Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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Messaggi di Marzo 2015

DA UNA CASA ALL'ALTRA 10

Post n°1214 pubblicato il 26 Marzo 2015 da atapo
 

 

ADDIO

 

Christensen, pionieri che attraversano la pianura del Nebraska

 

Sarà l'ultima notte che passerò in questa casa. Domattina alle 7,30 arriveranno gli operai del trasloco e comincerà la nuova puntata di questa avventura incalzante.

Ormai queste stanze sono stravolte, irriconoscibili: ogni spazio è occupato dagli scatoloni, dentro e fuori dai mobili, si cammina di sbieco attraverso stretti passaggi stando attenti a non inciampare perché le misure sono ridotte all'osso. Stasera faremo molto tardi, perché ce n'è ancora da sistemare!


Sono contenta che alcune settimane fa mi sia venuta l'idea di scattare alcune foto di queste stanze da tenere per ricordo... ricordo dei 34 anni passati qui, una mezza vita, da giovane donna a quasi anziana signora, da mamma e maestra entusiasta ed energica a... beh, non è questo il momento in cui sarei generosa nell'autodefinirmi...

Se non fossi così stravolta dalla stanchezza e dalla tensione credo che piangerei, sento un magone grosso dentro di me, come sempre quando vivo i momenti degli addii, quando qualcosa nella mia vita finisce, io che vorrei sempre sperimentare il nuovo senza dover lasciare il vecchio.

Ciò che più mi pesa è questa prospettiva della vita in camper a tempo ancora indeterminato: cercherò di inventarmi delle positività, come cerco sempre di fare per trovarmi qualche soddisfazione, ma sarà dura: lo spazio stretto e le incombenze pressanti facilmente porteranno nervosismi e scintille...

E da stasera qui sul blog comincerà il blackout. Spero ogni tanto di potermi collegare dall'Istituto Francese, oppure dalla parrocchia: mio marito, con tutte le disponibilità e gli impegni che si prende sempre, avrà pure il diritto di scroccare un po' di internet, ma bisogna vedere se di qualche briciola potrò goderne anch'io.

Che dire ancora?

Che saluto tutti e che spero di non dover attendere troppo per avere BELLE NOTIZIE da scrivere...

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 9

Post n°1213 pubblicato il 23 Marzo 2015 da atapo
 

 

MALEDETTO  CAPPOTTO

E' un'ottima cosa ricercare ogni forma di risparmio energetico: meno energia, meno inquinamento, riciclaggi, cerchiamo di preservare il futuro alla nostra Terra e a noi stessi... Così nella nuova casa stiamo cercando tutti gli accorgimenti possibili, cioè mio marito si è informato, ha calcolato, ha proposto e abbiamo scelto di conseguenza. Uno di questi accorgimenti è il CAPPOTTO: sarebbe un rivestimento particolare su tutti i muri esterni che li rende più spessi e resistenti al freddo, un vero cappottino che abbraccia la casa!

Naturalmente dalle istituzioni pubbliche tutto questo è auspicato e pareva che non ci fossero problemi, MA...

...la nostra solita poca fortuna ci ha colpito anche stavolta: il Comune di Firenze ha deliberato che dal 1° gennaio 2015 nei centri storici minori non si possano fare questi cappotti perché alterano i volumi degli edifici che devono rimanere, appunto, storici, cioè non cambiare di un millimetro, invece un cappotto aumenta il volume esterno di almeno 6-8 cm (noi lo volevamo fino a 12).

Da un lato quindi SI' all'ecologia e al risparmio, dall'altro NO perché le case antiche devono restare appunto antiche anche se col riscaldamento più dispendioso e più inquinante.

La nostra casa non sarebbe antica, è del 1957, però si trova in una zona di centro storico minore e ricade sotto questa norma. Poichè al 1° gennaio il cappotto ancora non l'avevamo iniziato, ora non si può più fare. Si può fare invece fare domanda di deroga, che il Comune esaminerà... con i suoi tempi tecnici (eterni). Naturalmente questa domanda l'abbiamopresentata immediatamente, pensando di fare gli altri lavori nell'attesa della risposta.

