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Messaggi di Aprile 2019

IL PRIMO

Post n°1606 pubblicato il 27 Aprile 2019 da atapo
 

SENTINELLA

 


 

Ieri nel mio giardino si è aperto il primo iris della stagione.

Qualche giorno più tardi rispetto all'anno scorso, ma quest'anno è così per tutto, il giardiniere ha detto che certi freddi tardivi hanno rallentato le fioriture. Io scrutavo tutti i giorni le lunghe foglie a forma di lancia, cercando quei rigonfiamenti che poi schizzeranno in alto aprendosi nei fiori. Questo è stato il primo, unico, altissimo; nasce dal rizoma che è all'inizio della striscia, a cui non accorciai le foglie a fine inverno, perchè doveva appunto segnalare soprattutto ai nipotini irruenti: "Attenzione, qui cominciano gli iris della nonna, non pestateli!".

Così ora mi fa l'effetto che sia il fiore a sorvegliare tutto e a dire ai suoi fratelli nel loro linguaggio: "Sbrigatevi, è ora, venite fuori!". Allora l'ho chiamato SENTINELLA e che continui a fare buona guardia e a sollecitare, dopo che ha superato indenne il forte temporale di stanotte!

Vedremo quanto ci metteranno, vedremo se sbocceranno solo quelli rosa, come l'anno scorso, o se si decideranno a spuntare anche quelli che comperai in Francia, di vari colori, ma sono ancora piccini, temo di dover aspettare ancora un anno.

Vedremo se si mostrerà anche qualche "infiltrato", perchè io nei mesi passati a volte ho preso un rizoma selvatico celeste o viola qua e là lungo certe strade e li ho infilati accanto agli altri miei...

Chi si ricorda più in che posizione! Potrebbero farmi delle sorprese...

 
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OGGI

Post n°1605 pubblicato il 25 Aprile 2019 da atapo
 

25  APRILE

 

 

Mi è dispiaciuto oggi non essere riuscita a partecipare alla ZAP (Zona Altamente Partigiana), come chiamano al centro sociale della mia zona quelle ore di ogni 25 aprile passate insieme tra discorsi, letture, canti, merende e partecipazione di tutti, per ricordare il passato e riflettere sui problemi attuali.
Volevo farci un salto almeno all'ultimo momento, perchè prima ci è capitata l'opportunità di andare a vedere una cucina usata: questo è ora il nostro interesse e necessità urgente, tra tutti i mobili che ci hanno lasciato nella casa in montagna quelli della cucina erano molto rovinati e li abbiamo dovuti buttare. Non ci vorremmo spendere sopra parecchio, ma bisogna trovarli per poterci andare a vivere al momento giusto! E ci sono misure ben precise a cui attenersi e c'è la solita pignoleria del marito...
Insomma, oggi è andata così, ma la nostra spedizione è andata a vuoto, poi al ritorno si è messo a piovere così ho rinunciato alla ZAP, dato che l'umidità degli ultimi temporali mi fa venire spesso male alle orecchie (un male nuovo!)
Allora il 25 aprile l'ho celebrato guardando i servizi in TV e su internet: mi è parso che ci sia stata una partecipazione enorme e viva, forse è la consapevolezza del momento critico che stiamo attraversando, i valori su cui si è fondata la repubblica e la società italiana non sono più così evidenti, stiamo rischiando... e Dio non voglia, ci vuole la vigilanza e l'impegno di tutti!
Gli anni scorsi non avevo notato che ci fossero i papaveri come fiore a dare significato a questa giornata: quest'anno li ho visti dappertutto sui manifesti, mi sembra una scelta azzeccata, parlano della terra che rifiorisce, ma anche del sangue, sono fiori semplici ma resistenti...
Mi fanno pensare a De Andrè, alla sua ineguagliabile canzone: "La guerra di Piero", che mi fa venire i brividi ogni volta che la sento: è ancora così attuale purtroppo.

