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DELUSIONE

Post n°1896 pubblicato il 05 Dicembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

QUATTRO GATTI... anzi CINQUE


 

Raccontavo, nel post precedente, della soddisfazione provata il giorno in cui avevo presentato i libri che ho scritto in un'associazione vicino casa mia. Ero baldanzosa, speravo in un'altra esperienza positiva ieri pomeriggio, quando, in un circolo Arci del quartiere, dovevo fare una seconda presentazione, stavolta solo di "L'aria buona del giardino", ma avevamo convenuto con l'organizzatrice che avrei portato anche un po' di copie di "Neretta"  perchè, si sa, poi i discorsi magari si allargano... non era da perdere l'opprtunità.

Avevo diramato inviti a destra e a manca, la sala era capiente, potevano venire tutti, ma si sa che non è mai così. Diverse persone mi avevano assicurato, anche se qualcuno dei più giovani era al lavoro alle 17, oppure aveva riunioni a scuola, essendo lunedì.

Controllavo con apprensione le previsioni del tempo, segnalavano un peggioramento... Domenica era stata una giornata splendida, magari lunedì sarebbe stato solo nuvoloso...

Invece ieri era il tipico giorno invernale di mxxxa: già dal mattino una cappa grigia di nuvole pesanti, freddo e umido da far paura e pioggia, quella triste pioggia sottile e gelida che ti infradicia dappertutto. Così sono cominciate le defezioni: fra le mie conoscenze molti sono gli anziani, ricevevo messaggi tipo "non me la sento di uscire con questo tempo... sono troppo raffreddato... ho l'influenza... ci sarà un'altra possibilità..."

Li capivo, avrei fatto lo stesso, quante volte io ho rinunciato a conferenze, film, eventi, con un tempo simile, sapendo di rischiare malanni da tutte le parti! Stavolta ci rimettevo io.

In quel circolo c'è un gruppo di persone affezionate agli incontri letterari, quando sono andata le ho sempre viste, contavo anche su di loro per incrementare il mio pubblico e farmi conoscere; ma sono tutte persone di una certa età, vale il discorso di prima.

Ho preparato il pacco di libri, che avrei voluto vendere, in una valigia impermeabile, mio marito mi ha accompagnato nel traffico infame della giornata piovosa, il mio umor nero aumentava.

Per farla breve, soltanto in cinque hanno "goduto" della presentazione: due fedeli del circolo e tre mie invitate, che non incontravo da prima del Covid e questo almeno mi ha rallegrato.

Posso dire che la presentazione è venuta bene: la relatrice ha messo in risalto parti e temi importanti, io ho fatto integrazioni, entrambe abbiamo letto dei brani scelti in precedenza, con le cinque persone ci sono stati scambi di impressioni e commenti, sul tardi è arrivato un tecnico per aiutarmi a proiettare un file che avevo preparato con antiche foto prese dai miei album di famiglia.

E' stato un bell'incontro, se non si guarda al fatto che il pubblico era così minimo e che, fra chi il libro l'aveva già e chi non era interessato ad acquistarlo, ho venduto soltanto una copia di entrambi i titoli: mi ero trascinata la valigia piena per niente, volevo essere ottimista per non cadere subito nello sconforto.

Però ieri sera al ritorno ero triste: non è facile nè semplice organizzare questi eventi, è un bel dispendio di energie, per ora non ce ne sono in programma altri, io non ho agganci vari, nè santi in paradiso!

E oggi sono stata tra l'innervosito e il rassegnato, vedendo che il cielo si è schiarito, è pure venuto fuori il sole nel pomeriggio: ma perchè proprio ieri doveva essere così schifoso? La sfortuna si è accanita...

 

 
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NUOVO MESE

Post n°1895 pubblicato il 01 Dicembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

DI CORSA


Siamo già a dicembre, ancora non sono iniziati i “compiti” prenatalizi e io sono già di corsa.

Soprattutto nell’ultimo fine settimana gli avvenimenti sono stati incalzanti, e ora continuano, avrebbero meritato cronache qui sopra, almeno per restare meglio fissati in memoria, ma il tempo non c’è stato. Provo a farne un riassunto, giusto per non dimenticare…

E’ cominciato il pomeriggio di sabato 18 novembre: una insegnante che conobbi alle presentazioni di “Il libro del vicino”, nel mio quartiere, presentava il suo ultimo libro in una rassegna a Borgo San Lorenzo, in Mugello. Aveva tre posti in macchina liberi e mi sono aggregata: non sapevo chi sarebbero stati gli altri due passeggeri, questa signora la conoscevo pochissimo, un salto quasi nel buio, come sarebbe stato quel pomeriggio? Molto piacevole è stato: eravamo quattro insegnanti, con una di loro ho scoperto che ci eravamo incontrate negli anni lontani in iniziative e corsi di aggiornamento, così mi sono trovata a mio agio. In quel paese c’era anche il mercato natalizio e nell’attesa del convegno ci siamo fatte un bel giro tra le bancarelle, naturalmente con qualche acquisto. Dopo la presentazione ho fatto uno scambio letterario: il libro presentato a me, io all’autrice il mio libro “L’aria buona del giardino”, che ora ha già letto tutto e me lo ha tanto elogiato via whatsapp.

Quel bel pomeriggio rilassante mi ha messo in forze, così ero bella carica per i giorni successivi.

Giovedì mattina partenza per Bologna.

Il mio amico psicologo teneva una conferenza sui rapporti di coppia, partendo dall’analisi del romanzo “Da soli” di Cristina Comencini. E’ un’iniziativa di un’associazione di psicologi: conferenze nel tardo pomeriggio seguite dall’apericena. Ci eravamo organizzati così: alla conferenza sarebbe venuta anche la coppia dei nostri amici bolognesi, poi avremmo dormito a casa loro.

C’è stata una sorpresa: la lettrice che doveva accompagnare i discorsi durante la conferenza si è ammalata e il mio amico ha chiesto a me se mi andava di sostituirla: figuriamoci, mi ha fatto molto piacere! Ci ha invitato a pranzo a casa sua per preparare le letture, così abbiamo passato a Bologna tutta la giornata.

Incontrarsi con vecchi amici è sempre piacevole, ci si aggiorna, si rievocano i tempi passati…

Ma venerdì mattina dovevamo affrettarci a ripartire perché…

Nel pomeriggio, alla biblioteca dell’associazione che sovvenziona anche il teatro degli OVER 65, avrei presentato i due libri che ho scritto, un evento a cui ho lavorato negli ultimi tempi, per fare la locandina, per cercare foto da proiettare in accompagnamento alle mie parole. Nonostante conoscessi un buon numero dei presenti, ero molto emozionata per questa prima presentazione “seria”, non i pochi minuti concessi dal quartiere nei suoi eventi: qui avevo un’ora a disposizione!

E’ passata veloce, i presenti erano circa una trentina, li vedevo interessati e coinvolti, alla fine ci sono state domande e ulteriori stimoli per parlare insieme. E, cosa non trascurabile, ho venduto diversi libri.

Ma non è finita: il sabato a riposare, per modo di dire: la spesa, i ripassi… perché domenica pomeriggio ero convocata per una replica dello spettacolo “Alfabeto al Femminile” , proprio adatto in questi giorni in cui la violenza di genere è all’ordine del giorno. Emozionante e coinvolgente anche stavolta e la raccolta a offerta libera all’uscita, da devolvere a un’associazione locale di sostegno e ascolto alle donne in difficoltà, ha fruttato circa 480 euro!

