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Linka linka che ti linko io
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infatti, avevo mallincato anche me
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aspettando il commento bianco, cazzeggio pure io...(ma non...
Inviato da: angela
il 22/04/2014 alle 11:43
 
Ne ho scritte tante io che una d'autore qualche volta...
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Creato da: LaDonnaCamel il 16/09/2006
Il diario intimo della Donna Camèl con l'accento sulla èl

Messaggi di Aprile 2012

 

Anacronismi

Post n°590 pubblicato il 23 Aprile 2012 da LaDonnaCamel
 

Per qualche strano motivo mi capita da sempre di frequentare persone più giovani di me e questo, se da una parte mi tiene tonica e attenta su quello che succede, mi fa sentire troppo vecchia.
Quando avevo ventotto anni mi sentivo anziana in confronto all'amica di venticinque, per dire, e immagina come mi sento adesso, visto che che per tutta una serie di altri motivi il gap tra me e le mie compagnie è sempre più ampio.

 

rita

Chissà come si sentirà lei, che ieri ne ha compiuti 103. Auguri!

 
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C'Ŕ la crisi

Post n°589 pubblicato il 14 Aprile 2012 da LaDonnaCamel
 

Ho lavato le mani tre volte, acqua calda e spazzolino ma sotto le unghie si intravede ancora un'ombra nera. È perché ho fatto giardinaggio. Stamattina ho montato il gazebo nuovo: l'avevo comprato la settimana scorsa, ne va via uno ogni due anni. È perché compro quelli da poco, la tela si cuoce col sole e i pali si schiantano con la neve. C'è la crisi, bisogna accontentarsi e sono anche fortunata ad avere un terrazzo, di questi tempi. Del resto quelli più belli e robusti costano dieci volte tanto, dunque ci metterei vent'anni per ammortizzarne uno di lusso, va bene anche così, un anno sì e un anno no ho un bel gazebo bianco e pulito. Ho fatto anche un hangar per le bici, una zona riparata e coperta ma di comodo accesso altrimenti se c'è da trafficare troppo trovo una scusa e lascio perdere, sono pigra.
Se solo mi prendessi la briga di smontarlo in autunno, coprire tutto coi teli, mettere via le cose, magari durerebbe anche tre anni ma sono pigra, l'ho già detto?  Le mie piante lo sanno, mi conoscono, e non pretendono nulla oltre all'acqua. È perché gliel'ho detto subito: qui chi campa campa e chi non campa crepa. Col freddo che ha fatto l'inverno scorso sono campate tutte. Anche il bonsai che pareva stecchito ha messo su una nuovoletta di foglioline tenere che fa quasi commuovere per la buona volontà.
Quest'anno butta male, gli ho detto, ragazze state attente che ogni posto che si libera ci metto roba da mangiare.
A dire la verità ho bluffato un po', non c'è abbastanza sole per fare un orto vero e proprio: è esposto a nord, ha le case alte intorno, solo in piena estate, alla mattina.
Però il basilico, la salvia, il rosmarino, la menta, il prezzemolo, ho anche un bell'alloro che fa siepe sul davanti, mi serve per il patè.
Una volta avevo anche i lamponi, a giugno ne raccoglievamo abbastanza per due o tre macedonie, oltre a quelli che piluccavano i bambini, quando capitava. Son durati cinque o sei anni, poi basta. Il melo è durato di più, quante ne abbiamo mangiate.

gazebo

 

Oggi ho messo giù le fragole, tre piantine, poi vediamo. Le vendevano a poco all'esselunga, sono di una strana qualità con fiori più grandi del solito e rosa. Mai visto le fragole coi fiori rosa. Le ho messe nel punto più esposto, chissà se se la cavano, ti farò sapere. L'ho fatto tra uno scroscio e l'altro, oggi pioveva ma ogni tanto smetteva: io sono fatta così, quando mi metto in testa una cosa non mi ferma nessuno. Non è vero, son più brava a minacciare ma delle volte funziona lo stesso.
La pianta più bella di tutte è un albero che è venuto da solo. Ormai è alto più di tre metri, ha il tronco di legno di tre quattro centimetri di diametro e non ho la più pallida idea di che razza o natura sia. Ha già messo su tutte le foglie e anche delle piccole bacche verdi, col picciolo lungo. Non è la sola pianta che è venuta su da sola, a parte le erbacce.
Io poi mi affeziono anche alle erbacce, poverine.

 
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Chi ben comincia

Post n°588 pubblicato il 11 Aprile 2012 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

Una lista di incipit famosi o che mi sono rimasti impressi perché efficaci o indimenticabili o amati. Solo la prima frase fino al punto. Per capire cosa li rende speciali, per carpire il segreto, se c'è.

