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Messaggi del 14/01/2021

A PORTARE LE SCIARPE

Post n°1728 pubblicato il 14 Gennaio 2021 da atapo
 

 

IL MINI FOTOGRAFO

 

A.Perilli

All’ultimo incontro con i nipotini, io e mia figlia abbiamo parlato di sciarpe: col freddo degli ultimi giorni si era accorta che ai suoi figli mancavano sciarpe di lana, ne avevano solo leggere di pile, e uscendo al mattino presto per andare a scuola queste erano troppo leggere. Lei ha sempre caldo e i suoi figli sono sempre vestiti leggeri, se mi diceva così vuol dire che la situazione raggiungeva una certa gravità. Le avevo promesso che avrei frugato negli armadi e tra le mie sciarpe, se ne trovavo qualcuna adatta a loro: ne ho parecchie pesanti, mi piace cambiare e voglio stare calda, alcune anche erano state acquistate (sui banchetti a 1-2 euro) per guardaroba teatrali… Infatti ne avevo riempito un sacchetto, avrebbe scelto.

-Appena posso vengo a prenderle- mi aveva detto, ma i giorni passavano e non si faceva vedere.

La capisco: quattro figli, il lavoro, le incombenze quotidiane… ma pensare ai bambini nel freddo delle otto di mattina non mi lasciava tranquilla.

Così ieri, dato che avevamo commissioni vicino al paese dove abitano loro, prima di rientrare a Firenze nel tardo pomeriggio abbiamo telefonato: erano in casa e siamo passati. Le sciarpe erano anche una scusa per incontrare i bimbi, felici dei nonni arrivati a sorpresa, c’è stato un defilé di sciarpe indossate e ne hanno trovate per tutti, anche per mia figlia.

E noi nonni ci siamo goduti un po’ i nipotini. Soprattutto è stata contenta Diletta che ha potuto finalmente farci sentire come sta imparando a leggere.

Ma chi mi ha sorpreso di più è Cesare: da quando facevamo i nonni babysitter l’abbiamo lasciato a tre anni e lo ritroviamo a quattro! Non solo perché li ha compiuti il primo dicembre, ma ha fatto un cambiamento enorme, a cominciare dall’espressione del viso che è molto più “da grande”, nell’interagire con gli altri, nei ragionamenti e nei discorsi più complessi. I tre fratelli maggiori certo lo stimolano a crescere rapidamente (è anche una questione di sopravvivenza!), lui è sempre stato estroverso e creativo, da tempo inventa parole e canzoni che spesso unisce a danze improvvisate. Un piccolo uomo da palcoscenico!

Ieri ne ho scoperta una nuova: da quando aveva poco più di due anni si interessava alle macchine fotografiche; quante volte anche con me voleva che gli scattassi foto, per poi riguardarle! Molti mesi fa mia figlia ha cambiato la sua digitale e la vecchia l’ha data a Cesare per giocare, scoprendo, dopo un certo tempo, che il bimbo aveva fotografato di tutto, dappertutto, persone, oggetti, riempiendo la memoria. Così per il compleanno gli hanno regalato una macchina fotografica da bambini, cioè corazzata e indistruttibile, ma ben funzionante e ieri pomeriggio ha ripreso i nonni in tutte le pose e i momenti possibili. La tecnica è ancora primitiva, ma gli attimi e i punti che coglie non sono male… si farà. Sarebbe molto bello se la passione continuasse e si perfezionasse.

E con mia figlia parlavo della necessità di educare anche alla visione delle immagini belle: foto, opere d’arte… Nutrono e stimolano la mente. Ho deciso che nel famoso “armadio dei nipoti” a casa mia metterò a loro disposizione anche libri e fascicoli di opere d’arte, che potranno sfogliare e leggere: ne ho diversi adatti ai bambini, le usavo quando insegnavo.

Da piccola anche il mio papà lasciava alla mia portata certe riviste con belle illustrazioni, io passavo tanto tempo a sfogliarle, me ne ricordo ancora; da adulta ho scoperto che erano i reportages di Epoca, le riproduzioni di opere d’arte, fino alle avanguardie artistiche del secondo dopoguerra...

 
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