La nuova settimana, che ora sta finendo, è un po’ più tranquilla: solo due incontri teatrali col Camerino Volante e i preparativi per una nuova presentazione…

Ci ha pensato mio marito a ravvivare l’atmosfera: mentre lavorava in giardino martedì ha preso una botta e pareva si fosse rotto una costola. Giorni di apprensione, di rincorse telefoniche per parlare col medico di base, altro tempo al telefono per fissare la radiografia urgente, che ha appena fatto stamattina, per fortuna è solo una forte contusione!

E siamo già a venerdì, oggi ho una visita medica, una prova al teatro degli OVER 65 e un collegamento on line col gruppo intercultura del CIDI, associazione di insegnanti.

Arriverò a stasera indenne?

 

 
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TRAGEDIA

Post n°1894 pubblicato il 22 Novembre 2023 da atapo
 

IL BRAVO RAGAZZO

 


 

Questa volta, la tragedia del femminicidio di Giulia mi ha sconvolto, più di tutte le precedenti simili tragedie.

Forse è la giovane età dei due ragazzi, si pensa che i giovani abbiano ormai raggiunto la "parità di genere", che certi comportamenti siano di chi è cresciuto in ambienti maschilisti e violenti...

Qui c'era in apparenza la normalità, una bella normalità: ragazzi di buona famiglia, studiosi, vite irreprensibili, un rapporto di coppia e di amicizia semplice e normale... in apparenza.

Ecco quello che mi fa paura: IL BRAVO RAGAZZO, il giovane che tutti definiscono così, perchè a volte vai a scoprire cosa c'è dietro, cosa si mostra agli altri, alla società e cosa invece si nasconde, cova nella mente e non viene svelato nemmeno a chi è più vicino nella vita e negli affetti, salvo poi uscire in modo dirompente, fino alla crudeltà e al rovinare la vita a sè e agli altri.

Sarà perchè l'esperienza che c'è stata nella mia famiglia ha inciso in me qualcosa che si può accantonare, ma non dimenticare, che fa vedere avvenimenti e comportamenti sotto luci diverse, più tristi e diffidenti... più dolorose.

Quando sento, nei discorsi e nei giudizi, le parole "un bravo ragazzo", mi vengono i brividi.

 

 
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ALLUVIONE 2

Post n°1893 pubblicato il 13 Novembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

DISASTRO


prima

ora

L’alluvione nella pianura qui vicinissima a casa mia è stata disastrosa, ogni giorno che passa i danni si rivelano sempre maggiori: innanzitutto le otto vittime, poi i garage, i seminterrati, gli appartamenti ai piani terreni completamente invasi da un’acqua impetuosa che ha rovinato e trascinato via tutto. Molta gente ancora è nei centri di accoglienza, non è possibile che rientrino nelle abitazioni, chissà cosa riusciranno a recuperare, come e fra quanto tempo...

C’è tutto un distretto di fabbriche, soprattutto tessili, che ha avuto macchinari e materiali distrutti e ora non sanno come ricominciare e far fronte agli ordini dei clienti.

Ci sono i vivai, una vasta zona vive di questo, ora sono diventati risaie, le piante sommerse o scalzate e trascinate via… la maggior parte perdute, anche quelle che si vedono ancora verdi facilmente hanno le radici rovinate.

Ci sono, in collina, strade crollate, o l’asfalto è sventrato dalle frane, paesi sono rimasti isolati per giorni; in pianura molte strade sono ancora solo piste fangose.

Ci sono animali dispersi, molti animali domestici, ma anche di allevamento: è un territorio dove girano greggi di pecore, allevate all’aperto, la pecora in varie ricette è una specialità tipica, con sagre e concorsi.

I trasporti pubblici sono dimezzati, non raggiungono ogni località, pure autostrade e ferrovie sono rimaste bloccate per giorni.

Scoprire, in questi giorni, dalle notizie e dalle immagini l’aumento dei disastri è un’angoscia continua, commuovono gli elenchi lunghissimi delle necessità, l’aggiornamento dei punti di raccolta e di distribuzione, l’impegno di tanti ad aiutare...

Ci sono migliaia di documenti perduti…

C’era, a Campi Bisenzio, una bellissima biblioteca, la Tiziano Terzani di Villa Montalvo, specializzata nella letteratura infantile, un centro culturale operativo e famoso a livello nazionale, promotore di convegni e ricerche, che pubblicava una rivista periodica di letteratura per ragazzi; mia figlia e i nipotini ci andavano spesso a prendere in prestito libri per le letture e le ricerche scolastiche. Purtroppo si trova vicinissimo a uno dei torrenti esondati, così l’acqua è entrata come un’onda violenta e al pian terreno ha distrutto tutto, trascinando nel fango ogni cosa: libri e mobilio. La direttrice piangeva parlandone in televisione, anch’io sono rimasta sconvolta a vedere le immagini. Anni e anni di faticoso lavoro, cura, impegno, raccolte, tutto andato distrutto, per la ricostruzione chissà… la cultura non è fra le priorità…

Nella tristezza ho pensato che… beh, ora so a chi lasciare in eredità i miei moltissimi libri per bambini e ragazzi che ho ancora in casa, ricordi della mia infanzia, poi dei miei anni di insegnante...

 
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ALLUVIONE

Post n°1892 pubblicato il 04 Novembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

ANGOSCIA



 

Giovedì sera avevo le prove del teatro. Nel tardo pomeriggio c'era stata una bomba d'acqua col vento fortissimo, per fortuna alle nove pareva si fosse tutto calmato, quando io e il mio compagno attore, con cui vado al teatro, abbiamo percorso in auto le strade.

Invece abbiamo fatto appena in tempo a parcheggiare e a ripararci nel giardinetto del teatro sotto una tettoia, che si è scatenato un nuovo diluvio: la pioggia cadeva così fitta che a 20 metri di distanza formava una cortina, non si vedevano le case dall'altra parte della strada.

Noi stavamo su un marciapiede un po' rialzato rispetto alla zona erbosa ormai trasformata in acquitrino, ma dopo qualche minuto ci siamo accorti che dalla grondaia usciva un flusso violento d'acqua e che il tombino davanti a noi non riceveva più, era diventato un getto di fontana: tutto si riversava sul nostro marciapiede e noi ci spostavamo sempre più per non finire a mollo. Io guardavo tutta quell'acqua e pensavo alle alluvioni nelle strade, all'acqua e al fango che entrano in casa, alle rovine che portano...

E' arrivato chi aveva la chiave della sala, siamo entrati, il diluvio si è calmato, abbiamo fatto il nostro lavoro.

Al ritorno sul percorso c'erano zone in cui l'auto pattinava dentro immense pozzanghere...

A casa, agli ultimi controlli su internet, scoprivo il disastro che stava avvenendo nelle zone attorno a Firenze, confinanti con la mia: Campi, Prato, altri comuni, tutti alluvionati, le strade interrotte, anche le autostrade e la ferrovia.

Siamo in zona di pianura, ci sono vari torrenti che scendono dall'Appennino e molti canali, che furono costruiti alla fine del '700 dai Lorena, per imbrigliare le acque, contenere le alluvioni e irrigare le coltivazioni: proprio questo reticolo idraulico minore non ce l'ha fatta a contenere l'enorme massa di pioggia improvvisa ed è "esploso", la pianura è diventata tutta una palude.

Ci sono morti, ci sono danni incalcolabili alle abitazioni, ditte e materiali distrutti, vivai e campi sommersi, gente bloccata nei piani alti delle case senza corrente elettrica nè acqua potabile ormai da due giorni, dai telegiornali si diffondono immagini e notizie tragiche. Attraverso facebook si condividono le offerte di aiuto e le organizzazioni dei soccorsi, ditte e negozi mettono a disposizione i loro prodotti per chi ha perso tutto.

