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Post n°1565 pubblicato il 15 Ottobre 2018 da atapo
 

CIAO  PROFE !



 

Per strada incrocio gruppi di ragazzini allegri appena scesi dall'autobus, ritornano da scuola.
Lei è con un'altra ragazza e un ragazzo, tutti coetanei. E' alta, snella, ha una massa di capelli neri e ricci, due grandi e bellissimi occhi scuri dalle lunghe ciglia, sta sbocciando in una meravigliosa piccola donna, ha quattordici anni ed è di origine marocchina.
E' stata mia allieva per quattro anni quando, nella scuola elementare, tenevo il corso extracurriculare di teatro in francese. I suoi genitori ci tenevano moltissimo che imparasse la lingua,  visto che faceva parte della sua terra e cultura di origine, lei non li ha delusi e non ha mai deluso nemmeno me: era bravissima, nonostante in un anno facessimo solo 25 ore di corso all'ultimo anno era in grado di leggere da sola i testi semplici e di imparare rapidamente a memoria la lunga parte del personaggio che le avevo assegnato.
Mi vede e mi butta le braccia al collo, come faceva da bambina: è felicissima e lo sono anch'io.
-Profe, che bello rivederla! Come sta? Che fa ora?-
Mi dà del lei, non sono più la sua maestra e lei non è più bambina, dispiace un po' il tempo che passa, ma sono piacevolmente sorpresa da questo piccolo segno di rispetto. E' ormai al primo anno della scuola superiore, mi dice dove si è iscritta, ha scelto il percorso “tecnico per i servizi socio-sanitari”, immagino che i suoi genitori ci tengano che lei continui lo studio ed abbia buoni risultati.
-E il francese? Lo studi ancora?- le chiedo
-Certo! E sono anche brava, ho già preso otto! E' tutto merito suo, che ha cominciato ad insegnarmelo!-
-Ti ringrazio, ma il merito è tuo che ti impegnavi. Ricordo come imparavi bene le parti per il teatro…-
-Ah il teatro, che meraviglia! Mi piaceva tanto recitare… e in francese poi!-
E, con grande entusiasmo, spiega brevemente ai due amici cosa facevamo a quei tempi. Mi chiede cosa faccio adesso che non insegno più, le dico che continuo a recitare e che proprio ora sto andando al laboratorio di uno dei due gruppi (quello degli anziani), forse ci incontreremo altre volte di lunedì alla fermata del bus, come oggi…
Ci scambiamo ancora qualche notizia, poi ognuna riprende la sua strada, dopo un altro abbraccio e uno squillante -Ciao profe!- che mi lascia nel cuore un'emozione bella come una musica allegra e mi fa sentire leggera e felice, per la dolcezza dei sentimenti e dell'affetto che ci siamo scambiate.

 
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