Creato da atapo il 15/09/2007
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MARE !

Post n°1837 pubblicato il 18 Agosto 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

PARTIREMO ?


 

Da ieri pomeriggio il camper è sistemato. Avremmo potuto partire oggi, ma il diluvio che è caduto su Firenze ci ha dissuaso; i bagagli sono pronti, resta solo da buttare l’immondizia e da riempire la borsa termica con gli avanzi dal frigorifero.

Domattina speriamo sia meglio, per lo meno che non piova forte o non ci sia un’ennesima tempesta di vento.

Credo che ce la meritiamo una piccola vacanza (per il 2 settembre dobbiamo rientrare), dopo ciò che sono stati gli ultimi mesi e io sospiro e sogno il mare, che mi rilassa tanto. L’anno scorso gli acquazzoni me lo sciuparono, nel Cilento, quest’anno purtroppo è lo stesso periodo, la stagione dopo Ferragosto è facile che rompa, dopo tutta la siccità pioggia ce ne vorrebbe, ma non in questo modo e… che non mi rovini troppo questo breve tempo…

Passeremo qualche giorno dai nostri amici nell’entroterra riminese, poi andremo verso sud, scendendo la costa adriatica. Dove? Chissà! Dove si troverà posto. Seguendo su facebook i gruppi dei camperisti pare che sia ancora tutto pieno nei luoghi di mare, senza prenotazioni si rischia… Confido nel fatto che noi arriveremo già in settimana nuova, forse qualcuno sarà rientrato dalle ferie e si sarà liberato qualcosa. Riusciremo ad avere un po’ di fortuna?

 

 
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FERRAGOSTO ALTERNATIVO

Post n°1836 pubblicato il 16 Agosto 2022 da atapo
 

DOLCI e MARMELLATE



 

Ho trascorso gli ultimi giorni, ieri compreso, a fare dolci e marmellate.

Avevo già detto che dalla montagna avevamo riportato verdura e frutta, di quest’ultima mele e susine. Susine nostre blu scure, in quantitativo ragionevole, e susine chiare del vicino di casa: nel suo orto c’è un albero che in barba alla siccità ha più frutti che foglie, si vedono solo queste palline gialle. Così ce ne ha regalata una cassetta enorme, con tre strati di susine, per fortuna a diversi livelli di maturazione. Noi però siamo soltanto in due, hai voglia a mangiarne, bisogna utilizzarle velocemente anche in altri modi, innanzitutto facendo il clafoutis, un dolce francese semplicissimo, che si può preparare con molti tipi di frutta. Ne rimanevano sempre tante, poi avevamo anche le nostre mele quasi selvatiche… e allora marmellate!

Non è complicato prepararle, basta avere del tempo a disposizione per sorvegliare la cottura e lo zucchero sufficiente. Quest’ultimo in casa non era molto, ho dato fondo a tutte le riserve e ho aggiunto anche zucchero di canna e sciroppo d’acero, mi piace sperimentare innovazioni.

Il tempo a disposizione non è mancato: la nostra tradizione di passare il ferragosto chiusi in casa, via dalla pazza folla, stavolta ha avuto uno scopo e la produzione dolce mi ha impedito di pensare a spiaggia e mare che ancora questa estate ho visto solo in immagine.

Oggi ho pronta una discreta riserva di barattoli di marmellata per i prossimi mesi, anche per regalarli o scambiarli con amici che fanno marmellate di altri frutti; ho anche una bella crostata di ricotta e marmellata di mele, resta ancora uno strato scarso di susine nella cassetta, ci sta presto un altro clafoutis, o forse due. Vorrei provare a congelarli… come si comporteranno?

Ed è passato indenne anche il ferragosto 2022.

clafoutis alle susine

Poichè al nostro vicino non sa come smaltire tutti i frutti del suo albero, gli ho suggerito di fare come una mia amica francese con la produzione industriale del suo albero di limoni: riempire una cassetta di susine, metterla sulla strada col cartello "gratis", a disposizione dei passanti. Piuttosto che lasciarli marcire, ci può essere chi ha bisogno, o anche chi va o torna dalle escursioni sui monti vicini e ha sete e fame... Gli è sembrata una buona idea.


 
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TORNATI

Post n°1835 pubblicato il 13 Agosto 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

A FIRENZE

 



Siamo tornati dalla montagna per passare il ferragosto a Firenze, ha piovuto, la temperatura si è abbassata (accontentiamoci), si può sopravvivere anche in città.

In montagna ultimamente ci siamo stati per un periodo più lungo, tanto l'ordinanza del sindaco di Firenze ha vietato l'innaffiatura dei giardini, quindi non avevamo motivo di scendere, ora il nostro giardino è un disastro, temo che, se non pioverà di nuovo presto, perderemo diverse piante...

Così stare lassù tranquilla mi ha rimesso un po' in sesto, adesso mi stanco meno, ho più resistenza quando faccio passeggiate, i mal di testa sono più rari. Quella casa è una benedizione! Ci sto proprio bene: l'orto e il bosco attorno, il verde delle montagne, il buio silenzioso con le lucciole di notte, il "canto" del torrente vicino... tutto mi piace. Si trova in una strada secondaria che non porta da nessuna parte, finisce ad un gruppetto di case, dopo aver attraversato un pezzo di bosco; mi piace percorrerla fino in fondo, sedermi un po' su un muretto al limite del bosco, poi tornare indietro.

Un giorno, prima di arrivare in fondo, mi ero fermata ad osservare che qualcuno aveva spostato una panchina di legno da una parte all'altra della strada, ora è più all'ombra, accanto a un macchione di alberi e cespugli. Mentre guardavo, il macchione si è mosso a lungo con un gran trambusto.

- Che grosso animale sarà?- Mi chiedevo.

Subito svelato il mistero: ecco i grugniti del cinghiale e dal movimento e dalla "voce" doveva essere abbastanza grosso. Queste sono le sorprese che si possono incontrare lassù.

Ci sono dei rospi enormi in giro e nell'orto al mattino e nel tardo pomeriggio, quando fa meno caldo, schizzano via tra i piedi tanti ranocchietti minuscoli, che risalgono dal torrente in esplorazione.

Abbiamo anche i ghiri; ora dall'ultimo piano si sono spostati in due casottini semiabbandonati vicino alla casa, mio figlio ne ha visti due addormentati sul prato accanto al muro.

Senza contare i tanti insetti e le meravigliose farfalle...

Il vicino di casa dice che girellano caprioli e cervi, ma noi che stiamo lassù così poco non abbiamo avuto ancora l'onore di un incontro.

Mio figlio è venuto nei fine settimana, una volta con la sua compagna, una volta con Riccardo, ha spinto mio marito a completare finalmente due camere da letto, per poterli ospitare, ora il primo piano è tutto vivibile ed io tiro un sospiro di sollievo a vedere, finalmente, gli spazi sistemati in modo decente, senza ammucchiamenti di mobili e attrezzi da bricolage dappertutto.

Resta l'ultimo piano, ci metteremo mano l'anno prossimo, così poi ci saranno gli spazi giusti per poter ospitare insieme entrambe le famiglie della discendenza: figli e nipoti. Che bello sarebbe trascorrere qualche giorno tutti lassù! E' il sogno che ho avuto dal primo momento in cui abbiamo scelto quella casa... e sono già passati quattro anni! Ci si è messa di mezzo anche la pandemia...

Per avvantaggiarmi, ho portato là, in un armadio nella cameretta da bambini, alcuni giochi di società... Ora potrebbe salire anche la famiglia di mia figlia, quando non ci siamo noi, le stanze a posto sono sufficienti per loro.

Con mio figlio siamo andati a fare alcune escursioni, un giorno anche il picnic nel bosco. Camminate di alcune ore in bellissimi paesaggi, ma che fatica! Io non sono abituata, sono indebolita, non mi fa neppure bene alla protesi camminare a lungo e in salita, arrivo alla fine esausta e mi dispiace moltissimo limitare questa possibilità di gustare la bellezza dei dintorni. E anche per mio marito son finiti i tempi d'oro della giovinezza: alla fine era distrutto come me, forse anche di più.

