Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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Messaggi di Settembre 2011

ESAMI

Post n°742 pubblicato il 29 Settembre 2011 da atapo
 

 

E DUE !

Klee P., Bambolina, un ritratto

Ieri mattina ero a scuola a parlare con alcuni colleghi quando mi è arrivato un trionfale sms: "20 !"

Mio marito mi diceva il voto dell' orale di geometria, il secondo esame che è riuscito a superare da quando si è iscritto all'università (gli amici fedeli sanno di questa odissea...)

Diciamo che il prof gli è venuto incontro: aveva dato lo scritto senza superarlo pochi giorni dopo il ritorno dalla Basilicata, il prof aveva notato che gli errori non erano molti, solo non era riuscito a fare tutti gli esercizi nel tempo stabilito, probabilmente a causa di un'eccessiva lentezza nello scrivere che mio marito ha, in seguito ai suoi problemi di salute. Allora il prof gli aveva proposto di fare un tele-esame scritto, cioè di risolvere da casa i problemi che gli avrebbe inviato tramite mail, in un tempo più lungo, due giorni circa. Tanto, ha detto, ho capito che lei studia solo per passione e per mettersi alla prova, e mi fido che non copierà. Potenza delle tecnologie moderne!

In questo modo infatti alla sufficienza c'è arrivato e ieri ha dato l'orale, stavolta vero, non virtuale, sempre con le sue paure folli da esame che lo fanno andare in tilt. Comunque è fatta! Ne sono contenta per la sua autostima e per la sua soddisfazione personale che a quanto pare ha bisogno di questi brividi...che io non cercherei più nemmeno se mi pagassero!

Forse ora per un po' avrò un marito un pochino più presente? A un'amica che nei giorni scorsi mi chiedeva: "Come va col marito pensionato studente?" avevo risposto. "Mi sento una vedova bianca e fra poco diventerò una vedova nera dalla voglia di...strozzare qualcuno!" Comunque ieri dalla gioia mi ha anche svuotato e riempito spontaneamente la lavapiatti, senza che dovessi prima chiederglielo, poi ricordarglielo ecc...

A pranzo gli ho chiesto: "Facciamo qualcosa per festeggiare? Andiamo al cinema?" Ha detto di sì e ha guardato sul giornale: il film in cima alla lista che gli avevo fatto da qualche giorno (forse qualcuno ricorda che lui non sopporta imposizioni, io aggiro l'ostacolo preparandogli varie scelte su cui poi decide...), cioè TERRAFERMA, ormai lo danno in una sola sala dall'altra parte della città:

"Ma toglitelo dalla testa! Io non guido per un'ora all'andata e un'ora al ritorno solo per un film!" E ha chiuso il giornale e l'argomento, anche un po' scocciato. Per cui pensavo non se ne facesse più niente e nel pomeriggio, dopo il dentista, mi sono messa nei panni della casalinga a preparare il ragù.

Alle 19 ha ripreso il giornale e a un tratto mi ha detto: "Fra venti minuti inizia CARNAGE qui vicino. Partiamo subito che facciamo in tempo. Se no dopo cena si fa troppo tardi."

Appena un minuto per spegnere il ragù, andare in bagno, mettermi le scarpe e...via! E un leggero nervoso perchè quando usciamo insieme mi farebbe anche piacere avere il tempo di...sistemarmi un poco!

Visto che appena qualche giorno fa mi aveva detto: "Ma perchè quando esci sola o con le amiche ti vesti bene, ti trucchi, ti profumi?" Gli avevo risposto: "Se noi uscissimo insieme un po' di più lo farei anche con te" E ieri sera avrei potuto aggiungere: "E se me ne dessi il tempo..."

Ma l'ottanta per cento delle volte succede in questo modo, lui decide all'ultimo secondo e se vede esitazioni...non se ne fa più nulla!

E' fatto così, prendere o lasciare... (...qualcuno mi suggerisce ogni tanto la seconda...)

 
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HANNO DETTO, HANNO SCRITTO

Post n°741 pubblicato il 27 Settembre 2011 da atapo
 

LA  PROVA


Aivazovsky I., Nave sul mare mosso

 

"Mi pare che tutta la vita trascorsa prima di quel memorabile giorno sia infinitamente remota, un ricordo sbiadito di una gioventù spensierata, qualcosa al di là di un'ombra.

Sì, le vele possono venir strappate...E gli alberi potrebbero schiantarsi...

...Quel che più mi stupisce è che rifuggo dall'idea di salire sul ponte e affrontare gli avvenimenti...E io indietreggio...

...Ho sempre temuto di non esserne degno. Ecco la prova. Esito. Non sono degno."

(Joseph Conrad, La linea d'ombra)

 
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ULTIMA SPIAGGIA

Post n°740 pubblicato il 24 Settembre 2011 da atapo
 

 

FINE STAGIONE


Constable J., La spiaggia, 1824

Sono tornata a Viareggio, l'ultima volta del 2011. E' stata una stagione eccezionale, questo settembre così caldo mi ha consentito diverse giornate al mare, partenza la mattina, ritorno alla sera, da sola o con l'amica "storica" di queste gite, ogni volta mi dicevo: "Durerà? Godiamoci anche questa giornata, il tempo potrebbe definitivamente rompere ormai..."

E invece sole, ancora sole...ancora biglietti del treno, adesso più comodo della corriera che, finito agosto, ha molto diradato le corse.

Ma stavolta è stata davvero l'ultima, perchè dopo questo weekend gli stabilimenti balneari chiudono...

Guardavo dal finestrino durante il viaggio di andata: era sereno, ma c'era una sottile foschia che, confesso, dapprima ho attribuito alla sommaria pulizia dei vetri delle FFSS, poi mi sono accorta che era foschia vera, appena una velatura, quasi come quelle della calura d'agosto, che però si stendeva su colori diversi: tanti alberi con le foglie ingiallite, la vite americana già rossa, i campi di granoturco ormai ridotti a distese di punte rinsecchite, il marrone di altri terreni già rivoltati e pronti per la semina, i girasoli tutti appassiti e ripiegati hanno passato il loro giallo brillante ai cespugli interminabili e infestanti dei topinambur, gli ultimi allegri piccoli soli dell'autunno. Mi sentivo un po' fuori tempo: in pieno autunno viaggiavo in ciabattine, canottiera e costume da bagno già indossato...

In treno una signora poco più giovane di me mi si è seduta di fronte: aveva una sacca che mi ha fatto venire l'idea che anche lei fosse lì con le mie stesse intenzioni. Dopo un po' mi ha chiesto informazioni sulla stazione di Viareggio, la sua distanza dalla spiaggia...poi ha ricevuto una telefonata dalla sua mamma a cui diceva che era scappata a passare una giornata al mare, vista la bella stagione. Ecco, avevo ragione! Allora mi era venuta l'idea di chiederle se avesse voluto condividere con me l'ombrellone e...qualche chiacchiera, visto che continuava a domandarmi informazioni, finchè non mi ha confessato che a Viareggio aveva un appuntamento: il suo ...fidanzato (e lo diceva un po' esitante) tornava in auto da Genova dove lavora e si sarebbero incontrati a Viareggio, volevano passare una giornata al mare insieme, pranzare in un ristorantino sulla spiaggia poi rientrare a Firenze...Romantico! Un incontro galante! Naturalmente la mia idea dell'invito è caduta e ci siamo salutate alla stazione dopo uno scambio di riviste che avevamo letto in treno.

