Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

APRILE

"E sui monti che videro il nostro passo
colmo di lacrime e fatica
non resti dissecato
quel fiore
che si nutrì di sangue
e di rugiada in un aprile stupendo
quando il mondo trattenne il respiro
davanti al vento della libertà
portato dai figli della Resistenza."

 (Giuseppe Bartoli)

 

MAGGIO


"Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione..."

(Mario Luzi)

 

ša c' est tout




musica per l'amicizia




 

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Faiza Guène

"Ahlème,
quasi francese"

com'è difficile
sentirsi tra
Algeria e Francia



Lia Levi

"Una bambina
e basta"

crescere sotto
le leggi razziali


ci sono i libri precedenti
 

ASCOLTA...

 

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Messaggi di Ottobre 2011

MUSICA MAESTRO

Post n°754 pubblicato il 29 Ottobre 2011 da atapo
 

 

Biglietti trovati all'ultimo tuffo, un concerto in un locale vicino a casa mia, ieri sera:

Francesco De Gregori.

La sala affollata all'inverosimile di persone di tutte le età, io e mio marito siamo stati fortunati a...entrare per ultimi, c'era rimasto spazio solo in una specie di loggione da cui io, che sono piccoletta, non vedevo quasi niente. Però c'era spazio per muoversi, per passeggiare, il bar era lì accanto, qualche coppia accennava anche qualche mossa di ballo.

Due ora di musica, di bella musica. E nella penombra le note e le parole delle canzoni mi facevano risentire altre atmosfere di tantissimi anni fa...altri locali, altre penombre, altri brividi di emozioni e di sogni verso un futuro che allora era tutto da inventare. Le musiche, come gli odori, aiutano a ritrovare sensazioni passate e ricordi...

Passavano persone e nella penombra mi sembrava ogni tanto che qualche profilo fosse quello di...

...di chi? Di qualche persona che aveva incrociato la mia vita ormai più di quarant'anni fa, che io conservo nei miei ricordi ancora giovane, che chissà come saranno diventate oggi...

Profili dei fantasmi del mio passato nascevano ieri sera sulle note del cantautore e per un istante mi passavano davanti nell'oscurità della sala. Senza nostalgia, senza malinconia...era stato bello in quel tempo, c'è anche adesso qualcosa di positivo, per cui godersi ancora la musica di un bel concerto.

Ad un tratto, verso la fine, mi è passato accanto un ragazzo, che ho riconosciuto: non era un fantasma stavolta, ma era un mio scolaro di molti anni fa, oggi è musicista, lavora in una band che tiene concerti e tournées in tutta Italia. Un'altra fetta del mio passato, proiettata nel futuro.

 

 
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ALLUVIONE

Post n°753 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da atapo
 

 

SGOMENTO

Un minuscolo paese del levante ligure, uno dei cinque famosi visitati in un giorno col trenino per evitare il problema del parcheggio, casette colorate a circondare una piccola spiaggia, un percorso sulla scogliera per raggiungere il punto panoramico proteso nel mare...

"Stai attenta, si scivola" mi avvertiva mio marito e un secondo dopo fu lui a scivolare su un sasso bagnato e a fare un volo fino a cadere in una pozza lasciata dall'alta marea tre-quattro metri più in basso...e il suo primo pensiero fu quello di tendermi la macchina fotografica prima che si inzuppasse d'acqua salata... ma il pensiero dei giorni successivi sarebbe stato come sedersi, viste le conseguenze della caduta per fortuna non troppo tragiche...io sono convinta che l'aveva protetto l'angioletto di ceramica che avevamo appena comprato e che lui aveva messo nella borsa della macchina fotografica:

VERNAZZA



 

Un altro paese della Liguria, nell'entroterra, vicino all'autostrada, dove ci fermavamo sempre a mangiare quando andiamo verso la Francia. La prima volta fu per caso, poi siamo diventati clienti affezionati...nella trattoria sempre piena di camionisti, garanzia di buona cucina, dove affidarsi ciecamente al menù del giorno proposto dallo chef. Ultimamente nella parte alta del paese avevamo scoperto un altro ristorantino di piatti tipici della tradizione locale, gestito da govani: ora avevamo l'imbarazzo della scelta, quando facevamo sosta col camper all'ora dei pasti:

BORGHETTO DI VARA



 

Oggi entrambi non esistono più, spazzati via dall'alluvione.

Ho visto le immagini alla televisione e mi sono venuti i brividi: quello che conoscevo è sparito completamente.

E questi disastri che anche soltanto sfiorano la mia vita e i miei ricordi mi lasciano ancora di più sconvolta, è la perdita di qualcosa anche mio...

 
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OGGI

Post n°752 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da atapo
 
Tag: cronaca

 

IN CENTRO

Caillebotte G., La Place de l'Europe, temps de pluie

Beata te che sei in pensione! Mi dice chi non ha ancora raggiunto l'ambita meta. Puoi fare quello che vuoi...

Certo, e anche quello che vogliono gli altri...perchè pare di avere tanto tempo a disposizione, ma si riesce sempre a riempirlo tutto e chi ti è vicino collabora a occupare il tuo tempo chiedendo "Senti, potresti per caso...", magari all'ultimo secondo, scombinando i progetti già fatti.