Siamo tornati a Firenze con le provviste del nostro orto: pomodori, insalata, prezzemolo, zucchine, mele, susine. Con la siccità quest'anno non ha prodotto molto, ma quel che c'è è proprio gustoso, il sapore è concentrato. Oggi ho fatto la marmellata con le mele, domani farò quella di susine.

Per il dopo ferragosto, ancora non ci sono progetti.

 
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STRESS

Post n°1834 pubblicato il 29 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

ANDA e RIANDA



 

Abbiamo deciso così: andiamo nella casa in montagna, tornando a Firenze nei giorni in cui mio marito ha visite o impegni, o una volta più o meno a settimana per controllare la casa cittadina, il giardino, fare il cambio della biancheria. Tutto questo (salvo imprevisti) almeno fino a ferragosto: solo dopo ci hanno dato l’appuntamento per aggiustare, speriamo, l’aria condizionata in camper e senza quella non si viaggia. Su internet ho anche scoperto che tanto non c’è un posto libero in campeggi e aree di sosta per camper in luoghi sul mare e che ora in “alta stagione” i suddetti hanno raggiunto prezzi proibitivi, quasi da piccola pensione: dopo il Covid c’è stato il boom dei camperisti e, naturalmente, le strutture se ne approfittano.

Dopo ferragosto faremo il punto e si vedrà.

Intanto questo su e giù dalla montagna per ora almeno non è molto rilassante: è tutto un riempire e svuotare borse e zaini, bisogna pensare a cosa può servire nella settimana, quando e dove fare le lavatrici per riavere le cose al momento giusto, che provviste bisogna portare con noi dal frigo, qui e là, cosa invece può resistere, e quando sono il PC non c’è, controllo sul cellulare un po’ di posta, ma non riesco a fare altro. In compenso lassù leggo, leggo molto: in due giorni ho fatto fuori “Il compagno” di Pavese e ho portato con me vari altri libri, tra i più grossi in attesa nella mia biblioteca.

Non sono ancora in forma dopo il covid, mi stanco molto facilmente, sento la testa vuota, ho spesso male alle articolazioni, non so se una vacanza così mi aiuterà.

Se a Firenze arriviamo a quasi 40°, lassù si arriva ai 30°: è già meglio per noi cittadini, ma per la montagna è un disastro: le sorgenti sono asciutte, nell’orto non si riesce ad annaffiare, i lamponi accanto a casa mia erano nati in abbondanza, ma si sono tutti seccati senza arrivare alla grandezza giusta per raccoglierli: ne ho trovato solo uno mangiabile, aveva un sapore ottimo, forte, ma per questa estate sarà l’unico. Il melo è pieno di mele, ma chissà come andranno a finire, se matureranno.

Avrò poco tempo per scrivere qui, con tutti questi movimenti; stasera ripartiamo e stavolta c’è una novità, avremo ospiti per il fine settimana mio figlio e la sua compagna, dovremo allestire un minimo la seconda camera grande, sarà l’occasione per sistemarla un poco senza più indugiare. Ma tanto loro staranno come in B&B: dormire, colazione e via per i percorsi sui monti, beati loro! Anche se mio figlio ha detto che vedrà di dare una mano a suo padre per qualche lavoro più di fatica. Speriamo!

 
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NEGATIVI

Post n°1833 pubblicato il 22 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

GUARIRE


 

Finalmente, da pochi giorni mio marito ed io siamo tornati entrambi negativi, lui qualche giorno prima di me, come aveva iniziato prima di me la malattia.

Ora siamo liberi, ma liberi per cosa? Con le temperature che ci sono adesso (oggi a Firenze fino a 39° e pare che non sia finita) non c’è da folleggiare, ma da restare rintanati in casa per quasi tutta la giornata. Poi, non è che stiamo proprio benissimo: a mio marito è rimasta una forte tosse, io, a dire il vero, conservo per bene tutti i disturbi che ho avuto nei giorni covid, continuo ad essere stanchissima, mi muovo a stento e ho la testa vuota, faccio una fatica enorme a pensare, a organizzare le mie azioni, a fare qualcosa di minimamente impegnativo. Anche scrivere mi affatica, se leggo devo sospendere dopo un po’ perché mi fanno male gli occhi e la testa. Ne ho ancora di strada da fare per guarire.

A scacchiera ci sono gli impegni, medici e non, che eravamo stati costretti a rimandare e che ora vanno portati a termine: il dentista di mio marito presto andrà in ferie, le officine per aggiustare il camper in agosto chiuderanno quindi bisogna sperare di concludere prima, le procedure per la patente provvisoria sono da completare entro il 27, se non vogliamo restare a piedi. Così, per impegni un giorno sì e uno no, per rinvii vari dell’ultimo momento, da quando siamo tornati negativi al covid non siamo ancora riusciti a organizzare una FUGA alla casa in montagna, dove la temperatura arriva SOLO fino a 30°.

Pare che… forse… da lunedì prossimo riusciremo…

Nel frattempo durante l’ultimo fine settimana lassù c’è andato mio figlio con la sua nuova compagna, ci hanno mandato foto della escursione nelle montagne vicine, in mezzo ai boschi, a trovare i mirtilli… hanno detto che ci sono stati proprio bene e che ne approfitteranno ancora. Almeno che qualcuno se la goda quella casa!

Saluto tutti, non ho idea di quando avrò le forze per passare qui di nuovo: devo impegnarmi a guarire e a sopravvivere al caldo.

 

 

 
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AGGIORNAMENTO

Post n°1832 pubblicato il 14 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

PER STARE IN COMPAGNIA...


Era da prevedere: due giorni dopo mio marito, il mio raffreddore è peggiorato molto rapidamente, si sono aggiunti altri sintomi, la febbre... ecco, il covid ha raggiunto anche me!

Così non c'è stato più bisogno di suddividerci la casa: una stanza a te, una stanza a me, un bagno a te, un bagno a me, siamo tornati a mangiare insieme in cucina, mangiare pochissimo, perchè tra i sintomi è compresa la mancanza di appetito.

Che settimana! Da non alzarci dal letto per l'enorme stanchezza (ah, abbiamo continuato a dormire in stanze differenti, per non disturbarci più del lecito tossendo); a me si sono riaffacciati tutti i miei mali e le mie criticità, nevralgie e mal di schiena. E la testa vuota, incapace di pensare con ordine a qualsiasi cosa.

Da ieri va un po' meglio: ieri mattina sono riuscita a restare alzata fino all'ora di pranzo, senza crollare a dormire un paio d'ore durante la mattinata, come i giorni precedenti.

Per fortuna appena tornati dal Lazio eravamo andati al mercato a rifare un po' di provviste di frutta e verdura, avevamo trovato una cassetta di ciliegie strepitose che ci fa sopravvivere in questi giorni e mantiene il nostro interesse alla vita, così non abbiamo avuto bisogno di chiedere aiuto ai figli, ci hanno portato con comodo solo l'acqua minerale: mi sarebbe dispiaciuto dargli incombenze in più, con questo caldo.

Speriamo che tutto si concluda nei tempi regolamentari, che torniamo negativi la settimana prossima, così da riprendere in mano le nostre vite e tutto ciò che abbiamo dovuto lasciare in sospeso: il 27, scadenza della patente, si avvicina pericolosamente!

E che la brutta parentesi si concluda così, senza conseguenze.

 
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LUCI E OMBRE

Post n°1831 pubblicato il 06 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

CHE VIAGGIO

acropoli di Civitavecchia di Arpino

 

Con una mia poesia mi ero guadagnata una “menzione d’onore” di un concorso letterario in un paese del Lazio: Monte San Giovanni Campano. Come ho già detto, uno dei motivi che mi spinge a partecipare a questi concorsi è proprio l’occasione, in caso di vincita, di fare un viaggetto e di conoscere nuovi luoghi della nostra bella Italia. In questi casi mio marito si “muove” volentieri, il minimo di giorni indispensabili naturalmente, mai che proponga di allungare il soggiorno fino a farlo assomigliare a una vacanza, solo l’anno scorso a Piaggine unimmo il mare e l’esplorazione del Cilento. Ma accontentiamoci…

Anche stavolta avrei voluto unirci il mare di Gaeta e limitrofi, prima del giorno della premiazione, ma le vicende recenti ci hanno consentito solo di partire, col camper appena sistemato, per un fine settimana che però speravo di allungare di un giorno o due.

