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VITA DA CALDO

Post n°1693 pubblicato il 07 Luglio 2020 da atapo
 

 

DOMENICHE INFERNALI

 

 

E’ arrivato il supercaldo, tornano le mie domeniche roventi e infernali.

Durante i giorni feriali patisco il caldo, ma ho trovato qualche maniera per alleggerire il patimento: i giretti per la spesa fatti al mattino, così come al mattino è piacevole stare nel mio giardino che è tutto all’ombra. Anche qualche “spedizione” in centro, gli autobus hanno l’aria condizionata e sono abbastanza sicuri: ognuno ha il disinfettante a bordo da spruzzare sulle mani, tutti gli utenti portano la mascherina obbligatoria ed è raro che siano affollati, dato che, per fortuna, nonostante sia luglio la frequenza dei passaggi è rimasta invariata nei giorni feriali. In centro fa caldo, ma quasi tutte le strade hanno un lato all’ombra e le librerie e i negozi hanno anch’essi l’aria condizionata.

Mio marito è quasi tutti i giorni alla casa in montagna per completare quell’impianto elettrico che sta facendo da solo: sembra un lavoro interminabile, non ho la competenza per giudicare se è davvero così complicato, ma la lentezza e la pignoleria che lui mette in qualsiasi sua attività mi fa venire qualche sospetto… Inoltre la quarantena e i successivi problemi di salute ci hanno fatto restare in arretrato di tre mesi, col rischio che nemmeno questa estate potremo rifugiarci a vivere lassù per sfuggire il caldo!

Però il fatto che lui mi lascia sola in città quasi tutti i giorni (io non salgo con lui quasi mai, perché il vedere come siamo indietro mi fa venire il nervoso e la depressione) significa che posso gestire il mio tempo come mi aggrada: uscire, stare rintanata in casa, mangiare, saltare il pasto, decidere cosa fare momento per momento, scegliere qualche attività che mi dia soddisfazione...

Alla domenica invece lui sta sempre a casa: dopo che siamo andati a messa non vale la pena che parta per lavorare lassù mezza giornata. Così rimaniamo rintanati tutti e due, non mi sembra carino lasciarlo solo per andare in giro, magari in qualcuna delle poche manifestazioni estive che stanno attivandosi, inoltre gli autobus alla domenica sono rarissimi, uno ogni mezz’ora se va bene.

Gli anni passati cercavo di insistere perché uscissimo in auto per qualche gita o qualche sagra, anche solo per prendere un gelato in collina, spesso si finiva per litigare perché lui voleva stare rintanato, ma talvolta riuscivo a smuoverlo, poi a fine giornata era soddisfatto di essere uscito… ora non me la sento: si fa forte del fatto che tutti i giorni è fuori quindi la domenica vuole stare in casa e in questo lo capisco.

Così non ho la forza di chiedergli nulla. Il suo essere a casa significa passare la giornata nel buio completo: entro le 10 mi rimprovera perché non ho ancora chiuso tutte le finestre, vetri e persiane, e le vuole riaprire solo all’ora di cena. E’ per sfuggire il caldo, non abbiamo l’aria condizionata e ci aiutiamo coi ventilatori nelle stanze in cui soggiorniamo, però al mattino nelle stanze a ovest si potrebbe tenere aperto di più, soprattutto se c’è vento, visto che le piante del giardino aumentano l’ombra, così almeno si ricambierebbe l’aria… Invece no: per lui conta l’orologio, non il clima che c’è effettivamente fuori.

Queste domeniche pomeriggio estive mi tolgono il fiato, mi sembra davvero di essere nell’anticamera dell’inferno. Lui passa le ore stravaccato sul divano, al buio, a guardare telefilm e partite di tennis alla televisione, io cerco di inventarmi qualcosa per sopportare il tempo che non passa mai: leggo, “viaggio” in rete, a volte scovo qualche film da vedere, purtroppo il cucinare è tabù, forno e fornelli sono insopportabili.

E quando mi capita di vedere immagini di spiagge, di mare… mi viene su un nervoso… perché mi fa pensare che finché la casa lassù non sarà a posto non si mettrà mano al camper… e finché non si sarà revisionato e controllato il camper NIENTE MARE!

 

 
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