Aggiornamento in Nefrologia: Teprasiran, un piccolo RNA interferente

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Prevenzione del danno renale acuto nei pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia cardiaca: Teprasiran, un piccolo RNA interferente

Il danno renale acuto colpisce fino al 30% dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, portando a un aumento della morbilità e della mortalità in ospedale e a lungo termine.
Teprasiran è un nuovo piccolo RNA interferente che inibisce temporaneamente la morte cellulare mediata da p53 che è alla base del danno renale acuto.
Uno studio prospettico, multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato di fase 2 ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una dose singola di 10 mg/kg di Teprasiran rispetto al placebo nel ridurre l’incidenza, la gravità e la durata del danno renale acuto dopo cardiochirurgia nei pazienti ad alto rischio.
L’endpoint primario era la percentuale di pazienti che hanno sviluppato danno acuto a livello renale determinata dalla creatinina sierica entro il giorno 5 postoperatorio.
Altri endpoint includevano la gravità e la durata del danno renale acuto utilizzando vari criteri prestabiliti.
E’ stato anche valutato un endpoint composito di eventi avversi renali maggiori al giorno 90, tra cui morte, terapia sostitutiva renale e riduzione del 25% o superiore della velocità di filtrazione glomerulare stimata ( eGFR ).
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Teprasiran, un piccolo RNA interferente, per la prevenzione del danno renale acuto nei pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia cardiaca

Il danno renale acuto colpisce fino al 30% dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, portando a un aumento della morbilità e della mortalità in ospedale e a lungo termine.
Teprasiran è un nuovo piccolo RNA interferente che inibisce temporaneamente la morte cellulare mediata da p53 che è alla base del danno renale acuto.
Uno studio prospettico, multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato di fase 2 ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una dose singola di 10 mg/kg di Teprasiran rispetto al placebo nel ridurre l’incidenza, la gravità e la durata del danno renale acuto dopo cardiochirurgia nei pazienti ad alto rischio.
L’endpoint primario era la percentuale di pazienti che hanno sviluppato danno acuto a livello renale determinata dalla creatinina sierica entro il giorno 5 postoperatorio.
Altri endpoint includevano la gravità e la durata del danno renale acuto utilizzando vari criteri prestabiliti.
E’ stato anche valutato un endpoint composito di eventi avversi renali maggiori al giorno 90, tra cui morte, terapia sostitutiva renale e riduzione del 25% o superiore della velocità di filtrazione glomerulare stimata ( eGFR ).
Sia la creatinina sierica che la cistatina-C sierica sono state utilizzate per le valutazioni della velocità di filtrazione glomerulare stimata.
In totale 360 pazienti sono stati assegnati in modo casuale in 41 centri; 341 pazienti trattati avevano un’età di 73 anni; il 72% erano uomini e il punteggio mediano euroSCORE ( European System for Cardiac Operative Risk Evaluation ) è stato pari al 2.6%.
I parametri demografici e chirurgici erano simili tra i gruppi.
L’incidenza di danno renale acuto è stata del 37% per Teprasiran rispetto al 50% per i pazienti trattati con placebo, una riduzione assoluta del rischio del 12.8% ( P=0.02; odds ratio, OR=0.58 ).
Anche la gravità e la durata del danno acuto renale sono migliorate con Teprasiran: il 2.5% dei pazienti trattati con Teprasiran rispetto al 6.7% dei pazienti trattati con placebo ha presentato un danno renale acuto di grado 3; il 7% dei pazienti trattati con Teprasiran rispetto al 13% dei pazienti trattati con placebo ha avuto un danno renale acuto della durata di 5 giorni.
Non è stata osservata alcuna differenza significativa per i principali eventi avversi renali compositi al giorno 90 nella popolazione complessiva.
Non sono stati identificati problemi di sicurezza con il trattamento con Teprasiran.
L’incidenza, la gravità e la durata di danno renale acuto precoce nei pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia cardiaca sono risultate significativamente ridotte dopo la somministrazione di Teprasiran.
Sulla base di questi risultati è stato disegnato uno studio di fase 3 con un evento avverso renale maggiore al giorno 90 dall’esito primario. ( Xagena2021 )
Thielmann M et al, Circulation 2021; 144: 1133-1144

