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LA CASA IN MONTAGNA

Post n°1694 pubblicato il 12 Luglio 2020 da atapo
 

 

IL PUNTO

 

faggeta verso l'Abetone

 

Io non salgo quasi mai alla casa in montagna, tanto in questo periodo non c'è niente che possa fare, il lavoro è tutto per mio marito all'impianto elettrico. Inoltre quando vado mi innervosisco nel vedere quanto ancora siamo indietro.

Mio figlio aveva telefonato chiedendo se per agosto sarebbe stata abitabile: vorrebbe andarci con Riccardo durante la sua prima settimana di ferie. Era questo il progetto che facevano prima del Covid, anzi, Riccardo sarebbe stato qualche giorno anche solo con noi, mentre suo padre era ancora al lavoro.

Io non ho saputo cosa rispondere, gli ho detto -Parlane con tuo padre.-

Allora abbiamo deciso che ieri saremmo andati tutti in montagna, a vedere in concreto e a fare il punto della situazione. Per l'occasione mio marito aveva sgomberato la cucina, che è diventata abitabile e fruibile, tant'è vero che abbiamo pranzato lì, anche se le provviste le portavamo da casa: insalata di riso, prosciutto e melone. Comunque il frigo funziona, come pure i fornelli.

Mi sembrava un sogno, finalmente seduti normalmente a tavola, con le stoviglie recuperate dagli scatoloni, la temperatura ideale e il sole che entrava dalla porta a vetri; fuori il verde degli alberi del "nostro" bosco.

Nell'esplorazione dello stato della casa abbiamo convenuto che i bagni sono agibili, una camera si dovrebbe riuscire ad apprestarla per agosto, c'è una stanza che per ora è completamente vuota e alla peggio vi si possono portare le brandine da campeggio. Insomma, non sarà così impossibile trasferirci lassù un po' di giorni in agosto.

Tutta la giornata è stata piacevole: abbiamo girato per il paese, dove c'era un'esposizione interessante di reperti e oggetti militari e della vita nel tempo di guerra, abbiamo raccolto i lamponi che cominciano a maturare al limite del bosco, figlio e nipote hanno tagliato l'erba per salire meglio tra gli alberi. Nel pomeriggio abbiamo fatto tutti insieme una camminata lungo un percorso segnato: stradelle, sentiero nella faggeta, aria buona, mille piante da osservare e mille rumori da ascoltare... e non mi sono nemmeno stancata molto, ho collaudato le nuove scarpe comperate per queste occasioni e direi che è stato un ottimo acquisto.

La prossima volta andremo al paese capoluogo a cercare l'ufficio del turismo, dove chiederemo informazioni e mappe per esplorare le possibilità di goderci la natura nel territorio attorno. Questa prossima volta non dovrebbe tardare molto: a sera, mentre si apprestavano a partire, Riccardo ci ha detto: - La settimana prossima sono impegnato (nota: sta dalla mamma), ma quella dopo ancora posso ritornare.-

Mio figlio lo guardava soddisfatto e un po' meravigliato che il bimbo, di solito così timido, si fosse lanciato a progettare il prossimo incontro... meglio così, ne siamo tutti contentissimi!

Io ho detto: -Bene, ti aspettiamo, organizzati come credi meglio, portati anche dei giochi, dei libri, come vuoi...-

E dentro di me facevo i salti di gioia.

Spero proprio che possa essere una bella esperienza e un buon avvio, per questa casa in montagna!

 

 
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