Purtroppo il dilemma cappotto /non cappotto abbiamo scoperto che porta delle TRISTI conseguenze:

non si possono mettere le persiane e le finestre perché non si sa quanto sarà spesso il muro a cui vanno ancorate,

non si possono nemmeno ordinarle, perché non si sa lo spessore che dovrà avere il telaio (e dopo l'ordine il tempo di attesa è di circa un mese),

se non ci sono le finestre non si può mettere e avviare il riscaldamento, che dovrebbe restare acceso almeno 10 giorni dopo la tinteggiatura delle pareti,

per asciugare perfettamente la stanza dove andrà montato il parquet, che quindi non si può montare se tutto il resto non è a posto...

Senza finestre naturalmente la casa è inabitabile!!!

Nel contratto di vendita con chi ha acquistato la nostra casa attuale c'è la data ultima del 31 marzo per rendergliela libera, dopo di che c'è una grossa penale per ogni giorno di ritardo.

Quando facemmo il contratto questa storia del cappotto ancora non si sapeva, i muratori avevano assicurato che l'interno della nuova casa sarebbe stato pronto a fine marzo, noi entravamo e loro avrebbero continuato i lavori all'esterno, un po' scomodo, ma sopportabile. Appena è partita la richiesta di deroga al comune i lavori all'interno sono rallentati, c'era da aspettare e più di tanto non si poteva procedere, sono iniziati invece i lavori di sistemazione degli spazi esterni, così che ora è davvero tutto per aria, dentro e fuori.

La fine di marzo è molto vicina, il Comune ha risposto NO da pochissimi giorni, ma appena dopo Pasqua c'è una seduta al Consiglio Comunale per rivedere questa norma perché le proteste e i ricorsi sono state moltissimi in nome del risparmio energetico, quindi aspettiamo ancora per vedere se si ottiene qualcosa.

E nel frattempo?

Nel frattempo mi è venuto mal di pancia quasi fisso dal nervoso.

A parte questo effetto collaterale, il trasloco abbiamo dovuto fissarlo, il 27 e 28 marzo verrà la ditta a svuotare la casa e porterà TUTTO in un magazzino affittato per un mese e speriamo che basti, sarebbe sufficiente riuscire ad avere montati almeno i vetri, che sono doppi, rafforzati ecc, anche se io ho sempre molte ansie per la sicurezza... Ci costa meno il magazzino che pagare la penale per un mese.

Noi... abbiamo il camper come rifugio, da parcheggiare non troppo lontano dalla casa nuova.

Chi mi segue da tempo sa che un'avventura simile, sempre per ristrutturazioni, la passai già anni fa: allora dovevano essere 10 giorni che diventarono un mese, ora si parte già con un mese sicuro... E stavolta non potremo nemmeno entrare di soppiatto in casa se ci serve qualcosa: tutto sarà chiuso nel magazzino della ditta traslochi. Quello che dimenticheremo, mancherà e basta.

Allora in questi giorni, mentre forsennatamente riempio e sigillo scatoloni, devo anche immaginare cosa potrebbe servirci, ma che sia il minimo indispensabile, per una vita quasi normale in camper, compresi documenti e materiali di vario tipo, perché non si tratta certo di andare in vacanza... In queste ultime settimane mi sembra di vivere in un incubo, ho un bel da pensare che c'è di peggio al mondo, ma anche così non mi è facile.

Mi mette anche tristezza il fatto che in camper non ci sarà il collegamento internet, ogni sera leggerò la posta dal mio cellulare all'antica e non potrò fare altro, forse riuscirò qualche volta ad andare ai PC dell'istituto francese, ma là tanti studenti se li contendono. Perchè c'è poco da dire, ormai gran parte del mondo di relazioni sociali e di informazioni passa da qui...

Era una casa molto carina
senza soffitto, senza cucina
non si poteva entrarci dentro
perchè non c'era il pavimento...