Le “disgrazie” sono cominciate subito: l’aria condizionata in cabina di guida non funzionava!!!

-Ma la revisione a cosa è servita? - Ho imprecato io.

-Hanno revisionato la parte motore e ciò che serve per guidare in sicurezza.- Ha risposto il marito.

Scendere in autostrada verso il sud in tarda mattinata e pomeriggio senza aria condizionata immaginate un po’…

Io in più avevo il sole tutto dalla mia parte, a ovest: mi sono cotta.

Finita l’autostrada, alla ricerca dell’agriturismo a cui avevamo appena telefonato, persi tra le stradine locali (tanto il navigatore consiglia percorsi fantasiosi a dir poco), nel fare retromarcia proprio stavolta non ha funzionato il segnalatore di ostacoli e… siamo finiti con forza contro un muretto, basso ma di pietra robusta, che ci ha sfasciato la fanaleria di sinistra, il paraurti e incrinato la parte bassa della parete del camper.

Per fortuna l’agriturismo era veramente bello, tranquillo, con un ristorante ottimo e, soprattutto, molto economico. Ciò ha leggermente mitigato l’arrabbiatura del marito, che il mattino dopo ha aggiustato alla meglio il grosso danno, legando qua e là per non perdere pezzi per strada, ma si valuta che sarà parecchio costosa la riparazione e probabilmente non fattibile in tempi rapidi. Fine di programmi successivi in camper, per il resto dell’estate.

L’agriturismo si trova vicino al paese di Arpino, presentato come molto gradevole, così siamo andati a visitarlo. Ci è piaciuto molto, tenuto bene, pulito, con l’ufficio del Turismo accogliente, l’impiegata ci ha dato tante informazioni con grande gentilezza. Come tutti gli antichi paesi arroccati sull’Appennino, dalla sua parte antica, sul cocuzzolo, si ammira un panorama ampio di monti boscosi, vallate, di piccoli insediamenti… ma anche lì il caldo era feroce, girare per le stradine cercando le strisce d’ombra diventava un martirio, anche se si godeva a tratti un bel venticello, ma tutti così sudati c’erano da temere conseguenze: io, nonostante il cappello, già cominciavo a sentire la mia nevralgia.

C’è anche la Civitavecchia, vicinissima all’agriturismo, sarebbe l’acropoli, la parte più antica della città, quella fondata dai Volsci circa nell’ottavo secolo a.C. e io me la sono girata da sola, nel tardo pomeriggio: ormai che ero lì, non volevo perdere ciò che si poteva conoscere ancora. Mio marito estenuato si era buttato sul letto, in camper.

Il giorno successivo, domenica, alle 18 ci sarebbe stata la premiazione, San Giovanni Campano non era molto distante; al mattino siamo stati a messa nell’abbazia di Casamari, un complesso monastico cistercense stupendo, mi è dispiaciuto che i tempi non abbiano consentito la visita di tutto, sarebbe proprio da tornarci.

Ma sempre caldo, caldo, caldissimo! Così non abbiamo avuto la forza di fare un giretto per conoscere meglio il paese, anche questo su un cocuzzolo, un vasto panorama sull’Appennino dal belvedere che fa anche da parcheggio, purtroppo senza alberi. La premiazione era all’aperto, nella piazza principale fortunatamente all’ombra della chiesa e dei palazzetti attorno e il sole era abbastanza abbassato anche se il caldo delle ore precedenti persisteva.

L’evento letterario comprendeva, oltre alla premiazione, la presenza di Dacia Maraini a parlare del suo libro su Pasolini, conversando con un professore e studioso locale. Mi è piaciuta tanto la loro conversazione, dal libro spaziava su fatti storici, aneddoti di vita, considerazioni su tematiche politiche e culturali. Riflettevo quanto fosse bello che in un paese piccolo ci fossero incontri così ricchi e che tanto numeroso e attento fosse il pubblico; e Dacia, con i suoi ottanta anni superati, che energia, che lucidità!

A questo punto i nostri impegni erano conclusi, l’idea iniziale era di restare in zona ancora due o tre giorni, ma chi resisteva con quel caldo torrido? Non avremmo certo potuto visitare altri luoghi, non riuscivamo a girare all’aperto col sole così, mi veniva male pensare al viaggio di ritorno senza aria condizionata in cabina di guida… Nel camper abbiamo un sistema di refrigerazione particolare che utilizza l’acqua vaporizzandola, per sentirne beneficio nelle soste dovevamo tenerlo al massimo e a passarci sotto arrivava sulla testa una sferzata gelida: quello che ci vuole per la mia nevralgia, infatti cominciavo a sentire un leggero male all’orecchio e a mio marito si era abbassata la voce.

Ah, nemmeno il frigorifero funzionava bene, con quel caldo: avevamo comperato formaggio locale, c'erano degli yogurt, della frutta... tutto a rischio.

Allora ho proposto di rientrare subito lunedì, ma partendo presto al mattino, guidando finché si poteva resistere, poi una sosta da qualche parte durante le ore calde, il resto del viaggio ripreso col sole già MOLTO basso. Così abbiamo fatto, sosta giusto all’ora di pranzo a Orvieto, le ore più calde passate nei paraggi, al lago di Corbara, all’ombra, ripartenza dopo le 18, arrivo a Firenze in serata, stanchi, ma nulla in confronto al viaggio di andata.

Io ieri mi sono ripresa abbastanza, mio marito invece no, è peggiorato, la tosse e la stanchezza sono aumentate… ci è venuto qualche sospetto, oggi abbiamo verificato: COVID! Io invece sono negativa, almeno per ora.

Rinvio di ogni impegno familiare. Inizia una nuova fase di questa estate, che non mi sembra per nulla promettente.

 
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DOVE VORREI TORNARE

Post n°1830 pubblicato il 30 Giugno 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

SICILIA

 

Palermo

 

Siamo alla fine del mese e no, in Sicilia non ci sono tornata.

Con le temperature di questo periodo sarebbe stato un suicidio, dunque non ho rimpianti. Sarà per altre stagioni, più adeguate. Io avrei l'idea di “svernare” in Sicilia, un inverno o l’altro, ho scoperto che tanti anziani lo fanno con soddisfazione, sulle coste del sud la temperatura è mite in inverno, sarebbe senz’altro più economico che andare alle Canarie, ho letto resoconti di chi lo fa per abitudine, ci sono campeggi e aree aperti tutto l’anno e pieni di camper. Sì, perché l’esperienza si potrebbe fare in camper… ma lasciamo da parte i sogni, o i deliri, con questo caldo.

In Sicilia sono già stata due volte, quindi diciamo che i due terzi dell’isola li ho visitati, qui fu raccontato il mio viaggio nell’estate del 2013, nel 1999 andammo nel centro isola, Enna e dintorni, poi al sud ovest, Sciacca, Agrigento, Marsala. Ora resta il Nord e Palermo; che dire? Le due esperienze precedenti furono bellissime e ricche, immagino che Palermo e dintorni non siano da meno. Poi, perché no, rivedere i luoghi del 1999… sarà sicuramente cambiato qualcosa, speriamo in meglio! Ma, per l’amor di Dio, non in piena estate, ma in una mezza stagione, ammesso che ce ne siano ancora!

Intanto, nei prossimi giorni partiremo per un piccolo viaggio. Dove? Lo racconterò al ritorno e speriamo che sia un bel racconto.

 
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QUARANTA GRADI

Post n°1829 pubblicato il 28 Giugno 2022 da atapo
 

RECLUSA



 

Mi sembra di essere in prigione. A causa di questo caldo torrido, ieri 40 gradi, non esco più, se non per assoluta necessità.