 
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IL PERSONAGGIO

Post n°1604 pubblicato il 20 Aprile 2019 da atapo
 
Tag: teatro

NON  SOLO  TEATRO

 


Niccolò dell'Arca, Compianto sul Cristo morto

 

Ci sono personaggi che si abbandonano con difficoltà, dopo che si è finito di interpretarli, perché forse ti assomigliano anche se non te ne rendi conto pienamente, oppure perché sono talmente densi di significati che continuano a suscitare emozioni forti ogni volta che li ricordi. Mi era capitato già una volta diversi anni fa, con quella Cora che per certi versi era diventata un alter ego, oppure un'amica con cui avevo poi convissuto a lungo facendola anche diventare la protagonista di alcune mie piccole storie…
Mi è capitato di nuovo ora, in questo Mistero Buffo che è stato molto bello, siamo riusciti ad ottenere un buon successo e ad averne una grande soddisfazione.
Ognuno degli attori doveva interpretare più di un personaggio nelle varie scene e già questo non è semplice, sia per imparare e caratterizzare le parti, sia per i cambi veloci d'abito. Io non ero da meno: ho fatto la madre della sposa nelle “Nozze di Cana”, una donna presente alla “Resurrezione di Lazzaro”, l'ostessa della locanda in cui si svolge l'Ultima Cena nella scena “Il Matto e la Morte”; questi erano personaggi facili e anche piuttosto divertenti.
Poi nella scena finale sono stata Maria che incontra suo figlio morente, non sulla croce, ma in una cava di marmo e schiacciato da una pietra, la variazione che la regista ha fatto rispetto al testo originario, per attualizzare il Cristo nella tragedia delle morti bianche sul lavoro. Praticamente io sono stata la protagonista della scena intera, dialogando con Gesù, i cavatori, l'angelo Gabriele .
Ecco, questo personaggio è stato difficilissimo da rendere, il dolore e la rabbia li ho costruiti con molto studio e fatica, cercando una strada mia che non doveva essere imitare  la stupenda interpretazione di Franca Rame. Ogni volta che provavo a casa, da sola, arrivavo alla fine stremata e così mi accadeva anche durante le prove collettive. Però pian piano le emozioni crescevano, mi si chiariva come porgerle al pubblico… e si consolidavano anche dentro di me.
Pare che sia riuscita a renderle nello spettacolo, c'è chi si è commosso, chi si è complimentato, chi ha detto che abbiamo passato un messaggio forte per chi è cristiano .
Io ho assorbito profondamente il grande dolore di Maria, mi è rimasto dentro e ancora, ripensandoci, ne risento l'eco; adesso è Pasqua, la rievocazione di questi giorni della morte di Gesù quest'anno è stata permeata dei sentimenti provati durante la mia interpretazione, l'ho sentita in modo diverso, più forte e vivo rispetto agli anni passati. Recitare il personaggio di Maria è stato un ripensamento e un rinnovamento spirituale per me che sono credente, più di tante preghiere.
Il teatro mi ha dato anche questo e gliene sono riconoscente.
E con questa scoperta lascio a chi passa di qua i miei auguri

BUONA PASQUA!

 
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L'ULTIMA VOLTA A PARIGI

Post n°1603 pubblicato il 16 Aprile 2019 da atapo
 

NON LA VEDRO' PIU' COSI'

Era il 21 settembre 2013. A Parigi, bellissime giornate di inizio autunno. Io e mio marito quel giorno l'avevamo dedicato tutto al museo di antropologia, usciti da lì stanchi dopo aver tanto camminato, nel poco tempo che ci restava prima di cena decidemmo di passare da Notre Dame.
L'avevamo già visitata abbondantemente nei nostri viaggi precedenti, a me era rimasta nel cuore la piccola statua di pietra della Madonna col Bambino, la… padrona di casa, che si trova poco dopo l'entrata sulla destra, davanti a un pilastro: è così delicata quella scultura, così dolce, volevo rivederla.
Così entrammo, solo per un attimo, dicevamo, perché eravamo molto stanchi, stavolta scattai qualche foto alla Madonnina.

 

Ma poi l'immensità e la bellezza della costruzione gotica furono così attraenti che ancora una volta proseguimmo, trascinati da quell'atmosfera suggestiva che ci inondava di storia, di arte, di fede, ci faceva ammirare tutto silenziosamente, sentendo attorno a noi la piccolezza dell'uomo e insieme la sua grandezza per aver saputo costruire una simile meraviglia.
Rifacemmo il giro della cattedrale ed io scattai diverse foto, ai giochi di luci e ombre, alle armonie che mi colpivano tra archi e colonne.

