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Messaggi di Settembre 2022

RITORNO DEFINITIVO

Post n°1843 pubblicato il 26 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: cronaca

UN MESE COSI’

 


 

Ci sono stata, sì, in montagna. Anche col brutto tempo, un’umidità che non ricordavo da un pezzo, che mi ha fatto vestire a strati con quasi tutto ciò che avevo messo in valigia. Allora siamo tornati a Firenze due giorni, per “asciugarci” e passare una domenica da mio figlio, poi siamo tornati lassù, visto che il tempo sarebbe migliorato, quindi ci siamo goduti un’altra bella settimana. E lassù si sta proprio bene: per me è un tempo e un luogo di stacco completo, di vita diversa. In realtà faccio cose che farei anche in città, anzi di qualcosa devo per forza farne a meno, ma chissà, forse è l’ambiente, forse lo stato d’animo, riesco ad essere in generale più rilassata. Tra l’insalata, le cipolle, le ultime zucchine, la quantità enorme di mele che l’albero ha prodotto quest’anno, passo molto tempo da ortolana nell’orto, poi in casa a pulire e sistemare ciò che raccolgo e intanto elaboro ricette ed esperimenti culinari, da fare soprattutto al ritorno a Firenze: ci saranno parecchie marmellate nel prossimo futuro e torte di mele che proverò a congelare.

Ma anche col sole la temperatura a 800 metri si è infine abbassata troppo, siamo scappati e ho deciso che per quest’anno i miei soggiorni lassù sono finiti; mio marito resiste di più e forse tornerà là a lavorare ancora qualche giorno. Io, che cerco di non prendere freddo e umido durante l’inverno per non cadere nei miei malanni, figuriamoci se me li vado proprio a cercare già in autunno!

Ora sono definitivamente a organizzarmi in città: sto facendo il cambio degli armadi, un po’ repentino quest’anno, dalle canottiere e sandali si è passati velocemente a magliette con le maniche lunghe e a scarpe chiuse, insieme a giacchette pesanti e impermeabili, perché il tempo volge al brutto. Peccato perché avrei passato volentieri qualche pomeriggio in giro per Firenze, a vedere qualche mostra, e i martedì mattina alla lunga passeggiata nel parco sull’Arno, con la scusa del mercato settimanale.

Devo organizzarmi anche su questa pagina blog: i mesi passati, dai cambi repentini di programmi, mi hanno fatto trascurare qui gli aggiornamenti, vedremo se d’ora in poi sarò più ordinata, o se sarò, come capita, sopraffatta dagli eventi.

Settembre si chiude “col botto”: mi sono arrivate le comunicazioni che ho avuto classificazioni importanti in ben tre concorsi letterari a cui avevo mandato racconti durante i mesi scorsi, con i relativi inviti alle premiazioni.

In uno sono addirittura arrivata prima, era a Bologna e la premiazione si è svolta sabato scorso, naturalmente è stata l’occasione anche per un bel pranzo in un ristorante che fa tortellini strepitosi, non ricordo di averne mai mangiati così buoni. All’evento c’erano anche amici bolognesi che non vedevo da tempo e ciò mi ha raddoppiato il piacere della bella giornata. Le altre due premiazioni saranno in ottobre, per una stiamo già organizzando il viaggio, dice mio marito che per due o tre giorni si può andare anche col camper, dato che il problema più grosso, il water che restava aperto, è riuscito ad aggiustarlo, l’aria condizionata e il frigorifero se non funzionano non è più un guaio in questa stagione.

L’ultima… non so, in quella data avrei già un impegno… si vedrà.

Parlo, parlo, divago, per non soffermarmi sulla realtà di oggi 26 settembre, del dopo elezioni, si apre una nuova era che mi preoccupa non poco: mi dico che sono nata libera… e come finirò?