 

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 8

Post n°1212 pubblicato il 18 Marzo 2015 da atapo
 

QUALCOSINA...

Faccio un salto al cantiere della nuova casa, devo dire il mio parere su alcune questioni...

CANTIERE, sì, non si può ancora chiamare CASA, ma qualcosa di sistemato si comincia a vedere...

 



Ecco il famoso VETROCEMENTO che per un soffio non fu "perso" ormai molto tempo fa...

 



Ecco la "mia" stanza col pavimento già posato: un rosa chiarissimo con minuscoli punti dorati...

Ma non allarghiamoci troppo, le pareti ancora devono essere colorate!

E nel giardino, sconvolto da scavi e controscavi... meraviglia! Il pruno ha già qualche foglia e i fiorellini... e quanti ce ne sono!

 



In realtà questo albero andrà tagliato, ci vuole forse commuovere con l'offrirci così presto le sue bellezze? Ma chissà, se l'inverno ha fatto morire i bruchi che l'anno scorso gli mangiavano le foglie... magari riesco ad ottenere che sia risparmiato almeno per la prossima estate...

Così nascondo, per ora, gli enormi problemi che abbiamo ancora da risolvere in questa avventura!

 
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PRIMO COMPLEANNO

Post n°1211 pubblicato il 15 Marzo 2015 da atapo
 

 

LA FESTA


 

Ecco la nostra principessina ieri alla sua festa di compleanno.

Avrebbe dovuto tenere in testa questa coroncina di piume rosa, da festeggiata, ma la toglieva immediatamente quando tentavamo di mettergliela per scattare qualche foto e si dedicava con più entusiasmo all'apertura dei regali...

E' stata una bella festa allegra, piena di bambini e di confusione, in un asilo nido che noleggia i suoi locali e le sue attrezzature per queste occasioni. Così i bambini hanno di che divertirsi...

Tutte giovani famiglie amiche dei genitori di Diletta, molti di questi ragazzi li conosco anch'io da quando erano piccoli e amici dei miei figli: viviamo nello stesso quartiere, alcuni di loro sono stati miei scolari e sono contenta quando li rivedo adesso, adulti e genitori, e mi aggiornano sulle novità delle loro vite.

Notavo che dal primo compleanno, quello di Martino, il numero dei cuccioli è molto aumentato! Sono prolifici questi ragazzi: il figlio unico è un'eccezione, e per motivi seri, quasi tutti ne hanno almeno due e i TRIS sono parecchi... E' un bel segno, secondo me, è segno di entusiasmo, ottimismo verso la vita, nonostante le incertezze di questo nostro tempo...

I più grandi hanno circa l'età di Martino, gli ultimi arrivati sono come Diletta, insomma, si formavano i gruppetti più o meno di coetanei attorno alle varie proposte di giochi e giocattoli e nessuno si annoiava.

Alla torta ormai non ci stavano più tutti quanti attorno al tavolo, lo stesso tavolo di quando festeggiarono lì il loro primo compleanno sia Martino che Damiano. E loro due, da solerti fratelli maggiori, angeli custodi a destra e a sinistra di Diletta si sono impegnati moltissimo ad aiutarla nello spegnimento della candelina.

Di "vecchietti" c'eravamo solo noi quattro nonni. La mia consuocera mi ha detto che secondo lei Diletta mi assomiglia molto, che qualche giorno fa ha fatto un'espressione identica a me...

Non ci avevo mai pensato, che potesse essere una piccola Atapina... chissà!

 
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A DILETTA

Post n°1210 pubblicato il 12 Marzo 2015 da atapo
 

 

UN ANNO



 

Oggi compi un anno, cucciola.

