Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

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Messaggi di Dicembre 2015

RESPONSABILITA'

Post n°1296 pubblicato il 30 Dicembre 2015 da atapo
 

UNA DOZZINA PIU' UNO (di gatti)

 

"Se l'avere messo un fiore ogni mese ad ornare il mio blog nel 2014 mi ha portato un giardino,

mettere un gatto per mese nel 2015 mi porterà un gatto vero?"

Così scrivevo all'inizio di gennaio 2015, visto che nell'ultimo post del 2014 avevo detto:

"Cosa mi hanno portato questi fiori durante l'anno? La risposta mi viene immediata: UN GIARDINO! Chi avrebbe mai pensato, il primo gennaio scorso, che ora mi sarei trovata proprietaria di un giardino..."

Il gatto non è arrivato proprio a me, ma Chilly pelo-di-cipria a casa di mio figlio è stata una bella sorpresa natalizia e, come Beto, mi sento autorizzata a considerarlo uno di famiglia.


Curiose queste combinazioni... ma la faccenda si fa più intrigante se torno ancora più indietro, all'anno 2013, quando iniziai il piccolo box a tema di un'immagine per ogni mese: allora scelsi ritratti femminili che mi piacevano particolarmente. Ripensandoci, mi accorgo che proprio durante quell'anno si annunciò l'arrivo di Diletta... e per me fu veramente una gioia e una sorpresa inaspettata!

Bene, queste coincidenze mi incuriosiscono, però mi fanno pensierosa: dopodomani inizia il nuovo anno e dovrei partire con un nuovo tema per le immagini mensili... ma quale?

Me ne frullano alcuni per la mente, ma la scelta comporta una grossa responsabilità se, come finora è accaduto, qualcosa di quel tema poi si concretizzerà durante l'anno... Ci sorrido un po' sopra, ma non troppo...

Intanto ecco qui il riassunto dei dodici gatti più uno che sono passati nei mesi del 2015, tutti fotografati da me, spesso durante i miei viaggi.

E, come al solito, sono curiosa di sapere: quale vi è piaciuto di più?

 

  

  

  

  

  



 

 
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NATALE 2 - ALTERNATIVO

Post n°1295 pubblicato il 27 Dicembre 2015 da atapo
 

DOVE SIAMO ?

 


 

Passare con figli e nipoti la serata della vigilia ("Natale con i tuoi"), andare alla messa di mezzanotte, non avere a Firenze altri parenti nè ricevere inviti da parenti in altre città d'Italia...

...fa sì che il giorno di Natale per noi due vecchietti sia... tutto da riempire.

Un'alzata dal letto molto attardata, un piccolo pranzo casalingo, un lungo pomeriggio spesso trascorso in casa perchè fa freddo e, si sa, mio marito ama stare rintanato nei giorni festivi. Talvolta siamo andati al cinema, ma quel giorno c'è una ressa tale nelle sale che leva il piacere dello spettacolo.


Io ho un amico, S., conosciuto attraverso il gruppo di Facebook che scrive i raccontini settimanali, il quale abita a Firenze. Ne ho parlato anche qui qualche volta, è una persona un po' originale, di una bontà e gentilezza infinite, di quelli che riescono a vedere sempre positività e per questo si fanno benvolere. Lui da qualche anno ha iniziato una tradizione: lancia un messaggio agli amici su Facebook: "Il giorno di Natale andiamo a passarlo a Viareggio, chi vuole venga, viaggiamo in treno, ci ritroviamo in stazione..." Poi nei giorni successivi si possono vedere pubblicate le foto della gita scattate dai partecipanti, lui no, dice che le cose belle le fotografa nella mente. Solitamente i gitanti comparivano nelle foto ben coperti, sullo sfondo nuvoloni e mare in burrasca, come si conviene alla fine di dicembre. Per questo l'idea mi sembrava carina, ma per nulla adatta ai nostri acciacchi.

Quest'anno però...

Il sole e il clima piacevole di questi giorni mi rendevano triste passare il 25 in casa davanti alla TV o al PC, peggio ancora rinchiudermi in un cinema affollato. Già dai giorni precedenti avevo accennato a mio marito questa faccenda di Viareggio, così quasi per caso, a titolo di cronaca. Per fargli conoscere il personaggio gli avevo fatto leggere il suo messaggio di auguri natalizi:

"Tantissimi auguri a tutti quegli amici che scrivono su(...) , a quelli che amano il rock e la musica in generale, a quelli che vanno al cinema con passione, a quelli che tifano per la squadra della loro città, a quelli che amano viaggiare, a quelli che credono in un mondo più giusto senza prepotenze da parte del più forte, a quelli che leggono e ne traggono vantaggio, a quelli che hanno animali in casa, a quelli che sorridono spesso e a quelli che non stanno troppo bene. A quegli altri gli auguro di diventare uno di questi"

Commento del marito: - I soliti amici tuoi... è tutto fuori di testa!-

Il 25 mattina sono tornata alla carica: era impensabile andare con loro in treno, mio marito odia viaggiare in treno e avremmo dovuto prepararci in fretta. Gli ho proposto l'auto: ci avremmo messo metà tempo, avremmo raggiunto gli altri al mare...

Ha accettato!!! Ho subito telefonato a S., il quale mi ha dato le indicazioni per unirci al gruppo a Viareggio e mi ha avvisato che quest'anno la maggior parte dei gitanti erano americani (lui conosce gente di tutto il mondo).

Bene! Mio marito avrebbe potuto sfoggiare il suo inglese nella conversazione!

