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Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
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(Mario Luzi)

 

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Messaggi di Luglio 2015

UN ALTRO MESE

Post n°1245 pubblicato il 31 Luglio 2015 da atapo
 

LAVORI, MA ANCHE NO

 

J.Sorolla y Bastida, Bambina nel mare argentato

 

Siamo a fine luglio e non si è concluso molto.
Gli operai venivano un giorno, sparivano per tre o quattro, si facevano rivedere per mezza giornata... e così via.
Ci hanno "ingessato" nei tubi dei ponteggi e nelle reti, hanno avvolto tutta la casa.
Poi sono arrivati dei materiali per la coibentazione della soffitta, scarica... issa nel sottotetto... ma il lavoro pare più complicato del previsto.
Quindi... FINE.
Se fossero arrivati anche gli altri materiali per il cappotto avrebbero continuato a lavorare anche qualche settimana di agosto e avremmo fatto un bel passo avanti, ma così non è stato, nemmeno le persiane sono pronte perchè, si sa, in agosto tutto si ferma quindi da metà luglio nelle ditte nemmeno iniziano produzioni o evadono ordini se poi rischiano di "sfondare".

Poche sere fa il capocantiere ci ha detto: "Buone vacanze, ci si rivede a settembre" e così mi è stato tristemente chiaro il nostro futuro prossimo.

Allora gli ho chiesto: "E quando poi contate di finire?"
Risposta: "Penso per la fine di novembre."
Vi assicuro, mi sono quasi sentita male. Allora sarà più di un anno da che siamo in ballo con questa ristrutturazione.
Mi sono sentita cedere: da quella sera sono entrata in uno stato d'animo di nervosismo misto a tristezza, col morale a terra, con quelle sensazioni di ansia e di depressione che mi rendono faticosa qualsiasi azione.
Mi dà quasi la nausea aprire ogni nuovo scatolone di ciò che è da sistemare nella famosa libreria, mi innervosisce scoprire che ci sono scatoloni ... scomparsi, cioè non proprio, ma rimasti senz'altro dietro ad altri che ora non si possono muovere, per cui, dato che ormai dopo quattro mesi non ricordo quasi più cosa c'era dentro esattamente, faccio anche fatica a definire la disposizione degli spazi occorrenti e temo che mi toccherà spostare e rispostare.
In cucina è ancora tutto affastellato, perchè nemmeno i mobiletti che erano da rifare sono arrivati: sono caduti nel periodo vacanze per cui si vedranno a settembre anche quelli.
Mio marito sta finendo in questi giorni l'operazione antitarlo: nel mese di agosto potrò finalmente riempire i mobili "vintage" trattati, sempre che trovi accessibili gli scatoloni giusti, per i motivi detti sopra. Ormai sono stati spostati un centinaio di volte, ciò che mi pareva fosse in una posizione basta che ci passino mio marito e mio figlio... puff! Scomparso!

-Visto che non ci sono lavori, perchè non partite per una vacanza?- ci chiede qualcuno. A parte l'aspetto finanziario che ora è abbastanza impegnativo, non crediamo sia opportuno lasciare a lungo vuota una casa in queste condizioni: le vecchie persiane sempre legate col filo di ferro, i tubi e i ponteggi così facilmente accessibili, l'allarme ai ponteggi c'è, ma ha solo la sirena, un deterrente spesso inutile.
L'automobile non l'hanno ancora riparata: necessitano dei pezzi che devono far venire dalla Francia... spero che non chiudano anche loro in agosto e che non ce la rendano a settembre! Senza auto adesso ci manca anche qualche ora al fresco sulle colline, una seratina in pizzeria, un cinema all'aperto... quelle piccole soddisfazioni che renderebbero più sopportabile un'estate infernale come questa...
Cosa c'entra con tutto questo l'immagine del mare? NULLA, ma lasciatemi almeno sognare...

 
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CON LORO

Post n°1244 pubblicato il 27 Luglio 2015 da atapo
 

PATRIARCALE


Monet, Pomeriggio d'estate in giardino

 

