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Messaggi di Novembre 2019

SI CHIUDE IL SIPARIO

Post n°1643 pubblicato il 27 Novembre 2019 da atapo
 
Tag: teatro

LIBERA !



 

E' stata dura, durissima. La replica del nostro “Mistero buffo” io non la definirei replica, ma praticamente una… nuova versione riveduta e corretta di quello precedente.
Recitavamo in un altro teatro, nuovo per noi e col palcoscenico più piccolo del precedente, per cui è stato necessario rivedere le posizioni, anzi i movimenti della ballata iniziale sono stati quasi tutti cambiati, così… nuovi allenamenti!
Ma più complicata è stata la mancanza di ben TRE dei vecchi attori, due per motivi di lavoro, uno purtroppo per una seria malattia. E' venuto al loro posto un ragazzo nuovo, pieno di entusiasmo e buona volontà, ma non è stato facile inserirlo nei ruoli che gli sono stati affidati, in uno spettacolo così complesso. Per quanto possibile, molte battute degli assenti ce le siamo dovute suddividere tra noi “vecchi”, io per esempio, in una scena corale dove prima avevo due battute, poi me ne sono ritrovata sette e ricordarsele al momento giusto tra tutti gli altri non era semplice.
Così le prove non sono state soltanto ripetizioni, ma il collaudo di nuove impostazioni di sceneggiatura.
Questo nuovo ragazzo, alto, magro, dai lunghi capelli biondi, era, fra le sue parti, al posto del precedente angelo, quello che dialoga con me (Maria madre di Gesù) nell'ultima scena davanti a Gesù morto. Scena terribile e molto difficile, ogni volta che la provavo mi coinvolgeva talmente che ne uscivo stremata.
L'aiuto regista ha proposto movimenti nuovi per questo nuovo angelo e, dato l'aspetto così particolare dell'attore, tutto l'insieme è risultato molto più suggestivo ed emozionante. Ma quanto abbiamo dovuto provare per raggiungere il risultato! Anche oltre le prove ufficiali, ci siamo ritrovati pure noi soli a casa dell'aiuto regista. Però alla fine l'atmosfera che abbiamo creato in quella scena conclusiva è stata incredibile!
Il mio partner ha detto che quella parte dell'angelo gli sembrava sempre più bella ogni volta che la ripetevamo, io gli ho risposto che lo capivo benissimo e che poi, dopo lo spettacolo, gli sarebbe mancata, avrebbe fatto fatica a distaccarsene… Perchè capita proprio così, nei personaggi che ci coinvolgono a fondo.
Il lavoro intenso delle ultime prove ravvicinate è stato nei giorni di peggiore maltempo, quanta umidità ho preso in quelle uscite serali! Temevo per la voce, per la schiena… e mi sentivo una stanchezza e uno stress immensi, ogni giorno più devastanti…
Così il giovedì precedente allo spettacolo (fissato per sabato sera) eravamo liberi ed io sono andata con mio marito alla casa in montagna, avevo assoluto bisogno di staccare completamente per un po', non ho portato nemmeno con me il copione, solo un libro da leggere. Un bel rischio, perché lassù c'è soltanto una stufetta elettrica nella stanza in cui si lavora, per fortuna non ha piovuto, ma l'umidità era forte. Ho pulito ripiani e sportelli, volevo rendermi conto dello stato di questo impianto elettrico che il marito sta facendo, non mi pare si avvicini alla conclusione, in giro c'è un casino tale di materiali e altro da demoralizzarmi, ma mi ero imposta di non farci caso, doveva essere una giornata di riposo e non di arrabbiature. L'aria di montagna mi ha alleggerito lo stress da teatro.
Poi alla fine lo spettacolo è andato benissimo, nonostante l'ultima prova fosse ancora desolante e scombinata.
Finita l'ansia, tutti i dolori del mondo mi sono saltati fuori, accentuati dall'umidità assorbita e da alcune ore passate insieme ai nipotini, con i due più piccoli che mi stavano sulle ginocchia per ascoltare i libri che leggevo loro. Mi preoccupava soprattutto un dolore alla gamba destra, dove ho la protesi ormai da tanti anni che ad ogni dolorino temo siano avvisaglie che sta cedendo tutto.
Man mano che passano i giorni ora mi sento meglio, è stato solo l'affaticamento…

Mi sento libera e leggera, finalmente, pronta ad avviarmi al periodo natalizio con tutti i suoi impegni, anche se, lo confesso, avrei voglia di una bella vacanza in qualche luogo lontano o almeno nuovo da esplorare, che mi dia suggestioni interessanti… da quanto non succede? Da troppo ormai!
Certo, abbiamo ancora da fare due repliche delle trecciaiole fissate nelle prossime domeniche: allieteremo i mercatini natalizi di due parrocchie della zona. Ma cosa vuoi che siano le TRECCIAIOLE in confronto alle fatiche del MISTERO BUFFO?

 
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FATICA !