A questa categoria appartiene la piscina: ora frequento, una o due volte per settimana, le lezioni della mattina che iniziano alle 8,30 o alle 9, in quelle del pomeriggio, ore 15,30, non sopravviverei al percorso di andata e ritorno! All'uscita passo velocemente al supermercato se c'è necessità di qualcosa, poi mi rintano in casa, persiane chiuse e ventilatore acceso nella stanza in cui sto e così sopravvivo fino a sera... ma nemmeno la sera fa fresco, sempre sui 30 gradi, faccio solo un giro in giardino a dare un po' d'acqua alle piante messe peggio, finchè si potrà, fra poco immagino che le innaffiature saranno vietate.

Perchè non siamo in montagna? Mio marito ha ritirato fuori l'annoso impianto di irrigazione ancora da terminare per cui deve lavorare al pc qui in città, poi c'erano le gomme del camper da cambiare, poi, non bastasse, gli è venuto un problema ai denti con sedute urgenti dal dentista... non gli va di fare su e giù giornaliero Firenze-montagna, così si sta qui, rintanati.

Ha soltanto accettato di salire venerdì sera, poichè sabato mio figlio e Riccardo passavano di là e sarebbero stati volentieri un po' con noi, prima che Riccardo fosse portato per un po' di giorni dagli altri nonni (e anche quest'anno pare vada così...). Ma per convincerlo c'è voluta la solita voce grossa e litigata. Che poi insieme a loro abbiamo passato una bella giornata, con un buon ristorante e una rinfrescante passeggiata lungo uno dei sentieri escursionistici della zona, nel bosco fitto costeggiando un torrente.

Che estate di mxxxa !

Mi manca il mare, mi accontenterei di qualche giretto in centro, un salto in libreria, la visita a una mostra o a un museo... impossibile affrontare questo tipo di spedizioni, oltretutto con la chiusura delle scuole gli autobus sono diradati, ma affollati come sempre.

Leggo, leggo, leggo, solo questo mi distrae; si soffre a fare qualsiasi attività, ho anche poca voglia di scrivere, sono accaldata, nervosa, non sopporto quasi niente... e siamo appena alla fine di giugno!

 
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20

Post n°1828 pubblicato il 23 Giugno 2022 da atapo
 
Tag: memoria

ANNIVERSARIO




 

Si può festeggiare il compleanno di una cosa? Non credo sia comune il farlo, ma se il compleanno è di quelli importanti…

Ecco, io a metà giugno ho voluto festeggiare il ventesimo compleanno… della mia protesi d’anca!

Proprio perché ventesimo, se lo merita proprio!

Nel 2002, quando la mia situazione ortopedica si era fatta insostenibile, dopo tanti mesi in lista d’attesa, con una grande ansia, ma con la speranza che poi avrei avuto miglioramenti, affrontai questa prova che fu davvero pesante e impegnativa. I medici dicono che ormai è un intervento di routine, ma per chi lo deve affrontare non è da poco; di fronte ai vantaggi del “dopo” non mettono bene in evidenza i rischi, le complicazioni, gli esiti non perfetti… che accadono abbastanza di frequente perché in realtà è un’operazione complessa.

Nel mio caso ancora di più, perché provenivo da una malformazione di nascita, su cui erano intervenuti già nell’adolescenza, il medico che mi operò (bravissimo, pochi anni dopo divenne primario) aveva fatto tutti i calcoli e i controlli possibili. La complicazione che ne seguì, cioè la lesione al nervo sciatico, credo di poterla imputare proprio al fatto che la mia anca era “fuori posto” da prima, chissà da dove passava quel nervo, che fu toccato e danneggiato, per cui dovetti fare mesi e mesi di fisioterapia per riacquistare un po’ di sensibilità e di equilibrio, ma non completamente.

L’anca nuova però era PERFETTA e funzionava a meraviglia. Nel 2002 quel tipo di protesi veniva garantita per dieci anni, massimo quindici, invece ora, dopo venti anni, è ancora al suo posto e fa il suo dovere. Certo, un po’ di affaticamento con l’avanzare degli anni è aumentato, ma niente per cui mi debba preoccupare o senta segni di usura tali da temerne la fine, la necessità di sostituzione. E io ho venti anni di più, anche questo in generale è da mettere in conto! Io cerco di tenerla bene, di non affaticarmi o lanciarmi in prodezze da correre rischi, sarebbe veramente un sogno se mi durasse per tutta la vita, ricordo quell’intervento e il periodo successivo con angoscia, rifare l’esperienza è l’ultima cosa che vorrei.

Ecco quindi che un festeggiamento la protesi se lo meritava proprio: eravamo in montagna, siamo andati a mangiare al ristorante.

Ricordavo che per i dieci anni di protesi neppure ci feci caso, era la terribile estate del 2012, con la suocera ammalata in casa, poi all’ospedale…

Ma stavolta la ricorrenza non volevo proprio passarla sotto silenzio!

 
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INTERCITY

Post n°1827 pubblicato il 18 Giugno 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

VIAGGIO LENTO

 


 

Ieri sono stata a Bologna. Giusto una scappata, praticamente l’arrivo per l’ora di pranzo (non mi lascio sfuggire l’occasione di una trattoria, un piatto di lasagne squisite e un cream caramel sublime), poi il pomeriggio e il ritorno in serata. Tutto deciso pochi giorni fa, dovevo incontrare persone a un evento, per una futura possibile iniziativa sul mio libro autobiografico… ma non voglio dire oltre sull’argomento, è tutto ancora agli inizi e nebuloso, forse non se ne farà nulla, per lo meno ho ritrovato amici e ho conosciuto nuove persone simpatiche.

Il motivo per cui ora scrivo è un altro, ha a che fare col viaggio-trasferimento, in particolare quello del ritorno. Il caso fortunato ha voluto che pochi giorni prima del fissare questo appuntamento, sia Trenitalia sia Italo mi avessero mandato le solite periodiche offerte per forti sconti sui viaggi del prossimo periodo… offerte che quasi mai avevo utilizzato, perché si sa che i miei viaggi sono col contagocce. Invece ora sono capitate proprio a proposito e riuscivo ad avere biglietti a prezzi molto inferiori, davvero una pacchia. C’erano da considerare gli orari, soprattutto quello del ritorno, abbastanza tardi per stare tranquilla di non dover fuggire a Bologna di corsa verso la stazione. Così esplorando il sito di Trenitalia ho scoperto che alle 20.04 da Bologna partiva un Intercity, forse l’unico della giornata. Residui di una ferrovia quasi preistorica, di Intercity non ce ne sono quasi più, almeno sulle linee principali, tutto è diventato più rapido e con l’alta velocità delle Frecce Firenze-Bologna si fa in poco più di mezz’ora. Stavolta fretta proprio non ce l’avevo, l’orario di partenza mi andava benissimo, non mi importava poi se il viaggio durava un’ora e venti, porto sempre con me un libro da leggere. E col prezzo così basso, lo sconto ulteriore di cui disponevo… mi sono tolta la voglia di viaggiare in prima classe con meno di 10 euro!

Intercity… qualcosa che mi riportava al passato… ed è successo qualcosa che non avevo previsto.

Il ritorno con questo treno, iniziato con 20 minuti di ritardo che non mi hanno affatto sorpreso, anzi avevo messo in conto tale eventualità, mi ha fatto fare un viaggio nel tempo.

Mi sono sorpresa a pensare da quanti anni non prendevo l’Intercity, che viaggia sulla linea che non è solo gallerie, ma ti lascia ammirare l'Appennino.

A quei tempi sapevo a memoria i paesi e i paesaggi e li riconoscevo al volo: all’uscita di ogni galleria l’abitudine mi faceva capire subito in che punto eravamo, poi c’era la sottile ansia durante la galleria lunghissima, coi truci ricordi degli incidenti e degli attentati.

Ho ripensato alle occasioni in cui viaggiavo così: nei tempi lunghi della mia tesi i frequenti pomeriggi Firenze-Bologna e ritorno per incontrare il professore che mi seguiva; negli anni precedenti a quelli i viaggi per dare gli esami universitari, per le iscrizioni e la ricerca dei programmi d'esame, lo stress di quelle fatiche di studio che si sommavano alle fatiche di famiglia e del lavoro...