Mi dispiace che capiti in questo periodo per me così tumultuoso, difficile, con la testa in mille pensieri e tanta stanchezza, perché vorrei gustarmi con calma e tenerezza questa ricorrenza, anche se è ormai la quarta volta che un cucciolo di famiglia arriva a questo traguardo importante. Tu oggi festeggerai coi piccoli compagni dell'asilo nido, poi la tua mamma, che ha preso un giorno di permesso dal lavoro, vuole stare con te e fare qualcosa insieme, voi due solamente, forse andrete in piscina e per te sarà la prima volta. Una giornata solo vostra, mamma e figlia! Per godersi quel rapporto speciale che si costruisce fra donne...

E sabato ci sarà la festa importante, quella con grandi e piccoli parenti e amici, quasi la tua presentazione in società, come è già stato per i tuoi fratelli.

Come sei ora, dopo un anno di vita e di esperienze, mia piccola Diletta? Si cercano somiglianze nei bambini, di te la tua mamma dice: -Agitata come Martino, cocciuta come Damiano!-

In effetti mostri un caratterino ben determinato, ma forse è anche l'istinto di sopravvivenza e di emulazione della terzogenita in famiglia! Sei una bimba simpatica e sorridente, a volte mutevole e ombrosa come le giornate del tuo mese di nascita; ridi di un niente, ti offendi e strilli con grandi sceneggiate se qualcosa non funziona come vorresti tu. Sei piuttosto selettiva tra le persone, mostri con chiarezza chi ti piace e chi no, per cui a qualche baby sitter hai dato del filo da torcere... per fortuna io, nonna, rientro nelle tue simpatie!

Hai le manine grassocce sempre in movimento per cercare di prendere e stropicciare di tutto, ne fa le spese anche il gatto Beto, a cui afferri le orecchie o la coda, oppure dai grandi manate sulla schiena. Lui ormai, dopo tre piccoli coinquilini, ha perso ogni velleità, ti fulmina con lo sguardo, poi si sposta con aria di sufficienza... sa che se accennasse a graffiare sarebbe relegato per ore in terrazza!

Da pochi giorni muovi qualche passo senza appoggiarti, prima sembravi un'equilibrista a spenzolarti per cercare appigli dappertutto e se non ne trovavi... a gattonare sei velocissima, purtroppo non sono mai riuscita a fotografarti durante una delle tue gattonate a fianco di Beto in marcia... siete grandi uguali!

Dopo tre nipotini biondi, tu hai i capelli scuri. E sono dritti, disperatamente dritti! Mia suocera li aveva dritti e indomabili, ha lottato tutta la vita con lacche, schiume e permanenti per farsi qualche onda, qualche accenno di ricciolo che durava pochissimo... Diceva che io avevo dei capelli mossi bellissimi, che me li invidiava, e restò sconvolta quando, per un matrimonio di famiglia, io me li feci lisciare dalla parrucchiera, tanto sapevo che sarebbero rimasti lisci per poco tempo, ribelli come sono.

Così abbiamo il sospetto che Diletta abbia ereditando i capelli dalla bisnonna... ma speriamo che nel crescere si ammorbidiscano...

Per il tuo compleanno ti regalerò un bambolotto, tutto per te: i tuoi fratellini ne hanno uno per ciascuno, di quelli con cui giocava la loro mamma, tu da qualche settimana li ha adocchiati e ne sei rimasta affascinata. Ma non parliamo di “giochi da femmina” per carità, tu usi implacabilmente anche tutti i giocattoli “maschili” che abbondano per casa...

 

 
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CAMPER

Post n°1209 pubblicato il 11 Marzo 2015 da atapo
 

 

PENSANDO ALL' ESTATE

 

Monet, Passeggiata sulla scogliera

 

La famiglia di mia figlia si è fatta “ingombrante”, tre bambini così piccoli non sono uno scherzo e si è posto il problema delle vacanze e dei viaggi d'ora in poi. A loro piace viaggiare, una ventina di giorni d'estate e qualche fine settimana abbondante negli altri periodi dell'anno finché c'è bella stagione: fissano su internet appartamentini in bed&breakfast e via! Ora però stanno scoprendo che la loro auto è insufficiente per tutto questo: i tre figli comportano un quantitativo di bagagli che supera la capienza, soprattutto se il periodo fuori casa è un po' più lungo! O comprare una macchina più grande, che però sarebbe ingombrante e dispendiosa per i viaggi quotidiani in città, oppure... hanno pensato al camper.