Al piccolo stabilimento balneare dove ormai sono cliente la smobilitazione era iniziata: avevano già tolto due terzi degli ombrelloni.

"C'è rimasto un posticino per me?" ho chiesto al bagnino.

"Certo, fino a domenica sera, se vuole, ma dopo si chiude tutto!"

Eravamo davvero pochi, la maggior parte anziani, al mattino. Sapevo già che al pomeriggio, come le volte precedenti, sarebbero arrivati ragazzi e famiglie con bambini probabilmente di Viareggio, che si possono godere la spiaggia dopo la scuola, beati loro!

Bellissima questa spiaggia semivuota, la spiaggia che piace a me, dove restano nitide per ore le impronte dei gabbiani in lunghi percorsi sulla sabbia, che le scarse impronte umane non riescono a cancellare del tutto! In luglio e agosto si vedono solo impronte di piedi, di sandali, di scarpette di gomma... Ieri c'erano anche le conchiglie, nessuno le raccoglieva o le pestava...

Così è passata la mia ultima giornata di mare.

Poltrire sullo sdraio a prendere il sole ... leggere ... orecchiare le chiacchiere portate dal vento dei quasi-vicini d'ombrellone ... fare qualche telefonata ... smangiucchiare una pizzetta e un po' di frutta...fare l'ultimo bagno!

L'acqua era abbastanza freddina, ma riuscivo a sopportarla. In Francia ho nuotato in acque dell'Oceano ancora più fredde...

Fare il bagno in Italia il 23 settembre! Non mi era ancora capitato... Mi è venuto in mente un altro mio bagno un po'...fuori stagione: era l'8 maggio, il mio compleanno, con la mia classe in gita scolastica al parco dell'Uccellina, era tanto caldo e facemmo tutti il bagno, fra gli sguardi di riprovazione delle insegnanti di altre classi che erano con noi (...le responsabilità...) e gli sguardi invidiosi dei loro scolari...Ma tutti sapevano che io e il mio collega facevamo ...cose strane e non si meravigliavano troppo!

Sullo sdraio partivano ricordi, pensieri, meditazioni, fantasie...quasi in un dormiveglia...c'era un venticello leggerissimo e tiepido che sembrava una carezza sulla pelle...come si stava bene!

Quasi non sentivo nemmeno le offerte dei venditori ambulanti che spesso passavano accanto, me ne accorgevo più che altro dalla loro ombra che per un attimo nascondeva il sole...

"Fine stagione! Sconti!" ripetevano ed in effetti i loro prezzi erano ribassati rispetto alle settimane precedenti... Così ho ceduto alla tentazione (cerco di comprargli qualcosa, senza spendere troppo, anche solo una collanina, giusto per aiutarne almeno uno ogni volta, visto che indubbiamente sono meno fortunati di me, e magari ci scambio qualche parola, da dove viene, come si trova...) e da una bella signora fasciata in un coloratissimo abito africano ho comprato una camicia lunga bianca, su cui avevo già lasciato gli occhi le altre volte...Farebbe anche da vestito, ma è un po' trasparente, meglio lasciarla come copricostume o indossarla con i pantaloni...

Ogni tanto mi tornava in mente la mia compagna di viaggio, che sarà stata in dolce compagnia, e mi veniva da sorridere: scappata per quel rendez-vous! Ma l'amore fa fare follie a tutte le età...

Le ore sono passate, il sole ha fatto il suo giro e si è abbassato...ma il caldo continuava e solo l'orologio mi ha ricordato che era il tempo di tornare alla stazione. A malincuore ho cominciato a sistemare lo zaino e a rivestirmi...

In quel momento è passato l'ennesimo venditore ambulante, di collane stavolta, vedendo i miei preparativi ha detto porgendomi la sua merce: "Ma dove vai, senza nemmeno una collana!"

Mi ha strappato un sorriso e quasi mi veniva voglia di comprargliela, una delle sue collane, poi ho pensato che ne ho già tante...Aveva ragione, di solito porto almeno una collana di perline di vetro, ieri non l'avevo messa...

Gli ho risposto: "Niente collana, si rovina a fare il bagno, però ho un braccialetto, vedi?" Il braccialetto turco con gli occhietti di perle di vetro ieri non l'avevo dimenticato. Quel breve scambio di battute allegre mi ha allontanato per un po' la malinconia del rientro.

Dal finestrino del treno che mi riportava a Firenze il sole era un fuoco che si abbassava, solo piccoli sfilacci di nuvole bianche prendevano pian piano il rosato del tramonto, si preannunciava un'altra bellissima giornata: mi sentivo addosso quel leggero profumo di sale mescolato a quello della crema solare e non avrei voluto toglierlo con la doccia, mi fa sempre pensare all'estate e al mare...

Ora non mi resta che riporre l'asciugamano grande, i costumi colorati, ieri ho consumato tutti gli avanzi di crema solare...la stagione è davvero finita.

 
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BOLOGNESE DI NASCITA

Post n°739 pubblicato il 22 Settembre 2011 da atapo
 
Tag: memoria

BOLOGNA

 

I riferimenti a Bologna che avevo accennato nel post precedente sono stati ripresi in alcuni commenti che hanno apprezzato questa città...

Ne sono stata molto contenta. Come ho risposto ad Ahmed, Bologna è bella, ma la sua bellezza non è appariscente nè reclamizzata, occorre scoprirla pian piano con pazienza e attenzione. Bologna è una vecchia signora e come tale vuole essere trattata e compresa...

E allora mi è tornato in mente Francesco Guccini e la sua canzone di cui già scrissi qui alcuni versi, tempo fa. Ve la ripropongo, in una versione degli anni in cui io me ne ero appena andata e ascoltarla mi faceva ritrovare l'atmosfera...Io non avevo vissuto le esperienze di Francesco, figuriamoci, la mia vita fu tutt'un'altra cosa, però nel mio vivere a Bologna e con i Bolognesi...l'atmosfera e i sentimenti erano stati immersi in quella realtà...ascoltatela fino in fondo, comprese le spiegazioni del maestrone.



(spero che soprattutto tu, VIDI, apprezzerai...)

 
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UNA VITA A META'

Post n°738 pubblicato il 21 Settembre 2011 da atapo
 

 

30 + 30



Oggi festeggio un anniversario importante per me, fa parte di tutto ciò che di importante riempie, previsto e imprevisto, questo 2011.

Allora...

...sappiate che esattamente oggi posso dire di aver passato metà della mia vita a Bologna e metà a Firenze!

Esattamente 30 anni fa stasera dormivo la mia prima notte in questa casa fiorentina, che è ancora la stessa, e allora avevo esattamente trenta anni!

Se già ho sentito importante nel 2011 il passaggio di boa della sessantina, confesso che anche quest'altra periodizzazione da diversi mesi non mi lascia indifferente e mi fa pensare.

Una vita divisa in due!

A Bologna c'è tutta l' infanzia, l'adolescenza, la famiglia di origine, i sogni rivolti al futuro, le prime realizzazioni professionali, le grosse scelte sentimentali, il matrimonio, le maternità...

A Firenze c'è la mia età adulta, il ricostruire rapporti, lo stringere i denti davanti alla solitudine, il cercare la forza per affrontare i problemi "da grandi" che la vita familiare e i figli inevitabilmente pongono...