Stamattina dovevo ASSOLUTAMENTE andare in centro a ritirare la nuova tessera del bus, altrimenti a fine mese avrei dovuto pagare il biglietto e mi ero accorta che nei prossimi giorni c'erano già impegni, poi il fine settimana gli uffici sono chiusi.

Poichè per arrivare in centro in bus ci impiego quasi mezz'ora, ne approfitto e sbrigo anche altre faccende, oggi per esempio c'era da ritirare un premio prenotato coi punti, infine mi coccolo un pochino, facendo una passeggiata in quelle belle strade antiche fiorentine, o concedendomi un museo o una mostra, o fermandomi in una libreria ad assaggiare le ultime novità...perdendo di vista a volte anche l'orologio...

Così contavo di fare anche stamattina, dopo gli impegni...la solita piccola fuga solo per me.

Ma stamattina pioveva, anzi diluviava.

Ma stamattina ero quasi pronta quando il marito mi ha domandato: "Visto che sei da quelle parti, potresti portarmi all'assicurazione i documenti per il rimborso delle mie ultime spese mediche?"

" OK. Metti tutto in una busta di plastica, non vorrei bagnarli." Intanto mi attrezzavo per affrontare la pioggia.

"Ah, sai, non so se occorre la mia firma in loro presenza..."

"Come non sai? Telefona, chiedi, non voglio fare il giro a vuoto..."

Lui ha telefonato, gli hanno detto che non c'erano problemi. Io ero già pronta sull'uscio e intanto ho perso l'autobus...

"Ah, sai, non so quanta fila ci sarà da fare, a volte c'è molta gente:"

Ora me lo diceva..."Se c'è troppa fila te li riporto a casa i tuoi documenti." Perchè sapevo che ci sarebbe stata la fila anche per la tessera del bus.

A causa della pioggia il traffico congestionato ha fatto sì che l'autobus impiegasse 50 minuti per arrivare in centro, ma non c'era da annoiarsi perchè era pieno e una classe di scuola media faceva un gran baccano: ho passato il tempo ad ascoltarli, mi facevano sorridere in particolare tre ragazzini che prendevano bonariamente in giro tre compagne cinesi, con uno scambio di insulti e parolacce sia italiane che cinesi, una lezione estemporanea di lingua seguita con attenzione! La profe era un po' isterica e urlava in continuazione ...Mah! Così allegramente eccoci al capolinea.

Ho cominciato a pensare che stamattina di tempo per me ne sarebbe rimasto poco. Però ecco una piacevole scoperta: la pioggia battente ha scoraggiato qualcuno, perchè la fila per la tessera è più corta del temuto...

Poi ho incontrato per caso un'amica temeraria come me, dovevamo andare nello stesso posto, ma il mio premio non era ancora arrivato.

Infine ho affrontato la consegna dei documenti: mi hanno fatto girare tutti gli uffici prima di indirizzarmi a quello giusto, in cui l'impiegato stava parlando con una signora che aveva tutta l'aria di essere una sua collega...in pausa caffè: prima ho aspettato, poi sono avanzata, poi ho tossicchiato un poco...finalmente quella è uscita e mi ha lasciato l'altro tutto per me! Lo conosco, so che non è di natura particolarmente gentile per cui ho cercato di darmi un'aria dolce e innocente e di sfoderare una voce pacata e suadente mentre gli porgevo i fogli e gli spiegavo...Infatti, è stato molto gentile anche lui nel dirmi...che sì, i documenti sono a posto, ma non può ritirarli perchè c'è da compilare un' altra scheda che deve firmare personalmente mio marito, me l'ha consegnata e forse ha captato un mio leggerissimo cambiamento di umore al mio interno perchè si è affrettato a dire: "Se non vuole tornare può mandarla per fax" (e a casa scopriremo che si poteva scaricare da internet, ma perchè quando ha risposto al telefono non l'ha detto?)

A questo punto...il tempo per me, ma che si era ristretto, e non solo per l'umidità della pioggia. Certi progetti non ci stavano più.

Però un compenso me lo meritavo: sono entrata in un grande magazzino, ma di quelli di lusso, di quelli con le grandi firme del pret-à-porter...e ho girellato per tutti i piani, tranne il reparto per uomo: tra i profumi quasi mi ubriacavo...la commessa mi invitava a provarne uno nuovo...grazie, perchè no? Poi tra gli abiti, i cappotti, capi che non comprerò mai, inavvicinabili per me perfino durante i saldi, però mi piace sfiorarli, immaginare, illudermi, notare i colori, gli accostamenti...che cercherò di riprodurre nei giri dei mercatini alla portata del mio borsellino...

Ma non è finita qui: un'amica mi aveva svelato qualcosa su quel negozio ed oggi ho voluto proprio controllare: all'ultimo piano, attraverso una scaletta poco evidente, si sale ancora più su, al bar, che si apre su una terrazza sul tetto da cui c'è un bellissimo panorama sulla città. Oggi non sono arrivata fino in terrazza, ma il percorso l'ho visto: sarà un bellissimo luogo per un caffè con qualche ospite, amici o parenti che ogni tanto capitano a casa mia e che accompagno in giro per la città.

Ero allegra e contenta della scoperta mentre ridiscendevo al pian terreno con le scale mobili, in fretta perchè era proprio tardi...