Soprassediamo sul fatto che per i preparativi il coniuge si sia dilungato al massimo... così da partire tardissimo ed arrivare ad unirci al gruppo ... davanti allla rosticceria, loro già in coda per ordinare dopo aver fatto una bella passeggiata in spiaggia, cosa che avrei gradito molto anch'io...

Con poca spesa un pesce squisito, perchè la rosticceria è la sorella povera di un famoso ristorante: la cucina è la stessa, ma le stoviglie sono usa e getta e si mangia all'aperto sui tavoli di legno...

Ma si stava benissimo! Un sole che pareva maggio, i giubbotti si potevano togliere, qualcuno stava in maniche corte! L'atmosfera tiepida, l'aria di relax, rivivevo le sensazioni dei giorni d'inverno alle Canarie... Questo clima impazzito è un grosso pericolo, ma in quel momento... era bello non pensarci e goderselo tutto, in una giornata finalmente normale senza stress...

 


 

Nella comitiva c'erano una ventina di persone di tutte le età, di tutti i colori, di tutti i paesi del mondo: il mio inglese arrangiato era insufficiente alla conversazione, ma per fortuna molti parlavano abbastanza l'italiano, un marocchino mi ha pure consentito di sfoggiare il francese, fra i pochi Italiani una signora viene da Verona, così mio marito si è sentito più a suo agio...

Dopo mangiato abbiamo passeggiato fino in fondo al molo, respirando a pieni polmoni nel sole, laggiù tra i gabbiani, il mare calmissimo e le terre liguri che si intravedevano in lontananza... A metà del molo una sosta per un brindisi e una merendina: chi era già stato gli anni scorsi aveva portato e offriva pacchetti di biscotti e dolcini, insieme allo spumante nei bicchieri di carta.

 


 

Poi abbiamo aspettato sul molo il tramonto... che purtroppo è arrivato prestissimo. Ci siamo incamminati per rientrare, loro verso la stazione, noi verso l'auto.

 


 

E sull'autostrada nel viaggio di ritorno ho visto sorgere la luna piena di Natale, enorme e rossa...

 


 

Una bellissima giornata, il sole, l'aria del mare, la compagnia simpatica anche se sconosciuta prima di allora, quel mio amico che come un benefico folletto anche stavolta ha procurato serenità...

A commento di una foto che gli ho scattato e mandato mi ha scritto:

"Just a perfect day".

Ha proprio ragione.

 
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NATALE 1 - tradizionale

Post n°1294 pubblicato il 26 Dicembre 2015 da atapo
 

PICCOLE  LUCI

Ed arrivò l'ora della partenza per Montelupo. Mancava solo lo smalto glitterato, ma poco importa, per una nonna non è l'essenziale.

Avevo sollecitato mio marito a non muoversi all'ultimo momento, come sua abitudine, ripetendogli che sono così poche le occasioni per stare tutti insieme ch volevo farle durare il più a lungo possibile...

Così, quando siamo arrivati, mia figlia e i suoi ancora non c'erano e ci siamo goduti appieno per un po' di tempo i padroni di casa...

Nei miei ultimi passaggi al supermercato avevo raccolto diverse lanternine di ferro, date in omaggio a fronte delle spese quotidiane... L'idea originaria era di accenderle nel portico di casa nostra, ma visto che ora è un deposito dei materiali edilizi le avevo portate a Montelupo.

 


 

Allora io e Riccardo siamo usciti nel giardino davanti casa loro, era già buio, abbiamo deciso dove collocarle in modo che illuminassero il percorso dal cancello alla porta, le abbiamo accese... un bell'effetto! Così quando sono arrivati i cuginetti hanno trovato una stradina luminosa a riceverli...

Quando Diletta è entrata e ha tolto il giubbotto... mi sono quasi commossa: indossava un vestitino rosso che era stato di mia figlia, ma per pochissimo...

A quei tempi, la mia mamma confezionava a mano, per passatempo, qualche abitino per i miei bimbi, comperando scampoli di stoffe al mercato... Ma non prendeva le misure, faceva così a occhio... Poi traslocammo a Firenze e i bimbi non li vedeva più tanto spesso, passavano mesi tra un incontro e l'altro. E, si sa, i bimbi crescono in fretta. Così quando la andavamo a trovare, o più facilmente io da sola facevo un salto a Bologna, e lei ci dava un vestitino nuovo, purtroppo capitava che era troppo di misura, o addirittura già troppo piccolo. Non glielo dicevo per non darle un dispiacere, però nel migliore dei casi venivano indossati pochissimo, qualcuno per niente. Li ho conservati, ricordo di una separazione e dell'amore di una nonna che avrebbe voluto esserlo di più...

Ora li ha presi volentieri mia figlia per Diletta, questo rosso credo sia stato indossato una o due volte... Ma adesso è della misura giusta e credo che la mia mamma sarà felice.

 


 

Una serata prenatalizia con quattro bambini si sa come può trascorrere: allegra e piena di attrattive... nel complesso si sono comportati tutti bene e sono rimasti soddisfatti della prima parte di regali trovati sotto l'albero, perchè il nostro Babbo Natale arriva in due rate, un po' alla sera della vigilia quando siamo insieme e il resto la mattina di Natale ognuno a casa sua... Così suddiviso il sacco non è troppo pesante da portare.

Ma prima di tuffarsi ad aprire i doni io ho chiamato i quattro attorno a me dicendo che gli avevo preparato un regalo particolare, molto delicato e prezioso, da trattare con cura, ma loro sarebbero stati bravissimi, ne ero certa...