Sì, a Firenze mi sentivo molto sola all'inizio, avevo perduto molti punti di riferimento e faticavo a trovarne dei nuovi, le giornate e i mesi erano spesso tunnel in cui correvo da un'incombenza all'altra, tra il lavoro, l'università da finire, la casa, i bambini che crescevano e tutto ciò che facevo sembrava non bastasse mai perchè mancava sempre qualcosa ed ero sempre inadeguata...Non furono per nulla anni facili, prima di tornare a riemergere, a capirmi un po' meglio, a sentirmi almeno un poco padrona di me stessa, delle mie scelte e dei miei pensieri. E nel frattempo Bologna mi diventava estranea, quando andavo su anche là faticavo a ritrovare luoghi e sensazioni che avrei detto immutabili...per un po' non capii più a quale delle due città appartenevo, dove il mio cuore si sentiva più accolto e più sereno.

Pian piano forse ho raggiunto un po' di equilibrio che oggi mi fa sentire nel cuore uguale affetto per entrambe le città, non ho rimpianti per essere partita, nella mia storia hanno trovato il posto giusto sia Bologna che Firenze...e penso ai problemi di chi viene in Italia da paesi lontani e li capisco meglio, visto che è stato così difficile per me che mi sono spostata solo di 100 chilometri.

Questa primavera fantasticavo su un progetto: avrei voluto festeggiare insieme il mio sessantesimo compleanno e questo...30+30: volevo fare una grande incontro invitando tutti gli amici che ho avuto vicino in questi anni.

Una cosa simile la feci per la mia laurea (a quaranta anni!): allora chiamai tutti gli amici di Firenze, ma stavolta avrei telefonato anche a Bologna, avrei voluto avere accanto a me le persone di una vita intera...Ne avevo accennato a mia figlia, lei è molto "festaiola", si ragionava che la casa non sarebbe bastata, avremmo dovuto affittare un locale...poi nacque Damiano proprio a ridosso del mio compleanno e si festeggiò così lui insieme a me...poi l'estate...il progetto è stato accantonato.

Però ogni tanto la immagino nella mia mente una festa così: sono tante le persone che ho conosciuto e a cui ho voluto bene, che mi sono state vicine, mi piacerebbe rivederle tutte insieme, ricordare le esperienze passate, scrutarci per scoprire come siamo cambiati dall'ultima volta che ci siamo visti...infine brindare anche ai prossimi 30 anni...immaginando e sognando cosa ci starà dentro...

 
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MOMENTI di CORA

Post n°737 pubblicato il 19 Settembre 2011 da atapo
 

RITORNO



 

La chiave girò senza sforzo e la porta si aprì lentamente. A casa! Cora trascinò all'interno la valigia, si guardò attorno nella penombra delle persiane chiuse per riprendere possesso, con uno sguardo rapido, di tutto quello che aveva lasciato alcune settimane prima. E' strano come un viaggio, una vacanza, ti riempiano di nuove immagini al punto tale che, quando torni a casa, per un attimo sembra quasi estraneo il mondo che ti circonda per tutto il resto dell'anno e per quell'attimo è come come se ci fosse un nuovo equilibrio da ristabilire...

Cora si sedette sulla poltrona, lo sguardo cadde sulla valigia lasciata in mezzo alla stanza. C'era tempo per aprirla. Di cosa era piena, la valigia? Per il ritorno i bagagli non si fanno mai con la stessa cura dell'andata: tra gli abiti da lavare appallottolati e i mille oggetti necessari al viaggio messi alla rinfusa ad occupare ogni spazio vuoto, c'erano nuove esperienze, emozioni, voci, colori e profumi, tutto l'atteso e l'inaspettato che avevano riempito la sua vacanza. Per fortuna questo non appesantisce la valigia, anzi, più è piena di tutto questo più ti pare leggera perchè la riporti a casa con l'energia della felicità.

C'era tempo per aprirla e per ritrovare ricordi nascosti tra una maglietta ed un avanzo di crema solare.

Dalla penombra era sbucato il gatto ed ora si strofinava lentamente alle sue gambe, la coda le avvolgeva le caviglie, come volesse legarla per impedirle di allontanarsi di nuovo, alzava il muso e la guardava con gli occhi sbarrati in attesa di riprendere le vecchie e familiari abitudini. Cora allungo la mano e lo grattò delicatamente sulla testa, fra le orecchie, poi dietro sul collo...Partirono le fusa e il gatto le si accoccolò in grembo.

Cora appoggiò la testa all'indietro e scosse i capelli, le erano cresciuti da quando era partita, erano sempre un po' selvaggi, ora più in disordine dopo il viaggio, quella ciocca che spesso le scendeva ribelle sulla fronte forse era già troppo lunga...

Per rilassarsi meglio allungò le gambe davanti a sè: luccicava la sottile cavigliera che si era comprata da poco, una piccola civetteria di quell'estate, stava proprio bene sulla pelle abbronzata, scura, ma non troppo, come piaceva a lei. Sì, aveva preso la quantità giusta di sole, quella che fa andare via le tristezze e i brutti pensieri, ti colora di castano dorato la pelle, ti sembra addirittura che la renda più liscia, più giovane, anche con l'aiuto di un buon doposole, e ti lascia avvolta da un profumo sottile ed estivo...Sperava che questa sensazione durasse a lungo, l'avrebbe aiutata a riprendere con ottimismo i ritmi della quotidianità...

Cora si attardava, come su un'altalena i suoi pensieri ondeggiavano tra i giorni che aveva appena trascorso e occhiate rapide ai giorni che l'attendevano: avrebbe rivisto presto gli amici, c'erano nuovi progetti nell'aria, nuovi propositi appena abbozzati nella sua mente dovevano essere definiti, anche l'amore avrebbe ripreso il suo posto...

Ma c'era tempo per il futuro, adesso era bello soffermarsi sul passato e scoprire come era ritornata a casa, quali impronte indelebili, e non sulla pelle, le avesse lasciato l'estate.

Improvvisamente Cora sentì, da fuori, il rumore della pioggia che aveva cominciato a cadere: ecco, anche la pioggia le diceva che la stagione stava cambiando, forse l'avrebbe aiutata a ritornare alla vita di sempre.

 
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STAGIONI

Post n°736 pubblicato il 18 Settembre 2011 da atapo
 

SETTEMBRE, XXI secolo

 

settembre a Firenze

 


Anche se fa molto caldo, anche se non guardi qualche foglia gialla già a terra, oppure ti dici: "Si sono seccate per la calura"...

...si capisce che è settembre, che siamo in una stagione diversa, perchè...

...le mail che arrivano ogni giorno sono aumentate: proposte, offerte, incontri, le basi per i prossimi mesi...e perdi sempre più tempo a leggerle...

...le pagine di questi giorni nell'agenda si stanno riempiendo, non sono più così desolatamente vuote come in luglio e in agosto...

...qualche volta bisogna pure dire a qualcuno: "No, mi dispiace ho già un impegno, facciamo in un altro momento"...

...se telefoni a casa di qualcuno quasi sempre lo trovi, non resti in attesa troppo lunga fino a convincerti: "E' ancora in ferie"...

...sull'autobus i posti a sedere sono sempre occupati e devi ricalcolare i tempi perchè ti sembra che il bus sia così lento e invece è il traffico cittadino aumentato...

...il mercato del martedì fino alla settimana scorsa era affollato di mamme con i bambini a provare giubbotti e scarpe chiuse...e ora improvvisamente i bambini sono spariti...