...e all'uscita era anche tornato il sole!

 

 
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LA MIA PICCOLA AFRICA

Post n°751 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da atapo
 

 

INSHALLAH, BONNE CHANCE !

Da alcuni giorni sono in viaggio con il pensiero e col cuore...e oggi vorrei essere arrivata, anzi ritornata...

...tra le rovine di Cartagine,

davanti alle porte azzurre a Sidi Bou Said,

nella medina di Sousse,


sul trenino che costeggia gli stagni e le spiagge da Monastir a Mahdia,

sulle sabbie bianche e tra i palmeti dell'isola di Djerba,


tra le case nelle rocce a Matmata...

in un assaggio di deserto...


La mia piccola Africa! L'unica Africa che conosco e di cui mi sono innamorata, diversi anni fa.

Prima delle Canarie, per qualche anno le nostre vacanze invernali, allora solo di una settimana, le passavamo in Tunisia.

Come sempre, grande era la mia curiosità in questo mondo per me nuovo, oltre alle gite organizzate ci piaceva "esplorare" un po' da soli, noleggiando un taxi (spesa minima per noi, lauto guadagno per l'autista) che ci portasse in certi angolini poco turistici...


...oppure prendendo il treno con la gente del posto, o girando per i mercati...

I nostri tratti fisici (miei e di mio marito), spesso ci hanno aiutato: ci confondiamo bene con i Tunisini, insieme al fatto che avevo subito imparato i principali convenevoli in arabo (che ora non ricordo più) e quando nei mercati ai tentativi di abbordaggio rispondevo col saluto locale, riuscivamo ad evitare certe...persecuzioni commerciali a cui i turisti europei difficilmente si sottraggono!


Ora ricordo i luoghi...le persone...

Le donne berbere che non parlano francese, ma con cui ci siamo intese benissimo con la mimica, che mi avevano insegnato a drappeggiarmi la lunga fascia di stoffa, abito tipico locale...

Le tessitrici di tappeti, quelle dei laboratori che sorridendo tentano di insegnarti qualche intreccio al telaio...e quelle nascoste nelle abitazioni scavate nella roccia di Matmata: gli compri un tappetino dai colori naif e ti offrono il thé alla menta dentro le loro semplici case...


Le venditrici ai mercati dei bellissimi ricami con i fantasiosi geroglifici berberi...

Le ragazze impiegate alla ferrovia, alla posta...

Le donne sono di poche parole e di molti sorrisi, gli uomini anche loro sorridono spesso e chiacchierano, chiacchierano...imbonitori ai mercati, artigiani in piccole botteghe di mestieri che da noi ormai sono passati alle industrie, affascinanti intrattenitori negli alberghi, simpatiche guide turistiche...qualcuno chiedeva esplicitamente: "Fermatevi un poco, parliamo un po' insieme..." e si conversava di storia, astronomia (i cieli stellati che si vedono laggiù, terra di notti ancora molto buie!), leggende, filosofia...e della dura realtà attuale del paese.

Anche gli universitari, così come i bambini che uscivano dalle scuole, ai turisti chiedono in regalo le biro: tutto costa laggiù, ma l'istruzione per loro è importante. Chi ci va, si ricordi che un pacchetto di biro in valigia occupa poco spazio e poco peso...

Nel nostro primo viaggio avevamo avuto la fortuna di incontrare una ragazza italiana guida turistica, che da anni viveva in Tunisia: lei ci aveva...aperto gli occhi, ci aveva aiutato a interpretare meglio il paese, a scoprire certi segni del disagio e delle contraddizioni. Le donne per esempio: sulla carta sono le più libere e tutelate del Magreb, nella realtà non è tutto così scontato...

Oggi dunque sono di nuovo in Tunisia col cuore, nel giorno delle elezioni dopo la rivoluzione dei gelsomini. Dicono che tutto è calmo, ma so che le inquietudini non mancano, molti temono una svolta integralista...

Io seguo con emozione e interesse le poche notizie che arrivano e... vorrei ritornare di nuovo laggiù in un paese più sereno e più libero...


 
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HO DECISO CHE...

Post n°750 pubblicato il 20 Ottobre 2011 da atapo
 

 

...E' ARRIVATO L' AUTUNNO


Non guardavo il calendario, il sole che splendeva tutte le mattine e per tutte le giornate mi aiutava in questo mio sentire un po' strano, forse un po' folle...l'estate per me non era ancora finita!

Un'estate bellissima, troppo ricca di emozioni, di sensazioni positive, di star bene con me stessa e con gli altri, un'estate come non ne passavo da anni...

...dunque continuava, aiutata da questa metereologia strana. Anche quando il clima si stava rinfrescando, le ore di luce stavano diminuendo, io non cambiavo abitudini nè orari, portavo le maniche corte, le gonne leggere, le magliette scollate e le collane vistose, i sandali aperti naturalmente e rigorosamente senza calze!

Le calze...sono il segno inequivocabile dell'arrendersi alla stagione fredda!

Ultimamente qualche brivido lo sentivo, soprattutto al mattino presto o alla sera quando tornavo in autobus e lo spettacolo del tramonto rosso era già concluso, ma cercavo di resistere e mi avvolgevo in un largo foulard di lana leggera, da serata estiva, che tenevo arrotolato in quella mia borsa da Mary Poppins, dice mio marito, in cui riesco ad infilare, per estrarli al bisogno, molti oggetti quasi...salvavita.