 
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FINE STAGIONE

Post n°1842 pubblicato il 13 Settembre 2022 da atapo
 

E ORA

 


 

Mentre io scrivevo del viaggio, settembre continuava…

Lo dico sempre che non mi piace fare viaggi e vacanze alla fine dell’estate, perché al ritorno si è catapultati in un tempo che è già diventato veloce, pieno di impegni, di incombenze: il beneficio del viaggio e della vacanza finisce in fretta, la fatica si fa sentire anche di più, per questo ributtarsi subito nella “realtà”.

Invece un viaggio o vacanza verso giugno o luglio dà uno stacco positivo dal passato e dopo si ha tempo per ricordare dolcemente e avviarsi tranquilli alla ripresa.

Purtroppo non sempre si può scegliere, io ho solo potuto scegliere di non seguire, negli ultimi giorni di mare, il bombardamento di messaggi whatsapp di due gruppi, teatrale e un altro, che già si muovevano per riorganizzare le attività: ci ho pensato solo al ritorno e già ci sono stati appuntamenti, decisioni ecc, anche se io , lo confesso, non ne ho nessuna voglia, desidererei prolungare questo tempo di quasi disimpegno…

Quindi domani si torna in montagna; so che mi farà bene stare lassù, c’è aria pura, il verde, l’orto con i suoi frutti, il melo con tante mele mature, le sistemazioni per rendere accoglienti quelle stanze, i libri da leggere spostati lassù che mi aspettano. Peccato che pare verranno giorni di pioggia, se sarà troppo umido scapperemo e torneremo a Firenze; chissà, forse la pioggia mi convincerà che le vacanze sono già finite.

 

 
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COSTEGGIANDO 4

Post n°1841 pubblicato il 10 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

 

ULTIMI GIORNI, ULTIME SORPRESE

 

Siamo arrivati con calma alla Riserva Naturale: abbiamo fatto tappa al santuario di San Giovanni in Venere, appena sopra la costa, la cui visita mi era stata raccomandata da un'amica di Facebook. Già, in mancanza di guida cartacea, anche i suggerimenti in itinere degli amici, oltre che di mia figlia, hanno fatto comodo. E' un'enorme e austera basilica su un colle, molto antica, sembra quasi una fortezza, in stile romanico e gotico delle origini; mi è piaciuta molto perchè non è stata rimaneggiata nei secoli o arricchita di fronzoli e abbellimenti, è rimasta essenziale e semplice. Ha un chiostro molto bello, un vero giardino ricco di alberi centenari. Da lassù si vede tutta la costa a sud, verso cui eravamo diretti.

Prima però un salto ancora nell'interno, a Casalbordino, per un po' di provviste alimentari al Conad, soprattutto vini locali e dolci, per fortuna questi ultimi tipici sono secchi e si sarebbero conservati anche senza il frigorifero funzionante.

Al tramonto siamo arrivati a un enorme parcheggio gratuito nella riserva Naturale di Punta Aderci, che si stava svuotando dalle auto dei turisti che avevano passato la giornata sulle spiagge. Restavano solo alcuni camper, vi avrebbero passato la notte, come noi. Prima che venisse buio completo abbiamo fatto una passeggiata lungo la strada sterrata che percorre, in alto, la riserva; io ero un po' emozionata, sia per il paesaggio suggestivo in penombra, sia per ciò che mi aspettavo dal giorno dopo.


Punta Aderci, le Maldive d'Abruzzo

Al mattino mi sono svegliata presto e ho fatto subito un giro di esplorazione: ho scoperto un mare e un paesaggio affascinanti, una casetta informativa con un ragazzo gentile che mi ha dato una mappa e un po' di informazioni, con gioia ho scoperto anche un piccolo autobus che per un euro e mezzo faceva da navetta continua lungo la strada sterrata, da cui partivano i sentieri in discesa per alcune spiagge. Ci siamo organizzati, decisi a passare in riva al mare tutta la giornata, con ombrellone, libri, borsa termica con frutta, pane, acqua e due scatolette di RioMare. Non era la famosa spiaggia della Penna (nonostante la mappa non avevo ancora capito come arrivarci) però è stata lo stesso una bella giornata, di sole, ventilata, con l'acqua trasparente, piena di pesci, molto invitante per fare più di un bagno. Sui monti dietro si addensavano nuvoloni e brontolavano tuoni, sembrava che non arrivassero fino alla costa, ci hanno lasciato godere il sole fin quasi al tramonto, abbiamo fatto in tempo a risalire, prendere la navetta, entrare nel camper prima che cominciasse a piovere.