Mia figlia, a Poggio a Caiano, abita leggermente in alto, l'acqua dell'acquedotto non è garantita potabile, sono circondati da zone sommerse. Mio figlio, a Montelupo, abita fuori paese, sul versante di una collina: dietro casa sua c'è stato uno smottamento di terreno, finito sulla macchina dei vicini, è stato controllato da esperti, per ora si è fermato. Naturalmente scuole chiuse dappertutto, mia figlia e suo marito ieri non sono riusciti a raggiungere il luogo di lavoro.

Oggi, 4 novembre, è l'anniversario dell'alluvione di Firenze, nel 1966: che pessima coincidenza!

Sta ricominciando a piovere, siamo tutti in apprensione, l'angoscia continua.

 

 
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ULTIMO VIAGGIO

Post n°1891 pubblicato il 30 Ottobre 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

IL SUD E’ BELLO


vicolo a Caiazzo

Un’altra menzione d’onore per una mia poesia, in un altro concorso, ancora al sud, dalle parti di Caserta, in un paese a me finora sconosciuto di nome Caiazzo.

Così siamo partiti, ci siamo concessi un weekend lungo, il tempo era ancora discreto, la temperatura alta ci ha permesso di prendere il camper, tanto da quelle parti ci siamo già stati e avevamo come riferimento alcuni punti per sostare già utilizzati, altri ne avevo trovati on-line. Nessun problema dunque, solo la speranza di mangiare almeno una squisita pizza napoletana, o casertana, che qualcuno dice sia ancora migliore!

Abbiamo scoperto che Caiazzo è una cittadina gradevole, coi parcheggi comodi e grandi; come al solito, il centro storico è arroccato in alto, ha vicoletti caratteristici ripidi e a scalinate, con degli scorci molto graziosi. Sulle vie principali si affacciano tante chiese barocche (la maggior parte sono chiuse) e palazzi antichi e decorati, del periodo aragonese, con bei portali barocchi. E’ pieno di bed&breakfast, bistrot e ristoranti, iniziative culturali. Un paese vivace, insomma.

Nelle nostre esplorazioni siamo arrivati al momento giusto per riuscire a pranzare, senza prenotazione, nella pizzeria “Pepe Nero”: avevo letto che è famosa a livello nazionale ed è stato un vero colpo di fortuna: aveva una lunga lista di prenotazioni, ma un tavolino per due persone è saltato fuori. La sua fama è meritata, credo di aver mangiato lì la pizza più buona della mia vita!

L’evento della premiazione è stato piacevole: anche stavolta ho potuto leggere la mia poesia, quando sono tornata al mio posto una signora si è complimentata, dicendo che le era piaciuta tanto, che si era commossa. Fanno sempre un’enorme piacere queste sorprese.

Poi siamo ripartiti per una nuova destinazione, scegliendo un’altra città : Sant’Agata dei Goti.

Il paesaggio è un saliscendi di colline e fondovalli del Volturno, si passano borghi agricoli, campi, orti e zone di boschi: pioppi, querce, c’è molto verde.

La nuova cittadina è stata una sorpresa: avevo letto notizie positive, ma le aspettative sono state superate. Per cominciare ha una grande area di parcheggio gratuito quasi in centro, la parte antica sta su un costone roccioso che si allunga tra due dirupi e, fatto più unico che raro, è quasi completamente pianeggiante, come un grande terrazzo che si protende verso le valli e i monti dell’Appennino: finalmente non c’è da soffrire tra i saliscendi per visitarla! Mi ha fatto pensare al paese di Pitigliano, in Toscana, a cui assomiglia, vista in distanza; di sera la zona antica è illuminata dal basso dello strapiombo e la visione è molto suggestiva. Anche qui ci sono molti palazzi antichi, case abbarbicate una all’altra, portali imponenti di pietra, insieme a un numero incredibile di chiese barocche. Vi abbiamo passeggiato al tramonto, poi in notturna. Diceva l’ostessa della trattoria in cui abbiamo cenato che in estate girano parecchi turisti, ma ora è tutto più calmo, è delizioso viaggiare così nelle mezze stagioni! Il mattino dopo abbiamo fatto un altro giretto nel paese, finalizzato soprattutto ad acquistare carne, verdura, mozzarella e biscotti, cercando i negozi suggeriti la sera prima dall’ostessa per una spesa ottima ed economica.

Peccato non potersi concedere un’altra mezza giornata, avrei visitato volentieri alcune di quelle chiese, di cui avevo letto notizie interessanti sulla guida. Credo che in un altro viaggio al sud ci fermeremo lì di nuovo, molto volentieri.

Sant'Agata dei Goti

Questi pochi giorni mi hanno fatto bene, mi sento quasi un’altra persona stando in giro, anche stavolta sono ritornata a casa più serena, spero che durerà per un poco: si sta avvicinando il periodo dell’anno che per me è sempre stato più difficile, tra il buio, il maltempo, il freddo, i ritmi intensi degli impegni e degli imprevisti…

 

 
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UNA SETTIMANA

Post n°1890 pubblicato il 20 Ottobre 2023 da atapo
 

SOLA o LIBERA ?

 


 

Mio marito è stato da solo alla casa in montagna per quasi una settimana. Per me lassù fa già troppo umido, lui voleva andarci diversi giorni per portare avanti qualche lavoro: rimanda rimanda per vari impegni, soprattutto medici, ma ora finalmente c'è riuscito.

Io... ho assaporato la libertà! Sì, ho sentito la piacevolezza di decidere del mio tempo e delle mie piccole scelte quotidiane, di non avere più nelle orecchie da mattina a sera il sottofondo della televisione accesa, di uscire e stare fuori casa senza dover correre a rientrare per il pranzo o la cena, di cucinarmi qualcosa che piace SOLTANTO a me... E non sentire più brontolamenti e rimostranze ogni tre per due, per qualcosa che non è a posto, che non si trova, che ha dimenticato, o per i grandi problemi e disastri del mondo.

Confesso, ci stavo bene. Mi bastava uno scambio di messaggi-saluti serali e una sola telefonata in tutto quel tempo.

Non ricordo da quanto non mi capitava una libertà simile e oltre a godermela ci ho rimuginato un po' sopra: forse sono "cattiva"? Forse sono stanca, o esaurita?

Non ho fatto in tempo a darmi risposte, la settimana è passata e la parentesi si è chiusa: tutto è tornato come prima.

 
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IL PRANZO

Post n°1889 pubblicato il 13 Ottobre 2023 da atapo
 

DOLCE IL RICORDO

 

torta della nonna

 

Domani sarà passata una settimana: 50 anni + 7 giorni.

Più ci penso e più è bello ricordare ciò che è stato sabato scorso.

Il pranzo semplice, molto “toscano” perché la maggior parte degli invitati, parenti e amici, sono scesi dal nord Italia e sapevamo che li avremmo fatti contenti con i tortelli mugellani, i crostini fantasiosi e, soprattutto, con la bistecca “fiorentina”. Poi abbiamo aggiunto per dessert la “torta della nonna”, che qualcuno non conosceva e che mi sembrava adatta alla circostanza, visto che siamo abbondantemente nonni.

Eravamo in ventidue, al ristorante ci hanno apparecchiato all’aperto, ma siepi, alberi e ombrelloni riparavano dal sole e ci appartavano dagli altri clienti, il tempo è stato splendido, caldo il giusto e senza vento, così siamo stati benissimo e ci siamo sentiti molto liberi.

Io guardavo tutte quelle persone venute per noi, che ci vogliono bene e anche noi amiamo, che ci hanno finora affiancato, più o meno a lungo, nel percorrere la nostra vita: ognuna è accompagnata da ricordi e i ricordi sono catene, uno tira l’altro, parlandone si intrecciavano, rivivevano, venivano lì con noi anche altre persone non più presenti fisicamente…

Qualcuno tra i commensali non si incontrava da anni, c’erano molti aggiornamenti da scambiare!

