Aggiornamento in Nefrologia: Carcinoma a cellule renali by Xagena

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Esiti a 5 anni dopo radioterapia ablativa stereotassica del corpo per il carcinoma a cellule renali primario: meta-analisi dei dati del singolo paziente da IROCK

La radioterapia stereotassica ablativa corporea ( SABR ) è un’opzione di trattamento non-invasiva per il carcinoma a cellule renali primario, per il quale si attendono dati a lungo termine.
Lo scopo principale di uno studio è stato quello di riferire sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine della radioterapia stereotassica ablativa corporea per il carcinoma a cellule renali localizzato.
Questo studio era una meta-analisi dei dati dei singoli pazienti, per la quale erano idonei i pazienti sottoposti a radioterapia stereotassica ablativa corporea per carcinoma a cellule renali primario in 12 centri in 5 Paesi ( Australia, Canada, Germania, Giappone e Stati Uniti ).

Continua su MediExplorer.it:  https://mediexplorer.it/articolo/esiti-a-5-anni-dopo-radioterapia-ablativa-stereotassica-del-corpo-per-il-carcinoma-a-cellule-renali-primario-meta-analisi-dei-dati-del-singolo-paziente-da-irock

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Aggiornamento in Nefrologia: Calcoli renali

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Rimozione di piccoli calcoli renali asintomatici e incidenza di recidiva

I vantaggi della rimozione endoscopica di piccoli calcoli renali ( 6 mm o inferiori ) asintomatici non sono ben definiti.
Le attuali lineeguida lasciano tali decisioni all’urologo e al paziente.
Uno studio prospettico che ha coinvolto la tecnologia più vecchia e non-endoscopica e alcuni studi retrospettivi favoriscono l’approccio osservazionale.
Tuttavia, i dati pubblicati indicano che circa la metà dei piccoli calcoli renali rimasti in sede nel momento in cui i calcoli più grandi sono stati rimossi ha causato altri eventi sintomatici entro 5 anni dall’intervento chirurgico.
È stato condotto uno studio multicentrico, randomizzato e controllato in cui, durante la rimozione endoscopica di calcoli renali ureterali o controlaterali, i calcoli rimanenti piccoli e asintomatici sono stati rimossi in 38 pazienti ( gruppo di trattamento ) e non sono stati rimossi in 35 pazienti ( gruppo di controllo ).
L’esito primario era la recidiva misurata dalle future visite al Pronto soccorso, interventi chirurgici o crescita di calcoli secondari.

CONTINUA SU: MediExplorer.it – LINK: https://mediexplorer.it/articolo/rimozione-di-piccoli-calcoli-renali-asintomatici-e-incidenza-di-recidiva

 

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Aggiornamento in Nefrologia: Rimozione piccoli calcoli renali

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Rimozione di piccoli calcoli renali asintomatici e incidenza di recidiva

I vantaggi della rimozione endoscopica di piccoli calcoli renali ( 6 mm o inferiori ) asintomatici non sono ben definiti.
Le attuali lineeguida lasciano tali decisioni all’urologo e al paziente.
Uno studio prospettico che ha coinvolto la tecnologia più vecchia e non-endoscopica e alcuni studi retrospettivi favoriscono l’approccio osservazionale.
Tuttavia, i dati pubblicati indicano che circa la metà dei piccoli calcoli renali rimasti in sede nel momento in cui i calcoli più grandi sono stati rimossi ha causato altri eventi sintomatici entro 5 anni dall’intervento chirurgico.
È stato condotto uno studio multicentrico, randomizzato e controllato in cui, durante la rimozione endoscopica di calcoli renali ureterali o controlaterali, i calcoli rimanenti piccoli e asintomatici sono stati rimossi in 38 pazienti ( gruppo di trattamento ) e non sono stati rimossi in 35 pazienti ( gruppo di controllo ).
L’esito primario era la recidiva misurata dalle future visite al Pronto soccorso, interventi chirurgici o crescita di calcoli secondari.
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Aggiornamento in Nefrologia: Funzione renale & Neurodegenerazione