Appena in pensione ci furono i tanti viaggi Firenze-Ferrara negli ultimi anni di vita di mia madre, viaggi sempre più tristi... E quelli successivi alla sua morte, per svuotare la casa, tra nostalgia, dolore e ricordi.

E ancora, prendevamo gli Intercity notturni con le classi per i viaggi-scambio in Francia, risentivo il chiasso dei bambini emozionati, anche agitati all'inizio con la sistemazione negli scompartimenti e i bagagli dappertutto, per alcuni era il primo viaggio in treno e senza genitori... anche noi insegnanti eravamo un po' emozionati per l'avventura, ogni volta diversa: si apriva per loro e per noi una settimana che sarebbe stata ricca di esperienze indimenticabili.

Così il viaggio è volato senza che avessi bisogno di aprire il libro per leggere, guardavo dal finestrino a riconoscere i paesaggi familiari e a rievocare anche un po’ alla rinfusa tanti ricordi della mia vita. La luce del lungo tramonto sereno di giugno mi ha consentito questo viaggio nel tempo fin quasi all’arrivo a Firenze, a un presente ormai immerso nel buio notturno di una serata caldissima.

 
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PROGETTI ?

Post n°1826 pubblicato il 16 Giugno 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

AVANTI E INDIETRO

il mio paese sulla montagna pistoiese

Ancora non si sa niente, non si può decidere niente. La revisione del camper è stata fatta, il risultato è che si devono cambiare le gomme: non è prudente avventurarsi in viaggi con quelle montate, sono troppo vecchie.

Così ora il marito deve cercare le gomme nuove (confronto prestazioni, prezzi ecc. tutto on line), poi trovare l'officina, farle procurare, fissare l'appuntamento per il lavoro...

Giorni e ancora giorni.

Nel frattempo a Firenze si bolle, allora andiamo in montagna, tre, quattro giorni, poi si torna, ci sono varie incombenze in città, per fortuna il viaggio dura meno di un'ora.

Lassù si sta bene, è fresco ed è tutto riposo per me, perchè non ho un computer mio, solo il cellulare per leggere la posta, le ultime notizie di facebook, qualche telefonata o messaggio ad amici e amiche. E per questi spostamenti sono da organizzare nei tempi giusti le provviste, le lavatrici, i bagagli da spostare...

Lassù leggo, almeno finisco qualcuno degli innumerevoli libri intonsi della mia biblioteca, anzi, ho pensato che, ora che qualche armadio è sistemato e chiuso, ne porterò là un bel po', di quelli più... narrativi e leggeri, proprio da vacanza.

Sollecito il marito affinchè finisca la camerina col lettino singolo, così spero che mio figlio ci lascerà finalmente Riccardo per qualche giorno.

Intanto però il mare si allontana sempre di più!

E si sta avvicinando un altro "incubo": a mio marito il 27 luglio scade la patente: dovrà rifare la visita medica. Quando? Impossibile saperlo, lui ha presentato la documentazione molto per tempo, come gli era stato consigliato cinque anni fa, quando per il precedente rinnovo si era mosso all'ultimo momento ed eravamo rimasti senza patente per alcuni mesi e fu una tragedia!

Questa volta i documenti ci sono, la richiesta è partita, ma... c'è il covid! Tutti questi tipi di prestazioni hanno ritardi spaventosi, ne leggiamo sui giornali, si rischia di aspettare mesi su mesi prima di essere chiamati. E nel frattempo? Mezzi pubblici e taxi.

Se non riusciamo ad andare al mare e a rientrare per il 27 luglio... Fine dei progetti di viaggio estivi, oppure tutto da reinventare.

E' mai possibile che ultimamente quasi tutte le estati ci sia da combattere per un po' di viaggetti e un po' di mare? E non aggiungo altro per ora, accontentiamoci della salute.

 

 
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MA E' GIA' ESTATE ?

Post n°1825 pubblicato il 05 Giugno 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

GIUGNO CHE SEMBRA LUGLIO


"Amicizia" di Eduardo de Filippo

E anche maggio è volato. I miei buoni propositi di stancarmi un po’ meno dopo lo spettacolo di Brecht non li ho molto realizzati: ho preparato quelle presentazioni del libro all’evento del quartiere, al CIDI mi hanno coinvolto in un convegno nazionale on-line in cui dovevo parlare della mia esperienza come insegnante nel laboratorio extracurricolare di teatro in francese. Dicevano che quest'anno doveva partecipare anche il nostro gruppo di studio sull'intercultura, che ognuno di noi aveva qualcosa di interessante da trasmettere ad altri... Ho aderito senza molto entusiasmo, ormai sono passati anni dal mio lavoro di insegnante, inoltre quella era un’esperienza particolare che secondo me non si può liquidare in 15 minuti di bla bla davanti a uno schermo, senza il tempo e il modo di approfondire in risposta alle eventuali domande degli ascoltatori; ho lavorato a lungo a preparare quella relazione, cercando i punti essenziali, la documentazione indispensabile, da materiali che avevo riposto nell’armadio da anni, semplificando, tagliando… e alla fine non sono rimasta soddisfatta di come si è svolto l’intervento, in così poco tempo (e interruzioni per inconvenienti tecnici) mi pareva non fosse esauriente a far capire il valore e, soprattutto, la riproducibilità in altre situazioni di un progetto simile. E non vedere in faccia chi mi ascoltava non mi dava il riscontro dell’attenzione, interesse e partecipazione. Vabbè. Molta fatica, risultati quantomeno dubbi. Spero che sia l’ultima volta che si facciano convegni online e magari anche l’ultima volta in cui mi chiedono di partecipare: da otto anni ormai sono completamente al di fuori dalla scuola!

Poi c’è stata l’ultima fatica teatrale: i “ragazzi over 65” hanno messo in scena alcuni atti unici, io ero in “Amicizia” di Eduardo de Filippo. Anche se è stato impegnativo, con necessità di prove aggiuntive per migliorarci al massimo (ma per fortuna, essendo tutti pensionati, si potevano fissare in orari decenti e diurni), mi sono molto divertita. Siamo andati in scena il 27 maggio, proprio all’inizio del gran caldo: era stata un’ottima intuizione di chiudere il percorso teatrale entro maggio, dato che alcuni poi partivano già per viaggi, da bravi pensionati.

Nel frattempo abbiamo avuto occasioni di procurarci alcune cose che occorrono nella casa in montagna, allora vai, giornate a girare, a prenderle, a portarle su… c’era anche un divano, dono della mia regista anziana che sta cambiando arredamento in una delle sue case.

E assaporato il clima più favorevole che c’è ora in montagna ci siamo già ritornati e restati per tre giorni, fra un impegno e l’altro. Lassù, dopo aver scaricato le innumerevoli mercanzie che portiamo ogni volta, mi riposo davvero, non svengo per il caldo (alla sera: felpa), leggo finalmente un bel po’ di libri, di romanzi. Ora sono con “La guerra dei figli” di Lidia Ravera, in tre giorni in montagna ne ho letto metà.

Il caldo forsennato mi dà la sensazione di essere già avanti con l’estate, luglio inoltrato, mi stupisco quasi che siamo ancora qui e non in qualche viaggetto.

Questo argomento è ancora un grosso punto interrogativo. Mio marito è riuscito a ridursi all’ultimo per fissare la revisione del camper, quando ormai l’officina era strapiena di appuntamenti e ce lo ha fissato per il 10 giugno, fino ad allora meglio non usarlo, ci sono alcune cosette da controllare. Tocchiamo ferro che tutto poi si sistemi in fretta, che si possa metterlo in strada… verso il mare! Io avrei preferito poter partire appena finito l’ultimo spettacolo, per essere ora già coi piedi a mollo.