 

Poi uscimmo. Sulla piazza c'erano delle gradinate allestite per gli 850 anni dalla costruzione, erano in programma spettacoli serali, ma a quell'ora si poteva godere seduti comodamente la bellezza di tutta la facciata: alle prime ombre della sera fu illuminata da luci delicatissime che le davano una morbidezza quasi da sogno, contro il cielo non più celeste e non ancora nero-notte, ma di una tonalità di azzurro intenso che faceva pensare a certe pitture di angeli nel paradiso.



Una visione di pace, di serenità, che non ho più dimenticato…
...e mi è tornata in mente di colpo ieri sera, davanti ad un'altra luce, stavolta crudele, le fiamme alte dell'incendio che divoravano la cattedrale di Notre Dame: che angoscia ho provato!
Sono andata a ricercare le foto scattate quel giorno, le ho riguardate tutte, a lungo, ero commossa: non rivedrò più quell'antica bellezza...

 
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CI SIAMO

Post n°1602 pubblicato il 13 Aprile 2019 da atapo
 
Tag: teatro

SUL  GIORNALE

 

WOW! La nostra compagnia teatrale "Gli Spostati" è finita pure sul giornale!!!

E' un giornale locale, ma è sufficiente per emozionarci, e l'articolo è ampio, con nomi e cognomi, note sullo spettacolo, anche qualche foto dei nostri spettacoli precedenti...

Siamo tutti strafelici di questo, cominciamo a fare carriera...

... ma ci fa sentire ancora più forte la responsabilità e l'emozione per il debutto di stasera!

E allora... M+++a, M+++a, M+++a!

 
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LUTTO

Post n°1601 pubblicato il 09 Aprile 2019 da atapo
 

TRISTEZZA


Certosa monumentale di Bologna

 

Un mio caro amico ha avuto un lutto, ha perso la sua mamma. Alla nostra età, un genitore vivente è di certo molto, ma molto anziano e quando viene quel momento... beh, è nell'ordine naturale delle cose. Ma questo non attenua il dolore.
La storia, per lui, è andata in modo molto somigliante a come andò per me, ormai dieci anni fa: l'indebolirsi lentamente, il ricovero all'ospedale come a illudersi ancora che possa riprendersi, poi resta solo l'attesa di quando tutto finirà...
Ma lui, al contrario di me, è riuscito a starle vicino fino all'ultimo: abitavano, madre e figlio, nella stessa città, i medici lo avevano preavvisato che ormai non c'era nulla da fare, solo aspettare quello spegnersi lento.
Allora in questi giorni la mia vicinanza mentale e sentimentale a questa attesa, poi a questa fine, mi ha fatto ripensare a quando morì la mia mamma, al rimpianto, che mi resta per sempre, di non essere riuscita a stare con lei di più, più vicino alla fine, ma di averla lasciata dopo quell'ultima visita all'ospedale con la speranza che sarei risalita a Ferrara due giorni dopo e l'avrei trovata migliorata con l'aiuto delle cure, come era già accaduto altre volte. Certo, mi era sembrata particolarmente strana quell'ultima volta, ma nessun medico aveva parlato a me o a mio fratello di quanto in realtà ci fosse poco da sperare e da aspettarsi miglioramenti... perchè se l'avessi saputo non sarei certo ritornata a Firenze quel giorno, per ricevere la terribile telefonata proprio la mattina successiva.
Negli anni mi sono detta che lei avrebbe capito, che era sempre stata lei a dirmi: - Vai, torna a casa ora, che hai il treno da prendere e tante cose da fare.-

Si era sempre voluta mostrare indipendente, non voleva legare a sè od obbligare gli altri a sacrificarsi per i suoi problemi. E' morta di notte, sola: questo per me è ancora oggi una enorme tristezza , come un rimorso.