Da un sacco sul tavolo ognuno ha "pescato" ad occhi chiusi la SUA lanternina che avevo fatto col vasetto e gli adesivi luccicanti... "Oh!" di meraviglia...

-Le accendiamo?-

-Sììììì!!!-

Erano col fiato sospeso durante le manovre di accensione,

poi abbiamo spento la luce nella stanza

e sono rimasti lì attorno a me a bocca aperta a contemplare la magia delle quattro piccole fiammelle che illuminavano solo i loro visetti... Una dolcissima scena, di quelle troppo improvvise e troppo spontanee che non si potranno mai immortalare con una foto, ma che resteranno ugualmente fotografate nel cuore.

Hanno allungato le mani e hanno scoperto che... si riscaldavano, ma non si sono bruciati, restavano con piacere a sentire il tepore.

Avevo portato anche i coperchi dei vasetti, quindi un'altra novità: se si chiudevano la fiammella pian piano si spegneva...

-Perchè? ...Dai riaccendiamo... riproviamo...-

E' il fascino delle nuove scoperte, delle prove e dei tentativi che tanto piacciono ai bambini.

Io ricorderò di questo Natale proprio queste piccole luci... e per il vestitino.

Per non lasciarci sommergere dall'ombra che almeno in questa serata abbiamo cercato di tenere lontana: il marito di mia figlia ha perso il lavoro.


 

 
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THE DAY BEFORE

Post n°1293 pubblicato il 24 Dicembre 2015 da atapo
 

STORIE DI ORDINARIA VIGILIA

 


 

Oltre ai regali d'ordinanza ho voluto fare qualcosa di manuale (dicono che rilassi...) per i miei nipotini: ecco quattro ex-vasetti di squisita marmellata, dalla forma invitante, che ho trasformato in piccole lanterne con l'aiuto di adesivi brillantinosi, una per ogni bimbo... stasera le accenderemo, quando ci ritroveremo tutti a casa di mio figlio (dove c'è SPAZIO) al consueto raduno della vigilia.

Ma c'è ancora tempo prima di arrivarci...

Gli operai hanno smesso di lavorare ieri e riprenderanno lunedì: il mio primo pensiero è stato:-Quante lavatrici potrò fare!- Ormai è un chiodo fisso.

Visto che oggi non c'erano ieri ho spedito di corsa mio marito al supermercato a comperare un panettone per ogni operaio: mi sembrava carino, mi pare che soprattutto i due manovali non siano nell'abbondanza...

Io per stasera ho il compito del secondo di carne: faraona al cartoccio, avevo proposto, bisogna fare qualcosa adatto anche ai bambini. Avevo una ricetta collaudata, poco complicata, già usata e apprezzata in altre occasioni... peccato che questa ricetta stia scritta in un libro (di ricette, ovviamente) ancora rinchiuso in non so quale scatolone!!!Non ci avevo pensato...

-Guardiamo su internet-, ha proposto il marito. Dio ce ne scampi! Se comincia così, trova di tutto e non si cucina, ovvero le ricette nuove quando ci sono ospiti rischiano sempre il fiasco!

Ho preparato le faraone “a memoria”, spero di averci messo tutto, ho aggiunto una piccola variante, ma... non dovrebbe fallire, semmai avrò la giustificazione del non avere la ricetta sottomano. Ora sono nel forno.

Capitolo regali: per i bimbi erano decisi da tempo, quelli che ora stanno a casa mia sono impacchettati già da qualche giorno.

Ho scoperto che il calendario 2016 che ho comperato per mio marito (è una nostra tradizione e ci tiene) è enorme e l'ho dovuto incartare in modo poco... classico, ma spero guardi al contenuto... poi in aggiunta ci sarà un altro pacchettino: prepararli a sorpresa, con lui sempre in giro per casa, non è facile!

Nonostante non volessi ridurmi all'ultimo momento, non è semplice impacchettare i regali per figli e loro coniugi: abbiamo regali “familiari” o unisex, oggetti che abbiamo intuito o saputo che gli servono per la casa, ma dato che alcuni di questi li ha comperati mio marito e fino all'ultimo non me li dà, se li tiene fra le sue cose, io non posso preparare i pacchi... chiedi una volta, chiedi due, lui ha sempre altro di urgente da fare...

In crisi di astinenza da addobbi, nei giorni scorsi ho comperato una bella pianta di stella di Natale, che almeno fa un po' colore sulle scale interne. Visto l'effetto ne avrei comperate ancora, ma per il marito non erano necessarie. Invece era d'accordo con me per una grande frasca di abete bianco, da attaccare all'interno del portone di ingresso. Fuori nulla, causa i lavori.

La frasca ha giaciuto in un angolo fino a mezz'ora fa, lui non trovava mai il tempo di attaccarla in alto... dopo pranzo ci metterò qualche nastro e molletta buffa...

Invece subito dopo lui ha trovato il tempo per correre all'enoteca più vicina a cercare un vino che gli è venuto in mente per stasera... con tutti i vini che abbiamo in casa! Sono le tredici e non è ancora tornato, quando si pranzerà?

Vorrei telefonare a mio fratello e famiglia, ma finora o non rispondevano o il telefono era sempre occupato, forse riuscirò domani...gli manderò un SMS stasera... idem per altri amici...

Vorrei trovare il tempo per mettermi lo smalto coi brillantini alle unghie, per studiare un poco il look per stasera e stanotte, niente di speciale, solo un po' di tempo per me... Ce la farò? L'ora di partire per Montelupo arriverà in un baleno.