Aspettavo un segno, qualcosa...

L'ho trovato lo scorso fine settimana: i due giorni in Romagna, più freddi, con quella nebbiolina quasi ...oceanica, tutte quelle foglie arrossate o ingiallite in quell'ambiente più...nordico, ma insieme al calore degli incontri piacevoli, dello stare insieme a persone care, dell'amicizia...

...li ho sentiti insieme come la fine di una meravigliosa estate e l'inizio di un irrevocabile autunno.

Così al ritorno ho riordinato gli armadi, ho ripreso le giacche pesanti, ho indossato le calze...

E ora sono ben disposta ad aspettare i giorni che verranno, quelli sempre più freddi: cercherò di rendere bella anche la nuova stagione, per quanto mi sarà possibile...

 
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AMICIZIA

Post n°749 pubblicato il 17 Ottobre 2011 da atapo
 

RETROUVAILLES

(seguito del post precedente)

E' stato un bellissimo fine settimana, di quelli che ricorderemo nelle nostre famiglie, tutte le aspettative della vigilia non sono andate deluse.

Per me è positivo solo il fatto di ritornare in Romagna, di attraversare i filari infiniti di alberi da frutto, le vigne dalle foglie già tendenti al rosso e ruggine, i pioppi gialli, a destra vedere l'azzurrino delle colline del Montefeltro con i castelli sulle vette (non c'è solo San Marino...), a sinistra la linea retta dell'orizzonte mi fa venire in mente che appena più in là c'è il mare, che forse basterebbe alzarsi in piedi su un'auto scoperta per intravederne una sottile striscia azzurra...


Bologna-Rimini e ritorno...la strada della mia giovinezza, delle mie vacanze anni sessanta, degli innamoramenti estivi dell'adolescenza..."Mare mare mare quanta voglia di arrivare" diceva Luca Carboni nella sua canzone che mi ricordava emozioni del passato...

la costa romagnola dalle colline dietro a Rimini

Tornare laggiù è per me come fare un salto all'indietro direttamente a più di trenta anni fa, un mettere da parte per un poco tutto il periodo della mia vita passato a Firenze...

Già, non è possibile, i figli e i nipoti erano lì a ricordarmelo, loro non sapevano la strada per quella villetta sulle colline dietro a Rimini, dove eravamo stati una sola volta a festeggiare un capodanno tutti insieme quando i nostri bambini avevano l'età...che hanno oggi i nipoti! E allora in contatto col cellulare...io e mio marito avevamo appuntamento con la coppia di nostri amici nella vallata, siamo saliti insieme, poi tutti i figli e i nipoti sono finalmente arrivati...

All'inizio qualche piccolo imbarazzo: i nipotini dei nostri amici erano sorpresi al vedersi la loro casa invasa da altri tre bambini e lanciavano sguardi del tipo "E loro che ci fanno qui?" Poi è bastato aprire uno scatolone di giocattoli e di libri, insieme alla valigia con le rotelle (su cui si può stare a cavalcioni tipo triciclo) piena di giocattoli che Martino si era portato da Firenze...Ogni tanto si sentiva qualcuno piangere: le spartizioni non erano sempre pacifiche, ma presto le lacrime sparivano e si rituffavano a giocare. Martino e Giacomo, i due maggiori, si sono intesi a meraviglia in poco tempo e si lanciavano ad organizzare giochi e a prendere iniziative. I due più piccoli, Riccardo e Tommaso, si accodavano e tentavano di imitare i grandi, per poi rifugiarsi ogni tanto a richiedere coccole da qualche genitore o qualche nonno. Damiano guardava interessato e rideva in continuazione con tutti. Fuori era molto ventoso, era meglio non uscire con i bimbi, ma la casa è grande e hanno esplorato, e occupato, tutto lo spazio che volevano.

Anche i nostri figli, coi rispettivi consorti, hanno ritrovato quell'affiatamento di quando erano bambini e...ne avevano da raccontarsi!


Eravamo in diciotto, col bisnonno e la sua badante... Una tavolata che non finiva più...

Per i cuccioli avevamo preparato un tavolino a parte, che i due più grandi hanno aiutato ad apparecchiare: sembrava una dependence dell'asilo nido, dove ognuno pasticciava per conto suo...

    

Menù tipici romagnoli, naturalmente: piadine e company a volontà, ravioli, carne alla brace, torte alle castagne, alla cioccolata, crostate...e altro ben di Dio...con la collaborazione un po' di tutti e...della rosticceria!


Il nostro amico ha l'hobby della fotografia da quando era ragazzino (suo padre aveva un laboratorio fotografico): nei mesi scorsi ha scannerizzato le foto di molti anni fa e ieri pomeriggio ci ha proiettato quelle scattate in certe occasioni quando ci ritrovavamo insieme con i nostri figli che, a quei tempi, avevano l'età che oggi hanno i nipotini. Memorabili i ricordi e bellissime le foto di alcuni giorni passati in Maremma nelle vacanze di gennaio, tutti imbaccuccati sulla spiaggia e all'oasi di Orbetello, quando a cena ognuno dei nostri figli voleva la coscia del pollo e...oplà! Quella sera miracolosamente in tavola ci fu un grosso pollo con quattro cosce e...nessuna ala!