Da più di due settimane mio figlio e sua moglie abitano con noi, in attesa che i lavori alla loro nuova casa la rendano abitabile. Dire ABITANO è forse un po' eccessivo, vista la loro presenza limitata: escono prima delle otto per andare al lavoro, al pomeriggio prima di rientrare hanno sempre qualcosa da fare: ricerche e acquisti per la casa (come succedeva a noi...), oppure un salto a Montelupo per controllare come procedono i lavori. Ci si rivede quasi all'ora di cena e dopo cena non facciamo le ore piccole, perchè siamo tutti molto stanchi. Per loro abbiamo accatastato ancora di più gli scatoloni in una stanza e liberato il divano letto, di spazio ne hanno pochino, in compenso il bagno piccolo (e già completato) è tutto a loro disposizione. Non devono pensare a lavare perchè metto in lavatrice i loro panni coi nostri, per la cena a volte mi danno una mano, anche se preferisco che si riposino, mio figlio con la sua forza giovanile  è stato di valido aiuto al padre per montare finalmente la ingombrante e pesante libreria che occupa tutta una parete nello studio ed ora mi sposta man mano opportunamente gli scatoloni più pesanti, pieni di tutti quei libri che in questi giorni è compito mio risistemare nella suddetta libreria, cercando, se possibile, di trovare delle disposizioni più ordinate e razionali di quanto fossero prima.
La presenza della coppia non è certo ingombrante, sono entrambi riservati, mia nuora soprattutto è molto timida.
Nel frattempo Riccardo, il loro bimbo, sta a Pistoia dagli altri nonni: là c'è spazio, giardino e orto, gli altri cuginetti presenti... quasi una villeggiatura. Da noi la casa non è ancora adatta a lui, con tutti gli scatoloni, i materiali e gli attrezzi in giro e i muratori che ogni tanto passano le giornate qui a lavorare.
I genitori nei fine settimana vanno a Pistoia, ma è tutto sempre di corsa. Così, nonostante le lunghe telefonate serali, Riccardo ha cominciato a lamentarsi, dicendo anche che era da tanto che non stava con gli altri nonni (noi)...
Allora venerdì scorso ci siamo ristretti ancora di più ed è arrivato anche Riccardo, fino a ieri sera.
E' un bambino delizioso, allegro, ma non agitato: sono riuscita, nella casa ancora non attrezzata per bambini, a trovare qualche giocattolo, qualche libro adatto a lui, colori e fogli per disegnare, un pacchetto di figurine per giocare insieme, anche uno zainetto e un cappellino rosso. Lui ha apprezzato tutto, a cominciare dal piccolo bagno con le mattonelle decorate in azzurro che ha subito definito "il MIO bagno", fino al "pesce finto" di tonno e patate che ho preparato in una cena e che avrebbe mangiato tutto lui, sgranando gli occhioni azzurri e dicendo "mmmm, buonissimo!" In giardino mi portava le mollette per stendere, esplorava se c'erano i gattini o se il vento aveva fatto cadere qualche prugna matura, poi giocava con le macchinine sul muretto che abbiamo fatto costruire apposta per questi giochi, oltre che per sedersi. Siamo andati con la palla nel parco pubblico vicino, da dove si vedono gli aerei in atterraggio ancora più bassi che da casa nostra, quasi da brivido e non solo per un bimbo di cinque anni...
Sono stati anche da soli, sono usciti insieme loro tre, figlio e genitori, ne avevano bisogno.
Il risveglio ogni mattina era la sua vocina dal piano di sotto... che stamattina mi è mancata!
Siamo stati bene, anche se siamo stati stretti, lo spazio di casa è ancora così poco vivibile...
E mi veniva da pensare alle famiglie di una volta, quando più generazioni vivevano insieme. Non per rimpiangerle, però ne ho riscoperto la bella possibilità di sentirsi vicini, quasi di più "famiglia": in fondo ora le nostre serate di due vecchietti a volte sono molto solitarie... Magari lo si pagava con una mancanza di privacy a cui ora siamo troppo abituati, ma in questa situazione, e in queste settimane, vi rinuncio volentieri e mi godo questo inaspettato ritorno di "figliolanza e nipotanza".

 
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INTERIOR DESIGN

Post n°1243 pubblicato il 23 Luglio 2015 da atapo
 

UNA STORIA DI PIASTRELLE

Molti mesi fa, all'inizio di questa impresa di ristrutturazione della casa acquistata, esploravo internet per cercare informazioni e suggerimenti per lo più estetici, perchè negli aspetti tecnici la competenza di mio marito non si discute.

 

 

Mi imbattei in questa foto che mi colpì per l'originalità del disegno, eravamo appunto in discussione, io e il marito, su come piastrellare in cucina lo spazio tra i pensili nuovi. Non gliela feci nemmeno vedere, immaginavo ne sarebbe rimasto sconvolto.