Fra poco dovrò decidermi a riporre il sacco dei costumi da bagno...tanto anche gli stabilimenti a Viareggio stanno per chiudere!

E la natura che cambia, che si avvia all'autunno, qui in città è messa in minoranza!

 
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COME UN PROFUMO

Post n°735 pubblicato il 16 Settembre 2011 da atapo
 

COSA RIMANE


Basilicata, plenilunio tra gli olivi

 

Secondo me, un viaggio è come un profumo: ha una nota di testa e sono le prime impressioni che in modo tumultuoso vorresti trasmettere al tuo ritorno, a chi ritrovi alla fine del viaggio, non appena ti chiedono: "Allora, come è andata?"

Poi viene la nota di cuore, quando nei giorni successivi ripercorri con la mente e col cuore tutto quello che c'è stato, le avventure, le scoperte, gli imprevisti, rivedi luoghi e persone, risenti suoni, nelle narici ritrovi profumi...magari ne scrivi, o riordini i ricordi...

Infine, dopo qualche tempo, arriva la nota di fondo, che rimarrà a lungo, spesso per sempre: sono immagini, suoni, odori, impressioni e pensieri che continuano a tornarti in mente, come distillati da tutto ciò che hai vissuto, che senza farlo apposta ti accorgi che si sono sedimentati dentro di te e, forse, ora ti fanno differente da come eri prima di partire...

E allora cosa rimane, quale sarà la nota di fondo di questo mese in Basilicata?

La sensazione dei grandi spazi: spiagge infinite di fronte al mare, ondulazioni silenziose e quasi deserte, ombre tra le rocce e i saliscendi dei monti, colori vivi o sfumati...sempre l'impressione di avere ancora attorno una natura vincente, che si offre agli uomini in tutta la sua bellezza, ma che richiede un grande rispetto...

Il contrasto con lo sciupio, il disordine, l'incuria di molti luoghi, cattedrali nel deserto di edifici iniziati e mai terminati rimasti a degradarsi, iniziative partite e mai giunte a termine...

Il nostro sud così pieno di ricchezze ambientali e storiche e così incapace di valorizzarle, imprigionato da una burocrazia e una politica che continua a non cercare il bene della gente...

La gente...quanti incontri ho fatto, con quante persone ho parlato, anche solo per pochi minuti! Se giri per i vicoli di un paese, molte persone affacciate sulle porte o che ti incrociano ti sorridono, ti salutano, spesso scambiano una battuta o due chiacchiere. Mi sentivo quasi sempre come a casa, tra amici. Amano le relazioni umane, ti aiutano, ti indicano, si informano di te e ti raccontano...spesso purtroppo storie di emigrazione, di figli mandati con fatica ed orgoglio a studiare al nord e più ritornati... queste storie spesso si concludono con sospiri e "Che ci volete fare, qui i problemi sono tanti, che ci tornerebbero a fare?" E tu pensi a questa gioventù che potrebbe portare venti nuovi alla propria terra, perchè vedi che ogni tanto qualcuno ce l'ha fatta, poche gocce in un mare di tempeste ... Gli agriturismi, per esempio, piccole realtà che affiancano un'agricoltura con sistemi semplici e naturali all'ospitalità calorosa, tranquilla, ai prodotti genuini con sapori ormai introvabili in altre parti d'Italia, a prezzi giusti, il turismo ideale che rispetterebbe e farebbe apprezzare la bellezza di questa terra...

Mi resteranno in mente degli occhi: gli occhi tristi dei molti cani randagi incrociati per strada o in canili di raccolta, ti guardano in modo così intenso da farti vergognare di appartenere alla razza umana come chi li ha abbandonati...


 

E mi resteranno in mente anche altri occhi: inaspettatamente, in Basilicata ci sono moltissime persone con gli occhi azzurri. Uno pensa al Sud e allo stereotipo del tipo scuro "con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale...", cantava quella, ma laggiù erano tantissimi gli occhi azzurri, chiarissimi, quasi trasparenti, belli da togliere il fiato...

E allora vengono in mente conquiste e conquistatori, echi di storie, di leggende, mi sono sentita avvolta da un'atmosfera di narrazioni che fanno volare la fantasia e i sogni...verso inizi di poesia...

Ho scoperto che ci sono tanti poeti lucani. Quello conosciuto da tantissimi anni, di cui avevo memorizzato una piccola poesia che, chissà perchè, mi aveva colpito un tempo, l'ho ritrovato ora e quella sua poesia finalmente l'ho capita a fondo, perchè l'ho vissuta nelle sensazioni di quei giorni:

 

 

 

M'accompagna lo zirlio dei grilli

e il suono del campano al collo

d'un'inquieta capretta.

 

 

 

Il vento mi fascia

di sottilissimi nastri d'argento

e là, nell'ombra delle nubi sperduto,

giace in frantumi un paesetto lucano.

(Rocco Scotellaro)

 

 

"Un forestiero che arriva al sud piange due volte:

una quando arriva, una quando parte"

(dal film "Benvenuti al Sud")

 
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INIZIO...

Post n°734 pubblicato il 13 Settembre 2011 da atapo
 

alla scoperta del mondo

 

Domattina è il primo giorno di scuola, ma non per me...

Domani Martino inizia la scuola materna!

E' piccolo, compie tre anni a dicembre, però gli tocca.

Oggi sono andata da loro a portare i bavagli con l'elastico che mia figlia mi aveva commissionato al mercato, ho visto i preparativi, mi sentivo un po' emozionata.

Diceva mia figlia: "Mamma, non fargli capire che sei emozionata, se no si agita ancora di più"

Ma come si fa... Poi mia figlia ha confessato che anche lei sente la novità, perchè in fondo nei nidi ci lavora, è abituata, anche per lei questa è la vera scuola!

Martino mi ha elencato gli amici che saranno con lui e quelli che non ci saranno perchè vanno in altre scuole: lui e gli amici terribili le maestre hanno già provveduto a metterli in sezioni differenti...

Voleva più baci e abbracci del solito, lui che di solito scappa via subito...ed io non mi sono fatta pregare, lo sentivo così cucciolo!

Domani non lo accompagnerò, ci va la mamma, nel modo più semplice possibile. Io andrò al mare, ma al pomeriggio telefonerò per sapere come è andata...

"I bimbi domani vanno a scuola e le nonne vanno al mare" gli ho detto e lui si è messo a ridere.

Sarò al mare a commuovermi per questo primo giorno di scuola...e per il tempo che passa, inesorabilmente...

 
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BASILICATA 12

Post n°733 pubblicato il 12 Settembre 2011 da atapo
 

 

L' INCIDENTE

E si riparte...sempre verso nord. Puntiamo al monte Vulture, antico vulcano spento, e ai vicini laghi di Monticchio, due laghetti perfettamente tondi perchè antichi crateri. E' una zona di fittissimi boschi, dice la guida, Lucania viene dal latino lucus, cioè bosco... speriamo di trovare un po' di fresco perchè ormai ci sentiamo disseccati dal gran caldo!


 

Infatti..oh! Finalmente! La strada è quasi al buio tra pinete e faggete, l'aria è più respirabile...

In molti hanno avuto la nostra stessa idea, è sabato, questi laghi sono molto conosciuti...insomma, sulla riva c'è un discreto affollamento di auto e di picnic sotto gli alberi.


 

Dice mio marito: "Tu scendi qui e cominci a guardare per un ristorantino, io vado a trovare un posto al camper più avanti..."