I nipotini ieri guardavano incantati quelle immagini, spalancavano gli occhi increduli quando gli dicevamo: "Quella era la mamma, o il papà...quando erano piccoli come te..."

Ma c'era un'altra sorpresa fotografica: sono riemerse antiche foto in bianco e nero dei primissimi anni '70...due coppie di ragazzi, giovanissimi, tutti più magri, con più capelli i LUI, con i lunghi capelli lisci al vento le LEI, in alcune foto con le feluche universitarie in testa, era la festa delle matricole...

...COME ERAVAMO...

...l'amicizia, l'amore, i sogni e le speranze dei nostri venti anni in bianco e nero ieri facevano sorridere i nostri figli, lasciavano interdetti i nostri nipoti, a noi...hanno messo una certa emozione...chiamata nostalgia?

Troppo presto ieri pomeriggio sono cominciate le partenze, perchè tanti erano i chilometri da percorrere per il ritorno...

Martino ha salutato Giacomo dicendo: "Vado a casa, ci vediamo domani!"

La mamma ha corretto: "No, ci vediamo un'altra volta..."

E Martino: "Ciao, ci vediamo un'altra volta...domani!"

Direi che il raduno ha avuto successo!

 

 
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INCONTRO

Post n°748 pubblicato il 14 Ottobre 2011 da atapo
 

GENERAZIONI


 

Un bisnonno

due coppie di genitori-nonni

quattro coppie di genitori-figli

cinque nipotini maschi dai cinque mesi ai quattro anni

più uno (sempre maschio) ancora nascosto nella pancia della mamma...

Non sto dando i numeri: tutta questa gente si ritroverà domani pomeriggio in Romagna...

Insomma, tutta la nostra famiglia e tutta la famiglia di una coppia di nostri amici storici abbiamo organizzato questo fine settimana folle nella loro casa estiva sulle colline di Rimini.

Noi ci conosciamo dai tempi delle scuole superiori, i nostri figli sono nati uno dietro l'altro e quando erano piccoli ci frequentavamo ed organizzavamo insieme gite, incontri, cene...

Poi ogni ragazzo ha seguito la sua strada, noi due coppie "anziane" abbiamo continuato a incontrarci ogni tanto ed ora...abbiamo pensato a questo raduno per ritrovarci tutti e far sì che si conoscano tra di loro anche i nipotini.

Ma che fatica organizzare! Trovare il momento buono per tutti, gli orari, le mappe Google per arrivare, la sistemazione logistica, i pasti e...mi raccomando, portate giocattoli per intrattenere i pupi!

Telefoni e cellulari infuocati! Ordini e contrordini...

Ora ho nel forno qualche torta salata, che non sono mai troppe...

Ormai ci siamo, credo che abbiamo organizzato tutto, io e la mia amica soprattutto, solite tour operator in azione, i mariti...vengono a traino.

Domattina si va...ci occorre solo una meteo favorevole e...un po' di fortuna nel tenere a bada tutta la tribù!

Ci risentiremo la settimana prossima...se sarò sopravvissuta!

 
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TEATRO

Post n°747 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da atapo
 

 

CORA RITORNA ...O NO ?


Kienerk G., Ritratto di Vittoria con il cappello


Cora dov'è finita? Mi chiedeva ieri Trampolino.

Combinazione...oggi c'è stato il primo incontro del corso di teatro.

Cora è stata puntualissima! Io sono stata puntualissima.

Io...   Cora...

Io e Cora insieme...

Cora è diventata una parte rilevante di me, mi ha fatto capire qualcosa di più della mia interiorità, è stato un personaggio che mi è appartenuto profondamente, ho sentito delle somiglianze forti con lei e ho continuato a darle vita, a farle vivere esperienze che metaforicamente hanno rappresentato esperienze mie: Cora è riuscita ad esprimere sensazioni che non sarei riuscita a raccontare in prima persona...

Ma ora nel teatro ci sarà da lavorare su nuovi argomenti, da leggere e da capire nuovi testi, da scoprire come rappresentare nuovi personaggi...

Dovrà farlo Cora...o dovrò farlo io? Forse Cora lentamente svanirà, resterà un'ombra sempre più tenue nel ricordo di un successo sempre più lontano nel tempo? Qualche altro personaggio prenderà il suo posto?

Non so, ma credo che sentirò ancora il bisogno di lei e il piacere di entrare nella sua vita, forse a volte le chiederò consigli, ascolterò le sue storie, guarderò il mondo con i suoi occhi e cercherò di leggerlo con il suo cuore.

E saliremo ancora insieme sul palcoscenico...

 

 
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ANNIVERSARIO

Post n°746 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da atapo
 

38 !

Oggi sono 38 anni di matrimonio...

E diluvia come quel giorno di 38 anni fa...

E dovevamo partire per un fine settimana in camper, ma il camper è in officina...

...a curarsi gli acciacchi causati dalle strade lucane!  Pazienza...

Ho trovato questa canzone:

abbiamo navigato così per 38 anni, contineremo...



 

 
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INCONTRO

Post n°745 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da atapo
 

 

DALLA GRECIA A FERRARA (o quasi)

...e ritorno?

