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Post n°19 pubblicato il 03 Ottobre 2007 da atapo
 
Foto di atapo Ieri pomeriggio ho ricominciato le lezioni di acquagym, soft naturalmente, ad un corso di persone abbastanza acciaccate...come me! Con alcune ci ritroviamo ogni anno, un po' più anziane, un po' più acciaccate.

Questa volta, tra i nuovi, c'è una ragazza Down, molto sorridente, molto autonoma.
Mi ha fatto ripensare a Y., una bambina della classe che ho dovuto lasciare.

Nonostante nella mia lunga carriera di insegnante io abbia incontrato tanti scolari con handicap, fino a due anni fa non avevo mai avuto a che fare con bambini Down e confesso che ne ero un po' intimorita, mi parevano davvero strani, la paura dell'ignoto probabilmente...
Poi, nella mia seconda classe già appesantita dall'anno prima a causa della presenza di un bimbo con grave ritardo d'apprendimento, che non aveva sostegno perchè i genitori ancora non accettavano le sue difficoltà, in questa situazione il preside ha inserito anche Y, così l'ins. di sostegno ci avrebbe aiutato per entrambi!
Balle!
Non parliamo dei cambi e delle assenze del personale che avrebbe dovuto aiutarci, fu un anno difficilissimo per tutti...

Y non è solo down, ha avuto problrmi a causa della nascita molto prematura, cammina male, ci vede poco, dice poche parole e si spiega con una gestualità ricchissima.
Quando venne da noi, aveva cambiato tutto: casa, scuola, orari scolastici (non era abituata al tempo pieno),insegnanti di classe e di sostegno : era abituata ad avere una maestra tutta per sè in ogni momento, da noi questo era impossibile e dovette iniziare una difficile strada verso la conquista dell'autonomia a scuola.
Naturalmente non si contavano gli atteggiamenti oppositivi, era bastian contrario ad ogni richiesta di ragionevolezza e di adeguamento agli altri soprattutto quando era troppo stanca e sconvolta.
La situazione era durissima prima di tutto per lei, poi per i compagni e per noi adulti. La sua mamma (è peruviana, vive qui sola con questa figlia, il babbo ha un'altra famiglia, lascio immaginare) era disperata...

Pian piano però qualcosa abbiamo costruito, Y è stata accettata anche dai compagni e dalle famiglie: avevamo il sistema degli "aiutanti", ogni giorno due bambini a rotazione stavano in banco insieme a questi due compagni con grossi problemi e ne erano "aiutanti" per quel giorno, in tutte le piccole necessità che potevano sorgere. E devo dire che questo è stato meglio di tante lezioni teoriche...

Y era diventata affettuosissima con me, ma sapeva che non poteva saltarmi al collo come faceva con altri perchè "avevo male alla schiena",
aveva cominciato a dirmi spontaneamente nuove parole,
tentava di dire forte ANDIAMO quando battevo le mani per richiamare tutti dalla ricreazione in giardino,
mi scriveva delle lettere colorando i fogli,
cercava di nascondere nello zaino i giocattoli della classe per portarseli a casa, ma accettava di rimetterli in ordine insieme all'aiutante del giorno,
le piaceva immensamente riordinare i libri della biblioteca e "leggeva" il suo Dizionario degli Orsetti in una sua lingua incomprensibile...

Alla fine dell'anno scorso si trovava proprio a suo agio nella nostra classe.
E io mi trovavo a mio agio con lei, non ero più ansiosa come all'inizio.

In Perù dicono che i Down sono bambini speciali: io credo che ognuno di noi è speciale per qualche cosa, quindi...

 
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