Qualche settimana dopo andammo da Emmaus, quel luogo dove si rivende per beneficenza un po' di tutto, usato o avanzi di laboratori e industrie, dove si possono scoprire meraviglie e sorprese. E, meraviglia e sorpresa, quel giorno c'erano tre cassette di mattonelle quadrate, della stessa grandezza, ma di tre sfumature di verde differente: verde acqua chiaro (il mare a riva, pensai io), verde smeraldo scuro (il mare profondo), verde bosco (in quantità minore). Ce le davano a 5 euro a cassetta.
"Belle, prendiamole!" dissi subito. Mio marito storse il naso: non ne era entusiasta e osservò che ancora non avevamo trovato la cucina nuova che ci piacesse, chissà se poi i colori si adattavano... in questo non aveva torto.

Ma pochi giorni dopo, in uno dei nostri giri di ricerca... voilà! Trovati e acquistati anche i pensili nuovi! Io avevo già ben chiaro in mente tutto l'assieme: i muri gialli luminosi, i mobili moderni appena trovati su un lato, su quello opposto le due credenze antiche ereditate dalle rispettive famiglie di origine... e quelle mattonelle verdi ci stavano bene!
Tornammo da Emmaus, mio marito giusto per accontentarmi, io speranzosa che non fossero state vendute... Era destino: c'erano ancora!
"Adesso il lavoro è tutto tuo, vediamo cosa inventi", disse mio marito. Le lavai tutte, scartai quelle danneggiate...le contai, ne restavano in abbondanza per lo spazio da ricoprire. Ora si trattava di studiare come disporle, tenendo presente quante ce n'erano di ogni tonalità.
Avevo sempre in mente quell'immagine trovata in rete...
Disegnai tre progetti.
Uno molto classico: un alternarsi di losanghe con piccola decorazione centrale.
Il secondo un po' più mosso: il contorno con una cornice scura, l'interno chiaro in cui si "rincorrevano" terzine di piastrelle verde bosco.
Nel terzo volli sbizzarrirmi: immaginai lo spazio a disposizione come un giardino un po' selvaggio (come quello che c'è fuori dalla cucina), il verde smeraldo erano le piante che dalla base inferiore si alzano in modo irregolare, il verde acqua era il cielo che riempie la parte alta e si insinua tra le piante, il verde bosco qua e là si attacca alle piante come fossero delle foglie dalla sfumatura diversa. E non ci doveva essere nulla di simmetrico.
Il marito era indeciso tra il secondo e il terzo progetto, io lo... spinsi al terzo. Mi piaceva così tanto che avevo una gran paura che il piastrellista facesse qualche errore, gli diedi lo schema tutto colorato, gli feci mille raccomandazioni... lui fu bravissimo e alla fine anche molto soddisfatto, disse che era davvero una bella composizione.
E nel periodo in cui passarono i vari addetti ai vari lavori nella casa, altri rimasero colpiti da quel rivestimento originale e ci fecero i complimenti. Montati anche i pensili, tutto l'insieme secondo me è proprio bello... ma soprattutto è UNICO! Piace molto ai miei figli, ora lo apprezza completamente anche il marito. A me rilassa e mette allegria, quando in cucina sfaccendo lì attorno.

ecco l'effetto finale

(qui eravamo appena entrati in casa, è tutto molto a soqquadro, ora un po' è migliorato...)


E c'è un seguito a questa storia: mio figlio e mia nuora, che ora stanno ristrutturando la loro casa nuova, "copieranno" l'idea: in uno dei bagni hanno scelto piastrelle di tre tonalità di blu-azzurro e faranno un montaggio a fantasia con l'idea delle onde del mare da cui partono gocce e spruzzi...

 
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SOLLEONE

Post n°1242 pubblicato il 20 Luglio 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