Accosta, si ferma, io apro la porta del camper...e qui...accade...

Il volo dell'angelo che non ho fatto a Pietrapertosa lo faccio ora perchè, senza rendermi conto di come accada mi ritrovo a VOLARE giù dal camper e ad atterrare rovinosamente ...sul lato B che, pur essendo abbondante, non lo è a sufficienza in questo caso perchè vedo tutte le stelle del firmamento a mezzogiorno!

Dal male non riesco nemmeno a rialzarmi subito ed ecco che accorre gente per aiutarmi...

Il buffo è che mio marito dal posto di guida non si accorge di niente e pensa: "Ma quanto ci mette a prepararsi e a scendere?...Ehi! Che ha tutta quella gente da correre qui vicino?"

Finchè qualcuno pietoso va a riferirgli: "Signore, vostra moglie è caduta!" (qui si dà ancora del voi) e allora corre a fare il suo dovere di marito premuroso...

Dopo qualche minuto di choc mi rialzo, c'è anche un gomito graffiato, nel fondo schiena spero che il danno sia limitato...

Non capisco come sia potuto succedere: forse un piccolo dislivello che c'è tra l'asfalto e il terreno mi ha ingannato nello scendere. Riesco a camminare, lentamente, ma ogni altro movimento è un disastro: mi fa male a sedermi, a rialzarmi, a fare le scale, a chinarmi, ad accelerare il passo, a stare ferma in piedi...

Una tortura che mi accompagna per tutto il giorno ed anche i giorni seguenti. Naturalmente adopero senza economia il Lasonil, ma l'effetto è scarso.

Così SOFFRO tra quei bellissimi boschi...

Il giorno dopo abbiamo in programma una sosta a Melfi, cittadina con un altro castello in cui Federico II promulgò le sue leggi, le Costituzioni di Melfi, codice del Regno di Sicilia.

Melfi, castello di Federico II

Così SOFFRO anche a Melfi, che giriamo a passo di lumaca...e ho modo di osservare con attenzione i suoi bei palazzi...non riescono a consolarmi nè uno splendido gelato artigianale nè i calzoncelli, dolcetti tipici di pasta ripiena di mandorle e cioccolata...

Nel castello ora è allestito un altro dei musei archeologici lucani, mi attira, ma dovrei fare un grosso sforzo...Penso che, in fondo, Melfi è sulla strada per andare in Puglia, sarà facile ripassare di qua e fermarci in un'altra occasione, tanto più che l'area di sosta camper è comoda, vicino al supermercato, alla pizzeria, ad un caseificio e ad una sublime pasticceria-gelateria artigianale, il cui padrone è un giovin signore con due splendidi occhi azzurri (un valore aggiunto, anche se mio marito dice che lui non se ne è accorto...)

Il tempo ci è scaduto. Dopo un po' di provviste alimentari tipiche lucane si riparte per tornare a Firenze, dove arriviamo il giorno successivo. Un viaggio che ho fatto sulle spine: già di solito stare molte ore ferma seduta in auto mi affatica la schiena, stavolta poi...

E nei giorni successivi la cosa non migliora, finchè non mi decido ad andare dal medico e a fare una radiografia, perchè teme un'incrinatura all'osso sacro. Per fortuna si tratta solo di una fortissima infiammazione che posso curare con dosi massicce di antiinfiammatori. Ora sto bene.

Ma quello che è successo non mi ha certo sciupato la bellezza di questo meraviglioso viaggio, anzi, penso sia una fortuna che sia capitato solo alla fine, così mi ha permesso di godere al massimo tutto quello che c'è stato prima.


Arrivederci Basilicata!

 

 

 
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BASILICATA 11

Post n°732 pubblicato il 10 Settembre 2011 da atapo
 

 

OSPITI DELL' IMPERATORE

Risaliamo ancora un poco il fiume Basento, fino a Potenza dove facciamo solo un giro per vedere che è una città moderna, con un piccolo centro storico impossibile per i camper. Allora procediamo e puntiamo verso nord...Ormai siamo al conto alla rovescia per il viaggio di ritorno, ma c'è ancora qualche giorno per un altro viaggio nella storia: torniamo al medioevo ai tempi dell' imperatore Federico II. In queste terre si costruì diversi castelli e con la sua corte girava dall'uno all'altro...ora ci attende al Castello di Lagopesole.

Immagino che pochi lo conoscano: è un paesino molto tranquillo e grazioso, ci si deve vivere bene...Il castello, naturalmente, si trova in alto, alla fine dell'ennesima ripida salita.

 

Dal mese di luglio di quest'anno nel castello è partita un' iniziativa turistica : "Il mondo di Federico II". Nell'ufficio del turismo (il terzo, e l'ultimo, trovato nel viaggio) ben informato ed organizzato, la presentazione dell'impiegato ci invoglia proprio a partecipare!


 

Si tratta di un doppio appuntamento con questo personaggio: nel pomeriggio una visita guidata alle installazioni museali e interattive nel castello, per conoscere la vita dell'imperatore, la società del suo tempo, le arti, la scienza, la cultura che interessavano grandemente Federico, il quale ci si presenta in proiezione tridimensionale insieme all'ultima moglie più amata e al figlio Manfredi e ci raccontano le loro vicende.


Si possono vedere anche documenti dell'epoca, tra cui una copia del trattato della falconeria scritto da Federico stesso, appassionato ed esperto in quell'arte.



 

Alla sera, alle 21, l'appuntamento è nel cortile del castello per uno spettacolo di suoni e luci (in Francia ne fanno parecchi, qui in Italia non mi pare ce ne siano molti e mi sembra importante che in questo paese abbiano deciso finalmente di valorizzare la loro ricchezza turistica in un modo senz'altro attraente )

Sulle mura del castello si svolge una storia in multivisione, con personaggi, sfondi animati, riproduzioni di immagini e architetture medievali, proiezioni ed effetti speciali. E' una vera rappresentazione teatrale di una storia inventata basandosi sulla vita, gli amori, le imprese, i molteplici interessi culturali e scientifici dell'imperatore Federico che per le sue idee non si volle assoggettare al Papa con cui fu in aperto contrasto... E risalta la saggezza di Federico che per primo promulgò leggi nel suo stato riorganizzando diritti e doveri dei feudatari, il suo interesse per la pace e le altre culture, tanto che riuscì ad accordarsi con i Saraceni cercando di evitare una nuova crociata...E' molto coinvolgente, noi pubblico in mezzo al cortile abbiamo l'impressione di essere immersi nel mondo e negli intrighi della corte del XIII secolo. Veramente una bella serata, unica direi...


Alla fine dello spettacolo, scendendo di nuovo al paese, un altro spettacolo: dopo la giornata caldissima, in cui Lagopesole sembrava quasi disabitato, ora tutti sono in strada, tutto è illuminato, molti negozi sono aperti, dai locali esce musica, la gente passeggia vociando, i bambini giocano a nascondino negli angoli bui, in una piazzetta festeggiano qualcuno, forse un compleanno e pare che tutto il quartiere sia invitato... mi ricorda la sera del 5 gennaio alle Canarie, alla festa dei Re.

Sembra che tutti vogliano finalmente respirare e vivere, dopo la calura opprimente del giorno e anche noi ci attardiamo ...tanto, anche se rientrassimo in camper, chi riuscirebbe mai a dormire?