siamo stati in questa spiaggia

Però non avevamo proprio niente per cena, contavamo di cercare un ristorante, ma quelli trovati su Google a cui abbiamo telefonato o non rispondevano o erano tutti prenotati.

Così siamo andati alla ventura, a Vasto, qualcosa avremmo pure trovato...

Intanto lungo il percorso, già quasi al buio, abbiamo trovato un branco di cinghiali che ci ha attraversato la strada, per fortuna abbiamo frenato in tempo! Non era il caso di cenare a cinghiale...

Vasto di sera era suggestiva, col centro tutto illuminato, mi ha fatto una piacevole impressione, ma sapevo che non saremmo riusciti a ripassare per conoscerla meglio, la fine del viaggio era due giorni dopo.

Anche il mattino successivo faceva brutto tempo, a tratti pioveva e il camper ci ha riservato l'ultima sgradevole sorpresa: si è rotta la levetta che fa manovrare la cassetta del wc, restava sempre aperta, era un bel guaio!

Avevamo prenotato il pranzo in un ristorante della zona, in cui mio marito avrebbe finalmente mangiato il suo desiderato brodetto, appena seduti al tavolo si è scatenato il diluvio e si capiva che tutto il giorno sarebbe stato così freddo, un'alternanza di nubifragi e momenti ventosi, allora abbiamo deciso che saremmo ripartiti subito per Firenze: i temporali e il wc aperto non ci invitavano a restare ancora in giro. Però al ristorante avevamo finalmente saputo la strada per la famosa spiaggia di Punta Penna, era proprio lì dietro: tra uno scroscio e l'altro siamo andati a darle almeno un'occhiata, dall'altro della costa, scendere non era il caso. E' davvero bellissima, la più bella, peccato non averne goduto, sarà senz'altro per un viaggio futuro.

spiaggia di Punta Penna

La risalita in autostrada verso nord ci ha fatto sfuggire ai temporali che erano localizzati nel sud dell'Abruzzo, ma le sorprese non erano finite: nella notte mio marito si è sentito male, forse si era bloccata la digestione dell'abbondante brodetto a causa del freddo improvviso dei temporali.

Col suo mal di pancia e il water in quelle condizioni ce la siamo vista brutta: io ho usato sempre i servizi nelle aree autostradali per lasciarlo alle sue emergenze... e pian piano se Dio vuole siamo arrivati a Firenze alla fine della mattinata!

Credo che il camper sarà a lungo inutilizzabile...

Però tutti gli imprevisti non sono riusciti a cancellare la bellezza di questo viaggio, del mare che sono riuscita a vedere, annusare, dei suoi colori, della freschezza delle onde, così come il bello dei luoghi naturali in cui sono passata: mi ci voleva proprio un viaggio così.

FINE

 

 
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COSTEGGIANDO 3

Post n°1840 pubblicato il 08 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

SULLA COSTA DEI TRABOCCHI

 


Seguendo i suggerimenti dei gruppi di camperisti su facebook, poco più a sud di Giulianova ci siamo fermati alcuni giorni a Cologna Spiaggia. E’ un paese piccolissimo lungo la statale 16, la “Spiaggia” in realtà si raggiunge oltrepassando la ferrovia e attenzione alle altezze dei sottopassaggi, bisogna trovare quelli abbastanza alti per i camper! Oltre la ferrovia ci sono campi e finalmente il mare: una bella passeggiata dal paese!