QUASI  ARRESTI  DOMICILIARI

Sono terribili questi giorni di caldo afosissimo, qui in città senza alcuna speranza o prospettiva di toglierci o di progettare vacanze e spostamenti.
E' tutto un "non si sa": quando vengono gli operai, quanto dureranno i lavori, se continuativi o con interruzioni, se i materiali arriveranno in tempo e tutti quanti... Basta un piccolo intoppo e tutto si blocca e si rimette in gioco. Come dopo il muro trapassato di martedì scorso: non si è più visto nessuno per tutto il resto della settimana, abbiamo "perso il turno" e sono andati a lavorare da un'altra parte. Pare si usi così. Stamattina sono tornati con grande dispiego di forze e... speriamo non accadano più incidenti o imprevisti! Figuratevi se possiamo pensare di andare via noi per qualche giorno!
Intanto ci si sfianca in questi giorni tutti uguali, immersi in questa atmosfera bollente che toglie ogni velleità ed iniziativa,siamo anche senza auto che è ancora da riparare (sempre da martedì scorso): è un'impresa andare a fare la spesa, ho rinunciato ad andare in centro per saldi perchè in centro a Firenze si frigge; gli autobus hanno diradato gli orari ed è una tortura l'attesa alle fermate. Venerdì soltanto ho preso il coraggio di andare alla ASL per dei documenti necessari, con cappello, acqua e qualcosa da leggere, che mi è servito perchè ci ho passato tutta la mattina: ad un certo punto i computer della ASL sono andati in tilt, a livello cittadino, poi hanno ripreso ad una lentezza da tartaruga, ormai facevano prima a scriverli a mano i documenti...
Lo svuotamento degli scatoloni in casa procede a rilento, mancano le forze, ogni attività fisica è un dispendio di energie e di sudore.
L'unico luogo e momento FRESCO è il mio giardino di mattina, dovrei prendere l'abitudine di uscire e restarmene seduta a goderlo un poco, prima di affrontare la giornata, poi il sole arriva impietoso anche lì e nel pomeriggio è ideale asciugarci il bucato, sicura che alla sera è... bollente!
Ieri sera però un po' di fresco l'abbiamo goduto: col passaggio in auto recuperato da un amico del teatro siamo tornati alla casetta fra Pratolino e Montesenario perchè c'è stato lo spettacolo in cui era inserito il video dove abbiamo recitato come comparse. Una serata gradevole, lo spettacolo era anche comprensibile, a detta di tutti il migliore tra queste performances estive dell'originale regista: una specie di fiaba moderna alla ricerca di serenità che però si trova per mezzo della magia...

Migliore ancora la cena notturna all'aperto, con tanti di quei piatti particolari e squisitezze che alla fine restava solo il rammarico di non essere riusciti ad assaggiare tutto... E faceva così fresco che sopra alla canottiera ho dovuto mettere una camicia di cotone indiano e addirittura un foulard!

Via, affrontiamo la settimana nuova... con mia figlia e i bimbi che arrivano tra poco in visita... speriamo sia più positiva di quella passata!

 
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GIORNATACCIA

Post n°1241 pubblicato il 15 Luglio 2015 da atapo
 

PORDENONE...FIRENZE...FRANCIA

 

Credo che i miei gechi portafortuna(?) ieri fossero in ferie e siano tornati solo a tarda sera...
Già si prospettava una giornata impegnativa per mio marito che doveva partire alle 5 di mattina, trovarsi con un fratello a Bologna, andare insieme a Pordenone per la solita eredità e rientrare nel tardo pomeriggio. Col camper perchè c'erano da ritirare vari oggetti, poi all'appuntamento dall'avvocato, il che non è mai foriero di buone notizie e anche stavolta non si è smentito, anzi, ci si aggiungono preoccupazioni e arrabbiature di cui faremmo volentieri a meno in questo periodo.

Io ero a casa sola per tutto il giorno, ma al mattino mi avrebbero fatto compagnia gli operai che finivano di montare i ponteggi, come da accordi. I guai sono cominciati quando per fissare un tubo hanno passato il muro da parte a parte, sono "entrati" nello studio e le macerie sono cadute proprio sopra il PC e la stampante del marito! Fermi tutti! Hanno chiamato il capocantiere, poi se ne sono andati, dicendomi che nel pomeriggio sarebbe venuto per valutare il danno. Io, nell'attesa, non sono andata a fare il riposino, sono rimasta vestita "decentemente", soffrendo un caldo atroce.

Alle 15 invece del capocantiere si è presentato a sorpresa l'idraulico, per una sistemazione prevista alla vasca da bagno: vabbè che aveva detto -Verrò nei prossimi giorni-, ma almeno uno squillo di preavviso poteva darlo. A lavorare nel bagno si stava sciogliendo in sudore, mi ha fatto così compassione che gli ho messo un ventilatore tutto per lui...

Alle 18 ormai pensavo che il capocantiere non sarebbe più venuto, magari aveva telefonato a mio marito e si erano accordati diversamente, ma al solito io ero l'ultima a saperlo! Ero in coma dal caldo (37°), mi sono spogliata e messa sul letto al buio per fare un pisolino. Dieci minuti ed ecco il suono del campanello! Via... vestirsi, aprire... erano in tre: capocantiere, fabbro e tecnico del cappotto, dice che si erano dati appuntamento per decidere le loro cose, speravano, naturalmente, che ci fosse anche mio marito. Sta per tornare, assicuravo. Sono rimasti a discutere fino alle 20,30, senza il marito, il quale era sì arrivato al rimessaggio col camper, ma per non farsi mancare niente vi ha trovato la macchina... morta, completamente impossibile fare qualsiasi manovra, avviarla, spostarla... carro attrezzi, officina, rientro accompagnato da mio figlio, ormai alle 21.