 
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INTERMEZZO

Post n°731 pubblicato il 08 Settembre 2011 da atapo
 

8  SETTEMBRE

Stamattina lassù c'ero anch'io. Sono le terrazze del Duomo di Firenze, dedicato alla Madonna.

Dato che l'8 settembre è la festa della Madonna, le terrazze che corrono in alto tutto attorno al Duomo hanno un'apertura straordinaria e gratuita al pubblico.

Pensate, in tanti anni che abito a Firenze non c'ero ancora andata!

Ma stamattina ho fatto una lunga fila, ho salito un numero incredibile di scale (a qualcosa sono serviti gli allenamenti in Basilicata), e mi sono goduta il bellissimo spettacolo di Firenze dall'alto!

Foto su foto...qualcuna anche per voi...e se vi interessa segnatevi la data per l'anno prossimo!

Dicevano che è il Brunelleschi: pare soddisfatto della sua opera...


un'occhiata al Battistero...


un'insolito punto di vista per il campanile di Giotto

(vietato a chi soffre di vertigini)

 

non sembra anche a voi che stia telefonando?



 

 
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BASILICATA 10

Post n°730 pubblicato il 06 Settembre 2011 da atapo
 

 

IL VOLO DELL' ANGELO

Dopo Matera, abbiamo ancora sei giorni prima di riprendere il viaggio di ritorno...un mese è proprio volato! Ci sarebbero ancora tanti luoghi interessanti da visitare...lascio che sia mio marito a decidere. Si è accorto che ha studiato molto meno di quanto avrebbe voluto, troppe distrazioni lo hanno incuriosito ed ha passato giorni senza aprire un libro, ora è un po' in crisi. Ma, dico io, come si fa a fare un viaggio simile con l'idea di preparare un esame universitario dedicando quotidianamente alcune ore allo studio?! Tanto valeva restare fermi in un campeggio sotto gli alberi, o non partire nemmeno...Ma è inutile discuterne, ora scelga le prossime mete come vuole, se vuole recuperare ore allo studio...

Siamo talmente sfiniti dal caldo degli ultimi giorni che partiamo per le Dolomiti...lucane! Sono un massiccio montuoso nel centro della regione, che assomiglia come forme alle Dolomiti alpine, guardate un po'...


 

Speriamo che sia più fresco lassù. E si risale in montagna quindi. Dopo il Pollino avevamo avuto vita facile, giusto qualche agriturismo introvabile, ahimè ci siamo dimenticati le insidie della montagna: stavolta non ci perdiamo, ma rischiamo di restare...a stomaco vuoto. Chilometri di boschi deserti, paesi senza ristoranti e con negozi chiusi per ferie o chiusi nell'ora in cui passiamo noi, così come i bar, se non abbandonati... ci troviamo a vagare per i monti e a dar fondo completamente, fra un pranzo e una cena in camper, a tutte le poche provviste che abbiamo, integrandole con le more di rovo raccolte per via.


 

Ogni tanto qualche casolare, due o tre casette tipo piccolissima frazione...e a un tratto vedo una cosa strabiliante, d'altri tempi: sull'aia di una di queste fattorie c'è un furgone col retro aperto, per mostrare lenzuoli, asciugamani, rotoli di stoffe, i corredi si diceva una volta, e agli sportelli ha attaccate le grucce con alcuni abiti. Alcune donne si avvicinano, il venditore grida per presentare la merce...Mi sembra di essere entrata in un film del neorealismo, una scena da dopoguerra...Resto a bocca aperta, ho sempre la macchina fotografica sulle ginocchia e vorrei eternare quella apparizione, ma il camper va più veloce dei miei scatti, subito c'è un tornante che mi nasconde la scena. Fermarsi? Impossibile in quel punto della strada...Potrei quasi credere di aver sognato, ma le grida del venditore ci accompagnano a lungo, rimbalzando nella vallata...

Passiamo la notte in compagnia di altri camperisti coraggiosi in mezzo ai boschi, tra i soliti richiami di uccelli notturni e rumori strani di chissà quali animaletti che girano attorno e sul tetto del camper...

Il giorno successivo arriviamo a Pietrapertosa e finalmente facciamo un po' di spesa nell'unico negozietto del paese, che vende di tutto. Siamo nel comune più alto della Basilicata, a 1088 metri, ma non è fresco nemmeno lassù: il sole è implacabile, per tutta la giornata si resta in canottiera e si gronda di sudore.

Pietrapertosa

Tra questo paese incastrato nelle rocce e Castelmezzano, dall'altra parte della vallata, c'è il volo dell'angelo, eccolo:


 

Emozionante, no? Un'avventura che in Francia si può provare in vari luoghi, in Italia questo è l'unico per ora. Agganciati al cavo d'acciaio si sorvola la vallata da un paese all'altro, raggiungendo i cento chilometri di velocità (circa come in auto in autostrada...), andata e poi ritorno. Vi confesso che lo farei molto volentieri e vado a informarmi: una volta arrivati al paese di fronte però bisogna percorrere a piedi un sentiero per circa 20 minuti, sotto il sole, per salire all'altezza del nuovo decollo. Ecco, questo mi fa desistere, non la paura del volo che mi attrae moltissimo...ero già sciolta dal caldo, non avrei retto la passeggiata al sole del primo pomeriggio. Mio marito non ha voglia di fermarsi fino a tardi, vuol andare a cercare un posto fresco per studiare, quindi a malincuore rimando il brivido del volo ad una prossima volta, magari in stagioni più miti...Ma ci sarà una prossima volta? Sperare non costa nulla...

A Castelmezzano però ci dobbiamo andare, per la strada, non volando. Peccato che la strada principale sia interrotta per frana (una delle tante), la freccia ci devia per un'altra strada che mi insospettisce un poco: intanto va dalla parte esattamente opposta, poi sotto alla freccia c'è un cartello che ne proibisce l'accesso ai camion.

Domando a mio marito: " Un camper in che categoria rientra?"

"Tranquilla, il camper non è un camion, non ci sono problemi, poi è una strada indicata anche sul navigatore..."

Sarà, ma la strada si restringe sempre di più, le curve e i tornanti aumentano, le buche, gli inizi di frana, i tratti ghiaiosi aumentano anche loro...Che roba! Direi che è una strada peggiore di tutte quelle malridotte percorse finora, messe insieme!


 

C'è veramente da segnarsi! Inoltre, come sospettavo, fa un lunghissimo e tortuoso giro, molto panoramico e suggestivo, ma non riusciamo proprio ad ammirarlo con serenità. Incrociamo solo qualche piccola utilitaria, i passeggieri ci guardano stralunati...


 

Non manca nemmeno una coppia di cavalli che amoreggia in mezzo alla strada (ormai poco più che mulattiera) e non si affrettano certo a spostarsi, anzi uno dei due ci guarda molto scocciato per l'intrusione nella loro intimità...


Mio marito gronda di sudore per la tensione e confessa che una sola volta nella vita si è trovato una strada così: da giovane una volta per lavoro dovettero risalire in fuori strada il letto di un torrente, ma quella volta non guidava lui!

Comunque arriviamo indenni a Castelmezzano e dopo un altro po' di chilometri, normali questa volta, ci attende nella valle del Basento un nuovo agriturismo fra campi di peperoni. Per cena orecchiette ai peperoni. Lì, chiacchierando come al solito col gestore, apprendiamo che attorno si aggirano spesso i lupi, soprattutto d'inverno, ma anche d'estate, qualche volta...