Post n°1642 pubblicato il 19 Novembre 2019 da atapo
 
Tag: cronaca

E  CI  RISIAMO

 


 

Novembre nel mio karma è spesso stato un mese difficile: la stagione che vira al freddo e all'umido non mi è favorevole, inoltre negli anni molti fatti difficili, impegnativi, dolorosi sono capitati proprio in questo mese: per questo lo attendo sempre con trepidazione e un po' di ansia.
E anche stavolta ci risiamo.
Queste repliche teatrali, pure se bellissime, mi stanno affaticando oltre misura, le uscite per prove e spettacoli sotto le piogge a diluvio sono un'impresa e ho sempre il forte timore che l'umidità mi faccia venire nevralgie e abbassamenti di voce, che sarebbero una tragedia in questo momento.
La prossima replica del MISTERO BUFFO “soffre” per la defezione di due attori e un'attrice, per cause diverse; è subentrato un ragazzo pieno di buona volontà che però deve inserirsi in questo lavoro complesso: per il resto noi “vecchi” abbiamo aggiunto alle nostre parti personaggi e battute, ci tocca aggiustare e imparare altro in più. Lo spazio teatrale della prossima replica ha misure differenti, quindi il balletto è stato tutto cambiato, vestiti compresi che devono essere in armonia di colori con le nuove posizioni: così mi ritrovo a ridosso dello spettacolo, che sarà sabato, a tagliarmi e cucirmi una gonna rossa lunga ed io non sono certo una sarta!
Il mio corso di inglese va a rilento: vorrei riuscire ad ascoltare i dialoghi, ad allenarmi, ad approfondire, insomma vorrei che fosse utile, invece il tempo mi fugge sempre in cose più urgenti; almeno mi diverto nelle due ore di lezione, adesso che comincio a capire il terribile accento americano dell'insegnante! Ma a Natale smetterò, è troppo faticoso inserirlo nelle mie giornate.
In famiglia ci sono problemi, mia figlia si è rotta un dito in un piede e fino a Natale è a casa dal lavoro, ma non può uscire per gli orari di reperibilità: per ora gestisce con le babysitter e i nostri impegni con i bambini restano invariati, ma forse qualche aiuto in più sarà necessario. Per finire, e non in bellezza, mio figlio si sta separando dalla moglie, e hanno il bambino da gestire… e questa è la situazione che mi fa soffrire di più.

 
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CRONACHE DAL GIARDINO 2

Post n°1641 pubblicato il 14 Novembre 2019 da atapo
 

NOTIZIE DA ANDREA

Chi è Andrea? Lo avevo presentato QUI, ma riassumo in breve. E' un giovane gatto che cominciò a frequentare il mio giardino qualche mese fa. Chiaramente randagio, però io speravo in una possibile socializzazione, con tanta pazienza...

Ma i nostri rapporti finivano lì. Oltre ad osservarci reciprocamente in giardino, lui sempre mantenendo una distanza di sicurezza che però era leggermente diminuita col passare dei giorni, mi inteneriva quasi ogni sera, al buio, intravedere sulle pietre del vialetto la sua piccola sagoma: stava seduto, vigile, guardando intorno le ombre estive e ascoltando i fruscii notturni.

Alcune volte di notte sentivamo i versi rauchi e i miagolii tipici delle lotte fra gatti, una mattina abbiamo scoperto sul piccolo piazzale di cemento ciuffi di peli neri: c'era stata battaglia? Andrea, dalla pelliccia abbastanza chiara, aveva vinto? Stava difendendo quello che si era aggiudicato come suo territorio, cioè il mio giardino? Che si trovasse a proprio agio non c'era dubbio, perchè abbiamo trovato le tracce del suo farsi le unghie sul tronco della piccola quercia da sughero, ma non solo: anche i pali inclinati che sostengono le altalene sono sue pertiche di gioco e la gommapiuma che li avvolge è stata tutta scorticata. Per non parlare delle mezze lucertole lasciate qua e là e consumate poi in pasti successivi.

- Se lo prendo lo strozzo! - si arrabbiava mio marito.

Poi Andrea è sparito per molti giorni. Randagio com'è, poteva essere capitato di tutto e io mi stavo rassegnando.

Ad autunno avanzato è ricomparso. E come è cambiato! E' molto cresciuto, si è fatto imponente, un adulto ormai, il pelo è allungato e infittito, la criniera attorno alla testa è aumentata, solo a guardarlo dà una sensazione di morbidezza e la voglia di accarezzarlo e grattarlo in mezzo alle orecchie. Ma non sia mai! Selvaggio era e selvaggio resta!

Adesso gli piace dominare dall'alto: ci sono alcune tettoie e lui lì sopra passa molte ore della giornata: sonnecchia, dorme, si stiracchia, si pulisce, controlla tutto il giardino. E io controllo lui dalla finestra, se c'è o non c'è, e sono contenta quando lo vedo: vuol dire che è tutto ok.

Se esco in giardino lo saluto, gli dico qualcosa, lui mi segue con gli occhi e mi ascolta, poi ognuno torna alle sue occupazioni. I miei nipotini, quando arrivano, è la prima cosa che fanno: - Andiamo a vedere se c'è il gatto! -

Se non lo trovano al suo posto di vedetta si rassicurano quando gli dico: - Ah, era qui proprio poco fa, sarà andato a cacciare...-

Una volta i bimbi giocavano in giardino e facevano una bella confusione: pensavo che Andrea si infastidisse e se ne andasse, invece si è messo seduto e dalla sua postazione alta ha seguito con curiosità tutte le manovre dei piccoli, finchè non siamo rientrati.