Ho una voglia folle di mare, ma leggo nei siti e pagine di camperisti che i prezzi in campeggi e aree di sosta sono saliti alle stelle e che sulle coste da molte parti è già tutto esaurito, pare che il covid abbia “lanciato” la moda del camper, piccola casa indipendente che isola da contatti rischiosi. Così chissà cosa ci toccherà, se riusciremo a vedere il mare…

Nei prossimi giorni dobbiamo fare quindi un po’ di progetti per l’estate, confrontarci anche coi figli, se e quando avranno bisogno di babysitter… penso che in ogni caso sarà bene preparare vari piani d’azione, quello A, ma forse non basterà soltanto prevederne uno B, le sorprese posso essere tante…

Io, per ora, fino al 10, vivo giorno per giorno, sopravvivendo al caldo con l’aiuto della ginnastica in piscina.

 
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DOVE VORREI TORNARE

Post n°1824 pubblicato il 30 Maggio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

MOLISE

 

 

"Il Molise non esiste” così come “La Basilicata non esiste”: frasi cattive che girano su queste due piccole regioni che hanno tante bellezze, come tutte le altre regioni italiane, però meno pubblicizzate, quindi meno conosciute, sono luoghi per intenditori.

Nella seconda non ero mai stata fino al viaggio-avventura dell’estate 2011 (chi volesse saperne di più è anche raccontato abbondantemente in questo blog), nella prima andai tanti anni fa.

Erano i tempi dei figli piccoli e delle vacanze in campeggio col carrello-tenda, da fare santo subito per la sua comodità: si attaccava all’auto, arrivati in campeggio si staccava, si premevano alcuni pulsanti e si apriva tutto, ferri di supporto, teli di copertura, piani aggiuntivi, un po’ come i furgoncini degli ambulanti. Entro cinque minuti potevamo già andarci a letto dentro, se eravamo arrivati alla sera tardi. Poi, con comodo, il mattino dopo si aggiungeva la veranda. E se volevamo fare gite nei dintorni si lasciava lì il carrello e si partiva con l’auto.

Insomma, quell’anno eravamo finiti in Molise, in un campeggio sul mare vicino a Campomarino; quasi sempre sceglievamo un po’ a caso le mete delle nostre vacanze, ma sempre al mare, che faceva bene a me e ai bambini, forse quella volta aveva influito anche la mia curiosità di conoscere qualcosa sui popoli antichi precedenti ai Romani. Non ricordo molti dettagli di quei giorni, soprattutto la tranquillità del luogo, insieme alla sua ricchezza di un ambiente ancora molto naturale. Ci stavamo bene, i figli erano sempre all’aperto con gli altri bambini ospiti del campeggio, passavano i contadini con uova, verdure e formaggi squisiti, c’era vicino un maneggio appena aperto con prezzi irrisori, lì ho scoperto la bellezza dell’andare a cavallo, anche mio figlio, che aveva otto anni, si appassionò a tal punto che poi da adolescente andò a fare per vari anni settimane-vacanza a cavallo.

Ogni tanto facevamo gite, a Termoli, nei paesi sulle montagne dell’entroterra: per arrivarci c'erano o autostrade o quasi mulattiere contorte, in una natura incontaminata. Ciò che mi rimase più impresso e che ricordo ancora è l’enorme diga di Guardalfiera, il grande lago che si è formato e la strada che lo attraversa: un’opera così imponente per un territorio così piccolo! Certo un vantaggio per gli approvvigionamenti d’acqua per le coltivazioni, ma sulla costa gli abitanti storcevano il naso: al campeggio ci dicevano che la diga aveva cambiato il microclima, quella enorme massa d’acqua aveva aumentato l’umidità e la piovosità, prima non c’erano mai stati temporali così violenti… e lo subimmo anche noi, perché un acquazzone quasi diluvio appena prima della nostra partenza ci impregnò d’acqua il carrello, ferri e teli, a tal punto che da allora cominciò il suo lento rovinarsi e arrugginirsi.

Negli ultimi anni, attraverso questo blog ho conosciuto un’amica originaria di Capracotta, in Molise; emigrò a Bologna da piccola, ma laggiù ha ancora una casa di famiglia in cui trascorre diversi mesi all’anno. Le foto che mette su Facebook di quelle zone mi fanno ripensare a quella lontana vacanza e mi è venuta voglia di tornarci, ormai sono diversi anni che all’inizio dell’estate lo prendo in considerazione, ma, per una ragione o per l’altra, alla fine viene rimandato a… chissà quando.

 
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PRESENTAZIONI

Post n°1823 pubblicato il 25 Maggio 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

"IL LIBRO DEL VICINO"



Si tratta di una manifestazione del mio quartiere: gli scrittori che abitano in zona possono presentare un loro libro al pubblico, in alcune biblioteche. Di questo libro lasciano in omaggio una copia ad ognuna delle biblioteche di quartiere.

Nata qualche anno fa, sospesa nel 2020 per il covid, l'anno scorso fu fatta on line, io partecipai per la prima volta, feci conoscere il mio libro "Neretta". Quest'anno finalmente è tornata in presenza ed io mi sono iscritta, stavolta col libro "L'aria buona del giardino".


Per me è la prima esperienza di questo genere, ero emozionata, ma non troppo, in fondo mi piace incontrare le persone, raccontar loro qualcosa, intuire le reazioni del pubblico osservando le reazioni, gli sguardi... altrimenti che attrice sarei?

Forse ero più agitata l'anno scorso, con queste piattaforme dove vedi gli altri ma sembrano lontanissimi, riesco male a interpretare gli sguardi, e ho in più l'ansia dei malfunzionamenti della tecnologia.

Mi ero preparata bene: le impressioni sul mio libro che mi aveva raccontato un amico mi avevano dato l'idea di fare una piccola indagine tra altri amici lettori su quali parti li avessero colpiti di più. Avevo ricevuto parecchie risposte, con risultati interessanti: contavo di leggere piccoli brani, scelti tra quelli che avevano avuto più preferenze, sarebbero stati probabilmente graditi.

Invece, alla diffusione del programma ho scoperto che in una prima presentazione generale di tutti gli autori ognuno avrebbe avuto a disposizione cinque minuti e che vuoi dire in così poco tempo?

Successivamente ci sarebbero stati altri due incontri, in due diverse biblioteche di quartiere, in ognuno avremmo avuto quindici minuti, nemmeno questi sono poi molti, quando si parla o si legge passano in un baleno.

Così ho dovuto tagliare drasticamente le mie aspirazioni di letture, insomma ho letto solo due brani, il primo sul giardino, tanto per onorare il titolo, il secondo sulle mie prime impressioni appena arrivata a Firenze, stavolta per onorare... il pubblico fiorentino. Ho preferito per il resto del tempo spiegare perchè l'ho scritto e cosa si può trovare in quelle pagine: una città, Bologna, e un'epoca molto diverse da oggi.

Sono così rimasta dentro ai tempi dati, altri autori hanno spudoratamente "sfondato" e non mi è sembrato corretto. Il pubblico mi è parso attento e interessato, entrambe le volte; mi dispiace che fossimo in tanti autori, alla fine era tardi, quasi nulla è rimasto per chi voleva porre osservazioni o domande. Penso di suggerire agli organizzatori, che conosco, di fare magari una presentazione soltanto per ciascun autore, anzichè due, ma con maggior tempo a disposizione. Entrambe le volte è venuto qualche mio amico, più di quanti mi aspettassi e questo mi ha reso felice e carica per dare il meglio di me.

Mi dispiace un po' che mio marito non si sia fermato nemmeno una volta, dice di essere contento quando scrivo o vinco premi, però non gli interessa questo genere di eventi, magari mi accompagna, ma poi se ne torna a casa, o si ferma ad aspettarmi in un parcheggio, leggendo o lavorando al portatile.

Ora però confesso una cosa: anche altri autori hanno letto brani dalle loro opere, devo dire che quasi nessuno mi è piaciuto, mi parevano abbastanza inconsistenti nel contenuto, o con linguaggio arzigogolato... e le poesie di poetico avevano ben poco, non mi davano emozioni, erano più raccontini dove, immagino, ogni tanto si andava a capo, se avessi visto la pagina scritta. O forse sono troppo critica e presuntuosa?