Il fatto è che ieri era il 14 luglio e l'Istituto francese aveva organizzato il ballo popolare in piazza davanti all'istituto aperto a tutta la cittadinanza, come usano in Francia. Un bel momento di incontro e una serata diversa, l'anno scorso l'avevamo perduto perchè mio marito era bloccato dal mal di schiena, quest'anno... ce lo volevamo concedere come uno dei pochissimi momenti di evasione, ormai però vista l'ora e tutto ciò che era successo avevo perso le speranze!
Invece mio marito è stato proprio contento di uscire di nuovo, per distrarsi da tutti i guai: l'auto ce l'ha prestata mio figlio e siamo andati a rilassarci, se non a ballare! C'era musica, spazio per ballare, molti tavoli sulla piazza apparecchiati con tovaglie bianche di stoffa e comodissime poltroncine imbottite, i colori della bandiera francese proiettati sui muri, gli stands dei gelati, delle squisite macedonie di frutta fresca preparate al momento, delle baguettes ripiene e... udite udite, le vere crèpes e galettes bretoni insieme al sidro! Non ce le siamo fatte mancare e siamo rimasti lì fino a mezzanotte, alla chiusura della festa, godendoci il fresco, la musica, i saluti ai conoscenti che incontravamo.


Mi sembrava proprio di essere tornata ai tempi delle vacanze in Francia: quasi sempre di luglio, quante feste nazionali abbiamo vissuto! Da paesini minuscoli a città famose, la stessa atmosfera di allegria, musica, danze, i fuochi d'artificio finali... Anche a Parigi abbiamo vissuto un 14 luglio, il più sontuoso di tutti, con i fuochi alla torre Eiffel, oltre alla sfilata sugli Champs Elisées... Ieri sera mi si rimescolavano dentro tutti questi ricordi, rivivevo atmosfere, suoni, profumi...e tanta nostalgia del tempo che è passato e di ciò che è stato... E sono riuscita a neutralizzare la pesantezza di tutte le ore precedenti, non mi sentivo più stanca...

 
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COINQUILINI

Post n°1240 pubblicato il 14 Luglio 2015 da atapo
 

PICCOLE  PRESENZE

Nella nuova casa non siamo soli. Stavolta non alludo a mio figlio e mia nuora, ospiti di questi giorni, ma... ad altri coinquilini di varie razze.
Fortunatamente (almeno per ora) niente formiche: nel camper e nella casa precedente erano un nemico con cui ho avuto spesso a che fare, arrivando a curiose forme di autoregolamentazione e non belligeranza, di cui magari parlerò un'altra volta.
Invece ci sono tante zanzare, ma è la stagione e la zona, è una lotta per cui siamo attrezzati, però è fastidioso girare nel giardino e trovarsi presto attorniati da queste signorine che se ne stanno rintanate tra le foglie in attesa degli agguati...
Per fortuna anche tante farfalle, di tutti i colori, perfino di quelle nere: dicono che in questa zona di Firenze ci siano delle specie endemiche, abbastanza rare... Tutte pasteggiano tra le mie piante infestanti, ecco un'altra ragione per lasciarle lì dove sono!
Ho scoperto i gechi, almeno due o tre, dicono che avere un geco in casa porti fortuna. questi non sono proprio dentro casa, ma rintanati tra le colonne del portico, vale lo stesso?
Non parliamo degli uccelli canterini che sfrecciano da un albero all'altro... e mi mangiano le prugne! Io fin dai primi giorni col naso all'insù a cercare se vedevo qualche nido... infine ne ho trovato uno, sul leccio, proprio di fronte alla finestra di camera mia, così lo posso osservare comodamente. E chi sta nel nido? Una coppia di tortore con due pulcini, che io chiamo "i tortorini". Proprio in questi giorni si azzardano ad uscire dal nido, zampettano lungo i rami, sbattono le ali, fra poco spiccheranno il primo volo... Ora che i muratori hanno montato i ponteggi, credono siano lì apposta per loro e fanno gli equilibristi sui tubi. Se mi affaccio alla finestra, ci guardiamo a vicenda: non hanno paura. Io sto solo attenta che non siano così sfacciati da entrarmi in casa...
L'ultima sorpresa: in fondo al giardino, nella zona più fitta di erbe e piante selvatiche, si è sistemata una gatta bianca e nera col suo gattino tutto nero. Al mattino presto e alla sera prima che faccia buio escono in punti più aperti e giocano insieme, oppure fanno le loro pulizie. A volte, in altri orari, ho visto solo il gattino ben nascosto immobile tra le piante. Ho provato ad avvicinarmi, ma sono molto sospettosi, allora li osservo da lontano e aspetto se avessero mai intenzione di prendere confidenza... Ma mio marito è già molto maldisposto verso eventuali socializzazioni...