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Associazione delle misure della funzione renale con i segni di neurodegenerazione e malattia dei piccoli vasi alla risonanza magnetica cerebrale

La malattia renale cronica ( CKD ) è un fattore di rischio per il declino cognitivo, ma l’evidenza è limitata sull’eziologia e sulla manifestazione morfologica nel cervello.
Uno studio ha valutato l’associazione tra la velocità di filtrazione glomerulare stimata ( eGFR ) e il rapporto urinario albumina-creatinina ( UACR ) con anomalie strutturali cerebrali visibili alla risonanza magnetica per immagini ( MRI ).
E’ stato inoltre valutato se questa associazione risultasse alterata utilizzando diversi biomarcatori per stimare la velocità di filtrazione glomerulare.
La ricerca ha riguardato 1527 partecipanti allo studio ARIC ( Atherosclerosis Risk in Communities ).
I predittori indagati, log-UACR ed eGFR, erano basati su cistatina-C, creatinina, cistatina-C e creatinina e beta-2-microglobulina ( B2M ).
Gli endpoint erano: riduzione del volume cerebrale, infarti, microemorragie, lesioni della sostanza bianca.

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Sicurezza ed efficacia a lungo termine di Veverimer nei pazienti con acidosi metabolica nella malattia renale cronica

L’acidosi metabolica, una complicanza della malattia renale cronica, provoca catabolismo proteico e demineralizzazione ossea ed è associata a esiti renali avversi e mortalità. Veverimer ( Tricida ), …


 

Canagliflozin riduce il rischio di morte per cause cardiovascolari negli adulti con diabete di tipo 2 e nefropatia cronica

La Food and Drug Administration ( FDA ) ha approvato una nuova indicazione per Invokana ( Canagliflozin ) per ridurre il rischio di malattia renale allo stadio terminale ( ESRD ), raddoppio dei livell …


 

Rituximab o Ciclosporina nel trattamento della nefropatia membranosa

Le anomalie delle cellule B svolgono un ruolo nella patogenesi della nefropatia membranosa. La deplezione delle cellule B con Rituximab ( MabThera ) può quindi essere non-inferiore al trattamento con …


 

Effetto nefroprotettivo di Canagliflozin, un inibitore di SGLT-2, nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia renale cronica

L’inibitore SGLT-2 Canagliflozin ( Invokana ) ha mostrato un beneficio renale significativo nello studio di fase III CREDENCE. I pazienti con diabete di tipo 2 e con malattia renale cronica in trat …


 

Veverimer versus placebo nei pazienti con acidosi metabolica associata a malattia renale cronica

I pazienti con malattia renale cronica avanzata perdono la capacità di espellere completamente l’acido endogeno, con conseguente acidosi metabolica cronica che aumenta il rischio di progressione della …


 

Ferro per via endovenosa nei pazienti sottoposti a emodialisi di mantenimento

Il Ferro per via endovenosa è un trattamento standard per i pazienti sottoposti ad emodialisi, ma i dati comparativi riguardanti i regimi clinicamente efficaci sono limitati. In uno studio multicen …


 

Effetto della Lanreotide sulla funzionalità renale nei pazienti con malattia renale policistica autosomica dominante: studio DIPAK 1

La malattia renale policistica autosomica dominante ( ADPKD ) è caratterizzata da una progressiva formazione di cisti in entrambi i reni e dalla perdita della funzionalità renale, portando infine alla …


 

Effetto di Alfacalcidolo orale sugli esiti clinici nei pazienti senza iperparatiroidismo secondario in trattamento con emodialisi di mantenimento: studio J-DAVID

I pazienti con malattia renale cronica hanno una ridotta attivazione della vitamina D e un elevato rischio cardiovascolare. Studi osservazionali in pazienti trattati con emodialisi hanno dimostrato …