Un pomeriggio stavo parlando nel portico con due persone in visita, quando abbiamo sentito i soliti versi da lotta fra gatti e all'improvviso dall'angolo della casa ci è schizzato tra le gambe un gattone nero che fuggiva a gran carriera. E subito dopo, tranquillo, soddisfatto, con la coda ritta e l'andatura del trionfo si è allontanato Andrea, senza degnarci di uno sguardo: aveva fatto il suo.

Ma il più bello è accaduto ieri pomeriggio, era già quasi buio. Io ero entrata nel casotto che c'è in giardino, chiudendone la porta e ci sono rimasta quasi un'ora per alcuni riordini. Quando sono uscita Andrea era seduto lì, a un metro dalla porta, incuriosito, chissà da quanto. Con fare noncurante, lentamente, si è allontanato giusto di quel poco da non farsi toccare, poi ancora mentre mi spostavo, infine si è fermato sotto il melograno come se fosse interessatissimo a qualcosa fra i rami, ma attento ai miei movimenti e ai rituali saluti e complimenti che gli rivolgevo, poi seguendomi con lo sguardo mentre entravo in casa...

E' quasi di famiglia, ormai.

 

 

 

 
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CRONACHE DAL GIARDINO 1

Post n°1640 pubblicato il 02 Novembre 2019 da atapo
 

L' INVASIONE  DELLE  MELAGRANE

 

 

Durante l'estate il mio giardino era un po' deludente dal punto di vista estetico: c'era molto verde e di sfumature diverse, ma nessun altro colore, tranne il viola pallido della lavanda. Non abbiamo avuto altre fioriture estive, l'impegno nella casa in montagna e il caldo eccessivo ce l'hanno fatto trascurare.
Invece l'autunno tiepido così protratto, senza piogge a sferzare le piante, ci ha regalato delle belle sorprese colorate: la yucca ha innalzato ben cinque fusti fioriti a grosse campane bianche, il rosmarino è fiorito di nuovo di azzurro, come di nuovo ha messo mazzetti di fiori rossi l'oleandro, in una seconda fioritura di quest'anno.
Purtroppo pochissime sono state le belle di notte. Nelle estati e autunni passati erano cresciuti spontaneamente grossi cespugli verso il fondo del giardino, i fiori erano gialli o rossi e con le innumerevoli combinazioni e sfumature che a sorpresa nascevano dall'unirsi dei due colori. A me piacevano tanto, anche se si aprivano solo nel pomeriggio e si richiudevano a metà mattinata, però mettevano una bella allegria. Alla fine dell'autunno scorso mio marito in uno dei suoi “improvvisi furori di attivismo” insieme all'erba tagliò tutte le piante.
- Tanto ogni anno ricrescono. - rispose alle mie rimostranze. Ma doveva averle tagliate in modo troppo radicale perché quest'anno non sono ricresciute come in passato, ma solo molto tardi ne è spuntata qualcuna molto piccola, che ha fatto pochissimi fiori, quasi tutti rossi e sono andati persi gli incroci e le sfumature. Peccato!
Invece il melograno è stato un trionfo: la grande fioritura primaverile, non decimata da piogge e venti, ha dato luogo a una super produzione di frutti, l'albero si è riempito, sembrava adornato di moltissimi lampioni prima gialli poi rossi, di ogni dimensione, alcuni giganteschi.
E abbiamo cominciato a mangiare melagrane… a regalarle ai conoscenti… sempre troppe ne scoprivamo a maturare tra le foglie!

Allora ho messo l'annuncio nei gruppi di facebook: “Scambio melagrane con...” e ho ricevuto un sacco di richieste, che ho dovuto gestire io perché mio marito continua ad andare in montagna: messaggi, telefonate, accordi, proposte di scambio con che cosa, appuntamenti a casa o al capolinea dell'autobus per venire incontro a metà strada con qualcuno. Giorni di commercio febbrile, anche perché le melagrane non sono eterne, bisognava piazzarle prima che passassero la maturazione… Come se non avessi avuto nient'altro da fare!
Ma almeno siamo riusciti a distribuirne la maggior parte, ora alcune le abbiamo già dovute buttare, altre le continuiamo a mangiare noi, oppure le sgrano e ne metto i semi in sacchetti monoporzione a congelare, ho letto che così si conservano bene e ci provo.
Gli scambi hanno fruttato alcuni detersivi, della pasta, degli ottimi biscotti, dei vasetti di ciliegie sotto spirito e di marmellate fatte in casa: l'economia del baratto ha funzionato, qualcuno addirittura si è prenotato già per l'anno prossimo!

Ora in giardino, passato il rosso delle melagrane, c'è lo spettacolo di un piccolo "foliage" giallo e rosso autunnale, offerto dal trio melograno-pero-acero.

 
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