il tortorino sul tubo

 
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NOMADI

Post n°1239 pubblicato il 10 Luglio 2015 da atapo
 

IMPRESA... DI FAMIGLIA

 

 

A pochi mesi di distanza da noi, anche mio figlio ha comprato una casa nuova.
E si è imbarcato in un'impresa che sembra la fotocopia della nostra (meno sfigata, speriamo).
Ha trovato una porzione di villetta nell'estrema periferia di Montelupo, in collina, grande, col giardino. Ma da ristrutturare. E il percorso intrapreso assomiglia al nostro in modo inquietante...
Le date da combinare: l'uscita obbligata dalla casa vecchia venduta, il periodo dei lavori in quella nuova... e anche per loro ecco il periodo di NOMADISMO, ma per fortuna non hanno l'incognita del cappotto SI'-NO, perchè il Comune di Montelupo gli ha evitato almeno questo problema.
Hanno sistemato i mobili e tutto in un magazzino, a cui però possono accedere quando vogliono, hanno passato il mese di giugno in uno splendido agriturismo vicino a Montelupo, offerto a prezzo stracciato da un loro amico (appartamentino, parco, piscina...), altrochè il camper nel giardino condominiale! Così Riccardo ha potuto frequentare la scuola materna fino all'ultimo.

E' arrivato luglio e i lavori non sono ancora finiti, Riccardo è stato spedito dai nonni materni che abitano in periferia di Pistoia, quasi in campagna, e tengono anche gli altri nipoti, così sta in compagnia. Anche mio figlio e mia nuora contavano di stare a Pistoia, ma si sono resi conto che scendere a lavorare a Firenze tutte le mattine e ritornare lassù tutte le sere con questo caldo era molto faticoso.

Ci hanno chiesto il camper, ma hanno resistito solo una notte: il caldo era atroce e complicato farsi la doccia e le provviste d'acqua così frequenti. Che fare? Il fatto che mia figlia ora sia al mare è capitato a proposito: permette ai due "nomadi" di installarsi a casa sua, così fanno anche compagnia al gatto... Poi il fine settimana vanno a Pistoia per stare insieme a Riccardo. Ma presto mia figlia tornerà... e allora? Rimane casa nostra, dove in teoria spazio ce n'è, ma come sapete è ancora quasi tutto occupato da scatoloni e mobili a pezzi da rimontare.
Facendo uno sforzo e ammucchiando ancora di più, in una stanza il loro materassino da campeggio ci starebbe... e avrebbero il bagno piccolo tutto per loro... possono restare senza problemi finchè non entrano nella casa nuova. Alla sera potremmo cenare insieme, come è già capitato in questi giorni, mi sentirei ancora... mamma di famiglia! Ci faranno sapere.
E da lunedì cominceranno anche i lavori sui ponteggi per fare il cappotto alle facciate: muratori, rumore, polvere... non ci manca niente, che vita emozionante!

 
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CALDO CALDISSIMO

Post n°1238 pubblicato il 07 Luglio 2015 da atapo
 

FEROCE

 

 