Vi lascio con tantissimi auguri...

BUON NATALE A TUTTI!






 
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DA UNA STAGIONE ALL'ALTRA

Post n°1292 pubblicato il 21 Dicembre 2015 da atapo
 

LA STRADA DI CASA

La vecchia casa si affacciava su una via principale molto trafficata: rumore, smog... Però aveva le fermate del bus quasi davanti alla porta ed era un bel vantaggio.

Ora la nuova casa è all'interno del quartiere rispetto alla via principale (la stessa di prima, ma a poco più di un chilometro di distanza): senz'altro una zona molto più tranquilla e con l'aria migliore, però adesso per arrivare al bus devo camminare circa cinque minuti, percorrendo una piccola strada che... più ci vado avanti e indietro e più mi diventa simpatica. E' costeggiata su entrambi i lati da abitazioni che al massimo hanno due piani: case a schiera da una parte, villettine dall'altra: tutte hanno un giardinetto o almeno uno spiazzo con qualche vaso di fiori e piante che si affaccia sulla strada, naturalmente hanno anche un giardino sul retro, che si intravede passando. Non ce n'è uno uguale all'altro, ogni proprietario lo personalizza e io mi diverto a volte, guardando fiori e piante, a immaginarne i proprietari. Raccontano così il trascorrere delle stagioni ed è una passeggiata piacevole...

 


 

In estate, un giorno, appena scesa dall'autobus, incamminandomi per questa stradina tranquilla e luminosa per il sole ed il cielo sereno, vedendo sullo sfondo monte Morello e alcuni alti pini, ebbi la sensazione di trovarmi in un paese di villeggiatura e che alla fine della strada avrei trovato un bellissimo golfo, col mare e la spiaggia, su cui si specchiava monte Morello... Per un attimo immaginai di vedere davanti a me qualcuno in pareo o pantaloncini, qualche bambino col salvagente sotto il braccio, che usciti da una villetta si avviavano alla spiaggia... Una bella sensazione, capii quanto la piacevolezza del paesaggio mi rendeva lieve il dover percorrere quei cinque minuti a piedi prima di arrivare.

Ora, da qualche giorno, la mia stradina mi ha fatto un'altra sorpresa, questa volta di sera. Cioè, visto che il buio adesso viene presto, è sufficiente percorrerla nel tardo pomerigggio...

Pian piano, ogni giorno sempre di più, in ogni giardino sono stati addobbati degli alberi e delle piante, oltre alle porte e alle finestre: tutto si illumina in tante decorazoni fantasiose e multicolori... potenza delle luci a LED: col minimo sforzo ecco risultati affascinanti! E' bellissimo passare nel buio e nel silenzio in mezzo a queste luci, il paesaggio sembra diventato magico, non mi meraviglierei di veder spuntare un elfo da un cespuglio o da un vaso di ciclamini...

E' un'atmosfera fiabesca che però un poco mi rattrista appena arrivo, in fondo alla strada e svoltato a sinistra, di fronte a casa mia: le impalcature, i macchinari, i materiali ammonticchiati... e tutto buio. Ho pensato e ripensato se era possibile sistemare qualche addobbo natalizio: macchè! Non sapendo quando e in quali spazi "agiscono" gli operai, non si può addobbare nulla!

E dentro casa... nemmeno. E' tutto ammonticchiato e per aria. Ho appeso ad una porta la ghirlanda di mani fatta alla scuola di Martino, ma si nota proprio poco... Probabilmente non metteremo altro.

Natale sobrio, molto sobrio, quasi triste.

 
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ARIA NATALIZIA

Post n°1291 pubblicato il 17 Dicembre 2015 da atapo
 

PRIMO AMORE

La nuova maestra di matematica di Martino è una signora di una certa età, ma di quelle che restano giovani dentro... e si vede anche da fuori: ha un entusiasmo e un'allegria che trasmette in tutto ciò che fa. E fa molto... oltre all'ambito scientifico, insegna inglese e da anni è coinvolta nei progetti Comenus europei: attività comuni con classi di altri stati, viaggi di studio degli insegnanti e molto altro. Praticamente lei entrò in questo genere di organizzazione quando io ne uscii poco prima che andassi in pensione. Ci conosciamo proprio da quegli anni. Ora collabora con altre colleghe ad un gruppo su Facebook dove noi familiari possiamo seguire ciò che fanno nelle classi.

Martino è molto sveglio in matematica, ama l'inglese e si butta con entusiasmo in tutte le proposte nuove: così ha "legato" subito con la nuova maestra a tal punto che qualche settimana fa abbiamo saputo che lui e un altro suo piccolo compagno si sono "fidanzati" con lei e l'hanno informata del fatto. Poi l'insegnante ha captato questo dialogo tra i due bambini:

Amico: - Io vorrei una ragazza tutta mia.-
Martino: - Io ne ho due, mia sorella e la maestra N.-
Amico: - Non puoi averne due!-
Martino: - Io amo la maestra N. ma lei è sposata e non me ne importa...-

Che tenerezza questi primi amori, ancora con le idee un po' confuse!