Passando tra uno sciopero e l'altro, finalmente sono arrivati in Italia la coppia di amici greci, C e B, al cui matrimonio greco io, mia cognata e mia nipote in giugno siamo state le fotografe. Naturalmente erano contesi da tutti i parenti, ma una giornata dovevano assolutamente dedicarla a Ferrara, dove C. ha vissuto a lungo diversi anni fa e dove li aspettava l'album fotografico che mia cognata aveva terminato. Tutto era stato organizzato: sarebbero venuti a Ferrara ieri pomeriggio, io pure sarei salita là da Firenze, ci saremmo incontrati tutti a casa di mio fratello per la consegna dell'album e per fare un bel giro turistico in città, che B. ha visto una sola volta.

Ma gli scioperi greci hanno colpito pesantemente e improvvisamente. Ieri nel primo pomeriggio, quando a Ferrara aspettavamo già la scampanellata degli sposini, è arrivata invece una telefonata preoccupatissima: "I controllori di volo in Grecia fanno sciopero e la Ryanair ci ha annullato il volo di ritorno!"

E loro due erano impegnati al computer per risolvere il problema con la compagnia lowcoast...nel paese della mamma di C. dove stanno in questo soggiorno italiano , che si trova a una mezz'ora d'auto da Ferrara, verso nord, direzione Padova.

Che fare? Nessun indugio: se la Grecia non riesce a venire a Ferrara, sarà Ferrara che andrà dalla Grecia, cioè nel paese a mezz'ora d'auto ecc. ecc.

E siamo partiti verso nord, quando siamo arrivati loro avevano risolto il problema, ottenendo un passaggio aereo il giorno dopo quello previsto, senza sovrapprezzi, fino a Salonicco arriveranno...dopo, verso Komotini, che si incrocino le dita!

Così, tutti più tranquilli, ci siamo goduti l'incontro. E' stata l'occasione per rivedere con grande piacere anche la mamma e il fratello di C.. L'album fotografico è piaciuto moltissimo: lo abbiamo guardato tutti insieme e ad ogni pagina non mancavano le esclamazioni e i "ti ricordi" di quei momenti pieni di gioia e di emozioni. Poi naturalmente si è andati oltre quel giorno e ci sono tornati in mente i ricordi di tutta la settimana passata laggiù, aiutati dal fatto che mia cognata, come sfondo alle foto, ha usato anche altre inquadrature di quei giorni, per esempio il mare, i tramonti, la spiaggia...e così per loro sarà anche il ricordo dei momenti passati insieme...

Tutti seduti attorno al tavolo a parlare, ieri mi sembrava di andare indietro nel tempo, in quelle calde serate di giugno (caldo come ora!) a Fanari e a Komotini, quando eravamo tutti insieme e passavamo ore in conversazione, sgranocchiando tavolette di halva (dolce alle mandorle) e bevendo succo di ciliegia. Solo che ieri non si sentivano dalle finestre il rumore del mar Egeo, i richiami dei gabbiani, le musiche greche dai bar, nè si vedevano quei meravigliosi tramonti...ieri ci siamo accontentati di un sereno tramonto padano col sole rosso che scendeva tra i filari dei pioppi.

Ci siamo salutati a malincuore...tutti quelli che abbiamo conosciuto ci aspettano a Komotini, l'estate prossima. Ma noi contiamo di rivederci prima con C. e B.: vorrebbero tornare in Italia nelle vacanze di Natale e...ci incontreremo tutti a Firenze! Infatti loro, tra i regali di nozze, hanno ricevuto un bonus per una notte in albergo in una città italiana e tra le città a disposizione c'è anche Firenze. Così il prossimo incontro sarà nella mia bella città. Speriamo...vogliamo essere ottimisti in questo momento difficile!

Io ho scattato delle foto alle pagine dell'album, per averne un ricordo. Eccone alcune...(così pubblicizzo un po' l'abilità di mia cognata, se qualcuno avesse bisogno di servizi fotografici...)


 
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ANGELI CUSTODI

Post n°744 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da atapo
 

 

NONNI

Raffaello

Sul calendario di oggi è indicata la festa degli angeli custodi e da qualche anno è diventata anche la FESTA DEI NONNI. Una delle solite feste del consumismo (quella della mamma, del papà, degli innamorati...), create per vendere regali, anche se magari talvolta possono offrire uno spunto per dedicare un pensiero particolare a qualcuno o per riflettere sulla propria vita. Infatti oggi mio marito telefonerà a mia suocera...

I miei nipotini non telefoneranno di certo oggi...i loro genitori non stanno troppo dietro a queste ricorrenze, in fondo siamo noi che li abbiamo abituati così: l'amore non si misura da una festa del calendario, ce lo scambiamo ogni volta che ci è possibile, senza troppe date fisse.

Ma oggi mi sono venuti in mente i "nonni" che hanno attraversato la mia vita.