Alcuni di questi terreni sono diventati villaggi turistici e aree di sosta camper. Noi abbiamo puntato su uno ben alberato, Agricamping Mare Nostrum, ancora affollato, ma un posticino è saltato fuori e ci siamo stati benissimo: davanti il mare, dietro campi, colline e sullo sfondo le montagne. Note positive: la tranquillità, un ristorantino interno poco più che rosticceria, specializzato in arrosticini e street food fritti da urlo, saporiti e leggeri, senza nessuna goccia d’olio residua, infine un bel prato prospiciente la spiaggia, dove prendere il sole senza riempirsi di sabbia o saltellare sui sassi. E fuori dall’area, lungo la spiaggia, altri ristoranti con specialità locali e pesce fresco.

Qualche giorno di tutto riposo, ma altre mete ci attendevano e allora via, di nuovo lungo la costa, verso sud.

Giunti a Ortona verso l’ora di pranzo di domenica 28, abbiamo attraversato a piedi parte della città per arrivare sul lungomare al ristoranteAl vecchio teatro”, che sta proprio nell’edificio del teatro. Anche qui specialità di mare e i dolci tipici di Ortona, le nevole, cialde di pasta al mosto cotto e cannella.



Nel tavolo accanto al nostro si erano seduti una bella signora e due uomini, uno di mezz’età, l’altro più giovane. Ho fatto attenzione ai loro discorsi: parlavano di teatro! Fare memoria, le luci, la carriera difficile, l’accademia… Questi argomenti mi emozionavano, pensavo che anch’io, nel mio piccolo… avrei voluto intervenire, chiedergli dei loro progetti, ma mi sono trattenuta: erano abbastanza infervorati, ho capito che andavano in scena quella sera. All’uscita ho chiesto al padrone del locale chi erano, visto che aveva voluto farsi fotografare insieme a loro, mi ha detto che era Vanessa Gravina e con gli altri avrebbe recitato la sera in quel teatro.

Il lungomare di Ortona era davvero piacevole, è in alto tipo una lunga terrazza affacciata sull’Adriatico, si andava animando nel pomeriggio, c’era un mercatino di artigianato e antiquariato, un venticello piacevole, un’aria limpida che mostrava il panorama della costa per molti chilometri.

Dopo la passeggiata siamo ripartiti e nel pomeriggio abbiamo iniziato la costa dei trabocchi, che va da Ortona a Vasto.

I trabocchi sono tipiche strutture leggere di legno costruite sul mare, unite alla costa da una passerella; servivano per la pesca, ormai non più in uso, sono stati restaurati e fanno parte del patrimonio storico e paesaggistico della costa abruzzese. Sembrano enormi ragni con lunghe zampe che escono dal mare, alcuni hanno ancora grandi reti appese che danno proprio l’idea della ragnatela. Molti di questi adesso sono diventati ristoranti, offrono l’esperienza di mangiare sopra l’acqua.

Mia figlia per alcuni anni era andata in vacanza da quelle parti e me ne aveva parlato spesso: così in quei giorni è stata lei la nostra guida a distanza, su whatsapp le chiedevo informazioni, le mandavo foto e lei ci dava suggerimenti, utili anche se un po’ datati.

Infatti il campeggio La Foce in cui ci siamo fermati, sulla costa a Rocca San Giovanni, ci era stato suggerito da lei. Anche qui ci siamo trovati bene (a parte un cane che abbaiava un po’ troppo), il paese è lontano, ma nel campeggio c’è un ottimo ristorante. La spiaggia, di sassi e sabbia, è abbastanza grande, suddivisa dagli scogli in varie insenature, a destra e a sinistra è “chiusa” da due trabocchi. Uno di questi, a circa mezzo chilometro, ha il ristorante con pranzi e cene a menù fisso di piatti tipici, e ci siamo voluti regalare questa esperienza di mangiare sull’acqua.