C'è già il nostro di camper, ma cinque persone (più bagagli) non ci stanno, fa gola invece a mio figlio (loro sono in tre e già l'ha collaudato tre anni fa) che esterna questi pensieri: - Se va a buon fine l'eredità della casetta in montagna, quando voi nonni state lassù il camper è libero...- Giusto, ma la strada per quella casetta è ancora lunga e molto in salita comunque...

Insomma, tramite conoscenze mia figlia ha saputo di un camper in vendita a buon prezzo parcheggiato in una casa colonica vicino a Montelupo. Così domenica scorsa ci siamo ritrovati tutti a pranzo da mio figlio, anche per festeggiare il compleanno di mio marito che era stato due giorni prima: con quale impegno i nipotini tre moschettieri hanno aiutato il nonno a spegnere le candeline sulla torta! Solo due candeline molto riassuntive, ognuna piantata su una cifra, decine e unità di un numero parecchio alto...

Dopo pranzo tutti verso la casa colonica e il suo camper, una mezz'ora di auto nelle campagne con i primi segni della bella stagione. Riccardo è già esperto di camper, ci andò tre anni fa, gli altri due erano eccitatissimi, chissà cosa si aspettavano, credo una vera e propria casa. Infatti Martino appena ha messo il naso all'interno ha esclamato un po' deluso: -Tutto qui?-

Poi la curiosità ha avuto il sopravvento e mentre gli uomini parlavano di aspetti tecnici, io e mia figlia consideravamo gli spazi interni e le attrezzature “domestiche” e i due fratellini esploravano ogni angolo, provavano letti e poltroncine, per concludere con: - Possiamo togliere le scarpe?- Segno che si sentivano a loro agio, ormai a casa propria.

Purtroppo così non sarà, perché quel camper all'interno è molto funzionale, ma è un po' datato e la parte meccanica ...accusa la vecchiaia! Soprattutto, nonostante vi possano (in teoria) dormire sei persone, le cinture di sicurezza ci sono per quattro e per aumentarle a cinque occorrono permessi e pagamenti... Nulla da fare e Martino è rimasto molto deluso, lui che è così facile agli entusiasmi e già supplicava i genitori:-E' bello! Compriamolo!-

E abbiamo scoperto che non è facile trovare camper adatti a una famiglia di cinque persone, soprattutto se non si vuole spendere una follia... Aspettiamo la prossima occasione...

 
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DEL GIARDINO

Post n°1208 pubblicato il 06 Marzo 2015 da atapo
 

 

LE FORZE DELLA NATURA

Dei sei alberi nel giardino della nuova casa, quattro sono da tagliare. Detta così, brutalmente, fa tristezza, ma i motivi ci sono.

Si tratta di tre alberi da frutto (melo, fico, pruno) molto vecchi, uno anche malato, piantati in posizioni poco felici per cui le radici stanno sollevando sia la pavimentazione a ridosso della casa che il muro di confine col vicino. Verranno sostituiti da nuovi alberi da frutto piantati in posizioni più adatte.

Il quarto è un enorme abete (anche questo troppo accostato al muro di cui sopra ), che però ha radici poco profonde e poco sicure dato che proviene chiaramente da un albero di Natale trapiantato. Per tagliare questo abete è un po' più complicato: visto che apparentemente non è in condizioni di pericolo occorre un permesso da richiedere al Comune che... ha i suoi tempi tecnici.

Tutte queste informazioni le abbiamo avute dal giardiniere che ha fatto il sopralluogo.

Si tratta di un mio collega di teatro, S. che di mestiere "serio" nella vita fa proprio questo: parlandone insieme ci eravamo trovati d'accordo sui principi generali da attuare nel mio spazio verde e referenze positive su di lui me le aveva date un'altra "attrice" dei miei gruppi, che lo impiega per il suo giardino.