Erano come parti di un puzzle, da tentare di ricomporre.

Mi era venuta l’idea di prendere con me l’album delle foto del nostro matrimonio (avevamo invitato anche l’amico che ce le scattò, a quel tempo si fece tutto in economia!), foto ormai virate sul rossastro…

Verso la fine del pranzo, prima del dolce e del brindisi, l’ho silenziosamente tirato fuori e passato a quel fotografo, subito si è formato un capannello soprattutto coi nipotini, poi è stato sfogliato più volte e guardato da tutti, ed ecco nuovi motivi di meraviglia, di riconoscimenti, spunti per altre conversazioni, per ricordare fatti e persone: mi sembra che sia stata una ottima idea, tra sorrisi e nostalgie. E così chi non c’era quel giorno di 50 anni fa ha scoperto come andò.

Sì, la festa è stata proprio come volevo: semplice, serena, e ho sentito palpabile un mondo di affetto intorno a noi.

 

 
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50 D'ORO

Post n°1888 pubblicato il 06 Ottobre 2023 da atapo
 

SARA' DOMANI


In questi ultimi giorni mi sono scoperta un po' agitata, anche se mi sono tenuta tutto dentro, ho cercato di non far trapelare il mio stato d’animo. Se mio marito se ne fosse accorto, avrebbe detto:

-Come al solito, prima delle occasioni importanti entri sempre in ansia.-

In effetti, non c'erano motivi evidenti per stressarmi, abbiamo deciso che sarà tutto molto semplice, abbiamo soltanto fissato per tempo in un buon ristorante verso la montagna un pranzo con figli, nipotini, fratelli e alcune coppie di amici cari. La festa non ci va di sbandierarla ai quattro venti, come fanno altre coppie che ripetono la cerimonia nella chiesa addobbata durante la messa solenne, il rinnovo di promesse (che in realtà sai quante volte ormai si sono silenziosamente rinnovate nella quotidianità!) e il nuovo scambio degli stessi anelli (a me, fra l’altro, l’anello non esce più, troppi chili aggiunti nel tempo).

Un tempo lungo, cinquanta anni, un traguardo: le nozze d’oro!

Mi sento un po’ in ansia anche perché temo quella domanda poco originale:

-Ma come avete fatto ad arrivare fino ad ora? Qual è il segreto?-

Confesso che non so cosa rispondere.

Ultimamente mi capita spesso di ripensare al lungo cammino percorso insieme.

Si parte dalla messa del nostro matrimonio, quando scoppiò un furioso temporale, quei tuoni e fulmini mi impaurirono un poco, nonostante tutti dicessero “Sposa bagnata sposa fortunata”: era un segno di disapprovazione celeste, un avvertimento?

Ero convinta che la forza dell’amore potesse vincere su tutto, con l’ottimismo, o l’incoscienza, dei vent’anni.

Ce n’è voluto, di amore, e non sempre è stato lì a portata di mano.

Si cresce e si cambia durante gli anni, ci si chiede più volte: -Come sono diventata io? Come sei diventato tu?-

In un libro una volta lessi una frase più o meno così: “Ti amerò per sempre, ma non sempre”.

Ecco, proprio così va la vita, posso impegnarmi e decidere di continuare ad amarti, ma ci sono momenti, periodi, in cui chi ci sta accanto non è facile da amare, diventa insopportabile, sgradevole, soffocante oppure sfuggente… mette solo voglia di uscire di casa e respirare aria pura di solitudine!

E sono sicura che la cosa è reciproca.

Poi, in qualche modo, le difficoltà si superano: un po’ si riflette, un po’ si cede, un po’ si sospira, un po’ si cercano nuove vie che ci accomunano, non c’è mai una soluzione univoca e definitiva.

Ognuno di noi ha rimpianti di ciò che poteva essere e non è stato, rimpianti personali, rimpianti di coppia e di famiglia. Abbiamo però anche una serie di bei momenti da ricordare, di “imprese” che possiamo raccontare sorridendo e sentendoci quasi eroi.

Credo che tutto sommato nella vita coniugale siamo stati abbastanza fortunati, la sorte ci ha portato ostacoli da superare, ma non li reputo enormi, ad altri è andata molto peggio, in qualche modo ce l’abbiamo fatta a uscirne.

Ora siamo anziani, un po’ acciaccati, ma abbiamo ancora giornate piene, a volte anche troppo; soprattutto la nostra gioia sono i figli e i nipoti, che aiutiamo quando c’è necessità, cercando di non essere invadenti, devono essere padroni delle loro vite.

Così ho vissuto questa leggera ansia nell’aspettare il nostro giorno vicinissimo di anniversario, di nozze d’oro, l’incontro con chi amiamo e il pranzo che non avrà nulla di eccezionale se non i piatti tipici della nostra città; le previsioni del tempo dicono che domani ci sarà sole e caldo, a riscatto del temporale di cinquanta anni fa, pure il cielo ora ci vuole festeggiare!

E se da qualcuno arriverà la domanda difficile ho trovato solo questa risposta: - Ci vuole molta pazienza e un po’ di fortuna e poi… ogni coppia fa storia a sé e deve trovare il suo segreto.-

Buon anniversario a noi e buon proseguimento!

 
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GODIAMOCELA

Post n°1887 pubblicato il 30 Settembre 2023 da atapo
 

LIBERA !!!




E’ passata la prima settimana completamente senza fisioterapia: mi sembra un’altra vita!

Sistemo e organizzo le giornate come voglio, ho arretrati da smaltire, ma si farà, con calma…

Sono tornata in piscina, quando ne esco mi sento più in forma, magari riuscissi ad andarci più spesso. Anche mio marito si è iscritto ora, il medico gli ha detto che per i suoi problemi è l’unica attività fisica che non ha controindicazioni, anzi!

Le parole del medico l’hanno convinto, io, che glielo dicevo da anni, ero sempre rimasta inascoltata. Per ora, comunque, ha solo preparato la borsa con l’occorrente, non ha ancora trovato un momento per andarci, ha sempre motivi di impegni più impellenti… Mah, non me ne voglio mettere per lui!

Cerco di godermi questi giorni così, tranquillamente, prima che si concretizzino gli impegni per i prossimi mesi e riempiano l’agenda. Il bel tempo aiuta.

Un giro al mercato, una passeggiata in centro a rivendere i libri letti durante l’estate, l'inizio della lettura di uno nuovo, preparare una buona crostata con la ricotta e la nostra marmellata di mele, fare i bucati accumulati, raccoglierli asciugati velocemente con questo sole, piegare i capi e metterli via senza lasciarli giorni ammucchiati ad aspettare: giornate serene.

Ancora non sono riuscita a sbloccare la scrittura, ma arriverà anche questo, spero.

Mi infastidiscono soltanto gli sciami di zanzare che mi assalgono quando sto in giardino: abbiamo raccolto e mangiato tutte le pere, fra poco cominceranno le melagrane.

 

 
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FISIOTERAPIA

Post n°1886 pubblicato il 19 Settembre 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

SETTEMBRE DI FUOCO



La conclusione dei controlli alla mia caviglia per le continue distorsioni è stato un ciclo di 10 sedute di fisioterapia richiesto dalla fisiatra, dopo avermi esaminato, manipolato e fatto camminare nel corridoio dell'ambulatorio.

Con la pazienza di vari tentativi sono riuscita a trovare posto in tempi ragionevoli in un centro di riabilitazione, privato e convenzionato, a Fiesole, il più raggiungibile da casa mia, considerando che gli altri centri disponibili erano in paesi confinanti con Firenze, ma dalla parte opposta della città!

L'inizio è stato fissato per il 30 agosto. Bene, mi dicevo, in due settimane me la cavo e ormai il caldo estivo sarà diminuito, si potrebbe tornare in montagna o fare un altro giretto in camper...