Dal campeggio vi si arrivava a piedi, percorrendo la via ciclabile e pedonale che va per 30 chilometri lungo la costa, fatta apposta per ammirare i trabocchi: fu costruita su una vecchia ferrovia dismessa, di cui restano ponti e massicciate, tra la macchia mediterranea, è un paesaggio davvero caratteristico.

Direi che al trabocco Punta Isolata non è stato un semplice pranzo, ma un evento, quasi una cerimonia, un'esperienza sensoriale: l’appuntamento era per le ore 13, ne siamo usciti quasi alle 16! Un’apparecchiatura raffinata sui toni del bianco e blu, antipasti freddi, antipasti caldi, un primo, due secondi, dolci abruzzesi, sorbetto, liquori, caffè: ogni piatto che arrivava era presentato e spiegato dal cameriere facendoti sentire … coccolato! La giornata piena di sole, sotto i nostri piedi il mare tra il verde e il blu in cui si intravedevano branchi di pesci, i gabbiani che volteggiavano attorno e si posavano sui lunghi bastoni di legno del trabocco. Tutto molto piacevole.


Dopo tutto quel ben di Dio, alla sera c’è stato posto solo per una tisana.

Anche nostra figlia, ai suoi tempi, aveva fatto l’esperienza del pranzo sul trabocco, ma su quello di Punta Tufano e noi siamo andati a cercarlo quando abbiamo lasciato il campeggio per proseguire il viaggio: questo ha di particolare una esposizione di foto e pannelli informativi e la vendita di marmellate, miele, olio e liquori artigianali. Quando siamo arrivati sarebbe stato chiuso, ma la signora che lo gestiva, gentilissima, ci ha fatto entrare lo stesso, così abbiamo visto, letto, ascoltato le sue spiegazioni e alla fine … acquistato il miele all’arancio.

Eravamo agli ultimi giorni del nostro viaggio, saremmo arrivati a un’ultima meta, irrinunciabile: la Riserva Naturale Punta Aderci. Anche questa già visitata, e raccomandata, da nostra figlia, che ci aveva decantato soprattutto una bellissima spiaggia, a Punta Penna, e un agriturismo nel quale aveva soggiornato.

Ma di questo racconterò nella prossima (e ultima) puntata.

(continua)

 

 
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COSTEGGIANDO 2

Post n°1839 pubblicato il 04 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

HIC SUNT LEONES

 

sul fiume Marecchia

 

Il giorno successivo, sabato 21, è stato dedicato tutto alla spiaggia, al relax, ai bagni in mare (dopo quanti anni!), alla lettura di un libro sotto l’ombrellone, al primo (e ottimo) pranzo di pesce nel vicinissimo ristorante. Sentivo che la vera vacanza era cominciata con l’effetto positivo e corroborante che il mare ha sempre su di me e in aggiunta il luogo, la sua sabbia finissima, le conchiglie, mi evocavano dolcemente l’atmosfera e i ricordi dell’infanzia.

Così ho affrontato meglio la brutta sorpresa che il camper ci ha fatto appena è aumentato il caldo nel corso della giornata: si è rotto il sistema di aria condizionata nella cellula!!! Riparato quello nella cabina di guida, dopo luglio, ora è toccato a quest’altro. Era meglio tornare a Firenze, se non avessimo trovato posto sempre in luoghi ombreggiati e anche così nelle ore più calde era preferibile stare all’ombra all’aperto, almeno nelle zone costiere era auspicabile che ci fosse brezza, piuttosto che all’interno del camper.