Così lunedì e martedì si è fatto largo con i suoi macchinari tra tutto l'arsenale dei muratori, ha tagliato due alberi e portato via, oltre a questi ridotti in briciole, anche una montagna enorme di rami secchi e avanzi vegetali di ogni tipo, lì da chissà quanto. Ci raccontava il vicino che tempo addietro c'era anche una palma, caduta in un temporale, ed era ancora tutta ammucchiata in un angolo.

Il secondo giorno sono andata anch'io con mio marito, a vedere.

 


 

La primavera, nonostante tutto, arriva: tra macchinari e sacchi di cemento l'erba è bellissima (vorrei tenere, "dopo", proprio quel tipo di erba un po' selvaggia), si vedono già margheritine, violette e nontiscordardime.Dove prima c'era il mucchio di ramaglie ora è allo scoperto la terra, scura, profumata... Mi piaceva respirarla.

S. stava spargendovi sopra le foglie secche per creare humus, ha preso un pugno di terra e ce l'ha mostrata dicendo: -E' terra buona, è di bosco, guarda che lombrichi grossi!- Infatti un po' di scuro si stava agitando nella sua mano... e non era la zolla...-Poi vedremo cosa è meglio piantare e dove...-

E io già cominciavo a vederci certe mie piante preferite...

Dopo c'è stata la notte del terremoto, poi ieri notte la natura si è scatenata in quella specie di uragano che ha sconvolto Firenze e dintorni, soprattutto nella nostra zona nord-ovest, e il resto della Toscana. Il vento terribile mi ha svegliato prestissimo, quando ho aperto la finestra, oltre agli alberi piegati fin quasi a essere orizzontali, ho visto con terrore volare lungo la strada delle grandi lamiere di ferro, come ghigliottine se qualcuno si fosse trovato sulla traiettoria. Per fortuna non passava nessuno, anche le rare macchine sono riuscite a scansarle, finchè si sono abbattute con fragore aggrovigliate ai pali della luce o schiantate contro i muri. Tutto il resto è cronaca sui giornali...

E noi pensavamo alla nuova casa e al suo giardino, a quanto poteva essere rimasto in piedi: vuoi vedere, ci dicevamo, che con la nostra solita scarsa fortuna l'uragano ha abbattuto proprio i due alberi buoni?

Però i muratori non telefonavano, buon segno... Più tardi mio marito è andato a vedere. Tutti gli alberi residui erano ancora in piedi, il vento ha SOLTANTO divelto dai cardini, rompendo il muro, parte del cancello di ferro dell'entrata: poco male, dovevamo toglierlo in ogni caso, un lavoro risparmiato.

E il muratore ci ha dato un suggerimento: questo abete che deve aspettare a lungo il permesso del Comune, se dicessimo che la tempesta lo ha reso pericolante potremmo abbatterlo subito, senza aspettare chissà quanto... Ne parleremo al giardiniere.

 

 

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 7

Post n°1207 pubblicato il 03 Marzo 2015 da atapo
 

LA FINESTRA PIU' VICINA AL CIELO

 

periferia nord di Firenze, dalla mia finestra

 

Quando visitai per la prima volta la casa in cui abito attualmente (era il 1980, dovevamo decidere se acquistarla o meno, con pochissimi contanti e la prospettiva di un mutuo sanguisuga) salii fino all'ultimo piano con molta curiosità per quello che pareva più una torre abbastanza in disfacimento piuttosto che un edificio abitabile da una giovane coppia con due figli piccoli. Lassù in cima era tutto un unico stanzone, chiamata pomposamente mansarda, con il soffitto altissimo, le tegole a vista e il pavimento sconnesso di vecchie pianelle grezze. E due finestre: una aveva proprio davanti i rami alti di un platano della strada, ma l'altra!