Invece non è andata così.

Alcuni giorni prima dell'inizio, dal centro mi hanno chiamato per avere informazioni sul mio problema, spiegarmi l'abbigliamento e dirmi che le sedute sarebbero state a giorni alterni, io ero nel turno lunedì/mercoledì/venerdì. Da rivedere la tempistica, praticamente se ne andavano due terzi del mese e per quei giorni non si poteva pensare alla montagna o altro. Mi sentivo già fortunata a non avere l'altro turno, quello col sabato...

Ho scoperto che per arrivare lassù, a Fiesole, cittadina bellissima adorata dai turisti, dovevo prendere TRE mezzi di trasporto: autobus, tramvia, autobus e far combinare tutti gli orari, che in estate sono meno frequenti. Tre all'andata e tre al ritorno.

Quindi parto alle 9 di mattina per arrivare in loco alle 11, faccio 15 minuti di elettrostimolazioni poi entro in palestra per tre quarti d'ora di esercizi, che non sono continuativi, il tempo si prolunga a seconda della numerosità dei pazienti che i terapisti devono seguire e delle loro necessità. Finisco attorno alle 12,40 e mi rimetto alla caccia degli autobus, cercando di sfruttare le combinazioni dei percorsi e delle fermate e subendo le conseguenze dei ritardi. Non arrivo mai a casa prima delle 14, una volta addirittura alle 15 e sono stravolta dalla stanchezza. Quando salgo sull'ultimo bus avviso mio marito che inizia a preparare qualcosa da mangiare, che sia rapido e leggero, perchè in quelle condizioni non ho più fame. Così la sera prima penso cosa fare e gli lascio il biglietto con le istruzioni. Dopo pranzo vado a letto e dormo... dormo... fino a un'ora e mezza (e ciò non mi toglie il sonno notturno). Quando mi sveglio ormai la giornata sta per concludersi, dal 30 agosto ho un giorno sì e uno no per la vita normale.

E la metereologia ha pensato bene di far arrivare l'ennesima ondata di calore proprio in queste settimane, i miei rientri a casa "godevano" dai 32 ai 35 gradi, altrochè il rinfrescarsi settembrino!

Il piede per lo meno mi pare abbia acquistato più forza e stabilità, spero duri poi nel tempo.

Se Dio vuole, domani faccio l'ultima seduta e sento l'avvicinarsi della liberazione! Nei giorni scorsi scrivevo man mano una lista di cose da fare, di posti in cui andare, di telefonate che stanno aspettando, la lista  si è allungata...

Da giovedì spero di riuscire finalmente a cancellare qualcosa, per riscattare un po' questo mese di settembre.

 

 
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E COSI'...

Post n°1885 pubblicato il 03 Settembre 2023 da atapo
 

SILENZIO

Balthus, Ragazza alla finestra

Silenzio, lungo silenzio qui, perché non c’è molto da raccontare.

In agosto siamo riusciti a stare in montagna di più, due lunghi periodi, ci hanno consentito di sfuggire l’ondata di calore in città, anche se pure lassù si arrivava sui 30-32 gradi nelle ore centrali della giornata. Internet in quel luogo di montagna fa pena, è lentissimo e discontinuo; abbiamo installato un solo computer che naturalmente viene usato dal marito, per quel che riesce, solo l’indispensabile vista la connessione ballerina. Io, dal cellulare, mi accontento di leggere la posta, seguire per quanto è possibile gli amici e i gruppi di facebook, ma con tanta pazienza nei video che si interrompono continuamente e nei link ai siti che si aprono con difficoltà. Così sono solo spettatrice, o almeno tento. A farmi cartelle provvisorie per scaricare o scrivere, poi pubblicare, ho rinunciato per non innervosirmi troppo.

In montagna ho molto tempo per pensare e non è sempre un bene: in questi mesi mi sono sentita stanca, rattristata, penso anche a causa dei problemi di salute che si sono affacciati sia a me che al marito e che ci hanno fatto tornare periodicamente dal medico, poi esami clinici, poi lotte per prenotare visite specialistiche in tempi ragionevoli, poi ritorno dal medico con gli esiti, ecc, di conseguenza ogni altro tipo di impegno viene sospeso, tutto dipende da quelli sanitari.

E’ mio marito che ora è in fase di “decadimento” fisico più accentuato, si ripercuote anche nel suo stato d’animo generale e aumentano anche in me ansia e depressione. Ancora dai giorni della Puglia gli è peggiorato un dolore a un piede, rivelatosi tendinite, che in pratica non lo fa più camminare: già si muoveva poco prima, figuriamoci adesso! Solo per uscite essenziali, in auto o scooter, che cammini il meno possibile. Sta tutto il giorno in salotto davanti alla televisione a seguire, uno dietro l’altro, telefilms di qualsiasi tipo, anche vecchissimi passati e ripassati in TV ormai centinaia di volte, legge il giornale on line dalla prima all’ultima pagina, ogni tanto fa qualche lavoretto tipo bricolage o riparazioni essenziali e i giorni passano così. Anche in montagna era uguale. In tutto il tempo che siamo stati lassù siamo andati, in auto, solo un pomeriggio in un paese vicino dove una mia conoscente presentava un suo libro, e una sera, sempre in auto, in un altro paese a cena fuori perché insieme a noi c’erano mio figlio e la sua compagna. Tutto ciò che sarebbe ancora da sistemare nelle camere, affinché potesse venire in montagna anche mia figlia con la sua famiglia, è fermo e anche per quest’anno non se ne fa niente.

Si dice che per passare una buona vecchiaia bisogna mantenersi attivi, con una vivacità di interessi, coltivando rapporti sociali: noi, soprattutto lui, ci stiamo adagiando, addormentando, stiamo quasi sempre da soli chiusi in casa, soprattutto d’estate, non incontriamo nessuno, non organizziamo niente insieme ad altri.

Questo tipo di vita ultimamente mi sta parecchio intristendo e demotivando, mi passa l’interesse anche per cose che di solito mi piacevano: leggere, cucinare, scrivere, studiare i copioni, progettare. Niente mi fa sentire soddisfatta, mi pare sia tutto inutile e non riesco nemmeno a pensare. In montagna mi affaccio alla finestra, guardo il panorama verde, respiro più a fondo e… basta, passa il tempo e non me ne accorgo. Oppure mi immergo nella lettura: almeno lì c’è una storia, delle vicende in cui entrare, qualcosa di vivo anche solo sulla carta. Ultimamente ho letto alcuni miei libri in attesa sullo scaffale, che raccontano di conflitti familiari e di coppia (L’arminuta, Lacci, Nessuno si salva da solo), è la tematica su cui sta lavorando il mio amico psicologo di Bologna, per preparare delle conferenze, e mi aveva chiesto di dargli una mano con qualche suggerimento, volentieri mi sono prestata, ma mi accorgo che questo tipo di letture “smuovono” ricordi poco piacevoli e situazioni vissute, per cui forse non sono state il massimo per me in questi attuali stati d’animo.

Come è faticoso anche scrivere… se manca o non si sente una vita interiore non si riesce a mettere nulla sulla carta, rimane tutto a frullare nel cervello.

Mi fermo per ora. A scrivere questo ci ho messo due sere, figuriamoci!

Vorrei prendere l’impegno di essere più costante, mi capirei forse meglio mettendo nero su bianco, ma… chissà...