E quando muore l'ultimo genitore ci si sente trasformati, si è veramente soli, è come camminare su un sentiero sull'orlo di un precipizio e rendersi conto che d'ora in poi non ci sarà nessuno più esperto a dirti come fare per non caderci dentro: ora siamo diventati noi i "patriarchi": nessuno ci tenderà più la mano rassicurante che abbiamo sempre sentito dalla nostra infanzia, è nostra ora questa eredità di responsabilità, dovremo essere noi a tendere la mano a chi è più giovane.

 
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ARRIVA TUTTO INSIEME

Post n°1600 pubblicato il 05 Aprile 2019 da atapo
 

SEMPRE  IN  COPPIA

 


 

Le cose che ti affollano le giornate, che ti riempiono la mente, ti obbligano ad essere  in tensione e ti mantengono l'adrenalina a livelli sostenuti… perché capitano sempre almeno in coppia, non una alla volta… così da logorarti il doppio?
Come in questa settimana e temo, ahimè, anche nella prossima…
Dunque sono iniziati i lavori alla casa in montagna, mio marito sale tutti i giorni, almeno ora che si stanno avviando, anche lui lassù dà una mano togliendo l'intonaco da alcune pareti e, naturalmente, dando le indicazioni necessarie per i muratori.
Questo, lo confesso, non è per me del tutto negativo, sto godendo di parecchie ore di solitudine, posso gestirmi tempi e spazi casalinghi come mi pare, mi ricordo che una simile libertà la ebbi solo nei tre mesi in cui io ero già andata in pensione e lui ancora no: esco, non esco, mangio quello che mi pare, occupo stanze per spostamenti e riordini… non mi fa male questa piccola “vacanza” a casa mia! Anche se possono sempre arrivare le sue telefonate per chiedere il mio parere su questioni “architettoniche” da decidere… e non è semplice far mente locale e dare pareri o scegliere per telefono e lui si inalbera facilmente se io non capisco o chiedo troppi chiarimenti.
Poi lui ritorna, a volte anche parecchio tardi, è stanco, doccia e cena, ma io finora alla cena non ci sono mai stata perché…
… il 13 e il 14 aprile avremo il nuovo spettacolo e dalla settimana scorsa abbiamo fatto prove tutte le sere, dalle 20,30 alle 23. Una bella fatica!
E' uno spettacolo molto importante, siamo in cartellone, questo ci fa diventare un pochino più “famosi”, ma ci carica anche di maggiori responsabilità verso il pubblico, che non sarà più formato dai soliti amici e parenti tutti ben disposti verso di noi!
Non ne avevo ancora parlato, perché doveva restare il più possibile segreto, richiesta fatta alla regista nientemeno che da Iacopo Fo, il figlio di Dario Fo! Fu lui, conoscendo i nostri lavori precedenti, ad accordarsi con lei per tentare una versione di “Mistero Buffo” che non fosse a monologo, come recitava il suo grande padre, ma diventasse uno spettacolo con le parti suddivise in un gruppo di attori.

Impresa non facile, ma secondo me la nostra regista è riuscita a montare uno spettacolo emozionante, mantenendo le suggestioni e l'impatto del testo originario di cui comunque non ha ripreso tutto, ma ha privilegiato ciò che poteva essere più attuale …
La nostra compagnia ha avuto qualche cambiamento: sono entrati alcuni nuovi attori, soprattutto uomini,  ed è stato un bene averli trovati, perché di solito nelle compagnie amatoriali le donne sono sempre molte di più. Io in autunno avevo messo anche su Facebook un annuncio per attori dilettanti e uno di loro è arrivato proprio in questo modo!
Ogni giorno devo ritagliarmi del tempo per ripassare, “fare memoria”, come si dice dietro le quinte.
Ora che siamo alla fine, che ormai quasi tutto è deciso, che sappiamo le parti abbastanza bene, ora cominciamo a divertirci quando recitiamo, così sopportiamo meglio le scenate della regista che sente enormemente il peso della responsabilità di quel titolo e di quella paternità da premio Nobel…
Il timore per il debutto resta sempre forte anche fra noi, forse il nostro divertimento e il sentirci ormai tutti amici accomunati dallo stesso destino è anche un modo per esorcizzare la paura!

 
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