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Beh, avere una casa in montagna Ŕ giÓ una fortuna, almeno...
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Fuga lunga... impossibile!
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Messaggi di Luglio 2022

STRESS

Post n°1834 pubblicato il 29 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

ANDA e RIANDA



 

Abbiamo deciso così: andiamo nella casa in montagna, tornando a Firenze nei giorni in cui mio marito ha visite o impegni, o una volta più o meno a settimana per controllare la casa cittadina, il giardino, fare il cambio della biancheria. Tutto questo (salvo imprevisti) almeno fino a ferragosto: solo dopo ci hanno dato l’appuntamento per aggiustare, speriamo, l’aria condizionata in camper e senza quella non si viaggia. Su internet ho anche scoperto che tanto non c’è un posto libero in campeggi e aree di sosta per camper in luoghi sul mare e che ora in “alta stagione” i suddetti hanno raggiunto prezzi proibitivi, quasi da piccola pensione: dopo il Covid c’è stato il boom dei camperisti e, naturalmente, le strutture se ne approfittano.

Dopo ferragosto faremo il punto e si vedrà.

Intanto questo su e giù dalla montagna per ora almeno non è molto rilassante: è tutto un riempire e svuotare borse e zaini, bisogna pensare a cosa può servire nella settimana, quando e dove fare le lavatrici per riavere le cose al momento giusto, che provviste bisogna portare con noi dal frigo, qui e là, cosa invece può resistere, e quando sono il PC non c’è, controllo sul cellulare un po’ di posta, ma non riesco a fare altro. In compenso lassù leggo, leggo molto: in due giorni ho fatto fuori “Il compagno” di Pavese e ho portato con me vari altri libri, tra i più grossi in attesa nella mia biblioteca.

Non sono ancora in forma dopo il covid, mi stanco molto facilmente, sento la testa vuota, ho spesso male alle articolazioni, non so se una vacanza così mi aiuterà.

Se a Firenze arriviamo a quasi 40°, lassù si arriva ai 30°: è già meglio per noi cittadini, ma per la montagna è un disastro: le sorgenti sono asciutte, nell’orto non si riesce ad annaffiare, i lamponi accanto a casa mia erano nati in abbondanza, ma si sono tutti seccati senza arrivare alla grandezza giusta per raccoglierli: ne ho trovato solo uno mangiabile, aveva un sapore ottimo, forte, ma per questa estate sarà l’unico. Il melo è pieno di mele, ma chissà come andranno a finire, se matureranno.

Avrò poco tempo per scrivere qui, con tutti questi movimenti; stasera ripartiamo e stavolta c’è una novità, avremo ospiti per il fine settimana mio figlio e la sua compagna, dovremo allestire un minimo la seconda camera grande, sarà l’occasione per sistemarla un poco senza più indugiare. Ma tanto loro staranno come in B&B: dormire, colazione e via per i percorsi sui monti, beati loro! Anche se mio figlio ha detto che vedrà di dare una mano a suo padre per qualche lavoro più di fatica. Speriamo!

 
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NEGATIVI

Post n°1833 pubblicato il 22 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

GUARIRE


 

Finalmente, da pochi giorni mio marito ed io siamo tornati entrambi negativi, lui qualche giorno prima di me, come aveva iniziato prima di me la malattia.

Ora siamo liberi, ma liberi per cosa? Con le temperature che ci sono adesso (oggi a Firenze fino a 39° e pare che non sia finita) non c’è da folleggiare, ma da restare rintanati in casa per quasi tutta la giornata. Poi, non è che stiamo proprio benissimo: a mio marito è rimasta una forte tosse, io, a dire il vero, conservo per bene tutti i disturbi che ho avuto nei giorni covid, continuo ad essere stanchissima, mi muovo a stento e ho la testa vuota, faccio una fatica enorme a pensare, a organizzare le mie azioni, a fare qualcosa di minimamente impegnativo. Anche scrivere mi affatica, se leggo devo sospendere dopo un po’ perché mi fanno male gli occhi e la testa. Ne ho ancora di strada da fare per guarire.

A scacchiera ci sono gli impegni, medici e non, che eravamo stati costretti a rimandare e che ora vanno portati a termine: il dentista di mio marito presto andrà in ferie, le officine per aggiustare il camper in agosto chiuderanno quindi bisogna sperare di concludere prima, le procedure per la patente provvisoria sono da completare entro il 27, se non vogliamo restare a piedi. Così, per impegni un giorno sì e uno no, per rinvii vari dell’ultimo momento, da quando siamo tornati negativi al covid non siamo ancora riusciti a organizzare una FUGA alla casa in montagna, dove la temperatura arriva SOLO fino a 30°.