Il mattino dopo ci attende una ricca colazione col latte...che ha davvero sapore di latte...come non ricordavo più dai tempi dell'infanzia!

 
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BASILICATA 9

Post n°729 pubblicato il 05 Settembre 2011 da atapo
 

 

MATERA

Ci arriviamo preparatissimi: nel paese in cui passiamo una giornata e la notte prima della conquista di Matera, cioè Montescaglioso, troviamo il secondo (!!!) ufficio turistico aperto di questo viaggio, dove un simpatico impiegato nostro coetaneo ci offre mappe, dépliants, una ricerca sulle filastrocche in dialetto fatta dalle classi della locale scuola elementare e la sua consulenza di "antico " materano. Gli chiedo soprattutto informazioni realtive alle chiese rupestri, che Ody mi ha raccomandato di visitare. Lui ci conferma che le più belle si trovano nel "Parco delle chiese rupestri", un vasto territorio che inizia fuori Matera ed arriva fino alla periferia di Montescaglioso, però ci sconsiglia di andarci da soli, perchè fa troppo caldo, i sentieri non sono sicuri, si rischia di trovare serpenti e branchi di cani randagi (altra piaga locale...). Ci sono visite guidate ad orari stabiliti, tipo trekking, da prenotare...capisco subito che non ci andremo MAI, vista l'allergia di mio marito per gli orari fissati da altri (magari di mattina presto per evitare il caldo) e i tempi contingentati dei gruppi turistici. Per fortuna se ne trovano, di queste chiese, anche dentro la città, ci accontenteremo. Questo signore si lascia andare ai ricordi d'infanzia: quando era piccolo con gli amici andava a giocare dentro grotte e chiese rupestri, in quel selvatico disabitato, a volte facevano il tiro a segno coi sassi su quelle pitture misteriose ai loro occhi di bambini...e ora è diventato parco archeologico! (Ody non ti arrabbiare troppo...)

Avevamo deciso di passare una giornata a Matera, invece ci stiamo due giorni e mezzo, insomma ci passiamo abbondantemente il ferragosto. Naturalmente in questo tempo è compreso quello dedicato alla ricerca dei punti in cui sostare col camper, in città e nei soliti introvabili agriturismi, che troviamo soltanto...quando ormai la città l'abbiamo esplorata e una notte tranquilla in fattoria ci è necessaria per riposarci!

Matera è...BELLISSIMA, supera ogni immaginazione!

In via eccezionale mio marito accetta di iscriversi ad un giro guidato tra i Sassi, nel tardo pomeriggio. Nell'attesa di questo abbiamo diverse ore in autonomia: esploriamo i quartieri abbastanza moderni attorno al famoso centro storico, di cui giriamo la parte alta ricca di chiese e palazzi barocchi, ma anche di bei negozi, gelaterie e locali di ritrovo. Arriviamo fino al duomo romanico, più in alto di tutti. Fa un caldo infernale, le pietre dei muri chiari surriscaldano l'aria ancora di più e la luce è abbacinante...Sul piazzale del Duomo, esposto al sole, c'è una fontana dove tutti i turisti coraggiosi che salgono fin lassù bevono abbondantemente e si inzuppano d'acqua capelli e cappellini. Noi non siamo da meno...ed io ho pensieri poco gentili per la stramaledetta università del consorte che ci costringe a viaggiare in questa stagione folle...

portale del duomo

In piazza Pascoli (dedicata al poeta che insegnò a Matera) c'è una balconata da cui si vede il panorama sui Sassi: tutti i turisti si soffermano e occorre fare i turni per ammirare e scattare foto.



 

Nell' attesa si è intrattenuti da alcuni anziani (molto anziani!): sembrano i soliti pensionati seduti sulle panchine, invece attaccano discorso, si presentano come ex abitanti dei Sassi e raccontano ai turisti disposti ad ascoltarli la loro vita, aneddoti personali su quel quartiere straordinario, danno informazioni ed emozioni della loro realtà che nessuna guida darà mai... Infatti le guide ufficiali non li vedono di buon occhio, notiamo che vengono rimproverati e invitati a tacere...Ma che faranno mai di male? Non chiedono nemmeno una mancia, raccontano per la gioia di raccontare, di non far dimenticare, per avere un contatto più vivo e personale con quelle migliaia di persone che provengono da tutto il mondo, passano di lì e si soffermano poche ore...Il "nostro" vecchietto ci narra fra l'altro di cadaveri antichi ritrovati sfondando muri...siamo un po' scettici a dire il vero, ma il giorno dopo troveremo le tracce che ci dice la verità...

Finalmente parte il giro turistico, che dura due ore e mezzo fino al buio completo e ai Sassi illuminati come un presepio. Non vi sto a raccontare la storia di quel quartiere, che si può trovare facilmente, vorrei solo trasmettervi le forti emozioni provate a camminare in quell'insieme di stradine, case, casette, spiazzi, a scendere nel sottosuolo per ammirare ambienti che erano all'origine una chiesa, poi cisterna per la raccolta dell'acqua attraverso ingegnosi sistemi, poi cantina, poi frantoio...Vediamo negli oggetti in uso fino a una cinquantina d'anni fa la ricostruzione della vita di chi abitava nei Sassi, ammiriamo le pitture rupestri in un complesso di quattro chiese comunicanti (assolutamente vietato fotografare nell'interno!).

Convicinio di Sant'Antonio (chiesa rupestre), foto dall'esterno

Scopriamo che i Sassi sono ancora vivi, man mano vengono abitati di nuovo, restaurati con regole ferree, anche qui come a Rabatana c'è questo miscuglio affascinante e unico di vita e di abbandono, qui è probabile che vincerà la vita, anzi una seconda vita, dopo la fama che Matera ha avuto in questi ultimi anni, grazie anche ai film girati nelle sue contrade.

Il giro si conclude con una immagine da sogno: affacciati sullo strapiombo scuro della gravina a guardare la luna piena che sorge rossa ed enorme da una parte, mentre dall'altra scoppiano i fuochi artificiali di Ferragosto sopra il presepe dei Sassi.



 

Siamo distrutti dopo tutte quelle scale, però Matera ci ha sedotti, non abbiamo voglia di ripartire senza goderla ancora un poco...Allora la mattina dopo studio sulla mappa un percorso tra i Sassi che eviti il più possibile le scale: avevo notato durante il giro con la guida che c'erano anche alcune strade, con solo qualche tratto di forte pendenza, ma naturalmente per la visita guidata le scale facevano più folclore... Così torniamo laggiù a girare liberamente stavolta, flaner dicono i francesi, a vedere un'altra chiesa rupestre, la bellissima Santa Lucia alle Malve, a fotografare qua e là secondo l'ispirazione...la passeggiata di un'ora diventa un'altra mezza giornata, poi il ristorante tipico, poi l'acquisto di qualche souvenir...