 

 
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IL PUNTO A INIZIO AGOSTO

Post n°1884 pubblicato il 03 Agosto 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

E L'ESTATE STA PASSANDO



 

Passano le settimane navigando a vista: andare al fresco in montagna dipende dalle visite mediche e dalle analisi che stiamo facendo mio marito ed io in questo periodo. E ringraziamo se, con l'aiuto del farmacista che riesce a barcamenarsi bene on line nel CUP, riusciamo a fissare la maggior parte delle prenotazioni necessarie in tempi ragionevoli e in luoghi raggiungibili. Le altre... alle calende greche, non ci sono mai date disponibili, occorre ritentare ogni tanto, finchè non siamo più fortunati! Ma ormai la sanità pubblica va così, prima di arrenderci al privato le stiamo tentando tutte.

Ogni tanto siamo riusciti ad andare in montagna, per non più di tre-quattro giorni prima del successivo impegno sanitario, ho respirato aria più fresca, non oltre i 30 gradi, ho gustato dall'orto insalata e zucchine. Di lamponi quest'anno ce ne sono pochi, sono piccolissimi e "concentrati", hanno un sapore molto intenso, pare di mangiare una caramella non un frutto: il caldo eccessivo li ha resi così, almeno un po' meglio dell'anno scorso, quando bruciarono tutti sulle piante, dal verde passavano direttamente al secco marrone, non ne mangiammo neppure uno.

Una volta in cui potevamo salire in montagna abbiamo rinunciato, per stare coi nipoti: mia figlia e suo marito erano stati invitati ad una serata importante e avrebbero dovuto chiamare la babysitter. Ci chiesero se avevamo piacere di stare noi coi bambini, ora solo tre perchè Martino è al mare con gli altri nonni. Era da tanto che non stavamo insieme a loro...

Volevo che fosse una bella serata, qualcosa che poi avrebbero ricordato volentieri: li avremmo portati in pizzeria! Abbiamo scoperto che in un paese vicino si svolgeva una sagra, con anche la pizza, e proprio in quella serata ci sarebbero stare le osservazioni al telescopio del cielo notturno, un'ottima combinazione.

E' stato tutto molto bello, oltre la pizza hanno mangiato crostini e gelato, si sono comportati bene e ce li siamo proprio goduti. Poi, calato il buio, per la prima volta hanno osservato al telescopio la Luna, visto la sonda spaziale passare nel cielo, riconosciuto stelle e costellazioni dalle spiegazioni degli astronomi che puntavano il cielo coi sottili raggi laser. Rientro a casa verso mezzanotte. I resoconti del mattino dopo ai loro genitori erano entusiasti.

Poi qualche giorno dopo li abbiamo avuti a pranzo da noi, stavolta con anche la mamma. Ne hanno approfittato, dopo mangiato, per prendere e passare in rassegna certe scatole di vecchie foto, in cui la loro mamma era bambina e noi nonni eravamo giovani in un tempo ormai così lontano...

Quanti ricordi sono tornati fuori! Mi è passata davanti una gran parte della vita, sensazioni contrastanti di momenti più e meno felici... E' meglio non soffermarsi troppo su quelle foto, tutto va avanti, anche troppo in fretta...

Ho fatto notare a mio marito che nella casa in montagna mancherebbero solo poche sistemazioni per poter ospitare qualche giorno con noi i nipoti, si alleggerirebbe un po' l'impegno dei genitori: lui sta bene anche senza, dice che non sarà certo lui a fare questa proposta alla figlia, perchè si stancherebbe troppo ad avere tre bambini in giro giorno e notte, se lei ce lo chiedesse e ne avesse la necessità allora magari...

...Magari so come finirebbe: direbbe di sì, poi il massimo del lavoro e dell'intrattenimento toccherebbe a me...

Mi dispiace il suo atteggiamento, su quella casa avevo sperato diversamente.

Ormai loro partono in ferie, anche per quest'anno il discorso si ferma qui.

Insomma, tutto questo insieme di cose mi sta deprimendo, mi sento un po' avvilita e svuotata, sono settimane noiose e sottotono.

 
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VIAGGI

Post n°1883 pubblicato il 13 Luglio 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

QUANDO? DOVE?


il mare del Salento

Un lungo silenzio, quasi un mese… E faccio qui solo un rapido salto, giusto per informare che sono ancora viva (o quasi).

Partimmo, col camper, il 21 giugno, ma ora non mi dilungherò con questa vacanza ormai finita, tornerò a parlarne con più calma, anzi so già il titolo: “Viaggio con sorpresa”, una bella sorpresa…

Siamo tornati ieri l’altro, ho ancora i bagagli disfatti a metà e varie lavatrici da fare, però domani si riparte. Il mare, il Salento erano bellissimi, ma il caldo stava aumentando troppo, come temevo, e pure l’affollamento. Qui a Firenze è ancora peggio e non c’è nemmeno il mare, per fortuna noi abbiamo ad aspettarci la casa in montagna.

Comincerà l’anda e rianda, perché qui ci sono impegni vari, ben scaglionati nei giorni, che non siamo riusciti ad eliminare o rimandare e “restauri” medici che non si sa dove porteranno. Così non si può programmare su lungo periodo, si decide quasi giorno per giorno: intanto saliamo domattina e domenica di nuovo saremo a Firenze, perché lunedì c’è un appuntamento sanitario, ho due giorni per rinfrescarmi.

E io faccio e disfaccio borse e valigie, non so nemmeno per quanti giorni fare la spesa alimentare… è un po’ stressante, mi ripeto come un mantra “almeno lassù starò un po’ al fresco”. Però tempi distesi per scrivere non li avrò, lassù non avrò neppure il computer.

Mi rifarò viva… non so quando.

 
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PARTENZA ?

Post n°1882 pubblicato il 21 Giugno 2023 da atapo

Partiamo oggi, dice. DICE.

Il camper è pronto, ma siamo ancora in casa, coi pacchi e borse quasi pronti da trasportare sul camper e lui che deve ancora sistemare...

Si ostina con quel maledetto impianto di irrigazione che trova sempre motivi per funzionare male, non credo sia bene farlo partire col rischio di allagamenti, verrà mia figlia a innaffiare ogni tanto. Ma lui ci prova, ci riprova...

Insomma, la giornata ha 24 ore, partiamo oggi forse vuol dire stasera, o stanotte, o...

Mah! Io aspetto.

 

 
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FIORITURE

Post n°1881 pubblicato il 19 Giugno 2023 da atapo
 

LA GIUNGLA IN GIUGNO


 

La giungla è il mio giardino, quando mio marito non taglia mai l’erba; la settimana scorsa l’ha fatto, abbastanza sommariamente, ma ora almeno si vedono un po’ meglio le piante. Così si possono godere i colori: giugno per me è il mese più bello, gli acquazzoni delle settimane passate hanno dato una spinta ed ora ci sono molte fioriture e molti colori.

Appena prima erano gli iris che trionfavano, ormai tutti sfioriti. Adesso l’albero di melograno è strapieno di fiori rosso chiaro, si preannuncia, se non verranno tempeste, un altro autunno ricco di frutti. Di fronte c’è l’oleandro, che è diventato enorme, dopo l’estate sarà da potare, intanto mi godo i suoi abbondanti fiori rosso brillante. Anche i geranei nei vasi si stanno aprendo e hanno molte tonalità, sul rosa, rosso, lillà.

Le novità di quest’anno sono un piccolo rovo e un fico d’India: li volle portare mio marito da due vacanze nel sud, qualche anno fa, ora per la prima volta sono fioriti, il primo ha fiorellini rosati (potremmo sperare in qualche mora, prossimamente?), il secondo sta facendo bellissimi fiori gialli, peccato che ogni fiore duri poco più di un giorno poi appassisce e non pare che si formi il frutto, ma io le abitudini dei fichi d’India non le conosco per niente.

Quello che mi piace di più è il grande cespuglio di lavanda, fa fiori color viola acceso, molto vivaci, mi pare che quest’anno sia fiorito un po’ in anticipo. E’ sempre pieno di insetti, l’avevo piantato proprio per questo e quando esco mi incanto a guardare le loro attività su e giù per le lunghe spighe.