È partito. (Il diario intimo di Sally Mara)

Cominciò come al solito, nel bagno del Lassimo Hotel. (il tempo è un bastardo)

Mio padre avanzava nel campo portando in braccio il corpo del bambino annegato (Miles City, Montana, da il percorso dell'amore, Alice Munro)

Siedo in ufficio, circondato da teste e corpi. (Infinte jest)

In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. (Il nome della rosa)

La ragazza era giovane quando lo fece e non abitava neanche lì. (Esther stories, Peter Orner)

La mattina che si uccise anche l'ultima figlia dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi, come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda.  (Le vergini suicide, J.Eugenides)

C'erano 117 psicoanalisti sul volo della Pan American per Vienna e io ero stata in analisi da almeno sei di loro. (Paura di volare, Erica Jong)

Mr e Mrs Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. (Harry Potter e la pietra filosofale)

Lo Svedese. (Pastorale americana)

Sull'Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. (L'uomo senza qualità)

A lungo, mi sono coricato di buonora. (Alla ricerca del tempo perduto)

Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall'alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. (Ulisse)

Stavamo nell'aula di studio quando entrò il preside seguito da un "nuovo" vestito in borghese, e da un bidello che portava un grosso banco. (Madame Bouvary)

Una mattina Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato in un insetto mostruoso. (La metamorfosi)

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. (Guida galattica per gli autostoppisti)

S'incomincia con un temporale. (Libera nos a malo, Luigi Meneghello)

Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquemila anni luce da casa. (Sentinella, Fredric Brown)

Sono un uomo piuttosto anziano (Bartleby lo scrivano)

Eccezioni:
Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì. (Il dinosauro, Augusto Monterroso. L'eccezione consiste nel fatto che questo non è solo l'incipit, ma tutto quanto il racconto completo)

 
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Inseminator

Post n°587 pubblicato il 09 Aprile 2012 da LaDonnaCamel
 
Foto di LaDonnaCamel

È la letteratura che imita la vita oppure il contrario?
Qualche tempo fa mi era capitato di trovarmi invischiata in una discussione sul fatto che i buoni libri nascono da altri libri, la tesi opposta era che sono le esperienze della vita che ispirano i buoni scrittori. Mettici dentro tutto, mettilo a frutto diceva Carver in una famosa poesia sulle piccole cose, ma anche tutto quello serve a uno scrittore è già successo nei primi vent'anni della sua vita, diceva Flannery O'Connor.
Le cose che ci succedono tutti i giorni sono banali se prese così come sono, i punti di forza di una buona scrittura sono il taglio dell'inquadratura e l'accostamento originale che elevano il quotidiano a paradigma simbolico universale.
Poi ci sono i grandi che si inventano situazioni straordinarie o surreali e tu ci credi anche se sai che non possono essere vere, magari sono iperboli di concetti semplici portati fino alle estreme conseguenze oppure desideri impossibili realizzati nella fantasia.
Volevo riportare una citazione dal Valzer degli addii di Kundera ma non trovo più il volume, fa niente, te la dico come me la ricordo: c'era un dottore che lavorava in un centro termale, amico del protagonista, e gli raccontava come lui risolvesse il problema dell'infertilità nelle sue pazienti inseminandole con il proprio sperma. Le donne erano felici di diventare madri, i mariti ignari di essere la causa del problema erano felici pure loro e una generazione di bambini col nasone stava ripopolando la regione. Questa situazione assurda mi aveva fatto sorridere e non me la sono mai più dimenticata. Stamattina mi è tornata in mente perché ho visto questo articolo sul Corriere  e chi lo sa se Kundera si era inventato tutto oppure era venuto a saperlo in qualche modo: il dottor Wiesner è morto nel 1972 e il romanzo è uscito giusto l'anno dopo. Chissà come mai il Corriere ne parla solo oggi?

 
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Buon coniglio a tutti!

Post n°586 pubblicato il 08 Aprile 2012 da LaDonnaCamel
 

Il mio coniglio Pasquale, tutto di cioccolato fondente e zuccherini colorati:

 

Coniglio Pasquale

 

Ma l'ha fatto la Marty apposta per me e mi ha fatto anche leccare la pentola, alla fine :P

 
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L'occhio del coniglio

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Da oggi anche su Anobii

 

 

Di questi qui non me ne perdo una:

 

 

Alcuni aneddoti dal mio futuro

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Angie

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Bartelio

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Calikanto

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Capitano mio capitano

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