Pare che… forse… da lunedì prossimo riusciremo…

Nel frattempo durante l’ultimo fine settimana lassù c’è andato mio figlio con la sua nuova compagna, ci hanno mandato foto della escursione nelle montagne vicine, in mezzo ai boschi, a trovare i mirtilli… hanno detto che ci sono stati proprio bene e che ne approfitteranno ancora. Almeno che qualcuno se la goda quella casa!

Saluto tutti, non ho idea di quando avrò le forze per passare qui di nuovo: devo impegnarmi a guarire e a sopravvivere al caldo.

 

 

 
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AGGIORNAMENTO

Post n°1832 pubblicato il 14 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

PER STARE IN COMPAGNIA...


Era da prevedere: due giorni dopo mio marito, il mio raffreddore è peggiorato molto rapidamente, si sono aggiunti altri sintomi, la febbre... ecco, il covid ha raggiunto anche me!

Così non c'è stato più bisogno di suddividerci la casa: una stanza a te, una stanza a me, un bagno a te, un bagno a me, siamo tornati a mangiare insieme in cucina, mangiare pochissimo, perchè tra i sintomi è compresa la mancanza di appetito.

Che settimana! Da non alzarci dal letto per l'enorme stanchezza (ah, abbiamo continuato a dormire in stanze differenti, per non disturbarci più del lecito tossendo); a me si sono riaffacciati tutti i miei mali e le mie criticità, nevralgie e mal di schiena. E la testa vuota, incapace di pensare con ordine a qualsiasi cosa.

Da ieri va un po' meglio: ieri mattina sono riuscita a restare alzata fino all'ora di pranzo, senza crollare a dormire un paio d'ore durante la mattinata, come i giorni precedenti.

Per fortuna appena tornati dal Lazio eravamo andati al mercato a rifare un po' di provviste di frutta e verdura, avevamo trovato una cassetta di ciliegie strepitose che ci fa sopravvivere in questi giorni e mantiene il nostro interesse alla vita, così non abbiamo avuto bisogno di chiedere aiuto ai figli, ci hanno portato con comodo solo l'acqua minerale: mi sarebbe dispiaciuto dargli incombenze in più, con questo caldo.

Speriamo che tutto si concluda nei tempi regolamentari, che torniamo negativi la settimana prossima, così da riprendere in mano le nostre vite e tutto ciò che abbiamo dovuto lasciare in sospeso: il 27, scadenza della patente, si avvicina pericolosamente!

E che la brutta parentesi si concluda così, senza conseguenze.

 
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LUCI E OMBRE

Post n°1831 pubblicato il 06 Luglio 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

CHE VIAGGIO

acropoli di Civitavecchia di Arpino

 

Con una mia poesia mi ero guadagnata una “menzione d’onore” di un concorso letterario in un paese del Lazio: Monte San Giovanni Campano. Come ho già detto, uno dei motivi che mi spinge a partecipare a questi concorsi è proprio l’occasione, in caso di vincita, di fare un viaggetto e di conoscere nuovi luoghi della nostra bella Italia. In questi casi mio marito si “muove” volentieri, il minimo di giorni indispensabili naturalmente, mai che proponga di allungare il soggiorno fino a farlo assomigliare a una vacanza, solo l’anno scorso a Piaggine unimmo il mare e l’esplorazione del Cilento. Ma accontentiamoci…

Anche stavolta avrei voluto unirci il mare di Gaeta e limitrofi, prima del giorno della premiazione, ma le vicende recenti ci hanno consentito solo di partire, col camper appena sistemato, per un fine settimana che però speravo di allungare di un giorno o due.

Le “disgrazie” sono cominciate subito: l’aria condizionata in cabina di guida non funzionava!!!

-Ma la revisione a cosa è servita? - Ho imprecato io.

-Hanno revisionato la parte motore e ciò che serve per guidare in sicurezza.- Ha risposto il marito.

Scendere in autostrada verso il sud in tarda mattinata e pomeriggio senza aria condizionata immaginate un po’…

Io in più avevo il sole tutto dalla mia parte, a ovest: mi sono cotta.

Finita l’autostrada, alla ricerca dell’agriturismo a cui avevamo appena telefonato, persi tra le stradine locali (tanto il navigatore consiglia percorsi fantasiosi a dir poco), nel fare retromarcia proprio stavolta non ha funzionato il segnalatore di ostacoli e… siamo finiti con forza contro un muretto, basso ma di pietra robusta, che ci ha sfasciato la fanaleria di sinistra, il paraurti e incrinato la parte bassa della parete del camper.