Ho scoperto così che ci sono tanti tipi di api, vespe, calabroni e simili, dall’aspetto molto diverso uno dall’altro, mi tengo a distanza di prudenza, ma loro sono interessati solo alla lavanda. Più di tutto ammiro la bellezza delle farfalle, la maggior parte sono cavolaie, ma arrivano anche altre razze, varie per colori e grandezze: a volte si capisce che sono in coppia o per lo meno si relazionano tra loro, con voli una attorno all’altra e chissà con quali altri sistemi di comunicazione. Le farfalle sono curiose: quando mi fermo per un po’ davanti al cespuglio è facile che poco dopo qualcuna venga ad esplorarmi, mi svolazza attorno e magari mi si posa anche addosso.

Ammirare il cespuglio di lavanda e il “traffico” lì attorno, sentire il leggerissimo ronzio, annusare il profumo delicato della pianta, mi rilassa e mi mette allegria, dimentico le seccature della giornata. A proposito, ancora non si sa se il camper è riparabile per adoperarlo a breve, ma con un giardino così bello ora riesco a prenderla con filosofia...

 
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CAMBIO PROGRAMMA

Post n°1880 pubblicato il 15 Giugno 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

SIAMO ANCORA QUI


Castrocaro Terme

Già, siamo ancora qui... a Firenze!

"Se andrà tutto liscio" dicevo e, naturalmente, non è stato così. Ma andiamo con ordine.

Il giorno successivo al mio ultimo post c'era la revisione del camper: è andata male, sono venuti fuori problemi che devono essere risolti dal meccanico, non si può viaggiare!!! Tutto saltato!

E due giorni dopo c'erano le premiazioni a Bologna e a Castrocaro! In fretta e furia la ricerca dell'hotel per dormire almeno la notte tra sabato e domenica... e all'ultimo le soluzioni più economiche erano sparite.

Definito anche questo, il giorno successivo però Booking ci ha comunicato che l'albergo fissato era inagibile per un grosso guasto e ce ne proponeva uno alternativo, per qualche euro in più: rifai tutta la procedura... appena poche ore prima della partenza!

Cominciavo a pensare che ci fosse un malocchio su queste ultime premiazioni.

Sabato mattina, nonostante avessi ricordato al marito che nei fine settimana il traffico è da urlo, non siamo partiti tanto presto, così da arrivare alla villa di Bologna in ritardo, ostacolati anche da una manifestazione che bloccava la tangenziale, da farmi fiondare all'interno nella ricerca furiosa del teatro in cui si svolgeva la premiazione-spettacolo, mentre il marito vagava alla ricerca del parcheggio.

Un piacevole tempo questa manifestazione, tra letture e musiche, poi un buon pranzo bolognese in trattoria, l'incontro e qualche chiacchiera con un'amica che mi aveva chiesto una copia del mio libro, infine partenza per Castrocaro, dove siamo arrivati quasi sommersi da violentissimi temporali in zona romagnola.

Per fortuna l'albergo era una chicca, si stava benissimo e le padrone "coccolavano" gli ospiti, soprattutto a colazione, piena di dolci fatti in casa, uno più squisito dell'altro.

Anche la seconda premiazione è stata simpatica; era un'associazione di donne, direi femminista, anche qui musica, letture e un gioco di scrittura che ha coinvolto i presenti, per riflettere sulla condizione femminile.

Intanto era tornato il bel tempo, ci invitava a restare qualche giorno in più... ma abbiamo resistito alla seduzione e siamo partiti per il ritorno. Dalla radio arrivavano notizie quasi apocalittiche sulle code in autostrada, così abbiamo deciso di fare fino a Bologna la via Emilia, tranquillamente, gustando i panorami, purtroppo ancora in certe zone con tracce evidenti e tristi dell'alluvione.

Dopo Bologna pensavamo che il peggio del traffico fosse passato e siamo entrati in autostrada... giusto in tempo per venire coinvolti in una coda dovuta ad un grave incidente: un autotreno e un'auto si sono scontrati e incendiati, traffico bloccato. Siamo rimasti lì oltre due ore, fermi, avevano chiuso il tratto dell'autostrada, era la situazione tragicomica da manuale, tutti fermi, si scendeva dalle auto a fare chiacchiere e amicizia coi vicini; intanto si era fatto buio, qualcuno si divertiva a riconoscere le costellazioni, eravamo già sull'Appennino e il cielo era limpido.

Poi la polizia ha avvertito che ci si doveva girare e ci facevano uscire dall'ultimo casello aperto: caos! Tutti tentavano di girarsi insieme, è un miracolo che non ci siano stati altri incidenti! C'è voluta un'altra ora, poi un bel pezzo su strada normale, la ripresa dell'autostrada al primo ingresso aperto, finalmente a casa all'una di notte!

A questo punto c'è da prendere gli appuntamenti in officina, poi da rifissare la revisione del camper...

Mio marito dice che entro lunedì riesce a fare tutto, ma io sono MOLTO scettica.

Dice che così si partirebbe subito dopo, ma io sono molto... non so che dire, incavolata? Demotivata? Coi suoi tempi di guida si arriverebbe in Puglia ormai a fine mese, prezzi che lievitano, caldo che aumenta, camper affollati nelle località di mare: praticamente quando nel progetto iniziale avevamo previsto ormai di tornare indietro e rifugiarci al fresco nella casa in montagna.

Abbiamo già litigato per questi tempi saltati e ora così incerti, io riprenderò in mano le attività di tour operator e di preparazione valigie SOLO se e quando il camper sarà ritornato perfetto e agibile. Può anche darsi che se ne riparlerà solo a fine agosto, o l'anno prossimo: il caldo lo voglio sfuggire in montagna.

 
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UNA BELLA VACANZA

Post n°1879 pubblicato il 07 Giugno 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

AL SUD SI STA BENE



 

Ennesimo viaggetto, ennesima premiazione, ancora in bed&breakfast, sempre a causa del ginocchio non “sicuro” del marito.

Stavolta volevamo prendercela comoda, così siamo partiti giovedì 1 giugno e la premiazione era il 3 a Gragnano, in Campania; avevamo trovato l’alloggio a Angri, visto che, come al solito, il marito ha deciso all’ultimo momento di convertirsi all’hotel. Comunque la distanza era irrisoria, da quelle parti è tutto un agglomerato di paesi abbarbicati attorno al Vesuvio.

Tutto pareva a posto, ma il viaggio di andata è stato infame: code su code in autostrada, diluvi improvvisi, poi, verso Frosinone, un segnale lampeggiante sul cruscotto: CAMBIO NON FUNZIONANTE! Cosa sarebbe accaduto? Col cuore in gola abbiamo proseguito, senza spegnere mai il motore, senza cambiare le marce: l’auto è vecchiotta, problemi al cambio ne ha già avuti, ora la rottameremo prima possibile. Intanto però nelle successive ore pensavamo a come sarebbe continuato (o no?) il viaggio: auto a noleggio? Taxi per prendere il treno a Napoli? A me stava già venendo mal di pancia…

Però il giorno dopo quel segnale è sparito, così pian piano ci siamo tranquillizzati, l’apprensione è calata fino a non farci più pensare a quei momenti incresciosi. L’auto si è poi sempre comportata benissimo.

Si stava così bene laggiù che abbiamo deciso di restare un giorno in più, tornando lunedì. Tutto perfetto, tutto a posto: un alloggio funzionale e tranquillo, non ha mai piovuto, il venerdì passato al mare a Castellammare di Stabia, il sabato a Gragnano, famoso per i suoi pastifici, molti suoi edifici antichi sono ancora strutturati per la produzione della pasta, con grandi finestroni per l’essiccazione. Ed è veramente ottima: abbiamo mangiato nel ristorante annesso al pastificio più famoso, Cuomo, che bontà! Ma in realtà abbiamo mangiato benissimo sempre e dappertutto.