L'unica nonna di cui mi ricordi in realtà era la bisnonna paterna Sofia: mi veniva a trovare piccola, curva, vestita di nero e saliva la strada polverosa verso casa mia proveniente da non so dove (davvero non so dove abitasse, credo verso il centro di Bologna, ma ormai quelli che potrebbero dirmelo se ne sono andati tutti...). Da una borsa di stoffa scura tirava fuori per me le tavolette di cioccolata che avevano allegati insieme dei pupazzetti; d'estate erano mezze squagliate e la mia mamma aveva paura che mi facessero venire mal di pancia, come infatti a volte accadeva, ma non aveva il coraggio di dirglielo...solo le faceva sparire prima che le terminassi. Andavamo insieme nei prati dietro casa, mi dava la mano e camminavamo lentamente, lei perchè molto vecchia, io perchè molto piccola e ancora incerta per via dei miei problemi alle gambe. Finì i suoi ultimi anni al ricovero, andavo a trovarla, sempre con la speranza che guarisse da quella strana malattia che è la vecchiaia, per...tornare lei da me. Fu la prima morte in famiglia di cui ebbi consapevolezza e il grande dolore di aver perso definitivamente qualcuno di molto caro...

Sua figlia, che sarebbe stata la mia nonna Margherita, non la ricordo proprio, morì che non avevo nemmeno tre anni. Dicono che mi fosse molto affezionata, raccontava la mia mamma che quando lei doveva andare in negozio ad aiutare il mio papà, mi lasciava sul seggiolone con dei fogli e le matite colorate. Io ero ingessata a causa di quei problemi, non mi potevo muovere e passavo ore a "disegnare" da sola: la nonna Margherita faceva capolino dalla porta socchiusa per controllare...mai una volta ci fu bisogno del suo intervento...io mi perdevo ore a tracciare e a seguire quel mondo di segni colorati...

Della nonna materna, Amedea, possiedo solo una foto sbiadita di inizio novecento: lei morì di parto nel rigido inverno del 1929, lasciando il marito con otto figli...e la mia mamma aveva solo nove anni. Storie terribili che mi erano state raccontate e mi facevano venire brividi di paura e di angoscia, come le favole dei lupi e delle streghe, da piccina, prima che crescendo mi rendessi conto di come la vita a volte eguaglia e supera le favole più crude.

Suo marito Augusto, il nonno materno, ogni tanto veniva a trovarci, sedeva in cucina qualche ora a parlare con sua figlia, mi guardava con grandi occhi azzurri e mi faceva qualche domanda in stretto dialetto bolognese, a cui io rispondevo con difficoltà, sia per la timidezza, sia perchè...non lo capivo proprio!

Invece il nonno paterno, Giovanni, ha "dominato" la mia vita fino alla mia maggiore età. Il suo aspetto autoritario rispecchiava il suo carattere, viveva solo in un appartamentino di quella che era la SUA casa, costruita con anni e anni di lavoro. In altri appartamenti stavamo noi, una zia con la famiglia, altri inquilini. Intorno c'era il famoso giardino che era assolutamente SUO, anche se lo godevamo pure noi: era lui che decideva tutto, che controllava ramo per ramo e fiore per fiore, di lui avevamo un timore reverenziale... Ogni tanto ci faceva doni inaspettati: un vestito nuovo ad ogni nipote, pizza per tutti, una giornata al mare...ma era conosciuto in giro come strano e lunatico, ed era vero. Andavo in Certosa con lui a trovare la nonna sua moglie e lo zio, quel suo figlio bellissimo e intelligentissimo, morto a 24 anni di malattia ai reni che non si riuscì a curare durante gli anni della guerra: davanti a quelle tombe si commuoveva sempre ed io distoglievo lo sguardo imbarazzata, erano le uniche lacrime che gli vedevo e forse ero la sola a vederlo piangere: in genere era di ghiaccio, in apparenza. Il mondo che aveva costruito il mio nonno finì con la sua morte: lo aveva legato troppo esclusivamente a sè, i suoi eredi non seppero che farsene e velocemente fu tutto venduto e sparì...

E i miei figli, che nonni hanno avuto? Il mio papà morì quando avevo diciotto anni, sarebbe stato un nonno affascinante e coinvolgente, come era stato per me un papà coinvolgente, affascinante e fantasioso...

La mia mamma...presto cominciò a soffrire di asma, stare coi bambini la affaticava, non potevo contare su di lei. Mi aiutò molto quando dovevo studiare per l'esame di concorso e mio figlio aveva pochi mesi, per fortuna in quel periodo lei non stava troppo male, ma fu l'unica volta. A Bologna d'estate coi bimbi piccoli era una passeggiata tra il verde del quartiere residenziale per andarla a trovare, passavamo la giornata con lei a casa sua, rientravamo prima che mio marito tornasse dal lavoro: lui aveva paura che la "suocera" si intromettesse nella nostra vita e questo mia mamma l'aveva ben capito...Da Firenze i contatti coi nipoti sono diminuiti, ma per loro era sempre una gioia organizzare una giornata o un fine settimana a Bologna. Quando si è trasferita a Ferrara, a volte è capitato che i miei figli già grandi siano andati a trovarla da soli, o che ogni tanto le telefonassero, salirono anche da lei a presentarle i fidanzati...

Mia figlia dice che questa nonna la sentiva molto vicina, anche se i contatti non erano frequenti, riusciva a parlare con lei meglio che con gli altri nonni...