Per il momento abbiamo accantonato il problema, tanto saremmo stati ospiti dagli amici, a Torriana. Con loro, come in ogni nostro incontro, ci siamo trovati benissimo: giorni di relax, di chiacchiere, di cene memorabili con menù tipici, in agriturismo e piadineria. Ci hanno accompagnato a Rimini, a vedere le ultime trasformazioni e ammodernamenti nel centro città, abbiamo passato un bel pomeriggio sul fiume Marecchia: nonostante la siccità, in quella zona c’era una bella spiaggia di sassi con l’acqua abbondante e abbastanza alta da fare il bagno e perfino i tuffi, nei quali si sono esibiti i due nipotini dei nostri amici. Tutto lì assomigliava ad un luogo delle Cevennes, in Francia, altrettanto selvaggio, dove ci fermammo qualche anno fa: qui però, sulle colline attorno, si vedono i castelli del Montefeltro, affascinanti per storie e leggende.

Poi è venuto il momento di lasciare gli amici e iniziare il nostro vero VIAGGIO: percorrere la statale 16, l’Adriatica, fino a… chissà!

Avevamo poche mete irrinunciabili, nessuna meta finale: i tempi, le soste, gli imprevisti… avrebbero deciso. Questo percorso, come accade quasi sempre, l’avevo scelto io: per me il camper è bello soprattutto per esplorare territori, la costa Adriatica negli anni l’avevamo percorsa solo in autostrada per andare in Puglia, ma attorno all’autostrada cosa c’è? E’ quello che volevo scoprire. Pian piano, con calma, attraversando le città, ammirando i panorami: le colline ondulate ricche di coltivazioni e di oliveti, le montagne a strapiombo, i colori mutevoli del mare spesso appena sotto di noi, dove avresti potuto tuffarti direttamente dal camper.

Ho scoperto cittadine molto graziose, moderne, o con palazzi liberty, o con sfilate di case in mattoncini rossi che mi hanno fatto pensare a quelle molto simili del nord della Francia, guarda un po’! Mi sono stupita di trovare, nelle periferie di queste piccole città, enormi centri commerciali e zone industriali di ogni categoria, un contrasto stridente, ma è segno di modernità e, speriamo, di possibilità lavorative ed economiche.

Le Marche stavano per finire, io ho riposto il secondo volume della guida Touring dell’Italia in tre volumi, per prendere il terzo, con l’Abruzzo e il Sud: sorpresa, parecchio brutta! Nel fare i bagagli mi ero sbagliata, avevo preso le guide I e II, anziché II e III! Dell’Abruzzo non avevo nulla, se si eccettuano alcune annotazioni sulle aree di sosta scaricate dai gruppi di camperisti di Facebook e qualche breve notizia su una guida agli hotel e ristoranti vicini alle autostrade d’Italia.

-Hic sunt leones!- ho esclamato mentre il camper entrava nelle terre abruzzesi, avremmo fatto proprio gli esploratori in territori quasi sconosciuti.

La prima giornata di sosta, a Giulianova, ci ha offerto un parcheggio in pineta, un ristorante dove ho imparato la ricetta per il ragù di pesce, un’enorme spiaggia sabbiosa e strapiena di conchiglie, quante non ne vedevo da anni, un’acqua limpidissima.

Intanto però un’altra amara sorpresa: il frigorifero funzionava malissimo, non scendeva di 10 gradi al di sotto della temperatura esterna, che arrivava fino a 30°. Praticamente era come non averlo. Per il marito sono i due anni di sosta forzata del camper che hanno danneggiato e provocato tutti i guai. Questo ci ha “obbligato” a non tenere provviste deperibili, ma a utilizzare di più rosticcerie e ristoranti… e non è proprio da buttar via.

(continua)

 

 
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Post n°1838 pubblicato il 03 Settembre 2022 da atapo
 
Tag: viaggi

GLI INIZI



 

Sono tornata ieri, come da copione, con qualche ora di anticipo, ma c'era il suo perché...

Ho voglia di raccontare questo breve viaggio, le sue luci e le sue ombre, le sue certezze e le sue sorprese, mi occorrerà più di un post, sarà dunque "a puntate" e quando lo rileggerò in futuro sorriderò, perchè anche le disavventure, una volta superate, fanno sorridere.

