
"La ballata delle fragole": questo strano titolo su un manifesto aveva attirato la mia attenzione, era la locandina di una sagra a Sant'Agata di Scarperia, un piccolo paese nel Mugello.
-Chissà se nelle sagre si possono ancora mangiare delle VERE fragole?- mi chiedevo.
Ieri in tarda mattinata il caldo si era fatto insopportabile a Firenze: 34°! Mio marito era distrutto dal caldo e dalle fatiche di questi giorni, io idem, gli ho detto: -Chi ce lo fa fare di lavorare per la casa anche oggi? Gli scatoloni possono aspettare, mica abbiamo delle scadenze! Perchè non andiamo a fae un giro nel Mugello, ad assaggiare le fragole?-
Così siamo arrivati lassù: solo 31°, ma una bella arietta, sembrava quasi fresco...
L'unico locale del paese, emporio e piccola trattoria in un antico palazzotto dalle stanze ombreggiate e fresche, un bel piatto di tortelli di patate al ragù,
nell'angolo della stanza un cimelio ci ha incuriosito: un vecchio juke box, di quelli della nostra gioventù, completo di dischi in vinile con molte canzoni portatrici dei nostri ricordi di una vita lontanissima...
Funzionerà?
-Certo- ci ha detto il suo padrone, un signore poco più anziano di noi, accanito collezionista di dischi in vinile e apparecchi dell'epoca: di juke box ne ha tre.
Così ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione su quei tempi, i nostri beniamini, le nostre preferenze, gli autografi che anch'io, come lui, possiedo di alcuni di loro. Poi abbiamo parlato di viaggi, di percorsi locali poco conosciuti, le famose "vie" del trekking, la "via degli Dei" che collega Firenze a Bologna in cinque tappe attraverso l'Appennino... Ah! Se avessi le gambe buone!

Ci ha informato che la sagra della fragola offre frutti a chilometri zero, perchè attorno a Sant'Agata si coltivano le fragole, non molte, ma sufficienti a rifornire qualche mercato locale.
Quando ci siamo salutati, siamo andati finalmente ad assaggiare le famose fragole: buone, davvero buone! Finalmente il sapore autentico! E ne abbiamo comperate alcune vaschette da portare a casa, naturalmente. Ma bisognerà salire fin lassù per ritrovarne...
Fine della gita, mio marito era già affaticato anche per la passeggiata. Arrivati con l'auto in vista di Firenze, il termometro segnava 36°...

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA. FINE

Post n°1229 pubblicato il 05 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

TRASLOCO e TRASLOCHINO

 

 

Dunque il 30 maggio vennero puntuali di prima mattina: quattro furgoni e un nuovo tsunami ci hanno vomitato al nuovo indirizzo tutto ciò che era rimasto per due mesi esatti in magazzino!
Tutta la casa è stata riempita: le assi e i pezzi di mobili da ricomporre, le circa 300 scatole con TUTTO hanno occupato ogni cm di spazio disponibile, lasciando solo stretti corridoi di passaggio.

Il 31, domenica, niente operai, il primo giugno qualcuno è tornato per i montaggi.

Nel frattempo noi, ispezionando, abbiamo scoperto che tutti i mobili ereditati da mia mamma hanno i tarli e occorre fare in fretta il trattamento per non ritrovarli in briciole: QUINDI NON SI POSSONO ANCORA MONTARE E SISTEMARE (in pratica una stanza completa).

Mio marito vuole montarsi da sè lo studio, per cambiare le viti e... meglio di lui chi lo sa fare... QUINDI LE MONTAGNE DI LIBRI DELLO STUDIO DEVONO RESTARE INSCATOLATI.

Il marmo che gli operai hanno rotto non è ancora arrivato e senza marmo l'unico mobile del bagno che abbiamo finora NON SI PUO' MONTARE E TUTTO CIO' CHE RIGUARDA LA TOILETTE RESTA NELLE SCATOLE APERTE SUL PAVIMENTO.

Nel sottoscala non ci sono gli scaffali (ancora da comprare) quindi ALTRE SCATOLE  APERTE E LASCIATE sul pavimento.

In sala doveva esserci un mobile nuovo, ma la ditta è fallita così addio mobile e tutto ciò che doveva finire in quel mobile...indovina? ALTRE SCATOLE che non si possono eliminare!!!

E i mobili rimontati, dopo due mesi di magazzino, hanno polvere dappertutto...
Il 2 giugno però abbiamo preso l'eroica decisione di abbandonare il camper, DOPO 66 GIORNI!!!
Ed ecco quello che ho battezzato IL TRASLOCHINO: alle scatole si sono aggiunti i sacchi e le borse con tutto ciò che avevamo portato e usato nel camper e che... dobbiamo continuare ad usare, finchè non ritroviamo e sistemiamo man mano ciò che sta nelle scatole.
Facciamo slalom tra colonne di scatoloni, aprendo, spostando, cercando. Le giornate sono troppo corte per tutto ciò che è da fare, da scegliere ancora, da comprare... ci sarà ancora qualche giorno di tregua (se si può chiamare così), poi tornerà l'elettricista, poi altri... per continuare ciò che è rimasto in sospeso.
Per esempio non abbiamo ancora le persiane nuove, quelle vecchie sono state sistemate alla meglio sui telai dei vetri, ma non si chiudono completamente e all'alba la luce entra impietosa in camera da letto, nonostante i rami del leccio lì davanti tentino di farci dormire ancora un po'...
Ma almeno il tetto sulla testa c'è. Se cancello con la fantasia le scatole dalla mia mente posso dire che la nuova casa mi piace proprio, come la stiamo sistemando...
Continuerò a raccontarvela con più calma.

 
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