Aggiornamenti su Metabolismo by Xagena

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Sicurezza ed efficacia di LY3015014, un anticorpo monoclonale anti-PCSK9, nella ipercolesterolemia primaria

Uno studio ha valutato efficacia, sicurezza e tollerabilità di LY3015014, un anticorpo neutralizzante la proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 ( PCSK9 ), somministrato ogni 4 o 8 settima …


 

I pazienti con colesterolo LDL compreso tra 70 e 100 mg/dL e che assumono statine presentano un ridotto rischio di eventi avversi cardiaci maggiori

L’ESC ( European Society of Cardiology ) raccomanda che il trattamento con statine a lungo termine nei pazienti con malattia coronarica deve avere come obiettivo livelli di colesterolo LDL inferiori a …


 

Inibizione antisenso della apolipoproteina C-III nei pazienti con ipertrigliceridemia

L’apolipoproteina C-III ( APOC3 ) è un regolatore chiave dei livelli dei trigliceridi plasmatici. Livelli di trigliceridi elevati sono associati al rischio di eventi cardiovascolari avversi e pancreat …


 

Anticorpi monoclonali con bersaglio PCSK9: l’effetto ipocolesterolemizzante di Alirocumab rimane costante nel lungo periodo

Sono stati presentati, durante il Meeting dell’American College of Cardiology ( ACC ) i dati a 18 mesi ( 78 settimane ) di uno studio di fase III condotto con Alirocumab ( Praluent ), che ha arruolato …


 

Inibizione di PCSK9 con Evolocumab nella ipercolesterolemia familiare eterozigote: studio RUTHERFORD-2

L’ipercolesterolemia familiare eterozigote è caratterizzata da basso assorbimento cellulare di colesterolo LDL, aumentate concentrazioni plasmatiche di colesterolo LDL, e malattie cardiovascolari prem …


 

Studio RUTHERFORD-2: risultati positivi con Evolocumab nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote

Amgen ha annunciato che lo studio di fase 3 RUTHERFORD-2 ( RedUction of LDL-C with PCSK9 InhibiTion in HEteRozygous Familial HyperchOlesteRolemia Disorder Study-2 ), che sta valutando Evolocumab in c …


 

Effetto della supplementazione con Vitamina-D sulla densità minerale ossea

I risultati di recenti meta-analisi sulla supplementazione con Vitamina-D senza co-somministrazione di Calcio non hanno mostrato una prevenzione delle fratture, probabilmente a causa della insufficien …


 

Fenilalanina ammoniaca liasi ricombinante monodose per via sottocutanea, coniugata con glicole polietilenico in pazienti adulti affetti da fenilchetonuria

La fenilchetonuria è una malattia ereditaria causata da una alterata attività della fenilalanina idrossilasi, l’enzima che converte la fenilalanina in tirosina, con conseguente accumulo di fenilalanin …


 

Valutazione degli effetti anti-osteoporotici di Metformina e Sitagliptin in donne con diabete in postmenopausa

L’osteoporosi è la più importante malattia metabolica dell’osso in pazienti con diabete mellito. Diversi studi hanno documentato che la Metformina ( Glucophage ) è osteogenica in vitro. Per contro, …


 

Alipogene tiparvovec per il trattamento della carenza di lipoproteina lipasi

Alipogene tiparvovec è la prima terapia genica mediata da virus adeno-associato ( AAV ) ad essere approvata per il trattamento di una malattia metabolica. Il deficit di lipoproteina lipasi ( LPLD ) è …


 

La supplementazione di Vitamina-D non ha alcun effetto sugli esiti cardiovascolari, tumorali o scheletrici

Uno studio ha mostrato che la supplementazione di Vitamina-D non sembra impedire l’infarto miocardico, l’ictus, l’insorgenza di tumori e le fratture ossee, e difficilmente studi futuri potranno modifi …


 

Lorcaserina per la gestione del peso corporeo

Il diabete mellito di tipo 2 e l’obesità comunemente si presentano assieme. L’obesità contribuisce alla resistenza all’insulina, una delle principali cause del diabete mellito di tipo 2. La modesta pe …


 

Lorcaserina, gestione cronica del peso corporeo nelle persone obese o in sovrappeso

La Lorcaserina per os ( Belviq ), un agonista selettivo del recettore 5-HT2C, trova indicazione negli Stati Uniti, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, nella gestione cronica del peso di adu …


 

Effetto della supplementazione con Testosterone con e senza un doppio inibitore della 5-alfa-reduttasi sulla massa magra in uomini con produzione di Testosterone soppressa

Gli inibitori dello steroide 5alfa-reduttasi sono utilizzati per trattare l’iperplasia prostatica benigna e l’alopecia androgenica, ma il ruolo del 5-alfa-diidrotestosterone ( DHT ) nel mediare gli ef …


 

Effetto della supplementazione con Vitamina-D sulla densità ossea in bambini sani

E’ stata condotta una revisione sistematica della letteratura e una meta-analisi per determinare l’efficacia della supplementazione con Vitamina-D nel migliorare la densità minerale ossea nei bambini …

Obesiologia – Pazienti ospedalizzati per COVID-19: correlazione tra indice BMI ed età con morbilità e mortalità

L’obesità può contribuire a esiti avversi nella malattia da coronavirus 2019 ( COVID-19 ). Tuttavia, mancano studi su popolazioni di pazienti ampie e ampiamente generalizzabili e l’effetto dell’indice di massa corporea ( BMI ) sugli esiti di COVID-19, in particolare nei giovani adulti, rimane incerto

Sono stati analizzati i dati dei pazienti ricoverati con COVID-19 in 88 ospedali statunitensi arruolati nell’American Heart Association’s COVID-19 Cardiovascular Disease Registry con raccolta dei dati fino al 22 luglio 2020.
L’indice BMI è stato stratificato per classe di obesità secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ), con peso normale prespecificato come gruppo di riferimento.

L’obesità, e, in particolare, l’obesità di classe III, era sovrarappresentata nel Registro rispetto alla popolazione statunitense, con le maggiori differenze tra gli adulti di età inferiore o uguale a 50 anni.
Tra 7.606 pazienti, la morte in ospedale o la ventilazione meccanica si è verificata in 2.109 ( 27.7% ), la morte in ospedale in 1.302 ( 17.1% ) e la ventilazione meccanica in 1.602 ( 21.1% ).

Dopo aggiustamento multivariabile, le classi di obesità da I a III sono state associate a rischi più elevati di morte in ospedale o ventilazione meccanica ( odds ratio, OR=1.28, 1.57, 1.80, rispettivamente ) e l’obesità di classe III è stata associata a un rischio più elevato di morte in ospedale ( hazard ratio, HR=1.26 ).

CONTINUA: https://www.obesiologia.net/articolo/associazione-tra-indice-di-massa-corporea-ed-et-con-morbilit-e-mortalit-nei-pazienti-ospedalizzati-con-covid-19

 

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Ipercolesterolemia

Pazienti con diabete di tipo 2 e ipercolesterolemia: la …

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I glitazoni, anche noti tiazolidinedioni, appaiono …

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Malattia di Paget: l’effetto analgesico del Pamidronato …

Obesità addominale

Studio RIO-Lipids: Rimonabant efficace nel ridurre l’obesità …

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Gli effetti di Ronacaleret, antagonista del recettore calcio …

Farmaci anti-obesità

I nuovi farmaci anti-obesità, scarsa efficacia e tanti effetti indesiderati.

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Individuato un segnale di sicurezza tra bifosfonati e …

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