Ma ho parlato anche troppo, vorrei che meglio di me parlassero altre immagini e sapeste come è stata dura la scelta! (per chi vuole, ho fatto anche un album qui su Libero)

 

Per finire i cuccù, i fischietti di terracotta materani.

quelli piccoli sono giocattoli per bambini

(già in uso tra i bambini della Magna Grecia)

quelli grandi e complessi sono pegni d'amore

che vengono donati alle ragazze dai fidanzati


 
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BASILICATA 8

Post n°728 pubblicato il 03 Settembre 2011 da atapo
 

 

ELLAS AKOMA

Girare fra calanchi e paesi è diventato un viaggio nel tempo, oltre che in questi spazi aperti, arruffati di macchia mediterranea e ombreggati da pini ed eucalipti, arsi dal sole e accarezzati dal vento, sorvolati in ampi disegni di spirali da un numero incredibile di uccelli rapaci...La mia fantasia ha visto i baroni asserragliati nei castelli, i briganti hanno cavalcato cantando nei valloni dei calanchi, i Saraceni hanno risalito il fiume Sinni sulle loro navi leggere che avevano appena attraversato il mare...

Ecco, il mare, è proprio il mare che mi riporta ancora più lontano nel tempo, agli inizi...

Quando le correnti da est portarono altre navi, provenienti dall'Asia Minore, in tempi omerici...

Pareva impossibile che i primi coloni giunti sulle coste ioniche provenissero proprio da così lontano, eppure gli studi delle correnti marine lo hanno dimostrato. Chi arrivò trovò qui delle popolazioni indigene, i popoli si fusero e nacque la città di Siris, nel VII secolo a.C.

Nei secoli successivi arrivarono altri Greci, gli Achei, sorsero le colonie della Magna Grecia e le potenti città di Herakleia e Metapontum: era un crocevia di genti e di commerci, circolavano e si scambiavano ricchezze, arte e cultura: il filosofo Pitagora insegnò qui e vi trascorse l'ultima parte della sua vita.

Queste città resistettero a lungo anche ai Romani, e li sconfissero nella battaglia di Herakleia con l'aiuto dell'alleato Pirro e dei suoi elefanti...

Reminiscenze scolastiche... che mi tornano in mente quando visito a Policoro il museo archeologico della Siritide: un viaggio nel tempo dalla preistoria ai primi secoli del cristianesimo, un museo ricco di reperti e ben organizzato, con ricostruzioni e spiegazioni chiare.

Allora immagino la vita di quegli uomini che forse alla guerra preferivano la filosofia, il teatro, lo sport e la cura del corpo nelle palestre, se mettevano nelle tombe gli strigili per pulirsi dall'olio e dal sudore e le coppe per brindare...

la vita di quelle donne dagli orecchini di filigrana d'oro...

di quei bambini morti piccolissimi e sepolti dentro grandi vasi, insieme a statuine femminili che li avrebbero accompagnati e rassicurati, come fosse la mamma, durante il pauroso viaggio nell'al di là.

E scopro che quelle città erano multiculturali: Greci, popolazioni della costa, gruppi provenienti dai monti dell'interno: ognuno ha lasciato reperti tipici della sua cultura, ogni gruppo aveva diverse usanze funerarie, ma riposavano uno accanto all'altro. Avevano trovato un modo di convivere e prosperare insieme...

Era fiorente l'industria della ceramica: i vasi neri a figure rosse del "pittore di Pisticci" e della sua bottega ritrovati nelle tombe sono stupendi: ammiro le immagini dei più famosi miti della tragedia greca, si sono conservati benissimo, le linee sono nitide, le figure sono quasi intatte e i colori ancora vivi.

vasi del pittore di Pisticci (da internet)


Aveva ragione quell'artigiano alla Rabatana: si trovano reperti dappertutto, qui in Basilicata i musei archeologici sono diversi, le aree di scavo e di ricerca sono molte, ci saranno lavoro e sorprese per chissà quanto tempo ancora...

La più conosciuta e maestosa testimonianza della magna Grecia è vicino Metaponto: le Tavole Palatine, come viene chiamato il tempio di Hera, del VI secolo a.C.. Sedersi fra questi imponenti colonnati mi fa sentire piccola e nello stesso tempo mi pare ci sia un filo sottile ed invisibile che mi invia suggestioni da uomini così lontani, ma così uguali a me, nei sogni, nelle paure, negli affetti, nelle speranze...


 

E più o meno dove una volta si commerciavano pepli e vasellame, ora è sorto un moderno agorà, l'unico centro commerciale degno di tal nome che ci sia per mezza Basilicata (è il primo che vedo in questo viaggio): il suo nome rende onore all'antica città...


 

Ma i giorni passano veloci, il Ferragosto si avvicina e a malincuore lasciamo il nostro bosco-parcheggio tra gli eucalipti della costa ionica e ci dirigiamo all'interno, verso Matera. Nuovi paesaggi ci attendono: meno calanchi, meno boschi, percorriamo la Murgia,


ondulazioni coltivate interrotte dagli strapiombi improvvisi delle gravine,



nuove linee,

 


nuovi colori,

 


nuovi incontri...

 
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PROPOSITI DI CAPODANNO

Post n°727 pubblicato il 01 Settembre 2011 da atapo
 

 

SETTEMBRE, ANDIAMO...


il cuore dell'autunno

 

Primo settembre, oggi ricomincia ufficialmente l'anno scolastico.

E per la quinta volta il primo settembre per me non ricomincia nessun anno scolastico...

Che tristezza in quel 2007! Fu uno dei motivi per cui poco dopo nacque questo blog. Anche negli anni successivi  "ho sentito"  questa data, con nostalgia, anche con un po' di rabbia: cosa avrebbe potuto ancora essere e non era stato.

Poi piano piano il mio mondo è cambiato e ci speravo che accadesse. La vita mi ha offerto altre esperienze, altre avventure, altri interessi, del bello e del brutto come sempre, che impercettibilmente mi hanno fatto pian piano scoprire qualcosa di nuovo e di più, mi hanno fatta sentire diversa. Migliore...peggiore...non sta a me giudicare, lo possono dire quelli che mi conoscevano, che mi conoscono e che stanno vicino a me.

Ora non ho più bisogno della scuola per sentirmi realizzata, mi realizzo in molto altro, mi sento felice con la famiglia, i nipotini, nelle attività e negli hobby che avevo lasciato da giovanissima e che finalmente ho potuto riprendere, nella gestione del mio tempo e delle mie giornate (anche se naturalmente dipendono spesso da altri...), negli incontri veri e virtuali con gli amici, negli affetti, nelle fantasie...

E' sempre più numeroso il gruppo degli ex-colleghi che stanno andando in pensione, siamo sempre di più al di qua della barricata e ci facilita il ritrovarci: chi è già arrivato tranquillizza i nuovi che...la vita continua e può riservare ancora molte belle sorprese!

Però...il primo di settembre continua ad avere l'aria del capodanno, non più scolastico, ma di vita: la leggera malinconia delle prime foglie gialle che cadono o della prima coda alla cassa del supermercato suggerisce che sia il momento di gettare i semi per i prossimi mesi, di decidere come organizzarsi le giornate, che impegni prendere, che accordi ed orari stabilire con altri nella gestione delle proprie giornate...

Anche questa è programmazione, come quella che si faceva a scuola nei primi giorni di settembre: reale, seria, impegnativa...ma è bello lasciar correre un po' la fantasia e nei progetti inserire anche dei vorrei... potrei...qualche cosa di nuovo, di un po' folle magari, di mai fatto prima...

E mi piace sperare che tutto ciò che farò, cercherò, raggiungerò...sarà migliore di quello che è già stato. Ecco perchè per il mese di settembre, qui accanto, ho scelto questa poesia di Nazim Hikmet:

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.


Augurando a tutti coloro che passano di qua che i loro giorni futuri, progettati in questo inizio di settembre, siano sempre più belli e più ricchi di vita.

 
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