Già, i miei suoceri...forse non è un caso che mia figlia senta questo...Il loro essere nonni è un fatto anagrafico, stavano bene anche senza avere nipoti tra i piedi. Se proprio avevamo l'acqua alla gola potevamo chiedere loro una mano e non ce la negavano, ma ho sempre avuto l'impressione che lo facessero per dovere e non per un vero desiderio di sentirsi partecipi. L'educazione ai sentimenti è stata probabilmente inadeguata anche qui: se esternamente erano gentili e disponibili non sono riusciti però a passare molto di intimamente sentito... D'altra parte il clima di quella famiglia non era certo dei più sereni, forse è stato meglio che ce ne siamo allontanati.

Fra qualche anno, i miei tre moschettieri mi diranno che nonna sarò...Intanto mi diverto molto con tutti e tre, penso che aver parlato oggi di nonni sia un po' una autocelebrazione, mi sono festeggiata da sola! E per concludere metto qui con fierezza i miei tre cuccioli, in edizione settembrina:

  

Martino, Damiano e Riccardo

 

 

 
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CULTURA

Post n°743 pubblicato il 01 Ottobre 2011 da atapo
 

 

LA MIA PRIMA VOLTA



 

Mi pare che ci sia un filo ad unire ciò che ho fatto ieri, gli impegni principali della giornata...

Dunque...

Al mattino ho partecipato ad un convegno per insegnanti organizzato dalla casa editrice Giunti qui a Firenze, dal titolo: "A scuola nessuno è straniero".

Che ci vado a fare, ormai da qualche anno "fuori dal giro"? Penserà qualcuno. Diciamo che è per motivi...affettivi e culturali. Mi fa piacere sapere cosa bolle in pentola, sentire che nonostante tutto lo sfacelo attuale nel settore scolastico ci sono ancora gruppi, associazioni, istituti, che tengono duro, che credono in un certo modo di fare scuola, che progettano ed attuano esperienze importanti per preparare i ragazzi a vivere in un mondo nuovo ed in una società profondamente cambiata e multiculturale. Un pochino di ottimismo insomma, che magari mi aiuterà a passare messaggi positivi quando mi capiterà di parlare con colleghi sfiduciati e avviliti...

Era già positivo vedere quanti fossero gli iscritti al convegno, sentire che provenivano da tutta l'Italia per discutere questi temi e per aggiornarsi. Inoltre gli argomenti toccavano tutti i livelli di scuola, dai nidi fino alle scuole superiori, mettendoci anche nuovi modi di interagire con le famiglie dentro la scuola e fuori, in altre istituzioni formative...

Nel pomeriggio ho saltato le conclusioni di questo convegno perchè ero stata invitata ad un altro, più ridotto, ma ugualmente interessante, organizzato dal Lend, un'associazione di insegnanti di lingue straniere: "Lingue nella scuola e oltre la scuola".

Qui sono coinvolta di più, visto che cerco di "passare" ai bambini ogni anno un po' di amore e di conoscenza della lingua francese...Infatti le tematiche dibattute erano proprio sulla necessità di ampliare l'apprendimento di più lingue, non solo l'inglese, cominciando dalle età più precoci, perchè conoscere più lingue significa conoscere più culture ed aprirsi agli altri. Invece la politica linguistica del ministero va in direzione completamente opposta, contravvenendo anche alle direttive europee e le iniziative per aumentare l'insegnamento delle lingue sono sempre a livelli personali e spesso contrastate.

Alle 18 avevo l'ultimo appuntamento della giornata: avrei partecipato al primo FLASH MOB della mia vita!

Era stato organizzato tramite facebook un raduno davanti alla libreria Martelli, una storica libreria fiorentina che ha chiuso nei giorni scorsi...pian piano la strada si è affollata, sembravano capannelli di amici che si trovavano per caso a chiacchierare nella via pedonalizzata, anch'io avevo ritrovato alcuni amici del teatro...Ma guarda caso, ognuno aveva un libro in mano, oppure gli spuntava dalla borsa o dalla tasca e c'erano insieme ai genitori anche molti bambini, ognuno con un libro sottobraccio... La libreria chiusa aveva le vetrine tappezzate di foto, scritte e articoli di giornali e dalle finestre sopra si affacciavano con gli occhi lucidi i commessi che ci hanno lavorato fino a pochi giorni fa e che ora...


 

Ormai eravamo fitti fitti in strada e sono partite delle specie di ola in cui tutti alzavano e sventolavano il loro libro, alle 18 è suonata la tromba ed è iniziata la manifestazione: tutti ci siamo messi a leggere ad alta voce una pagina del nostro libro, per una decina di minuti fino al nuovo suono della tromba. Applausi, ancora qualche ola, poi la manifestazione è finita, chi se ne è andato, chi è rimasto lì ancora un po' tra amici a commentare la situazione disastrosa della cultura in Italia.


Il senso di tutto questo? Dieci minuti di lettura cambiano poco, anche se eravamo in diverse centinaia...comunque oggi sui giornali locali c'erano ampi commenti e pare che si riprendano le trattative per riaprire la libreria...

Gli organizzatori si erano ispirati a Fahrenheit 451: c'è chi vuole bruciare i libri e la cultura, noi vogliamo continuare a leggere, a imparare, a capire...

...e ho trovato il filo conduttore lungo il quale si era svolta tutta la mia giornata...

forse era il lettore più piccolo...

(non è mio nipote)


 
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