Mi piace come lavorano nella scuola di Martino, scuola che conosco da sempre perchè fa parte dell' Istituto Comprensivo in cui insegnavo: per quanto è possibile viste le restrizioni e i tagli di fondi e personale cercano di fare laboratori e lavori di gruppo anche a classi aperte e i bambini si abituano a lavorare con compagni di età diverse e con altri insegnanti. Nell'attesa del Natale tutto questo è molto sviluppato: anche quest'anno ci sono stati i cori itineranti per le strade del quartiere e il pomeriggio di festa nella piazza principale, con musica, animazione e uno stands per ogni scuola dell'istituto in cui si vendevano i lavoretti degli alunni, sperando nel buon cuore di nonni e genitori per poter sovvenzionare le attività scolastiche...

Se quest'anno non ho assistito ai canti, io e mio marito abbiamo però accompagnato Martino e Damiano alla festa in piazza, perchè in quell'orario i genitori erano ancora al lavoro, sovvenzionando gli acquisti dei loro "lavoretti". Una bella fatica, per la confusione incredibile che c'era, naturalmente.

Io ad ogni passo incontravo ex-alunni, ex-colleghi e mi sarei fermata volentieri a fare due chiacchiere... ma gli occhi erano sempre rivolti a dove correvano i nipoti, che non si cacciassero nei guai. Sono le occasioni in cui la responsabilità dei nonni è grande.

Uno degli oggetti fatti anche da Martino mi è piaciuto particolarmente e l'ho comperato pure per me: è una ghirlanda come questa, fatta da tante mani unite insieme: mi dà un senso di grande allegria,di amicizia, di collaborazione: è l'idea della gioia che si prova a fare insieme delle cose belle!


 
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DONO DI NATALE

Post n°1290 pubblicato il 14 Dicembre 2015 da atapo
 

NEW ENTRY

Finalmente, dopo quasi tre mesi, siamo riusciti ad incontrarci di nuovo.

Cioè siamo andati in visita da mio figlio ed abbiamo pranzato da loro. In questo periodo è IMPOSSIBILE che loro, o chiunque altro, venga a pranzo o a cena da noi perchè, come ho già detto, lo spazio già scarso è diventato quasi nullo a causa degli scatoloni con l'eredità da suddividere ecc. e nemmeno tutto il tavolo riusciamo a liberare.

Riccardo ha perso due denti, ma uno nuovo è già spuntato, si sta divertendo a “giocare” alla scrittura combinando a caso le lettere poi chiede agli adulti di leggere ciò che salta fuori, e comincia a identificare qualche parola... la scuola primaria incombe nel 2016!

Avevo tanta voglia di vederlo! Gli ho portato un buffo camioncino di stoffa che fa da contenitore a cinque libretti con le avventure di Camion Cino, insieme ad una clessidra: ne ho scovate tre frugando tra l'eredità e passeranno ai tre nipoti più grandi.

La loro nuova casa è praticamente finita, non hanno più bisogno dei muratori : rifiniture e ultimi lavoretti facili li fa mio figlio, così come quando è bel tempo lui si sta sistemando il giardino aiutato da Riccardo. Di scatoloni da svuotare gliene restano pochi e ben rintanati in sottoscala e sgabuzzini.

Insomma, tutto quasi normale! E quanto spazio hanno! Come mi sentivo respirare bene in quelle stanze... e come un pochino mi sentivo amareggiata a fare il confronto con le mie stanze...

In tutto quello spazio... c'è una grossa novità: un GATTINO!


 

Un regalo di Natale chiesto da Riccardo nella lettera insieme ad altri doni ed arrivato in anticipo, dopo che a sorpresa Babbo Natale ha inviato una risposta (scritta al PC!!!) dicendo che non poteva portarlo la notte di Natale sulla slitta perchè avrebbe preso freddo, ma che si era già messo d'accordo col gattile, dove Riccardo avrebbe dovuto andare a sceglierlo...

Così da una settimana c'è questo cuccioletto di quattro mesi che si sta ambientando, un po' impaurito da noi estranei. Per ora è abbastanza calmo, speriamo non diventi un “devastatore” come Beto!

E' stata una bellissima idea, più di mia nuora che di mio figlio, il quale mostra un entusiasmo molto contenuto: ma conoscere e occuparsi degli animali è importante per i bambini, soprattutto per Riccardo che è figlio unico...

 


 

Alla prima occhiata pare di colore rosso, ma in realtà è più chiaro, al gattile hanno detto che è “color cipria”: senz'altro non è un colore molto comune.

Se l'avessi saputo prima, avrebbe meritato il posto d'onore a dicembre fra i miei “gatti dell'anno”, vuol dire che lo metterò insieme all'altro cuccioletto...

E BENVENUTO in famiglia a CHILLY!


 
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SEMPRE PIU' DIFFICILE

Post n°1289 pubblicato il 12 Dicembre 2015 da atapo
 

NO LAUNDRY

 


Loro sono indietro, terribilmente indietro... così, nonostante oggi fosse sabato, stamattina alle sette e mezza gli operai erano già sulle impalcature a lavorare di trapano e martello, svegliandoci. (Entrano da soli, hanno la chiave del cancello). Per tutta la giornata sono stati in attività, avrebbero dovuto finire e invece torneranno anche domattina, di domenica!

Naturalmente per causa loro in questo fine settimana niente lavatrici: stendere a rischio polvere e calcinacci non è il caso. L'avessi saputo prima sarei andata a lavare e a stendere qualcosa da mia figlia, anche se, con tre bambini, in casa sua si fa lo slalom fra gli stenditori aperti. Vuol dire che accumuleremo in un angolo del bagno grande, visto che i cestoni traboccano già e... si svuoteranno gli armadi!

Siamo in balia degli operai... mio marito è preso al massimo dal controllo di questi lavori del cappotto e di idraulica, che sono particolarmente delicati, in certe ore è tutto un va e vieni di gente e telefonate...