Tra l'anno scorso e ora, in questo evento ho conosciuto alcune scrittrici, famose come me, cioè per nulla; una soprattutto mi ha colpito, una signora egiziana che l'anno scorso presentò due fiabe del suo paese scritte in italiano e arabo, mentre quest'anno un romanzo costruito da interviste a donne emigrate. E' stato pubblicato da una casa editrice egiziana, per ora solo in arabo, peccato, perchè l'avrei letto volentieri. E' una donna vulcanica, attiva in varie associazioni culturali, ci ha proposto di ritrovarci ancora per conoscerci meglio; così un pomeriggio in quattro scrittrici ci siamo date appuntamento in un parco cittadino e siamo rimaste a chiacchierare un'oretta di noi, dei nostri lavori, dei dubbi, successi e insuccessi della nostra attività e dei nostri sogni letterari. Due di loro sono anche insegnanti, altro punto che ci accomuna. Vorremmo aiutarci a creare occasioni per presentare e diffondere i nostri lavori, è una strada per me completamente nuova, ci terremo aggiornate... e chissà...

 
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TEMPI BREVI E RARI

Post n°1822 pubblicato il 17 Maggio 2022 da atapo
 

PICCOLE GIOIE

 


 

In una grande cucina, un tavolo con succhi di frutta e pezzetti di schiacciata, è ora di merenda.

In mezzo al tavolo, un sacchetto di stoffa ben chiuso da un nastro azzurro, vicino un biglietto: regalo e auguri per un compleanno.

Attorno al tavolo tre bambini e una nonna (io). E’ il compleanno di Damiano, io e il nonno siamo andati a prenderlo a scuola, insieme a Cesare, poi io ho aspettato Diletta alla sua scuola, ora siamo lì tutti insieme.

Smaniano per aprire il pacchetto, ma ho detto che prima devono finire la merenda e pulirsi bene le mani unte. Intanto giochiamo a indovinare cosa contiene, devono pormi domande a cui posso rispondere solo con SI’ o NO, si divertono proprio e non indovinano, anzi il mistero diventa ancora più fitto.

Finalmente Damiano può aprire: ci sono due statuine di dei Egizi (ricordate la visita al museo archeologico?): il dio ippopotamo in ceramica azzurra, riproduzione di quello conservato al Louvre, e il dio cane Anubi di legno nero, un pezzo vintage che proviene dall’Egitto. Damiano è felicissimo, li accarezza, ne studia ogni particolare, tutti ascoltano la storia dell’ippopotamo e del significato dei fiori di loto disegnati sulla statuina.

Poi un discorso dietro l’altro e finiamo a parlare del terremoto che in questo periodo si fa sentire a Firenze: loro mi dicono cosa si deve fare, l’hanno ben chiaro, io gli racconto le mie esperienze di terremoti precedenti.

E’ bello stare così insieme, senza fretta, tranquilli, a parlare e ad ascoltarci, senza la televisione accesa. Peccato che queste occasioni siano così rare, quasi sempre abbiamo fretta, hanno qualcosa di pressante da fare, c’è un cartone in TV che gli interessa, o sono agitati e si scatenano. Me lo ricorderò con piacere quel pomeriggio.

Quando, alcuni giorni dopo, ho ricevuto in dono il libro “La cuntintizza. Piccole ragioni della bellezza del viveredi Simonetta Agnello Hornby e Costanza Gravina e ho letto in quarta di copertina “… qualcosa di piccolo che si scioglie e per un attimo addolcisce il tutto e subito si consuma” , mi è venuto in mente quel breve tempo di pace e bellezza vissuto insieme ai tre bimbi in quel pomeriggio, così bello e così breve.

 

 
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FINE DI UN' EPOCA

Post n°1821 pubblicato il 10 Maggio 2022 da atapo
 
Tag: teatro

SPOSTATI ADDIO


Picasso


A fine mese la regista lascerà Firenze definitivamente, dividerà l’anno tra Viareggio, dove ha un appartamento, Nizza, dove ha una casa, il Lussemburgo, dove vive sua figlia. Sta iniziando un periodo tumultuoso in cui dovrà sistemare le sue case, il teatro verrà accantonato, probabilmente per sempre. Del resto ha già un’età ragguardevole, può anche pensare di riposarsi.

Ieri sera ci ha invitati tutti in un bar del centro, dalle 19,30 alle 22,30 era solo per noi, per un apericena e un incontro di saluti.

E’ stato molto bello, a tratti commovente: c’eravamo tutti noi “Spostati”, del Camerino Volante, nonostante fossero invitati, ne sono venuti solo alcuni, manco a dirlo quelli più simpatici (probabilmente quelli che si sono trovati meglio nei due lavori che abbiamo già fatto insieme).

Pizzette e chiacchiere, brindisi e rievocazioni del successi passati.

C’era anche Enrico, il nostro artista che ha sempre preparato scenografie e locandine, è anche ottimo musicista e negli spettacoli ci faceva gli accompagnamenti musicali, sia con arrangiamenti di canzoni, sia con composizioni sue. Ieri sera aveva portato la tastiera e a un certo punto ci siamo messi a cantare in coro… un po’ di tutto, partecipava anche il padrone del bar.

Il locale è in una stradina del centro abbastanza conosciuta, le porte erano spalancate, i passanti rallentavano incuriositi, si aprivano le finestre delle case e qualcuno si affacciava: erano divertiti, abbiamo fatto spettacolo, l’ultimo spettacolo. E quando ricordavamo che non ci saremmo più incontrati in questo modo, che non avremmo più lavorato insieme spronati dalla nostra regista, c’era un attimo di imbarazzo e di commozione…

Avevamo commissionato a Enrico una pittura da regalarle: lui ha fatto una bellissima composizione in cui c’è lei al centro e tutt’intorno, come immagini in girotondo, delle raffigurazioni che riprendevano particolari degli spettacoli che abbiamo messo in scena durante gli anni in cui siamo stati “Spostati”. Non poteva avere un’idea migliore: a guardarla si rivive la nostra storia teatrale, siamo rimasti affascinati quando la destinataria ha aperto il rotolo e mi pare proprio che l’abbia gradito moltissimo. Naturalmente dietro l’abbiamo tutti firmato.

Alle 22,30 siamo usciti, fine della festa. Sul marciapiede non ci decidevamo a lasciarci, tra le promesse di rivedersi, di andare a trovare la regista, almeno quando sarà a Viareggio…

Fine degli Spostati, ci disperderemo; qualcuno spera di avere impegni con un altro regista di un teatro fiorentino, in teoria molti di noi sono ufficialmente passati al Camerino Volante, ma ancora non è chiaro cosa bolle in pentola e se ci saranno progetti che coinvolgano tutti.

La storia della compagnia è decisamente finita.

Meglio, per ora, cominciare a pensare alle vacanze!

 

 
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DOVE VORREI TORNARE

Post n°1820 pubblicato il 01 Maggio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

VIENNA

 

 

Forse avrei dovuto dire AUSTRIA, o forse va bene così, VIENNA.

Un'estate di molti anni fa, durante le settimane in cui i nostri figli erano in vacanza in colonia e mio marito ed io eravamo soli, decidemmo di fare un viaggetto in Austria, nove giorni, dal sabato alla domenica successiva, una settimana di ferie per mio marito.

In macchina, senza fissare nessun albergo: lui si era informato e aveva saputo che in ogni paese e città all'ufficio del turismo si poteva fissare una stanza o un albergo per la sera stessa e così avremmo fatto.

-Ma come si fa con la lingua, col tedesco? Parlerai sempre tu in inglese?- chiesi io.

-Non preoccuparti, mi rassicurò lui, ho studiato il tedesco nei primi due anni di scuola superiore, non avremo problemi.-

Io non ero del tutto tranquilla, ma a quei tempi avevo ancora molta fiducia nelle sue affermazioni.

Appena passato il confine, ai primi cartelli stradali o di avvertenze io mi sentivo un'aliena.

-Cosa c'è scritto?- chiedevo. Lui taceva.