Partimmo venerdì 19 agosto. Prima di "partire", cioè di accendere il motore del camper, c'è il rito del "caricare i bagagli" e non è da poco: mettere valigia, borsoni e sporte in auto, andare al rimessaggio del camper, trasferire il tutto sul camper, svuotare la valigia e sistemare gli abiti in essa radunati nei ripiani e nelle grucce dell'armadio del camper, rimettere la valigia vuota in auto, spostare il camper e lasciare l'auto in nostra attesa nella piazzola. A questo punto si può partire.

Io, quella mattina, ero in ansia: le previsioni metereologiche davano un minimo di sicurezza a Firenze fino alle 11, poi previsioni di forti temporali. Avevo avvertito mio marito, era il caso di completare tutto e uscire dalla città prima delle 11, ma lui non se ne è preoccupato, così quando abbiamo chiuso la porta di casa, dopo le 11, dai nuvoloni scuri cominciavano a cadere le prime gocce, nel tempo di arrivare accanto al camper si è scatenato il diluvio, non era possibile uscire dall'auto, anzi dal vetro vedevo che il terreno attorno, a sassolini e prato, si stava paurosamente allagando. Ero furiosa e avvilita; di litigare rimproverandolo. -Te l'avevo detto!- non ne avevo nemmeno la forza: uno splendido inizio di vacanza!

Abbiamo aspettato più di mezz'ora che il peggio passasse, prima di poter fare il trasbordo sferzati dal vento e impregnati di umidità. Ormai era ora di pranzo, vicino c'è un ipermercato Carrefour con la tavola calda, poco fornita in verità, una mozzarella in carrozza ci avrebbe lasciati leggeri durante il viaggio.

Così la VERA partenza è avvenuta di pomeriggio, per fortuna nel resto della giornata abbiamo incontrato solo piogge sparse e molto sopportabili.

La meta era la riviera adriatica, avremmo passato qualche giorno con la nostra coppia di amici bolognesi nella loro casa a Torriana, sulle colline sopra Rimini. Però loro erano impegnati con altri ospiti fino al sabato sera, l'accordo era di incontrarci la domenica mattina; fino ad allora occorreva trovare un posto da fermarsi, che io mi auguravo fosse MOLTO vicino a una spiaggia.

Approdati sulla costa tra Torre Pedrera e Igea Marina, i luoghi del cuore delle mie vacanze nell'infanzia e adolescenza, mi auguravo che per questo mi fossero favorevoli... invece, come temevo, le tre aree di sosta per camper in riva al mare, in cui abbiamo chiesto, erano tutte al completo. Già mi vedevo costretta ad andare in quelle nell'entroterra, in mezzo ai campi, dove il mare non si vede nemmeno col binocolo. Invece, a un tratto, ormai al tramonto, visione! Un parcheggio alberato sul lungomare, inspiegabilmente abbastanza vuoto!

-Ferma, Ferma!- ho gridato.

Abbiamo esaminato accuratamente che non ci fossero divieti particolari e le modalità di pagamento al parchimetro: con solo 12 euro saremmo potuti restare lì fino alla domenica mattina! Le mie cittadine balneari mi erano state amiche anche stavolta: davanti al parcheggio si stendeva la spiaggia libera, dietro al parcheggio c'era un ristorante da cui arrivavano effluvi di pesce...

Quella sera non l'avremmo collaudato, avevamo portato la frittata di zucchine svuotafrigo, ma al pranzo successivo non saremmo mancati. Il parcheggio man mano si riempiva di auto e moto: vicino c'è una discoteca, ma abbastanza distante da lasciarci la musica solo come sottofondo al sonno. Prima di dormire una bella passeggiata sul viale principale di Igea: non è cambiato dai miei tempi lontani, le famiglie in passeggiata, il gelato serale, i negozi colorati di articoli da spiaggia e di abiti estivi in saldo, i pochi ristoranti affollati, ancora tutta l'atmosfera vacanziera del mese di agosto.

(continua)

 

 
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