Così è la calura contro cui si combatte in questi giorni. Nella casa nuova dobbiamo imparare come gestire il caldo: non abbiamo l'aria condizionata, nella casa vecchia sopravvivevamo bene con i ventilatori ed è quello che, per ora, contiamo di fare anche qui. Scopriamo il giro del sole nelle varie stanze, quando e quanto è il caso di aprire o no le finestre, essendo le stanze esposte a est e a ovest il sole che batte ci fa scegliere se lavorare in una certa stanza di mattino o di pomeriggio. Almeno io mi regolo così... e tiro avanti. E' una soddisfazione stendere il bucato in giardino verso mezzogiorno e ritirarlo nel pomeriggio non asciutto, ma caldo bollente, tanto che fazzoletti e camicette basta che vi passi sopra con la mano tipo ferro da stiro e... mi ritrovo tutto anche stirato! Perchè naturalmente MAI mi sognerei di stirare in questi giorni!
Nel fine settimana appena passato abbiamo pure saltato la mezza giornata di RICREAZIONE, perchè venerdì scorso c'è stato a casa mia un incontro al vertice tra coloro che devono lavorarci (geometra, capocantiere ecc.): sembra che i materiali si trovino quindi entro la fine di questa settimana potrebbero iniziare i ponteggi per i lavori esterni. Per questo hanno detto che va sgomberato TUTTO il portico, dove avevamo lasciato ancora mobili vari soprattutto dello studio. Così vanno portati dentro casa, accumulando ancora di più dove è possibile, e mio marito sta montando la famosa libreria dello studio, che ci consentirà di rimettere molte cose a posto, svuotando un sacco di scatoloni di libri e simili. Si è pure rassegnato a chiamare in aiuto alcuni conoscenti che si erano offerti, ben più robusti di lui, altrimenti non ce la farebbe mai in tempi rapidi.
L'unica distrazione che si è concesso è stata di accompagnarmi una sera a casa da mia figlia: lei e tutta la sua tribù ora sono al mare ed io una volta al giorno passo a casa sua per pulire e nutrire Beto (dalla nuova casa in dieci minuti di passeggiata ci arrivo!).
Quella sera era venuto anche mio marito e mentre io gestivo il gatto lui innaffiava il loro piccolo giardino. Per Beto è "l'ora d'aria", quando non c'è nessuno i suoi spazi sono soltanto il bagno e l'antistante disimpegno. Naturalmente appena aperta la porta sul giardino anche lui è uscito con noi, gli piace passeggiare tra l'erba... Si è fatto un po' "grattare" da me, poi si è sdraiato al fresco ed io sono rientrata per pulirgli la lettiera. Quando ho finito e mi sono affacciata nel soggiorno l'ho visto lì sul divano.
Gli ho detto: -Beh, che ci fai qui? Col giardino aperto te ne stai qui al caldo? Vai approfitta, torna in giardino!-
Lui mi guardava, come se ascoltasse... A me dà spesso questa impressione e mi piace molto parlargli... Appena finito il mio discorso lui è sceso dal divano, si è allontanato, l'ho seguito prima solo con lo sguardo, poi pian piano... lui si dirigeva sicuro, ha attraversato disimpegno e stanzina, è uscito di nuovo in giardino!
Che dire, ho avuto davvero l'idea che avesse capito il mio discorso!
O forse sono gli scherzi che mi fa il caldo, insieme alla stanchezza...

 
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ELOGIO(?) DELLA LENTEZZA

Post n°1237 pubblicato il 03 Luglio 2015 da atapo
 

IL  PUNTO

 

 

Ormai è passato un mese da quando siamo entrati nella nuova casa. Facciamo il punto della situazione. Devo confessare che, come temevo, si procede a ritmo lento, molto lento, troppo lento...
Avevo elencato un mese fa tutto ciò che ancora non era a posto, e non parlo del famoso cappotto o di altre sistemazioni esterne, ma proprio dell'interno, ciò che ci fa vivere ancora più o meno accampati...
Da pochi giorni ci hanno riportato il marmo del mobile del bagno che era stato rotto nel magazzino: si è potuto finalmente montare il mobile per... rismontarlo subito perchè mio marito aveva fatto alcuni errori nei calcoli per il montaggio.
La camera da letto ora è completa, i nostri abiti sono nell'armadio, ma altra biancheria e oggetti che devono essere risistemati tenendo conto dei mobili di altre stanze ancora sono negli scatoloni perchè i mobili in questione o sono fra quelli che devono ricevere l'antitarlo o non sono raggiungibili perchè il marito ha pensato bene di "barricarli" dietro scatole, attrezzi o tavole di legno. Il comò della mamma, l'unico ad essere già completamente curato dai tarli... potrei riempirlo, se trovassi gli scatoloni giusti, che finora non ho ancora nemmeno intravisto! E anche se li avessi individuati, può succedere che lui li sposti e li riammucchi in modo inavvicinabile se gli serve qualcosa da quelle parti, come è già successo!
In cucina si sono fatti pochi passi avanti: ciò che mancava allora manca ancora e continuiamo a mangiare  mettendo le tovagliette della prima colazione nell'unico angolino libero del tavolo. Le stoviglie di uso quotidiano sono ammucchiate nei mobiletti presenti e nello scolapiatti, resistono scatoloni lì e nello sgabuzzino, dove ormai si passa a stento.
Non parliamo dello studio ancora da montare, assi dappertutto... però ieri sono arrivate finalmente le famose viti, comprate da LUI su internet! Lavatrice e lavapiatti per fortuna funzionano...
Nel giardino le piante infestanti dell'anno scorso sono riapparse e in certi punti sono alte ormai un metro.
-Non sarebbe il caso di tagliarle?- chiedo io.
-Ora ho ben altro da fare.- risponde lui.
Almeno fanno un po' di verde, visto che siamo in un caldo infernale, forse non è male lasciarle dove sono, per ora. Ma ho voglia di tagliarle almeno in un angolo, dove ho scoperto che stanno circondando, spero non soffocando, una pianta di "belle di notte" coloratissime e già fiorite.
Sì, LUI ha ben altro da fare. Perchè vuole fare tutto da solo, perchè come è bravo lui... Alcuni conoscenti si sono offerti di aiutarlo, lui dice "vedremo" e non si accorda mai. Il problema è che i suoi ritmi non sono cambiati, lavora come se fosse un passatempo di bricolage, poche ore al giorno, si stanca presto, non rinuncia ai suoi telefilm preferiti e alle pennichelle. Certo l'età non è più verde, i problemi fisici non sono spariti, per questo secondo me gli aiuti non sarebbero da rifiutare. Ma guai a fargli notare queste cose: arrabbiatura assicurata!
Nel frattempo abbiamo acquistato dei lampadari che mancavano, le assi per i ripiani del sottoscala e un mobiletto per il bagno piccolo: altri scatoloni in aggiunta in mezzo ai piedi, naturalmente ora non è prioritario montare questi nuovi acquisti!
A "decorazione" ci sono i suoi attrezzi sparsi dappertutto, perchè è ben difficile che inizi e porti a termine un lavoro in una stanza, ma ne ha due o tre in ballo insieme e da un'ora all'altra mi ritrovo ferramenta e fili dove magari c'era una parvenza di ordine.