Per fortuna l’agriturismo era veramente bello, tranquillo, con un ristorante ottimo e, soprattutto, molto economico. Ciò ha leggermente mitigato l’arrabbiatura del marito, che il mattino dopo ha aggiustato alla meglio il grosso danno, legando qua e là per non perdere pezzi per strada, ma si valuta che sarà parecchio costosa la riparazione e probabilmente non fattibile in tempi rapidi. Fine di programmi successivi in camper, per il resto dell’estate.

L’agriturismo si trova vicino al paese di Arpino, presentato come molto gradevole, così siamo andati a visitarlo. Ci è piaciuto molto, tenuto bene, pulito, con l’ufficio del Turismo accogliente, l’impiegata ci ha dato tante informazioni con grande gentilezza. Come tutti gli antichi paesi arroccati sull’Appennino, dalla sua parte antica, sul cocuzzolo, si ammira un panorama ampio di monti boscosi, vallate, di piccoli insediamenti… ma anche lì il caldo era feroce, girare per le stradine cercando le strisce d’ombra diventava un martirio, anche se si godeva a tratti un bel venticello, ma tutti così sudati c’erano da temere conseguenze: io, nonostante il cappello, già cominciavo a sentire la mia nevralgia.

C’è anche la Civitavecchia, vicinissima all’agriturismo, sarebbe l’acropoli, la parte più antica della città, quella fondata dai Volsci circa nell’ottavo secolo a.C. e io me la sono girata da sola, nel tardo pomeriggio: ormai che ero lì, non volevo perdere ciò che si poteva conoscere ancora. Mio marito estenuato si era buttato sul letto, in camper.

Il giorno successivo, domenica, alle 18 ci sarebbe stata la premiazione, San Giovanni Campano non era molto distante; al mattino siamo stati a messa nell’abbazia di Casamari, un complesso monastico cistercense stupendo, mi è dispiaciuto che i tempi non abbiano consentito la visita di tutto, sarebbe proprio da tornarci.

Ma sempre caldo, caldo, caldissimo! Così non abbiamo avuto la forza di fare un giretto per conoscere meglio il paese, anche questo su un cocuzzolo, un vasto panorama sull’Appennino dal belvedere che fa anche da parcheggio, purtroppo senza alberi. La premiazione era all’aperto, nella piazza principale fortunatamente all’ombra della chiesa e dei palazzetti attorno e il sole era abbastanza abbassato anche se il caldo delle ore precedenti persisteva.

L’evento letterario comprendeva, oltre alla premiazione, la presenza di Dacia Maraini a parlare del suo libro su Pasolini, conversando con un professore e studioso locale. Mi è piaciuta tanto la loro conversazione, dal libro spaziava su fatti storici, aneddoti di vita, considerazioni su tematiche politiche e culturali. Riflettevo quanto fosse bello che in un paese piccolo ci fossero incontri così ricchi e che tanto numeroso e attento fosse il pubblico; e Dacia, con i suoi ottanta anni superati, che energia, che lucidità!

A questo punto i nostri impegni erano conclusi, l’idea iniziale era di restare in zona ancora due o tre giorni, ma chi resisteva con quel caldo torrido? Non avremmo certo potuto visitare altri luoghi, non riuscivamo a girare all’aperto col sole così, mi veniva male pensare al viaggio di ritorno senza aria condizionata in cabina di guida… Nel camper abbiamo un sistema di refrigerazione particolare che utilizza l’acqua vaporizzandola, per sentirne beneficio nelle soste dovevamo tenerlo al massimo e a passarci sotto arrivava sulla testa una sferzata gelida: quello che ci vuole per la mia nevralgia, infatti cominciavo a sentire un leggero male all’orecchio e a mio marito si era abbassata la voce.

Ah, nemmeno il frigorifero funzionava bene, con quel caldo: avevamo comperato formaggio locale, c'erano degli yogurt, della frutta... tutto a rischio.

Allora ho proposto di rientrare subito lunedì, ma partendo presto al mattino, guidando finché si poteva resistere, poi una sosta da qualche parte durante le ore calde, il resto del viaggio ripreso col sole già MOLTO basso. Così abbiamo fatto, sosta giusto all’ora di pranzo a Orvieto, le ore più calde passate nei paraggi, al lago di Corbara, all’ombra, ripartenza dopo le 18, arrivo a Firenze in serata, stanchi, ma nulla in confronto al viaggio di andata.

Io ieri mi sono ripresa abbastanza, mio marito invece no, è peggiorato, la tosse e la stanchezza sono aumentate… ci è venuto qualche sospetto, oggi abbiamo verificato: COVID! Io invece sono negativa, almeno per ora.

Rinvio di ogni impegno familiare. Inizia una nuova fase di questa estate, che non mi sembra per nulla promettente.

 
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