 

Effetto dell’inibizione della neprilisina sulla funzionalità renale nei pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza cardiaca cronica che ricevono dosi target di inibitori del sistema renina-angiotensina: analisi secondaria dello studio PARADIGM-HF

L’inibizione della neprilisina ha effetti favorevoli sulla nefropatia diabetica sperimentale. Si è cercato di valutare gli effetti dell’inibizione della neprilisina sulla funzione renale nei pazient …


 

Effetti della combinazione Sacubitril e Valsartan versus Irbesartan nei pazienti con malattia renale cronica

La combinazione Sacubitril e Valsartan ( Entresto ) riduce il rischio di mortalità cardiovascolare tra i pazienti con insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta, ma i suoi effetti sulla f …


 

Efficacia di un nuovo inibitore VAP-1 nel ridurre l’albuminuria nei pazienti con malattia renale diabetica: studio ALBUM

Molti pazienti con malattia renale diabetica hanno albuminuria residua e sono a rischio di progressione della malattia. Lo studio ALBUM ha studiato l’efficacia di un nuovo inibitore attivo orale del …


 

Trattamento del carcinoma a cellule renali avanzato: Cabozantinib negli adulti dopo una precedente terapia mirata a VEGF

Cabozantinib ( Cabometyx ) è un inibitore multitarget della tirosin-chinasi ( TKI ) che inibisce potentemente MET e AXL, entrambi associati a prognosi sfavorevole nel carcinoma a cellule renali ( RCC …


 

Carcinoma a cellule renali non-trattato: la combinazione di Avelumab e Axitinib migliora la sopravvivenza libera da progressione

Una combinazione dell’inibitore del checkpoint immunitario, Avelumab ( Bavencio ), più l’inibitore della tirosin-chinasi ( TKI ), Axitinib ( Inlyta ), migliora significativamente la sopravvivenza libe …


 

Belimumab nel trapianto di rene

Le cellule B producono alloanticorpi e attivano le cellule T alloreattive, influenzando negativamente la sopravvivenza dei trapianti renali. Per contro, le cellule B regolatorie sono associate alla to …


 

Efficacia e sicurezza della duplice terapia antipiastrinica dopo stenting coronarico nei pazienti con malattia renale cronica

Sono state confrontate l’efficacia e la sicurezza della terapia antipiastrinica ( DAPT ) a breve termine ( 3 o 6 mesi ) rispetto a lungo termine ( 12 mesi e oltre ) dopo l’impianto di stent a rilascio …

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Canagliflozin riduce il rischio di morte per cause cardiovascolari negli adulti con diabete di tipo 2 e nefropatia cronica

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Carcinoma a cellule renali non-trattato: la combinazione di Avelumab e Axitinib migliora la sopravvivenza libera da progressione

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Tolvaptan nella malattia renale policistica autosomica dominante in stadio avanzato

In un precedente studio condotto su pazienti con malattia renale policistica autosomica dominante ( ADPKD, clearance della creatinina stimata maggiore o uguale a 60 ml al minuto ), l’antagonista del r …

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Aggiornamento in Nefrologia: Teprasiran, un piccolo RNA interferente

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Prevenzione del danno renale acuto nei pazienti ad alto rischio sottoposti a chirurgia cardiaca: Teprasiran, un piccolo RNA interferente