Al pomeriggio di sabato c’è stata la premiazione, sapevo di essere finalista, ma stavolta è andata ancora meglio: la mia poesia si è classificata seconda! Non me lo aspettavo e la gioia è stata grande; ho conosciuto la pittrice che aveva dipinto il quadro al quale mi ero ispirata, perché l’originalità del concorso “Versi sotto gli irmici” stava proprio in questo, che venivano proposti vari quadri ai quali, volendo, ci si poteva ispirare per le composizioni poetiche.

Anche il tempo successivo è trascorso liscio e piacevole: la domenica siamo andati sui monti Lattari, passando per vari paesi e dappertutto c’erano grandi festeggiamenti per il Napoli campione d’Italia. Il lunedì, prima del ritorno, l’abbiamo dedicato agli acquisti e siamo tornati a Firenze (stavolta il viaggio è stato più decente) carichi di mozzarelle, pasta di Gragnano, sfogliatelle e pasticcini vari che, oltre ad essere enormi e squisiti, là costano pochissimo: abbiamo pensato, oltre che a noi, anche ai nostri figli e siamo sicuri che gradiscono souvenirs di questo tipo.

Ma non è finita, sabato e domenica prossimi avrò altri eventi letterari: a Bologna la presentazione di un’antologia in cui è inserito un mio racconto, domenica a Castrocaro una menzione d’onore. Stavolta si andrà col camper e, se tutto filerà liscio, da Castrocaro partiremo per una vacanza più lunga, al mare. Ancora non abbiamo ben definito i dettagli, c’è davvero poco tempo ed io sono indaffaratissima a fare il tour operator e a fare le valigie.

Qui non so se riuscirò a passare prima della partenza. Ritorneremo… ancora non so quando.

 
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CHE MAGGIO AFFOLLATO !

Post n°1878 pubblicato il 31 Maggio 2023 da atapo
 
Tag: cronaca

DI VIAGGI, PREMI, TEATRO, MERCATI ecc.

 

Trento

Di questo maggio frenetico e già finito mi rimane molto, nella mente, perché il tempo volato non mi ha lasciato scrivere qui.

Altro viaggio per una premiazione, a Trento. Con un po’ di turismo, in quella città non ero mai stata, ci ho messo una tappa a Riva, neppure sul lago di Garda ero mai stata.

Poi sono arrivati gli ultimi preparativi e le ultime prove per lo spettacolo con “I ragazzi over 65”, stavolta abbiamo fatto un Cyrano raccontato in modo moderno, siamo riusciti ugualmente ad emozionare il pubblico.

Ed è arrivato l’unico mercato svuotacantine che faccio durante l’anno, quello del quartiere, così partecipa anche mia figlia con i bambini, che stavolta tra le mie carabattole si sono aggiudicati delle magliette e dei braccialetti. Anche mio genero è stato contento: ha messo le mani su dei bicchieri da brandy che stavo per buttare via: li avevo da tanto e nessuno me li comprava! Si è svolto in una bellissima giornata di sole, con tanta gente, piacevoli incontri con persone che non vedevo da anni e… molte vendite!

Sto rifacendo i bagagli, perchè domani si riparte, verso sud: altra premiazione a Gragnano, vicino a Napoli, stavolta. Andiamo in albergo: mio marito ha un ginocchio che gli fa male, teme che guidare il camper gli sia faticoso, mi dispiace per lui, ma un po’ di agiatezza me la voglio proprio godere! Spero di trovarmi bene come nei bad&breakfast precedenti (anche a Trento).

Ci risentiremo in giugno. Vorrei proprio trovare il modo di parlare, qui, di questi miei viaggi… che non sono finiti!

 
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L'ULTIMO SOLE

Post n°1877 pubblicato il 18 Maggio 2023 da atapo
 
Tag: viaggi

QUALCOSA HO VINTO

reggia di Caserta

Ormai sono passati 15 giorni, tutti di pioggia, di alluvioni, di disastri...

L'ultimo fine settimana bello me lo ero goduto proprio tanto: ero in viaggio, a Caserta e a Nola.

C'era di mezzo un altro premio, per un racconto stavolta; una "menzione di merito", ma tutto va bene se diventa l'occasione per uno spostamento. A Nola era la cerimonia, vicino c'è la reggia di Caserta che da molti anni volevamo visitare, quale occasione migliore?

Stavolta eravamo in camper, abbiamo trovato un'area di sosta comodissima a Caserta, in dieci minuti a piedi si va alla reggia, in dieci minuti a piedi si è nel centro città, Caserta non è certo una metropoli!

Tutto ben programmato e filato liscio: arrivo giovedì pomeriggio, giro serale esplorativo a Caserta, primo buon ristorante; venerdì a Nola, esplorazione della cittadina, pizza a pranzo, nel pomeriggio la premiazione e insieme a questa l'offerta di una visita gratuita guidata al museo archeologico e alle sale che illustrano la tradizione della festa dei gigli a Nola, che non sono fiori, ma... torri alte 25 metri che vengono portate a spalla, in gara, per un percorso lungo le viuzze del centro.

Cena a mozzarella.

Il sabato tutto dedicato alla reggia di Caserta, una magnificenza che all'inizio mi ha fatto girare la testa, per la grandiosità dell'insieme. Insieme alla reggia ci sarebbe stato il giardino, ugualmente immenso, 3 chilometri è la sua lunghezza. Era già pomeriggio e i piedi già brontolavano per il percorso all'interno della reggia: abbiamo optato per il percorso col pulmino fino all'estremità del parco, così da avere una veduta dell'insieme, poi una passeggiatina dentro la parte detta "Giardino inglese", che sembra piccolo, se si confronta al tutto, ma in realtà è grande pure lui.

Poi... era ora di chiusura, ci è rimasta la voglia di tornare per il giardino e per il teatro, che non siamo riusciti a vedere: era aperto solo al mattino e questo orario ridotto ci era sfuggito, incantati da tutte le stanze e le altre meraviglie del palazzo. Peccato, ci avrei proprio tenuto, da commediante avevo già pensato di mandarne subito una foto ai gruppi dei miei amici di teatro.

Alla domenica, dopo un altro giro per il centro di Caserta, l'ultimo pasto in una trattoria tipica e l'acquisto di un sontuoso vassoio di paste enormi nella pasticceria migliore, consigliata dal gestore dell'area di sosta, rientro a Firenze.

Fine del viaggio, fine del bel tempo.

Che dire di questa escursione al sud? Ho ritrovato le luci e ombre conosciute: il sole e il caldo ci hanno fatto sempre compagnia, la gente è splendida, tutti gentili, il cibo... neanche parlarne! Un attentato continuo alle diete!

I contrasti: angoli ed edifici bellissimi, dimore cadenti, super centri commerciali, ruderi transennati da chissà quanto tempo...

Il museo di Nola è stata una notevole scoperta, per la ricchezza dei reperti, la cura delle esposizioni, la chiarezza dei pannelli esplicativi: dovrebbero prendere esempio certi altri musei ben più famosi! E' un peccato che non sia maggiormente conosciuto, merita davvero una visita.

Sono tornata a Firenze con il diploma, l'ennesima antologia contenente il mio racconto e stavolta anche un simpatico quadretto con la targa del premio e la riproduzione di una scultura di uno scultore locale, una rondine stilizzata.

Ma, soprattutto, con gli occhi e l'animo pieni di sole e delle bellezze di quei pochi giorni. E fra poco si riparte.

 
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