Danno renale acuto & Impiego contemporaneo di Inibitori della pompa protonica e di altri farmaci

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Uso di inibitori della pompa protonica con farmaci antinfiammatori o antibiotici & rischio di danno renale acuto

Uno studio caso-controllo annidato ha valutato se l’uso combinato di inibitori della pompa protonica ( PPI ) con farmaci antinfiammatori non-steroidei ( FANS ) o antibiotici ( penicilline, macrolidi, cefalosporine o fluorochinoloni ) fosse associato a un aumentato rischio di danno renale acuto.

E’ stato consultato un database di richieste di risarcimento nell’ambito dell’assicurazione sanitaria in Giappone.

I pazienti erano eleggibili se avevano avuto almeno una prescrizione di un inibitore della pompa protonica, un FANS e un antibiotico nel periodo gennaio 2005 e giugno 2017.
Sono stati inclusi i pazienti che erano nuovi utilizzatori di inibitori della pompa protonica e non avevano alcuna storia di malattie renali prima dell’ingresso nella coorte ( n=219 082 ).
L’età media era di 45 anni e il 44% erano donne.

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Tempistica di inizio della terapia sostitutiva renale nel danno renale acuto

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Terapia di sostituzione renale ritardata versus precoce per danno renale acuto grave

La tempistica della terapia renale sostitutiva ( RRT ) per gravi lesioni renali acute è fortemente dibattuta quando non sono presenti complicanze potenzialmente letali. Si è valutato se una strategi …


Esiti del trattamento della vasculite ANCA-associata nei pazienti di età superiore ai 75 anni: una meta-analisi

I benefici del trattamento della vasculite associata ad ANCA ( anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili ) in età avanzata non sono ben definiti. La maggioranza degli studi pubblicati ha riguardato pe …


La paratiroidectomia influenza il punteggio della calcificazione dell’arteria coronaria nei pazienti in emodialisi asintomatica con iperparatiroidismo secondario

La riuscita paratiroidectomia ( PTX ) con livelli ormonali paratiroidei ( PTH ) postoperatori stabili è associata a stabilizzazione del punteggio di calcificazione dell’arteria coronaria ( CACS ) in p …


Impatto delle comorbidità cardio-nefro-metaboliche sugli esiti cardiovascolari e sulla mortalità nel diabete mellito di tipo 2

E’ stato valutato il contributo incrementale della malattia renale cronica ( CKD ) al rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori ( MACE ), insufficienza cardiaca e mortalità per tutte le cause …

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Dapagliflozin, un inibitore di SGLT2, rallenta la malattia renale: lo studio DAPA-CKD è stato interrotto precocemente

Lo studio di fase 3 DAPA-CKD riguardante Dapagliflozin ( Farxiga ) nei pazienti con malattia renale cronica è stato interrotto precocemente a causa della evidente efficacia del farmaco, su raccomandaz …


Sicurezza dei bifosfonati negli adulti con malattia renale cronica

Secondo uno studio di popolazione gli adulti con malattia renale cronica da moderata a grave ad alto rischio di frattura non avevano maggiori probabilità di morire per qualsiasi causa quando veniva l …


Uso profilattico dei defibrillatori cardioverter impiantabili nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti in dialisi: studio ICD2

I pazienti con malattia renale allo stadio terminale sottoposti a dialisi sono ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa e, ad oggi, nessuna terapia ha dimostrato di essere efficace nel ridurre que …


Fattori di rischio per danno renale acuto ricorrente in un’ampia coorte basata sulla popolazione