La vista mi lasciò senza fiato e l'impressione che ne ebbi quella prima volta non l'ho più dimenticata: una marea ondulata di tetti rossi inframmezzati da alberi, tutta la periferia nord fiorentina era a disposizione del mio sguardo... Oltre a questa, la corona di monti che cingono la città a nord, con quelle località lontane, piccole macchie più chiare sul verde, che avrei imparato a riconoscere negli anni successivi. Monte Morello il più alto, anche perché è il più vicino: il suo nome deriva dal verde scuro dei suoi fianchi, in cima ha zone più chiare di prati e terra brulla, queste zone sono le prime che la neve imbianca quando a Firenze arrivano venti gelidi di tramontana o grecale.

Presto mi insegnarono un detto locale, più o meno questo: “Se Monte Morello ha il cappello, quando esci di casa prendi l'ombrello”. Saggezza popolare e veritiera: l'esperienza mi ha insegnato che se le nuvole ricoprono la cima di questa montagna, anche se c'è il sole, nel giro di qualche ora quasi di sicuro pioverà...

Oltre i monti, il cielo... tanto cielo! Io venivo da un appartamento al quinto piano a Bologna, non avrei potuto fare a meno del cielo! La finestra guarda a est, il sole che sorge l'ho potuto ammirare in quasi tutte le stagioni, d'estate non mi alzavo certo all'alba... Ho goduto soprattutto del cielo stellato, nei primi anni in cui abitavo a Firenze e un collega mi trasmise la sua passione per l'astronomia, avevo comperato un binocolo potente, ho ammirato costellazioni e pianeti, la luna, la cometa che per diversi giorni stette giusto davanti alla mia finestra...

Ma l'urbanizzazione procede imperterrita, così prima costruirono un palazzo alto che interruppe la sequenza di quei tetti di periferia, poi il cambio di illuminazione stradale mi piazzò un fanale proprio accanto, così ora il cielo è un po' meno affascinante e misterioso.

Però è sempre rimasta la mia finestra preferita.

Quando abbiamo diviso l'enorme mansarda per ricavarne due camere per i figli, quella stanza è stata scelta dal maschio.

Adulti, prima è uscita di casa la femmina e la sua stanza è diventata il laboratorio di bricolage per mio marito. Quando se ne è andato il maschio io mi sono appropriata della mia stanza preferita. Dopo pochi mesi morì la mia mamma e i mobili della mia infanzia che ho ereditato l'hanno riempita: ho ricreato così un mondo tutto mio, dove in pochi metri quadrati c'era la storia della mia vita, dove mi piaceva sostare a meditare, ricordare, sentire la mia mamma ancora così vicina, perché la stanza era così vicina al cielo: anche lei era rimasta incantata dal panorama, affacciandosi a quella finestra quando mi era venuta a trovare...

Poi all'improvviso ho dovuto cedere la stanza a mia suocera, a lungo e in modo drammatico, come sa chi mi conosce da tempo... esproprio che per me è stato un dolore, una mancanza che mi ha fatto soffrire insieme a tutta la situazione che stavo vivendo: l'elaborazione interrotta del mio lutto personale aggiungeva in me sofferenza a sofferenza. Terminato finalmente questo orribile periodo la stanza è tornata mia, diventando lo spazio dove preparare le mie attività teatrali, sistemare abiti e materiali di scena per me e per i miei scolari.

Ma fra poco dovrò lasciarla. Nella casa nuova avrò ancora una stanza tutta per me, praticamente sarà la fotocopia di questa, sempre verso est, solo... a un piano più in basso. Aprirò la finestra e non sarò più inondata dal cielo perché davanti oltre la strada c'è un altro edificio e di cielo ne resta solo una striscia. Però... l'ultima volta affacciandomi mi sono un po' rincuorata: se guardo verso nord... ecco che vedo ancora laggiù in fondo il versante scuro e la cima di Monte Morello! La scoperta mi ha reso felice... e non soltanto perché così saprò se devo prendere l'ombrello quando esco!

E oggi, nel pomeriggio, dalla mia finestra più vicina al cielo una volta ancora ho visto sorgere la luna illuminata dal sole...

 
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