E torniamo al CAPPOTTO: finalmente il comune ha risposto, da pochi giorni, ha detto SI'! Bene, ora si fa! Troppo facile! Perchè siamo già a luglio, tra un mese ci sono le ferie, le ditte ora non fanno ordini nuovi di materiali, se non li hanno in magazzino ce li ordinano, ma... per settembre! E, qualora ci sia disponibile il materiale, le imprese di operai che devono venire a lavorare se hanno già iniziato lavori da altre parti (perchè questa è la stagione calda in cui tutti rifanno facciate e tetti) mica li sospendono per correre da noi! Siamo in attesa di sapere se tutte queste combinazioni positive si possono realizzare, altrimenti... prima di settembre-ottobre nessun lavoro si potrà iniziare! Passieremo l'estate con le persiane vecchie legate ai muri vecchi col filo di ferro e col cancello vecchio che si chiude con una catena e un lucchetto!
Ho un bel da rallegrarmi guardando in alto le mie prugne che maturano... se guardo in basso a volte mi viene un avvilimento... Ci vuol pazienza, si sistemerà tutto poco alla volta, ma è ormai la seconda estate così "sgarrupata" ed io notoriamente non sono una persona molto paziente...

Ecco la mia giungla...pardon, il mio giardino!


 
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ASTRONOMIA

Post n°1236 pubblicato il 01 Luglio 2015 da atapo
 

IL  BACIO  COSMICO

Dopo il caldo asfissiante di queste giornate è piacevole di sera salire in alto, a frescheggiare...

Così ieri sera eravamo di nuovo al Piazzale a godere stavolta di uno spettacolo astronomico per nulla frequente: il massimo della congiunzione tra i due pianeti Venere e Giove.

Avevo seguito il fenomeno nei giorni scorsi, ne ho parlato anche qui, ieri sera ho assistito al gran finale! Sarà perchè l'astronomia mi affascina da lungo tempo, ma mi era emozionante osservare a ovest questi due grossi punti luminosi, gli unici a brillare già dal tramonto e a farsi sempre più nitidi man mano che il cielo si scuriva.

Si erano avvicinati moltissimo l'uno all'altro, quasi fossero lì lì per toccarsi... e invece, scientificamente parlando, la distanza restava immensa. E sotto la città si beava nelle sue luci artificiali e pareva indifferente allo spettacolo del cielo.

Le posizioni e i movimenti dei corpi celesti, visti dalla Terra fanno sempre sognare... sento in me la loro magia e intuisco come possano aver dato origine a bellissimi miti, agli albori della storia umana: è come se il loro mistero stimolasse la fantasia e i sogni...

Immagini da eternare, per quanto mi è possibile, con la macchina fotografica...

 

Anche il David pare interessato...

 
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