Io fuggo ogni volta che mi è possibile, lui non esce più di casa se non... per la parrocchia.

Oggi pomeriggio doveva andare a fare alcune commissioni personali, gli ho proposto di uscire insieme (martelli e trapani ci stavano facendo impazzire), aggiungendo una sosta a comperare il panettone equo-solidale e una scappata da Emmaus, il mercatino che spesso ci riserva belle sorprese.

Mentre stavamo per uscire una telefonata ha rischiato di mandare tutto a monte: il parroco gli chiedeva aiuto urgente per un malfunzionamento del suo computer. Temevo, come già è accaduto, che l'uscita diventasse solo sua dal parroco, invece gli ha detto che aveva impegni ed io ne sono stata contenta.

Ho avuto però al mio fianco un compagno dallo sguardo torvo, silenzioso o brontolante con astio verso gli autisti che non guidano correttamente e verso le brutture della società, che posava uno sguardo distratto e cupo su ogni cosa e si allontanava subito, interessato a nulla... Al centro commerciale c'era uno spettacolo dal vivo molto trascinante di musica araba e gli dava fastidio il volume alto, soltanto da Emmaus pareva un po' rilassato, abbiamo adocchiato grandi vasi da giardino che ci faranno comodo in futuro (ma quanto futuro?), abbiamo trovato due volumi che ci mancavano della serie di Angelica, ma senza sorrisi nè allegria...

L'ho aspettato in auto quando è entrato in farmacia a ritirare delle medicine: l'ho visto allontanarsi, poi tornare: le spalle più curve del solito, il passo lento e un po' incerto, lo sguardo quasi perso... E' stanco anche lui, stanchissimo e teso per questa situazione che si prolunga così all'infinito, da cui stacca molto raramente per qualche momento di relax, è tutta la vita che vive passando da uno stress all'altro, a volte se li va anche a cercare... e il tempo e gli anni passano... forse potrebbero passare meglio...

 
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MERCATINI

Post n°1288 pubblicato il 09 Dicembre 2015 da atapo
 

BENEFICENZA

Per sostenere le necessità della parrocchia ne inventano sempre delle nuove, al fine di raccogliere offerte...

...soprattutto ora nel periodo natalizio...

Quest'anno ai parrocchiani più impegnati è venuta l'idea di organizzare I MERCATINI per l'8 dicembre, forse ha influito l'ottimo risultato raggiunto dallo svuotacantine del quartiere, forse hanno pensato ad un recupero più sontuoso di un piccolo mercatino che anni fa organizzavano le suore nei locali della loro scuola materna.

Fra i parrocchiani più impegnati naturalmente c'è mio marito, che tempo fa al ritorno da una riunione mi annunciò trionfale:-Così daremo un bel po' di roba dell'eredità dei miei!-

-Ma, gli ho ricordato, non hai detto che ciò che non piaceva a noi avremmo dovuto lasciarlo perchè i tuoi fratelli devono ancora scegliere ecc ecc.?-

-Per la beneficenza vedrai che sono d'accordo!- Gli ha telefonato ed ha avuto il loro consenso.

Ad una successiva riunione sono andata anch'io, tanto per capire che cosa potesse servire di più: senz'altro tanti servizi spaiati e ninnoli vari si potevano riciclare senza riserve...

Così ho passato giorni a riaprire quegli scatoloni, a frugare, a decidere: oggetti perfetti, ben presentabili come regalo natalizio. Nel frattempo ho tenuto qualcosa di carino per me, mia figlia ha trovato qualcosa di appetibile per lei o i bambini, mio marito aveva l'ultima parola (ma non ha fatto mai obiezioni), nel caso (raro) che vedesse qualcosa che poteva piacere in particolare ai suoi fratelli. Poi la lavapiatti ha restituito gli antichi splendori celati sotto la polvere, infine il tutto ha riempito tre scatoloni che qualcuno senza mal di schiena è venuto a prendere e a portare in parrocchia. Direi che averli tolti da tutto ciò che staziona in casa nostra non si nota nemmeno...

A questo punto la moglie della famiglia perfetta ha selezionato ciò che era da vendere come oggetto, da molti altri contenitori che sono stati arricchiti con cioccolatini, incellofanati ed elevati al rango di ..."piccolo pensierino natalizio" a 5 euro l'uno. Era la destinazione che mi pareva più adeguata.



 

Io pensavo di aver finito il mio volontariato, ma l'aver partecipato a quella riunione mi aveva pericolosamente esposto... così dopo un ennesimo incontro il marito mi ha riferito che ero stata precettata per stare ad uno dei banchetti.

-Ma io non mi ero mica offerta...Poi in dicembre è freddo, non faccio nemmeno i mercati per me!-

-Ti hanno messo in lista, visto che sei esperta di mercati e che eri stata alla riunione...-

Ecco, è questo che nella parrocchia mi dà fastidio: uno non può farsi vedere una volta che subito si viene assillati da richieste continue, anzi, anche senza richieste danno per scontato che ci sia sempre disponibilità... Soprattutto io che sono in pensione, alcune signore impegnate in parrocchia sono preoccupate che mi annoi e periodicamente si fanno vive, una mi chiese molto seriamente una volta:-Ma ora che non lavori più, come passi il tempo? Hai qualcosa da fare per riempire le giornate?-

Che gentili... potrei pulire la chiesa, lavare e stirare i paramenti sacri, fare catechismo...