Il danno renale acuto ( AKI ) ha numerose sequele. Gli episodi ripetuti di danno renale acuto possono rappresentare un fattore determinante per gli esiti avversi, inclusa la malattia renale cronica e …


Albuminuria e fallimento dell’allotrapianto, eventi di malattia cardiovascolare e morte per tutte le cause nei destinatari stabili di trapianto renale: studio FAVORIT

La malattia cardiovascolare è comune e la sopravvivenza globale del trapianto non è ottimale tra i pazienti sottoposti a trapianto di rene. Sebbene l’albuminuria sia un noto fattore di rischio per e …

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Caratteristiche ed esiti dei pazienti con sclerodermia che richiedono una terapia di sostituzione renale: registro ERA-EDTA

I dati sugli esiti dei pazienti con malattia renale allo stadio terminale ( insufficienza renale terminale; ESRD ) secondari alla sclerosi sistemica ( sclerodermia ) che richiedono una terapia di sost …


Effetti dell’abbassamento intensivo della pressione arteriosa sulla lesione dei tubuli renali nella malattia renale cronica: studio SPRINT

L’assegnazione casuale al braccio di pressione sanguigna sistolica intensiva ( SBP ) ( inferiore a 120 mm Hg ) nello studio SPRINT ( Systolic Blood Pressure Intervention Trial ) ha comportato una ridu …


Effetto dell’abbassamento intensivo della pressione arteriosa sul danno dei tubuli renali: studio ACCORD

L’assegnazione casuale alla riduzione della pressione arteriosa ( BP ) intensiva ( BP sistolica inferiore a 120 mm Hg ) rispetto a un target di pressione meno intensiva ( BP sistolica inferiore a 140 …


Diabete di tipo 2 incidente tra gli individui con insufficienza renale cronica: studio CRIC

Pochi studi hanno esaminato il diabete mellito di tipo 2 ( T2DM ) nella malattia renale cronica ( CKD ). Sono stati presi in esame i tassi e i fattori di rischio per diabete di tipo 2 nella nefropatia …


Modalità di dialisi e fibrillazione atriale incidente nei pazienti anziani con malattia renale allo stadio terminale

La fibrillazione atriale è comune nei pazienti con insufficienza renale sottoposti a dialisi di mantenimento. Non è chiaro se l’incidenza della fibrillazione atriale differisca tra i pazienti in emo …

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La pre-ipertensione e l’ipertensione predicono lo sviluppo di ridotta velocità di filtrazione glomerulare stimata nella popolazione generale

Rimane da definire se la pressione arteriosa svolge un ruolo predittivo indipendente nell’insorgenza di una riduzione della velocità di filtrazione glomerulare ( GFR ). Questo in quanto le esistenti …


Rischi di decesso e ictus nei pazienti in emodialisi con fibrillazione atriale di nuova insorgenza

Rimane una questione controversa se l’uso di anticoagulanti orali debba essere preso in considerazione nei pazienti sottoposti a emodialisi con fibrillazione atriale a causa della incertezza per quant …

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La ridotta massa musco-scheletrica associata a un aumentato rischio di mortalità dopo nefrectomia radicale per cancro a cellule renali localizzato

È stata valutata l’associazione tra grave deficit muscolo-scheletrico o sarcopenia, e progressione della malattia, mortalità specifica per tumore e mortalità per tutte le cause nei pazienti con carcin …


Proiezione del rischio di insufficienza renale per i candidati donatori di rene viventi

La valutazione dei candidati donatori viventi di rene si affida a screening per i fattori di rischio individuali per la malattia renale allo stadio terminale ( ESRD ). Per supportare un approccio em …

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FDA: la Metformina è sicura per alcuni pazienti con insufficienza renale

L’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ) ha annunciato che il farmaco per il diabete mellito di tipo 2, Metformina, può essere impiegato in modo sicuro nei pazient …

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