Il danno renale acuto colpisce fino al 30% dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca, portando a un aumento della morbilità e della mortalità in ospedale e a lungo termine.
Teprasiran è un nuovo piccolo RNA interferente che inibisce temporaneamente la morte cellulare mediata da p53 che è alla base del danno renale acuto.
Uno studio prospettico, multicentrico, in doppio cieco, randomizzato, controllato di fase 2 ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una dose singola di 10 mg/kg di Teprasiran rispetto al placebo nel ridurre l’incidenza, la gravità e la durata del danno renale acuto dopo cardiochirurgia nei pazienti ad alto rischio.
L’endpoint primario era la percentuale di pazienti che hanno sviluppato danno acuto a livello renale determinata dalla creatinina sierica entro il giorno 5 postoperatorio.
Altri endpoint includevano la gravità e la durata del danno renale acuto utilizzando vari criteri prestabiliti.
E’ stato anche valutato un endpoint composito di eventi avversi renali maggiori al giorno 90, tra cui morte, terapia sostitutiva renale e riduzione del 25% o superiore della velocità di filtrazione glomerulare stimata ( eGFR ).
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Nefrologia, le novità sulle Malattie Renali. Nefrologia.net fornisce informazioni e aggiornamenti sulle Malattie renali . Tumore del rene.

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Nintedanib presenta efficacia paragonabile a Sunitinib, ma …

Carcinoma a cellule renali

La chirurgia rappresenta il trattamento elettivo per il …

Farmaci

I pazienti in dialisi trattati con farmaci stimolanti la eritropoiesi …

Caltrate

Pazienti emodializzati cronici: il trattamento a lungo termine con …

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Trattamento dei disturbi del metabolismo calcio-fosfato nell …

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Aggiornamento in Nefrologia: Trattamento della anemia nei dializzati

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Pazienti dializzati: trattamento dell’anemia con Daprodustat 

Tra i pazienti con malattia renale cronica ( CKD ), l’uso dell’ Eritropoietina umana ricombinante e dei suoi derivati per il trattamento dell’anemia è stato collegato a un possibile aumento del rischio di ictus, infarto del miocardio e altri eventi avversi.
Diversi studi hanno suggerito che gli inibitori della prolilidrossilasi ( PHI ) del fattore inducibile dall’ipossia ( HIF ) siano efficaci quanto gli agenti stimolanti l’eritropoiesi ( ESA ) nell’aumentare i livelli di emoglobina. ( CONTINUA SU NEFROLOGIA.NET )

 

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Aggiornamento in Nefrologia: Dialisi peritoneale

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Dialisi peritoneale e variante del promotore AQP1

La variabilità nell’ultrafiltrazione influenza le prescrizioni e gli esiti nei pazienti con insufficienza renale trattati con dialisi peritoneale.
Le varianti in AQP1, il gene che codifica per la proteina acquaporina 1, possono contribuire a tale variabilità.
Sono stati raccolti dati clinici e genetici da 1851 pazienti trattati con dialisi peritoneale in sette coorti per determinare se le varianti dell’AQP1 fossero associate all’ultrafiltrazione peritoneale e al rischio composito di morte o fallimento della tecnica ( cioè, trasferimento all’emodialisi ).
Sono stati eseguiti studi su cellule, modelli murini e campioni ottenuti da esseri umani per caratterizzare una variante AQP1 e sono state studiate strategie di mitigazione. …..

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Aggiornamento in Nefrologia: Vasculite ANCA-associata

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Trattamento della vasculite ANCA-associata nei pazienti di età superiore ai 75 anni

I benefici del trattamento della vasculite associata ad ANCA ( anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili ) in età avanzata non sono ben definiti.
La maggioranza degli studi pubblicati ha riguardato persone anziane di età maggiore o uguale a 65 anni.
L’obiettivo di uno studio è stato quello di determinare i risultati dell’induzione della immunosoppressione nei pazienti di età maggiore o uguale a 75 anni.
Da due Centri è stata costituita una coorte di pazienti di età maggiore o uguale a 75 anni con diagnosi di vasculite associata ad ANCA ( AAV ) nel periodo compreso tra il 2006 e il 2018.
Il follow-up è stato di 2 anni o fino a decesso del paziente.
L’analisi ha incluso la regressione multivariata di Cox per confrontare la mortalità e la malattia renale allo stadio terminale ( ESRD ) al ricevimento della terapia di induzione della immunosoppressione con Ciclofosfamide o Rituximab.

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