Ma torniamo ai mercatini... visto che a Natale bisogna essere buoni, ho acconsentito a stare al banco, ma non tutto il giorno, solo nelle ore più calde, cioè dalle 10 alle 15.

Insomma, ieri ho lavorato per la beneficenza. C'era molti banchi allestiti in un bel giardino accanto alla chiesa, con varie proposte: oggetti regalo, confezioni artigianali di lana e tessuti, addobbi e bricolage vari, piante, marmellate, biscotti e dolciumi, tutto preparato o donato da benefattori e parrocchiani. Poi nel settore ristorazione si poteva gustare la carne alla brace, il peposo con la polenta (squisiti), le caldarroste, il vin brulè. Per i bambini Babbo Natale faceva scrivere le letterine e donava un cioccolatino.



 

Insomma, è stato piacevole, anche se alla fine ero un po' infreddolita perchè il tempo ha fatto qualche capriccio: oltre il sole ci ha regalato un po' di pioggia ed era molto umido, nonostante i gazebi

Naturalmente non è mancato il passaggio di mia figlia con i tre nipotini...


Martino è arrivato al banco di Nonna Natale!


Mentre i fratelli sono alle prese con le letterine di Babbo Natale,

Diletta è un po' perplessa...

 

 

 

 
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FUOCO E FIAMME

Post n°1287 pubblicato il 07 Dicembre 2015 da atapo
 
Tag: memoria

RICORDI DI FUOCO



 

Pare che la nuova eruzione dell'Etna, di questi giorni, sia particolarmente spettacolare. Fra le tantissime foto in circolazione una è molto impressionante: l'enorme fungo che due giorni fa si è innalzato sopra il vulcano, una rassomiglianza inquietante con un fungo atomico...

Un amico che abita da quelle parti mi ha scritto che la cenere vulcanica gli ha ricoperto la terrazza, ho ricordato il mio viaggio in Sicilia di due anni fa, quando vedevo ai lati di molte strade nella zona dell'Etna lunghe strisce di sabbia nera, residui di un'eruzione che c'era stata pochi mesi prima.

A vivere lì ci si fa l'abitudine, si crea un rapporto di amore-timore-rispetto per IDDA, A MUNTAGNA.

Ma ho ricordato anche altro, una mia lontana convivenza col fuoco...

Tanti anni fa, quasi tantissimi, eravamo sposati da pochi mesi e fummo invitati da una coppia di amici a trascorrere una vacanza con loro in estate, in una loro casetta di famiglia all'isola d'Elba.

La casa si trovava in una zona a est poco famosa, tranquilla anche nel mese di agosto, isolata sul versante di una collina immersa nella macchia mediterranea. Si vedevano il mare e i monti, di giorno con l'auto andavamo alla ricerca di spiagge e calette, di sera cenavamo all'aperto sotto il pergolato, di notte salivamo sul tetto a terrazzo ad ammirare un cielo stellato incantevole e a chiacchierare fino alle ore piccole. Una vacanza da sogno... ma, verso la fine del soggiorno, cominciarono gli incendi, qua e là per l'isola. Il caldo, l'autocombustione, si diceva in giro. Diventavano sempre più numerosi, improvvisi, in diversi punti dell'isola, il vento ne ostacolava lo spegnimento... Cominciarono ad esserci strade e zone proibite alla circolazione, diventò difficile trovare luoghi per prendere il sole e fare il bagno, se riuscivamo ad arrivare ad una spiaggia capitava che al ritorno dovessimo cambiare strada e fare lunghi giri per rientrare a casa, una volta era già buio e costeggiammo un bosco con le sterpaglie in fiamme, i pompieri ci fecero passare velocemente, il paesaggio faceva paura...

Poi il fuoco si avvicinò anche alla zona in cui abitavamo noi, erano stati chiamati rinforzi per domare le fiamme ed erano arrivati i paracadutisti dalla terraferma: un gruppetto con le loro attrezzature si insediarono nella nostra casa, perchè... l'odore di bruciato era costante, la cima della collina dietro si illuminava sempre più spesso di bagliori, finchè comparvero le fiamme e, portata dal vento, iniziò intorno a noi una pioggia impalpabile di cenere, insieme a pezzetti di rami e foglie bruciate. A me venivano in mente le storie di Pompei, dell'eruzione del Vesuvio: ecco, pioggia di cenere, i lapilli... e se una scintilla portata dal vento fosse caduta sulla boscaglia attorno alla nostra casa?

Se prima avevamo solo preoccupazione, ora cominciò a diventare paura: i paracadutisti monitoravano la situazione e ci dicevano di stare tranquilli, ma noi... decidemmo di preparare le valigie in anticipo! In effetti io e mio marito dovevamo rientrare dopo poco, ma i nostri amici avrebbero dovuto finire la stagione laggiù. Sul traghetto del ritorno vedevamo l'isola avvolta da fumate nere... Per fortuna il fuoco non scese fino alla casa, si riuscì a fermarlo prima, ci raccontarono in seguito i nostri amici, che restarono senza danni.

Tornammo all'Elba due anni dopo, io, mio marito e Marco che aveva sei mesi. La girammo in lungo e in largo, compatibilmente con gli orari e le esigenze del nostro bebè, per ritrovare i luoghi della nostra vacanza: che squallore! Enormi zone bruciate, paesaggi spettrali di polvere e ramaglie annerite e contorte dove prima c'erano boschi bellissimi... Era stato il primo di una serie di anni con incendi estivi devastanti... e pare NON sempre per cause naturali...