Al secondo paesino che attraversavamo fermò l'auto di botto davanti a un negozio, scese ed entrò velocemente: ne uscì con un piccolo vocabolario italo-tedesco, si era reso conto di non ricordare quasi niente!

Così cominciò quel viaggio, che poi proseguì molto bene, percorremmo la strada tra i laghi per avvicinarci a Vienna, la nostra meta più importante. Soggiornavamo in bed&breakfast graziosissimi, con paesaggi da sogno e colazioni superabbondanti e squisite, lungo il percorso però tante cose belle ci distraevano e ci facevano attardare: soste ai bordi dei laghi in luoghi incantevoli, un villaggio-museo con la ricostruzione della vita medievale (allora impensabile in Italia), la città di Klagenfurt, poi Graz...

Insomma, i giorni passavano troppo veloci così quando arrivammo a Vienna ci era rimasto poco tempo, mi pare tre giorni al massimo. E sulla guida erano tante le cose da vedere! Quanto abbiamo camminato! Ci abbiamo infilato anche il castello di Schönbrunn e lì mio marito temeva crollassi a terra da un momento all'altro dalla stanchezza. Non volevo assolutamente perdermi un giro sul Prater (dove soffiava un vento gelido dal Danubio), qualcosa di Klimt, il mercato dell'usato dove dai paesi dell'est arrivavano oggetti strani e particolari, la cotoletta viennese e, soprattutto, almeno una merenda in un caffè, a base di sachertorte.

I miei sensi erano talmente attivi e all'erta per non farmi sfuggire niente in quelle ore di folle immersione nel mondo viennese che, alla notte, sognai di continuare i giri turistici e sognai... in tedesco, che capivo benissimo, almeno in sogno.

Restammo fino all'ultimo minuto possibile, di corsa rientrammo in Italia, vedendo Salisburgo, dove avremmo voluto fermarci, solo dal finestrino dell'auto.

Così tornerei volentieri a Vienna (e aggiungo pure Salisburgo) rifacendo la zona dei laghi, ma senza fretta, d'estate, mettendoci stavolta... non meno di tre settimane!

 

 
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ATTIVITA' FISICA

Post n°1819 pubblicato il 30 Aprile 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

A PASSO LENTO

 


 

Ha ricominciato a uscire, ma si sente molto debole, le gambe sono fiacche. Da febbraio, ancora non ci siamo. E non c'entra il covid. Gli ho proposto di andare lui a fare la spesa nei supermercati vicini, in circa un quarto d'ora a piedi ci si arriva, sarebbe una passeggiatina quotidiana, un'attività fisica leggera, ma costante, lo aiuterebbe a rinforzarsi, respirerebbe anche un po' d'aria. Se si convincesse ad andare in piscina, o a un corso di ginnastica leggera per anziani, abbiamo una palestra per questo a pochi passi da casa... Macchè!

Questo è mio marito, in pochi mesi è invecchiato di un bel po', se prima si muoveva poco, ora anche meno.

In due fine settimana sono riuscita a trascinarlo in centro a Firenze. La prima volta a vedere una mostra di Ferragamo sui bellissimi foulard di seta e l'origine dei motivi ornamentali usati nella ditta: un'esposizione particolare, curiosa e soprattutto bella, molto bella.

La domenica successiva in piazza Santa Croce al mercatino francese, attirato dall'acquisto dei biscotti bretoni di cui siamo golosi.

In entrambe le occasioni c'è stata una breve passeggiata, tra le vie del centro e sui Lungarni. I pomeriggi erano caldi e soleggiati, un po' di folla di turisti in certi punti, ma conoscendo la città si riuscivano a trovare strade poco frequentate. In questa stagione è bello girare per la città così luminosa e tiepida, i palazzi, il fiume, le sue rive, gli scorci del paesaggio e delle costruzioni sono ancora più affascinanti.

Ma ora camminiamo lenti: io che prima faticavo a stargli dietro col passo ora non fatico più, anzi a volte lui si ferma ad ammirare qualcosa, o a notare angoli che non conosceva (non ama andare in giro per la città così solo per guardare e scoprire), io riesco a stargli a fianco senza fatica, credo che queste soste siano anche per riposarsi.

Così scopro questa sua debolezza e mi addolora: sento il tempo che passa inesorabile, accantono come tesori questi momenti di serenità tranquilla, vorrei che ce ne fossero più spesso...

Non so cosa e quanto ancora riusciremo a fare, non si parla quasi più di progettare viaggi, ci sono diversi motivi che ci scoraggiano, ormai quello che è fatto credo ci dovrà bastare o poco di più...

... e tutto questo mi mette un po' di malinconia.

 

 
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INTORNO A PASQUA

Post n°1818 pubblicato il 22 Aprile 2022 da atapo
 

ARIA di RELAX

 


 

Sono stati molto belli i giorni attorno Pasqua: innanzitutto il sole, il tepore e la primavera nel suo splendore.

Siamo stati tutti insieme la domenica, nonni, figli e nipoti. Il solito pranzo a cui tutti contribuiscono, io avevo il… pezzo forte, perché da Bologna avevo portato più di un chilo di tortellini, comperati nel negozio più famoso della città (e nemmeno il più caro!), si sa che i tortellini bolognesi non hanno uguali e tutti in famiglia li apprezziamo, ricordando la città da cui proveniamo.

Per tortellini così SUPER ci voleva un super brodo, cioè quello fatto da me, che mio marito dice sia migliore di quasi tutti quelli che si trovano nei ristoranti. Così ora, consumato il brodo, ho congelato diverse porzioni di lesso, lingua e polpettone per pasti frettolosi dell’ultimo minuto.

Peccato solo che il giorno di Pasqua ci fosse un vento molto forte: avevamo progettato di fare tutti insieme una passeggiata… digestiva in un giardino storico di Poggio a Caiano, ma il vento eccessivo ce l’ha impedito, ci siamo accontentati di chiacchiere e giochi nell’ampia terrazza di mia figlia, protetta dal vento.

Martedì sono andata al Museo Archeologico con mio nipote Damiano: lui è l’intellettuale della sua famiglia, sempre interessato a tutto ciò che è culturale e tempo fa mi aveva chiesto “cos’è un museo?”

Dentro di me ero un po’ scandalizzata che in dieci anni di vita né i genitori, né gli insegnanti l’avessero mai accompagnato a un museo. Firenze poi di musei ne ha in abbondanza!

Dopo qualche spiegazione gli ho proposto di accompagnarlo a visitare un museo, quello che preferiva, a sua scelta. Ha deciso per la sezione egizia del museo archeologico e l’ultima mattinata delle vacanze siamo andati. Gli è piaciuto moltissimo, interessato a tutto, ha scattato foto, ha riconosciuto cose che aveva studiato; passando alla ricerca delle sale giuste ha intravisto gli spazi degli Etruschi e dei Greci, rallentava e gettava occhiate qua e là. Ma più di un’ora di visita come prima volta era sufficiente, gli ho promesso che torneremo ancora a vedere altro che gli interessa. Non sarà semplice trovare i tempi, con gli impegni scolastici e altro, ma vorrei proprio riuscirci e chissà che poi non voglia aggregarsi anche qualche altro fratellino…

Prima di uscire l’ho invitato a scegliere, al book shop, qualcosa come ricordo della visita, fra poco ci sarà anche il suo compleanno… Così ha preso un gioco di carte a quiz sugli Egizi e, diceva mia figlia, ha passato con questo tutto il pomeriggio.

Ora ci si avvia all’ultima parte della primavera, con la mente rivolta a certi prossimi impegni che stanno riempiendo il mese di maggio… e si comincia a pensare di tornare in montagna, una giornata per cominciare, riaprire e controllare che tutto sia a posto, comperare in paese la buona salsa di pomodoro e l’ottima carne, respirare aria pulita.

Peccato che la meteo dia tempo pessimo almeno le prossime due settimane: è vero, l’acqua ci vuole, ma la primavera si sogna sempre col bel tempo!

Mi impegno comunque a non stancarmi più come negli ultimi mesi, voglio godermi un po’ la vita e tutto quello che arriverà giorno per giorno!

 
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