 
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CASANOVELA

Post n°1286 pubblicato il 03 Dicembre 2015 da atapo
 

SETTIMANE DI PASSIONE

 


 

Alla fine di luglio il capocantiere alla mia domanda: -Quando finirete?- rispose: -A fine novembre.-

Io quasi mi sentii male e credetti che volesse scherzare.

Novembre è finito, dicembre è iniziato... e siamo ancora ben lontani dalla conclusione dei lavori!

Direi che la nostra situazione abitativa in generale è ancora allucinante.

Per lavorare... lavorano, hanno lavorato, a volte il mattino, a volte il pomeriggio, a volte tutto il giorno, a volte non si sono fatti vedere... non sempre avvisando chiaramente: magari li aspettavamo, visto che era bel tempo, e non venivano... oppure pioveva, ma arrivavano lo stesso a sorpresa.

Alla casa ormai i muratori hanno concluso, con buchi per far passare cavi e tubature, poi è tornato l'idraulico e gli operai per spostare i contatori del gas: due giorni senza gas, riscaldamento e acqua calda...

Ora hanno iniziato a restaurare il casotto esterno, nel giardino. Roba da poco, pensavamo, invece c'erano da togliere le lastre del vecchio tetto di amianto, secondo le regole date dal Comune e questo l'ha fatto mio marito chiedendo proditoriamente il mio aiuto, ma non credevo che fosse così faticoso, tutti bardati come chi sta a contatto col virus Ebola. Sono saltati fuori, manco a dirlo, problemi tecnici e burocratici per l'altezza del pavimento rispetto al suolo esterno, si dovrebbe prima pareggiare il giardino, ma è impossibile perchè ormai non è nemmeno più un giardino, ma terra e fango quasi completamente ricoperti dagli attrezzi e macchinari dei muratori, e dagli enormi pacchi del materiale che servirà per il famoso cappotto. Il cappottista ogni tanto è venuto a scaricarne senza mai dare una data per l'inizio (ricordo che aveva intrapreso "tre lavori importanti" da altra parte): oggi finalmente ha fatto qualcosa, dice che finirà una parete, forse due, per il portico se ne parlerà a gennaio, la parete sulla strada è tutt'ora in sospeso perchè servono altre scartoffie dal Comune, forse si andrà a primavera. Appena finita una parete si potranno finalmente montare le persiane!!!

Oggi abbiamo scoperto che i macchinari che lui usa consumano un sacco di corrente e durante le otto ore in cui lui lavora non si può usare nessun elettrodomestico, nè stirare, nè fare la doccia perchè occorre accendere la stufetta elettrica. La doccia non la farei lo stesso, perchè hanno tolto le vecchie persiane e abbiamo solo i vetri: fuori ci sono le impalcature su cui vanno e vengono gli operai, non voglio mica dare spettacolo...

Le persiane tolte in camera da letto da giugno sono sostituite da cartoni messi sul vetro incastrati nell'intelaiatura: vuol dire che in camera da letto bisogna sempre accendere la luce artificiale anche in pieno giorno... Questo non lo sopporto... ma c'è tanto altro che ormai non sopporto più...


Sto sviluppando uno strano rapporto di odio-amore con questa casa, con la situazione, con tutto...

Non c'è uno spazio, neppure uno, che non sia sottosopra: perchè mancano mobili, perchè anche i mobili già a posto possono diventare irraggiungibili se viene la necessità di spostare assi o altri materiali, perchè ci sono scatoloni ammonticchiati (delle cose nostre ancora senza collocazione, del materiale di bricolage portato fuori dal casotto, dell' eredità di mio marito che ancora non è ben chiaro che fine dovrà fare e che dovremmo guardare INSIEME per scegliere cosa tenere, ma chi ce l'ha il tempo e lo spazio?) . E capita che LUI sposti qua e là senza preavviso, così non trovo più niente o inciampo in ciò che sporge... I fine settimana sono condizionati dalle lavatrici da fare e dalla biancheria da asciugare: grucce dappertutto con camicie e maglie appese, mi sono rassegnata a mettere nella funzione asciugatrice anche qualcosa che poi mi esce spiegazzata, ma altrimenti non si arriva a concludere entro la domenica sera e occorre fare una accurata scelta di ciò che è urgente lavare e di ciò che può aspettare... fino a quando?

E' così tutto diverso da ciò che avevo in mente: guardo le foto di un anno fa, i primi sventramenti dei muratori, c'erano progetti, date di conclusione, anche se un po' in ansia ero felice e interessata per la nuova avventura... Ora mi sta passando la voglia di tutto, mi rigiro tra una stanza e l'altra facendo il meno possibile del poco che si può fare, solo per la sopravvivenza... la stanchezza che provo sta aumentando sempre di più e non mi interessa nulla, faccio una grande fatica a concentrarmi: sento solo il bisogno di cose allegre che mi distraggano... allora appena possibile esco, vado in giro,

per poi ricadere nell'inquietudine appena rientro in casa e mi guardo intorno.

Tra poche settimane è Natale: ho già cercato i regali per i nipotini, tanto per fare qualcosa di positivo e avere una scusa per stare fuori di casa, ma per il resto... non c'è un angolo libero per un presepio, gli addobbi si potrebbero mettere solo sulle pile di scatoloni... chi ha il coraggio di invitare qualcuno, visto che nemmeno il tavolo per pranzare è del tutto libero e ne possiamo usare soltanto metà?

E, naturalmente, di vacanze e di viaggi non se ne parla, nemmeno questo inverno...

 

 
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